lunedì 16 aprile 2012

Decostruzione della dicotomia di Genere: concettualizzazione dei Nativi Americani Berdache

In un articolo apparso su Le Scienze, Anne Fausto-Sterling sfida la divisione binaria dei sessi in due distinte entità, maschi e femmine. Lei sostiene ci siano almeno cinque sessi: maschio, femmina e tre categorie intersessuali. Gli intersessuali costituiscono il 4% delle nascite e comprendono, secondo  Fausto-Sterling, veri ermafroditi ("herms"), che posseggono testicoli e ovaie, pseudoermafroditi maschi ("merms"), che hanno testicoli e qualche aspetto dei genitali femminili ma non le ovaie, pseudoermafroditi femmine ("ferms"), che hanno ovaie e alcuni aspetti dei genitali maschili ma mancano i testicoli. Fausto-Sterling propone una radicale decostruzione del sistema binario di sesso e genere attraverso una ricategorizzazione biologica del sesso.

Nella nostra cultura, il sesso di un individuo è la componente biomorfologica intorno a cui si costruisce il suo genere. Partendo dalla tesi di Fausto-Sterling si vuole contribuire alla decostruzione radicale del sistema binario di sesso e genere analizzando i modi in cui potremmo culturalmente ricategorizzare il genere. Si farà specificatamente riferimento alla figura del berdache, propria dei nativi nord-americani, come esempio delle debolezze intrinseche nella classificazione binaria e al persistente (forse anche "naturale") bisogno umano di eludere la sua imposizione.

Cosa c'è dietro il termine Berdache?

La parola "berdache" deriva dalla parola francese "bardash", che a sua volta deriva dal termine italiano "berdascia", derivato da "bardaji" in lingua araba, che è derivato, infine, dal persiano "barah". Originariamente questo termine indicava uno schiavo maschio o una prostituta o il partner passivo nel sesso tra uomini. "Berdache" era il termine spesso usato dai primi esploratori europei in Nord America nel tentativo di etichettare persone il cui comportamento non si traduceva adeguatamente in qualsiasi lingua europea. Si userà qui il termine "berdache" in parte per mancanza di una parola migliore, in parte perché la sua inadeguatezza simboleggia il modo in cui la nostra lingua e la nostra cultura hanno limitato la nostra capacità di esprimere concetti come la non-dicotomia del genere e dei fenomeni sessuali. In antropologia, "berdache" è stato assunto per descrivere un uomo o (meno spesso) una donna la cui identità di genere non fosse compatibile col suo sesso biologico. Il “berdachismo” viene riconosciuto in più culture (di paesi quali Siberia, Tahiti, India, Bali tra gli altri), anche se il termine è usato nello specifico per descrivere la tradizione delle tribù native americane. I berdache sono stati documentati in oltre 130 tribù di nativi americani, in ogni regione del continente, in ogni contesto culturale, in piccoli gruppi di cacciatori in Alaska fino alla popolosa, gerarchica città-stato della Florida.

Per la maggior parte, siccome le tradizioni nord-americane sono state ridotte ad una sorta di non esistenza virtuale, gli studi sulla tradizione berdache conta per lo più su resoconti storici scritti da non-nativi americani. Missionari ed esploratori forniscono la maggior parte dei resoconti sui berdache e, non sorprendentemente, tendono più ad esprimere giudizi che a fornire informazioni. Anche gli studi antropologici apparentemente oggettivi della cultura dei nativi americani compiuti in questo secolo, tendono ad avere una leggera inclinazione negativa nel descrivere i berdache. Come riportato da Kessler e McKenna: "Gli antropologi raccolgono dati sulle altre culture ma li interpretano spesso in riferimento alle loro proprie organizzazioni. In termini di genere, sanno che ci sono due generi con differenti ruoli di genere, quindi non fanno altro che valutare come questi ruoli vengano colmati in altre culture." In altre parole, la nostra "vista culturale" (binoculare per lo più) influenza la nostra capacità di percepire e conoscere altri sistemi culturali riguardo a sesso e genere.

Ermafrodito, travestito o nessuno dei due?

Molti iniziali osservatori chiamarono i berdache “ermafroditi” anche se apparentemente non c'era nessuna traccia fisica reale che potesse portare a dire che un berdache fosse realmente un ermafrodito. "Ermafrodito" però sembrava essere la migliore traduzione venuta in mente a quei primi esploratori. Solo i Navajo in realtà utilizzano il termine Nadle per descrivere sia l'ermafrodito che il berdache maschio o femmina. Più nello specifico un ermafrodito vebiva indicato come Real Nadle, mentre un berdache come Pretend Nadle.

Più accuratamente, almeno in apparenza, i berdache sono stati etichettati come "travestiti" dagli osservatori europei, perché tendevano ad adottare un abbigliamento del sesso morfologico opposto. Anche se era una pratica diffusa, sopratutto tra i maschi berdache, il travestitismo non era né universale né immutabile. I berdache maschi spesso adottavano vestiti e manierismo delle donne, anche se non necessariamente nella loro interezza. Piuttosto, spesso creavano un loro modo di presentarsi unico, un look androgino che non era né tipicamente maschile né tipicamente femminile, ma una mescolanza dei due. Inoltre non sembra esserci una correlazione tra il berdachismo maschile e quello che potremmo definire come un aspetto "effeminato". We'wha, il famoso Zuni uomo/donna che fece amicizia con l'antropologa Matilda Coxe Stevenson, viene descritta come la più "grande e forte" dei Zuni e le sue fotografie lo confermano. Nel 1889, sul New York Medical Journal, A.B. Holder riporta del Bote (né uomo né donna), figura tipica degli indiani Absaroke del Montana come un individuo che indossava l'abito "squaw" e leggins, che portava parte dei capelli raccolti in trecce da donna, che possedeva o articolava la voce e gli atteggiamenti in modo femminile e costantemente si riferiva a sé come se fosse di sesso femminile. La voce, le caratteristiche e la forma, tuttavia, non portavano a perdere completamente le qualità maschili al punto che fosse difficile distinguere il Bote da una donna.

Diventare un Berdache

Parafrasando Simone de Beauvoir: "Non si nasce berdache, lo si diventa". Come funzionava esattamente, allora? Come si diventava berdache? Nella maggior parte delle culture native, un individuo non è né maschio né femmina alla nascita. Tra i Zuni, ad esempio, prima dell'età di 5-6 anni, un bambino non è né un bimbo né una bimba, ma semplicemente un infante, un Cha'le. Eventualmente, dopo questa età, bambini e bambine ricevono un'iniziazione graduale ai ruoli di genere che saranno chiamati ad assolvere nell'età adulta. Secondo Will Roscoe: "I Zuni non nascono uomo o donna, questa costruzione viene dopo. Il genere è un attributo sociale e non naturale. Si diventava uomo o donna imparando le forme sociali maschili e femminili e, in particolare, acquisendo dei simboli di genere durante i riti di passaggio". Il punto è, naturalmente, che non tutti i maschi biologici erano destinati a diventare uomini e non tutte le femmine biologiche a diventare donne. E' stato perfettamente accettabile in molte tribù di nativi americani che un bambino semplicemente scegliesse di non intraprendere le attività e il comportamento tipici del suo sesso morfologico.

Più frequentemente, però, un bambino veniva visitato da sogni o visioni che simbolicamente indicavano che dovesse diventare un berdache. Secondo Alfred Bowers, i berdache maschili presso gli Hidatsa "erano uomini che, durante la tarda adolescenza e tanti sogni, mutavano il loro abbigliamento e indossavano quello tipico delle donne assumendo ruoli particolari all'interno della comunità". Spesso le donne in gravidanza hanno avuto sogni che consentissero loro di determinare il sesso del nascituro. Tra i Mohave, per esempio, l'assunzione del ruolo Alyha (berdache maschile) e Hwame (berdache femminile) era predestinato da un sogno. Se una donna incinta sognava attrezzi maschili, come la freccia di piume, la sua bambina sarebbe potuta diventare un Hwame. Se sognava oggetti associati alle donne, il suo figlio maschio sarebbe potuto diventare un Alyha. Durante i primi anni del bambino, certe tendenze potevano restare latenti, ma durante il periodo in cui i bambini venivano avviati ai ruoli di genere, potevano emergere comportamenti cross-gender.

Il fattore visione nella determinazione dell'identità di genere ha fornito una spiegazione soprannaturale allo stato berdache rendendolo inevitabile e accettabile.

Solo occasionalmente un bambino è stato incoraggiato, ma mai forzato, a diventare berdache. Ciò poteva accadere in una famiglia in cui tutti i bambini erano dello stesso sesso. Per esempio, gli indiani Kaska, della regione sud-artica, dove la caccia di grossa selvaggina era la fonte primaria di cibo, la sopravvivenza della famiglia dipendeva in parte dalla capacità del figlio di cacciare. Se una famiglia aveva solo figlie, una di queste sarebbe stata scelta per subire una "cerimonia di trasformazione" e sarebbe cresciuta come un ragazzo e addestrata a cacciare.

Alcuni osservatori iniziali ritennero che un berdache maschio diventasse tale, o fosse uno status che gli venisse imposto, perché vigliacco o incapace di condurre una vita da guerriero. Tuttavia, non vi è alcuna base reale per questa interpretazione. In realtà, gli uomini che volevano evitare la guerra potevano farlo senza diventare berdache così come alcuni berdache hanno partecipato ai conflitti.

Ruoli sociali

Durante l'adolescenza gli individui che sarebbero diventati berdache venivano avviati ai ruoli sociali connessi col sesso opposto. Così come non indossavano esattamente le vesti femminili o non ne adottavano precisamente i modi, i berdache maschi spesso non assumevano esattamente i ruoli delle donne. Creavano piuttosto un proprio ruolo di genere combinando aspetti di entrambe i ruoli, maschile e femminile. Significativamente, sia berdache maschi che femmine sono stati costantemente descritti come eccezionalmente abili nelle attività del genere da loro prescelto. Siccome i berdache maschi non avevano mestruazioni né rimanevano incinti, erano in grado di lavorare senza interruzioni. Inoltre, la loro forza fisica si è rivelata efficace in attività come macinare il grano. Anche in questo caso, non si trattava semplicemente di un berdache maschile che avesse assunto un ruolo femminile. Siccome non avevano le mestruazioni, non avrebbero portato sfortuna, inoltre potevano prendere parte alla caccia e alla guerra, attività da cui le donne erano escluse. Durante queste escursioni il berdache cucinava e curava i guerrieri, seppelliva i morti e forniva intrattenimento sessuale ai guerrieri frustrati.

Ruoli spirituali e cerimoniali

A causa della sua posizione unica all'interno della società, si credeva che il berdache possedesse particolari poteri spirituali. Tra gli Illinois e i Naudowessies, ad esempio, i bardache maschi "a causa del loro straordinario modo di vivere erano considerati come Manitù o esseri soprannaturali, persone di riguardo" (Westermarck). Alcuni berdache divennero sciamani, mentre altri semplicemente presiedevano importanti occasioni cerimoniali. Il Cheyenne Hee-man-eh ("metà uomo e metà donna") ha condotto la danza dello scalpo, mentre il berdache Hidatsa svolgeva un ruolo importante nella cerimonia della Danza del Sole. Inoltre, come riportato anche dallo sciamano Lakita Lame Deer, i Winkte (i maschi berdache Lakota) avevano la capacità di concedere nomi segreti e buon auspicio ai bambini. Si pensava che il nome dato da un Winkte fosse uno strumento potente ed efficace e che avrebbe reso quel bambino famoso. Toro Seduto, Alce Nero, Cavallo Pazzo hanno tutti ricevuto nomi segreti da un Winkte. La posizione unica dei berdache nella società non simboleggiava solo il potere soprannaturale, ma anche un punto di vista privilegiato tra i due sessi. In altre parole il berdache era la giusta “via di mezzo” per gestire le possibili controversie e le celebrazioni tra i due sessi.

Come conseguenza della loro natura intermedia dovuta al loro status di genere, i berdache sono stati impegnati nelle attività di uomini e donne, quindi in grado di massimizzare le loro opportunità economiche. Insieme a questo potenziale economico, lo status intermedio del berdache ha anche portato con sé una notevole autorità politica. Un berdache di questo tipo era We'wha, che divenne ambasciatore Zuni presso il mondo dei bianchi (incontrò anche il presidente Grover Cleveland che pensò che “lui” fosse una “lei”) e ha giocato un ruolo significativo nel documentare gran parte della cultura Zuni. Un altro esempio è il Navajo Nadle Hastiin Klah, artista e uomo di medicina, che ha contribuito a preservare la religione Navajo, lavorando con degli specialisti per registrare la sua vasta conoscenza. Alcuni bianchi hanno considerato il berdache come una devianza ma è evidente che la maggior parte dei nativi americani li hanno visti come membri integranti della società.

Istituzionalizzazione dell'omosessualità?

Lo status del berdache è stato definito oltre che sotto l'aspetto fisico e sociale, anche dalla loro sessualità. La maggior parte dei berdache, se non tutti, uomini e donne, erano coinvolti in attività omosessuali e molti erano anche sposati con membri della comunità del loro stesso sesso biologico. Ancora però le definizioni in materia di sessualità sui berdache risultano sfuggenti e offuscate dalla nostra visione dicotomica del sesso e della sessualità. Se, infatti, lo status berdache era considerato un genere diverso da quello del loro partner sessuale, essi erano davvero impegnati in un rapporto omosessuale? Si è spesso sottolineato che i berdache non facevano sesso con un altro berdache. In altre parole, secondo Walter Williams: "Il berdache e il suo partner maschile non occupavano lo stesso status riconosciuto di genere". Pertanto il berdache si poteva dire in un rapporto "etero-gender", non omosessuale.

Molti scrittori e attivisti, gay e lesbiche, come Jonathan Katz, direttore di Gay American History, ha pubblicato un'intera sezione di documenti sui berdache, cercando negli ultimi anni di rivendicare la figura del berdache come uno di loro. Il collegamento, assolutamente concepibile, è tuttavia semplicistico. David Greenberg afferma che: "La variabilità nelle preferenze sessuali berdache, insieme con l'esistenza dell'omosessualità che non ha comportato miscelanza e incrocio di generi, implica che l'essenza del suo ruolo non era l'omosessualità ma un'anomalia di genere.” L'omosessualità sembra piuttosto essere stata non causa delle trasformazioni quanto piuttosto una delle sue più frequenti conseguenze. E' stata una scelta favorita, non un requisito.

E' un peccato non avere ulteriori informazioni riguardo all'omosessualità non berdache, che pare sia stata largamente praticata anche se non istituzionalizzata e raramente riconosciuta apertamente. I berdache non hanno occupato la stessa categoria e categorie dell'omosessuale moderno, non c'è, del resto, una astorica essenza omosessuale che colleghi le due culture nelle due diverse epoche. Eppure, il berdache, così come il moderno gay o lesbica, sfidavano, in termini pratici e teorici, l'egemonia eterosessuale. Inoltre, anche se non ci può essere una caratteristica essenziale che accomuni berdache e gay/lesbiche moderni, il recupero della tradizione dei nativi americani berdache contribuisce alla comprensione che non esiste una essenziale natura eterosessuale.

Alcune questioni riguardo alle berdache femmine

La maggior parte delle ricerche e borse di studio si è incentrata sulla figura maschile del berdache. I dati sono stati raccolti principalmente da uomini che, molto semplicemente, hanno ignorato e banalizzato la vita delle donne native americane. Non solo la nostra realtà culturale ci porta a inquadrare ogni informazione tra semplicistiche opposizioni binarie, ma è anche "androcentrica". La storia è un processo selettivo, e le storie di donne native americane "che potrebbero contraddire una visione patriarcale del mondo vengono evitate" (Allen). Nonostante questa selezione patriarcale, Evelyn Blackwood ha trovato prova di ruoli cross-gender per le donne in 33 tribù native americane. Eppure, pur tenendo in considerazione l'androcentrismo, sembra comunque che gli uomini divenissero berdache molto più frequentemente delle donne. Perché?

Harriett Whitehea ritiene che ciò sia dovuto al fatto che la componente anatomo-fisiologica di genere è più significativa nel caso di donne che non per gli uomini. In altre parole, a causa delle mestruazioni e della riproduzione, la biologia era predestinante per le donne più che per gli uomini. Whitehead attribuisce la minore incidenza del berdachismo tra le donne a "uno status asimmetrico tra i sessi nel Nord America". Gli uomini, crede Whitehead, erano dominanti e, quindi, avevano anche una maggiore libertà di movimento tra i generi. Inoltre, dice Whitehead: "Come nella maggior parte dei sistemi gerarchici, muoversi verso il basso era più facile che muoversi verso l'alto". L'analisi fatta da Whitehead però appare difettosa per diversi aspetti. Prima di tutto, ci sono prove significative che, contrariamente alle sue affermazioni, in molte tribù di nativi americani i ruoli maschili e femminili in quanto complementari erano ad un livello di status relativamente uguale. In secondo luogo, ci sono poche prove che l'assunzione di un ruolo da berdache comportasse un movimento verso il basso dello status degli uomini. E, infine, che se un movimento verso il basso è più facilmente realizzabile, ne conseguirebbe che gli uomini difficilmente sarebbero diventati berdache.

Callender, Kochems, Allen e Blackwood, tra gli altri, sostengono che può essere stato il potere delle donne, più che la loro impotenza, ad aver reso il ruolo da berdache meno attraente in alcuni gruppi di nativi americani. Come spiegano Callender e Kochems, le donne avevano meno probabilità di dover subire delle trasformazioni di genere per impegnarsi in attività prevalentemente maschili.

Piuttosto che interpretare ciò come una restrizione imposta alle donne a causa della loro capacità riproduttiva, si suggerisce quindi che esse fossero privilegiate rispetto agli uomini che, per entrare nella loro sfera professionale, erano costretti a passare ad uno status di genere intermedio, realizzato con una miscela di attributi delle due categorie di genere della loro cultura.

Forse, nonostante, o a causa, della riproduzione la categoria sessuale e di genere femminile è più versatile e ampia per quanto riguarda l'acquisizione del ruolo. In altre parole, le donne hanno la capacità di essere un guerriero così come una madre e non è necessario muoversi tra i generi per acquisire questi ruoli. In ogni caso resta un disperato bisogno di condurre ulteriori ricerche sul berdachismo femminile.

Declino del Berdachismo - Eliminazione dell'abominevole difetto

Nel corso del XIX secolo e durante la prima parte del XX, il governo degli Stati Uniti e le chiese cristiane hanno cercato di sottomettere e assimilare i nativi americani 'pagani'. Essendo sempre stato un punto di contesa nella storia americana, la politica sessuale divenne all'ordine del giorno. Il berdache, in particolare, atterrì i sentimenti del retto colonizzatore cristiano. Sempre più bambini nativi vennero educati nelle scuole statali o nelle missioni, indottrinati con la convinzione che i berdache erano deviati e che il berdachismo fosse una vergognosa, incivile tradizione che doveva essere abolita.

La colonizzazione non solo ha imposto la sua ideologia sessuale ai popoli nativi, ma ha anche distrutto le loro religioni e interferito nell'economia di sussistenza dei nativi. Tutti questi fattori hanno contribuito al declino della vitalità della tradizione berdache. Nel XX secolo, per esempio, per quanto riguarda il Cheyenne Hee-man-eh, il poeta nativo americano Maurice Kenny scrive: "Non ci sono guerrieri sul sentiero di guerra, non ci sono scalpi su cui danzare, non ci sono montagne da corteggiare, sottomettere e con cui accoppiarsi e certamente non ci sono danze cerimoniali dedicate al berdache". Nonostante la massiccia distruzione culturale operata dalla colonizzazione, ci sono prove che la tradizione berdache non scomparve del tutto, ma, piuttosto, sacrificando alcuni dei suoi più evidenti elementi, come il cross-dressing, ha continuato secondo un sottile filone. Inoltre, i nativi americani hanno imparato a non fidarsi della gente bianca e, quindi, semplicemente a non discutere le questioni che sapevano essere controverse. Purtroppo però, come sottolinea Roscoe: "La vera e propria rottura non si è verificata quando i berdache hanno smesso di indossare i loro abiti, ma quando i giovani hanno smesso di imparare da quel ruolo". La cultura dei nativi americani è stata costantemente disintegrata dal contatto con gli europei e una componente importante di quella cultura unica, la non dicotomia del sistema di sesso e genere, è stato scissa in due.

Concettualizzare il Berdache

I non-nativi americani hanno avuto grandi difficoltà a comprendere i significati del berdache. Per un bel po' di tempo gli antropologi hanno tentato di trovare una categoria in cui inserire i berdache che fornisse una descrizione accurata del loro ruolo nella società dei nativi americani. Le tre categorizzazioni più comuni del berdache sono: "cross-gender", "mixed-gender", "third-gender".

Whitehead è certo che una "dicotomia di genere sociale è presente in tutte le società conosciute, nel senso che le differenze sessuali anatomiche sono ovunque osservate alla nascita e vengono utilizzate per avviare il nuovo nato o la nuova nata su uno o l'altro dei percorsi che portano a complessi ruoli sociali". Nonostante fosse presente anche tra i nativi americani un percorso relativo al genere, Whitehead ritiene che nella loro cultura fosse possibile anche un “crossing” in quanto non era presente un elaborato rapporto gerarchico tra i due sessi. Oltre ad essere in contrasto con la spiegazione per il minor numero presente di berdache femminili discusso in precedenza, il concetto di “crossing” verso l'altro genere di Whitehead viene ritenuto però concettualmente limitato in quanto reifica una dicotomia tra i sessi. In questa concettualizzazione infatti, nella non distinzione tra i sessi, il genere di ciascuno è sia maschio che femmina. Come sottolinea Williams, l'idea del “cross-gender” spiega più adeguatamente come il maschio (o la femmina) berdache non fossero affatto come il sesso femminile (o maschile), ma ricoprissero compiti unici per la loro particolare natura che andavano al di la dei ruoli tipicamente femminili (o maschili).

Così, riconoscendo la posizione unica del berdache come "non uomo, non donna", altri hanno classificato il berdache come "mixed-gender", con qualità di entrambe i generi. Callender e Kochems proclamano: "Un berdache... trascende i confini della classificazione in generi che è stata culturalmente e biologicamente definita, per raggiungere uno stato intermedio tra i generi, biologicamente identico ma culturalmente ridefinito. Attraversare le categorie di genere non era un singolo processo o un movimento unidirezionale. I berdache erano in un attraversamento continuo di questo limite in entrambe le direzioni, a tal punto che noi preferiamo caratterizzarli come una miscelanza di generi piuttosto che come un attraversamento dei generi". Si enfatizza e sottolinea la capacità dei berdache di muoversi liberamente nel regno del genere. La loro analisi riconosce la debolezza insita nelle teorie che tentano di imporre stasi sul concetto di fluidità del genere. Ciò nonostante, come proclamato anche da Callender e Kochems, il movimento si svolge tra due entità polarizzate, rafforzando implicitamente la nozione binaria di genere.

Una concettualizzazione finale della posizione del berdache nello schema sesso/genere li vede porsi come un "terzo genere", in una stazione intermedia tra i generi di uomo e donna. Due antropologi, Sue Ellen Jacobs e Will Roscoe, che hanno svolto un ampio lavoro riguardo alle attuali culture native (Zuni e Tewa, rispettivamente), sostengono questa tesi. Jacobs, in un commento ad un articolo di Callender e Kochems, espone i suoi tentativi frustranti per inchiodare una volta per tutte una categorizzazione del Quetho (il berdache Tewa) con grande esasperazione dei suoi amici Tewa. "E' possibile che stiamo ponendoci ancora la domanda sbagliata perché nella cultura euro-americana abbiamo difficoltà ad accettare che ci sia un genere concettualizzato come 'terzo'". Questo è stato e, purtroppo, è ancora un problema. Concetti come "cross-gender", "mixed-gender" e "third-gender" possono essere utili se ci permettono di abbattere piuttosto che ribadire le nostre nozioni preconcette di genere.

Inconclusioni

Fausto-Sterling ritiene che il sesso biologico non si divida in due, separate entità, ma di fatto crei un continuum tra femmina e maschio. Il berdache, di suo, costituirebbe un "terzo genere" inserito in questa teoria del continuum, di genere e non di sesso. Conseguentemente a ciò è possibile postulare che le femmine berdache fossero un "quarto genere". Le difficoltà connesse al concetto di continuum sono legate al fatto che esso crea una progressione lineare. Ciò implica, naturalmente, una polarizzazione, nel senso che devono esserci due estremità del continuum indipendentemente dalla quantità di stazioni intermedie. Salvo, in una certa misura, la teoria di Callender e la nozione del genere misto di Kochems, le altre concettualizzazioni impongono la nozione di stasi per le categorie di genere che esse istituiscono. Eppure, il rapporto di ogni individuo col suo genere è una continua evoluzione. Il genere non è coerente e immutabile nel tempo e nello spazio. Piuttosto esso è invece un artificio liberamente fluttuante ("free-floating artifice" dalle parole di Judith Butler).

Inoltre, secondo quanto Gayle Rubin ha postulato "il sesso e il genere non sono emanazioni storiche della mente umana. Sono piuttosto prodotti della attività storica umana." La dicotomia occidentale nel sistema di sesso e genere, quindi, non è manifestazione dell'immutabile essenza umana, quanto un prodotto culturale, ideologico e storico che non si trova in tutte le culture di tutti i tempi. Il genere, come la sessualità, è relazionale, culturalmente e individualmente. "In quanto fenomeno mutevole e contestuale," scrive Butler. "il genere non denota un essere sostanziale, ma un relativo punto di convergenza tra specifici insiemi di relazioni culturali e storiche".

Pertanto, piuttosto che formare continuum o matrici, che connotano una struttura fissa, il sesso e il genere vanno percepiti come sistemi che includano i berdache, i gay moderni e le lesbiche, gli eterosessuali, i bisessuali, gli ermafroditi, i travestiti all'interno di un caotico complesso senza poli o ruoli binari. Dentro questo complesso, la formazione di un'identità di sesso e di genere diventa un processo che non raggiunge la risoluzione e non vi permane perché continuamente si creano nuove relazioni e modi di relazionarsi. Secondo il filosofo Sawicki Jana: "In opposizione al modello di identità statico o individualista è quello che vede l'identità personale come costituita da una miriade di relazioni sociali, pratiche in cui l'individuo è impegnato. Siccome queste relazioni sono talvolta in contraddizione e spesso instabili, l'identità che emerge è frammentata e dinamica."

Proprio come gli ermafroditi e gli pseudoermafroditi di Fausto-Sterling sfidano la nostra convinzione che i sessi siano polarizzati e fissi, così i berdache sfidano la nostra convinzione che il genere sia polarizzato e fisso.



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    Lisa L. Diedrich article on Berdache

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