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lunedì 16 aprile 2012

Decostruzione della dicotomia di Genere: concettualizzazione dei Nativi Americani Berdache

In un articolo apparso su Le Scienze, Anne Fausto-Sterling sfida la divisione binaria dei sessi in due distinte entità, maschi e femmine. Lei sostiene ci siano almeno cinque sessi: maschio, femmina e tre categorie intersessuali. Gli intersessuali costituiscono il 4% delle nascite e comprendono, secondo  Fausto-Sterling, veri ermafroditi ("herms"), che posseggono testicoli e ovaie, pseudoermafroditi maschi ("merms"), che hanno testicoli e qualche aspetto dei genitali femminili ma non le ovaie, pseudoermafroditi femmine ("ferms"), che hanno ovaie e alcuni aspetti dei genitali maschili ma mancano i testicoli. Fausto-Sterling propone una radicale decostruzione del sistema binario di sesso e genere attraverso una ricategorizzazione biologica del sesso.

Nella nostra cultura, il sesso di un individuo è la componente biomorfologica intorno a cui si costruisce il suo genere. Partendo dalla tesi di Fausto-Sterling si vuole contribuire alla decostruzione radicale del sistema binario di sesso e genere analizzando i modi in cui potremmo culturalmente ricategorizzare il genere. Si farà specificatamente riferimento alla figura del berdache, propria dei nativi nord-americani, come esempio delle debolezze intrinseche nella classificazione binaria e al persistente (forse anche "naturale") bisogno umano di eludere la sua imposizione.

Cosa c'è dietro il termine Berdache?

La parola "berdache" deriva dalla parola francese "bardash", che a sua volta deriva dal termine italiano "berdascia", derivato da "bardaji" in lingua araba, che è derivato, infine, dal persiano "barah". Originariamente questo termine indicava uno schiavo maschio o una prostituta o il partner passivo nel sesso tra uomini. "Berdache" era il termine spesso usato dai primi esploratori europei in Nord America nel tentativo di etichettare persone il cui comportamento non si traduceva adeguatamente in qualsiasi lingua europea. Si userà qui il termine "berdache" in parte per mancanza di una parola migliore, in parte perché la sua inadeguatezza simboleggia il modo in cui la nostra lingua e la nostra cultura hanno limitato la nostra capacità di esprimere concetti come la non-dicotomia del genere e dei fenomeni sessuali. In antropologia, "berdache" è stato assunto per descrivere un uomo o (meno spesso) una donna la cui identità di genere non fosse compatibile col suo sesso biologico. Il “berdachismo” viene riconosciuto in più culture (di paesi quali Siberia, Tahiti, India, Bali tra gli altri), anche se il termine è usato nello specifico per descrivere la tradizione delle tribù native americane. I berdache sono stati documentati in oltre 130 tribù di nativi americani, in ogni regione del continente, in ogni contesto culturale, in piccoli gruppi di cacciatori in Alaska fino alla popolosa, gerarchica città-stato della Florida.

Per la maggior parte, siccome le tradizioni nord-americane sono state ridotte ad una sorta di non esistenza virtuale, gli studi sulla tradizione berdache conta per lo più su resoconti storici scritti da non-nativi americani. Missionari ed esploratori forniscono la maggior parte dei resoconti sui berdache e, non sorprendentemente, tendono più ad esprimere giudizi che a fornire informazioni. Anche gli studi antropologici apparentemente oggettivi della cultura dei nativi americani compiuti in questo secolo, tendono ad avere una leggera inclinazione negativa nel descrivere i berdache. Come riportato da Kessler e McKenna: "Gli antropologi raccolgono dati sulle altre culture ma li interpretano spesso in riferimento alle loro proprie organizzazioni. In termini di genere, sanno che ci sono due generi con differenti ruoli di genere, quindi non fanno altro che valutare come questi ruoli vengano colmati in altre culture." In altre parole, la nostra "vista culturale" (binoculare per lo più) influenza la nostra capacità di percepire e conoscere altri sistemi culturali riguardo a sesso e genere.

Ermafrodito, travestito o nessuno dei due?

Molti iniziali osservatori chiamarono i berdache “ermafroditi” anche se apparentemente non c'era nessuna traccia fisica reale che potesse portare a dire che un berdache fosse realmente un ermafrodito. "Ermafrodito" però sembrava essere la migliore traduzione venuta in mente a quei primi esploratori. Solo i Navajo in realtà utilizzano il termine Nadle per descrivere sia l'ermafrodito che il berdache maschio o femmina. Più nello specifico un ermafrodito vebiva indicato come Real Nadle, mentre un berdache come Pretend Nadle.

Più accuratamente, almeno in apparenza, i berdache sono stati etichettati come "travestiti" dagli osservatori europei, perché tendevano ad adottare un abbigliamento del sesso morfologico opposto. Anche se era una pratica diffusa, sopratutto tra i maschi berdache, il travestitismo non era né universale né immutabile. I berdache maschi spesso adottavano vestiti e manierismo delle donne, anche se non necessariamente nella loro interezza. Piuttosto, spesso creavano un loro modo di presentarsi unico, un look androgino che non era né tipicamente maschile né tipicamente femminile, ma una mescolanza dei due. Inoltre non sembra esserci una correlazione tra il berdachismo maschile e quello che potremmo definire come un aspetto "effeminato". We'wha, il famoso Zuni uomo/donna che fece amicizia con l'antropologa Matilda Coxe Stevenson, viene descritta come la più "grande e forte" dei Zuni e le sue fotografie lo confermano. Nel 1889, sul New York Medical Journal, A.B. Holder riporta del Bote (né uomo né donna), figura tipica degli indiani Absaroke del Montana come un individuo che indossava l'abito "squaw" e leggins, che portava parte dei capelli raccolti in trecce da donna, che possedeva o articolava la voce e gli atteggiamenti in modo femminile e costantemente si riferiva a sé come se fosse di sesso femminile. La voce, le caratteristiche e la forma, tuttavia, non portavano a perdere completamente le qualità maschili al punto che fosse difficile distinguere il Bote da una donna.

Diventare un Berdache

Parafrasando Simone de Beauvoir: "Non si nasce berdache, lo si diventa". Come funzionava esattamente, allora? Come si diventava berdache? Nella maggior parte delle culture native, un individuo non è né maschio né femmina alla nascita. Tra i Zuni, ad esempio, prima dell'età di 5-6 anni, un bambino non è né un bimbo né una bimba, ma semplicemente un infante, un Cha'le. Eventualmente, dopo questa età, bambini e bambine ricevono un'iniziazione graduale ai ruoli di genere che saranno chiamati ad assolvere nell'età adulta. Secondo Will Roscoe: "I Zuni non nascono uomo o donna, questa costruzione viene dopo. Il genere è un attributo sociale e non naturale. Si diventava uomo o donna imparando le forme sociali maschili e femminili e, in particolare, acquisendo dei simboli di genere durante i riti di passaggio". Il punto è, naturalmente, che non tutti i maschi biologici erano destinati a diventare uomini e non tutte le femmine biologiche a diventare donne. E' stato perfettamente accettabile in molte tribù di nativi americani che un bambino semplicemente scegliesse di non intraprendere le attività e il comportamento tipici del suo sesso morfologico.

Più frequentemente, però, un bambino veniva visitato da sogni o visioni che simbolicamente indicavano che dovesse diventare un berdache. Secondo Alfred Bowers, i berdache maschili presso gli Hidatsa "erano uomini che, durante la tarda adolescenza e tanti sogni, mutavano il loro abbigliamento e indossavano quello tipico delle donne assumendo ruoli particolari all'interno della comunità". Spesso le donne in gravidanza hanno avuto sogni che consentissero loro di determinare il sesso del nascituro. Tra i Mohave, per esempio, l'assunzione del ruolo Alyha (berdache maschile) e Hwame (berdache femminile) era predestinato da un sogno. Se una donna incinta sognava attrezzi maschili, come la freccia di piume, la sua bambina sarebbe potuta diventare un Hwame. Se sognava oggetti associati alle donne, il suo figlio maschio sarebbe potuto diventare un Alyha. Durante i primi anni del bambino, certe tendenze potevano restare latenti, ma durante il periodo in cui i bambini venivano avviati ai ruoli di genere, potevano emergere comportamenti cross-gender.

Il fattore visione nella determinazione dell'identità di genere ha fornito una spiegazione soprannaturale allo stato berdache rendendolo inevitabile e accettabile.

Solo occasionalmente un bambino è stato incoraggiato, ma mai forzato, a diventare berdache. Ciò poteva accadere in una famiglia in cui tutti i bambini erano dello stesso sesso. Per esempio, gli indiani Kaska, della regione sud-artica, dove la caccia di grossa selvaggina era la fonte primaria di cibo, la sopravvivenza della famiglia dipendeva in parte dalla capacità del figlio di cacciare. Se una famiglia aveva solo figlie, una di queste sarebbe stata scelta per subire una "cerimonia di trasformazione" e sarebbe cresciuta come un ragazzo e addestrata a cacciare.

Alcuni osservatori iniziali ritennero che un berdache maschio diventasse tale, o fosse uno status che gli venisse imposto, perché vigliacco o incapace di condurre una vita da guerriero. Tuttavia, non vi è alcuna base reale per questa interpretazione. In realtà, gli uomini che volevano evitare la guerra potevano farlo senza diventare berdache così come alcuni berdache hanno partecipato ai conflitti.

Ruoli sociali

Durante l'adolescenza gli individui che sarebbero diventati berdache venivano avviati ai ruoli sociali connessi col sesso opposto. Così come non indossavano esattamente le vesti femminili o non ne adottavano precisamente i modi, i berdache maschi spesso non assumevano esattamente i ruoli delle donne. Creavano piuttosto un proprio ruolo di genere combinando aspetti di entrambe i ruoli, maschile e femminile. Significativamente, sia berdache maschi che femmine sono stati costantemente descritti come eccezionalmente abili nelle attività del genere da loro prescelto. Siccome i berdache maschi non avevano mestruazioni né rimanevano incinti, erano in grado di lavorare senza interruzioni. Inoltre, la loro forza fisica si è rivelata efficace in attività come macinare il grano. Anche in questo caso, non si trattava semplicemente di un berdache maschile che avesse assunto un ruolo femminile. Siccome non avevano le mestruazioni, non avrebbero portato sfortuna, inoltre potevano prendere parte alla caccia e alla guerra, attività da cui le donne erano escluse. Durante queste escursioni il berdache cucinava e curava i guerrieri, seppelliva i morti e forniva intrattenimento sessuale ai guerrieri frustrati.

Ruoli spirituali e cerimoniali

A causa della sua posizione unica all'interno della società, si credeva che il berdache possedesse particolari poteri spirituali. Tra gli Illinois e i Naudowessies, ad esempio, i bardache maschi "a causa del loro straordinario modo di vivere erano considerati come Manitù o esseri soprannaturali, persone di riguardo" (Westermarck). Alcuni berdache divennero sciamani, mentre altri semplicemente presiedevano importanti occasioni cerimoniali. Il Cheyenne Hee-man-eh ("metà uomo e metà donna") ha condotto la danza dello scalpo, mentre il berdache Hidatsa svolgeva un ruolo importante nella cerimonia della Danza del Sole. Inoltre, come riportato anche dallo sciamano Lakita Lame Deer, i Winkte (i maschi berdache Lakota) avevano la capacità di concedere nomi segreti e buon auspicio ai bambini. Si pensava che il nome dato da un Winkte fosse uno strumento potente ed efficace e che avrebbe reso quel bambino famoso. Toro Seduto, Alce Nero, Cavallo Pazzo hanno tutti ricevuto nomi segreti da un Winkte. La posizione unica dei berdache nella società non simboleggiava solo il potere soprannaturale, ma anche un punto di vista privilegiato tra i due sessi. In altre parole il berdache era la giusta “via di mezzo” per gestire le possibili controversie e le celebrazioni tra i due sessi.

Come conseguenza della loro natura intermedia dovuta al loro status di genere, i berdache sono stati impegnati nelle attività di uomini e donne, quindi in grado di massimizzare le loro opportunità economiche. Insieme a questo potenziale economico, lo status intermedio del berdache ha anche portato con sé una notevole autorità politica. Un berdache di questo tipo era We'wha, che divenne ambasciatore Zuni presso il mondo dei bianchi (incontrò anche il presidente Grover Cleveland che pensò che “lui” fosse una “lei”) e ha giocato un ruolo significativo nel documentare gran parte della cultura Zuni. Un altro esempio è il Navajo Nadle Hastiin Klah, artista e uomo di medicina, che ha contribuito a preservare la religione Navajo, lavorando con degli specialisti per registrare la sua vasta conoscenza. Alcuni bianchi hanno considerato il berdache come una devianza ma è evidente che la maggior parte dei nativi americani li hanno visti come membri integranti della società.

Istituzionalizzazione dell'omosessualità?

Lo status del berdache è stato definito oltre che sotto l'aspetto fisico e sociale, anche dalla loro sessualità. La maggior parte dei berdache, se non tutti, uomini e donne, erano coinvolti in attività omosessuali e molti erano anche sposati con membri della comunità del loro stesso sesso biologico. Ancora però le definizioni in materia di sessualità sui berdache risultano sfuggenti e offuscate dalla nostra visione dicotomica del sesso e della sessualità. Se, infatti, lo status berdache era considerato un genere diverso da quello del loro partner sessuale, essi erano davvero impegnati in un rapporto omosessuale? Si è spesso sottolineato che i berdache non facevano sesso con un altro berdache. In altre parole, secondo Walter Williams: "Il berdache e il suo partner maschile non occupavano lo stesso status riconosciuto di genere". Pertanto il berdache si poteva dire in un rapporto "etero-gender", non omosessuale.

Molti scrittori e attivisti, gay e lesbiche, come Jonathan Katz, direttore di Gay American History, ha pubblicato un'intera sezione di documenti sui berdache, cercando negli ultimi anni di rivendicare la figura del berdache come uno di loro. Il collegamento, assolutamente concepibile, è tuttavia semplicistico. David Greenberg afferma che: "La variabilità nelle preferenze sessuali berdache, insieme con l'esistenza dell'omosessualità che non ha comportato miscelanza e incrocio di generi, implica che l'essenza del suo ruolo non era l'omosessualità ma un'anomalia di genere.” L'omosessualità sembra piuttosto essere stata non causa delle trasformazioni quanto piuttosto una delle sue più frequenti conseguenze. E' stata una scelta favorita, non un requisito.

E' un peccato non avere ulteriori informazioni riguardo all'omosessualità non berdache, che pare sia stata largamente praticata anche se non istituzionalizzata e raramente riconosciuta apertamente. I berdache non hanno occupato la stessa categoria e categorie dell'omosessuale moderno, non c'è, del resto, una astorica essenza omosessuale che colleghi le due culture nelle due diverse epoche. Eppure, il berdache, così come il moderno gay o lesbica, sfidavano, in termini pratici e teorici, l'egemonia eterosessuale. Inoltre, anche se non ci può essere una caratteristica essenziale che accomuni berdache e gay/lesbiche moderni, il recupero della tradizione dei nativi americani berdache contribuisce alla comprensione che non esiste una essenziale natura eterosessuale.

Alcune questioni riguardo alle berdache femmine

La maggior parte delle ricerche e borse di studio si è incentrata sulla figura maschile del berdache. I dati sono stati raccolti principalmente da uomini che, molto semplicemente, hanno ignorato e banalizzato la vita delle donne native americane. Non solo la nostra realtà culturale ci porta a inquadrare ogni informazione tra semplicistiche opposizioni binarie, ma è anche "androcentrica". La storia è un processo selettivo, e le storie di donne native americane "che potrebbero contraddire una visione patriarcale del mondo vengono evitate" (Allen). Nonostante questa selezione patriarcale, Evelyn Blackwood ha trovato prova di ruoli cross-gender per le donne in 33 tribù native americane. Eppure, pur tenendo in considerazione l'androcentrismo, sembra comunque che gli uomini divenissero berdache molto più frequentemente delle donne. Perché?

Harriett Whitehea ritiene che ciò sia dovuto al fatto che la componente anatomo-fisiologica di genere è più significativa nel caso di donne che non per gli uomini. In altre parole, a causa delle mestruazioni e della riproduzione, la biologia era predestinante per le donne più che per gli uomini. Whitehead attribuisce la minore incidenza del berdachismo tra le donne a "uno status asimmetrico tra i sessi nel Nord America". Gli uomini, crede Whitehead, erano dominanti e, quindi, avevano anche una maggiore libertà di movimento tra i generi. Inoltre, dice Whitehead: "Come nella maggior parte dei sistemi gerarchici, muoversi verso il basso era più facile che muoversi verso l'alto". L'analisi fatta da Whitehead però appare difettosa per diversi aspetti. Prima di tutto, ci sono prove significative che, contrariamente alle sue affermazioni, in molte tribù di nativi americani i ruoli maschili e femminili in quanto complementari erano ad un livello di status relativamente uguale. In secondo luogo, ci sono poche prove che l'assunzione di un ruolo da berdache comportasse un movimento verso il basso dello status degli uomini. E, infine, che se un movimento verso il basso è più facilmente realizzabile, ne conseguirebbe che gli uomini difficilmente sarebbero diventati berdache.

Callender, Kochems, Allen e Blackwood, tra gli altri, sostengono che può essere stato il potere delle donne, più che la loro impotenza, ad aver reso il ruolo da berdache meno attraente in alcuni gruppi di nativi americani. Come spiegano Callender e Kochems, le donne avevano meno probabilità di dover subire delle trasformazioni di genere per impegnarsi in attività prevalentemente maschili.

Piuttosto che interpretare ciò come una restrizione imposta alle donne a causa della loro capacità riproduttiva, si suggerisce quindi che esse fossero privilegiate rispetto agli uomini che, per entrare nella loro sfera professionale, erano costretti a passare ad uno status di genere intermedio, realizzato con una miscela di attributi delle due categorie di genere della loro cultura.

Forse, nonostante, o a causa, della riproduzione la categoria sessuale e di genere femminile è più versatile e ampia per quanto riguarda l'acquisizione del ruolo. In altre parole, le donne hanno la capacità di essere un guerriero così come una madre e non è necessario muoversi tra i generi per acquisire questi ruoli. In ogni caso resta un disperato bisogno di condurre ulteriori ricerche sul berdachismo femminile.

Declino del Berdachismo - Eliminazione dell'abominevole difetto

Nel corso del XIX secolo e durante la prima parte del XX, il governo degli Stati Uniti e le chiese cristiane hanno cercato di sottomettere e assimilare i nativi americani 'pagani'. Essendo sempre stato un punto di contesa nella storia americana, la politica sessuale divenne all'ordine del giorno. Il berdache, in particolare, atterrì i sentimenti del retto colonizzatore cristiano. Sempre più bambini nativi vennero educati nelle scuole statali o nelle missioni, indottrinati con la convinzione che i berdache erano deviati e che il berdachismo fosse una vergognosa, incivile tradizione che doveva essere abolita.

La colonizzazione non solo ha imposto la sua ideologia sessuale ai popoli nativi, ma ha anche distrutto le loro religioni e interferito nell'economia di sussistenza dei nativi. Tutti questi fattori hanno contribuito al declino della vitalità della tradizione berdache. Nel XX secolo, per esempio, per quanto riguarda il Cheyenne Hee-man-eh, il poeta nativo americano Maurice Kenny scrive: "Non ci sono guerrieri sul sentiero di guerra, non ci sono scalpi su cui danzare, non ci sono montagne da corteggiare, sottomettere e con cui accoppiarsi e certamente non ci sono danze cerimoniali dedicate al berdache". Nonostante la massiccia distruzione culturale operata dalla colonizzazione, ci sono prove che la tradizione berdache non scomparve del tutto, ma, piuttosto, sacrificando alcuni dei suoi più evidenti elementi, come il cross-dressing, ha continuato secondo un sottile filone. Inoltre, i nativi americani hanno imparato a non fidarsi della gente bianca e, quindi, semplicemente a non discutere le questioni che sapevano essere controverse. Purtroppo però, come sottolinea Roscoe: "La vera e propria rottura non si è verificata quando i berdache hanno smesso di indossare i loro abiti, ma quando i giovani hanno smesso di imparare da quel ruolo". La cultura dei nativi americani è stata costantemente disintegrata dal contatto con gli europei e una componente importante di quella cultura unica, la non dicotomia del sistema di sesso e genere, è stato scissa in due.

Concettualizzare il Berdache

I non-nativi americani hanno avuto grandi difficoltà a comprendere i significati del berdache. Per un bel po' di tempo gli antropologi hanno tentato di trovare una categoria in cui inserire i berdache che fornisse una descrizione accurata del loro ruolo nella società dei nativi americani. Le tre categorizzazioni più comuni del berdache sono: "cross-gender", "mixed-gender", "third-gender".

Whitehead è certo che una "dicotomia di genere sociale è presente in tutte le società conosciute, nel senso che le differenze sessuali anatomiche sono ovunque osservate alla nascita e vengono utilizzate per avviare il nuovo nato o la nuova nata su uno o l'altro dei percorsi che portano a complessi ruoli sociali". Nonostante fosse presente anche tra i nativi americani un percorso relativo al genere, Whitehead ritiene che nella loro cultura fosse possibile anche un “crossing” in quanto non era presente un elaborato rapporto gerarchico tra i due sessi. Oltre ad essere in contrasto con la spiegazione per il minor numero presente di berdache femminili discusso in precedenza, il concetto di “crossing” verso l'altro genere di Whitehead viene ritenuto però concettualmente limitato in quanto reifica una dicotomia tra i sessi. In questa concettualizzazione infatti, nella non distinzione tra i sessi, il genere di ciascuno è sia maschio che femmina. Come sottolinea Williams, l'idea del “cross-gender” spiega più adeguatamente come il maschio (o la femmina) berdache non fossero affatto come il sesso femminile (o maschile), ma ricoprissero compiti unici per la loro particolare natura che andavano al di la dei ruoli tipicamente femminili (o maschili).

Così, riconoscendo la posizione unica del berdache come "non uomo, non donna", altri hanno classificato il berdache come "mixed-gender", con qualità di entrambe i generi. Callender e Kochems proclamano: "Un berdache... trascende i confini della classificazione in generi che è stata culturalmente e biologicamente definita, per raggiungere uno stato intermedio tra i generi, biologicamente identico ma culturalmente ridefinito. Attraversare le categorie di genere non era un singolo processo o un movimento unidirezionale. I berdache erano in un attraversamento continuo di questo limite in entrambe le direzioni, a tal punto che noi preferiamo caratterizzarli come una miscelanza di generi piuttosto che come un attraversamento dei generi". Si enfatizza e sottolinea la capacità dei berdache di muoversi liberamente nel regno del genere. La loro analisi riconosce la debolezza insita nelle teorie che tentano di imporre stasi sul concetto di fluidità del genere. Ciò nonostante, come proclamato anche da Callender e Kochems, il movimento si svolge tra due entità polarizzate, rafforzando implicitamente la nozione binaria di genere.

Una concettualizzazione finale della posizione del berdache nello schema sesso/genere li vede porsi come un "terzo genere", in una stazione intermedia tra i generi di uomo e donna. Due antropologi, Sue Ellen Jacobs e Will Roscoe, che hanno svolto un ampio lavoro riguardo alle attuali culture native (Zuni e Tewa, rispettivamente), sostengono questa tesi. Jacobs, in un commento ad un articolo di Callender e Kochems, espone i suoi tentativi frustranti per inchiodare una volta per tutte una categorizzazione del Quetho (il berdache Tewa) con grande esasperazione dei suoi amici Tewa. "E' possibile che stiamo ponendoci ancora la domanda sbagliata perché nella cultura euro-americana abbiamo difficoltà ad accettare che ci sia un genere concettualizzato come 'terzo'". Questo è stato e, purtroppo, è ancora un problema. Concetti come "cross-gender", "mixed-gender" e "third-gender" possono essere utili se ci permettono di abbattere piuttosto che ribadire le nostre nozioni preconcette di genere.

Inconclusioni

Fausto-Sterling ritiene che il sesso biologico non si divida in due, separate entità, ma di fatto crei un continuum tra femmina e maschio. Il berdache, di suo, costituirebbe un "terzo genere" inserito in questa teoria del continuum, di genere e non di sesso. Conseguentemente a ciò è possibile postulare che le femmine berdache fossero un "quarto genere". Le difficoltà connesse al concetto di continuum sono legate al fatto che esso crea una progressione lineare. Ciò implica, naturalmente, una polarizzazione, nel senso che devono esserci due estremità del continuum indipendentemente dalla quantità di stazioni intermedie. Salvo, in una certa misura, la teoria di Callender e la nozione del genere misto di Kochems, le altre concettualizzazioni impongono la nozione di stasi per le categorie di genere che esse istituiscono. Eppure, il rapporto di ogni individuo col suo genere è una continua evoluzione. Il genere non è coerente e immutabile nel tempo e nello spazio. Piuttosto esso è invece un artificio liberamente fluttuante ("free-floating artifice" dalle parole di Judith Butler).

Inoltre, secondo quanto Gayle Rubin ha postulato "il sesso e il genere non sono emanazioni storiche della mente umana. Sono piuttosto prodotti della attività storica umana." La dicotomia occidentale nel sistema di sesso e genere, quindi, non è manifestazione dell'immutabile essenza umana, quanto un prodotto culturale, ideologico e storico che non si trova in tutte le culture di tutti i tempi. Il genere, come la sessualità, è relazionale, culturalmente e individualmente. "In quanto fenomeno mutevole e contestuale," scrive Butler. "il genere non denota un essere sostanziale, ma un relativo punto di convergenza tra specifici insiemi di relazioni culturali e storiche".

Pertanto, piuttosto che formare continuum o matrici, che connotano una struttura fissa, il sesso e il genere vanno percepiti come sistemi che includano i berdache, i gay moderni e le lesbiche, gli eterosessuali, i bisessuali, gli ermafroditi, i travestiti all'interno di un caotico complesso senza poli o ruoli binari. Dentro questo complesso, la formazione di un'identità di sesso e di genere diventa un processo che non raggiunge la risoluzione e non vi permane perché continuamente si creano nuove relazioni e modi di relazionarsi. Secondo il filosofo Sawicki Jana: "In opposizione al modello di identità statico o individualista è quello che vede l'identità personale come costituita da una miriade di relazioni sociali, pratiche in cui l'individuo è impegnato. Siccome queste relazioni sono talvolta in contraddizione e spesso instabili, l'identità che emerge è frammentata e dinamica."

Proprio come gli ermafroditi e gli pseudoermafroditi di Fausto-Sterling sfidano la nostra convinzione che i sessi siano polarizzati e fissi, così i berdache sfidano la nostra convinzione che il genere sia polarizzato e fisso.



Works Consulted

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    Lisa L. Diedrich article on Berdache

mercoledì 28 marzo 2012

Androginia

Uno dei fenomeni più sconcertanti riguardo ai disordini di genere è l'androginia, che è definita come la coesistenza di maschio e femmina in un solo individuo. L'androgino fisico viene indicato come un ermafrodito. Molti hanno erroneamente confuso l'androginia con la bisessualità che invece è una condizione psicologica.

Sono rari i casi di esseri umani nati con entrambi i sessi, maschile e femminile. Le stime rivelano un'incidenza dell'1% della popolazione.

Molte culture vedono l'androginia in senso mitico, di volta in volta desiderata e temuta. Ad esempio, secondo l'Enciclopedia Britannica Macropedia, la tribù dei Dogon africani seguono un mito della creazione secondo cui l'androginia viene vista come un segno di perfezione divina.

Secondo i greci i sessi sarebbero stati creati insieme e poi divisi come descritto da Platone nel "Simposio". In esso viene descritto Aristofane, caratterizzato come due esseri in uno, successivamente diviso in due metà da Zeus. Ciascuna delle metà si presentava in forma globulare, con schiena e fianchi rotondi, quattro braccia e quattro gambe, due facce ma una sola testa, su un collo cilindrico, una faccia su un lato e una sull'altro, quattro orecchie e così via con tutte le parti abbinate.

Va inoltre notato che molte divinità di numerose culture erano androgine. Il dio Indù Shiva viene spesso raffigurato come mezzo donna e mezzo uomo. Inoltre, entrambe gli ormoni maschili e femminili sono presenti in entrambi i sessi.



Questo articolo spiegherà l'origine e lo scopo dell'androginia in conformità al modello e al piano di Elohim che vede maschile e femminile dentro ogni individuo. La scienza moderna è stata in grado di spiegare perché esiste questo fenomeno. Si mostrerà anche che l'androginia simboleggia un principio spirituale che si riflette su tre diversi piani: fisico, psicologico e spirituale.

La cosa importante da capire è che tutti gli esseri umani sono androgini in riferimento alle proprie anime e c'è una componente psicologica androgena che noi tutti possiamo sviluppare se desideriamo crescere a livello spirituale.

In breve, Adamo “con Eva in sé” è il modello per tutti noi, per la nostra anima che è donna e che sta dando alla luce l'uomo-bambino Yahshua. Infine, questo articolo spiegherà come diverse culture hanno affrontato l'androginia.



Nella maggior parte delle culture, la visione dominante sul genere è quella di vedere in un individuo maschio o femmina, non entrambi. Questa è l'interpretazione tipica, soprattutto nelle culture occidentali, secondo la tradizione giudaico-cristiana, che è "arbitro" del "naturale" comportamento degli esseri umani.

Ora, ogni possibilità del genere umano diverso da quello maschile e femminile, secondo questa mentalità, è considerata anormale. Così, nascere come androgeno in queste culture era considerato anormale. Un bambino che nascesse con entrambi i sessi doveva far fronte a numerosi problemi. Crescere e svilupparsi era il primo problema. Ma quello principale era il dover vivere in una società che ha un proprio insieme di valori e norme dove ogni individuo o è maschio o è femmina.

La maggior parte delle culture provocavano un tale shock ai genitori del bambino, che in passato, soprattutto in Europa, questi venivano lasciati alle chiese.

Vedremo anche che in alcune culture l'androginia era vista come cattivo presagio e i bambini venivano di solito uccisi, questo soprattutto in culture con un alto grado di superstizione.

L'ironia di questa situazione è l'ignoranza profonda che l'umanità, e soprattutto i cristiani, hanno dimostrato di avere, anche riguardo alle proprie stesse scritture. Il rifiuto dell'androginia mostra che essi non ne hanno alcuna comprensione. Se i cristiani avessero capito il concetto di Adamo, ed Eva in lui (Gn 1,27), allora avrebbero trattato l'androginia con amore spiegandosi lo scopo per cui fosse stata creata.

La scienza non può motivare la nascita di esseri umani di entrambe i sessi, ma può spiegare l'androginia in termini di alcune anomalie nei cromosomi sessuali maschili e femminili. Molte persone credono che gli androgini siano scherzi della natura.

Ma non ci sono errori possibili nella creazione di Elohim. In effetti, come può una creatura dalla comprensione molto limitata sulla creazione, dire qualcosa riguardo a quanto non comprende dell’opera del suo Creatore? Né scienza né uomo potranno mai capire questo fenomeno perché rifiutano l'esistenza dello Spirito e dei principi che sono all'interno della Bibbia. L'androginia fisica è un riflesso dell'androginia spirituale (Rom. 1:19-20) o come la "Legge di Corrispondenza" dice: "come sopra così sotto".



Un annosa questione su cui gli uomini hanno sempre dibattuto: è nato prima l'uovo o la gallina? Allo stesso modo: quale dei due sessi è arrivato prima? Molti credono fosse l'uomo. La verità sulla questione è che Adamo è stato creato con entrambe i sessi, maschio e femmina, poi la donna è stata tolta da Adamo (Gn 2,22-23).

Ciò che non deve essere dimenticato è che Adamo è stato creato a immagine e somiglianza di Elohim, il Creatore. Ciò significa che il corpo umano manifesta molti degli attributi spirituali del corpo spirituale di Elohim.

Il corpo spirituale di Elohim è sia maschile che femminile in linea di principio, quindi il corpo di Adamo doveva necessariamente riflettere questo. In sostanza il corpo spirituale di Elohim è costituito da nove attributi quali intelligenza, saggezza, conoscenza, amore, bellezza, giustizia, fondazione, potenza e forza. In realtà ognuno di questi attributi è sia maschile che femminile.

Ciò significa che tutti gli attributi spirituali hanno sia una parte femminile che una maschile. Ad esempio, l'intelligenza e la saggezza hanno un genere. Solomon si riferisce a ciò quando vi assegna un genere femminile. Scrive: "La sapienza non grida ella? E l’intelligenza non fa ella udire la sua voce?" (Pro. 8:1).

Il lato maschile dell'intelligenza e della saggezza è la logica e il pensiero critico, mentre il lato femminile è più intuitivo e premuroso. Entrambi sono necessari per il processo creativo. Non vi è alcun dominio di uno degli elementi sull'altro, perché entrambi sono uguali o esistono come re e regina. Chiaramente questo è un modello di perfezione o di androginia ed è l'equilibrio del principio che racchiude in sé maschile e femminile.

Ora i sessi sono stati separati di modo che l'umanità possa comprendere il funzionamento dei principi e delle caratteristiche che Elohim, il Creatore, che è spirito, possiede (Gv. 4:24). Senza le due controparti maschile e femminile, non c'è modo di capire il funzionamento dell'invisibile, dello spirituale e del processo creativo del concepimento. Da questi opposti, maschile e femminile, viene creata una nuova creatura. Molte delle antiche scuole greche compresero l'importanza degli opposti.

Ma è stato solo negli ultimi duecento anni che la filosofia ha messo in evidenza l'importanza di questi opposti in ogni processo creativo. Il filosofo tedesco Friedrich Hegel (1770-1831) sviluppò una filosofia chiamata appunto hegelismo. Questa filosofia afferma che ogni idea esistente di fatto appartiene a una mente che tutto abbraccia, in cui ogni idea e situazione (tesi) evoca il suo opposto (antitesi) e questi due risultati racchiusi in un insieme unitario (sintesi) diventano una nuova tesi.



In alcune culture gli androgini sono stati uccisi a causa della superstizione. In Androgyny The Opposites Within, libro di June Singe, si cita Mircea Eliade che ha sottolineato la difficile situazione dell'androginia "... se il bambino mostrava alla nascita segni di ermafroditismo, esso veniva ucciso dei genitori. In altre parole l'anatomia ermafrodita era considerata un'aberrazione della natura o un segno della collera degli dei..." (p.14). In queste culture l'androginia non ha dovuto subire il disprezzo e l'ostracismo della società, proprio perché gli esponenti sono stati uccisi. Questo a ulteriore prova della mancanza di comprensione e dell'ignoranza.

In Isrlaele non c'erano leggi che hanno affrontato il tema dell'androginia. Con tutta probabilità però ci sono stati dei nati tra gli israeliti. Il problema dell'androginia in Israele doveva essere quello che essi non sarebbero stati in grado di riprodursi con prole.

Questo con ogni probabilità avrebbe impedito loro di sposarsi. Era molto importante per Israele, in particolare per i maschi, avere un seme in Israele. Se il marito fosse deceduto prima di avere un figlio, era dovere del fratello prendere sua moglie e metterla incinta in nome della sua stirpe (Deu. 25:5-6).

Il modo in cui Israele si è comportato nei confronti dell'androginia può essere paragonato al modo in cui si è comportato nei confronti degli eunuchi. Mosè scrisse: "Colui che è ferito nelle pietre, o ha il membro tagliato, non deve entrare nella congregazione del Signore" (Deu. 23:01, vedi Isaia 56:3-5). Possibile comunque che, proprio come gli eunuchi, essi servissero altre funzioni.

Ci sono molti casi documentati nella storia che rivelano la condizione dell'androginia. F. Gonzales-Crussi nel suo libro Three Forms of Sudden Death ha scritto un capitolo sull' "Indifferenziazione sessuale" dove discute la situazione di Marguerite Malaure, un androgeno, cresciuto come una ragazza. Nata nel 1655 in Francia, i genitori l'hanno ceduta alla chiesa cattolica romana perché venisse cresciuta ed educata come orfana. Venne messa al servizio di una donna molto importante come cameriera. Purtroppo Marguerite si ammalò e venne trasportata semicosciente all'ospedale di Tolosa.

Il dottore rimase scioccato nello scoprire che Marguerite non era una femmina, poiché aveva entrambi gli organi sessuali. Marguerite aveva vissuto 31 anni come donna. I medici, dopo averla esaminata, pensarono che fosse maggiormente orientata verso una scelta maschile. Le autorità civili chiesero che non si vestisse come donna ma che apparisse come uomo. La gente della città, nella loro ignoranza e superstizione, costantemente la insultarono e umiliarono mentre procedeva per le strade.

Lasciò la città di Tolosa e andò a Bordeaux, dove ancora una volta venne scoperta e arrestata. Il giudice chiese di cambiare il suo nome in uno maschile e che indossasse sempre abiti maschili. Se non si fosse conformata alle disposizioni, sarebbe stata frustata. Divenne indigente da quando aveva preso a lavorare come domestica e per tale ragione venne radiata da questa professione.

Essendo costantemente perseguitata dalle persone della città, andò a Parigi in cerca di due chirurghi di fama, che pensava di contattare per un intervento chirurgico che rimediasse alla sua situazione. Ottenne di potersi presentare davanti al re e la sua situazione venne esaminata. Dopo aver valutato tutte le prove, la commissione decise che era una donna. La vita di Marguerite è stata un inferno a causa dell'ignoranza e della superstizione delle masse, della chiesa e dei medici. Il suo è stato un famoso e purtroppo tipico caso di androginia.



Molte culture nel corso della storia dell'umanità hanno inteso l'androginia in doppia forma: fisica e mitica. Spesso l'androginia fisica è stata vista come un cattivo presagio degli dei, ma si è arrivati a comprendere che l'androginia mitica fosse un modello ideale cui l'uomo dovrebbe sforzarsi di anelare. Mircea Eliade nel suo libro Mephistophele Androgini, citato anche da June Singer nel suo Androgyny, afferma "... l'ermafrodito rappresenta nell'antichità una condizione ideale che gli uomini hanno cercato di raggiungere con mezzi spirituali e riti...".

Questo punto di vista è confermato anche nel rinascimento europeo, nel il sito internet intitolato "Hermaphrodites: Gender Transgression, or Gender Transcendence?" viene precisato: "L'ermafrodito rinascimentale non era affatto necessariamente clinicamente androgino, ma piuttosto un fenomeno figurativo più che letterale e fisico: l'unione, sia perversa che divina, dei due sessi".



In realtà, androgini o ermafroditi sono concetti da ampliarsi su tre livelli: fisico, psicologico, spirituale. Ora gran parte di questo articolo si indirizza all'androginia fisica ma il lettore deve tener presente che l'androginia fisica è solo un riflesso fisico dello stesso principio spirituale.

In molti oggi stanno affrontando l'androginia psicologica nel loro tentativo di integrarsi nel proprio complesso. Questo è un risultato che riguarda entrambi i sessi, maschi e femmine, e sta nel rendersi conto che ognuno ha caratteristiche psicologiche del sesso opposto che non sono pienamente sviluppate perché la società ha definito quale ruolo deve essere attribuito alle donne e quale agli uomini e le caratteristiche che ognuno deve manifestare. Ad esempio, June Singer sottolinea nel suo libro, che se si chiede ad un gruppo di persone di elencare alcune caratteristiche di maschi e femmine, molti darebbero il seguente elenco di attributi:

Maschio            Femmina

Aggressività       Passività
Dominio            Sottomissione
Durezza             Dolcezza
Logica               Intuitività

June Singer spiega le implicazione dell'androginia psicologica come segue: "L'androginia affronta il problema notando che il primo vero cambiamento inizia all'interno della struttura psichica dell'individuo... i cambiamenti generati dall'androginia sono soprattutto di natura intrapsichica. L'androginia accetta consapevolmente l'interazione degli aspetti maschili e femminili della psiche individuale. Uno è il complemento dell'altro, nello stesso modo in cui il principio attivo, dello sperma, è il complemento del principio passivo, dell'ovulo in attesa di concepimento. I due principi così combinati nell'individuo, cioè la natura attiva e passiva, coesistono tutto l'arco della vita." E' abbastanza evidente che per maschi e femmine, al fine di maturare, c'è bisogno di sviluppare attributi del sesso opposto. Ad esempio, gli uomini stanno cominciando a saggiare il vantaggio dell'intuitività femminile e vogliono sviluppare questo attributo. Le donne vedono un vantaggio nella logica maschile e si sforzano di sviluppare questo attributo. Così noi tutti diventiamo psicologicamente androgini.

Infine, la maggior parte delle persone prive di una comprensione spirituale percepiscono maschio e femmina in senso letterale. Questo impedisce loro di vedere la realtà spirituale dell'androginia. E' la componente spirituale dell'androginia quella che tutti dovremmo cercare per avere la vita eterna. Tutti infatti sanno che è necessario il principio maschile e quello femminile per la nascita della vita.




By Dr. Lee Warren, B.A., D.D. (c) 1999 PLIM REPORT, Vol. 8 #3
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