venerdì 6 aprile 2012

Usare una scena BDSM come terapia

Molte, se non la maggior parte, delle persone hanno sperimentato qualche forma di abuso sessuale o fisico durante gli anni della propria formazione, formazione che può essersi prolungata fino a oggi e che termina con il naturale completamento di se stessi come individui. Alcune di queste persone sono attratte dall'esplorazione del BDSM, per piacere, bisogno, guarigione.

Tale guarigione può avvenire in molti modi. Uno di questi può essere il semplice atto di negoziare una scena ed esprimere quello che si desidera. Potrebbe essere la consapevolezza che si può unire il desiderio di essere picchiati ai desideri sessuali. Ancora si potrebbe godere di una scena infantile o di ageplay, trovandosi liberi dal fardello della responsabilità tipica degli adulti per un determinato tempo.

La maggior parte delle persone trovano una qualche forma di guarigione che giunge semplicemente attraverso l'esplorazione onesta e aperta dei propri istinti sessuali. Alcuni giocatori, però, scoprono di avere una vocazione per esplorare i propri angoli più bui, per infilare le dita nelle loro vecchie ferite, controllando se ancora fanno male. Questi ultimi alla fine rivalutano il proprio sentire e rinascono dai loro traumi, attraverso una guarigione che provenga dal fuoco.

Questa rievocazione può assumere la forma di una scena di stupro, di regressione infantile, di un pestaggio in cui il Top dice quanto il padre del bottom ha detto nel suo passato. Si spinge fuori il marcio che si è cumulato dentro come risultato di una violenza. C'è un numero infinito di scene di cui si può beneficiare per superare i traumi passati, a seconda della natura del trauma e dello stato corrente dei giocatori. Ognuna ha il potenziale per apportare sia guarigione, sia ulteriori danni, a seconda di come viene gestita, dalla prontezza, l'abilità e la maturità dei partecipanti.

Questo articolo si snoda in tre parti:

(1) Una breve discussione sull'autore e sulle sue credenziali, per avere qualche motivo di sospettare che abbia qualche linea guida da offrire.
(2) Avvertenze diverse e numerose per cui si potrebbe desiderare di non inscenare mai certe situazioni.
(3) Informazioni su come apportare guarigione e non nuove lesioni se si decidesse di seguire proprio questa strada come parte del processo di guarigione.

"Sono una sopravvissuta ad un abuso sessuale infantile, uno stupro, e ad abusi sessuali come adulta. Come la maggior parte dei sopravvissuti ho un immediato bisogno di ammorbidire quanto detto aggiungendo 'Hey, non era poi così male, sono sopravvissuta, altri sono stati peggio, e poi è finita'.
Per quanto fossero stati dolorosi, sono stata consapevole degli eventi passati, al di là della loro negazione, e sulla strada del recupero attivo per nove anni. E quando dico 'attivo', intendo attivo. Ho utilizzato potenziamento personale, consulenze, cerchi di guarigione, letture psichiche, recupero dell'anima, guarigione sciamanica, Reiki e lavoro su altri tipi di energie, cristalli, massaggi, attenzione al bambino interiore, essenze floreali, diari, esperienze di altri sopravvissuti, rilascio rituale delle ferite, esplorazione del BDSM, gruppi di sostegno di altri sopravvissuti. Ho passato del tempo senza penetrazione, tempo come lesbica, tempo per lasciar avvicinare di nuovo a me gli uomini, tempo per analizzare le mie ferite, per controllare se ancora ne trasalivo. C'è altra roba che probabilmente ho lasciato fuori. Queste sono le cose che ricordo ora.
Ho imparato a stare nel mio corpo e a dire la verità. Non penso più a cosa farei se un partner mi colpisse senza il mio consenso, in quanto la situazione non si verifica più. Ho fatto dei cambiamenti e nessuno di essi è stato facile.
In aggiunta a questi percorsi personali sul tema specifico, ho esercitato otto anni come consulente psichico e guaritrice sciamanica. Ho una laurea in Psicologia presso la Georgetown University. La mia rubrica sul sesso è stata sufficientemente interessante da portarmi a parlare presso Radio Playboy. Sono una viziosa pervertita, in vari modi.
"

Ci sono modi migliori, più puliti e più controllabili, da utilizzare per effettuare il proprio lavoro di guarigione. Quando si rievoca un trauma sconvolgente per la prima volta, c'è un'alta probabilità di innescare quell'antico dolore e aggiungere ad esso nuova sofferenza. Quando si innesca una certa reazione si possono scatenare personalità multiple, disturbi dissociativi, rabbia incontrollata, dolore, ritiro in sé, perdita di coscienza, ecc. Se non siete assolutamente certi che voi o il vostro partner siate in grado di riportarvi indietro dall'abisso in cui intendete lanciarvi, non avvicinatevi neanche ad esso. Ai Top: se non siete assolutamente certi di recuperare il vostro partner, non giocate con le sue antiche ferite.

Potrebbero volerci giorni per arrivare a "piangere fino a vomitare". Non è divertente. Nemmeno necessariamente terapeutico, in realtà. Alcuni abbandonano se stessi, il proprio corpo, ciò quando i cambiamenti nelle loro energie interne diventano troppo intensi per tenerne il passo, è questo potrebbe portare ad una situazione patologica. Ci sono persone con molteplici personalità che per la maggior parte del tempo sono sotto controllo, argini che però possono cadere se stuzzicati. E poi si possono generare panico, paranoia, flashback, incapacità di distinguere la realtà dai ricordi, rabbia incontrollata. Ci sono testimonianze di giocatori che hanno improvvisamente cercato di cavarsi un occhio o di rimuoversi i testicoli. Ecco perché la zona di gioco deve essere sempre il più sicura possibile considerando che alcuni bottom si ritrovano a rievocare antichi traumi senza averlo esplicitamente richiesto.

Oltre alle reazioni ci sono anche altre questioni da tenere in considerazione. Se lo scopo è di innescare un vecchio dolore per rilasciarlo, come si fa ad avere la certezza di non poggiare un nuovo livello di trauma sopra il vecchio? Come si riesce a comunicare da bottom in modo chiaro quando si innescano ricordi e panico? Non si può sicuramente restare razionali o tenere un linguaggio coerente considerando quello che si sta percependo. Come si riesce durante questa spirale discendente a tenersi lontani da depressione, pensieri e tentativi suicidari?

Il problema di utilizzare una scena di stupro per guarire dal trauma dello stupro (o qualsiasi sua variante) è che è troppo vicina al dolore originario per permettere alla mente e al corpo di scinderli, soprattutto nelle prime fasi del processo di guarigione.

Non si sta dicendo che questi inneschi non debbano essere utilizzati o che non possano rivelarsi utili. Ma spesso vengono ricercati dopo aver utilizzato altre tecniche, dopo aver parlato con amici e terapisti, aver pianto, essersi dati il permesso di avvicinarsi lentamente agli elementi del trauma. Solo infine si cerca di riviverli in maniera controllata attraverso una scena BDSM, con il conseguente rilascio della rabbia ad essi associata. Ci sono tanti modi per sgretolare la grande massa di dolore che si è concentrata intorno al trauma, tanti piccoli passi da compiere, tutti importanti.

Il corpo richiede molto tempo per elaborare le cose, ha la propria memoria e la propria logica. La mente capisce che la scena è puro gioco, ma se il processo di guarigione già intrapreso non è sufficientemente lungo, il corpo innesca tutte le sue reazioni di difesa: pianto isterico, rabbia incontrollata, dissociazione, etc. Non è divertente e non è assolutamente la miglior cosa da fare per un processo di guarigione.

Quando si inizia col rivivere il trauma il processo di guarigione si allunga. Con l'uso della terapia, i massaggi, piangendo, camminando, facendo introspezione, attivando la fantasia, il potenziamento personale, seguendo seminari e circoli, si diventa pronti in un determinato momento per il disordinato, incontrollabile metodo di rivivere il trauma originario e recuperare il potere di controllarlo. Ma quella occasione è il passo finale, non certo la maggior parte del lavoro da svolgere.

Bisogna cercare tecniche che permettano di trattare separatamente ogni singolo aspetto del trauma visto che solitamente sentimenti, reazioni, ricordi sono tutti mescolati insieme. Bisogna isolare il singolo elemento e decontestualizzarlo rispetto al trauma originario, affrontandolo immerso tra altre cose, più rilassanti, più naturali e che soprattutto lo rendano diverso da quanto genera l'innesco incontrollabile.

C'è anche qualcosa che non riguarda il "paziente" bottom. Si sta chiedendo a qualcuno di assumere il ruolo di stupratore per la scena. Anche lui si sta assumendo dei rischi. Può subentrare senso di colpa, vergogna, riadattamento della propria immagine di sé. Ci si potrà sentire inorriditi riguardo a quanto al momento si è apprezzato. Tutte situazioni aggravate se il bottom ottiene anche una reazione negativa dalla scena. Se si fosse novizi si potrebbe avere una esperienza tale da allontanarsi definitivamente dal BDSM. Se il Top non è assolutamente sicuro di potersi salvare dall'abisso in cui quel gioco specifico può gettarlo, meglio non rischiare. Se il Top viene annientato da un disastro emotivo, come potrà salvare se stesso e il bottom che è sotto la sua responsabilità?

Paura? Ottimo!

Eppure si sente una vocina dentro che insiste nel voler proprio incontrare quel demone che è nella propria testa. Armati di safeword si vuole attraversare il fuoco per uscirne rinati. Vediamo come camminare sui carboni ardenti senza mettersi troppo in pericolo.

Il trauma originario è come una grande e pesante matassa di corda. In essa ci sono tutti i possibili fili che rappresentano gli aspetti dell'esperienza vissuta come trauma, inclusi ma non limitati a:

- odori di chi ha perpetrato l'atto, la situazione, l'atto;
- sapori di cose legate all'atto, compreso il gusto del panino che avete mangiato dopo;
- suoni sessuali, voci, i propri suoni, di piacere o di dolore, treni in lontananza;
- sensazioni, è più facile pensare che uno schiaffo possa innescare una reazione ma non sottovalutate la possibile carezza che uno stupratore potrebbe aver dato alla vittima dopo lo stupro;
- luoghi, l'aspetto di chi ha compiuto l'atto, un pezzo di cielo che si poteva intravedere da una finestra, l'assenza della vista se gli occhi erano bendati;
- memorie che il corpo conserva rispetto alle posizioni assunte o in cui si è stati cotretti a stare;
- l'ora del giorno;
- porte chiuse o aperte;
- pensieri avuti in quel momento, forse si stava pensando a cosa cucinare per cena ottenendo nervosismo successivo all'idea di cucinare;
- altri possibili ricordi
- convinzioni su di sé, su cosa significhi essere una vittima, sul peccato che si è assunto, sull'orgoglio, l'incuria, sulle fantasie che portano a pensare che segretamente si volesse farlo succedere;
- convinzioni su cosa significherà per il futuro, su come nessuna persona normale potrà mai volervi adesso.

Non c'è una cosa che riguarda un evento traumatico che possa essere indicata come semplice.

L'idea di un processo di guarigione può lavorare sia sull'intera corda che prendendola e tagliandone una porzione alla volta. Molte persone riportano comunque di aver peggiorato la situazione, ciò accade quando ci si avvicina alla scena BDSM troppo presto lungo il percorso di recupero.

Affrontare singoli pezzi risulta più facile per il bottom, quindi si afferra la corda del trauma e si prendono singolo fili per separarli. Quali aspetti dell'esperienza non sono elementi determinanti per il trauma? Si faccia una lista di questi. Si potrebbe ad esempio non avere problemi col sesso all'aperto di giorno, con l'odore dello sperma, con uomini dai capelli scuri, ecc. Per un qualsiasi motivo, forse per un accumulo di associazioni positive precedenti al trauma  o semplicemente perché si è riusciti a lasciar depositare una parte del trauma, certi elementi non ne costituiscono possibili inneschi.

Successivamente affrontate un filo alla volta. Impostate un ambiente in cui si possa affrontare un'esperienza positiva di quanto si teme ed elaborate i vostri sentimenti a riguardo. Trattate separatamente le porte chiuse a chiave rispetto al sesso anale. Create situazioni che siano il più lontane possibile dalla esperienza originale,  concentratevi riguardo allo specifico elemento su cui si sta lavorando in quel momento.

A volte questo significa riservarsi il peggio per ultimo, che comunque è buona cosa. Se si ha paura degli uomini, del sesso orale, del gusto dello sperma, dell'ingoiare, affrontate ogni singolo elemento separatamente secondo l'ordine naturale. Se si fosse costretti ad ingoiare come prima esperienza, si finirebbe per cumulare cinque traumi in un solo gesto. Invece bisogna far passare tra uno e l'altro del tempo, farsi coccole o intervallare con altre pratiche che non hanno proprio nulla a che fare col trauma. Giocare col sesso orale, senza arrivare a conclusione. Poi chiedere al partner di venirvi nella mano e assaggiare. Poi con dolcezza, con calma, succhiare dal partner ed inghiottire in condizioni controllate. Infine pianificare lo stesso gesto con l'uso della forza secondo l'idea di stupro in cui si è costretti ad inghiottire.

Qual è il senso di tutto questo? Perché la guarigione avvenga, tutte le parti della psiche devono essere in grado di dire che questa è una situazione diversa da quella del trauma originale. Questo significa saper controllare tutte le variabili. Se si affrontano diversi elementi del trauma originario insieme è più facile avere una sensazione di panico invece di procedere passo passo rinforzandosi.

Nel negoziare qualsiasi scena che coinvolgerà il trauma, bisogna essere assolutamente sicuri che si stia giocando con qualcuno che sia assolutamente d'accordo con una brusca fermata del mezzo. Tutti negoziano una safeword, ma essere pronti a rispettarla è un'altra questione. E' possibile che un bottom che stia rivivendo un trauma la proferisca due secondi prima che il Top venga. Il Top deve sentirsi in grado non solo di fermarsi, ma di fermarsi ogni volta che la safeword viene fuori, bisogna essere in questi casi malleabili anche sul numero di volte in cui possa essere proferita, si sta vivendo un trauma, bisogna essere più pazienti della norma. C'è bisogno di essere una persona molto matura per non risentirsi o non sentirsi manipolati dal bottom quando il biscottino viene portato via all'ultimo secondo, anche più di una volta.

Siamo tutti abituati ad essere brava gente educata. Quando si fa sesso con qualcuno, in una scena o meno, si lavora per assicurarsi che sia piacevole per il partner. Tutti sanno però che non è bello non finire quello che si è cominciato. Così si può avere una lotta interna quando ci si deve stoppare. Ciò vale per il Top e per il bottom. Il bottom potrebbe sentirsi a disagio a dover fermare qualcosa che sa piaccia al Top. Se poi il Top è persona piena di risentimento e manipolativa ("Oh, solo un minuto ancora, okay?"), diventa veramente difficile porre i necessari limiti.

L'altro grosso problema è che il bottom ha in questo caso bisogno di un Top consapevole che si sta "giocando", molto flessibile e con grande controllo emotivo. Il Top deve essere capace di andare dal suo ruolo nella scena, a quello di partner sessuale, a quello di amico confortante e poi ritornare ad essere Top in uno schiocco di dita. Dallo stato di abusante completamente aggressivo, alla calma assoluta, alla situazione non sessuale dell'amico di fiducia e di supporto in grado di dare consiglio, il tutto nel tempo stesso in cui la safeword viene proferita.

Il bottom deve essere esigente in questo ambito. Scegliere con molta attenzione. Se ha intenzione di rischiare di diventare isterico, furente, dissociato e qualsiasi altra non divertente situazione possibile quando si gioca con questo vaso di Pandora come parte del processo di guarigione, è meglio farlo con un alleato sufficientemente competente.

La scena va impostata in anticipo, in modo da avere il tempo di entrare in uno stato profondo di preparazione psicologica. Avere intense conversazioni col bambino interiore o comunque con la parte di sé che è stata ferita. Il bottom deve far sapere a queste parti di sé cosa sta per accadere, perché e che possono fermare tutto in qualsiasi momento.

La scena va impostata in modo da avere anche del tempo dopo per elaborare quanto è accaduto. E' molto più facile sedersi in tranquillità per capire i sentimenti che si sono provati (buoni, cattivi, indifferenti, qualsiasi emozione va bene) piuttosto che doverlo fare durante un pranzo in famiglia. Pianificare in anticipo la crisi emotiva. Se se ne ottiene una, festeggiare!

C’è bisogno che le intenzioni siano chiare. Si sta cercando di divertirsi, modificando l'impronta originariamente dolorosa in qualcosa di festoso? Si vogliono portare in superficie memorie e sentimenti repressi in modo da lavorare su di loro? Il bottom rappresenta anche l'elemento di test su quanto sta accadendo, sul se sia possibile lavorare su questi elementi o meno. Si è in grado di sopravvivere a essi senza impazzire? Si sta cercando di recuperare il potere su una determinata situazione? Si vuole agire in una sorta di surrogato di vendetta? Fare agli altri ciò che è stato fatto a te?

Tutti obiettivi meravigliosi, che si possano utilizzare come parte del processo di guarigione. Bisogna fidarsi del proprio intuito ed essere onesti con se stessi e col compagno di giochi. La scena va poi impostata di conseguenza. Conoscere quale risultato si vuole intravedere per sentire che le proprie intenzioni sono state soddisfatte. Si potrebbe intravedere qualcosa a metà scena, avere una liberazione catartica emozionale, piacere sessuale, scendere nel dolore finché esso fuoriesce da se stessi insieme alla paura e ai sentimenti negativi. Ma bisogna partire dall'alto e sapere dove dirigersi. Comunicare al Top cosa si desidera che succeda una volta giunti alla meta ed essere il più dettagliati possibile.

C'è bisogno di schiettezza e di condividere efficacemente il trauma. Il Top ha bisogno di sapere su cosa poter calcare la mano e cosa neanche sfiorare. Il Top deve conoscere la storia di abusi del bottom, anche quelli che non riguardano il trauma che si vuole affrontare, per muoversi diligentemente tra essi. Il Top deve conoscere se stesso e la propria storia di abusi, per non rischiare di essere risucchiato da determinate situazioni e perdere il controllo di quanto sta accadendo sotto la sua responsabilità.

Si consideri la possibilità di avere anche un alleato neutro che partecipi alla scena. Così tre persone saranno coinvolte e quando arriverà la safeword (o quando la scena finirà), il Top potrà prendersi il tempo necessario ad uscire dal ruolo, anche allontanandosi dal luogo della scena, mentre l'altra persona si prenderà cura dei bisogni emotivi del bottom.

Fare una previsione della rabbia che si esprimerà. Precisamente della rabbia cieca che può generarsi con estrema facilità durante questo tipo di gioco. Non giocare in posti pericolosi, dove siano presenti oggetti come coltelli ad es. Considerare l'uso del bondage solo se fatto in modo che pur dimenandosi il bottom non possa farsi del male. Anche riguardo alla rabbia considerare delle persone a supporto nel caso si possa prevedere una situazione in cui il bottom debba essere frenato a forza.

Restare vicini ai propri sentimenti. Attenti alle situazioni di bottomspace, di quando il bottom si allontana dalle proprie percezioni senza averne più una precisa cosicenza. Potrebbe finire per subire cose di cui poi si pentirà, in grado di aggravare il trauma e senza avere direttamente la possibilità pratica di utilizzare la safeword. Bisogna fare molta attenzione. Se il bottom non si sente sicuro di qualcosa meglio chiedere una pausa temporanea prima di perdere contatto con se stesso. Respirare profondamente, chiudere gli occhi, fare un check del corpo, del bambino interiore, del cuore e della propria intuizione. Chiedersi se si desidera continuare, se è il caso di fermarsi o andare avanti. A volte è necessaria una pausa per ricordare al corpo che in realtà ha il pieno controllo di ciò che sta accadendo.

Bisogna sapere esattamente quando la scena avrà inizio e non negoziare una volta dentro. Si sta configurando uno spazio completamente emotivo e che altererà la percezione della realtà. Una volta dentro non sarà più il momento per il bottom di decidere cosa si voglia provare. Se una parte di sé dovesse rendersi conto di una necessità, di un desiderio, meglio parlarne dopo per una successiva scena. L'idea generale è quella di uscire dalla scena con meno fardelli di quelli con cui vi si è entrati e che non ci siano rimpianti quando si sarà sobri dalle endorfine.

Si lasci via libera a tutto di sé. Se il Top sente una scarica emotiva di ritorno meglio lasciare le cure del bottom ad un'altra persona. Dovete prendervi cura di voi stessi. Uno dei risultati del rivivere gli abusi è che il bottom resta molto legato alle sue emozioni. Ha impiegato un sacco di energia per essere consapevole di ciò che sta accadendo e difficilmente se ne staccherà, mentre il Top ha passato tutto il tempo a lavorare adeguatamente sul trauma. Il Top non dovrà distogliere il bottom dal completamento del suo processo di guarigione né aspettarsi che il bottom sia in grado di aiutarlo se ne avesse bisogno, a meno che lui non voglia sminuire quanto successo nel solo intendo di sollevare emotivamente il Top, cosa non raccomandabile.

L'after-care è fondamentale. Cioccolato, cibi proteici, un orsacchiotto, una doccia calda o un bagno, qualcuno che faccia da compagnia durante la notte, un diario per scrivere, cuscini, un enorme scatola di kleenex, una bottiglia di champagne se ci si sente tremendamente bene e poi qualcuno che assista il bottom quando avrà il crollo più tardi o il giorno successivo.

Soprattutto, cura e consapevolezza. Non bisogna intraprendere questo percorso solo perché si pensa di essere pronti a farlo. Farlo se saggiamente si ritiene di poterlo fare, con una scelta ponderata. E festeggiare la guarigione se dovesse arrivare.






Based on Cat Tailor's article.





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