Le seguenti domande vertono su informazioni molto semplici che Top/Dom richiedono spesso nel corso della negoziazione con potenziali bottom/sub. A volte queste "negoziazioni" sono distribuite su molti mesi e sono ritagliate in modo naturale da una conversazione ordinaria o da un flirt. Altre volte il Top conduce un'intervista vera e propria che copre questi argomenti poco prima di giocare, alcuni Top includono anche un questionario.
Fare una trattativa non significa necessariamente dire "Ok, farò questo per te se tu farai qualcosa per me." Si tratta di un termine generale che riguarda tutti i tipi di argomenti che si desidera affrontare prima di iniziare una scena, di modo da non dover interrompere il gioco con una conversazione che non sia in linea con la scena stessa. Naturalmente ciò non significa che il Top e il bottom non comunichino durante la scena, è una cosa abbastanza comune, ma per la maggior parte dei praticanti risulta più giusto ottenere alcune informazioni prima di cominciare.
Molte persone prediligono la trattativa per arrivare al gioco più eccitati. Spesso il bottom gode davvero nell'essere invitato a parlare così intimamente dei propri desideri e il Top nell'ascoltare e ottenere idee. Ulteriori discussioni di solito ne conseguono. La negoziazione è il più delle volte una forma di corteggiamento e di preliminare verbale, anche se il risultato che si ottiene è un accordo che funge come una sorta di contratto tra i partner.
Un sottoinsieme di queste domande dovrebbe applicarsi a qualsiasi cosa che si pensa di fare. Se salta in mente un'idea a metà scena, meglio non attuarla o interrogarsi su di essa in silenzio e con discrezione. I bottom esperti forniranno le risposte anche senza domande esplicite. Come e quando queste cose vengano discusse non è importante fintanto che siano discusse. Riparlare delle parti interessanti della scena in momenti successivi e, talvolta, settimane o mesi dopo, è molto comune e può portare a cambiare i termini della negoziazione fatta in precedenza. Cose che in origine erano off limits diventano spesso tentazioni per il bottom, la relazione diventa più impegnativa o, semplicemente, le persone cambiano nell'arco del tempo.
Ci saranno sicuramente altre ottime questioni riguardanti una efficace trattativa che rimarranno fuori da questo documento, ma sostanzialmente ciò che un buon Top/Dom deve chiedere è:
(1) Ci sono condizioni mediche di cui dovrei venire a conoscenza? (Asma: nel qual caso meglio tenere a portata di mano la medicina necessaria, meglio non legare il bottom per lunghi periodi in pieni; lussazioni alla mandibola: no face-sitting o solo con la dovuta cautela; problemi coi nervi dei polsi: attenzione extra per le legature ai polsi o meglio evitarle del tutto; malattie sessualmente trasmissibili: precauzioni extra per il sesso sicuro; ecc.)
(2) Hai posti particolari dove non dovresti essere colpito o frustato? Aree particolarmente sensibili del corpo, che ridanno una sensazione negativa o che non siano guarite da lesioni?
(3) Hai piercing? Sono fatti di recente? Sono guariti? Se si desidera fare attività come piercing e tagli meglio chiedere se si è allergici allo iodio perché molti disinfettanti lo contengono.
(4) Hai reazioni emotive o condizioni psicologiche che dovrei conoscere? Storie di incesto, stupro o abuso, ricordi di episodi traumatici, personalità multiple o depressione maniacale? Alcuni sub hanno forti reazioni emotive nell'essere colpiti con mani, cinghie, spazzole per capelli o altre elementi legati alle punizioni bdsm ma anche a comuni esperienze traumatiche infantili. E' bene chiedere quindi se ci sono oggetti o situazioni che non si vuole vengano usate o ricostruite in una scena.
(5) Hai preferenze per le safeword? Che significato assumono per te? Da tenere presente che in particolare il "giallo" può avere un significato molto diverso da persona a persona. Da evitare parole come "no" o "fermo" che possono avere tutt'altro significato in un contesto di gioco. Molti bottom hanno vissuto almeno una volta durante le loro sessioni precedenti un'esperienza in cui non sono stati in grado di proferire la safeword perché eccessivamente coinvolti nel gioco. Chiedere loro se gli è successo e in che condizioni.
(6) I segni sono ok? I segni devono essere celabili sotto i vestiti?
(7) Vuoi essere toccato sessualmente?
(8) Riguardo al sesso sicuro, che tipo di precauzioni vanno bene per te? In molte comunità i preservativi sono indossati non solo per la penetrazione vaginale o anale, ma anche per il sesso orale. In alcune comunità i guanti in lattice sono usati per qualsiasi tocco sessuale in cui siano coinvolti fluidi e certamente usati se ci sono lesioni alle dita del Top. E' sempre buona norma chiedere invece che tirare ad indovinare perché le abitudini riguardo al sesso sicuro sono molto varie ed inoltre chiarirle prima permette di essere preparati anche in condizioni di elevato coinvolgimento.
(9) Che cosa significa per te "toccare sessualmente"? Seni, capezzoli? Toccare esternamente sesso o ano? La penetrazione? Ti trovi a tuo agio a stare nudo?
(10) Hai reazioni negative a giocattoli o attività particolari? Cose cui generalmente la gente reagisce negativamente sono ad es. coltelli, aghi, grosse penetrazioni, solletico. Ma è bene chiedere anche riguardo ai giocattoli che si possiedono e che si usano comunemente come bende, frusta a coda singola, ecc. Se non si è chiesto riguardo ad uno strumento ma poi si desidera usarlo comunque, lasciare che durante la scena il bottom abbia modo di vederlo prima di utilizzarlo e che dichiari, sempre in gioco ma lucidamente, di volerlo sperimentare. Chiedere in maniera specifica come ci si pone nei confronti del controllo del respiro e dell'essere colpite sul seno.
(11) Miscellanea: che tipo di emozioni o attività prediligi in una scena? Ti piace il dolore, servire, lo spanking, essere punito, umiliato, avere paura, fare resistenza, combattere, l'abuso psicologico o verbale, il role play e se si quale: interrogatori, school-play, age-play, etc.? L'esperienza sessuale per te fa parte dello scambio di controllo oppure preferisci che le esperienze sessuali rientrino in un contesto paritario? Quali cose eccitano la tua fantasia? Ci sono esperienze che hai già fatto e vorresti ripetere? Giocare per te è una esperienza sessuale o qualcos'altro?
Altri aspetti da chiarire tra i due possibili partner riguardano il tipo di gioco praticato fino a quel momento e il discutere i rischi connessi al suo ripetersi in relazione alle persone ora coinvolte. Bisogna conoscere il livello di esperienza di entrambi. I negoziati coi novizi in genere coprono molti aspetti e coinvolgono una serie di informazioni che devono essere fornite dalla persona più esperta (il novizio potrebbe essere un bottom, ma anche un Top!) Se un Top procede a provare una nuova pratica, che avrà il suo coefficiente di rischio, deve assicurarsi che il bottom sappia che per lui è la prima volta. Infatti, riguardo a qualsiasi attività rischiosa si pensi di attuare, bisogna assicurarsi che il bottom ne conosca tutti i rischi, anche se si pensa che sia improbabile che capiti un incidente. Si può fare un paragone col consenso informato in ambito medico, questo significa capire che ci sono rischi e conoscerne la natura.
E' bene chiedere di altri eventuali partner della persona con cui si desidera giocare e cosa pensino del fatto che il loro partner è intenzionato a giocare con qualcun altro. Di solito si parla con tutti i partner primari o secondari della persona prima di giocarci o anche solo stabilire un contatto interessato.
Informarsi sull'uso di alcool o droga. La maggior parte dei giocatori non mischia alcool e gioco perché l'alcool ottunde i sensi e rallenta i tempi di reazione. Stesso discorso per l'uso della maggior parte, se non tutti, i farmaci, anche se alcuni tipi specifici di farmaci sono usati occasionalmente in alcuni ambienti di gioco.
Se capita di giocare in pubblico alle feste o in spazi semi-privati, è bene informarsi se l'altra persona ha in proposito una preferenza, se ha una situazione sociale o lavorativa compromettibile.
Non è una cattiva idea per il bottom chiedere come il Top si comporta in termini di cure post-sessione, compreso il tempo e le energie residue che ha di solito a disposizione. Meglio essere molto chiari riguardo alle aspettative e al tempo che si ha intenzione di investire in una data esperienza.
In ambito comunitario BDSM, i Top sono generalmente referenziati da altri partner di gioco e il bottom chiede il permesso di informarsi su di lui prima di giocarci. Bisogna giocare con Top o Dom sconosciuti con molta cautela ed è comune, in questo caso, includere nei negoziati discussioni che accrescano il senso di sicurezza del bottom (come il dover chiamare un conoscente o un ex partner del bottom entro un certo tempo dall'inizio dell'incontro). Quest'abitudine è la norma. Sembra anche la cosa più sorprendente per coloro che non hanno mai incontrato la scena pubblica BDSM, non è cosa comune infatti nel mondo vanilla andare a parlare con un ex amante di qualcuno con cui si desidera fare l'amore, ma il BDSM non è sesso vanilla, è fisicamente ed emotivamente rischioso e i due costumi differiscono per ottime ragioni.
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sabato 21 aprile 2012
martedì 10 aprile 2012
Ancora ruoli
Uomini
"Allora... chi di voi è l'uomo e chi la donna?"
Domanda odiosa che merita solo una risposta: "Siamo entrambi uomini e allora?"
E' una questione che ha perseguitato i gay dalla Liberazione. Per coloro che non hanno familiarità con la complessità della sessualità maschile gay, soprattutto quando si parla di sesso anale, è facile ridurre i ruoli gay maschili a qualcosa di familiare. Tuttavia il ridurre il tutto al binarismo maschio-femmina con dinamiche di Top-bottom è problematico.
Prima di tutto i gay non sono uomini e donne, maschi e femmine. Sono uomini che amano uomini, ecco perché sono gay! L'ipotesi che tutte le coppie di amanti debbano rispettare l'eteronormatività di un uomo e una donna sostiene l'idea che il rapporto vaginale sia l'unico modo per le persone di fare sesso. Supporta inoltre anche l'ingiusta ipotesi che la virilità e la mascolinità determinano la parte dominante nelle relazioni.
Rifacciamoci al vocabolario usato comunemente quando si parla di sesso gay. "Top", partner penetrativo, e "bottom", partner ricettivo. Come accade per altri aspetti che riguardano genere e sessualità, molti uomini gay ricadono su uno spettro più ampio, e questi sono i cosiddetti "versatili". Ci sono alcuni uomini, i cosiddetti "strict tops" o "power bottom" ben lieti invece di rappresentare le estremità di questo spettro. Ma presumere che ci siano solo due tipi di uomini è assurdo.
Questo assunto riflette la politica secondo cui chi penetra è maschile e dominante. Non è raro sentire gay lanciarsi insulti in base alle loro inclinazioni da "bottom". Rivolgersi a qualcuno con "power bottom" o "bossy bottom" come insulto implica che in qualche modo i bottom siano considerati inferiori, secondo la convinzione che "essere trattati come una donna" sia qualcosa di umiliante.
Sotto questa gerarchia Top-bottom c'è la realtà, che la vita sessuale degli uomini gay è troppo delineata dalle norme eterosessuali. Prendiamo, ad esempio, i ragionamenti intorno alla verginità. Un bottom, come una donna, "perde" la sua verginità, mentre un Top la "prende".
Il discorso eteronormativo ha sporcato il modo in cui gli uomini gay parlano di se stessi e della loro vita sessuale. Prendendo in prestito il modello delle relazioni eterosessuali che sostiene che l'uomo sia dominante, che lo sia il partner penetrativo, si stanno semplicemente riciclando strumenti che hanno tenuto le donne soggiogate per secoli. E' come se per alcuni uomini gay l'uomo ideale non sia affatto gay, ma un uomo etero che scopa con loro. L'omofobia interiorizzata che gira intorno a questo concetto riflette una società che stigmatizza l'effeminatezza. Piaccia o no, nel sostenere il maschile “straight-acting” Top come un ideale di ciò che significa essere un vero e attraente uomo, ci si è messi esattamente di fronte al modello di mascolinità che ha oppresso i gay per generazioni.
Secoli di politica di genere schiacciano i gay anche quando sono premuti contro il corpo nudo di un altro uomo. E' un qualcosa che dovrebbe smettere. Perché le idee eteronormative di chi ha potere a letto e di ciò che definisce un "vero" uomo dovrebbero governare la vita sessuale di tutti? Bisognerebbe riflettere sui propri desideri, su se si desidera essere Top o bottom o esplorare nuovi modi di raggiungere il piacere attraverso i ruoli.
Donne
Alla domanda riguardo Top e bottom nei rapporti tra due donne, la maggior parte delle persone risponde con affermazioni confuse del tipo "Allora una è il ragazzo e l'altra la ragazza."
Di solito la "Top" è la parte dominante, penetrativa rispetto alla parte sottomessa, ricettiva detta "bottom". Naturalmente queste definizioni sono di più complicata comprensione quando si parla di rapporti donna-donna che non hanno una diretta affinità col concetto di penetrazione.
I ruoli instauratisi nelle relazioni tra donne non necessariamente rientrano nelle dinamiche butch-femme. In realtà questa associazione serve solo ad affermare un ideale di mascolinità penetrante, quindi dominante. Le donne in realtà definiscono le proprie relazioni indipendentemente dagli uomini.
Alcune desiderano rinunciare del tutto ai ruoli, sostenendo che essi limitano la loro flessibilità e la portata dei rapporti queer. Quindi piuttosto che una identificazione con esse, si preferisce che le etichette vengano superate. La mancanza di specificità è propria della natura del pensiero queer, il cui appello è: queer enfatizza il desiderio individuale su sesso e genere. Un'altra chiusura mentale però è quella che prevede che tutte siano totalmente versatili, quando in tante sono ben felici di esternare le loro preferenze in questo gioco.
Molte ragazze si identificano con specifici ruoli durante i rapporti, "big spoon" o quella che mette il braccio intorno alle spalle dell'altra, segni che ci aiutano a capire diverse situazioni senza tuttavia assegnarle a delle categorie fisse. Ma quando si arriva alla descrizione delle dinamiche sessuali, coloro che dicono "sono Top", "sono bottom" sono decisamente una minoranza. E' più probabile sentir dire "sono power bottom", "sono soft Top" o "dipende dalla partner". E ciò è molto più veritiero per i rapporti tra donne visto che non c'è necessariamente un partner penetrativo, a meno che una delle due non utilizzi sex toys, quindi si è libere di definire i ruoli in qualsiasi momento e in qualsiasi modo durante il rapporto.
Mentre la maggior parte delle persone ritiene che Top e bottom siano ruoli ben distinti, in realtà questi termini riflettono una personalità da esternarsi a letto piuttosto che una essenziale identità. Non si pensa inerentemente al sesso "Questo è quello che dovrei fare o questo è quello che avrei dovuto fare" o "Questo è quello che sono". Si fa quello che fa stare bene in quel momento.
I ruoli sessuali sono solo uno dei modi in cui si può gestire il piacere e il potere nelle relazioni. Il piacere può essere l'avere la lingua di una donna tra le gambe che ti lecca fino a farti venire. E' l'assaggiare un'altra ragazza, ottenendo accesso a lei. Potenza è controllare il suo corpo, inchiodarla a terra mentre la sua pelle risponde a ogni tocco. E' il suo avanzare verso di noi, sapendo che ci vuole. Il piacere è avere il controllo o la volontà di perderlo completamente.
I ruoli di Top e bottom semplicemente spiegano questo dinamismo della vita sessuale. Essi non riflettono quanto si è. Variano a seconda del partner, dei livelli di esperienza, anche tutte le notti. Non si ha bisogno di un pene o di una precisa definizione per sapere ciò che qualcuno vuol dire quando si descrive come "super toppy". Ma ciò non la rende sicuramente un uomo.
"Allora... chi di voi è l'uomo e chi la donna?"
Domanda odiosa che merita solo una risposta: "Siamo entrambi uomini e allora?"
E' una questione che ha perseguitato i gay dalla Liberazione. Per coloro che non hanno familiarità con la complessità della sessualità maschile gay, soprattutto quando si parla di sesso anale, è facile ridurre i ruoli gay maschili a qualcosa di familiare. Tuttavia il ridurre il tutto al binarismo maschio-femmina con dinamiche di Top-bottom è problematico.
Prima di tutto i gay non sono uomini e donne, maschi e femmine. Sono uomini che amano uomini, ecco perché sono gay! L'ipotesi che tutte le coppie di amanti debbano rispettare l'eteronormatività di un uomo e una donna sostiene l'idea che il rapporto vaginale sia l'unico modo per le persone di fare sesso. Supporta inoltre anche l'ingiusta ipotesi che la virilità e la mascolinità determinano la parte dominante nelle relazioni.
Rifacciamoci al vocabolario usato comunemente quando si parla di sesso gay. "Top", partner penetrativo, e "bottom", partner ricettivo. Come accade per altri aspetti che riguardano genere e sessualità, molti uomini gay ricadono su uno spettro più ampio, e questi sono i cosiddetti "versatili". Ci sono alcuni uomini, i cosiddetti "strict tops" o "power bottom" ben lieti invece di rappresentare le estremità di questo spettro. Ma presumere che ci siano solo due tipi di uomini è assurdo.
Questo assunto riflette la politica secondo cui chi penetra è maschile e dominante. Non è raro sentire gay lanciarsi insulti in base alle loro inclinazioni da "bottom". Rivolgersi a qualcuno con "power bottom" o "bossy bottom" come insulto implica che in qualche modo i bottom siano considerati inferiori, secondo la convinzione che "essere trattati come una donna" sia qualcosa di umiliante.
Sotto questa gerarchia Top-bottom c'è la realtà, che la vita sessuale degli uomini gay è troppo delineata dalle norme eterosessuali. Prendiamo, ad esempio, i ragionamenti intorno alla verginità. Un bottom, come una donna, "perde" la sua verginità, mentre un Top la "prende".
Il discorso eteronormativo ha sporcato il modo in cui gli uomini gay parlano di se stessi e della loro vita sessuale. Prendendo in prestito il modello delle relazioni eterosessuali che sostiene che l'uomo sia dominante, che lo sia il partner penetrativo, si stanno semplicemente riciclando strumenti che hanno tenuto le donne soggiogate per secoli. E' come se per alcuni uomini gay l'uomo ideale non sia affatto gay, ma un uomo etero che scopa con loro. L'omofobia interiorizzata che gira intorno a questo concetto riflette una società che stigmatizza l'effeminatezza. Piaccia o no, nel sostenere il maschile “straight-acting” Top come un ideale di ciò che significa essere un vero e attraente uomo, ci si è messi esattamente di fronte al modello di mascolinità che ha oppresso i gay per generazioni.
Secoli di politica di genere schiacciano i gay anche quando sono premuti contro il corpo nudo di un altro uomo. E' un qualcosa che dovrebbe smettere. Perché le idee eteronormative di chi ha potere a letto e di ciò che definisce un "vero" uomo dovrebbero governare la vita sessuale di tutti? Bisognerebbe riflettere sui propri desideri, su se si desidera essere Top o bottom o esplorare nuovi modi di raggiungere il piacere attraverso i ruoli.
Donne
Alla domanda riguardo Top e bottom nei rapporti tra due donne, la maggior parte delle persone risponde con affermazioni confuse del tipo "Allora una è il ragazzo e l'altra la ragazza."
Di solito la "Top" è la parte dominante, penetrativa rispetto alla parte sottomessa, ricettiva detta "bottom". Naturalmente queste definizioni sono di più complicata comprensione quando si parla di rapporti donna-donna che non hanno una diretta affinità col concetto di penetrazione.
I ruoli instauratisi nelle relazioni tra donne non necessariamente rientrano nelle dinamiche butch-femme. In realtà questa associazione serve solo ad affermare un ideale di mascolinità penetrante, quindi dominante. Le donne in realtà definiscono le proprie relazioni indipendentemente dagli uomini.
Alcune desiderano rinunciare del tutto ai ruoli, sostenendo che essi limitano la loro flessibilità e la portata dei rapporti queer. Quindi piuttosto che una identificazione con esse, si preferisce che le etichette vengano superate. La mancanza di specificità è propria della natura del pensiero queer, il cui appello è: queer enfatizza il desiderio individuale su sesso e genere. Un'altra chiusura mentale però è quella che prevede che tutte siano totalmente versatili, quando in tante sono ben felici di esternare le loro preferenze in questo gioco.
Molte ragazze si identificano con specifici ruoli durante i rapporti, "big spoon" o quella che mette il braccio intorno alle spalle dell'altra, segni che ci aiutano a capire diverse situazioni senza tuttavia assegnarle a delle categorie fisse. Ma quando si arriva alla descrizione delle dinamiche sessuali, coloro che dicono "sono Top", "sono bottom" sono decisamente una minoranza. E' più probabile sentir dire "sono power bottom", "sono soft Top" o "dipende dalla partner". E ciò è molto più veritiero per i rapporti tra donne visto che non c'è necessariamente un partner penetrativo, a meno che una delle due non utilizzi sex toys, quindi si è libere di definire i ruoli in qualsiasi momento e in qualsiasi modo durante il rapporto.
Mentre la maggior parte delle persone ritiene che Top e bottom siano ruoli ben distinti, in realtà questi termini riflettono una personalità da esternarsi a letto piuttosto che una essenziale identità. Non si pensa inerentemente al sesso "Questo è quello che dovrei fare o questo è quello che avrei dovuto fare" o "Questo è quello che sono". Si fa quello che fa stare bene in quel momento.
I ruoli sessuali sono solo uno dei modi in cui si può gestire il piacere e il potere nelle relazioni. Il piacere può essere l'avere la lingua di una donna tra le gambe che ti lecca fino a farti venire. E' l'assaggiare un'altra ragazza, ottenendo accesso a lei. Potenza è controllare il suo corpo, inchiodarla a terra mentre la sua pelle risponde a ogni tocco. E' il suo avanzare verso di noi, sapendo che ci vuole. Il piacere è avere il controllo o la volontà di perderlo completamente.
I ruoli di Top e bottom semplicemente spiegano questo dinamismo della vita sessuale. Essi non riflettono quanto si è. Variano a seconda del partner, dei livelli di esperienza, anche tutte le notti. Non si ha bisogno di un pene o di una precisa definizione per sapere ciò che qualcuno vuol dire quando si descrive come "super toppy". Ma ciò non la rende sicuramente un uomo.
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venerdì 6 aprile 2012
Usare una scena BDSM come terapia
Molte, se non la maggior parte, delle persone hanno sperimentato qualche forma di abuso sessuale o fisico durante gli anni della propria formazione, formazione che può essersi prolungata fino a oggi e che termina con il naturale completamento di se stessi come individui. Alcune di queste persone sono attratte dall'esplorazione del BDSM, per piacere, bisogno, guarigione.
Tale guarigione può avvenire in molti modi. Uno di questi può essere il semplice atto di negoziare una scena ed esprimere quello che si desidera. Potrebbe essere la consapevolezza che si può unire il desiderio di essere picchiati ai desideri sessuali. Ancora si potrebbe godere di una scena infantile o di ageplay, trovandosi liberi dal fardello della responsabilità tipica degli adulti per un determinato tempo.
La maggior parte delle persone trovano una qualche forma di guarigione che giunge semplicemente attraverso l'esplorazione onesta e aperta dei propri istinti sessuali. Alcuni giocatori, però, scoprono di avere una vocazione per esplorare i propri angoli più bui, per infilare le dita nelle loro vecchie ferite, controllando se ancora fanno male. Questi ultimi alla fine rivalutano il proprio sentire e rinascono dai loro traumi, attraverso una guarigione che provenga dal fuoco.
Questa rievocazione può assumere la forma di una scena di stupro, di regressione infantile, di un pestaggio in cui il Top dice quanto il padre del bottom ha detto nel suo passato. Si spinge fuori il marcio che si è cumulato dentro come risultato di una violenza. C'è un numero infinito di scene di cui si può beneficiare per superare i traumi passati, a seconda della natura del trauma e dello stato corrente dei giocatori. Ognuna ha il potenziale per apportare sia guarigione, sia ulteriori danni, a seconda di come viene gestita, dalla prontezza, l'abilità e la maturità dei partecipanti.
Questo articolo si snoda in tre parti:
(1) Una breve discussione sull'autore e sulle sue credenziali, per avere qualche motivo di sospettare che abbia qualche linea guida da offrire.
(2) Avvertenze diverse e numerose per cui si potrebbe desiderare di non inscenare mai certe situazioni.
(3) Informazioni su come apportare guarigione e non nuove lesioni se si decidesse di seguire proprio questa strada come parte del processo di guarigione.
"Sono una sopravvissuta ad un abuso sessuale infantile, uno stupro, e ad abusi sessuali come adulta. Come la maggior parte dei sopravvissuti ho un immediato bisogno di ammorbidire quanto detto aggiungendo 'Hey, non era poi così male, sono sopravvissuta, altri sono stati peggio, e poi è finita'.
Per quanto fossero stati dolorosi, sono stata consapevole degli eventi passati, al di là della loro negazione, e sulla strada del recupero attivo per nove anni. E quando dico 'attivo', intendo attivo. Ho utilizzato potenziamento personale, consulenze, cerchi di guarigione, letture psichiche, recupero dell'anima, guarigione sciamanica, Reiki e lavoro su altri tipi di energie, cristalli, massaggi, attenzione al bambino interiore, essenze floreali, diari, esperienze di altri sopravvissuti, rilascio rituale delle ferite, esplorazione del BDSM, gruppi di sostegno di altri sopravvissuti. Ho passato del tempo senza penetrazione, tempo come lesbica, tempo per lasciar avvicinare di nuovo a me gli uomini, tempo per analizzare le mie ferite, per controllare se ancora ne trasalivo. C'è altra roba che probabilmente ho lasciato fuori. Queste sono le cose che ricordo ora.
Ho imparato a stare nel mio corpo e a dire la verità. Non penso più a cosa farei se un partner mi colpisse senza il mio consenso, in quanto la situazione non si verifica più. Ho fatto dei cambiamenti e nessuno di essi è stato facile.
In aggiunta a questi percorsi personali sul tema specifico, ho esercitato otto anni come consulente psichico e guaritrice sciamanica. Ho una laurea in Psicologia presso la Georgetown University. La mia rubrica sul sesso è stata sufficientemente interessante da portarmi a parlare presso Radio Playboy. Sono una viziosa pervertita, in vari modi."
Ci sono modi migliori, più puliti e più controllabili, da utilizzare per effettuare il proprio lavoro di guarigione. Quando si rievoca un trauma sconvolgente per la prima volta, c'è un'alta probabilità di innescare quell'antico dolore e aggiungere ad esso nuova sofferenza. Quando si innesca una certa reazione si possono scatenare personalità multiple, disturbi dissociativi, rabbia incontrollata, dolore, ritiro in sé, perdita di coscienza, ecc. Se non siete assolutamente certi che voi o il vostro partner siate in grado di riportarvi indietro dall'abisso in cui intendete lanciarvi, non avvicinatevi neanche ad esso. Ai Top: se non siete assolutamente certi di recuperare il vostro partner, non giocate con le sue antiche ferite.
Potrebbero volerci giorni per arrivare a "piangere fino a vomitare". Non è divertente. Nemmeno necessariamente terapeutico, in realtà. Alcuni abbandonano se stessi, il proprio corpo, ciò quando i cambiamenti nelle loro energie interne diventano troppo intensi per tenerne il passo, è questo potrebbe portare ad una situazione patologica. Ci sono persone con molteplici personalità che per la maggior parte del tempo sono sotto controllo, argini che però possono cadere se stuzzicati. E poi si possono generare panico, paranoia, flashback, incapacità di distinguere la realtà dai ricordi, rabbia incontrollata. Ci sono testimonianze di giocatori che hanno improvvisamente cercato di cavarsi un occhio o di rimuoversi i testicoli. Ecco perché la zona di gioco deve essere sempre il più sicura possibile considerando che alcuni bottom si ritrovano a rievocare antichi traumi senza averlo esplicitamente richiesto.
Oltre alle reazioni ci sono anche altre questioni da tenere in considerazione. Se lo scopo è di innescare un vecchio dolore per rilasciarlo, come si fa ad avere la certezza di non poggiare un nuovo livello di trauma sopra il vecchio? Come si riesce a comunicare da bottom in modo chiaro quando si innescano ricordi e panico? Non si può sicuramente restare razionali o tenere un linguaggio coerente considerando quello che si sta percependo. Come si riesce durante questa spirale discendente a tenersi lontani da depressione, pensieri e tentativi suicidari?
Il problema di utilizzare una scena di stupro per guarire dal trauma dello stupro (o qualsiasi sua variante) è che è troppo vicina al dolore originario per permettere alla mente e al corpo di scinderli, soprattutto nelle prime fasi del processo di guarigione.
Non si sta dicendo che questi inneschi non debbano essere utilizzati o che non possano rivelarsi utili. Ma spesso vengono ricercati dopo aver utilizzato altre tecniche, dopo aver parlato con amici e terapisti, aver pianto, essersi dati il permesso di avvicinarsi lentamente agli elementi del trauma. Solo infine si cerca di riviverli in maniera controllata attraverso una scena BDSM, con il conseguente rilascio della rabbia ad essi associata. Ci sono tanti modi per sgretolare la grande massa di dolore che si è concentrata intorno al trauma, tanti piccoli passi da compiere, tutti importanti.
Il corpo richiede molto tempo per elaborare le cose, ha la propria memoria e la propria logica. La mente capisce che la scena è puro gioco, ma se il processo di guarigione già intrapreso non è sufficientemente lungo, il corpo innesca tutte le sue reazioni di difesa: pianto isterico, rabbia incontrollata, dissociazione, etc. Non è divertente e non è assolutamente la miglior cosa da fare per un processo di guarigione.
Quando si inizia col rivivere il trauma il processo di guarigione si allunga. Con l'uso della terapia, i massaggi, piangendo, camminando, facendo introspezione, attivando la fantasia, il potenziamento personale, seguendo seminari e circoli, si diventa pronti in un determinato momento per il disordinato, incontrollabile metodo di rivivere il trauma originario e recuperare il potere di controllarlo. Ma quella occasione è il passo finale, non certo la maggior parte del lavoro da svolgere.
Bisogna cercare tecniche che permettano di trattare separatamente ogni singolo aspetto del trauma visto che solitamente sentimenti, reazioni, ricordi sono tutti mescolati insieme. Bisogna isolare il singolo elemento e decontestualizzarlo rispetto al trauma originario, affrontandolo immerso tra altre cose, più rilassanti, più naturali e che soprattutto lo rendano diverso da quanto genera l'innesco incontrollabile.
C'è anche qualcosa che non riguarda il "paziente" bottom. Si sta chiedendo a qualcuno di assumere il ruolo di stupratore per la scena. Anche lui si sta assumendo dei rischi. Può subentrare senso di colpa, vergogna, riadattamento della propria immagine di sé. Ci si potrà sentire inorriditi riguardo a quanto al momento si è apprezzato. Tutte situazioni aggravate se il bottom ottiene anche una reazione negativa dalla scena. Se si fosse novizi si potrebbe avere una esperienza tale da allontanarsi definitivamente dal BDSM. Se il Top non è assolutamente sicuro di potersi salvare dall'abisso in cui quel gioco specifico può gettarlo, meglio non rischiare. Se il Top viene annientato da un disastro emotivo, come potrà salvare se stesso e il bottom che è sotto la sua responsabilità?
Paura? Ottimo!
Eppure si sente una vocina dentro che insiste nel voler proprio incontrare quel demone che è nella propria testa. Armati di safeword si vuole attraversare il fuoco per uscirne rinati. Vediamo come camminare sui carboni ardenti senza mettersi troppo in pericolo.
Il trauma originario è come una grande e pesante matassa di corda. In essa ci sono tutti i possibili fili che rappresentano gli aspetti dell'esperienza vissuta come trauma, inclusi ma non limitati a:
- odori di chi ha perpetrato l'atto, la situazione, l'atto;
- sapori di cose legate all'atto, compreso il gusto del panino che avete mangiato dopo;
- suoni sessuali, voci, i propri suoni, di piacere o di dolore, treni in lontananza;
- sensazioni, è più facile pensare che uno schiaffo possa innescare una reazione ma non sottovalutate la possibile carezza che uno stupratore potrebbe aver dato alla vittima dopo lo stupro;
- luoghi, l'aspetto di chi ha compiuto l'atto, un pezzo di cielo che si poteva intravedere da una finestra, l'assenza della vista se gli occhi erano bendati;
- memorie che il corpo conserva rispetto alle posizioni assunte o in cui si è stati cotretti a stare;
- l'ora del giorno;
- porte chiuse o aperte;
- pensieri avuti in quel momento, forse si stava pensando a cosa cucinare per cena ottenendo nervosismo successivo all'idea di cucinare;
- altri possibili ricordi
- convinzioni su di sé, su cosa significhi essere una vittima, sul peccato che si è assunto, sull'orgoglio, l'incuria, sulle fantasie che portano a pensare che segretamente si volesse farlo succedere;
- convinzioni su cosa significherà per il futuro, su come nessuna persona normale potrà mai volervi adesso.
Non c'è una cosa che riguarda un evento traumatico che possa essere indicata come semplice.
L'idea di un processo di guarigione può lavorare sia sull'intera corda che prendendola e tagliandone una porzione alla volta. Molte persone riportano comunque di aver peggiorato la situazione, ciò accade quando ci si avvicina alla scena BDSM troppo presto lungo il percorso di recupero.
Affrontare singoli pezzi risulta più facile per il bottom, quindi si afferra la corda del trauma e si prendono singolo fili per separarli. Quali aspetti dell'esperienza non sono elementi determinanti per il trauma? Si faccia una lista di questi. Si potrebbe ad esempio non avere problemi col sesso all'aperto di giorno, con l'odore dello sperma, con uomini dai capelli scuri, ecc. Per un qualsiasi motivo, forse per un accumulo di associazioni positive precedenti al trauma o semplicemente perché si è riusciti a lasciar depositare una parte del trauma, certi elementi non ne costituiscono possibili inneschi.
Successivamente affrontate un filo alla volta. Impostate un ambiente in cui si possa affrontare un'esperienza positiva di quanto si teme ed elaborate i vostri sentimenti a riguardo. Trattate separatamente le porte chiuse a chiave rispetto al sesso anale. Create situazioni che siano il più lontane possibile dalla esperienza originale, concentratevi riguardo allo specifico elemento su cui si sta lavorando in quel momento.
A volte questo significa riservarsi il peggio per ultimo, che comunque è buona cosa. Se si ha paura degli uomini, del sesso orale, del gusto dello sperma, dell'ingoiare, affrontate ogni singolo elemento separatamente secondo l'ordine naturale. Se si fosse costretti ad ingoiare come prima esperienza, si finirebbe per cumulare cinque traumi in un solo gesto. Invece bisogna far passare tra uno e l'altro del tempo, farsi coccole o intervallare con altre pratiche che non hanno proprio nulla a che fare col trauma. Giocare col sesso orale, senza arrivare a conclusione. Poi chiedere al partner di venirvi nella mano e assaggiare. Poi con dolcezza, con calma, succhiare dal partner ed inghiottire in condizioni controllate. Infine pianificare lo stesso gesto con l'uso della forza secondo l'idea di stupro in cui si è costretti ad inghiottire.
Qual è il senso di tutto questo? Perché la guarigione avvenga, tutte le parti della psiche devono essere in grado di dire che questa è una situazione diversa da quella del trauma originale. Questo significa saper controllare tutte le variabili. Se si affrontano diversi elementi del trauma originario insieme è più facile avere una sensazione di panico invece di procedere passo passo rinforzandosi.
Nel negoziare qualsiasi scena che coinvolgerà il trauma, bisogna essere assolutamente sicuri che si stia giocando con qualcuno che sia assolutamente d'accordo con una brusca fermata del mezzo. Tutti negoziano una safeword, ma essere pronti a rispettarla è un'altra questione. E' possibile che un bottom che stia rivivendo un trauma la proferisca due secondi prima che il Top venga. Il Top deve sentirsi in grado non solo di fermarsi, ma di fermarsi ogni volta che la safeword viene fuori, bisogna essere in questi casi malleabili anche sul numero di volte in cui possa essere proferita, si sta vivendo un trauma, bisogna essere più pazienti della norma. C'è bisogno di essere una persona molto matura per non risentirsi o non sentirsi manipolati dal bottom quando il biscottino viene portato via all'ultimo secondo, anche più di una volta.
Siamo tutti abituati ad essere brava gente educata. Quando si fa sesso con qualcuno, in una scena o meno, si lavora per assicurarsi che sia piacevole per il partner. Tutti sanno però che non è bello non finire quello che si è cominciato. Così si può avere una lotta interna quando ci si deve stoppare. Ciò vale per il Top e per il bottom. Il bottom potrebbe sentirsi a disagio a dover fermare qualcosa che sa piaccia al Top. Se poi il Top è persona piena di risentimento e manipolativa ("Oh, solo un minuto ancora, okay?"), diventa veramente difficile porre i necessari limiti.
L'altro grosso problema è che il bottom ha in questo caso bisogno di un Top consapevole che si sta "giocando", molto flessibile e con grande controllo emotivo. Il Top deve essere capace di andare dal suo ruolo nella scena, a quello di partner sessuale, a quello di amico confortante e poi ritornare ad essere Top in uno schiocco di dita. Dallo stato di abusante completamente aggressivo, alla calma assoluta, alla situazione non sessuale dell'amico di fiducia e di supporto in grado di dare consiglio, il tutto nel tempo stesso in cui la safeword viene proferita.
Il bottom deve essere esigente in questo ambito. Scegliere con molta attenzione. Se ha intenzione di rischiare di diventare isterico, furente, dissociato e qualsiasi altra non divertente situazione possibile quando si gioca con questo vaso di Pandora come parte del processo di guarigione, è meglio farlo con un alleato sufficientemente competente.
La scena va impostata in anticipo, in modo da avere il tempo di entrare in uno stato profondo di preparazione psicologica. Avere intense conversazioni col bambino interiore o comunque con la parte di sé che è stata ferita. Il bottom deve far sapere a queste parti di sé cosa sta per accadere, perché e che possono fermare tutto in qualsiasi momento.
La scena va impostata in modo da avere anche del tempo dopo per elaborare quanto è accaduto. E' molto più facile sedersi in tranquillità per capire i sentimenti che si sono provati (buoni, cattivi, indifferenti, qualsiasi emozione va bene) piuttosto che doverlo fare durante un pranzo in famiglia. Pianificare in anticipo la crisi emotiva. Se se ne ottiene una, festeggiare!
C’è bisogno che le intenzioni siano chiare. Si sta cercando di divertirsi, modificando l'impronta originariamente dolorosa in qualcosa di festoso? Si vogliono portare in superficie memorie e sentimenti repressi in modo da lavorare su di loro? Il bottom rappresenta anche l'elemento di test su quanto sta accadendo, sul se sia possibile lavorare su questi elementi o meno. Si è in grado di sopravvivere a essi senza impazzire? Si sta cercando di recuperare il potere su una determinata situazione? Si vuole agire in una sorta di surrogato di vendetta? Fare agli altri ciò che è stato fatto a te?
Tutti obiettivi meravigliosi, che si possano utilizzare come parte del processo di guarigione. Bisogna fidarsi del proprio intuito ed essere onesti con se stessi e col compagno di giochi. La scena va poi impostata di conseguenza. Conoscere quale risultato si vuole intravedere per sentire che le proprie intenzioni sono state soddisfatte. Si potrebbe intravedere qualcosa a metà scena, avere una liberazione catartica emozionale, piacere sessuale, scendere nel dolore finché esso fuoriesce da se stessi insieme alla paura e ai sentimenti negativi. Ma bisogna partire dall'alto e sapere dove dirigersi. Comunicare al Top cosa si desidera che succeda una volta giunti alla meta ed essere il più dettagliati possibile.
C'è bisogno di schiettezza e di condividere efficacemente il trauma. Il Top ha bisogno di sapere su cosa poter calcare la mano e cosa neanche sfiorare. Il Top deve conoscere la storia di abusi del bottom, anche quelli che non riguardano il trauma che si vuole affrontare, per muoversi diligentemente tra essi. Il Top deve conoscere se stesso e la propria storia di abusi, per non rischiare di essere risucchiato da determinate situazioni e perdere il controllo di quanto sta accadendo sotto la sua responsabilità.
Si consideri la possibilità di avere anche un alleato neutro che partecipi alla scena. Così tre persone saranno coinvolte e quando arriverà la safeword (o quando la scena finirà), il Top potrà prendersi il tempo necessario ad uscire dal ruolo, anche allontanandosi dal luogo della scena, mentre l'altra persona si prenderà cura dei bisogni emotivi del bottom.
Fare una previsione della rabbia che si esprimerà. Precisamente della rabbia cieca che può generarsi con estrema facilità durante questo tipo di gioco. Non giocare in posti pericolosi, dove siano presenti oggetti come coltelli ad es. Considerare l'uso del bondage solo se fatto in modo che pur dimenandosi il bottom non possa farsi del male. Anche riguardo alla rabbia considerare delle persone a supporto nel caso si possa prevedere una situazione in cui il bottom debba essere frenato a forza.
Restare vicini ai propri sentimenti. Attenti alle situazioni di bottomspace, di quando il bottom si allontana dalle proprie percezioni senza averne più una precisa cosicenza. Potrebbe finire per subire cose di cui poi si pentirà, in grado di aggravare il trauma e senza avere direttamente la possibilità pratica di utilizzare la safeword. Bisogna fare molta attenzione. Se il bottom non si sente sicuro di qualcosa meglio chiedere una pausa temporanea prima di perdere contatto con se stesso. Respirare profondamente, chiudere gli occhi, fare un check del corpo, del bambino interiore, del cuore e della propria intuizione. Chiedersi se si desidera continuare, se è il caso di fermarsi o andare avanti. A volte è necessaria una pausa per ricordare al corpo che in realtà ha il pieno controllo di ciò che sta accadendo.
Bisogna sapere esattamente quando la scena avrà inizio e non negoziare una volta dentro. Si sta configurando uno spazio completamente emotivo e che altererà la percezione della realtà. Una volta dentro non sarà più il momento per il bottom di decidere cosa si voglia provare. Se una parte di sé dovesse rendersi conto di una necessità, di un desiderio, meglio parlarne dopo per una successiva scena. L'idea generale è quella di uscire dalla scena con meno fardelli di quelli con cui vi si è entrati e che non ci siano rimpianti quando si sarà sobri dalle endorfine.
Si lasci via libera a tutto di sé. Se il Top sente una scarica emotiva di ritorno meglio lasciare le cure del bottom ad un'altra persona. Dovete prendervi cura di voi stessi. Uno dei risultati del rivivere gli abusi è che il bottom resta molto legato alle sue emozioni. Ha impiegato un sacco di energia per essere consapevole di ciò che sta accadendo e difficilmente se ne staccherà, mentre il Top ha passato tutto il tempo a lavorare adeguatamente sul trauma. Il Top non dovrà distogliere il bottom dal completamento del suo processo di guarigione né aspettarsi che il bottom sia in grado di aiutarlo se ne avesse bisogno, a meno che lui non voglia sminuire quanto successo nel solo intendo di sollevare emotivamente il Top, cosa non raccomandabile.
L'after-care è fondamentale. Cioccolato, cibi proteici, un orsacchiotto, una doccia calda o un bagno, qualcuno che faccia da compagnia durante la notte, un diario per scrivere, cuscini, un enorme scatola di kleenex, una bottiglia di champagne se ci si sente tremendamente bene e poi qualcuno che assista il bottom quando avrà il crollo più tardi o il giorno successivo.
Soprattutto, cura e consapevolezza. Non bisogna intraprendere questo percorso solo perché si pensa di essere pronti a farlo. Farlo se saggiamente si ritiene di poterlo fare, con una scelta ponderata. E festeggiare la guarigione se dovesse arrivare.
Based on Cat Tailor's article.
Tale guarigione può avvenire in molti modi. Uno di questi può essere il semplice atto di negoziare una scena ed esprimere quello che si desidera. Potrebbe essere la consapevolezza che si può unire il desiderio di essere picchiati ai desideri sessuali. Ancora si potrebbe godere di una scena infantile o di ageplay, trovandosi liberi dal fardello della responsabilità tipica degli adulti per un determinato tempo.
La maggior parte delle persone trovano una qualche forma di guarigione che giunge semplicemente attraverso l'esplorazione onesta e aperta dei propri istinti sessuali. Alcuni giocatori, però, scoprono di avere una vocazione per esplorare i propri angoli più bui, per infilare le dita nelle loro vecchie ferite, controllando se ancora fanno male. Questi ultimi alla fine rivalutano il proprio sentire e rinascono dai loro traumi, attraverso una guarigione che provenga dal fuoco.
Questa rievocazione può assumere la forma di una scena di stupro, di regressione infantile, di un pestaggio in cui il Top dice quanto il padre del bottom ha detto nel suo passato. Si spinge fuori il marcio che si è cumulato dentro come risultato di una violenza. C'è un numero infinito di scene di cui si può beneficiare per superare i traumi passati, a seconda della natura del trauma e dello stato corrente dei giocatori. Ognuna ha il potenziale per apportare sia guarigione, sia ulteriori danni, a seconda di come viene gestita, dalla prontezza, l'abilità e la maturità dei partecipanti.
Questo articolo si snoda in tre parti:
(1) Una breve discussione sull'autore e sulle sue credenziali, per avere qualche motivo di sospettare che abbia qualche linea guida da offrire.
(2) Avvertenze diverse e numerose per cui si potrebbe desiderare di non inscenare mai certe situazioni.
(3) Informazioni su come apportare guarigione e non nuove lesioni se si decidesse di seguire proprio questa strada come parte del processo di guarigione.
"Sono una sopravvissuta ad un abuso sessuale infantile, uno stupro, e ad abusi sessuali come adulta. Come la maggior parte dei sopravvissuti ho un immediato bisogno di ammorbidire quanto detto aggiungendo 'Hey, non era poi così male, sono sopravvissuta, altri sono stati peggio, e poi è finita'.
Per quanto fossero stati dolorosi, sono stata consapevole degli eventi passati, al di là della loro negazione, e sulla strada del recupero attivo per nove anni. E quando dico 'attivo', intendo attivo. Ho utilizzato potenziamento personale, consulenze, cerchi di guarigione, letture psichiche, recupero dell'anima, guarigione sciamanica, Reiki e lavoro su altri tipi di energie, cristalli, massaggi, attenzione al bambino interiore, essenze floreali, diari, esperienze di altri sopravvissuti, rilascio rituale delle ferite, esplorazione del BDSM, gruppi di sostegno di altri sopravvissuti. Ho passato del tempo senza penetrazione, tempo come lesbica, tempo per lasciar avvicinare di nuovo a me gli uomini, tempo per analizzare le mie ferite, per controllare se ancora ne trasalivo. C'è altra roba che probabilmente ho lasciato fuori. Queste sono le cose che ricordo ora.
Ho imparato a stare nel mio corpo e a dire la verità. Non penso più a cosa farei se un partner mi colpisse senza il mio consenso, in quanto la situazione non si verifica più. Ho fatto dei cambiamenti e nessuno di essi è stato facile.
In aggiunta a questi percorsi personali sul tema specifico, ho esercitato otto anni come consulente psichico e guaritrice sciamanica. Ho una laurea in Psicologia presso la Georgetown University. La mia rubrica sul sesso è stata sufficientemente interessante da portarmi a parlare presso Radio Playboy. Sono una viziosa pervertita, in vari modi."
Ci sono modi migliori, più puliti e più controllabili, da utilizzare per effettuare il proprio lavoro di guarigione. Quando si rievoca un trauma sconvolgente per la prima volta, c'è un'alta probabilità di innescare quell'antico dolore e aggiungere ad esso nuova sofferenza. Quando si innesca una certa reazione si possono scatenare personalità multiple, disturbi dissociativi, rabbia incontrollata, dolore, ritiro in sé, perdita di coscienza, ecc. Se non siete assolutamente certi che voi o il vostro partner siate in grado di riportarvi indietro dall'abisso in cui intendete lanciarvi, non avvicinatevi neanche ad esso. Ai Top: se non siete assolutamente certi di recuperare il vostro partner, non giocate con le sue antiche ferite.
Potrebbero volerci giorni per arrivare a "piangere fino a vomitare". Non è divertente. Nemmeno necessariamente terapeutico, in realtà. Alcuni abbandonano se stessi, il proprio corpo, ciò quando i cambiamenti nelle loro energie interne diventano troppo intensi per tenerne il passo, è questo potrebbe portare ad una situazione patologica. Ci sono persone con molteplici personalità che per la maggior parte del tempo sono sotto controllo, argini che però possono cadere se stuzzicati. E poi si possono generare panico, paranoia, flashback, incapacità di distinguere la realtà dai ricordi, rabbia incontrollata. Ci sono testimonianze di giocatori che hanno improvvisamente cercato di cavarsi un occhio o di rimuoversi i testicoli. Ecco perché la zona di gioco deve essere sempre il più sicura possibile considerando che alcuni bottom si ritrovano a rievocare antichi traumi senza averlo esplicitamente richiesto.
Oltre alle reazioni ci sono anche altre questioni da tenere in considerazione. Se lo scopo è di innescare un vecchio dolore per rilasciarlo, come si fa ad avere la certezza di non poggiare un nuovo livello di trauma sopra il vecchio? Come si riesce a comunicare da bottom in modo chiaro quando si innescano ricordi e panico? Non si può sicuramente restare razionali o tenere un linguaggio coerente considerando quello che si sta percependo. Come si riesce durante questa spirale discendente a tenersi lontani da depressione, pensieri e tentativi suicidari?
Il problema di utilizzare una scena di stupro per guarire dal trauma dello stupro (o qualsiasi sua variante) è che è troppo vicina al dolore originario per permettere alla mente e al corpo di scinderli, soprattutto nelle prime fasi del processo di guarigione.
Non si sta dicendo che questi inneschi non debbano essere utilizzati o che non possano rivelarsi utili. Ma spesso vengono ricercati dopo aver utilizzato altre tecniche, dopo aver parlato con amici e terapisti, aver pianto, essersi dati il permesso di avvicinarsi lentamente agli elementi del trauma. Solo infine si cerca di riviverli in maniera controllata attraverso una scena BDSM, con il conseguente rilascio della rabbia ad essi associata. Ci sono tanti modi per sgretolare la grande massa di dolore che si è concentrata intorno al trauma, tanti piccoli passi da compiere, tutti importanti.
Il corpo richiede molto tempo per elaborare le cose, ha la propria memoria e la propria logica. La mente capisce che la scena è puro gioco, ma se il processo di guarigione già intrapreso non è sufficientemente lungo, il corpo innesca tutte le sue reazioni di difesa: pianto isterico, rabbia incontrollata, dissociazione, etc. Non è divertente e non è assolutamente la miglior cosa da fare per un processo di guarigione.
Quando si inizia col rivivere il trauma il processo di guarigione si allunga. Con l'uso della terapia, i massaggi, piangendo, camminando, facendo introspezione, attivando la fantasia, il potenziamento personale, seguendo seminari e circoli, si diventa pronti in un determinato momento per il disordinato, incontrollabile metodo di rivivere il trauma originario e recuperare il potere di controllarlo. Ma quella occasione è il passo finale, non certo la maggior parte del lavoro da svolgere.
Bisogna cercare tecniche che permettano di trattare separatamente ogni singolo aspetto del trauma visto che solitamente sentimenti, reazioni, ricordi sono tutti mescolati insieme. Bisogna isolare il singolo elemento e decontestualizzarlo rispetto al trauma originario, affrontandolo immerso tra altre cose, più rilassanti, più naturali e che soprattutto lo rendano diverso da quanto genera l'innesco incontrollabile.
C'è anche qualcosa che non riguarda il "paziente" bottom. Si sta chiedendo a qualcuno di assumere il ruolo di stupratore per la scena. Anche lui si sta assumendo dei rischi. Può subentrare senso di colpa, vergogna, riadattamento della propria immagine di sé. Ci si potrà sentire inorriditi riguardo a quanto al momento si è apprezzato. Tutte situazioni aggravate se il bottom ottiene anche una reazione negativa dalla scena. Se si fosse novizi si potrebbe avere una esperienza tale da allontanarsi definitivamente dal BDSM. Se il Top non è assolutamente sicuro di potersi salvare dall'abisso in cui quel gioco specifico può gettarlo, meglio non rischiare. Se il Top viene annientato da un disastro emotivo, come potrà salvare se stesso e il bottom che è sotto la sua responsabilità?
Paura? Ottimo!
Eppure si sente una vocina dentro che insiste nel voler proprio incontrare quel demone che è nella propria testa. Armati di safeword si vuole attraversare il fuoco per uscirne rinati. Vediamo come camminare sui carboni ardenti senza mettersi troppo in pericolo.
Il trauma originario è come una grande e pesante matassa di corda. In essa ci sono tutti i possibili fili che rappresentano gli aspetti dell'esperienza vissuta come trauma, inclusi ma non limitati a:
- odori di chi ha perpetrato l'atto, la situazione, l'atto;
- sapori di cose legate all'atto, compreso il gusto del panino che avete mangiato dopo;
- suoni sessuali, voci, i propri suoni, di piacere o di dolore, treni in lontananza;
- sensazioni, è più facile pensare che uno schiaffo possa innescare una reazione ma non sottovalutate la possibile carezza che uno stupratore potrebbe aver dato alla vittima dopo lo stupro;
- luoghi, l'aspetto di chi ha compiuto l'atto, un pezzo di cielo che si poteva intravedere da una finestra, l'assenza della vista se gli occhi erano bendati;
- memorie che il corpo conserva rispetto alle posizioni assunte o in cui si è stati cotretti a stare;
- l'ora del giorno;
- porte chiuse o aperte;
- pensieri avuti in quel momento, forse si stava pensando a cosa cucinare per cena ottenendo nervosismo successivo all'idea di cucinare;
- altri possibili ricordi
- convinzioni su di sé, su cosa significhi essere una vittima, sul peccato che si è assunto, sull'orgoglio, l'incuria, sulle fantasie che portano a pensare che segretamente si volesse farlo succedere;
- convinzioni su cosa significherà per il futuro, su come nessuna persona normale potrà mai volervi adesso.
Non c'è una cosa che riguarda un evento traumatico che possa essere indicata come semplice.
L'idea di un processo di guarigione può lavorare sia sull'intera corda che prendendola e tagliandone una porzione alla volta. Molte persone riportano comunque di aver peggiorato la situazione, ciò accade quando ci si avvicina alla scena BDSM troppo presto lungo il percorso di recupero.
Affrontare singoli pezzi risulta più facile per il bottom, quindi si afferra la corda del trauma e si prendono singolo fili per separarli. Quali aspetti dell'esperienza non sono elementi determinanti per il trauma? Si faccia una lista di questi. Si potrebbe ad esempio non avere problemi col sesso all'aperto di giorno, con l'odore dello sperma, con uomini dai capelli scuri, ecc. Per un qualsiasi motivo, forse per un accumulo di associazioni positive precedenti al trauma o semplicemente perché si è riusciti a lasciar depositare una parte del trauma, certi elementi non ne costituiscono possibili inneschi.
Successivamente affrontate un filo alla volta. Impostate un ambiente in cui si possa affrontare un'esperienza positiva di quanto si teme ed elaborate i vostri sentimenti a riguardo. Trattate separatamente le porte chiuse a chiave rispetto al sesso anale. Create situazioni che siano il più lontane possibile dalla esperienza originale, concentratevi riguardo allo specifico elemento su cui si sta lavorando in quel momento.
A volte questo significa riservarsi il peggio per ultimo, che comunque è buona cosa. Se si ha paura degli uomini, del sesso orale, del gusto dello sperma, dell'ingoiare, affrontate ogni singolo elemento separatamente secondo l'ordine naturale. Se si fosse costretti ad ingoiare come prima esperienza, si finirebbe per cumulare cinque traumi in un solo gesto. Invece bisogna far passare tra uno e l'altro del tempo, farsi coccole o intervallare con altre pratiche che non hanno proprio nulla a che fare col trauma. Giocare col sesso orale, senza arrivare a conclusione. Poi chiedere al partner di venirvi nella mano e assaggiare. Poi con dolcezza, con calma, succhiare dal partner ed inghiottire in condizioni controllate. Infine pianificare lo stesso gesto con l'uso della forza secondo l'idea di stupro in cui si è costretti ad inghiottire.
Qual è il senso di tutto questo? Perché la guarigione avvenga, tutte le parti della psiche devono essere in grado di dire che questa è una situazione diversa da quella del trauma originale. Questo significa saper controllare tutte le variabili. Se si affrontano diversi elementi del trauma originario insieme è più facile avere una sensazione di panico invece di procedere passo passo rinforzandosi.
Nel negoziare qualsiasi scena che coinvolgerà il trauma, bisogna essere assolutamente sicuri che si stia giocando con qualcuno che sia assolutamente d'accordo con una brusca fermata del mezzo. Tutti negoziano una safeword, ma essere pronti a rispettarla è un'altra questione. E' possibile che un bottom che stia rivivendo un trauma la proferisca due secondi prima che il Top venga. Il Top deve sentirsi in grado non solo di fermarsi, ma di fermarsi ogni volta che la safeword viene fuori, bisogna essere in questi casi malleabili anche sul numero di volte in cui possa essere proferita, si sta vivendo un trauma, bisogna essere più pazienti della norma. C'è bisogno di essere una persona molto matura per non risentirsi o non sentirsi manipolati dal bottom quando il biscottino viene portato via all'ultimo secondo, anche più di una volta.
Siamo tutti abituati ad essere brava gente educata. Quando si fa sesso con qualcuno, in una scena o meno, si lavora per assicurarsi che sia piacevole per il partner. Tutti sanno però che non è bello non finire quello che si è cominciato. Così si può avere una lotta interna quando ci si deve stoppare. Ciò vale per il Top e per il bottom. Il bottom potrebbe sentirsi a disagio a dover fermare qualcosa che sa piaccia al Top. Se poi il Top è persona piena di risentimento e manipolativa ("Oh, solo un minuto ancora, okay?"), diventa veramente difficile porre i necessari limiti.
L'altro grosso problema è che il bottom ha in questo caso bisogno di un Top consapevole che si sta "giocando", molto flessibile e con grande controllo emotivo. Il Top deve essere capace di andare dal suo ruolo nella scena, a quello di partner sessuale, a quello di amico confortante e poi ritornare ad essere Top in uno schiocco di dita. Dallo stato di abusante completamente aggressivo, alla calma assoluta, alla situazione non sessuale dell'amico di fiducia e di supporto in grado di dare consiglio, il tutto nel tempo stesso in cui la safeword viene proferita.
Il bottom deve essere esigente in questo ambito. Scegliere con molta attenzione. Se ha intenzione di rischiare di diventare isterico, furente, dissociato e qualsiasi altra non divertente situazione possibile quando si gioca con questo vaso di Pandora come parte del processo di guarigione, è meglio farlo con un alleato sufficientemente competente.
La scena va impostata in anticipo, in modo da avere il tempo di entrare in uno stato profondo di preparazione psicologica. Avere intense conversazioni col bambino interiore o comunque con la parte di sé che è stata ferita. Il bottom deve far sapere a queste parti di sé cosa sta per accadere, perché e che possono fermare tutto in qualsiasi momento.
La scena va impostata in modo da avere anche del tempo dopo per elaborare quanto è accaduto. E' molto più facile sedersi in tranquillità per capire i sentimenti che si sono provati (buoni, cattivi, indifferenti, qualsiasi emozione va bene) piuttosto che doverlo fare durante un pranzo in famiglia. Pianificare in anticipo la crisi emotiva. Se se ne ottiene una, festeggiare!
C’è bisogno che le intenzioni siano chiare. Si sta cercando di divertirsi, modificando l'impronta originariamente dolorosa in qualcosa di festoso? Si vogliono portare in superficie memorie e sentimenti repressi in modo da lavorare su di loro? Il bottom rappresenta anche l'elemento di test su quanto sta accadendo, sul se sia possibile lavorare su questi elementi o meno. Si è in grado di sopravvivere a essi senza impazzire? Si sta cercando di recuperare il potere su una determinata situazione? Si vuole agire in una sorta di surrogato di vendetta? Fare agli altri ciò che è stato fatto a te?
Tutti obiettivi meravigliosi, che si possano utilizzare come parte del processo di guarigione. Bisogna fidarsi del proprio intuito ed essere onesti con se stessi e col compagno di giochi. La scena va poi impostata di conseguenza. Conoscere quale risultato si vuole intravedere per sentire che le proprie intenzioni sono state soddisfatte. Si potrebbe intravedere qualcosa a metà scena, avere una liberazione catartica emozionale, piacere sessuale, scendere nel dolore finché esso fuoriesce da se stessi insieme alla paura e ai sentimenti negativi. Ma bisogna partire dall'alto e sapere dove dirigersi. Comunicare al Top cosa si desidera che succeda una volta giunti alla meta ed essere il più dettagliati possibile.
C'è bisogno di schiettezza e di condividere efficacemente il trauma. Il Top ha bisogno di sapere su cosa poter calcare la mano e cosa neanche sfiorare. Il Top deve conoscere la storia di abusi del bottom, anche quelli che non riguardano il trauma che si vuole affrontare, per muoversi diligentemente tra essi. Il Top deve conoscere se stesso e la propria storia di abusi, per non rischiare di essere risucchiato da determinate situazioni e perdere il controllo di quanto sta accadendo sotto la sua responsabilità.
Si consideri la possibilità di avere anche un alleato neutro che partecipi alla scena. Così tre persone saranno coinvolte e quando arriverà la safeword (o quando la scena finirà), il Top potrà prendersi il tempo necessario ad uscire dal ruolo, anche allontanandosi dal luogo della scena, mentre l'altra persona si prenderà cura dei bisogni emotivi del bottom.
Fare una previsione della rabbia che si esprimerà. Precisamente della rabbia cieca che può generarsi con estrema facilità durante questo tipo di gioco. Non giocare in posti pericolosi, dove siano presenti oggetti come coltelli ad es. Considerare l'uso del bondage solo se fatto in modo che pur dimenandosi il bottom non possa farsi del male. Anche riguardo alla rabbia considerare delle persone a supporto nel caso si possa prevedere una situazione in cui il bottom debba essere frenato a forza.
Restare vicini ai propri sentimenti. Attenti alle situazioni di bottomspace, di quando il bottom si allontana dalle proprie percezioni senza averne più una precisa cosicenza. Potrebbe finire per subire cose di cui poi si pentirà, in grado di aggravare il trauma e senza avere direttamente la possibilità pratica di utilizzare la safeword. Bisogna fare molta attenzione. Se il bottom non si sente sicuro di qualcosa meglio chiedere una pausa temporanea prima di perdere contatto con se stesso. Respirare profondamente, chiudere gli occhi, fare un check del corpo, del bambino interiore, del cuore e della propria intuizione. Chiedersi se si desidera continuare, se è il caso di fermarsi o andare avanti. A volte è necessaria una pausa per ricordare al corpo che in realtà ha il pieno controllo di ciò che sta accadendo.
Bisogna sapere esattamente quando la scena avrà inizio e non negoziare una volta dentro. Si sta configurando uno spazio completamente emotivo e che altererà la percezione della realtà. Una volta dentro non sarà più il momento per il bottom di decidere cosa si voglia provare. Se una parte di sé dovesse rendersi conto di una necessità, di un desiderio, meglio parlarne dopo per una successiva scena. L'idea generale è quella di uscire dalla scena con meno fardelli di quelli con cui vi si è entrati e che non ci siano rimpianti quando si sarà sobri dalle endorfine.
Si lasci via libera a tutto di sé. Se il Top sente una scarica emotiva di ritorno meglio lasciare le cure del bottom ad un'altra persona. Dovete prendervi cura di voi stessi. Uno dei risultati del rivivere gli abusi è che il bottom resta molto legato alle sue emozioni. Ha impiegato un sacco di energia per essere consapevole di ciò che sta accadendo e difficilmente se ne staccherà, mentre il Top ha passato tutto il tempo a lavorare adeguatamente sul trauma. Il Top non dovrà distogliere il bottom dal completamento del suo processo di guarigione né aspettarsi che il bottom sia in grado di aiutarlo se ne avesse bisogno, a meno che lui non voglia sminuire quanto successo nel solo intendo di sollevare emotivamente il Top, cosa non raccomandabile.
L'after-care è fondamentale. Cioccolato, cibi proteici, un orsacchiotto, una doccia calda o un bagno, qualcuno che faccia da compagnia durante la notte, un diario per scrivere, cuscini, un enorme scatola di kleenex, una bottiglia di champagne se ci si sente tremendamente bene e poi qualcuno che assista il bottom quando avrà il crollo più tardi o il giorno successivo.
Soprattutto, cura e consapevolezza. Non bisogna intraprendere questo percorso solo perché si pensa di essere pronti a farlo. Farlo se saggiamente si ritiene di poterlo fare, con una scelta ponderata. E festeggiare la guarigione se dovesse arrivare.
Based on Cat Tailor's article.
lunedì 26 marzo 2012
Top & Bottom... & Power
Molte analisi psicologiche che si occupano di uomini gay
dicotomizzano i ruoli sessuali in Top e Bottom in riferimento alla preferenza
insertiva o ricettiva durante il rapporto anale. Si nota anche che tra gay e
bisessuali c'è una predominanza di Bottom rispetto ai Top. Qualcuno
sottolineerà anche che i Bottom preferiscono partner più vecchi, ma che,
invecchiando, diventano Top preferendo quindi partner più giovani. O che non
sia corretto partire dal presupposto che solo i Top preferiscano partner con
tratti femminili e solo i Bottom preferiscano partner con tratti maschili. Ma è
evidente che molti uomini gay nel ruolo di Bottom preferiscono tratti maschili
(più vecchio, più alto, più pesante, più peloso) nel partner e che molti nel
ruolo di Top preferiscono tratti femminili (più giovane, più basso, più
leggero, più liscio) nel partner.
La questione del “role play” nella comunità gay sembra
essere particolarmente scottante. Si sarebbe potuto pensare che all'interno di
questa comunità fosse favorevolmente accolta la versatilità dei ruoli durante
l'attività sessuale o le relazioni, cosa che invece si è rivelata sbagliata
come dimostrato da recenti dibattiti sugli uomini che hanno ruolo da
"top" e/o che hanno un ruolo dominante all'interno della relazione.
Sembra ovvio che pur avendo lo stesso genere, coppie di uomini adottano i ruoli
tipici dei rapporti della comunità eterosessuale in cui uno dei partner è dominante
e l'altro passivo, una derivazione dei ruoli di genere fissati dalla società
nel corso del tempo.
Così forti sono queste credenze che suggerire ad alcuni Top
che non è necessario avere un ruolo sessuale e domestico all'interno delle loro
relazioni sentimentali finisce per essere un insulto, un anatema, visto che nella
nostra società evidentemente il machismo ha un valore così alto che non ci si
può azzardare a suggerire eventuali deviazioni da questi emulati ruoli di
genere. La discussione è venuta fuori di recente in presenza di numerose coppie
gay molto mascoline, quando è stato mostrato al pc una clip di quella che era
una coppia di uomini con un Top molto maschile e un sub più piccolo ma
altrettanto maschile. La coppia era inizialmente intenta nei preliminari
secondo dei precisi ruoli con l'elemento passivo intento a dare piacere al suo
compagno dominante. Ma poi c'è stato uno scambio in tal senso, col Top che ha
eseguito analingus e sesso orale sul bottom. Questo ha provocato un certo shock
e risposte negative da parte degli astanti, il video è stato fermato ed è
seguito un dibattito. Tre-quattro uomini hanno nettamente condannato il Top del
video, mentre la rimanente parte degli astanti ha affermato che probabilmente i
due del video erano qualcosa di più di semplici compagni di letto. La
percezione generale è stata che alcuni Top, generalmente molto rigorosi nel
proprio ruolo, possono diventare meno esigenti con un amante col quale siano
coinvolgi sentimentalmente, tanto da compiere atti che normalmente non compierebbero.
Ecco una serie di ruoli sessuali nel mondo gay maschile:
Tipi di Top:
1. Total Top - questo tipo di uomo è esclusivamente
penetrativo durante il sesso (anale e orale). Non ha desiderio sessuale di
essere penetrato. Pertanto egli non scambia neanche sesso orale.
2. Power Top - Noto per grande competenza e specialmente per
l’esuberanza. Ricambia il sesso orale.
3. Sevice Top - è un Top sotto la direzione del suo Bottom.
Quello del Top è considerato il più maschile dei ruoli
sessuali stereotipati.
Tipi di Bottom:
1. Total Bottom - agli antipodi rispetto al Total Top: non
ha desiderio sessuale di penetrare analmente o oralmente.
2. Power Bottom - anche se vengono penetrati, mantengono
attitudini dominanti e aggressive. Il sesso orale viene scambiato con
discrezione.
3. Dyke Bottom - si tratta di Bottom disposti a fare sesso
con altri Bottom. In questo caso ci si scambia principalmente sesso orale
mentre qualsiasi penetrazione è effettuata con dita o sex toys.
Quello del Bottom è considerato il meno maschile dei ruoli
sessuali sterotipati.
Tipi Versatili:
1. Total Vers - un uomo sia Top che Bottom in dipendenza
dalla situazione sessuale.
2. Vers Top - principalmente Top, occasionalmente Bottom.
3. Vers Bottom - principalmente Bottom, occasionalmente Top.
Quello dei Versatili non è inquadrato in uno specifico ruolo
sessuale.
Alcune ricerche indicano che la motivazione sessuale possa
essere prevalentemente guidata da motivi legati al potere e all'intimità. In
aggiunta al piacere e alla procreazione, motivazioni introdotte da alcuni
teorici come Freud, ricercatori contemporanei hanno trovato altri tipi di
motivazioni sociali che possano essere coinvolte nell’atto sessuale. Hill e
Preston (1996) hanno sviluppato il Affective and Motivational Orientation
Related to Erotic Arousal Questionnaire che coinvolge otto motivazioni sessuali,
che sono:
(a) sentirsi importanti per il proprio partner.
(b) far sentire importante il proprio partner.
(c) ottenere sollievo dallo stress.
(d) fornire cure al proprio partner.
(e) percepire il proprio potere personale.
(f) sperimentare il potere del proprio partner.
(g) provare piacere.
(h) procreare.
Il questionario è stato somministrato a tre campioni
distinti di studenti, maschi e femmine. L'analisi delle risposte fornite ha dato
un'idea dettagliata della multidimensionalità della motivazione sessuale. La
distribuzione dei punteggi sugli otto motivi dimostra ogni tipo di motivazione
per l'atto sessuale. I partecipanti hanno dichiarato di impegnarsi in atti
sessuali non solo per il semplice piacere o per necessità riproduttive, ma
anche per assaporare sensazioni particolari, tra cui i sentimenti di potere e
intimità. Analogamente Davies (1993) ha dimostrato che gli uomini gay trovano
il sesso anale interessante per vari motivi, tra cui il piacere fisico,
l'intensità dell'orgasmo, i sentimenti di potere e l'atto di intimità. Su un
campione di 237 uomini, i più hanno riferito sulla sensazione di intimità (92),
poi di potere (91), di piacere fisico (63) e ricerca dell'orgasmo (39),
sottolineando l'importanza di questi motivi.
Nel 1993, Davies pubblicò un rapporto riguardo ai 91/237
uomini del suo campione che avevano descritto il sesso anale come fonte di
potere, dominio e di vari aspetti relativi al controllo. Di questi 91 uomini,
quasi tutti identificavano il partner insertivo come dominante e il ricettivo
come sottomesso. Le risposte che hanno caratterizzato il legame tra il sesso
anale e il potere includono: "Ti fa sentire dominante... mi piace l'idea
di avere una posizione dominante e fottere qualcuno mi da una sensazione di
potere" e "Mi piace sentirmi impotente quanto vengo scopato, che
qualcuno abbia potere su di me".
Questi risultati suggeriscono qualche ipotesi.
Iporesi #1: gli uomini con preferenza insertiva, più
probabilmente rispetto agli uomini con preferenza ricettiva, avranno
predilezione per una posizione di potere durante il sesso.
Iporesi #2: Gli uomini con una preferenza ricettiva, più
probabilmente rispetto agli uomini con preferenza insertiva, avranno predilezione
per il cedere potere durante il sesso.
Non c'è ancora nessuna ricerca che parli della seguente
affermazione ma è possibile che il desiderio di ricevere (o cedere) potere
durante l'atto sessuale tenda a far parte di una dinamica più grande. Cioè che
le persone che vogliono ricevere (o cedere) potere sessuale vogliano ricevere
(o cedere) potere nella maggior parte degli aspetti della loro vita. La terza
ipotesi riflette questa linea di pensiero:
Ipotesi #3: Gli uomini con una preferenza insertiva saranno
in generale portati ad una maggiore gestione del potere rispetto agli uomini
ricettivi.
In conclusione, al posto della dicotomia Top e Bottom, la
breve analisi di cui sopra mostra che sembra esserci uno spettro piuttosto
continuo di preferenze sessuali e di ruoli tra uomini gay che vanno a mappare
in maniera abbastanza esatta lo spettro continuo delle preferenze fisiche. Ora
la grande domanda riguarda il come differenze biologiche e di sviluppo vadano
ad incidere sulle preferenze dei ruoli sessuale e cosa porta alcuni uomini gay
a preferire ruoli insertivi piuttosto che ricettivi durante il rapporto anale.
Peace and tolerance
H
H
lunedì 5 marzo 2012
La via spirituale del Top
Ci sono un sacco di buone recenti discussioni nella comunità SM/Leather riguardo l'intensità spirituale sperimentata nell'atto del sottomettersi. E' sorta anche una ricerca che collega l'SM con pratiche sciamaniche, quali la Danza del Sole o la cerimonia degli Hindu Kavandi, e altre antiche tradizioni che sono volte a provocare stati alterati di coscienza meditativa.
C'è stata anche una piccola discussione condotta a voce che ha visto la "spiritualizzazione" dell'SM come motivo di legittimazione sociale, e una capitolazione di fronte ai costumi antisessuali della più ampia società, un modo per darci una "scusa" per fare qualcosa che ne prescindesse. Anche se non sono necessariamente d'accordo, posso vedere il pericolo insito nel provare ad enfatizzare gli elementi più accettabili della "new age" rispetto a quelli maggiormente inaccettabili dal punto di vista sociale, cioé il sesso, l'oscuro, l'annullamento e la paura. Questi elementi sono parte integrante di quanto siamo e tutti i flogger colorati di plastica e i tatuaggi melanesiani non lo nasconderanno agli osservatori esterni. Questi elementi però potrebbero nascondere il nostro reale percorso se non stiamo attenti.
Ritengo che dovremmo iniziare con l'ammettere che ci sono solo due motivi per cui qualcuno fa SM, sesso e catarsi. Entrambi buoni e meritevoli di rispetto. Non c'è proprio nulla di sbagliato nello scegliere uno o l'altro. Farlo per catarsi non è qualcosa che si può gestire ogni notte e in ogni occasione. Vi stanchereste emotivamente nell'arco di una settimana e vi brucereste. E' qualcosa da concedersi di tanto in tanto, come i vestiti della domenica di mia nonna. Ed è speciale.
Ma leggendo le descrizioni "spirituali" dell'SM noterete che sono affrontate sempre partendo dal punto di vista del bottom (forse perché è sicuramente materia SM più pornografica). Perché? Dov'è finita la discussione su cosa sia "realmente" accaduto al bottom durante la sua esperienza e di cosa il Top dovrebbe essere in determinate circostanze? Un impersonale avatar del destino? Un tecnico che assiste umilmente il bottom nella realizzazione delle sue fisiche ed endorfiniche capriole? Perché sembrano essere tutti riluttanti a parlare di questo argomento? Quando incontro altri Top e chiedo come un bottom può aiutarci a raggiungere la catarsi, e ciò che si sente durante essa, ricevo un sacco di occhiatacce. Se è così difficile parlarne deve essere qualcosa di terribilmente potente. Qualcosa in grado di lacerare il tessuto della nostra realtà. Se si ottengono esperienze dagli altri in una discussione sulla spiritualità del Top, generalmente si ottiene un suggerimento su una possibile strada per la soluzione del dilemma, quella di switchare periodicamente al fine di ottenere un'esperienza catartica. Grande opzione se sei uno switch. Se, invece, la sottomissione non fa per voi, questa opzione non è in effetti un'opzione. Nella mia zona non solo switchare è accettabile ma sembra che la maggior parte dei praticanti switchino in un modo o nell'altro. (Addirittura c'è chi ritiene che gli switch siano più "evoluti" rispetto ai Top polarizzati e ai bottom). Quindi nel porre l'attenzione sul processo catartico del Top si viene principalmente invitati a switchare dato che il percorso dello sciamano è un modo per entrare in contratto con una "reale" trasformazione.
Alcuni praticanti faranno anche vaghi riferimenti da Top e vi inviteranno a "percorrere il vostro percorso da bottom guidati da loro". Le domande più pressanti in questi casi sono: in cosa dovrei trasformarmi? Come un bottom riesce a fare questo e dove potrebbero aver imparato a farlo? Discussioni su "come fare SM" riguardano principalmente le tecniche che il Top può utilizzare sul bottom. Si presume che non ci sia bisogno di saper fare alcunché per essere bottom e che "vivere" da bottom più o meno significhi essere in grado di assorbire un sacco di dolore, inginocchiarsi quando viene ordinato e magari avere una buona testa. Nessuno prende da parte un bottom per discutere su come trasformare la scena per il Top.
La Scena è un luogo dove i mostri interni sono onorati. Ciò non significa che sono autorizzati a prendere il sopravvento, ma essi vengono in ogni caso riconosciuti, rispettati e offerte vi vengono rivolte. Un mostro di un bottom potrebbe essere quello che vuole lasciare che sia qualcun altro a prendere le decisioni, che vuole essere piccolo e protetto e strisciare sul pavimento ai piedi di un potere superiore. I mostri dei Top sono più rivolti ai feticci rispetto a quelli dei bottom, archetipizzati rigidamente ed eccessivamente inumani per essere imitati senza arduo sforzo da Top di carne e sangue.
Così i feticismi del Top non possono essere ottenuti qui ma in un misterioso "là" che nessuno sembra essere in grado di mappare, ma che sicuramente avete riconosciuto se ci siete mai stati.
Che cosa il bottom può fare per il Top? La risposta è terrificante. Essi non devono rispettare i mostri interiori del Top, ma deificarli, vederli come delle divinità che devono servire in qualità di sciamani. C'era qualcuno la fuori che si dimenava a disagio nell'affermare ciò? Nessuno ne parla. Ma è la realtà. Il cammino spirituale del Top è quello di diventare, in un tempo fuori dal tempo, in uno spazio fuori dallo spazio, una divinità. Come avviene ciò?
Il primo passo appartiene al Top ed è preparatorio. Prima di tutto bisogna convincersi che si merita di essere un dio, anche solo per un'ora. Che ne sei degno. Alcune tradizioni magiche, ad esempio le religioni africane Yoruba o alcune tradizioni pagane europee, insegnano come sentirsi "guidati" da divinità tradizionali. E' un processo consensuale, anche se raramente si arriva a scegliere da chi essere presi, più di frequente si viene scelti.
Se questo genere di cose non vi appartiene, va bene: è un raro e difficile stato di alterazione. Un percorso più facile e accessibile è semplicemente quello di divinizzare se stessi. Non cercare di diventare Atena o Ade o Thor. Stai cercando di immaginarti come se tu, proprio tu, sia una divinità. Perché pensi gli antichi bardi cantino cose come "Io sono un cervo ruggente. Io sono un falco su una scogliera!" e così via? Trova il titolo adatto a te: Mistress di Disciplina, Datore di Dolore e Misericordia, Master dell'Ordalia o qualsiasi altra cosa sia tua personale.
I passi successivi sono cose che il Top non può fare da solo ed è questo il punto dolente su cui molti Top preferiscono tacere. Siamo incoraggiati da molti bottom e dalla cultura in generale, a non mostrare mai la nostra vulnerabilità, quindi dichiarare le proprie necessità mostra ciò che potrebbe essere percepito come un punto debole. Tuttavia se non si indicano le proprie necessità, come possono esse essere soddisfatte? E' anche un po' imbarazzante ammettere quanto possiamo dipendere dal bottom nel modo in cui ci definiamo e percepiamo. "Noi bottom abbiamo una definizione di noi stessi basata su ciò che il Top dice di noi in una scena", ha detto un mio amico una volta. "Se tu mi chiamassi troia, io probabilmente lo diventerei". I bottom definiscono i Top nello stesso modo. Il bottom collabora attivamente con voi nella percezione del mondo quando è coinvolto in atti che riguardano l'intimità SM. Un Top può diventare un dio solo se i suoi bottom lo adorano come il dio che è.
Notate, "come il dio che è", non come il bottom preferisce vederlo o come lo stereotipo che fluttua nella mente del bottom. L'oggettificazione del Top è indubbiamente un sabotaggio al cammino verso la trascendenza. Non che non sia divertente essere oggettificato di tanto in tanto, ma se lo scopo del Top è quello di essere deificato, egli deve essere visto dal bottom da una certa distanza. Ciò richiede che il Top si dispieghi e si apra a sufficienza per mostrare la realtà di qualcosa che è in fondo al suo stesso modo di essere, gesto che molti reputano essere molto difficile da compiere. Il bottom deve essere presente, davvero presente e reattivo, durante la parte della scena strutturata come percorso del Top. (Questo richiede che alcune parti della scena in cui il bottom viaggia per conto suo, o immerso nella sua trascendenza endorfinica, debbano essere effettuate prima o in seguito). Il bottom deve dichiarare chiaramente al Top di quanto lo veda come elemento superiore a se stesso, deve omaggiare il mostro del Top e trovare quella creatura unica degna di adorazione.
Con adorazione non intendo dire sbavare intorno a parti anatomiche. Intendo l'atto di andare oltre se stesso e disporsi per quel momento alla volontà del proprio Dio. Intendo sacrificio, offrirsi alla divinità. Si può richiedere al bottom di sopportare le cose che non gli piacciono, o che gli risultano difficili, perché qualcosa di facile da donare non è un sacrificio. Il dono più grande che si può fare ad un Top è la lotta che il bottom ingaggia con se stesso nei confronti di qualche limite. A noi Top piace spingere i nostri propri limiti oltre, e tali limiti spesso ruotano intorno a concetti di bramosia e consensualità, il consentire al bottom di confrontarsi con sé stesso. E' allettante giocare col proprio self-control, in sella al pericolo, esaltante. E' come volare in una tempesta o fare surf in uno tsunami e produce una chimica tutta sua (data dall'adrenalina? Chi lo sa?). Per raggiungerla abbiamo bisogno di bottom che siano in grado di andare oltre i propri limiti, perché non possiamo colpire i nostri se il bottom non ha valicato i suoi per primo.
Anche un Top relativamente empatico potrebbe non esprimere mai questo bisogno, il fatto cioé che necessita di cure, perché è qualcosa di difficile da chiedere a qualcuno. Be', si dice, il gatto non è nel sacco. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile.
Il percorso del Top è ancora più dipendente dal contesto di quello del sub. Non che i bottom non abbiano bisogno di stati d'animo e contesto, ma a causa della fatica dovuta alla stimolazione fisica che interviene in una scena, è possibile per un masochista arrivare 'là' solo cavalcando le sensazioni, assumendo naturalmente di avere a disposizione un Top con le richieste abilità. Non è così facile per il ruolo opposto. I Top dovrebbero imparare ad essere onesti circa il contesto di cui hanno bisogno e quale tipo di teatro li faciliti. Un buon Top impara ad essere attento agli indizi lanciati dal corpo, percependo come sta procedendo la situazione prima ancora che intervenga la safe word. Ciò è necessario per la salvaguardia fisica del bottom, naturalmente. A mio parere però veramente pochi bottom si sono impegnati nella "lettura" dei loro Top, né elaborato un sistema di risposte a verificare, senza rompere il contesto, se ci sia qualche bisogno del Top per una qualsiasi ragione.
Trovo anche che i Top possano avere fame di contatto fisico durante la scena ma spesso, per paura di apparire vulnerabili, oppure per tenere sottocontrollo i mille aspetti tecnici (fruste, corde, stato del sub, ecc.), essi si allontanano dal percorso naturale persi in mille pensieri distraenti. Un bottom può ricordare ciò e tenerlo a cuore: quando pregate di essere toccati e vi viene concesso, non siete solo voi a beneficiarne.
Il bottom ha bisogno di splittare la sua coscienza per farlo correttamente. Il cervello di sinistra deve essere consapevole di parole di sicurezza, la cessione del consenso e conoscenza dei limiti. Il cervello di destra ha bisogno invece di entrare in uno statop in cui ciò che è più importante è che il loro consenso è irrilevante. Obbediscono al loro Dio non perché abbiano scelto di farlo, ma perché fare altrimenti sarebbe impensabile, inconcepibile, è la cosa più naturale del mondo farlo. Essi devono essere sprofondati in uno stato ma in grado in ogni momento di saltare dentro l'altro all'occorrenza. Una cosa difficile, di sicuro, e di nuovo, i Top possono trovare difficoltà ad articolarlo come bisogno.
Un paradigma di questo stato può essere visto nella metodologia del culto politeista moderno. Quando ci inginocchiamo davanti ai nostri altari per invocare una divinità, si può credere o meno che essa esista. Possiamo dire a noi stessi che è semplicemente un archetipo. Eppure abbiamo imparato che preghiamo con una maggiore enfasi mantenendo lo scetticismo lontano dalla nostra mente in quel frangente. Cerchiamo sempre di essere razionali ma sotto sotto siamo come bambini, a bocca aperta, dinanzi alle meraviglie dell'universo. Se non si sospende la nostra incredulità in una certa misura e solo temporaneamente, l'enfasi, o qualsiasi altra cosa stiamo chiedendo, semplicemente non arriverà mai.
Lo stesso tipo di atteggiamento deve essere praticato dal bottom che intende aiutare un Top a raggiungere una catarsi sessuale invece che a discendere verso il sesso. Le vostre azioni, l'energia e soprattutto il vostro corpo devono riflettere una resa totale, dovete essere senza difese dinanzi al vostro amato Dio. Allo stesso tempo una parte di voi deve essere consapevole di mantenere i vostri limiti al sicuro. I Top devono convincersi che i propri bisogni sono sacri, santi. I bisogni vi alimentano. Avete necessità di alimentarvi di voi stessi. Parlate di questo, e poi, ad alta voce, aggiungete solo "ho parlato" come se aveste appena creato la terra e tutto ciò che contiene. Sarà il primo passo di un oscuro percorso di gloria. E forse se tutti noi insieme cominciassimo a parlare di questo percorso, potremo essere in grado di vedere la nostra via d'uscita dal punto in cui siamo. Non si sa mai.
Based on R. Kaldera article
C'è stata anche una piccola discussione condotta a voce che ha visto la "spiritualizzazione" dell'SM come motivo di legittimazione sociale, e una capitolazione di fronte ai costumi antisessuali della più ampia società, un modo per darci una "scusa" per fare qualcosa che ne prescindesse. Anche se non sono necessariamente d'accordo, posso vedere il pericolo insito nel provare ad enfatizzare gli elementi più accettabili della "new age" rispetto a quelli maggiormente inaccettabili dal punto di vista sociale, cioé il sesso, l'oscuro, l'annullamento e la paura. Questi elementi sono parte integrante di quanto siamo e tutti i flogger colorati di plastica e i tatuaggi melanesiani non lo nasconderanno agli osservatori esterni. Questi elementi però potrebbero nascondere il nostro reale percorso se non stiamo attenti.
Ritengo che dovremmo iniziare con l'ammettere che ci sono solo due motivi per cui qualcuno fa SM, sesso e catarsi. Entrambi buoni e meritevoli di rispetto. Non c'è proprio nulla di sbagliato nello scegliere uno o l'altro. Farlo per catarsi non è qualcosa che si può gestire ogni notte e in ogni occasione. Vi stanchereste emotivamente nell'arco di una settimana e vi brucereste. E' qualcosa da concedersi di tanto in tanto, come i vestiti della domenica di mia nonna. Ed è speciale.
Ma leggendo le descrizioni "spirituali" dell'SM noterete che sono affrontate sempre partendo dal punto di vista del bottom (forse perché è sicuramente materia SM più pornografica). Perché? Dov'è finita la discussione su cosa sia "realmente" accaduto al bottom durante la sua esperienza e di cosa il Top dovrebbe essere in determinate circostanze? Un impersonale avatar del destino? Un tecnico che assiste umilmente il bottom nella realizzazione delle sue fisiche ed endorfiniche capriole? Perché sembrano essere tutti riluttanti a parlare di questo argomento? Quando incontro altri Top e chiedo come un bottom può aiutarci a raggiungere la catarsi, e ciò che si sente durante essa, ricevo un sacco di occhiatacce. Se è così difficile parlarne deve essere qualcosa di terribilmente potente. Qualcosa in grado di lacerare il tessuto della nostra realtà. Se si ottengono esperienze dagli altri in una discussione sulla spiritualità del Top, generalmente si ottiene un suggerimento su una possibile strada per la soluzione del dilemma, quella di switchare periodicamente al fine di ottenere un'esperienza catartica. Grande opzione se sei uno switch. Se, invece, la sottomissione non fa per voi, questa opzione non è in effetti un'opzione. Nella mia zona non solo switchare è accettabile ma sembra che la maggior parte dei praticanti switchino in un modo o nell'altro. (Addirittura c'è chi ritiene che gli switch siano più "evoluti" rispetto ai Top polarizzati e ai bottom). Quindi nel porre l'attenzione sul processo catartico del Top si viene principalmente invitati a switchare dato che il percorso dello sciamano è un modo per entrare in contratto con una "reale" trasformazione.
Alcuni praticanti faranno anche vaghi riferimenti da Top e vi inviteranno a "percorrere il vostro percorso da bottom guidati da loro". Le domande più pressanti in questi casi sono: in cosa dovrei trasformarmi? Come un bottom riesce a fare questo e dove potrebbero aver imparato a farlo? Discussioni su "come fare SM" riguardano principalmente le tecniche che il Top può utilizzare sul bottom. Si presume che non ci sia bisogno di saper fare alcunché per essere bottom e che "vivere" da bottom più o meno significhi essere in grado di assorbire un sacco di dolore, inginocchiarsi quando viene ordinato e magari avere una buona testa. Nessuno prende da parte un bottom per discutere su come trasformare la scena per il Top.
La Scena è un luogo dove i mostri interni sono onorati. Ciò non significa che sono autorizzati a prendere il sopravvento, ma essi vengono in ogni caso riconosciuti, rispettati e offerte vi vengono rivolte. Un mostro di un bottom potrebbe essere quello che vuole lasciare che sia qualcun altro a prendere le decisioni, che vuole essere piccolo e protetto e strisciare sul pavimento ai piedi di un potere superiore. I mostri dei Top sono più rivolti ai feticci rispetto a quelli dei bottom, archetipizzati rigidamente ed eccessivamente inumani per essere imitati senza arduo sforzo da Top di carne e sangue.
Così i feticismi del Top non possono essere ottenuti qui ma in un misterioso "là" che nessuno sembra essere in grado di mappare, ma che sicuramente avete riconosciuto se ci siete mai stati.
Che cosa il bottom può fare per il Top? La risposta è terrificante. Essi non devono rispettare i mostri interiori del Top, ma deificarli, vederli come delle divinità che devono servire in qualità di sciamani. C'era qualcuno la fuori che si dimenava a disagio nell'affermare ciò? Nessuno ne parla. Ma è la realtà. Il cammino spirituale del Top è quello di diventare, in un tempo fuori dal tempo, in uno spazio fuori dallo spazio, una divinità. Come avviene ciò?
Il primo passo appartiene al Top ed è preparatorio. Prima di tutto bisogna convincersi che si merita di essere un dio, anche solo per un'ora. Che ne sei degno. Alcune tradizioni magiche, ad esempio le religioni africane Yoruba o alcune tradizioni pagane europee, insegnano come sentirsi "guidati" da divinità tradizionali. E' un processo consensuale, anche se raramente si arriva a scegliere da chi essere presi, più di frequente si viene scelti.
Se questo genere di cose non vi appartiene, va bene: è un raro e difficile stato di alterazione. Un percorso più facile e accessibile è semplicemente quello di divinizzare se stessi. Non cercare di diventare Atena o Ade o Thor. Stai cercando di immaginarti come se tu, proprio tu, sia una divinità. Perché pensi gli antichi bardi cantino cose come "Io sono un cervo ruggente. Io sono un falco su una scogliera!" e così via? Trova il titolo adatto a te: Mistress di Disciplina, Datore di Dolore e Misericordia, Master dell'Ordalia o qualsiasi altra cosa sia tua personale.
I passi successivi sono cose che il Top non può fare da solo ed è questo il punto dolente su cui molti Top preferiscono tacere. Siamo incoraggiati da molti bottom e dalla cultura in generale, a non mostrare mai la nostra vulnerabilità, quindi dichiarare le proprie necessità mostra ciò che potrebbe essere percepito come un punto debole. Tuttavia se non si indicano le proprie necessità, come possono esse essere soddisfatte? E' anche un po' imbarazzante ammettere quanto possiamo dipendere dal bottom nel modo in cui ci definiamo e percepiamo. "Noi bottom abbiamo una definizione di noi stessi basata su ciò che il Top dice di noi in una scena", ha detto un mio amico una volta. "Se tu mi chiamassi troia, io probabilmente lo diventerei". I bottom definiscono i Top nello stesso modo. Il bottom collabora attivamente con voi nella percezione del mondo quando è coinvolto in atti che riguardano l'intimità SM. Un Top può diventare un dio solo se i suoi bottom lo adorano come il dio che è.
Notate, "come il dio che è", non come il bottom preferisce vederlo o come lo stereotipo che fluttua nella mente del bottom. L'oggettificazione del Top è indubbiamente un sabotaggio al cammino verso la trascendenza. Non che non sia divertente essere oggettificato di tanto in tanto, ma se lo scopo del Top è quello di essere deificato, egli deve essere visto dal bottom da una certa distanza. Ciò richiede che il Top si dispieghi e si apra a sufficienza per mostrare la realtà di qualcosa che è in fondo al suo stesso modo di essere, gesto che molti reputano essere molto difficile da compiere. Il bottom deve essere presente, davvero presente e reattivo, durante la parte della scena strutturata come percorso del Top. (Questo richiede che alcune parti della scena in cui il bottom viaggia per conto suo, o immerso nella sua trascendenza endorfinica, debbano essere effettuate prima o in seguito). Il bottom deve dichiarare chiaramente al Top di quanto lo veda come elemento superiore a se stesso, deve omaggiare il mostro del Top e trovare quella creatura unica degna di adorazione.
Con adorazione non intendo dire sbavare intorno a parti anatomiche. Intendo l'atto di andare oltre se stesso e disporsi per quel momento alla volontà del proprio Dio. Intendo sacrificio, offrirsi alla divinità. Si può richiedere al bottom di sopportare le cose che non gli piacciono, o che gli risultano difficili, perché qualcosa di facile da donare non è un sacrificio. Il dono più grande che si può fare ad un Top è la lotta che il bottom ingaggia con se stesso nei confronti di qualche limite. A noi Top piace spingere i nostri propri limiti oltre, e tali limiti spesso ruotano intorno a concetti di bramosia e consensualità, il consentire al bottom di confrontarsi con sé stesso. E' allettante giocare col proprio self-control, in sella al pericolo, esaltante. E' come volare in una tempesta o fare surf in uno tsunami e produce una chimica tutta sua (data dall'adrenalina? Chi lo sa?). Per raggiungerla abbiamo bisogno di bottom che siano in grado di andare oltre i propri limiti, perché non possiamo colpire i nostri se il bottom non ha valicato i suoi per primo.
Anche un Top relativamente empatico potrebbe non esprimere mai questo bisogno, il fatto cioé che necessita di cure, perché è qualcosa di difficile da chiedere a qualcuno. Be', si dice, il gatto non è nel sacco. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile.
Il percorso del Top è ancora più dipendente dal contesto di quello del sub. Non che i bottom non abbiano bisogno di stati d'animo e contesto, ma a causa della fatica dovuta alla stimolazione fisica che interviene in una scena, è possibile per un masochista arrivare 'là' solo cavalcando le sensazioni, assumendo naturalmente di avere a disposizione un Top con le richieste abilità. Non è così facile per il ruolo opposto. I Top dovrebbero imparare ad essere onesti circa il contesto di cui hanno bisogno e quale tipo di teatro li faciliti. Un buon Top impara ad essere attento agli indizi lanciati dal corpo, percependo come sta procedendo la situazione prima ancora che intervenga la safe word. Ciò è necessario per la salvaguardia fisica del bottom, naturalmente. A mio parere però veramente pochi bottom si sono impegnati nella "lettura" dei loro Top, né elaborato un sistema di risposte a verificare, senza rompere il contesto, se ci sia qualche bisogno del Top per una qualsiasi ragione.
Trovo anche che i Top possano avere fame di contatto fisico durante la scena ma spesso, per paura di apparire vulnerabili, oppure per tenere sottocontrollo i mille aspetti tecnici (fruste, corde, stato del sub, ecc.), essi si allontanano dal percorso naturale persi in mille pensieri distraenti. Un bottom può ricordare ciò e tenerlo a cuore: quando pregate di essere toccati e vi viene concesso, non siete solo voi a beneficiarne.
Il bottom ha bisogno di splittare la sua coscienza per farlo correttamente. Il cervello di sinistra deve essere consapevole di parole di sicurezza, la cessione del consenso e conoscenza dei limiti. Il cervello di destra ha bisogno invece di entrare in uno statop in cui ciò che è più importante è che il loro consenso è irrilevante. Obbediscono al loro Dio non perché abbiano scelto di farlo, ma perché fare altrimenti sarebbe impensabile, inconcepibile, è la cosa più naturale del mondo farlo. Essi devono essere sprofondati in uno stato ma in grado in ogni momento di saltare dentro l'altro all'occorrenza. Una cosa difficile, di sicuro, e di nuovo, i Top possono trovare difficoltà ad articolarlo come bisogno.
Un paradigma di questo stato può essere visto nella metodologia del culto politeista moderno. Quando ci inginocchiamo davanti ai nostri altari per invocare una divinità, si può credere o meno che essa esista. Possiamo dire a noi stessi che è semplicemente un archetipo. Eppure abbiamo imparato che preghiamo con una maggiore enfasi mantenendo lo scetticismo lontano dalla nostra mente in quel frangente. Cerchiamo sempre di essere razionali ma sotto sotto siamo come bambini, a bocca aperta, dinanzi alle meraviglie dell'universo. Se non si sospende la nostra incredulità in una certa misura e solo temporaneamente, l'enfasi, o qualsiasi altra cosa stiamo chiedendo, semplicemente non arriverà mai.
Lo stesso tipo di atteggiamento deve essere praticato dal bottom che intende aiutare un Top a raggiungere una catarsi sessuale invece che a discendere verso il sesso. Le vostre azioni, l'energia e soprattutto il vostro corpo devono riflettere una resa totale, dovete essere senza difese dinanzi al vostro amato Dio. Allo stesso tempo una parte di voi deve essere consapevole di mantenere i vostri limiti al sicuro. I Top devono convincersi che i propri bisogni sono sacri, santi. I bisogni vi alimentano. Avete necessità di alimentarvi di voi stessi. Parlate di questo, e poi, ad alta voce, aggiungete solo "ho parlato" come se aveste appena creato la terra e tutto ciò che contiene. Sarà il primo passo di un oscuro percorso di gloria. E forse se tutti noi insieme cominciassimo a parlare di questo percorso, potremo essere in grado di vedere la nostra via d'uscita dal punto in cui siamo. Non si sa mai.
Based on R. Kaldera article
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