Le seguenti domande vertono su informazioni molto semplici che Top/Dom richiedono spesso nel corso della negoziazione con potenziali bottom/sub. A volte queste "negoziazioni" sono distribuite su molti mesi e sono ritagliate in modo naturale da una conversazione ordinaria o da un flirt. Altre volte il Top conduce un'intervista vera e propria che copre questi argomenti poco prima di giocare, alcuni Top includono anche un questionario.
Fare una trattativa non significa necessariamente dire "Ok, farò questo per te se tu farai qualcosa per me." Si tratta di un termine generale che riguarda tutti i tipi di argomenti che si desidera affrontare prima di iniziare una scena, di modo da non dover interrompere il gioco con una conversazione che non sia in linea con la scena stessa. Naturalmente ciò non significa che il Top e il bottom non comunichino durante la scena, è una cosa abbastanza comune, ma per la maggior parte dei praticanti risulta più giusto ottenere alcune informazioni prima di cominciare.
Molte persone prediligono la trattativa per arrivare al gioco più eccitati. Spesso il bottom gode davvero nell'essere invitato a parlare così intimamente dei propri desideri e il Top nell'ascoltare e ottenere idee. Ulteriori discussioni di solito ne conseguono. La negoziazione è il più delle volte una forma di corteggiamento e di preliminare verbale, anche se il risultato che si ottiene è un accordo che funge come una sorta di contratto tra i partner.
Un sottoinsieme di queste domande dovrebbe applicarsi a qualsiasi cosa che si pensa di fare. Se salta in mente un'idea a metà scena, meglio non attuarla o interrogarsi su di essa in silenzio e con discrezione. I bottom esperti forniranno le risposte anche senza domande esplicite. Come e quando queste cose vengano discusse non è importante fintanto che siano discusse. Riparlare delle parti interessanti della scena in momenti successivi e, talvolta, settimane o mesi dopo, è molto comune e può portare a cambiare i termini della negoziazione fatta in precedenza. Cose che in origine erano off limits diventano spesso tentazioni per il bottom, la relazione diventa più impegnativa o, semplicemente, le persone cambiano nell'arco del tempo.
Ci saranno sicuramente altre ottime questioni riguardanti una efficace trattativa che rimarranno fuori da questo documento, ma sostanzialmente ciò che un buon Top/Dom deve chiedere è:
(1) Ci sono condizioni mediche di cui dovrei venire a conoscenza? (Asma: nel qual caso meglio tenere a portata di mano la medicina necessaria, meglio non legare il bottom per lunghi periodi in pieni; lussazioni alla mandibola: no face-sitting o solo con la dovuta cautela; problemi coi nervi dei polsi: attenzione extra per le legature ai polsi o meglio evitarle del tutto; malattie sessualmente trasmissibili: precauzioni extra per il sesso sicuro; ecc.)
(2) Hai posti particolari dove non dovresti essere colpito o frustato? Aree particolarmente sensibili del corpo, che ridanno una sensazione negativa o che non siano guarite da lesioni?
(3) Hai piercing? Sono fatti di recente? Sono guariti? Se si desidera fare attività come piercing e tagli meglio chiedere se si è allergici allo iodio perché molti disinfettanti lo contengono.
(4) Hai reazioni emotive o condizioni psicologiche che dovrei conoscere? Storie di incesto, stupro o abuso, ricordi di episodi traumatici, personalità multiple o depressione maniacale? Alcuni sub hanno forti reazioni emotive nell'essere colpiti con mani, cinghie, spazzole per capelli o altre elementi legati alle punizioni bdsm ma anche a comuni esperienze traumatiche infantili. E' bene chiedere quindi se ci sono oggetti o situazioni che non si vuole vengano usate o ricostruite in una scena.
(5) Hai preferenze per le safeword? Che significato assumono per te? Da tenere presente che in particolare il "giallo" può avere un significato molto diverso da persona a persona. Da evitare parole come "no" o "fermo" che possono avere tutt'altro significato in un contesto di gioco. Molti bottom hanno vissuto almeno una volta durante le loro sessioni precedenti un'esperienza in cui non sono stati in grado di proferire la safeword perché eccessivamente coinvolti nel gioco. Chiedere loro se gli è successo e in che condizioni.
(6) I segni sono ok? I segni devono essere celabili sotto i vestiti?
(7) Vuoi essere toccato sessualmente?
(8) Riguardo al sesso sicuro, che tipo di precauzioni vanno bene per te? In molte comunità i preservativi sono indossati non solo per la penetrazione vaginale o anale, ma anche per il sesso orale. In alcune comunità i guanti in lattice sono usati per qualsiasi tocco sessuale in cui siano coinvolti fluidi e certamente usati se ci sono lesioni alle dita del Top. E' sempre buona norma chiedere invece che tirare ad indovinare perché le abitudini riguardo al sesso sicuro sono molto varie ed inoltre chiarirle prima permette di essere preparati anche in condizioni di elevato coinvolgimento.
(9) Che cosa significa per te "toccare sessualmente"? Seni, capezzoli? Toccare esternamente sesso o ano? La penetrazione? Ti trovi a tuo agio a stare nudo?
(10) Hai reazioni negative a giocattoli o attività particolari? Cose cui generalmente la gente reagisce negativamente sono ad es. coltelli, aghi, grosse penetrazioni, solletico. Ma è bene chiedere anche riguardo ai giocattoli che si possiedono e che si usano comunemente come bende, frusta a coda singola, ecc. Se non si è chiesto riguardo ad uno strumento ma poi si desidera usarlo comunque, lasciare che durante la scena il bottom abbia modo di vederlo prima di utilizzarlo e che dichiari, sempre in gioco ma lucidamente, di volerlo sperimentare. Chiedere in maniera specifica come ci si pone nei confronti del controllo del respiro e dell'essere colpite sul seno.
(11) Miscellanea: che tipo di emozioni o attività prediligi in una scena? Ti piace il dolore, servire, lo spanking, essere punito, umiliato, avere paura, fare resistenza, combattere, l'abuso psicologico o verbale, il role play e se si quale: interrogatori, school-play, age-play, etc.? L'esperienza sessuale per te fa parte dello scambio di controllo oppure preferisci che le esperienze sessuali rientrino in un contesto paritario? Quali cose eccitano la tua fantasia? Ci sono esperienze che hai già fatto e vorresti ripetere? Giocare per te è una esperienza sessuale o qualcos'altro?
Altri aspetti da chiarire tra i due possibili partner riguardano il tipo di gioco praticato fino a quel momento e il discutere i rischi connessi al suo ripetersi in relazione alle persone ora coinvolte. Bisogna conoscere il livello di esperienza di entrambi. I negoziati coi novizi in genere coprono molti aspetti e coinvolgono una serie di informazioni che devono essere fornite dalla persona più esperta (il novizio potrebbe essere un bottom, ma anche un Top!) Se un Top procede a provare una nuova pratica, che avrà il suo coefficiente di rischio, deve assicurarsi che il bottom sappia che per lui è la prima volta. Infatti, riguardo a qualsiasi attività rischiosa si pensi di attuare, bisogna assicurarsi che il bottom ne conosca tutti i rischi, anche se si pensa che sia improbabile che capiti un incidente. Si può fare un paragone col consenso informato in ambito medico, questo significa capire che ci sono rischi e conoscerne la natura.
E' bene chiedere di altri eventuali partner della persona con cui si desidera giocare e cosa pensino del fatto che il loro partner è intenzionato a giocare con qualcun altro. Di solito si parla con tutti i partner primari o secondari della persona prima di giocarci o anche solo stabilire un contatto interessato.
Informarsi sull'uso di alcool o droga. La maggior parte dei giocatori non mischia alcool e gioco perché l'alcool ottunde i sensi e rallenta i tempi di reazione. Stesso discorso per l'uso della maggior parte, se non tutti, i farmaci, anche se alcuni tipi specifici di farmaci sono usati occasionalmente in alcuni ambienti di gioco.
Se capita di giocare in pubblico alle feste o in spazi semi-privati, è bene informarsi se l'altra persona ha in proposito una preferenza, se ha una situazione sociale o lavorativa compromettibile.
Non è una cattiva idea per il bottom chiedere come il Top si comporta in termini di cure post-sessione, compreso il tempo e le energie residue che ha di solito a disposizione. Meglio essere molto chiari riguardo alle aspettative e al tempo che si ha intenzione di investire in una data esperienza.
In ambito comunitario BDSM, i Top sono generalmente referenziati da altri partner di gioco e il bottom chiede il permesso di informarsi su di lui prima di giocarci. Bisogna giocare con Top o Dom sconosciuti con molta cautela ed è comune, in questo caso, includere nei negoziati discussioni che accrescano il senso di sicurezza del bottom (come il dover chiamare un conoscente o un ex partner del bottom entro un certo tempo dall'inizio dell'incontro). Quest'abitudine è la norma. Sembra anche la cosa più sorprendente per coloro che non hanno mai incontrato la scena pubblica BDSM, non è cosa comune infatti nel mondo vanilla andare a parlare con un ex amante di qualcuno con cui si desidera fare l'amore, ma il BDSM non è sesso vanilla, è fisicamente ed emotivamente rischioso e i due costumi differiscono per ottime ragioni.
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sabato 21 aprile 2012
venerdì 13 aprile 2012
La Via del Dolore: Spiritualità BDSM
"Il dolore, quando imposto e sopportato abbastanza a lungo, porta in superficie la disinibita, cruda anima degli esseri umani, Quando due persone possono sperimentare ciò insieme, è come un incontro su un altro piano." FifthAngel
Kink. Sadomasochismo. Bondage. Dominazione e sottomissione. Nella tradizionale società queste attività sono spesso associate con una sessualità nascosta, un territorio inesplorato che si trova sicuramente al di là delle manette di peluche rosa o della lingerie sexy. Nel mondo spirituale legato al BDSM invece queste attività sono ben lungi dall'essere una novità.
"La mia iniziazione alla Scena è avvenuta, come succede per tanti, in un momento di crisi. Avevo ricavato per me un posto sicuro e tranquillo nella città dove ero nato. Avevo un buon lavoro, un appartamento spazioso, una ragionevole posizione sociale nella fitta comunità conservatrice della città. Allo stesso tempo andavo costruendo una fiorente carriera letteraria costruita sull'erotismo BDSM, ero coinvolto in una relazione poliamorica che coinvolgeva cinque persone sparse su tre stati e sentivo che nessun sistema di religione o convinzione era in grado di descrivere il mio personale modo di avvertire il mondo. La discrepanza tra cosa ero e cosa invece dovevo rappresentare nella mia comunità era enorme e quasi insopportabile. Il sistema più logico per stare meglio sembrava essere quello di trasferirmi in una città dalla mentalità più aperta, ma ciò sembrava una chimera, qualcosa da realizzare in tre-quattro anni nella migliore delle ipotesi.
La sofferenza era costante, una frustrazione che era alla base della mia vita, così decisi di partecipare all'evento BDSM più vicino che mi permettesse di conservare la mia reputazione, 250 miglia lontano. L'evento prometteva workshop pratici di giorno e "play parties" con l'opportunità di metterli in pratica di notte. Tenni basse le mie aspettative. Non ho mai dato nulla per scontato e avrei facilmente indossato il mio aspetto di scrittore voyeuristico e osservato a distanza di sicurezza.
In poche ore rimasi a torso nudo, bendato e legato con delle corde intrecciate in maniera elaborata. La mia nuova partner sperimentava pugni sul mio petto attenta a dare la massima sensazione al minimo danno. Pazientemente mi ha condotto al di là delle sensazioni fisiche e delle barriere sociali che avrebbero potuto limitare la mia esperienza. "Lascia uscire il suono", mi disse. Io riuscii ad emettere a malapena uno squittio. "Apri la bocca, emetti il suono a bocca aperta." Punch. Emisi un rumore, sentivo l'energia attraversare il mio corpo e uscire attraverso il mio respiro. Ho avuto la sensazione che lei stesse sorridendo.
Il non vedere trasformava la mia consapevolezza interiore e ogni colpo sordo sembrava disperdere le mie funzioni cognitive sempre più finché i pensieri ordinari cessarono del tutto. Incapace di muovermi, incapace di vedere, capace solo di assimilare il tonfo sordo dei colpi, ho toccato una pura consapevolezza, senza filtri, qualcosa di accessibile solo quando abbastanza strati che la ricoprono sono stati sollevati. Per la prima volta ho avuto la sensazione di essere veramente me stesso. Non ero in spazi mentali particolari né distante da quello che stavo vivendo. Semplicemente i miei metodi consoni di filtrare le informazioni ricevute erano andati completamente in frantumi.
Dopo una varietà vertiginosa di sensazione, sono caduto ai piedi della mia partner, stordito e come in volo a causa delle endorfine, mentre lei mi accarezzava i capelli. Ricordo che mi presentò un suo amico: 'Questo è Kal. Non parla molto.' Mi portò alla snack area e mi rifocillò con dell'acqua, assicurandosi che fossi tornato al piano ordinario prima di lasciarmi." (Kal Cobalt)
In molti casi il raggiungimento dello "spazio mentale", quella sensazione di entrare in uno stato alterato, è un obiettivo primario nel BDSM. Nel sesso, in molti casi, non lo è. L'eco delle tradizioni tantriche può essere riconosciuta nelle tendenze BDSM per l'uso dell'energia sessuale, ma essa viene poi utilizzata in modo diverso dalla soddisfazione fisica. Gran parte delle attrezzature BDSM e delle pratiche rispecchiano le iniziazioni sciamaniche o tribali, se ne assume una versione sicura su cui i giochi vengono progettati. Per i praticanti spirituali BDSM, in particolare, l'uso dell'energia sessuale, del dolore, della costrizione o della schiavitù, è specificatamente orientata verso il raggiungimento di uno stato psichico al di là della coscienza ordinaria. Non ci sono costanti nello spazio mentale, cosa rappresenti e come si raggiunga varia da persona a persona e da una scena all'altra. L'esatta natura degli stati raggiunti non può essere prevista. Coloro che nella comunità BDSM riconoscono questo spazio sono preparati a tutte le possibilità e, esattamente come in altre pratiche spirituali, anche nel BDSM alcuni stati alterati non sono affatto "divertenti".
Larga parte della comunità poi sembra essere consapevole degli aspetti spirituali del gioco ed è particolarmente interessata all'impatto dell'energia spirituale sulle scene. Non è insolito che i praticanti scelgano dove giocare proprio in base all'energia dei luoghi che li circondano.
"La natura insulare della manifestazione ha incoraggiato una libertà di comportamento che sarebbe stata assolutamente impensabile per me poche settimane prima. Il giorno dopo la mia iniziazione, mi sono offerto volontario per ricevere una stimolazione dolorosa, per pressione, come parte di una dimostrazione del workshop. Sono rimasto in mutande, ho consegnato i miei abiti allo sconosciuto seduto accanto a me e mi sono presentato davanti ad un pubblico di 150 persone per accettare il dolore. Quella notte ho rivisto la mia partner e lei mi ha condotto lungo ulteriori esperimenti sulle sensazioni, infilando aghi nella pelle del mio petto e colpendo la mia schiena con una frusta singola.
Quando mi è sembrato di essere rientrato nelle mie ordinarie strutture mentali, ho deciso di lasciare il party quando lei ha deciso di andare. Mentre camminavamo nell'aria fresca notturna, lei mi ha chiesto se ero 'tornato' sufficientemente per guidare. 'Starò bene,' le ho assicurato. 'Non appena troverò la macchina". Immediatamente riconosciuto ciò per il segnale d'allarme che era, mi ha ordinato di rientrare dentro per altri dieci minuti, il tempo di uno spuntino e un altro bicchiere d'acqua. Dopo di che, riuscendo, ho trovato la macchina subito, proprio davanti a me. Ho concluso che mentre posso dire in qualsiasi momento se sono o meno ubriaco, non ho invece idea di quanto profondamente nello spazio mentale sono penetrato e quanto ciò abbia alterato il mio stato.
La mia iniziazione e le conseguenti scoperte hanno immediatamente cambiato la mia vita ordinaria. Sono istantaneamente guarito dalla mia fobia degli ascensori. 'Ho preso due aghi nel petto,' mi ritrovai a pensare: 'certo che posso salire con l'ascensore.' Il sopravvivere ad una sfida fisica specifica ha prosciugato tutta la paura delle improbabili prove future. Imparare ad elaborare il disagio fisico è diventato un modo diretto per superare le barriere mentali.
L'intensità delle molte prove fisiche mi ha tenuto gioiosamente in volo per un certo tempo, dopodiché mi ha lasciato in frantumi. Dopo qualche giorno ho cominciato a sentito il profondo rilascio di una brutta tossina, simile all'effetto postumo di alcune chiropratiche, ma molto più pronunciato. In più non potevo praticare nel tentativo di liberare ulteriori endorfine, ogni movimento mi causava troppo dolore. Dopodiché i lividi cominciarono a prudere. Per settimane ho dormito poco. L'energia dell'iniziazione persisteva e mi ha spinto a raggiungere il block notes accanto al mio letto quasi ogni ora. 'Ora vedo che la mia vita potrebbe essere significativamente diversa se mi trasferissi,' ho scritto. 'Non cerco più la stessa vita in un posto nuovo'.
La mia iniziazione aveva rotto la barriera che mi separava dall'energia necessaria per andare avanti nella mia vita. Un giorno dopo l'evento un'amica mi ha offerto di ospitarmi da lei fino a quando avessi trovato un posto dove vivere nelle vicinanze. Otto settimane dopo, ho guidato una U-Haul per 300 miglia fino alla sua porta. Un anno dopo ho partecipato allo stesso evento annuale della mia iniziazione. Con un piano in mente, seguendo il ritmo dell'energia che avevo scoperto, mi sono trovato ad assistere al workshop tenuto dalla stessa persona che mi aveva iniziato. Abbiamo dato una mano, probabilmente, all'inizio di qualcuno tra il pubblico. Mentre continuo il mio cammino di spiritualità, il BDSM rimane uno strumento molto utile. Noto spesso che ogni scena mi insegna qualcosa di me stesso. Si tratta di un percorso costante di auto-esplorazione." (Kal Cobalt)
Non si tratta di un percorso facile. Si può essere colti alla sprovvista guardando i propri lividi allo specchio. Può essere difficile, considerando eventi di violenza domestica, soprattutto per le donne, vederli come segni incoraggianti o di iniziazione. Ci sono in giro ciarlatani e inesperti, come in ogni gruppo, e la grande varietà di pratiche abbracciate dalla comunità BDSM può a volte rendere difficile la ricerca di coloro che portano avanti un discorso spirituale. Un problema comune riguarda l'uso del BDSM in sostituzione alla terapia, soprattutto per questioni inerenti alle questioni sessuali. E per molti, il percorso BDSM è qualcosa di necessariamente clandestino grazie allo stigma ancora associato a certi aspetti della sessualità. Far fronte all'intenso lavoro spirituale mentre ci si nasconde può essere qualcosa di esasperante.
Tuttavia, il BDSM può offrire un metodo agli individui moderni, urbani, per esplorare il potenziale spirituale dell'energia sessuale. Esso sarà privo della più fornita, estetica terminologia messa in relazione a contesti New Age. In generale più pratico che legato ad una determinata, codificata metodologia, ma permette comunque ai suoi praticanti di seguire il proprio percorso. La stragrande maggioranza delle comunità BDSM accoglie i nuovi arrivati e gli outsider interessati, rendendo il BDSM abbastanza accessibile nelle aree urbane. Se usato in maniera oculata il BDSM può fungere come una sorta di ministero laicale, abbattere le barriere tra il sesso e lo spirito che la nostra cultura comunemente stenta ancora a superare.
Kink. Sadomasochismo. Bondage. Dominazione e sottomissione. Nella tradizionale società queste attività sono spesso associate con una sessualità nascosta, un territorio inesplorato che si trova sicuramente al di là delle manette di peluche rosa o della lingerie sexy. Nel mondo spirituale legato al BDSM invece queste attività sono ben lungi dall'essere una novità.
"La mia iniziazione alla Scena è avvenuta, come succede per tanti, in un momento di crisi. Avevo ricavato per me un posto sicuro e tranquillo nella città dove ero nato. Avevo un buon lavoro, un appartamento spazioso, una ragionevole posizione sociale nella fitta comunità conservatrice della città. Allo stesso tempo andavo costruendo una fiorente carriera letteraria costruita sull'erotismo BDSM, ero coinvolto in una relazione poliamorica che coinvolgeva cinque persone sparse su tre stati e sentivo che nessun sistema di religione o convinzione era in grado di descrivere il mio personale modo di avvertire il mondo. La discrepanza tra cosa ero e cosa invece dovevo rappresentare nella mia comunità era enorme e quasi insopportabile. Il sistema più logico per stare meglio sembrava essere quello di trasferirmi in una città dalla mentalità più aperta, ma ciò sembrava una chimera, qualcosa da realizzare in tre-quattro anni nella migliore delle ipotesi.
La sofferenza era costante, una frustrazione che era alla base della mia vita, così decisi di partecipare all'evento BDSM più vicino che mi permettesse di conservare la mia reputazione, 250 miglia lontano. L'evento prometteva workshop pratici di giorno e "play parties" con l'opportunità di metterli in pratica di notte. Tenni basse le mie aspettative. Non ho mai dato nulla per scontato e avrei facilmente indossato il mio aspetto di scrittore voyeuristico e osservato a distanza di sicurezza.
In poche ore rimasi a torso nudo, bendato e legato con delle corde intrecciate in maniera elaborata. La mia nuova partner sperimentava pugni sul mio petto attenta a dare la massima sensazione al minimo danno. Pazientemente mi ha condotto al di là delle sensazioni fisiche e delle barriere sociali che avrebbero potuto limitare la mia esperienza. "Lascia uscire il suono", mi disse. Io riuscii ad emettere a malapena uno squittio. "Apri la bocca, emetti il suono a bocca aperta." Punch. Emisi un rumore, sentivo l'energia attraversare il mio corpo e uscire attraverso il mio respiro. Ho avuto la sensazione che lei stesse sorridendo.
Il non vedere trasformava la mia consapevolezza interiore e ogni colpo sordo sembrava disperdere le mie funzioni cognitive sempre più finché i pensieri ordinari cessarono del tutto. Incapace di muovermi, incapace di vedere, capace solo di assimilare il tonfo sordo dei colpi, ho toccato una pura consapevolezza, senza filtri, qualcosa di accessibile solo quando abbastanza strati che la ricoprono sono stati sollevati. Per la prima volta ho avuto la sensazione di essere veramente me stesso. Non ero in spazi mentali particolari né distante da quello che stavo vivendo. Semplicemente i miei metodi consoni di filtrare le informazioni ricevute erano andati completamente in frantumi.
Dopo una varietà vertiginosa di sensazione, sono caduto ai piedi della mia partner, stordito e come in volo a causa delle endorfine, mentre lei mi accarezzava i capelli. Ricordo che mi presentò un suo amico: 'Questo è Kal. Non parla molto.' Mi portò alla snack area e mi rifocillò con dell'acqua, assicurandosi che fossi tornato al piano ordinario prima di lasciarmi." (Kal Cobalt)
In molti casi il raggiungimento dello "spazio mentale", quella sensazione di entrare in uno stato alterato, è un obiettivo primario nel BDSM. Nel sesso, in molti casi, non lo è. L'eco delle tradizioni tantriche può essere riconosciuta nelle tendenze BDSM per l'uso dell'energia sessuale, ma essa viene poi utilizzata in modo diverso dalla soddisfazione fisica. Gran parte delle attrezzature BDSM e delle pratiche rispecchiano le iniziazioni sciamaniche o tribali, se ne assume una versione sicura su cui i giochi vengono progettati. Per i praticanti spirituali BDSM, in particolare, l'uso dell'energia sessuale, del dolore, della costrizione o della schiavitù, è specificatamente orientata verso il raggiungimento di uno stato psichico al di là della coscienza ordinaria. Non ci sono costanti nello spazio mentale, cosa rappresenti e come si raggiunga varia da persona a persona e da una scena all'altra. L'esatta natura degli stati raggiunti non può essere prevista. Coloro che nella comunità BDSM riconoscono questo spazio sono preparati a tutte le possibilità e, esattamente come in altre pratiche spirituali, anche nel BDSM alcuni stati alterati non sono affatto "divertenti".
Larga parte della comunità poi sembra essere consapevole degli aspetti spirituali del gioco ed è particolarmente interessata all'impatto dell'energia spirituale sulle scene. Non è insolito che i praticanti scelgano dove giocare proprio in base all'energia dei luoghi che li circondano.
"La natura insulare della manifestazione ha incoraggiato una libertà di comportamento che sarebbe stata assolutamente impensabile per me poche settimane prima. Il giorno dopo la mia iniziazione, mi sono offerto volontario per ricevere una stimolazione dolorosa, per pressione, come parte di una dimostrazione del workshop. Sono rimasto in mutande, ho consegnato i miei abiti allo sconosciuto seduto accanto a me e mi sono presentato davanti ad un pubblico di 150 persone per accettare il dolore. Quella notte ho rivisto la mia partner e lei mi ha condotto lungo ulteriori esperimenti sulle sensazioni, infilando aghi nella pelle del mio petto e colpendo la mia schiena con una frusta singola.
Quando mi è sembrato di essere rientrato nelle mie ordinarie strutture mentali, ho deciso di lasciare il party quando lei ha deciso di andare. Mentre camminavamo nell'aria fresca notturna, lei mi ha chiesto se ero 'tornato' sufficientemente per guidare. 'Starò bene,' le ho assicurato. 'Non appena troverò la macchina". Immediatamente riconosciuto ciò per il segnale d'allarme che era, mi ha ordinato di rientrare dentro per altri dieci minuti, il tempo di uno spuntino e un altro bicchiere d'acqua. Dopo di che, riuscendo, ho trovato la macchina subito, proprio davanti a me. Ho concluso che mentre posso dire in qualsiasi momento se sono o meno ubriaco, non ho invece idea di quanto profondamente nello spazio mentale sono penetrato e quanto ciò abbia alterato il mio stato.
La mia iniziazione e le conseguenti scoperte hanno immediatamente cambiato la mia vita ordinaria. Sono istantaneamente guarito dalla mia fobia degli ascensori. 'Ho preso due aghi nel petto,' mi ritrovai a pensare: 'certo che posso salire con l'ascensore.' Il sopravvivere ad una sfida fisica specifica ha prosciugato tutta la paura delle improbabili prove future. Imparare ad elaborare il disagio fisico è diventato un modo diretto per superare le barriere mentali.
L'intensità delle molte prove fisiche mi ha tenuto gioiosamente in volo per un certo tempo, dopodiché mi ha lasciato in frantumi. Dopo qualche giorno ho cominciato a sentito il profondo rilascio di una brutta tossina, simile all'effetto postumo di alcune chiropratiche, ma molto più pronunciato. In più non potevo praticare nel tentativo di liberare ulteriori endorfine, ogni movimento mi causava troppo dolore. Dopodiché i lividi cominciarono a prudere. Per settimane ho dormito poco. L'energia dell'iniziazione persisteva e mi ha spinto a raggiungere il block notes accanto al mio letto quasi ogni ora. 'Ora vedo che la mia vita potrebbe essere significativamente diversa se mi trasferissi,' ho scritto. 'Non cerco più la stessa vita in un posto nuovo'.
La mia iniziazione aveva rotto la barriera che mi separava dall'energia necessaria per andare avanti nella mia vita. Un giorno dopo l'evento un'amica mi ha offerto di ospitarmi da lei fino a quando avessi trovato un posto dove vivere nelle vicinanze. Otto settimane dopo, ho guidato una U-Haul per 300 miglia fino alla sua porta. Un anno dopo ho partecipato allo stesso evento annuale della mia iniziazione. Con un piano in mente, seguendo il ritmo dell'energia che avevo scoperto, mi sono trovato ad assistere al workshop tenuto dalla stessa persona che mi aveva iniziato. Abbiamo dato una mano, probabilmente, all'inizio di qualcuno tra il pubblico. Mentre continuo il mio cammino di spiritualità, il BDSM rimane uno strumento molto utile. Noto spesso che ogni scena mi insegna qualcosa di me stesso. Si tratta di un percorso costante di auto-esplorazione." (Kal Cobalt)
Non si tratta di un percorso facile. Si può essere colti alla sprovvista guardando i propri lividi allo specchio. Può essere difficile, considerando eventi di violenza domestica, soprattutto per le donne, vederli come segni incoraggianti o di iniziazione. Ci sono in giro ciarlatani e inesperti, come in ogni gruppo, e la grande varietà di pratiche abbracciate dalla comunità BDSM può a volte rendere difficile la ricerca di coloro che portano avanti un discorso spirituale. Un problema comune riguarda l'uso del BDSM in sostituzione alla terapia, soprattutto per questioni inerenti alle questioni sessuali. E per molti, il percorso BDSM è qualcosa di necessariamente clandestino grazie allo stigma ancora associato a certi aspetti della sessualità. Far fronte all'intenso lavoro spirituale mentre ci si nasconde può essere qualcosa di esasperante.
Tuttavia, il BDSM può offrire un metodo agli individui moderni, urbani, per esplorare il potenziale spirituale dell'energia sessuale. Esso sarà privo della più fornita, estetica terminologia messa in relazione a contesti New Age. In generale più pratico che legato ad una determinata, codificata metodologia, ma permette comunque ai suoi praticanti di seguire il proprio percorso. La stragrande maggioranza delle comunità BDSM accoglie i nuovi arrivati e gli outsider interessati, rendendo il BDSM abbastanza accessibile nelle aree urbane. Se usato in maniera oculata il BDSM può fungere come una sorta di ministero laicale, abbattere le barriere tra il sesso e lo spirito che la nostra cultura comunemente stenta ancora a superare.
mercoledì 11 aprile 2012
Come accedere al Subspace
Per la maggior parte dei sub è innanzitutto importante 'credere' nell'esistenza del subspace e in secondo luogo identificare le sensazioni personali che indicano l'entrata in esso. Ci sono alcuni sub, pochi, che entrano in questo spazio non volontariamente, ma questo fenomeno è piuttosto raro.
Il subspace è molto simile ad altre esperienze di trance praticate in tutto il mondo e che vengono definite con svariati nomi come preghiera, meditazione, ipnosi o regressione. Si include la preghiera per diversi motivi. In molti modi la comune preghiera rappresenta una concentrazione del pensiero e dell'energia in un unico punto, un'idea o un 'individuo' (la presenza divina). Questa attività è sovente accompagnata da schemi di comportamento oppure azioni ripetitive che l'individuo esegue prima e durante. Si tratta di riti personali eseguiti in silenzio e comportamenti che sembrano calmare il cervello permettendo alla mente di entrare in uno stato 'trascendente'. Pensate a come ci si sente nell'eseguire un compito ripetitivo, più e più volte. Una parte di sé sviluppa un ritmo o una cadenza, fino a sentire un rilassamento mentale. La mente viene focalizzata, riempita con una sensazione complessiva di essere al di là di se stessi. Si può scoprire che si sta canticchiando un motivetto che permetta di ridurre lo stress. Ci si può sentire più in sintonia con la variegata vita che ci circonda. Molte persone descrivono le sensazioni post-preghiera come un 'vedere' colori più vivaci, di piante, quasi il 'sentire' un aroma sensuale o come l'essere raggiunti per strada dal profumo del pane appena sfornato. Si identifica comunemente un aspetto 'chiarificante' complessivo raggiunto a seguito della pratica. La comune preghiera è qualcosa che la maggior parte di noi conosce in qualche modo e che molti si sono ritrovati a fare. Il placido spazio che la mente 'raggiunge' durante la preghiera e la meditazione è effettivamente uno Spazio, il raggiungimento del quale ha una connotazione spirituale.
Il sub deve innanzitutto rilassarsi. Trovate un letto o un divano e poggiate la testa in grembo al vostro Dom. Chiudete gli occhi e permettete al flusso di casuali e irregolari pensieri di diminuire. In altre parole è necessario ‘spegnere’ la parte del cervello che costantemente chiacchiera con voi. Concentratevi e sentite solo la sensazione della testa poggiata contro il Dom. Ascoltate il vostro respiro e il suo suono e la sensazione di quella persona in contatto fisico con voi. Non avete nulla da temere. Avventurarsi in quello Spazio non vi farà alcun male. Mentre vi rilassate concentratevi sul vostro Dom. Per molte persone è veramente difficile 'visualizzare’ una persona all'interno del loro cervello. Si tende a 'vedere' gli altri non come istantanee ma come una miscela complessa di sensazioni, emozioni e idealizzazioni. Il vostro Dom 'sente' una certa identificazione con voi. Voi concentratevi sul 'sentire' la sua presenza.
Il Dom dovrebbe accarezzare il sub, come a voler spazzolare con le dita i suoi capelli (ovviamente è un esempio). Bisogna mantenere il contatto fisico. Siamo tutti elettrici in qualche misura e una parte di ciò che sentiamo si irradia dal nostro corpo in una movimentazione di energia. Questo flusso di energia è meglio coadiuvato da strumenti rigidi o dal mantenimento del contatto fisico durante la durate dell'esperienza. Quando un Dom tocca il sub gli trasmette la sua energia fisica e mentale. La pratica migliora questa capacità. Quando il rapporto è agli inizi il mantenimento di questo tipo di contatto è ancora più importante in quanto entrambe le persone stanno imparando a 'sentire' l'altro. In alcune fasi successive alcuni Dom e alcuni sub possono imparare a sentire l'altro anche senza un contatto fisico. Il Dom può avere un'esperienza che può essere meglio descritta attraverso il concetto di empatia, di 'sentire' il proprio sub. Imparare a trovare lo Spazio raggiungendolo da entrambe le direzioni richiede tempo, pazienza, attitudine naturale e un forte desiderio di riuscirci.
Il sub pone il suo interruttore interno a 'off', smette di sentire la propria voce per sentire quella del suo Dom. Questa è una voce 'dentro', una voce mentale che solo inizialmente può essere anche una voce fisica. Quanto più il cervello del sub parla, meno si sente quella voce. Il Dom può migliorare la scena a tal proposito, limitando le cose che possono distrarre il cervello del sub. Abbassare le luci. Spegnere il telefono. Non dover andare da nessuna parte almeno per 30 minuti. Aver già mangiato. Essere già andato al bagno. Aver rimosso qualsiasi cosa dal corpo del sub che possa essere fonte di disagio. Alcuni accendono candele o ascoltano 'musica bianca'. Se si provasse, accertarsi che il volume sia così basso da sentirla appena. Ricordate che l'udito del sub, man mano che discende nello Spazio, diventerà più acuto e che i suoni risulteranno amplificati. (Il suono bianco è un suono che sfoca gli altri suoni, può essere trovato e acquistato per ottenere questo specifico effetto).
Il Dom dovrebbe parlare lentamente e con gradualità, usando una voce piatta e monotona (anche questo è solo un esempio). Il contenuto di ciò che viene detto non deve essere emotivo e vanno usate parole che non genereranno nel sub reazioni emotive. Non parlare ad es. di qualcosa su cui hanno sbagliato o che devono fare. Si possono dire cose come "La tua pelle è molto morbida e bella..." I complimenti in generale aumentano la sensazione del sub di sentirsi al sicuro, voluto, coccolato, desiderato. Le sensazioni positive incoraggiano il sub a raggiungere il Dom. E' un percorso mentale. Il sub sta instaurando un collegamento col Dom, sta cercando di connettersi al suo flusso di energia. Bisogna notare a questo punto che molte cose possono compromettere un apparente flusso di energia tra le persone coinvolte. La più comune di tutte è il fumo. La nicotina ha effetto sul cervello e attenua gli effetti calmanti. Se siete fumatori, almeno in una certa misura state usando la nicotina per attenuare i picchi alti e bassi del vostro cervello. L'alcol e ogni tipo di farmaco alterano la chimica del cervello e possono avere effetti residui che possono limitare la gamma di potenzialità e la forza della vostra energia. Questo vale sia per i Dom che per i sub, molti sub fumano, usano droghe o farmaci che influenzano la loro capacità di trascendere nello Spazio. Per un sub raggiungere un Dom fumatore può essere più difficoltoso che raggiungere un Dom non fumatore in quanto le vibrazioni emanate da quest'ultimo sono più vivide.
Il sub può sentirsi fluire lungo l'energia del Dom. La connessione è importante. Una volta che il sub è entrato nello Spazio, il Dom dovrebbe mantenere con lui il contatto fisico e verbale in ogni momento. Il sub può sentire quel legame con la realtà, col Dom, abbandonarlo una volta entrato nello Spazio e ciò può rivelarsi spaventoso causando una grande perdita di fiducia. Alcuni sub visualizzano il collegamento col Dom come simile ad un cavo luminescente che si collega a loro. Il Dom rappresenta la sicurezza. Sgomberando dalla loro percezione la realtà, il sub si espone ad una grande vulnerabilità personale e si augura che il Dom lo protegga mentalmente, fisicamente, emotivamente e spiritualmente.
Lo Spazio in qualche modo rappresenta la rimozione dei detriti quotidiani dalla propria percezione sensoriale. Limitando gli input diretti al cervello alle sole sensazioni strettamente controllate si limita la cacofonia di suoni mentali per concentrarsi su potenzialità più avanzate. In una certa misura si può ritenere che lo Spazio sia un livello superiore di funzionamento del cervello o uno stato in cui l'individuo diventa in grado di selezionare parti specifiche del suo cervello facendole funzionare più efficacemente. Questo stato da la possibilità al cervello di visualizzare e sperimentare le percezioni in ingresso in modi completamente diversi da quelli soliti e ciò altera inevitabilmente il modo in cui l'individuo si percepisce e si muove all'interno di questo Spazio. Infatti il movimento nel subspace è spesso chiamato 'volo'.
Quando l'esercizio va a buon fine per la prima volta il Dom deve essere consapevole che le sensazioni che ne derivano resteranno vivide e persistenti a lungo nel sub. Questo rende l'aftercare fondamentale. Il sub avrà bisogno di conforto, rassicurazione e coccole. Non limitate ciò a quanto voi (i Dom) ritenete sia sufficiente, ma mantenete il contatto fisico col sub per tutto il tempo che avete a disposizione. Se l'esercizio fosse stato fatto dopo cena, è un'ottima idea coccolare il sub per un po' e poi andare a letto insieme e anche li mantenere il contatto fisico. Il Dom inoltre deve tenere presente che il sub potrebbe essere ancora così vicino allo Spazio che contatti sensoriali più intensi (come il sesso) potrebbero essere difficili da sostenere per loro. L'episodio stesso è già sufficiente da elaborare per una notte sola. Altri sottomessi possono comunque manifestare la necessità di completare l'esperienza con un contatto più intimo.
Lo Spazio ha proprietà uniche. Una di queste è quella di far regredire il sub. A volte ciò avviene involontariamente quando c'è qualcosa nel passato del sub che il suo subconscio ritiene sia importante affrontare o gestire. Il Dom dovrebbe essere a conoscenza di questa possibilità o almeno essere pronto ad essere di supporto se si dovesse verificare un flashback. Se il Dom si sentisse incapace di affrontare ciò che il sub è potenzialmente in grado di manifestare, meglio allora cercare un supporto psicologico attraverso cui lavorare su queste questioni col sub. Manifestare un problema non è mai una brutta cosa. Cercate inoltre di non esprimere giudizi indipendentemente da cosa si manifesterà. Ricordate che è del tutto possibile che il vostro sub nella sua vita quotidiana abbia solo una memoria parziale di certi episodi, ma che potrà ricordare tutto appena calato nello Spazio. Il cervello di solito rilascia il contenuto della memoria quando ritiene che il momento sia sufficientemente sano e sicuro per farlo.
Il subspace è molto simile ad altre esperienze di trance praticate in tutto il mondo e che vengono definite con svariati nomi come preghiera, meditazione, ipnosi o regressione. Si include la preghiera per diversi motivi. In molti modi la comune preghiera rappresenta una concentrazione del pensiero e dell'energia in un unico punto, un'idea o un 'individuo' (la presenza divina). Questa attività è sovente accompagnata da schemi di comportamento oppure azioni ripetitive che l'individuo esegue prima e durante. Si tratta di riti personali eseguiti in silenzio e comportamenti che sembrano calmare il cervello permettendo alla mente di entrare in uno stato 'trascendente'. Pensate a come ci si sente nell'eseguire un compito ripetitivo, più e più volte. Una parte di sé sviluppa un ritmo o una cadenza, fino a sentire un rilassamento mentale. La mente viene focalizzata, riempita con una sensazione complessiva di essere al di là di se stessi. Si può scoprire che si sta canticchiando un motivetto che permetta di ridurre lo stress. Ci si può sentire più in sintonia con la variegata vita che ci circonda. Molte persone descrivono le sensazioni post-preghiera come un 'vedere' colori più vivaci, di piante, quasi il 'sentire' un aroma sensuale o come l'essere raggiunti per strada dal profumo del pane appena sfornato. Si identifica comunemente un aspetto 'chiarificante' complessivo raggiunto a seguito della pratica. La comune preghiera è qualcosa che la maggior parte di noi conosce in qualche modo e che molti si sono ritrovati a fare. Il placido spazio che la mente 'raggiunge' durante la preghiera e la meditazione è effettivamente uno Spazio, il raggiungimento del quale ha una connotazione spirituale.
Il sub deve innanzitutto rilassarsi. Trovate un letto o un divano e poggiate la testa in grembo al vostro Dom. Chiudete gli occhi e permettete al flusso di casuali e irregolari pensieri di diminuire. In altre parole è necessario ‘spegnere’ la parte del cervello che costantemente chiacchiera con voi. Concentratevi e sentite solo la sensazione della testa poggiata contro il Dom. Ascoltate il vostro respiro e il suo suono e la sensazione di quella persona in contatto fisico con voi. Non avete nulla da temere. Avventurarsi in quello Spazio non vi farà alcun male. Mentre vi rilassate concentratevi sul vostro Dom. Per molte persone è veramente difficile 'visualizzare’ una persona all'interno del loro cervello. Si tende a 'vedere' gli altri non come istantanee ma come una miscela complessa di sensazioni, emozioni e idealizzazioni. Il vostro Dom 'sente' una certa identificazione con voi. Voi concentratevi sul 'sentire' la sua presenza.
Il Dom dovrebbe accarezzare il sub, come a voler spazzolare con le dita i suoi capelli (ovviamente è un esempio). Bisogna mantenere il contatto fisico. Siamo tutti elettrici in qualche misura e una parte di ciò che sentiamo si irradia dal nostro corpo in una movimentazione di energia. Questo flusso di energia è meglio coadiuvato da strumenti rigidi o dal mantenimento del contatto fisico durante la durate dell'esperienza. Quando un Dom tocca il sub gli trasmette la sua energia fisica e mentale. La pratica migliora questa capacità. Quando il rapporto è agli inizi il mantenimento di questo tipo di contatto è ancora più importante in quanto entrambe le persone stanno imparando a 'sentire' l'altro. In alcune fasi successive alcuni Dom e alcuni sub possono imparare a sentire l'altro anche senza un contatto fisico. Il Dom può avere un'esperienza che può essere meglio descritta attraverso il concetto di empatia, di 'sentire' il proprio sub. Imparare a trovare lo Spazio raggiungendolo da entrambe le direzioni richiede tempo, pazienza, attitudine naturale e un forte desiderio di riuscirci.
Il sub pone il suo interruttore interno a 'off', smette di sentire la propria voce per sentire quella del suo Dom. Questa è una voce 'dentro', una voce mentale che solo inizialmente può essere anche una voce fisica. Quanto più il cervello del sub parla, meno si sente quella voce. Il Dom può migliorare la scena a tal proposito, limitando le cose che possono distrarre il cervello del sub. Abbassare le luci. Spegnere il telefono. Non dover andare da nessuna parte almeno per 30 minuti. Aver già mangiato. Essere già andato al bagno. Aver rimosso qualsiasi cosa dal corpo del sub che possa essere fonte di disagio. Alcuni accendono candele o ascoltano 'musica bianca'. Se si provasse, accertarsi che il volume sia così basso da sentirla appena. Ricordate che l'udito del sub, man mano che discende nello Spazio, diventerà più acuto e che i suoni risulteranno amplificati. (Il suono bianco è un suono che sfoca gli altri suoni, può essere trovato e acquistato per ottenere questo specifico effetto).
Il Dom dovrebbe parlare lentamente e con gradualità, usando una voce piatta e monotona (anche questo è solo un esempio). Il contenuto di ciò che viene detto non deve essere emotivo e vanno usate parole che non genereranno nel sub reazioni emotive. Non parlare ad es. di qualcosa su cui hanno sbagliato o che devono fare. Si possono dire cose come "La tua pelle è molto morbida e bella..." I complimenti in generale aumentano la sensazione del sub di sentirsi al sicuro, voluto, coccolato, desiderato. Le sensazioni positive incoraggiano il sub a raggiungere il Dom. E' un percorso mentale. Il sub sta instaurando un collegamento col Dom, sta cercando di connettersi al suo flusso di energia. Bisogna notare a questo punto che molte cose possono compromettere un apparente flusso di energia tra le persone coinvolte. La più comune di tutte è il fumo. La nicotina ha effetto sul cervello e attenua gli effetti calmanti. Se siete fumatori, almeno in una certa misura state usando la nicotina per attenuare i picchi alti e bassi del vostro cervello. L'alcol e ogni tipo di farmaco alterano la chimica del cervello e possono avere effetti residui che possono limitare la gamma di potenzialità e la forza della vostra energia. Questo vale sia per i Dom che per i sub, molti sub fumano, usano droghe o farmaci che influenzano la loro capacità di trascendere nello Spazio. Per un sub raggiungere un Dom fumatore può essere più difficoltoso che raggiungere un Dom non fumatore in quanto le vibrazioni emanate da quest'ultimo sono più vivide.
Il sub può sentirsi fluire lungo l'energia del Dom. La connessione è importante. Una volta che il sub è entrato nello Spazio, il Dom dovrebbe mantenere con lui il contatto fisico e verbale in ogni momento. Il sub può sentire quel legame con la realtà, col Dom, abbandonarlo una volta entrato nello Spazio e ciò può rivelarsi spaventoso causando una grande perdita di fiducia. Alcuni sub visualizzano il collegamento col Dom come simile ad un cavo luminescente che si collega a loro. Il Dom rappresenta la sicurezza. Sgomberando dalla loro percezione la realtà, il sub si espone ad una grande vulnerabilità personale e si augura che il Dom lo protegga mentalmente, fisicamente, emotivamente e spiritualmente.
Lo Spazio in qualche modo rappresenta la rimozione dei detriti quotidiani dalla propria percezione sensoriale. Limitando gli input diretti al cervello alle sole sensazioni strettamente controllate si limita la cacofonia di suoni mentali per concentrarsi su potenzialità più avanzate. In una certa misura si può ritenere che lo Spazio sia un livello superiore di funzionamento del cervello o uno stato in cui l'individuo diventa in grado di selezionare parti specifiche del suo cervello facendole funzionare più efficacemente. Questo stato da la possibilità al cervello di visualizzare e sperimentare le percezioni in ingresso in modi completamente diversi da quelli soliti e ciò altera inevitabilmente il modo in cui l'individuo si percepisce e si muove all'interno di questo Spazio. Infatti il movimento nel subspace è spesso chiamato 'volo'.
Quando l'esercizio va a buon fine per la prima volta il Dom deve essere consapevole che le sensazioni che ne derivano resteranno vivide e persistenti a lungo nel sub. Questo rende l'aftercare fondamentale. Il sub avrà bisogno di conforto, rassicurazione e coccole. Non limitate ciò a quanto voi (i Dom) ritenete sia sufficiente, ma mantenete il contatto fisico col sub per tutto il tempo che avete a disposizione. Se l'esercizio fosse stato fatto dopo cena, è un'ottima idea coccolare il sub per un po' e poi andare a letto insieme e anche li mantenere il contatto fisico. Il Dom inoltre deve tenere presente che il sub potrebbe essere ancora così vicino allo Spazio che contatti sensoriali più intensi (come il sesso) potrebbero essere difficili da sostenere per loro. L'episodio stesso è già sufficiente da elaborare per una notte sola. Altri sottomessi possono comunque manifestare la necessità di completare l'esperienza con un contatto più intimo.
Lo Spazio ha proprietà uniche. Una di queste è quella di far regredire il sub. A volte ciò avviene involontariamente quando c'è qualcosa nel passato del sub che il suo subconscio ritiene sia importante affrontare o gestire. Il Dom dovrebbe essere a conoscenza di questa possibilità o almeno essere pronto ad essere di supporto se si dovesse verificare un flashback. Se il Dom si sentisse incapace di affrontare ciò che il sub è potenzialmente in grado di manifestare, meglio allora cercare un supporto psicologico attraverso cui lavorare su queste questioni col sub. Manifestare un problema non è mai una brutta cosa. Cercate inoltre di non esprimere giudizi indipendentemente da cosa si manifesterà. Ricordate che è del tutto possibile che il vostro sub nella sua vita quotidiana abbia solo una memoria parziale di certi episodi, ma che potrà ricordare tutto appena calato nello Spazio. Il cervello di solito rilascia il contenuto della memoria quando ritiene che il momento sia sufficientemente sano e sicuro per farlo.
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venerdì 6 aprile 2012
Usare una scena BDSM come terapia
Molte, se non la maggior parte, delle persone hanno sperimentato qualche forma di abuso sessuale o fisico durante gli anni della propria formazione, formazione che può essersi prolungata fino a oggi e che termina con il naturale completamento di se stessi come individui. Alcune di queste persone sono attratte dall'esplorazione del BDSM, per piacere, bisogno, guarigione.
Tale guarigione può avvenire in molti modi. Uno di questi può essere il semplice atto di negoziare una scena ed esprimere quello che si desidera. Potrebbe essere la consapevolezza che si può unire il desiderio di essere picchiati ai desideri sessuali. Ancora si potrebbe godere di una scena infantile o di ageplay, trovandosi liberi dal fardello della responsabilità tipica degli adulti per un determinato tempo.
La maggior parte delle persone trovano una qualche forma di guarigione che giunge semplicemente attraverso l'esplorazione onesta e aperta dei propri istinti sessuali. Alcuni giocatori, però, scoprono di avere una vocazione per esplorare i propri angoli più bui, per infilare le dita nelle loro vecchie ferite, controllando se ancora fanno male. Questi ultimi alla fine rivalutano il proprio sentire e rinascono dai loro traumi, attraverso una guarigione che provenga dal fuoco.
Questa rievocazione può assumere la forma di una scena di stupro, di regressione infantile, di un pestaggio in cui il Top dice quanto il padre del bottom ha detto nel suo passato. Si spinge fuori il marcio che si è cumulato dentro come risultato di una violenza. C'è un numero infinito di scene di cui si può beneficiare per superare i traumi passati, a seconda della natura del trauma e dello stato corrente dei giocatori. Ognuna ha il potenziale per apportare sia guarigione, sia ulteriori danni, a seconda di come viene gestita, dalla prontezza, l'abilità e la maturità dei partecipanti.
Questo articolo si snoda in tre parti:
(1) Una breve discussione sull'autore e sulle sue credenziali, per avere qualche motivo di sospettare che abbia qualche linea guida da offrire.
(2) Avvertenze diverse e numerose per cui si potrebbe desiderare di non inscenare mai certe situazioni.
(3) Informazioni su come apportare guarigione e non nuove lesioni se si decidesse di seguire proprio questa strada come parte del processo di guarigione.
"Sono una sopravvissuta ad un abuso sessuale infantile, uno stupro, e ad abusi sessuali come adulta. Come la maggior parte dei sopravvissuti ho un immediato bisogno di ammorbidire quanto detto aggiungendo 'Hey, non era poi così male, sono sopravvissuta, altri sono stati peggio, e poi è finita'.
Per quanto fossero stati dolorosi, sono stata consapevole degli eventi passati, al di là della loro negazione, e sulla strada del recupero attivo per nove anni. E quando dico 'attivo', intendo attivo. Ho utilizzato potenziamento personale, consulenze, cerchi di guarigione, letture psichiche, recupero dell'anima, guarigione sciamanica, Reiki e lavoro su altri tipi di energie, cristalli, massaggi, attenzione al bambino interiore, essenze floreali, diari, esperienze di altri sopravvissuti, rilascio rituale delle ferite, esplorazione del BDSM, gruppi di sostegno di altri sopravvissuti. Ho passato del tempo senza penetrazione, tempo come lesbica, tempo per lasciar avvicinare di nuovo a me gli uomini, tempo per analizzare le mie ferite, per controllare se ancora ne trasalivo. C'è altra roba che probabilmente ho lasciato fuori. Queste sono le cose che ricordo ora.
Ho imparato a stare nel mio corpo e a dire la verità. Non penso più a cosa farei se un partner mi colpisse senza il mio consenso, in quanto la situazione non si verifica più. Ho fatto dei cambiamenti e nessuno di essi è stato facile.
In aggiunta a questi percorsi personali sul tema specifico, ho esercitato otto anni come consulente psichico e guaritrice sciamanica. Ho una laurea in Psicologia presso la Georgetown University. La mia rubrica sul sesso è stata sufficientemente interessante da portarmi a parlare presso Radio Playboy. Sono una viziosa pervertita, in vari modi."
Ci sono modi migliori, più puliti e più controllabili, da utilizzare per effettuare il proprio lavoro di guarigione. Quando si rievoca un trauma sconvolgente per la prima volta, c'è un'alta probabilità di innescare quell'antico dolore e aggiungere ad esso nuova sofferenza. Quando si innesca una certa reazione si possono scatenare personalità multiple, disturbi dissociativi, rabbia incontrollata, dolore, ritiro in sé, perdita di coscienza, ecc. Se non siete assolutamente certi che voi o il vostro partner siate in grado di riportarvi indietro dall'abisso in cui intendete lanciarvi, non avvicinatevi neanche ad esso. Ai Top: se non siete assolutamente certi di recuperare il vostro partner, non giocate con le sue antiche ferite.
Potrebbero volerci giorni per arrivare a "piangere fino a vomitare". Non è divertente. Nemmeno necessariamente terapeutico, in realtà. Alcuni abbandonano se stessi, il proprio corpo, ciò quando i cambiamenti nelle loro energie interne diventano troppo intensi per tenerne il passo, è questo potrebbe portare ad una situazione patologica. Ci sono persone con molteplici personalità che per la maggior parte del tempo sono sotto controllo, argini che però possono cadere se stuzzicati. E poi si possono generare panico, paranoia, flashback, incapacità di distinguere la realtà dai ricordi, rabbia incontrollata. Ci sono testimonianze di giocatori che hanno improvvisamente cercato di cavarsi un occhio o di rimuoversi i testicoli. Ecco perché la zona di gioco deve essere sempre il più sicura possibile considerando che alcuni bottom si ritrovano a rievocare antichi traumi senza averlo esplicitamente richiesto.
Oltre alle reazioni ci sono anche altre questioni da tenere in considerazione. Se lo scopo è di innescare un vecchio dolore per rilasciarlo, come si fa ad avere la certezza di non poggiare un nuovo livello di trauma sopra il vecchio? Come si riesce a comunicare da bottom in modo chiaro quando si innescano ricordi e panico? Non si può sicuramente restare razionali o tenere un linguaggio coerente considerando quello che si sta percependo. Come si riesce durante questa spirale discendente a tenersi lontani da depressione, pensieri e tentativi suicidari?
Il problema di utilizzare una scena di stupro per guarire dal trauma dello stupro (o qualsiasi sua variante) è che è troppo vicina al dolore originario per permettere alla mente e al corpo di scinderli, soprattutto nelle prime fasi del processo di guarigione.
Non si sta dicendo che questi inneschi non debbano essere utilizzati o che non possano rivelarsi utili. Ma spesso vengono ricercati dopo aver utilizzato altre tecniche, dopo aver parlato con amici e terapisti, aver pianto, essersi dati il permesso di avvicinarsi lentamente agli elementi del trauma. Solo infine si cerca di riviverli in maniera controllata attraverso una scena BDSM, con il conseguente rilascio della rabbia ad essi associata. Ci sono tanti modi per sgretolare la grande massa di dolore che si è concentrata intorno al trauma, tanti piccoli passi da compiere, tutti importanti.
Il corpo richiede molto tempo per elaborare le cose, ha la propria memoria e la propria logica. La mente capisce che la scena è puro gioco, ma se il processo di guarigione già intrapreso non è sufficientemente lungo, il corpo innesca tutte le sue reazioni di difesa: pianto isterico, rabbia incontrollata, dissociazione, etc. Non è divertente e non è assolutamente la miglior cosa da fare per un processo di guarigione.
Quando si inizia col rivivere il trauma il processo di guarigione si allunga. Con l'uso della terapia, i massaggi, piangendo, camminando, facendo introspezione, attivando la fantasia, il potenziamento personale, seguendo seminari e circoli, si diventa pronti in un determinato momento per il disordinato, incontrollabile metodo di rivivere il trauma originario e recuperare il potere di controllarlo. Ma quella occasione è il passo finale, non certo la maggior parte del lavoro da svolgere.
Bisogna cercare tecniche che permettano di trattare separatamente ogni singolo aspetto del trauma visto che solitamente sentimenti, reazioni, ricordi sono tutti mescolati insieme. Bisogna isolare il singolo elemento e decontestualizzarlo rispetto al trauma originario, affrontandolo immerso tra altre cose, più rilassanti, più naturali e che soprattutto lo rendano diverso da quanto genera l'innesco incontrollabile.
C'è anche qualcosa che non riguarda il "paziente" bottom. Si sta chiedendo a qualcuno di assumere il ruolo di stupratore per la scena. Anche lui si sta assumendo dei rischi. Può subentrare senso di colpa, vergogna, riadattamento della propria immagine di sé. Ci si potrà sentire inorriditi riguardo a quanto al momento si è apprezzato. Tutte situazioni aggravate se il bottom ottiene anche una reazione negativa dalla scena. Se si fosse novizi si potrebbe avere una esperienza tale da allontanarsi definitivamente dal BDSM. Se il Top non è assolutamente sicuro di potersi salvare dall'abisso in cui quel gioco specifico può gettarlo, meglio non rischiare. Se il Top viene annientato da un disastro emotivo, come potrà salvare se stesso e il bottom che è sotto la sua responsabilità?
Paura? Ottimo!
Eppure si sente una vocina dentro che insiste nel voler proprio incontrare quel demone che è nella propria testa. Armati di safeword si vuole attraversare il fuoco per uscirne rinati. Vediamo come camminare sui carboni ardenti senza mettersi troppo in pericolo.
Il trauma originario è come una grande e pesante matassa di corda. In essa ci sono tutti i possibili fili che rappresentano gli aspetti dell'esperienza vissuta come trauma, inclusi ma non limitati a:
- odori di chi ha perpetrato l'atto, la situazione, l'atto;
- sapori di cose legate all'atto, compreso il gusto del panino che avete mangiato dopo;
- suoni sessuali, voci, i propri suoni, di piacere o di dolore, treni in lontananza;
- sensazioni, è più facile pensare che uno schiaffo possa innescare una reazione ma non sottovalutate la possibile carezza che uno stupratore potrebbe aver dato alla vittima dopo lo stupro;
- luoghi, l'aspetto di chi ha compiuto l'atto, un pezzo di cielo che si poteva intravedere da una finestra, l'assenza della vista se gli occhi erano bendati;
- memorie che il corpo conserva rispetto alle posizioni assunte o in cui si è stati cotretti a stare;
- l'ora del giorno;
- porte chiuse o aperte;
- pensieri avuti in quel momento, forse si stava pensando a cosa cucinare per cena ottenendo nervosismo successivo all'idea di cucinare;
- altri possibili ricordi
- convinzioni su di sé, su cosa significhi essere una vittima, sul peccato che si è assunto, sull'orgoglio, l'incuria, sulle fantasie che portano a pensare che segretamente si volesse farlo succedere;
- convinzioni su cosa significherà per il futuro, su come nessuna persona normale potrà mai volervi adesso.
Non c'è una cosa che riguarda un evento traumatico che possa essere indicata come semplice.
L'idea di un processo di guarigione può lavorare sia sull'intera corda che prendendola e tagliandone una porzione alla volta. Molte persone riportano comunque di aver peggiorato la situazione, ciò accade quando ci si avvicina alla scena BDSM troppo presto lungo il percorso di recupero.
Affrontare singoli pezzi risulta più facile per il bottom, quindi si afferra la corda del trauma e si prendono singolo fili per separarli. Quali aspetti dell'esperienza non sono elementi determinanti per il trauma? Si faccia una lista di questi. Si potrebbe ad esempio non avere problemi col sesso all'aperto di giorno, con l'odore dello sperma, con uomini dai capelli scuri, ecc. Per un qualsiasi motivo, forse per un accumulo di associazioni positive precedenti al trauma o semplicemente perché si è riusciti a lasciar depositare una parte del trauma, certi elementi non ne costituiscono possibili inneschi.
Successivamente affrontate un filo alla volta. Impostate un ambiente in cui si possa affrontare un'esperienza positiva di quanto si teme ed elaborate i vostri sentimenti a riguardo. Trattate separatamente le porte chiuse a chiave rispetto al sesso anale. Create situazioni che siano il più lontane possibile dalla esperienza originale, concentratevi riguardo allo specifico elemento su cui si sta lavorando in quel momento.
A volte questo significa riservarsi il peggio per ultimo, che comunque è buona cosa. Se si ha paura degli uomini, del sesso orale, del gusto dello sperma, dell'ingoiare, affrontate ogni singolo elemento separatamente secondo l'ordine naturale. Se si fosse costretti ad ingoiare come prima esperienza, si finirebbe per cumulare cinque traumi in un solo gesto. Invece bisogna far passare tra uno e l'altro del tempo, farsi coccole o intervallare con altre pratiche che non hanno proprio nulla a che fare col trauma. Giocare col sesso orale, senza arrivare a conclusione. Poi chiedere al partner di venirvi nella mano e assaggiare. Poi con dolcezza, con calma, succhiare dal partner ed inghiottire in condizioni controllate. Infine pianificare lo stesso gesto con l'uso della forza secondo l'idea di stupro in cui si è costretti ad inghiottire.
Qual è il senso di tutto questo? Perché la guarigione avvenga, tutte le parti della psiche devono essere in grado di dire che questa è una situazione diversa da quella del trauma originale. Questo significa saper controllare tutte le variabili. Se si affrontano diversi elementi del trauma originario insieme è più facile avere una sensazione di panico invece di procedere passo passo rinforzandosi.
Nel negoziare qualsiasi scena che coinvolgerà il trauma, bisogna essere assolutamente sicuri che si stia giocando con qualcuno che sia assolutamente d'accordo con una brusca fermata del mezzo. Tutti negoziano una safeword, ma essere pronti a rispettarla è un'altra questione. E' possibile che un bottom che stia rivivendo un trauma la proferisca due secondi prima che il Top venga. Il Top deve sentirsi in grado non solo di fermarsi, ma di fermarsi ogni volta che la safeword viene fuori, bisogna essere in questi casi malleabili anche sul numero di volte in cui possa essere proferita, si sta vivendo un trauma, bisogna essere più pazienti della norma. C'è bisogno di essere una persona molto matura per non risentirsi o non sentirsi manipolati dal bottom quando il biscottino viene portato via all'ultimo secondo, anche più di una volta.
Siamo tutti abituati ad essere brava gente educata. Quando si fa sesso con qualcuno, in una scena o meno, si lavora per assicurarsi che sia piacevole per il partner. Tutti sanno però che non è bello non finire quello che si è cominciato. Così si può avere una lotta interna quando ci si deve stoppare. Ciò vale per il Top e per il bottom. Il bottom potrebbe sentirsi a disagio a dover fermare qualcosa che sa piaccia al Top. Se poi il Top è persona piena di risentimento e manipolativa ("Oh, solo un minuto ancora, okay?"), diventa veramente difficile porre i necessari limiti.
L'altro grosso problema è che il bottom ha in questo caso bisogno di un Top consapevole che si sta "giocando", molto flessibile e con grande controllo emotivo. Il Top deve essere capace di andare dal suo ruolo nella scena, a quello di partner sessuale, a quello di amico confortante e poi ritornare ad essere Top in uno schiocco di dita. Dallo stato di abusante completamente aggressivo, alla calma assoluta, alla situazione non sessuale dell'amico di fiducia e di supporto in grado di dare consiglio, il tutto nel tempo stesso in cui la safeword viene proferita.
Il bottom deve essere esigente in questo ambito. Scegliere con molta attenzione. Se ha intenzione di rischiare di diventare isterico, furente, dissociato e qualsiasi altra non divertente situazione possibile quando si gioca con questo vaso di Pandora come parte del processo di guarigione, è meglio farlo con un alleato sufficientemente competente.
La scena va impostata in anticipo, in modo da avere il tempo di entrare in uno stato profondo di preparazione psicologica. Avere intense conversazioni col bambino interiore o comunque con la parte di sé che è stata ferita. Il bottom deve far sapere a queste parti di sé cosa sta per accadere, perché e che possono fermare tutto in qualsiasi momento.
La scena va impostata in modo da avere anche del tempo dopo per elaborare quanto è accaduto. E' molto più facile sedersi in tranquillità per capire i sentimenti che si sono provati (buoni, cattivi, indifferenti, qualsiasi emozione va bene) piuttosto che doverlo fare durante un pranzo in famiglia. Pianificare in anticipo la crisi emotiva. Se se ne ottiene una, festeggiare!
C’è bisogno che le intenzioni siano chiare. Si sta cercando di divertirsi, modificando l'impronta originariamente dolorosa in qualcosa di festoso? Si vogliono portare in superficie memorie e sentimenti repressi in modo da lavorare su di loro? Il bottom rappresenta anche l'elemento di test su quanto sta accadendo, sul se sia possibile lavorare su questi elementi o meno. Si è in grado di sopravvivere a essi senza impazzire? Si sta cercando di recuperare il potere su una determinata situazione? Si vuole agire in una sorta di surrogato di vendetta? Fare agli altri ciò che è stato fatto a te?
Tutti obiettivi meravigliosi, che si possano utilizzare come parte del processo di guarigione. Bisogna fidarsi del proprio intuito ed essere onesti con se stessi e col compagno di giochi. La scena va poi impostata di conseguenza. Conoscere quale risultato si vuole intravedere per sentire che le proprie intenzioni sono state soddisfatte. Si potrebbe intravedere qualcosa a metà scena, avere una liberazione catartica emozionale, piacere sessuale, scendere nel dolore finché esso fuoriesce da se stessi insieme alla paura e ai sentimenti negativi. Ma bisogna partire dall'alto e sapere dove dirigersi. Comunicare al Top cosa si desidera che succeda una volta giunti alla meta ed essere il più dettagliati possibile.
C'è bisogno di schiettezza e di condividere efficacemente il trauma. Il Top ha bisogno di sapere su cosa poter calcare la mano e cosa neanche sfiorare. Il Top deve conoscere la storia di abusi del bottom, anche quelli che non riguardano il trauma che si vuole affrontare, per muoversi diligentemente tra essi. Il Top deve conoscere se stesso e la propria storia di abusi, per non rischiare di essere risucchiato da determinate situazioni e perdere il controllo di quanto sta accadendo sotto la sua responsabilità.
Si consideri la possibilità di avere anche un alleato neutro che partecipi alla scena. Così tre persone saranno coinvolte e quando arriverà la safeword (o quando la scena finirà), il Top potrà prendersi il tempo necessario ad uscire dal ruolo, anche allontanandosi dal luogo della scena, mentre l'altra persona si prenderà cura dei bisogni emotivi del bottom.
Fare una previsione della rabbia che si esprimerà. Precisamente della rabbia cieca che può generarsi con estrema facilità durante questo tipo di gioco. Non giocare in posti pericolosi, dove siano presenti oggetti come coltelli ad es. Considerare l'uso del bondage solo se fatto in modo che pur dimenandosi il bottom non possa farsi del male. Anche riguardo alla rabbia considerare delle persone a supporto nel caso si possa prevedere una situazione in cui il bottom debba essere frenato a forza.
Restare vicini ai propri sentimenti. Attenti alle situazioni di bottomspace, di quando il bottom si allontana dalle proprie percezioni senza averne più una precisa cosicenza. Potrebbe finire per subire cose di cui poi si pentirà, in grado di aggravare il trauma e senza avere direttamente la possibilità pratica di utilizzare la safeword. Bisogna fare molta attenzione. Se il bottom non si sente sicuro di qualcosa meglio chiedere una pausa temporanea prima di perdere contatto con se stesso. Respirare profondamente, chiudere gli occhi, fare un check del corpo, del bambino interiore, del cuore e della propria intuizione. Chiedersi se si desidera continuare, se è il caso di fermarsi o andare avanti. A volte è necessaria una pausa per ricordare al corpo che in realtà ha il pieno controllo di ciò che sta accadendo.
Bisogna sapere esattamente quando la scena avrà inizio e non negoziare una volta dentro. Si sta configurando uno spazio completamente emotivo e che altererà la percezione della realtà. Una volta dentro non sarà più il momento per il bottom di decidere cosa si voglia provare. Se una parte di sé dovesse rendersi conto di una necessità, di un desiderio, meglio parlarne dopo per una successiva scena. L'idea generale è quella di uscire dalla scena con meno fardelli di quelli con cui vi si è entrati e che non ci siano rimpianti quando si sarà sobri dalle endorfine.
Si lasci via libera a tutto di sé. Se il Top sente una scarica emotiva di ritorno meglio lasciare le cure del bottom ad un'altra persona. Dovete prendervi cura di voi stessi. Uno dei risultati del rivivere gli abusi è che il bottom resta molto legato alle sue emozioni. Ha impiegato un sacco di energia per essere consapevole di ciò che sta accadendo e difficilmente se ne staccherà, mentre il Top ha passato tutto il tempo a lavorare adeguatamente sul trauma. Il Top non dovrà distogliere il bottom dal completamento del suo processo di guarigione né aspettarsi che il bottom sia in grado di aiutarlo se ne avesse bisogno, a meno che lui non voglia sminuire quanto successo nel solo intendo di sollevare emotivamente il Top, cosa non raccomandabile.
L'after-care è fondamentale. Cioccolato, cibi proteici, un orsacchiotto, una doccia calda o un bagno, qualcuno che faccia da compagnia durante la notte, un diario per scrivere, cuscini, un enorme scatola di kleenex, una bottiglia di champagne se ci si sente tremendamente bene e poi qualcuno che assista il bottom quando avrà il crollo più tardi o il giorno successivo.
Soprattutto, cura e consapevolezza. Non bisogna intraprendere questo percorso solo perché si pensa di essere pronti a farlo. Farlo se saggiamente si ritiene di poterlo fare, con una scelta ponderata. E festeggiare la guarigione se dovesse arrivare.
Based on Cat Tailor's article.
Tale guarigione può avvenire in molti modi. Uno di questi può essere il semplice atto di negoziare una scena ed esprimere quello che si desidera. Potrebbe essere la consapevolezza che si può unire il desiderio di essere picchiati ai desideri sessuali. Ancora si potrebbe godere di una scena infantile o di ageplay, trovandosi liberi dal fardello della responsabilità tipica degli adulti per un determinato tempo.
La maggior parte delle persone trovano una qualche forma di guarigione che giunge semplicemente attraverso l'esplorazione onesta e aperta dei propri istinti sessuali. Alcuni giocatori, però, scoprono di avere una vocazione per esplorare i propri angoli più bui, per infilare le dita nelle loro vecchie ferite, controllando se ancora fanno male. Questi ultimi alla fine rivalutano il proprio sentire e rinascono dai loro traumi, attraverso una guarigione che provenga dal fuoco.
Questa rievocazione può assumere la forma di una scena di stupro, di regressione infantile, di un pestaggio in cui il Top dice quanto il padre del bottom ha detto nel suo passato. Si spinge fuori il marcio che si è cumulato dentro come risultato di una violenza. C'è un numero infinito di scene di cui si può beneficiare per superare i traumi passati, a seconda della natura del trauma e dello stato corrente dei giocatori. Ognuna ha il potenziale per apportare sia guarigione, sia ulteriori danni, a seconda di come viene gestita, dalla prontezza, l'abilità e la maturità dei partecipanti.
Questo articolo si snoda in tre parti:
(1) Una breve discussione sull'autore e sulle sue credenziali, per avere qualche motivo di sospettare che abbia qualche linea guida da offrire.
(2) Avvertenze diverse e numerose per cui si potrebbe desiderare di non inscenare mai certe situazioni.
(3) Informazioni su come apportare guarigione e non nuove lesioni se si decidesse di seguire proprio questa strada come parte del processo di guarigione.
"Sono una sopravvissuta ad un abuso sessuale infantile, uno stupro, e ad abusi sessuali come adulta. Come la maggior parte dei sopravvissuti ho un immediato bisogno di ammorbidire quanto detto aggiungendo 'Hey, non era poi così male, sono sopravvissuta, altri sono stati peggio, e poi è finita'.
Per quanto fossero stati dolorosi, sono stata consapevole degli eventi passati, al di là della loro negazione, e sulla strada del recupero attivo per nove anni. E quando dico 'attivo', intendo attivo. Ho utilizzato potenziamento personale, consulenze, cerchi di guarigione, letture psichiche, recupero dell'anima, guarigione sciamanica, Reiki e lavoro su altri tipi di energie, cristalli, massaggi, attenzione al bambino interiore, essenze floreali, diari, esperienze di altri sopravvissuti, rilascio rituale delle ferite, esplorazione del BDSM, gruppi di sostegno di altri sopravvissuti. Ho passato del tempo senza penetrazione, tempo come lesbica, tempo per lasciar avvicinare di nuovo a me gli uomini, tempo per analizzare le mie ferite, per controllare se ancora ne trasalivo. C'è altra roba che probabilmente ho lasciato fuori. Queste sono le cose che ricordo ora.
Ho imparato a stare nel mio corpo e a dire la verità. Non penso più a cosa farei se un partner mi colpisse senza il mio consenso, in quanto la situazione non si verifica più. Ho fatto dei cambiamenti e nessuno di essi è stato facile.
In aggiunta a questi percorsi personali sul tema specifico, ho esercitato otto anni come consulente psichico e guaritrice sciamanica. Ho una laurea in Psicologia presso la Georgetown University. La mia rubrica sul sesso è stata sufficientemente interessante da portarmi a parlare presso Radio Playboy. Sono una viziosa pervertita, in vari modi."
Ci sono modi migliori, più puliti e più controllabili, da utilizzare per effettuare il proprio lavoro di guarigione. Quando si rievoca un trauma sconvolgente per la prima volta, c'è un'alta probabilità di innescare quell'antico dolore e aggiungere ad esso nuova sofferenza. Quando si innesca una certa reazione si possono scatenare personalità multiple, disturbi dissociativi, rabbia incontrollata, dolore, ritiro in sé, perdita di coscienza, ecc. Se non siete assolutamente certi che voi o il vostro partner siate in grado di riportarvi indietro dall'abisso in cui intendete lanciarvi, non avvicinatevi neanche ad esso. Ai Top: se non siete assolutamente certi di recuperare il vostro partner, non giocate con le sue antiche ferite.
Potrebbero volerci giorni per arrivare a "piangere fino a vomitare". Non è divertente. Nemmeno necessariamente terapeutico, in realtà. Alcuni abbandonano se stessi, il proprio corpo, ciò quando i cambiamenti nelle loro energie interne diventano troppo intensi per tenerne il passo, è questo potrebbe portare ad una situazione patologica. Ci sono persone con molteplici personalità che per la maggior parte del tempo sono sotto controllo, argini che però possono cadere se stuzzicati. E poi si possono generare panico, paranoia, flashback, incapacità di distinguere la realtà dai ricordi, rabbia incontrollata. Ci sono testimonianze di giocatori che hanno improvvisamente cercato di cavarsi un occhio o di rimuoversi i testicoli. Ecco perché la zona di gioco deve essere sempre il più sicura possibile considerando che alcuni bottom si ritrovano a rievocare antichi traumi senza averlo esplicitamente richiesto.
Oltre alle reazioni ci sono anche altre questioni da tenere in considerazione. Se lo scopo è di innescare un vecchio dolore per rilasciarlo, come si fa ad avere la certezza di non poggiare un nuovo livello di trauma sopra il vecchio? Come si riesce a comunicare da bottom in modo chiaro quando si innescano ricordi e panico? Non si può sicuramente restare razionali o tenere un linguaggio coerente considerando quello che si sta percependo. Come si riesce durante questa spirale discendente a tenersi lontani da depressione, pensieri e tentativi suicidari?
Il problema di utilizzare una scena di stupro per guarire dal trauma dello stupro (o qualsiasi sua variante) è che è troppo vicina al dolore originario per permettere alla mente e al corpo di scinderli, soprattutto nelle prime fasi del processo di guarigione.
Non si sta dicendo che questi inneschi non debbano essere utilizzati o che non possano rivelarsi utili. Ma spesso vengono ricercati dopo aver utilizzato altre tecniche, dopo aver parlato con amici e terapisti, aver pianto, essersi dati il permesso di avvicinarsi lentamente agli elementi del trauma. Solo infine si cerca di riviverli in maniera controllata attraverso una scena BDSM, con il conseguente rilascio della rabbia ad essi associata. Ci sono tanti modi per sgretolare la grande massa di dolore che si è concentrata intorno al trauma, tanti piccoli passi da compiere, tutti importanti.
Il corpo richiede molto tempo per elaborare le cose, ha la propria memoria e la propria logica. La mente capisce che la scena è puro gioco, ma se il processo di guarigione già intrapreso non è sufficientemente lungo, il corpo innesca tutte le sue reazioni di difesa: pianto isterico, rabbia incontrollata, dissociazione, etc. Non è divertente e non è assolutamente la miglior cosa da fare per un processo di guarigione.
Quando si inizia col rivivere il trauma il processo di guarigione si allunga. Con l'uso della terapia, i massaggi, piangendo, camminando, facendo introspezione, attivando la fantasia, il potenziamento personale, seguendo seminari e circoli, si diventa pronti in un determinato momento per il disordinato, incontrollabile metodo di rivivere il trauma originario e recuperare il potere di controllarlo. Ma quella occasione è il passo finale, non certo la maggior parte del lavoro da svolgere.
Bisogna cercare tecniche che permettano di trattare separatamente ogni singolo aspetto del trauma visto che solitamente sentimenti, reazioni, ricordi sono tutti mescolati insieme. Bisogna isolare il singolo elemento e decontestualizzarlo rispetto al trauma originario, affrontandolo immerso tra altre cose, più rilassanti, più naturali e che soprattutto lo rendano diverso da quanto genera l'innesco incontrollabile.
C'è anche qualcosa che non riguarda il "paziente" bottom. Si sta chiedendo a qualcuno di assumere il ruolo di stupratore per la scena. Anche lui si sta assumendo dei rischi. Può subentrare senso di colpa, vergogna, riadattamento della propria immagine di sé. Ci si potrà sentire inorriditi riguardo a quanto al momento si è apprezzato. Tutte situazioni aggravate se il bottom ottiene anche una reazione negativa dalla scena. Se si fosse novizi si potrebbe avere una esperienza tale da allontanarsi definitivamente dal BDSM. Se il Top non è assolutamente sicuro di potersi salvare dall'abisso in cui quel gioco specifico può gettarlo, meglio non rischiare. Se il Top viene annientato da un disastro emotivo, come potrà salvare se stesso e il bottom che è sotto la sua responsabilità?
Paura? Ottimo!
Eppure si sente una vocina dentro che insiste nel voler proprio incontrare quel demone che è nella propria testa. Armati di safeword si vuole attraversare il fuoco per uscirne rinati. Vediamo come camminare sui carboni ardenti senza mettersi troppo in pericolo.
Il trauma originario è come una grande e pesante matassa di corda. In essa ci sono tutti i possibili fili che rappresentano gli aspetti dell'esperienza vissuta come trauma, inclusi ma non limitati a:
- odori di chi ha perpetrato l'atto, la situazione, l'atto;
- sapori di cose legate all'atto, compreso il gusto del panino che avete mangiato dopo;
- suoni sessuali, voci, i propri suoni, di piacere o di dolore, treni in lontananza;
- sensazioni, è più facile pensare che uno schiaffo possa innescare una reazione ma non sottovalutate la possibile carezza che uno stupratore potrebbe aver dato alla vittima dopo lo stupro;
- luoghi, l'aspetto di chi ha compiuto l'atto, un pezzo di cielo che si poteva intravedere da una finestra, l'assenza della vista se gli occhi erano bendati;
- memorie che il corpo conserva rispetto alle posizioni assunte o in cui si è stati cotretti a stare;
- l'ora del giorno;
- porte chiuse o aperte;
- pensieri avuti in quel momento, forse si stava pensando a cosa cucinare per cena ottenendo nervosismo successivo all'idea di cucinare;
- altri possibili ricordi
- convinzioni su di sé, su cosa significhi essere una vittima, sul peccato che si è assunto, sull'orgoglio, l'incuria, sulle fantasie che portano a pensare che segretamente si volesse farlo succedere;
- convinzioni su cosa significherà per il futuro, su come nessuna persona normale potrà mai volervi adesso.
Non c'è una cosa che riguarda un evento traumatico che possa essere indicata come semplice.
L'idea di un processo di guarigione può lavorare sia sull'intera corda che prendendola e tagliandone una porzione alla volta. Molte persone riportano comunque di aver peggiorato la situazione, ciò accade quando ci si avvicina alla scena BDSM troppo presto lungo il percorso di recupero.
Affrontare singoli pezzi risulta più facile per il bottom, quindi si afferra la corda del trauma e si prendono singolo fili per separarli. Quali aspetti dell'esperienza non sono elementi determinanti per il trauma? Si faccia una lista di questi. Si potrebbe ad esempio non avere problemi col sesso all'aperto di giorno, con l'odore dello sperma, con uomini dai capelli scuri, ecc. Per un qualsiasi motivo, forse per un accumulo di associazioni positive precedenti al trauma o semplicemente perché si è riusciti a lasciar depositare una parte del trauma, certi elementi non ne costituiscono possibili inneschi.
Successivamente affrontate un filo alla volta. Impostate un ambiente in cui si possa affrontare un'esperienza positiva di quanto si teme ed elaborate i vostri sentimenti a riguardo. Trattate separatamente le porte chiuse a chiave rispetto al sesso anale. Create situazioni che siano il più lontane possibile dalla esperienza originale, concentratevi riguardo allo specifico elemento su cui si sta lavorando in quel momento.
A volte questo significa riservarsi il peggio per ultimo, che comunque è buona cosa. Se si ha paura degli uomini, del sesso orale, del gusto dello sperma, dell'ingoiare, affrontate ogni singolo elemento separatamente secondo l'ordine naturale. Se si fosse costretti ad ingoiare come prima esperienza, si finirebbe per cumulare cinque traumi in un solo gesto. Invece bisogna far passare tra uno e l'altro del tempo, farsi coccole o intervallare con altre pratiche che non hanno proprio nulla a che fare col trauma. Giocare col sesso orale, senza arrivare a conclusione. Poi chiedere al partner di venirvi nella mano e assaggiare. Poi con dolcezza, con calma, succhiare dal partner ed inghiottire in condizioni controllate. Infine pianificare lo stesso gesto con l'uso della forza secondo l'idea di stupro in cui si è costretti ad inghiottire.
Qual è il senso di tutto questo? Perché la guarigione avvenga, tutte le parti della psiche devono essere in grado di dire che questa è una situazione diversa da quella del trauma originale. Questo significa saper controllare tutte le variabili. Se si affrontano diversi elementi del trauma originario insieme è più facile avere una sensazione di panico invece di procedere passo passo rinforzandosi.
Nel negoziare qualsiasi scena che coinvolgerà il trauma, bisogna essere assolutamente sicuri che si stia giocando con qualcuno che sia assolutamente d'accordo con una brusca fermata del mezzo. Tutti negoziano una safeword, ma essere pronti a rispettarla è un'altra questione. E' possibile che un bottom che stia rivivendo un trauma la proferisca due secondi prima che il Top venga. Il Top deve sentirsi in grado non solo di fermarsi, ma di fermarsi ogni volta che la safeword viene fuori, bisogna essere in questi casi malleabili anche sul numero di volte in cui possa essere proferita, si sta vivendo un trauma, bisogna essere più pazienti della norma. C'è bisogno di essere una persona molto matura per non risentirsi o non sentirsi manipolati dal bottom quando il biscottino viene portato via all'ultimo secondo, anche più di una volta.
Siamo tutti abituati ad essere brava gente educata. Quando si fa sesso con qualcuno, in una scena o meno, si lavora per assicurarsi che sia piacevole per il partner. Tutti sanno però che non è bello non finire quello che si è cominciato. Così si può avere una lotta interna quando ci si deve stoppare. Ciò vale per il Top e per il bottom. Il bottom potrebbe sentirsi a disagio a dover fermare qualcosa che sa piaccia al Top. Se poi il Top è persona piena di risentimento e manipolativa ("Oh, solo un minuto ancora, okay?"), diventa veramente difficile porre i necessari limiti.
L'altro grosso problema è che il bottom ha in questo caso bisogno di un Top consapevole che si sta "giocando", molto flessibile e con grande controllo emotivo. Il Top deve essere capace di andare dal suo ruolo nella scena, a quello di partner sessuale, a quello di amico confortante e poi ritornare ad essere Top in uno schiocco di dita. Dallo stato di abusante completamente aggressivo, alla calma assoluta, alla situazione non sessuale dell'amico di fiducia e di supporto in grado di dare consiglio, il tutto nel tempo stesso in cui la safeword viene proferita.
Il bottom deve essere esigente in questo ambito. Scegliere con molta attenzione. Se ha intenzione di rischiare di diventare isterico, furente, dissociato e qualsiasi altra non divertente situazione possibile quando si gioca con questo vaso di Pandora come parte del processo di guarigione, è meglio farlo con un alleato sufficientemente competente.
La scena va impostata in anticipo, in modo da avere il tempo di entrare in uno stato profondo di preparazione psicologica. Avere intense conversazioni col bambino interiore o comunque con la parte di sé che è stata ferita. Il bottom deve far sapere a queste parti di sé cosa sta per accadere, perché e che possono fermare tutto in qualsiasi momento.
La scena va impostata in modo da avere anche del tempo dopo per elaborare quanto è accaduto. E' molto più facile sedersi in tranquillità per capire i sentimenti che si sono provati (buoni, cattivi, indifferenti, qualsiasi emozione va bene) piuttosto che doverlo fare durante un pranzo in famiglia. Pianificare in anticipo la crisi emotiva. Se se ne ottiene una, festeggiare!
C’è bisogno che le intenzioni siano chiare. Si sta cercando di divertirsi, modificando l'impronta originariamente dolorosa in qualcosa di festoso? Si vogliono portare in superficie memorie e sentimenti repressi in modo da lavorare su di loro? Il bottom rappresenta anche l'elemento di test su quanto sta accadendo, sul se sia possibile lavorare su questi elementi o meno. Si è in grado di sopravvivere a essi senza impazzire? Si sta cercando di recuperare il potere su una determinata situazione? Si vuole agire in una sorta di surrogato di vendetta? Fare agli altri ciò che è stato fatto a te?
Tutti obiettivi meravigliosi, che si possano utilizzare come parte del processo di guarigione. Bisogna fidarsi del proprio intuito ed essere onesti con se stessi e col compagno di giochi. La scena va poi impostata di conseguenza. Conoscere quale risultato si vuole intravedere per sentire che le proprie intenzioni sono state soddisfatte. Si potrebbe intravedere qualcosa a metà scena, avere una liberazione catartica emozionale, piacere sessuale, scendere nel dolore finché esso fuoriesce da se stessi insieme alla paura e ai sentimenti negativi. Ma bisogna partire dall'alto e sapere dove dirigersi. Comunicare al Top cosa si desidera che succeda una volta giunti alla meta ed essere il più dettagliati possibile.
C'è bisogno di schiettezza e di condividere efficacemente il trauma. Il Top ha bisogno di sapere su cosa poter calcare la mano e cosa neanche sfiorare. Il Top deve conoscere la storia di abusi del bottom, anche quelli che non riguardano il trauma che si vuole affrontare, per muoversi diligentemente tra essi. Il Top deve conoscere se stesso e la propria storia di abusi, per non rischiare di essere risucchiato da determinate situazioni e perdere il controllo di quanto sta accadendo sotto la sua responsabilità.
Si consideri la possibilità di avere anche un alleato neutro che partecipi alla scena. Così tre persone saranno coinvolte e quando arriverà la safeword (o quando la scena finirà), il Top potrà prendersi il tempo necessario ad uscire dal ruolo, anche allontanandosi dal luogo della scena, mentre l'altra persona si prenderà cura dei bisogni emotivi del bottom.
Fare una previsione della rabbia che si esprimerà. Precisamente della rabbia cieca che può generarsi con estrema facilità durante questo tipo di gioco. Non giocare in posti pericolosi, dove siano presenti oggetti come coltelli ad es. Considerare l'uso del bondage solo se fatto in modo che pur dimenandosi il bottom non possa farsi del male. Anche riguardo alla rabbia considerare delle persone a supporto nel caso si possa prevedere una situazione in cui il bottom debba essere frenato a forza.
Restare vicini ai propri sentimenti. Attenti alle situazioni di bottomspace, di quando il bottom si allontana dalle proprie percezioni senza averne più una precisa cosicenza. Potrebbe finire per subire cose di cui poi si pentirà, in grado di aggravare il trauma e senza avere direttamente la possibilità pratica di utilizzare la safeword. Bisogna fare molta attenzione. Se il bottom non si sente sicuro di qualcosa meglio chiedere una pausa temporanea prima di perdere contatto con se stesso. Respirare profondamente, chiudere gli occhi, fare un check del corpo, del bambino interiore, del cuore e della propria intuizione. Chiedersi se si desidera continuare, se è il caso di fermarsi o andare avanti. A volte è necessaria una pausa per ricordare al corpo che in realtà ha il pieno controllo di ciò che sta accadendo.
Bisogna sapere esattamente quando la scena avrà inizio e non negoziare una volta dentro. Si sta configurando uno spazio completamente emotivo e che altererà la percezione della realtà. Una volta dentro non sarà più il momento per il bottom di decidere cosa si voglia provare. Se una parte di sé dovesse rendersi conto di una necessità, di un desiderio, meglio parlarne dopo per una successiva scena. L'idea generale è quella di uscire dalla scena con meno fardelli di quelli con cui vi si è entrati e che non ci siano rimpianti quando si sarà sobri dalle endorfine.
Si lasci via libera a tutto di sé. Se il Top sente una scarica emotiva di ritorno meglio lasciare le cure del bottom ad un'altra persona. Dovete prendervi cura di voi stessi. Uno dei risultati del rivivere gli abusi è che il bottom resta molto legato alle sue emozioni. Ha impiegato un sacco di energia per essere consapevole di ciò che sta accadendo e difficilmente se ne staccherà, mentre il Top ha passato tutto il tempo a lavorare adeguatamente sul trauma. Il Top non dovrà distogliere il bottom dal completamento del suo processo di guarigione né aspettarsi che il bottom sia in grado di aiutarlo se ne avesse bisogno, a meno che lui non voglia sminuire quanto successo nel solo intendo di sollevare emotivamente il Top, cosa non raccomandabile.
L'after-care è fondamentale. Cioccolato, cibi proteici, un orsacchiotto, una doccia calda o un bagno, qualcuno che faccia da compagnia durante la notte, un diario per scrivere, cuscini, un enorme scatola di kleenex, una bottiglia di champagne se ci si sente tremendamente bene e poi qualcuno che assista il bottom quando avrà il crollo più tardi o il giorno successivo.
Soprattutto, cura e consapevolezza. Non bisogna intraprendere questo percorso solo perché si pensa di essere pronti a farlo. Farlo se saggiamente si ritiene di poterlo fare, con una scelta ponderata. E festeggiare la guarigione se dovesse arrivare.
Based on Cat Tailor's article.
martedì 3 aprile 2012
Topspace & Bottomspace - Estasi sadoerotica
Perché parlare di spiritualità? In un'epoca tecnologicamente avanzata di mezzi, pc e miracoli medici si potrebbe tranquillamente pensare di essere al di là dei bisogni spirituali primitivi. La scienza ha spiegato una grande quantità di ciò che un tempo sembrava miracoloso e al di là della comprensione razionale. L'idea anticamente venerata, che siamo circondati da nascoste forze soprannaturali che controllano il clima, i raccolti e la salute, ha lasciato il posto alle leggi deterministiche della fisica, della meteorologia e della medicina. Non si possono più attribuire inondazioni, carestie o uragani all'ira degli dei. Quando la macchina non si avvia si chiama un meccanico non certo un santone. Per la prima volta nella storia sappiamo che al di là del cielo e delle nubi, c'è la stratosfera sempre più rada e, infine, il nero spazio vuoto.
Nonostante ciò, la pratica spirituale prospera in tutte le parti del mondo. Milioni di persone continuano a cercare scopo e significato nelle grandi religioni mondiali. Altri si sono allontanati dalle grandi fedi e cercano sostentamento e crescita nel culto della Dea, negli incontri Wicca e nelle pratiche new age. Altri li hanno trovati in attività dai nomi antichi come meditazione, pittura, yoga, poesia, agopuntura, arti marziali, studio della letteratura o della filosofia, kiatsu, Reiki o anche servendo il tè. In breve, il sostegno spirituale può essere trovato in qualsiasi attività fatta con piacere e sforzo personale con la quale si inneschi un'esperienza sublime. La spiritualità ha mille facce ed è stata avvicinata attraverso un milione di percorsi, sia religiosi che laici. Si ascolta spiritualità nella musica di Al Green, Beethoven, Bach, Van Morrison, e Aretha Franklin. Nelle parole di Jung e Joseph Campbell. Si osserva nella pittura di Da Rembrandt a Rothko. Spiritualità è nei gesti quotidiani di carità da parte di sconosciuti o amici. Si ritrova nel sesso, nelle unioni felici. Non ci sono limiti sul dove si possa essere sorpresi dal rapimento spirituale. Alcune di queste esperienze si possono avere con l'SM.
Le persone che praticano SM (i bottom più frequentemente) hanno riportato ogni sorta di originale esperienza che si presta ad essere descritta in termini spirituali. Sensazioni di trascendenza, guarigione, euforia, unione intima col partner, con la divinità, col mondo intero.
Tuttavia è ancora piuttosto raro parlare di SM in termini spirituali. Forse perché i sentimenti spirituali sono così personali, così privati e in qualche modo... diversi, che non si sa esattamente come affrontarli. Forse è l'immagine dell'SM come "sesso strano", che rende l'idea dell'SM spirituale così affettata e sciocca. Forse perché molti praticanti si sentono esiliati dalle pratiche religiose della loro giovinezza e associano la spiritualità ad una voce autoritaria che dice "Tu sei un peccatore e andrai all'inferno!".
Ma esilio dalle istituzioni religiose non significa esilio dall'esperienza religiosa. I miei più profondi periodi di crescita spirituale provengono dai miei studi di matematica al college, durante i quali ho imparato a pensare, dai miei tre anni di terapia, dal mio primo anno di scena SM e dalla mia storia d'amore in corso con letteratura e arte. Quattro diversi esempi di esperienza di vita: intellettuale, psicologica, fisica/sessuale ed estetica, nessuna quindi di esplicita natura religiosa. Sono certo di non essere il solo alla ricerca di una soggezione religiosa in ambiti insoliti. L'uomo in un club SM, in ginocchio, coi pantaloni aperti, che lecca gli stivali di un caldo dominante non può essere alla ricerca di un orgasmo, ma di una esperienza di culto.
La mia tesi principale è che le dinamiche principali dell'SM non siano in nessun modo strane o atipiche come si potrebbe credere inizialmente. Nonostante un'immagine pubblica radioattiva dell'SM o la visione tossica che ne danno femministe radicali e simili fondamentalisti, molta esperienza SM può essere osservata nella vita quotidiana. Maledire qualcuno, il tiro al bersaglio al poligono e dare calci ad una parete con tutta la rabbia, condividono il nucleo centrale dell'SM, con fantasie espresse sotto forma di aggressione e col potere che diventa sostituto dell'azione aggressiva. Come vedere uno spettacolo, condividendolo con altre persone. Sentimenti strappalacrime al cinema o lacrime versate durante una canzone. Ci si forza a testimoniare una tragedia o la sofferenza (Debra Winger si ammala di cancro, Spock muore per salvare gli altri), si è ingannati per rilasciare dolore e tristezza repressi in modo che vengano alleviati e ci si senta, in ultima analisi, purificati e sollevati.
Anche se l'SM può essere una pratica spirituale, questa non è certo una relazione da intendere in senso convenzionale. L'SM ha preso a prestito elementi da un gran numero di tradizioni, alcune esplicitamente religiose, altre non del tutto. Non venera nessuna divinità, non ha una sacra dottrina né una letteratura, non ha musica liturgica, un clero o forme obbligatorie di culto. I suoi praticanti coprono una certa gamma di appartenenze religiose: protestanti, ebrei, cattolici, Wicca e agnostici sono impegnati in pratiche SM, la maggior parte senza nessun conflitto tra la loro fede e gli interessi SM.
Ma l'SM si presta molto bene ad essere espresso in termini spirituali. Si tratta di 'sentire' l'aspetto spirituale della natura e lasciarsene coinvolgere alla scoperta del mistero, della bellezza, dal desiderio e dal timore dell'ignoto. L'SM ha una sorta di 'popolo eletto', fatto di persone che si identificano come membri della tribù SM. L'SM ha una sorta di 'chiesa', di gruppi organizzati, dove i praticanti si riuniscono per amicizia, per conoscersi e imparare ad eseguire i rituali. Si vantano un numero impressionante di rituali e riti che hanno una sorta di funzione devozionale. E chiunque abbia trascorso del tempo nella comunità è in grado di attestare l'elevazione etica, l'aumento della tolleranza, l'accettazione e il supporto ricevuto. Per molti versi l'SM somiglia al buddismo zen, con l'idea che la grazia spirituale si ritrovi in attività nominalmente laiche, o ad alcune pratiche new age, che offrono una grande flessibilità sia nelle credenze che nelle pratiche. E l'esperienza soggettiva di una scena SM è una pura espressione di estasi spirituale.
Estasi. Elevazione. Rivelazione. Noi esseri umani siamo naturalmente portati a ciò. Le persone hanno bisogno di liberazione estatica: per celebrare, buttare tutto fuori, sguazzare nella vergogna, singhiozzare incontrollabilmente, ululare alla luna e risalire dal mondo delle preoccupazioni temporali. Tutta la vita si cerca non solo la sopravvivenza ma anche l'esperienza: tragica gioia, illuminazione, saggezza, valore e scopo. Anche avendo a che fare con le responsabilità e le sfide della vita, aneliamo ad essere elevati, trasportati al di là dell'ordinario, verso eccitazione, scoperta, vitalità e la comprensione sempre più profonda di chi e cosa siamo. E vogliamo raggiungere questi obiettivi a tutti i costi. Alcuni utilizzano il culto. Altri fanno vacanze costose per raggiungerli, altri lavorano fino a ridursi le dita all'osso pur di guadagnare i soldi per raggiungerli. Si fanno esercizi per essi. Lo stesso vale per le attività secolari come cinema, danza, opera e letteratura. Lavoro, diligenza e arte sono in grado di fornire concentrazione e serenità quando operano su qualcosa che interessa.
Diversi stati emotivi, anche quelli solitamente non considerati come piacevoli, sono di vitale importanza per la bestia umana nel suo complesso. Ogni esperienza emotiva risponde ad un bisogno profondamente umano. Il sostegno spirituale è come il sonno, se non ne abbiamo abbastanza si finisce per soffrirne. Di quanta esperienza spirituale abbiamo bisogno? In realtà proprio i dieci comandamenti forniscono una linea guida in proposito. "Ricordati del giorno del Sabato per santificarlo", dice il terzo comandamento. Ciò non solo stabilisce la base lavorativa per l'industria (lavora sei giorni), ma ci da anche un'idea di quanta sacralità si necessiti su base settimanale. Lo scopo del sabato non è il 'divertimento, il giorno 'libero' o il 'weekend', ma è un monastero eretto nel tempo riservato alla contemplazione e alla riverenza. Di quanta sacralità abbiamo bisogno? Quattro giorni al mese. Minimo.
E quando si intende elevarsi, molte persone hanno scoperto che possono farlo attraverso l'SM. Una buona scena può elevare. Dare un assaggio di un piano elevato di esistenza, a volte quasi uno stato visionario, una modalità di intensa percezione che lega al partner ad un livello di intimità molto più profonda di quanto accada nel piano di esistenza quotidiana. Si può vivere un'intera vita con l'SM quale ingrediente in grado di fornire un costante nutrimento spirituale, meraviglioso e sorprendente.
Una faccia della spiritualità è l'esperienza mistica, l'epifania, la divina rivelazione, la lampadina accesa all'improvviso, quello che Laslow definisce come l''esperienza di picco'. Laslow sostiene che queste esperienze accadono costantemente ma sono considerate così strane e inspiegabili che raramente se ne discute e si preferisce spingerle a fondo nella memoria, fuori dalla nostra percezione. Questi strani eventi possono assumere molte forme: conversione religiosa, rivelazione di quasi-morte, intuizioni che cambiano la vita e che emergono da stati di contemplazione, preghiera o in grado di scaturire spontaneamente senza alcuna causa nota. Questo è qualcosa di più rispetto ad una esperienza semplicemente piacevole o emozionante. L'incontro spirituale autentico può alterare la vita. Permane e ti cambia al meglio, chimicamente. La spiritualità non riguarda solo alterata coscienza, ma anche alterato carattere.
Gli eventi spirituali sono strane cose, capitano a volte. Si cammina per la strada e Wham! Cambia la vita nel tempo di una intuizione. L'esperienza della Via di Damasco. Altre volte invece l'illuminazione arriva sotto le sembianze di una ricompensa per aver portato a termine uno sforzo. A volte raggiungiamo traguardi che ci sorprendono ma non ci forniscono il nutrimento interiore sperato. Ma è possibile prepararsi all'esperienza spirituale, le religioni di tutto il mondo hanno fatto questo per eoni. I luoghi di culto sono progettati ergonomicamente per invocare soggezione spirituale. Pensate ad una cattedrale gotica con le sue torri, muri elevati a dispetto della gravità, vetrate che pulsano di colore e l'organo ultraterreno o la musica corale in grado di trasportarci. Che si tratti di una moschea, di una cattedrale, di un tempio buddista o un cerchio magico di grano sparso dallo sciamano Navaho, l'intento è lo stesso: bloccare le distrazioni del mondo temporale e focalizzare l'attenzione sul sublime. E' probabile che nel paleolitico ci fossero sciamani che eseguivano simili riti con fiaccole nelle grotte dipinte. Gli obiettivi sono gli stessi. Ogni fede, ogni cultura, ogni pratica religiosa ha le proprie tradizioni, i propri rituali, i protocolli, le pratiche: musica sacra e danze, miti, letteratura sacra. Ma l'obiettivo è lo stesso: il risveglio spirituale.
Magia? Intervento soprannaturale? Non è necessario. I rituali chiaramente lavorano a livello psicologico. La mente è naturalmente in grado di accedere a stati alterati, ma molti lo percepiscono come qualcosa magico. Alcuni possono essere analizzati: l''aha!', la proverbiale lampadina che si accende quando qualcosa di misterioso viene improvvisamente capito. Alcune di queste sensazioni sono emozioni: dolore, felicità, paura, eccitazione, gelosia, meraviglia, ironia, soddisfazione. Ricordi, sogni, sogni ad occhi aperti, allucinazioni e fantasie dimostrano la nostra sorprendente potenza nell'inondare i nostri sensi delle immagini ricordate, inventate o immaginate. Stati di ipnosi, trance o meditazione amplificano queste percezioni pur essendo sufficientemente chiara la causa e la metodologia utilizzata per indurle. Onde alfa sono state misurate a livello cerebrale di monaci tibetani durante la meditazione o di suore cristiane durante la preghiera, a dimostrazione che le esperienze mistiche di diverse tradizioni hanno una base neurologica comune. Visioni e percezioni alterate della realtà possono verificarsi spontaneamente, ma possono essere indotte da droghe psicotropiche, comunemente usate come sacramento in religioni dei nativi sudoccidentali o dei Caraibi. E l'esperienza dell'amore, il senso di attrazione e fusione tale che tutti i confini fisici sembrano svanire, ha ispirato gran parte della poesia e dell'arte mai creata. Anche le emozioni che pensiamo come sgradevoli, come la rabbia, la paura, l'orrore e il disgusto, servono ad uno scopo. La rabbia può dare sfogo alle tensioni interne così come la paura. Film d'azione intrisi di sangue devono la loro popolarità alla catarsi che forniscono. La gente va sulle montagne russe per il solo piacere di spaventarsi.
Di fronte alla portata e all'intensità di questi stati alterati di coscienza, è facile capire perché, in epoche precedenti alla nostra, una persona poteva credere nella presenza di esseri ultraterreni. Certo c'è chi potrebbe pensare che le montagne russe non hanno nessun posto in una discussione su questioni spirituali. Alcuni fondamentalisti sostengono invece che la preghiera, la meditazione, l'estasi, la compassione e la pace della mente non appartengano solo all'esperienza cristiana, musulmana o buddhista. Si tratta di esperienze umane che trovano espressione sia in tradizioni religiose che in circostanze che non hanno nulla a che fare col culto organizzato. L'esperienza spirituale e una vita gratificante sono raggiungibili attraverso molte strade, sia laiche che religiose.
Credo che l'SM tocchi direttamente l'esperienza primordiale religiosa che sta dietro tutte le principali religioni mondiali. Lo fa senza ortodossia, senza scritture, senza divinità esplicite, senza antiche tradizione perpetrate. L'SM insegna che attraverso la diligenza, la ricerca interiore, il coraggio e la compassione per gli altri, possiamo incontrare il sublime nella nostra vita quotidiana. L'SM ci insegna che è salutare incontrare il sublime e che in ogni estatico abbandono possiamo essere responsabili e amorevoli. L'SM ci insegna che il dolore possiede proprietà benefiche e che il potere deve essere ricercato ed esercitato responsabilmente o esso si tramuta in un immaturo senso di auto-indulgenza. Non tutti nella nostra comunità reggono questi standard, ma fanno del loro meglio.
Author: ChrisM
Nonostante ciò, la pratica spirituale prospera in tutte le parti del mondo. Milioni di persone continuano a cercare scopo e significato nelle grandi religioni mondiali. Altri si sono allontanati dalle grandi fedi e cercano sostentamento e crescita nel culto della Dea, negli incontri Wicca e nelle pratiche new age. Altri li hanno trovati in attività dai nomi antichi come meditazione, pittura, yoga, poesia, agopuntura, arti marziali, studio della letteratura o della filosofia, kiatsu, Reiki o anche servendo il tè. In breve, il sostegno spirituale può essere trovato in qualsiasi attività fatta con piacere e sforzo personale con la quale si inneschi un'esperienza sublime. La spiritualità ha mille facce ed è stata avvicinata attraverso un milione di percorsi, sia religiosi che laici. Si ascolta spiritualità nella musica di Al Green, Beethoven, Bach, Van Morrison, e Aretha Franklin. Nelle parole di Jung e Joseph Campbell. Si osserva nella pittura di Da Rembrandt a Rothko. Spiritualità è nei gesti quotidiani di carità da parte di sconosciuti o amici. Si ritrova nel sesso, nelle unioni felici. Non ci sono limiti sul dove si possa essere sorpresi dal rapimento spirituale. Alcune di queste esperienze si possono avere con l'SM.
Le persone che praticano SM (i bottom più frequentemente) hanno riportato ogni sorta di originale esperienza che si presta ad essere descritta in termini spirituali. Sensazioni di trascendenza, guarigione, euforia, unione intima col partner, con la divinità, col mondo intero.
Tuttavia è ancora piuttosto raro parlare di SM in termini spirituali. Forse perché i sentimenti spirituali sono così personali, così privati e in qualche modo... diversi, che non si sa esattamente come affrontarli. Forse è l'immagine dell'SM come "sesso strano", che rende l'idea dell'SM spirituale così affettata e sciocca. Forse perché molti praticanti si sentono esiliati dalle pratiche religiose della loro giovinezza e associano la spiritualità ad una voce autoritaria che dice "Tu sei un peccatore e andrai all'inferno!".
Ma esilio dalle istituzioni religiose non significa esilio dall'esperienza religiosa. I miei più profondi periodi di crescita spirituale provengono dai miei studi di matematica al college, durante i quali ho imparato a pensare, dai miei tre anni di terapia, dal mio primo anno di scena SM e dalla mia storia d'amore in corso con letteratura e arte. Quattro diversi esempi di esperienza di vita: intellettuale, psicologica, fisica/sessuale ed estetica, nessuna quindi di esplicita natura religiosa. Sono certo di non essere il solo alla ricerca di una soggezione religiosa in ambiti insoliti. L'uomo in un club SM, in ginocchio, coi pantaloni aperti, che lecca gli stivali di un caldo dominante non può essere alla ricerca di un orgasmo, ma di una esperienza di culto.
La mia tesi principale è che le dinamiche principali dell'SM non siano in nessun modo strane o atipiche come si potrebbe credere inizialmente. Nonostante un'immagine pubblica radioattiva dell'SM o la visione tossica che ne danno femministe radicali e simili fondamentalisti, molta esperienza SM può essere osservata nella vita quotidiana. Maledire qualcuno, il tiro al bersaglio al poligono e dare calci ad una parete con tutta la rabbia, condividono il nucleo centrale dell'SM, con fantasie espresse sotto forma di aggressione e col potere che diventa sostituto dell'azione aggressiva. Come vedere uno spettacolo, condividendolo con altre persone. Sentimenti strappalacrime al cinema o lacrime versate durante una canzone. Ci si forza a testimoniare una tragedia o la sofferenza (Debra Winger si ammala di cancro, Spock muore per salvare gli altri), si è ingannati per rilasciare dolore e tristezza repressi in modo che vengano alleviati e ci si senta, in ultima analisi, purificati e sollevati.
Anche se l'SM può essere una pratica spirituale, questa non è certo una relazione da intendere in senso convenzionale. L'SM ha preso a prestito elementi da un gran numero di tradizioni, alcune esplicitamente religiose, altre non del tutto. Non venera nessuna divinità, non ha una sacra dottrina né una letteratura, non ha musica liturgica, un clero o forme obbligatorie di culto. I suoi praticanti coprono una certa gamma di appartenenze religiose: protestanti, ebrei, cattolici, Wicca e agnostici sono impegnati in pratiche SM, la maggior parte senza nessun conflitto tra la loro fede e gli interessi SM.
Ma l'SM si presta molto bene ad essere espresso in termini spirituali. Si tratta di 'sentire' l'aspetto spirituale della natura e lasciarsene coinvolgere alla scoperta del mistero, della bellezza, dal desiderio e dal timore dell'ignoto. L'SM ha una sorta di 'popolo eletto', fatto di persone che si identificano come membri della tribù SM. L'SM ha una sorta di 'chiesa', di gruppi organizzati, dove i praticanti si riuniscono per amicizia, per conoscersi e imparare ad eseguire i rituali. Si vantano un numero impressionante di rituali e riti che hanno una sorta di funzione devozionale. E chiunque abbia trascorso del tempo nella comunità è in grado di attestare l'elevazione etica, l'aumento della tolleranza, l'accettazione e il supporto ricevuto. Per molti versi l'SM somiglia al buddismo zen, con l'idea che la grazia spirituale si ritrovi in attività nominalmente laiche, o ad alcune pratiche new age, che offrono una grande flessibilità sia nelle credenze che nelle pratiche. E l'esperienza soggettiva di una scena SM è una pura espressione di estasi spirituale.
Estasi. Elevazione. Rivelazione. Noi esseri umani siamo naturalmente portati a ciò. Le persone hanno bisogno di liberazione estatica: per celebrare, buttare tutto fuori, sguazzare nella vergogna, singhiozzare incontrollabilmente, ululare alla luna e risalire dal mondo delle preoccupazioni temporali. Tutta la vita si cerca non solo la sopravvivenza ma anche l'esperienza: tragica gioia, illuminazione, saggezza, valore e scopo. Anche avendo a che fare con le responsabilità e le sfide della vita, aneliamo ad essere elevati, trasportati al di là dell'ordinario, verso eccitazione, scoperta, vitalità e la comprensione sempre più profonda di chi e cosa siamo. E vogliamo raggiungere questi obiettivi a tutti i costi. Alcuni utilizzano il culto. Altri fanno vacanze costose per raggiungerli, altri lavorano fino a ridursi le dita all'osso pur di guadagnare i soldi per raggiungerli. Si fanno esercizi per essi. Lo stesso vale per le attività secolari come cinema, danza, opera e letteratura. Lavoro, diligenza e arte sono in grado di fornire concentrazione e serenità quando operano su qualcosa che interessa.
Diversi stati emotivi, anche quelli solitamente non considerati come piacevoli, sono di vitale importanza per la bestia umana nel suo complesso. Ogni esperienza emotiva risponde ad un bisogno profondamente umano. Il sostegno spirituale è come il sonno, se non ne abbiamo abbastanza si finisce per soffrirne. Di quanta esperienza spirituale abbiamo bisogno? In realtà proprio i dieci comandamenti forniscono una linea guida in proposito. "Ricordati del giorno del Sabato per santificarlo", dice il terzo comandamento. Ciò non solo stabilisce la base lavorativa per l'industria (lavora sei giorni), ma ci da anche un'idea di quanta sacralità si necessiti su base settimanale. Lo scopo del sabato non è il 'divertimento, il giorno 'libero' o il 'weekend', ma è un monastero eretto nel tempo riservato alla contemplazione e alla riverenza. Di quanta sacralità abbiamo bisogno? Quattro giorni al mese. Minimo.
E quando si intende elevarsi, molte persone hanno scoperto che possono farlo attraverso l'SM. Una buona scena può elevare. Dare un assaggio di un piano elevato di esistenza, a volte quasi uno stato visionario, una modalità di intensa percezione che lega al partner ad un livello di intimità molto più profonda di quanto accada nel piano di esistenza quotidiana. Si può vivere un'intera vita con l'SM quale ingrediente in grado di fornire un costante nutrimento spirituale, meraviglioso e sorprendente.
Una faccia della spiritualità è l'esperienza mistica, l'epifania, la divina rivelazione, la lampadina accesa all'improvviso, quello che Laslow definisce come l''esperienza di picco'. Laslow sostiene che queste esperienze accadono costantemente ma sono considerate così strane e inspiegabili che raramente se ne discute e si preferisce spingerle a fondo nella memoria, fuori dalla nostra percezione. Questi strani eventi possono assumere molte forme: conversione religiosa, rivelazione di quasi-morte, intuizioni che cambiano la vita e che emergono da stati di contemplazione, preghiera o in grado di scaturire spontaneamente senza alcuna causa nota. Questo è qualcosa di più rispetto ad una esperienza semplicemente piacevole o emozionante. L'incontro spirituale autentico può alterare la vita. Permane e ti cambia al meglio, chimicamente. La spiritualità non riguarda solo alterata coscienza, ma anche alterato carattere.
Gli eventi spirituali sono strane cose, capitano a volte. Si cammina per la strada e Wham! Cambia la vita nel tempo di una intuizione. L'esperienza della Via di Damasco. Altre volte invece l'illuminazione arriva sotto le sembianze di una ricompensa per aver portato a termine uno sforzo. A volte raggiungiamo traguardi che ci sorprendono ma non ci forniscono il nutrimento interiore sperato. Ma è possibile prepararsi all'esperienza spirituale, le religioni di tutto il mondo hanno fatto questo per eoni. I luoghi di culto sono progettati ergonomicamente per invocare soggezione spirituale. Pensate ad una cattedrale gotica con le sue torri, muri elevati a dispetto della gravità, vetrate che pulsano di colore e l'organo ultraterreno o la musica corale in grado di trasportarci. Che si tratti di una moschea, di una cattedrale, di un tempio buddista o un cerchio magico di grano sparso dallo sciamano Navaho, l'intento è lo stesso: bloccare le distrazioni del mondo temporale e focalizzare l'attenzione sul sublime. E' probabile che nel paleolitico ci fossero sciamani che eseguivano simili riti con fiaccole nelle grotte dipinte. Gli obiettivi sono gli stessi. Ogni fede, ogni cultura, ogni pratica religiosa ha le proprie tradizioni, i propri rituali, i protocolli, le pratiche: musica sacra e danze, miti, letteratura sacra. Ma l'obiettivo è lo stesso: il risveglio spirituale.
Magia? Intervento soprannaturale? Non è necessario. I rituali chiaramente lavorano a livello psicologico. La mente è naturalmente in grado di accedere a stati alterati, ma molti lo percepiscono come qualcosa magico. Alcuni possono essere analizzati: l''aha!', la proverbiale lampadina che si accende quando qualcosa di misterioso viene improvvisamente capito. Alcune di queste sensazioni sono emozioni: dolore, felicità, paura, eccitazione, gelosia, meraviglia, ironia, soddisfazione. Ricordi, sogni, sogni ad occhi aperti, allucinazioni e fantasie dimostrano la nostra sorprendente potenza nell'inondare i nostri sensi delle immagini ricordate, inventate o immaginate. Stati di ipnosi, trance o meditazione amplificano queste percezioni pur essendo sufficientemente chiara la causa e la metodologia utilizzata per indurle. Onde alfa sono state misurate a livello cerebrale di monaci tibetani durante la meditazione o di suore cristiane durante la preghiera, a dimostrazione che le esperienze mistiche di diverse tradizioni hanno una base neurologica comune. Visioni e percezioni alterate della realtà possono verificarsi spontaneamente, ma possono essere indotte da droghe psicotropiche, comunemente usate come sacramento in religioni dei nativi sudoccidentali o dei Caraibi. E l'esperienza dell'amore, il senso di attrazione e fusione tale che tutti i confini fisici sembrano svanire, ha ispirato gran parte della poesia e dell'arte mai creata. Anche le emozioni che pensiamo come sgradevoli, come la rabbia, la paura, l'orrore e il disgusto, servono ad uno scopo. La rabbia può dare sfogo alle tensioni interne così come la paura. Film d'azione intrisi di sangue devono la loro popolarità alla catarsi che forniscono. La gente va sulle montagne russe per il solo piacere di spaventarsi.
Di fronte alla portata e all'intensità di questi stati alterati di coscienza, è facile capire perché, in epoche precedenti alla nostra, una persona poteva credere nella presenza di esseri ultraterreni. Certo c'è chi potrebbe pensare che le montagne russe non hanno nessun posto in una discussione su questioni spirituali. Alcuni fondamentalisti sostengono invece che la preghiera, la meditazione, l'estasi, la compassione e la pace della mente non appartengano solo all'esperienza cristiana, musulmana o buddhista. Si tratta di esperienze umane che trovano espressione sia in tradizioni religiose che in circostanze che non hanno nulla a che fare col culto organizzato. L'esperienza spirituale e una vita gratificante sono raggiungibili attraverso molte strade, sia laiche che religiose.
Credo che l'SM tocchi direttamente l'esperienza primordiale religiosa che sta dietro tutte le principali religioni mondiali. Lo fa senza ortodossia, senza scritture, senza divinità esplicite, senza antiche tradizione perpetrate. L'SM insegna che attraverso la diligenza, la ricerca interiore, il coraggio e la compassione per gli altri, possiamo incontrare il sublime nella nostra vita quotidiana. L'SM ci insegna che è salutare incontrare il sublime e che in ogni estatico abbandono possiamo essere responsabili e amorevoli. L'SM ci insegna che il dolore possiede proprietà benefiche e che il potere deve essere ricercato ed esercitato responsabilmente o esso si tramuta in un immaturo senso di auto-indulgenza. Non tutti nella nostra comunità reggono questi standard, ma fanno del loro meglio.
Author: ChrisM
domenica 25 marzo 2012
Leather vs. BDSM
Storicamente, militari gay di ritorno dalla Seconda Guerra
Mondiale, si riunirono nei moto-club che costituirono il primo nucleo
dell'attuale movimento Leather. L'associazione al materiale probabilmente trae
le sue origini dall'uso che se ne è fatto e che se ne fa negli abbigliamenti da
moto. I frequentatori dei primi club vengono oggi, anche in maniera piuttosto
nostalgica, definiti Vecchia Guardia, la maggior parte di queste persone
definiscono quello che fanno semplicemente come SM o Leather. L'acronimo BDSM
non è mai stato molto diffuso nell'ambiente gay. Il NLA (National Leather
Association) è un esempio di grande gruppo nazionale che deriva da questa
tradizione. Nel corso degli anni molti gruppi lesbici e bisessuali hanno aderito
agli originari gruppi gay leather maschili e oggi persone di qualsiasi
orientamento sessuale sono accolti in occasione di eventi come LeatherFest
Southplains.
In confronto il termine BDSM ha molta meno storia da
vantare, le origini si fanno risalire al newsgroup storico alt.sex.bondage
(evolutosi attraverso soc.subculture.bondage-bdsm) e nel Human Sexuality Forum
on Compuserve, nello specifico "Section 7 of HSX", fondato da Gloria "Different Loving" Brame nel
1987. C'era
comunque una notevole sovrapposizione di partecipanti ai due gruppi internet.
L'acronimo "BD / DS / SM" (Bondage & Disciplina, Dominazione
& Sottomissione, Sadismo & Masochismo) è stato il tentativo di creare
un termine "ombrello" che armonizzi diverse fazioni. Alcuni membri
dei suddetti gruppi sentirono una certa identificazione alle fantasie
non-consensuali di tortura del Marchese De Sade (dal cui nome deriva il termine
"sadismo") o coi concetti di sottomissione dei testi come "La Venere in Pelliccia"
di Leopold von Sacher-Masoch (dl cui nome deriva il termine
"masochismo"). "BD / DS / SM" venne poi abbreviato in BDSM,
che divenne popolare su alt.sex.bondage e HSX all'inizio del 1991. Gruppi
provenienti da questa tradizione tendono a definirsi "pansessuali"
piuttosto che "leather". In pratica, i gruppi pansessuali sono nati
per invertire la predominanza gay/lesbo dei gruppi leather in una predominanza
etero e questo non tanto per discriminazione quanto perché "le persone
tendono a stare con coloro che percepiscono come simili e dove hanno più
probabilità di trovare partner sessuali del tipo preferito" (Philip the
Foole). In realtà il termine "pansessualità" dovrebbe coinvolgere
ogni tipo di identità e orientamento sessuale senza predominanze.
giovedì 15 marzo 2012
Leadership & BDSM
Cos'è che rende qualcuno un leader autentico? Suppongo che i
requisiti di una buona leadership si possano riassumere in tre caratteristiche
fondamentali: visione, passione e direzione. Vale sicuramente la pena
approfondire questi tre elementi ma anche il significato i termini
"autentico" e "leader". "Autentico" può assumere
vari significati, "genuino", "veritiero", "in buona
fede". Tuttavia nel nostro ambito "autentico" può anche essere
interpretato come "degno di accettazione e credo", in altre parole
"affidabile". Per quanto riguarda il termine "leader", tra
la più vasta popolazione è inteso come colui che ha capacità di leadership
senza che essa dipenda dal proprio stato, titolo o grado, così nella comunità
BDSM la capacità di leadership non dovrebbe dipendere dall'avere un dato
titolo, dall'essere proprietario di un club o un organizzatore, dall'essere un
autore pubblicato o un assiduo frequentatore. Si può avere la stoffa giusta per
essere un autentico leader indipendentemente dal tipo di fisico, dal ruolo in
scena, dalle attitudini personali e dalle dimensioni del guardaroba... fetish.
E ovviamente non sono elementi determinanti neanche la razza, il sesso, il
genere o l'orientamento sessuale.
Né essere un boss e neanche un capo, rende leader. Il leader
è in realtà un servo della comunità, una persona al servizio della gente che
rappresenta, anche se la nostra classe politica spesso dimentica questo piccolo
particolare. Nello specifico della nostra comunità essere "Dom",
essere "nato Dom", non rende certo un leader. I leader possono essere
capi, politici, Dom, ma non è necessario.
Spesso alcuni Master, Mistress, Daddies e simili confondono
il potere che hanno su un altro con l'essere qualificato nel ruolo di leader
della comunità stessa. L'autorità non è una leadership, per un motivo
semplicissimo: l'autorità fa uso del potere coercitivo, mentre un segno
distintivo della leadership autentica è l'uso del potere persuasivo. Il potere
coercitivo viene usato per sottomettere le persone in malo modo. Può essere
palese e brutale, come in molti paesi in guerra, oppure nascosto e sottile,
manipolatore e subdolo. Nel primo caso si hanno situazioni aperte e
riconosciute, nel secondo insidie molto difficili da rilevare, ma in ogni caso
la coercizione rafforza solo la resistenza ad essa. Anche se si ottenessero
risultati sperati, con la coercizione si ottengono effetti che persistono solo
finché la coercizione è in atto. D'altro canto invece, il potere della
persuasione ha un'influenza duratura, che rimane a lungo dopo che la situazione
che l'ha generata è stata superata.
Detto cosa un leader non è, vediamo cosa un leader è.
Secondo Eisenhower "La leadership è l'arte di convincere qualcun altro a
fare qualcosa che tu vuoi venga fatto, convincendolo che vuole farlo".
Secondo Neale Donald Walsch "Un vero leader non è quello col maggior
numero di seguaci, ma quello che crea il maggior numero di leader". John
Quincy Adams: "Se le vostre azioni spingono gli altri a sognare di più,
imparare di più, fare di più e diventare di più, siete un leader". Infine
secondo Napoleone Bonaparte, che in merito doveva saperla lunga, "Un
leader è un commerciante di speranza".
Ciò che si ricava da queste illustri ed esperte opinioni è
che un leader affidabile è qualcuno che mette il bene comune al di sopra della
sua personale agenda e che l'autentica leadership si estende oltre se stessi a
formare una sorta di "ministero". Ministero inteso proprio secondo un
significato spiccatamente religioso e questo perché c'è indubbiamente qualcosa
che ci spinge a fare quello che facciamo e non si può ridurre solo al richiamo
dei nostri lombi, quanto piuttosto un desiderio più profondo di unire carne e
spirito, il nostro desiderio di completare la nostra sessualità con la nostra
spiritualità. Fermo restando però che la spiritualità non è religione. Le
religioni sono utili nella misura in cui ci indicano una strada alla nostra
spiritualità, ma non basta essere instradati sulla strada corretta per
considerare il lavoro finito. In ogni caso, proprio per la nostra volontà di
integrare sessualità e spiritualità, i nostri club e le nostre comunità e organizzazioni
hanno molto più in comune con chiese e comunità spirituali che con qualsiasi
altro tipo di associazione. Non la pensate così? Allora facciamo qualche
considerazione:
(1) sia le chiese che le comunità SM fanno un enorme sforzo
per organizzare, standardizzare e istituzionalizzare gli insegnamenti e le
pratiche potenzialmente trascendenti;
(2) non importa quanto grande sia un'associazione, il 10%
dei soci fa il 90% del lavoro;
(3) è solo l'afflusso di nuovi iniziati che mantiene le
chiese e le associazioni SM al sicuro dall'implodere nella loro disfunzione
intrinseca.
Quando gli insegnamenti pratici e spirituali sono
organizzati in una dottrina comune (un dogma), si genera una contaminazione
interna mentre la comunità evolve in una istituzione, la contaminazione si
accresce e le linee base si sfaldano nella lotta tra il facilitare l'ingresso
ai nuovi venuti e il voler mantenere in vita l'istituzione a tutti i costi.
Quando ciò accade, il perseguimento comunitario della libertà (la libertà è un
sentire spirituale estremamente forte) viene messo da parte da una tossica
dinamica tribale di riverenza forzata, oppressione di nuove idee, cacciata di
coloro che intendono mettere in discussione il dogma e autorità assoluta di chi
lo ha creato. Vi suona familiare? E' solo perché alcuni, solo alcuni, dei
leader della comunità religiose hanno ancora la stoffa giusta che qualcosa di
buono esce ancora oggi dalle nostre parrocchie. Idem per i nostri gruppi SM.
Una cosa importante da notare è che non tutti siamo chiamati
ad essere leader, né si deve essere leader per essere un membro prezioso della
comunità. "Leader" e "follower" sono due facce della stesa
medaglia, indipendenti gli uni dall'altro proprio per l'identità archetipica
che rappresentano. Per noi che siamo impegnati in rapporti di power-exchange si
spera di riuscire a portare rispetto e reverenza a chiunque diventi il nostro
leader, sia esso un sottomesso o un Dominante. Si spera di riuscire a
distinguere chiaramente i due ambiti di azione anche se sono insiti nella
stessa persona.
Veniamo ai tre elementi indicati come fondamentali per una
buona leadership: visione, passione, direzione. Per quanto riguarda la visione,
è intesa come il riuscire a vedere chiaramente la direzione in cui è necessario
procedere al fine di portare alla realizzazione di quella visione, è ciò che
rende carismatici, che, secondo Webster significa "avere o mostrare una
personale magia di leadership che suscita lealtà ed entusiasmo". Avere la
stoffa giusta comunque non significa affatto essere un leader infallibile.
Anche un buon papa più sbagliare, come accaduto, e il papa è considerato un
leader estremamente affidabile.
A cosa somiglia la visione? Senza entrare troppo nel
misticismo, significa avere la facoltà di vedere un quadro più ampio riguardo
alla vita, su chi e cosa siamo veramente, su dove stiamo andando e per quale
scopo. Bisogna avere compassione per la condizione umana. La compassione
partorisce visioni, e anche se le visioni possono essere infinite nella loro
forma e nelle loro immagini, una visione non è mai incentrata sulle esigenze o
i bisogni personali, ma sempre su quelli degli altri. Ricordiamo Martin Luther
King Jr. a questo proposito, quando dichiarò "Io ho un sogno...".
Avere un obiettivo non significa avere una visione. Gli obiettivi più che altro
possono essere considerati come punti di partenza per realizzare una visione,
ma una visione è infinitamente più grande di un obiettivo. Una visione può
essere anche troppo grande per una persona sola e, come notato da King stesso,
una persona solitaria può avere consapevolezza solo di una piccola parte di una
visione. Se vuoi vedere la tua visione totalmente realizzata devi essere in
grado di instillarla negli altri, perché solo col lavoro di molte mani un
grande lavoro potrà essere compiuto. Una buona capacità comunicativa è
fondamentale a tale proposito perché "Non c'è nulla di più demoralizzante
di un leader che non riesce a definire in modo chiaro il motivo per cui si sta
facendo quello che si sta facendo" (The Leadership Challenge Journal).
Non basta, comunque, semplicemente comunicare la visione
agli altri, bisogna essere appassionati della propria visione. La passione è
contagiosa e la mancanza di passione è evidente. La gente non potrà condividere
la visione di qualcuno, o anche capirla, ma risponderà sempre favorevolmente
alla passione con cui viene esposta. La passione sarà la forza con la quale
sollevare il peso che la vostra visione richiederà. E, realizzare una visione,
richiederà il sollevamento di tanto peso. L'assenza di passione è un buon
indice per stabilire che quel potenziale compito non è necessario
all'adempimento della vostra personale visione, in poche parole, che quello non
è il vostro lavoro. Se non sentite passione per qualcosa, non fatela, anche se
quella mansione resterà inadempiuta. Quante volte nella nostra comunità si ha
una mancanza di passione perché si è messa la persona sbagliata nel posto
sbagliato? Se siete appassionati di quello che state facendo per la comunità
significa che non ve la prenderete quando non arriveranno le lodi o il
riconoscimento meritato per i vostri sforzi. E poiché nessuna buona azione
resta impunita, sappiamo anche che prima o poi arriveranno le critiche
ingiuste, se non le calunnie, e se non sarà stata la passione a spingervi, sarà
fin troppo facile per voi riempirvi di risentimento e amarezza quando si
verificherà.
Chi pratica BDSM lo fa per una serie di motivi, non ultimo
per la carica erotica che il BDSM da. E' qualcosa di caldo, potenzialmente
trasformativo e divertente, e presumibilmente molti vorranno continuare a
vederlo in questo modo. Tuttavia, nulla si abbatte contro questo proposito se
si assume qualche carica organizzativa e qualche responsabilità in seno alla
comunità. Nessuna conferenza sul BDSM o incontro o scambio di opinioni renderà
nessuno duro e bagnato, ma se si vuole
che qualcosa si muova, conviene rimboccarsi le maniche, in particolar modo se
si aspira ad una futura carica di leader. Spendere nella comunità del tempo, non più di
quanto si faccia nella sala riunioni per un qualsiasi lavoro, per capire come
stanno le cose.
La passione è alimentata dalla chiarezza sulla propria
visione, ma anche dalla propria direzione. La direzione è il modo in cui
dobbiamo muoverci per soddisfare le nostre visioni. Ma come ha detto Carl Jung
"Il vero leader è sempre guidato". I leader autentici sanno che da
soli non vanno da nessuna parte e anche che non sono esattamente una bussola, piuttosto
che devono diventare una sorta di sistema satellitare di navigazione attraverso
il quale l'Universo trasmette opportune direzioni. Credo che i leader della
nostra comunità in questo momento siano chiamati maggiormente ad agevolare la
libertà spirituale di coloro che conducono, piuttosto che esigere un posto a
sedere al tavolo della società. Una volta che saremo liberi dalla falsa
aspettativa che il nostro benessere dipenda dall'accettazione sociale, allora
le nostre richieste di pari diritti saranno atti compassionevoli al sevizio sia
della nostra comunità, sia degli oppressori della nostra comunità, perché
quando si è liberi si sa che l'oppressione causa più sofferenza e fatica
all'oppressore stesso. Pensate ad esempio alla vita di Nelson Mandela. E' stato
ingiustamente imprigionato per ventisette anni ma è stato l'uomo più libero del
Sud Africa, e la sua compassione sia per gli oppressi che per gli oppressori,
dichiarata dopo il suo rilascio, è un gesto che parla da solo. Finché non
sappiamo che tipo di libertà richiediamo come nostro diritto, stiamo solo
combattendo egoisticamente contro un'autorità illusoria. Dico
"illusoria" perché sappiamo, nel profondo delle nostre anime, che
l'Universo, non la conoscenza, non le abilità, non i nostri punti di forza, non
le nostre risorse o anche la giustizia stessa, è l'unica vera autorità.
Sappiamo di non avere autorità di gestire nessuna genuina autorità. Al massimo
possiamo essere condotti da una autorità universale e, stando così le cose,
dobbiamo rimanere collegati alla Sorgente di tale autorità al fine di condurre
gli altri in modo efficace ed etico. Come rimanere in contatto con questa
Sorgente sta a voi, ma può essere semplice se si rimane fedeli alla propria
visione, perché, se ancora non fosse chiaro, tale visione proviene da quella
Sorgente.
Infine, fatto piuttosto scomodo, requisito fondamentale per
chi aspira alla leadership in campo BDSM è la volontà di venire a conoscenza
della propria radicale sessualità. Modellarsi esternando la verità sui desideri
più profondi del proprio cuore, nonostante i rischi percepiti, è un grande atto
di autentica leadership. Non è detto che si debba proclamare pubblicamente se
stessi come un pervertito ad ogni angolo di strada. Vi è, tuttavia, una grande
differenza tra il non voler essere un personaggio pubblico ed il nascondersi.
Molti esponenti del mondo Leather si sono ritrovati ad effettuare un doppio
coming out, uno che li ha portati a dichiararsi gay, ostracizzati dal mondo
etero, e uno che li ha portati a dichiararsi Leather, ostracizzati questa volta
proprio dal mondo gay. Nessuno che si sia trovato anche una sola volta nella
necessità di un coming out vi dirà mai che si tratta di un gesto facile. Ma
nascondere la verità su se stessi, in qualsiasi modo e per qualsiasi motivo,
danneggia sempre l'anima, sia l'anima dell'individuo, che l'anima della sua
comunità. Se si è accettato un invito alla leadership bisogna essere venuti
allo scoperto, o esser pronti a farlo come e quando necessario, altrimenti non
importa quanto dolce sia la musica della vostra visione, state conducendo
coloro che sono i vostri seguaci su un percorso di vergogna, bassa autostima e
verso un'esistenza di paura.
Si sa che il motivo per cui molti non escono allo scoperto è
perché si teme di doverne pagare un prezzo alto. Questa paura è comprensibile,
ma raramente costituisce una scusa legittima. Ma l'integrità di un leader
richiede la disponibilità a rischiare tutto per rimanere autentico. Questo è il
prezzo della leadership di questa comunità. Un piccolo consiglio spirituale di
incoraggiamento. Quando si rimane fedeli alla visione, alla passione e alla
direzione che avete instillato dentro di voi, essi si trasformano in coraggio,
perseveranza e pace interiore. Quel po' di alchimia spirituale è una sorta di
grazia e vi fornirà, quando sarete un leader della comunità e potrete sentirvi
come se non aveste un solo amico, il sostentamento tanto necessario.
Elaborazione del materiale proveniente da Leather Leadership Conference Nine Keynote Speech
domenica 11 marzo 2012
La natura dei Demoni
Ho deciso di scrivere quest'articolo perché più volte mi sono chiesto: "Credi nei demoni?" oppure "Come faccio ad evocare un demone?" Entrambi questi argomenti sono molto vasti e potrei divagare per giorni, ma sarò breve.
No, non credo che i demoni siano fisici come quelli di Buffy, che appaiano nel vostro salotto armati di ascia. Ho un approccio molto più psicologico al concetto di "demoni", intesi come forme simili agli archetipi di Jung. Credo che siano personificazioni di concetti come la paura, la rabbia, il desiderio di lussuria, la gola, l'invidia e tutte quelle emozioni che si vorrebbe scacciare da sé stessi.
Nella cultura comune a quasi tutti, c'è qualche tipo di archetipo "ingannatore". Egli finisce per essere di gran lunga più diffuso nella cultura cristiana poiché senza Satana la morte di Gesù, e la sua resurrezione, avrebbero scarso significato. Con questa figura si entra in una discussione teologica di ciò che Dio rappresenti, se sia o meno onnipotente e, se lo fosse, per quale ragione possa esistere un Satana e quale potere Satana incarni, ma dal mio punto di vista dico che se il diavolo non avesse avuto il potere di tentare gli uomini al peccato e cadere lontano da Dio, Gesù, venendo a salvare l'umanità dal peccato, non sarebbe diventato così potente (questi concetti sono stati ampiamente discussi da padri della chiesa, teologi, filosofi e per oltre due millenni in modo molto più articolato di questo).
Se si guarda all'evoluzione della personificazione del male durante il suo percorso (sto parlando di Satana, Belial, Lucifero, Mephisto, Lilith o qualsiasi altra manifestazione, tutte di concetti con cui l'umanità è in lotta fin dall'inizio dei tempi) le cose malevole accadono alle persone giuste che sono coinvolte in calamità naturali, guerre, furti, omicidi, gelosia, gola, rabbia, etc.
Andando indietro a prima della medicina moderna, le persone etichettavano quello che non riuscivano a capire come "soprannaturale". Ora sappiamo che sono microrganismi a causare malattie o che piccole lesioni al cervello ne rendono il comportamento anormale. Follia, schizofrenia, demenza e disturbi simili sono ora trattati dagli psichiatri, ma una volta coloro che soffrivano di questi disturbi mentali venivano considerati "posseduti", i processi alle streghe sono un esempio lampante di ciò. Basta guardare a quante persone innocenti sono state giustiziati in nome della loro presunta possessione.
I demoni gotici sono ritratti mediante un linguaggio simbolico, vale a dire che si può evocare un demone che dia un determinato risultato. Tuttavia, se effettivamente avete letto della Goetia & altre opere, vi sarete accorti che gli autori spiegano il linguaggio rituale come metaforico (Crowley Liber Aba: Book 4). L'idea di "magia" e della convocazione è molto più sottile e pratica. L'originale concetto di "convocare un demone" ci viene dalla leggenda del Faust, siamo nel periodo medievale/rinascimentale, e, come il giardino dell'Eden, era una parabola sui pericoli della conoscenza, in riferimento particolare al periodo della riforma protestante. Si, ci sono numerosi grimori di "magia nera" che contengono rituali per evocare demoni e Lucifero in persona. Sono sicuramente affascinanti letture, ma dubito che vi insegneranno come evocare un demone per fare la vostra offerta.
In generale quando si usa il termine "evocazione" ci si riferisce ad un certo tipo di cerimoniale gotico, alla magia sessuale e/o a rituali BDSM nel tentativo di contattare un demone gotico o un similare demone/spirito. L'operante/sub entra in una trance auto-ipnotica/subspace e può vedere una "entità" in uno specchio. La maggior parte delle persone pensano che l'"entità" sia una forma di pensiero collegata alla persona che la riceve, ma c'è anche chi afferma che essa sia indipendente. Tuttavia tutti concordano sul dire che non si ha nessuna intenzione di ottenere un demone completo che vi compaia davanti.
Credo che cadrò nella scuola di pensiero che certi aspetti cerimoniali servano solo da preparazione per ottenere una messa a fuoco interna, così come sigilli, divinazioni, meccanismi di concentrazione, etc. Per cui "evocare un demone" significa semplicemente dischiudere aspetti della psiche che prima non avevate considerato. Ecco perché si necessita di uno stato alterato di coscienza (mediante sesso, dolore, fame, droga, etc.) o un'intensa concentrazione interiore raggiungibile attraverso la meditazione, lo yoga, la Kabbalah. Questo è anche il motivo per cui può essere pericoloso o doloroso, esattamente come una psicoanalisi, in quanto si sono messi a fuoco paure, intelletto, ego, elementi da considerarsi come i vostri demoni personali.
Ho deciso di pubblicare questo articolo, oltre che per gli espliciti riferimenti a BDSM e subspace utilizzati non esattamente a proposito, anche perché solleva elementi che ho ritrovato in testi maggiormente riferibili ai praticanti BDSM. Spesso la Scena viene vista come un teatro in cui dare libero sfogo ai propri mostri interni, o demoni, questo soprattutto quando si parla del sub, il Dom riesce a lasciarsi andare in questo senso limitatamente alle responsabilità che si è assunto col suo ruolo.
In questo articolo i demoni sembrano avere una connotazione alquanto negativa, sembrano essere sprofondati nella parte più intima di noi stessi, nascosti come animali schivi, ma pronti a tirar fuori la testa quando le nostre difese si abbassano. Io personalmente non li considero tali, penso che ogni parte di noi stessi abbia la stessa dignità e il diritto di essere manifesta, è il nostro modo di essere, non c’è proprio nulla di cui vergognarsi nell’essere lussuriosi, golosi, sessuomani… E’ a mio avviso la società a creare i nostri demoni, a dargli questa connotazione, a relegarli in parti di noi di cui, sembra, neanche abbiamo esplicita coscienza. Se non ci fosse nulla di cui vergognarsi a loro proposito, nel rispetto della libertà altrui, i nostri demoni non sarebbero più tali, ma solo altri aspetti della nostra già variegata personalità. E non li cercheremmo in determinati ambiti.
Una filosofia che mi piace molto è quella che il BDSM, lo sciamanesimo, il tantra, lo yoga, siano attività che ci mettono in contatto con quanto nel tempo abbiamo rinchiuso nelle nostre gabbie interiori, quante volte abbiamo sentito dire da un sub che il trovarsi legato e immobilizzato gli desse una grande sensazione di libertà? Sembra paradossale ma non lo è affatto se si analizza nell’ottica che il desiderio di essere alla mercé di qualcun altro è stato covato magari a lungo prima di trovare l’opportunità, la persona giusta e il contesto in cui questo demone, tutto sommato abbastanza innocuo, è riuscito finalmente ad emergere.
No, non credo che i demoni siano fisici come quelli di Buffy, che appaiano nel vostro salotto armati di ascia. Ho un approccio molto più psicologico al concetto di "demoni", intesi come forme simili agli archetipi di Jung. Credo che siano personificazioni di concetti come la paura, la rabbia, il desiderio di lussuria, la gola, l'invidia e tutte quelle emozioni che si vorrebbe scacciare da sé stessi.
Nella cultura comune a quasi tutti, c'è qualche tipo di archetipo "ingannatore". Egli finisce per essere di gran lunga più diffuso nella cultura cristiana poiché senza Satana la morte di Gesù, e la sua resurrezione, avrebbero scarso significato. Con questa figura si entra in una discussione teologica di ciò che Dio rappresenti, se sia o meno onnipotente e, se lo fosse, per quale ragione possa esistere un Satana e quale potere Satana incarni, ma dal mio punto di vista dico che se il diavolo non avesse avuto il potere di tentare gli uomini al peccato e cadere lontano da Dio, Gesù, venendo a salvare l'umanità dal peccato, non sarebbe diventato così potente (questi concetti sono stati ampiamente discussi da padri della chiesa, teologi, filosofi e per oltre due millenni in modo molto più articolato di questo).
Se si guarda all'evoluzione della personificazione del male durante il suo percorso (sto parlando di Satana, Belial, Lucifero, Mephisto, Lilith o qualsiasi altra manifestazione, tutte di concetti con cui l'umanità è in lotta fin dall'inizio dei tempi) le cose malevole accadono alle persone giuste che sono coinvolte in calamità naturali, guerre, furti, omicidi, gelosia, gola, rabbia, etc.
Andando indietro a prima della medicina moderna, le persone etichettavano quello che non riuscivano a capire come "soprannaturale". Ora sappiamo che sono microrganismi a causare malattie o che piccole lesioni al cervello ne rendono il comportamento anormale. Follia, schizofrenia, demenza e disturbi simili sono ora trattati dagli psichiatri, ma una volta coloro che soffrivano di questi disturbi mentali venivano considerati "posseduti", i processi alle streghe sono un esempio lampante di ciò. Basta guardare a quante persone innocenti sono state giustiziati in nome della loro presunta possessione.
I demoni gotici sono ritratti mediante un linguaggio simbolico, vale a dire che si può evocare un demone che dia un determinato risultato. Tuttavia, se effettivamente avete letto della Goetia & altre opere, vi sarete accorti che gli autori spiegano il linguaggio rituale come metaforico (Crowley Liber Aba: Book 4). L'idea di "magia" e della convocazione è molto più sottile e pratica. L'originale concetto di "convocare un demone" ci viene dalla leggenda del Faust, siamo nel periodo medievale/rinascimentale, e, come il giardino dell'Eden, era una parabola sui pericoli della conoscenza, in riferimento particolare al periodo della riforma protestante. Si, ci sono numerosi grimori di "magia nera" che contengono rituali per evocare demoni e Lucifero in persona. Sono sicuramente affascinanti letture, ma dubito che vi insegneranno come evocare un demone per fare la vostra offerta.
In generale quando si usa il termine "evocazione" ci si riferisce ad un certo tipo di cerimoniale gotico, alla magia sessuale e/o a rituali BDSM nel tentativo di contattare un demone gotico o un similare demone/spirito. L'operante/sub entra in una trance auto-ipnotica/subspace e può vedere una "entità" in uno specchio. La maggior parte delle persone pensano che l'"entità" sia una forma di pensiero collegata alla persona che la riceve, ma c'è anche chi afferma che essa sia indipendente. Tuttavia tutti concordano sul dire che non si ha nessuna intenzione di ottenere un demone completo che vi compaia davanti.
Credo che cadrò nella scuola di pensiero che certi aspetti cerimoniali servano solo da preparazione per ottenere una messa a fuoco interna, così come sigilli, divinazioni, meccanismi di concentrazione, etc. Per cui "evocare un demone" significa semplicemente dischiudere aspetti della psiche che prima non avevate considerato. Ecco perché si necessita di uno stato alterato di coscienza (mediante sesso, dolore, fame, droga, etc.) o un'intensa concentrazione interiore raggiungibile attraverso la meditazione, lo yoga, la Kabbalah. Questo è anche il motivo per cui può essere pericoloso o doloroso, esattamente come una psicoanalisi, in quanto si sono messi a fuoco paure, intelletto, ego, elementi da considerarsi come i vostri demoni personali.
Ho deciso di pubblicare questo articolo, oltre che per gli espliciti riferimenti a BDSM e subspace utilizzati non esattamente a proposito, anche perché solleva elementi che ho ritrovato in testi maggiormente riferibili ai praticanti BDSM. Spesso la Scena viene vista come un teatro in cui dare libero sfogo ai propri mostri interni, o demoni, questo soprattutto quando si parla del sub, il Dom riesce a lasciarsi andare in questo senso limitatamente alle responsabilità che si è assunto col suo ruolo.
In questo articolo i demoni sembrano avere una connotazione alquanto negativa, sembrano essere sprofondati nella parte più intima di noi stessi, nascosti come animali schivi, ma pronti a tirar fuori la testa quando le nostre difese si abbassano. Io personalmente non li considero tali, penso che ogni parte di noi stessi abbia la stessa dignità e il diritto di essere manifesta, è il nostro modo di essere, non c’è proprio nulla di cui vergognarsi nell’essere lussuriosi, golosi, sessuomani… E’ a mio avviso la società a creare i nostri demoni, a dargli questa connotazione, a relegarli in parti di noi di cui, sembra, neanche abbiamo esplicita coscienza. Se non ci fosse nulla di cui vergognarsi a loro proposito, nel rispetto della libertà altrui, i nostri demoni non sarebbero più tali, ma solo altri aspetti della nostra già variegata personalità. E non li cercheremmo in determinati ambiti.
Una filosofia che mi piace molto è quella che il BDSM, lo sciamanesimo, il tantra, lo yoga, siano attività che ci mettono in contatto con quanto nel tempo abbiamo rinchiuso nelle nostre gabbie interiori, quante volte abbiamo sentito dire da un sub che il trovarsi legato e immobilizzato gli desse una grande sensazione di libertà? Sembra paradossale ma non lo è affatto se si analizza nell’ottica che il desiderio di essere alla mercé di qualcun altro è stato covato magari a lungo prima di trovare l’opportunità, la persona giusta e il contesto in cui questo demone, tutto sommato abbastanza innocuo, è riuscito finalmente ad emergere.
lunedì 5 marzo 2012
La via spirituale del Top
Ci sono un sacco di buone recenti discussioni nella comunità SM/Leather riguardo l'intensità spirituale sperimentata nell'atto del sottomettersi. E' sorta anche una ricerca che collega l'SM con pratiche sciamaniche, quali la Danza del Sole o la cerimonia degli Hindu Kavandi, e altre antiche tradizioni che sono volte a provocare stati alterati di coscienza meditativa.
C'è stata anche una piccola discussione condotta a voce che ha visto la "spiritualizzazione" dell'SM come motivo di legittimazione sociale, e una capitolazione di fronte ai costumi antisessuali della più ampia società, un modo per darci una "scusa" per fare qualcosa che ne prescindesse. Anche se non sono necessariamente d'accordo, posso vedere il pericolo insito nel provare ad enfatizzare gli elementi più accettabili della "new age" rispetto a quelli maggiormente inaccettabili dal punto di vista sociale, cioé il sesso, l'oscuro, l'annullamento e la paura. Questi elementi sono parte integrante di quanto siamo e tutti i flogger colorati di plastica e i tatuaggi melanesiani non lo nasconderanno agli osservatori esterni. Questi elementi però potrebbero nascondere il nostro reale percorso se non stiamo attenti.
Ritengo che dovremmo iniziare con l'ammettere che ci sono solo due motivi per cui qualcuno fa SM, sesso e catarsi. Entrambi buoni e meritevoli di rispetto. Non c'è proprio nulla di sbagliato nello scegliere uno o l'altro. Farlo per catarsi non è qualcosa che si può gestire ogni notte e in ogni occasione. Vi stanchereste emotivamente nell'arco di una settimana e vi brucereste. E' qualcosa da concedersi di tanto in tanto, come i vestiti della domenica di mia nonna. Ed è speciale.
Ma leggendo le descrizioni "spirituali" dell'SM noterete che sono affrontate sempre partendo dal punto di vista del bottom (forse perché è sicuramente materia SM più pornografica). Perché? Dov'è finita la discussione su cosa sia "realmente" accaduto al bottom durante la sua esperienza e di cosa il Top dovrebbe essere in determinate circostanze? Un impersonale avatar del destino? Un tecnico che assiste umilmente il bottom nella realizzazione delle sue fisiche ed endorfiniche capriole? Perché sembrano essere tutti riluttanti a parlare di questo argomento? Quando incontro altri Top e chiedo come un bottom può aiutarci a raggiungere la catarsi, e ciò che si sente durante essa, ricevo un sacco di occhiatacce. Se è così difficile parlarne deve essere qualcosa di terribilmente potente. Qualcosa in grado di lacerare il tessuto della nostra realtà. Se si ottengono esperienze dagli altri in una discussione sulla spiritualità del Top, generalmente si ottiene un suggerimento su una possibile strada per la soluzione del dilemma, quella di switchare periodicamente al fine di ottenere un'esperienza catartica. Grande opzione se sei uno switch. Se, invece, la sottomissione non fa per voi, questa opzione non è in effetti un'opzione. Nella mia zona non solo switchare è accettabile ma sembra che la maggior parte dei praticanti switchino in un modo o nell'altro. (Addirittura c'è chi ritiene che gli switch siano più "evoluti" rispetto ai Top polarizzati e ai bottom). Quindi nel porre l'attenzione sul processo catartico del Top si viene principalmente invitati a switchare dato che il percorso dello sciamano è un modo per entrare in contratto con una "reale" trasformazione.
Alcuni praticanti faranno anche vaghi riferimenti da Top e vi inviteranno a "percorrere il vostro percorso da bottom guidati da loro". Le domande più pressanti in questi casi sono: in cosa dovrei trasformarmi? Come un bottom riesce a fare questo e dove potrebbero aver imparato a farlo? Discussioni su "come fare SM" riguardano principalmente le tecniche che il Top può utilizzare sul bottom. Si presume che non ci sia bisogno di saper fare alcunché per essere bottom e che "vivere" da bottom più o meno significhi essere in grado di assorbire un sacco di dolore, inginocchiarsi quando viene ordinato e magari avere una buona testa. Nessuno prende da parte un bottom per discutere su come trasformare la scena per il Top.
La Scena è un luogo dove i mostri interni sono onorati. Ciò non significa che sono autorizzati a prendere il sopravvento, ma essi vengono in ogni caso riconosciuti, rispettati e offerte vi vengono rivolte. Un mostro di un bottom potrebbe essere quello che vuole lasciare che sia qualcun altro a prendere le decisioni, che vuole essere piccolo e protetto e strisciare sul pavimento ai piedi di un potere superiore. I mostri dei Top sono più rivolti ai feticci rispetto a quelli dei bottom, archetipizzati rigidamente ed eccessivamente inumani per essere imitati senza arduo sforzo da Top di carne e sangue.
Così i feticismi del Top non possono essere ottenuti qui ma in un misterioso "là" che nessuno sembra essere in grado di mappare, ma che sicuramente avete riconosciuto se ci siete mai stati.
Che cosa il bottom può fare per il Top? La risposta è terrificante. Essi non devono rispettare i mostri interiori del Top, ma deificarli, vederli come delle divinità che devono servire in qualità di sciamani. C'era qualcuno la fuori che si dimenava a disagio nell'affermare ciò? Nessuno ne parla. Ma è la realtà. Il cammino spirituale del Top è quello di diventare, in un tempo fuori dal tempo, in uno spazio fuori dallo spazio, una divinità. Come avviene ciò?
Il primo passo appartiene al Top ed è preparatorio. Prima di tutto bisogna convincersi che si merita di essere un dio, anche solo per un'ora. Che ne sei degno. Alcune tradizioni magiche, ad esempio le religioni africane Yoruba o alcune tradizioni pagane europee, insegnano come sentirsi "guidati" da divinità tradizionali. E' un processo consensuale, anche se raramente si arriva a scegliere da chi essere presi, più di frequente si viene scelti.
Se questo genere di cose non vi appartiene, va bene: è un raro e difficile stato di alterazione. Un percorso più facile e accessibile è semplicemente quello di divinizzare se stessi. Non cercare di diventare Atena o Ade o Thor. Stai cercando di immaginarti come se tu, proprio tu, sia una divinità. Perché pensi gli antichi bardi cantino cose come "Io sono un cervo ruggente. Io sono un falco su una scogliera!" e così via? Trova il titolo adatto a te: Mistress di Disciplina, Datore di Dolore e Misericordia, Master dell'Ordalia o qualsiasi altra cosa sia tua personale.
I passi successivi sono cose che il Top non può fare da solo ed è questo il punto dolente su cui molti Top preferiscono tacere. Siamo incoraggiati da molti bottom e dalla cultura in generale, a non mostrare mai la nostra vulnerabilità, quindi dichiarare le proprie necessità mostra ciò che potrebbe essere percepito come un punto debole. Tuttavia se non si indicano le proprie necessità, come possono esse essere soddisfatte? E' anche un po' imbarazzante ammettere quanto possiamo dipendere dal bottom nel modo in cui ci definiamo e percepiamo. "Noi bottom abbiamo una definizione di noi stessi basata su ciò che il Top dice di noi in una scena", ha detto un mio amico una volta. "Se tu mi chiamassi troia, io probabilmente lo diventerei". I bottom definiscono i Top nello stesso modo. Il bottom collabora attivamente con voi nella percezione del mondo quando è coinvolto in atti che riguardano l'intimità SM. Un Top può diventare un dio solo se i suoi bottom lo adorano come il dio che è.
Notate, "come il dio che è", non come il bottom preferisce vederlo o come lo stereotipo che fluttua nella mente del bottom. L'oggettificazione del Top è indubbiamente un sabotaggio al cammino verso la trascendenza. Non che non sia divertente essere oggettificato di tanto in tanto, ma se lo scopo del Top è quello di essere deificato, egli deve essere visto dal bottom da una certa distanza. Ciò richiede che il Top si dispieghi e si apra a sufficienza per mostrare la realtà di qualcosa che è in fondo al suo stesso modo di essere, gesto che molti reputano essere molto difficile da compiere. Il bottom deve essere presente, davvero presente e reattivo, durante la parte della scena strutturata come percorso del Top. (Questo richiede che alcune parti della scena in cui il bottom viaggia per conto suo, o immerso nella sua trascendenza endorfinica, debbano essere effettuate prima o in seguito). Il bottom deve dichiarare chiaramente al Top di quanto lo veda come elemento superiore a se stesso, deve omaggiare il mostro del Top e trovare quella creatura unica degna di adorazione.
Con adorazione non intendo dire sbavare intorno a parti anatomiche. Intendo l'atto di andare oltre se stesso e disporsi per quel momento alla volontà del proprio Dio. Intendo sacrificio, offrirsi alla divinità. Si può richiedere al bottom di sopportare le cose che non gli piacciono, o che gli risultano difficili, perché qualcosa di facile da donare non è un sacrificio. Il dono più grande che si può fare ad un Top è la lotta che il bottom ingaggia con se stesso nei confronti di qualche limite. A noi Top piace spingere i nostri propri limiti oltre, e tali limiti spesso ruotano intorno a concetti di bramosia e consensualità, il consentire al bottom di confrontarsi con sé stesso. E' allettante giocare col proprio self-control, in sella al pericolo, esaltante. E' come volare in una tempesta o fare surf in uno tsunami e produce una chimica tutta sua (data dall'adrenalina? Chi lo sa?). Per raggiungerla abbiamo bisogno di bottom che siano in grado di andare oltre i propri limiti, perché non possiamo colpire i nostri se il bottom non ha valicato i suoi per primo.
Anche un Top relativamente empatico potrebbe non esprimere mai questo bisogno, il fatto cioé che necessita di cure, perché è qualcosa di difficile da chiedere a qualcuno. Be', si dice, il gatto non è nel sacco. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile.
Il percorso del Top è ancora più dipendente dal contesto di quello del sub. Non che i bottom non abbiano bisogno di stati d'animo e contesto, ma a causa della fatica dovuta alla stimolazione fisica che interviene in una scena, è possibile per un masochista arrivare 'là' solo cavalcando le sensazioni, assumendo naturalmente di avere a disposizione un Top con le richieste abilità. Non è così facile per il ruolo opposto. I Top dovrebbero imparare ad essere onesti circa il contesto di cui hanno bisogno e quale tipo di teatro li faciliti. Un buon Top impara ad essere attento agli indizi lanciati dal corpo, percependo come sta procedendo la situazione prima ancora che intervenga la safe word. Ciò è necessario per la salvaguardia fisica del bottom, naturalmente. A mio parere però veramente pochi bottom si sono impegnati nella "lettura" dei loro Top, né elaborato un sistema di risposte a verificare, senza rompere il contesto, se ci sia qualche bisogno del Top per una qualsiasi ragione.
Trovo anche che i Top possano avere fame di contatto fisico durante la scena ma spesso, per paura di apparire vulnerabili, oppure per tenere sottocontrollo i mille aspetti tecnici (fruste, corde, stato del sub, ecc.), essi si allontanano dal percorso naturale persi in mille pensieri distraenti. Un bottom può ricordare ciò e tenerlo a cuore: quando pregate di essere toccati e vi viene concesso, non siete solo voi a beneficiarne.
Il bottom ha bisogno di splittare la sua coscienza per farlo correttamente. Il cervello di sinistra deve essere consapevole di parole di sicurezza, la cessione del consenso e conoscenza dei limiti. Il cervello di destra ha bisogno invece di entrare in uno statop in cui ciò che è più importante è che il loro consenso è irrilevante. Obbediscono al loro Dio non perché abbiano scelto di farlo, ma perché fare altrimenti sarebbe impensabile, inconcepibile, è la cosa più naturale del mondo farlo. Essi devono essere sprofondati in uno stato ma in grado in ogni momento di saltare dentro l'altro all'occorrenza. Una cosa difficile, di sicuro, e di nuovo, i Top possono trovare difficoltà ad articolarlo come bisogno.
Un paradigma di questo stato può essere visto nella metodologia del culto politeista moderno. Quando ci inginocchiamo davanti ai nostri altari per invocare una divinità, si può credere o meno che essa esista. Possiamo dire a noi stessi che è semplicemente un archetipo. Eppure abbiamo imparato che preghiamo con una maggiore enfasi mantenendo lo scetticismo lontano dalla nostra mente in quel frangente. Cerchiamo sempre di essere razionali ma sotto sotto siamo come bambini, a bocca aperta, dinanzi alle meraviglie dell'universo. Se non si sospende la nostra incredulità in una certa misura e solo temporaneamente, l'enfasi, o qualsiasi altra cosa stiamo chiedendo, semplicemente non arriverà mai.
Lo stesso tipo di atteggiamento deve essere praticato dal bottom che intende aiutare un Top a raggiungere una catarsi sessuale invece che a discendere verso il sesso. Le vostre azioni, l'energia e soprattutto il vostro corpo devono riflettere una resa totale, dovete essere senza difese dinanzi al vostro amato Dio. Allo stesso tempo una parte di voi deve essere consapevole di mantenere i vostri limiti al sicuro. I Top devono convincersi che i propri bisogni sono sacri, santi. I bisogni vi alimentano. Avete necessità di alimentarvi di voi stessi. Parlate di questo, e poi, ad alta voce, aggiungete solo "ho parlato" come se aveste appena creato la terra e tutto ciò che contiene. Sarà il primo passo di un oscuro percorso di gloria. E forse se tutti noi insieme cominciassimo a parlare di questo percorso, potremo essere in grado di vedere la nostra via d'uscita dal punto in cui siamo. Non si sa mai.
Based on R. Kaldera article
C'è stata anche una piccola discussione condotta a voce che ha visto la "spiritualizzazione" dell'SM come motivo di legittimazione sociale, e una capitolazione di fronte ai costumi antisessuali della più ampia società, un modo per darci una "scusa" per fare qualcosa che ne prescindesse. Anche se non sono necessariamente d'accordo, posso vedere il pericolo insito nel provare ad enfatizzare gli elementi più accettabili della "new age" rispetto a quelli maggiormente inaccettabili dal punto di vista sociale, cioé il sesso, l'oscuro, l'annullamento e la paura. Questi elementi sono parte integrante di quanto siamo e tutti i flogger colorati di plastica e i tatuaggi melanesiani non lo nasconderanno agli osservatori esterni. Questi elementi però potrebbero nascondere il nostro reale percorso se non stiamo attenti.
Ritengo che dovremmo iniziare con l'ammettere che ci sono solo due motivi per cui qualcuno fa SM, sesso e catarsi. Entrambi buoni e meritevoli di rispetto. Non c'è proprio nulla di sbagliato nello scegliere uno o l'altro. Farlo per catarsi non è qualcosa che si può gestire ogni notte e in ogni occasione. Vi stanchereste emotivamente nell'arco di una settimana e vi brucereste. E' qualcosa da concedersi di tanto in tanto, come i vestiti della domenica di mia nonna. Ed è speciale.
Ma leggendo le descrizioni "spirituali" dell'SM noterete che sono affrontate sempre partendo dal punto di vista del bottom (forse perché è sicuramente materia SM più pornografica). Perché? Dov'è finita la discussione su cosa sia "realmente" accaduto al bottom durante la sua esperienza e di cosa il Top dovrebbe essere in determinate circostanze? Un impersonale avatar del destino? Un tecnico che assiste umilmente il bottom nella realizzazione delle sue fisiche ed endorfiniche capriole? Perché sembrano essere tutti riluttanti a parlare di questo argomento? Quando incontro altri Top e chiedo come un bottom può aiutarci a raggiungere la catarsi, e ciò che si sente durante essa, ricevo un sacco di occhiatacce. Se è così difficile parlarne deve essere qualcosa di terribilmente potente. Qualcosa in grado di lacerare il tessuto della nostra realtà. Se si ottengono esperienze dagli altri in una discussione sulla spiritualità del Top, generalmente si ottiene un suggerimento su una possibile strada per la soluzione del dilemma, quella di switchare periodicamente al fine di ottenere un'esperienza catartica. Grande opzione se sei uno switch. Se, invece, la sottomissione non fa per voi, questa opzione non è in effetti un'opzione. Nella mia zona non solo switchare è accettabile ma sembra che la maggior parte dei praticanti switchino in un modo o nell'altro. (Addirittura c'è chi ritiene che gli switch siano più "evoluti" rispetto ai Top polarizzati e ai bottom). Quindi nel porre l'attenzione sul processo catartico del Top si viene principalmente invitati a switchare dato che il percorso dello sciamano è un modo per entrare in contratto con una "reale" trasformazione.
Alcuni praticanti faranno anche vaghi riferimenti da Top e vi inviteranno a "percorrere il vostro percorso da bottom guidati da loro". Le domande più pressanti in questi casi sono: in cosa dovrei trasformarmi? Come un bottom riesce a fare questo e dove potrebbero aver imparato a farlo? Discussioni su "come fare SM" riguardano principalmente le tecniche che il Top può utilizzare sul bottom. Si presume che non ci sia bisogno di saper fare alcunché per essere bottom e che "vivere" da bottom più o meno significhi essere in grado di assorbire un sacco di dolore, inginocchiarsi quando viene ordinato e magari avere una buona testa. Nessuno prende da parte un bottom per discutere su come trasformare la scena per il Top.
La Scena è un luogo dove i mostri interni sono onorati. Ciò non significa che sono autorizzati a prendere il sopravvento, ma essi vengono in ogni caso riconosciuti, rispettati e offerte vi vengono rivolte. Un mostro di un bottom potrebbe essere quello che vuole lasciare che sia qualcun altro a prendere le decisioni, che vuole essere piccolo e protetto e strisciare sul pavimento ai piedi di un potere superiore. I mostri dei Top sono più rivolti ai feticci rispetto a quelli dei bottom, archetipizzati rigidamente ed eccessivamente inumani per essere imitati senza arduo sforzo da Top di carne e sangue.
Così i feticismi del Top non possono essere ottenuti qui ma in un misterioso "là" che nessuno sembra essere in grado di mappare, ma che sicuramente avete riconosciuto se ci siete mai stati.
Che cosa il bottom può fare per il Top? La risposta è terrificante. Essi non devono rispettare i mostri interiori del Top, ma deificarli, vederli come delle divinità che devono servire in qualità di sciamani. C'era qualcuno la fuori che si dimenava a disagio nell'affermare ciò? Nessuno ne parla. Ma è la realtà. Il cammino spirituale del Top è quello di diventare, in un tempo fuori dal tempo, in uno spazio fuori dallo spazio, una divinità. Come avviene ciò?
Il primo passo appartiene al Top ed è preparatorio. Prima di tutto bisogna convincersi che si merita di essere un dio, anche solo per un'ora. Che ne sei degno. Alcune tradizioni magiche, ad esempio le religioni africane Yoruba o alcune tradizioni pagane europee, insegnano come sentirsi "guidati" da divinità tradizionali. E' un processo consensuale, anche se raramente si arriva a scegliere da chi essere presi, più di frequente si viene scelti.
Se questo genere di cose non vi appartiene, va bene: è un raro e difficile stato di alterazione. Un percorso più facile e accessibile è semplicemente quello di divinizzare se stessi. Non cercare di diventare Atena o Ade o Thor. Stai cercando di immaginarti come se tu, proprio tu, sia una divinità. Perché pensi gli antichi bardi cantino cose come "Io sono un cervo ruggente. Io sono un falco su una scogliera!" e così via? Trova il titolo adatto a te: Mistress di Disciplina, Datore di Dolore e Misericordia, Master dell'Ordalia o qualsiasi altra cosa sia tua personale.
I passi successivi sono cose che il Top non può fare da solo ed è questo il punto dolente su cui molti Top preferiscono tacere. Siamo incoraggiati da molti bottom e dalla cultura in generale, a non mostrare mai la nostra vulnerabilità, quindi dichiarare le proprie necessità mostra ciò che potrebbe essere percepito come un punto debole. Tuttavia se non si indicano le proprie necessità, come possono esse essere soddisfatte? E' anche un po' imbarazzante ammettere quanto possiamo dipendere dal bottom nel modo in cui ci definiamo e percepiamo. "Noi bottom abbiamo una definizione di noi stessi basata su ciò che il Top dice di noi in una scena", ha detto un mio amico una volta. "Se tu mi chiamassi troia, io probabilmente lo diventerei". I bottom definiscono i Top nello stesso modo. Il bottom collabora attivamente con voi nella percezione del mondo quando è coinvolto in atti che riguardano l'intimità SM. Un Top può diventare un dio solo se i suoi bottom lo adorano come il dio che è.
Notate, "come il dio che è", non come il bottom preferisce vederlo o come lo stereotipo che fluttua nella mente del bottom. L'oggettificazione del Top è indubbiamente un sabotaggio al cammino verso la trascendenza. Non che non sia divertente essere oggettificato di tanto in tanto, ma se lo scopo del Top è quello di essere deificato, egli deve essere visto dal bottom da una certa distanza. Ciò richiede che il Top si dispieghi e si apra a sufficienza per mostrare la realtà di qualcosa che è in fondo al suo stesso modo di essere, gesto che molti reputano essere molto difficile da compiere. Il bottom deve essere presente, davvero presente e reattivo, durante la parte della scena strutturata come percorso del Top. (Questo richiede che alcune parti della scena in cui il bottom viaggia per conto suo, o immerso nella sua trascendenza endorfinica, debbano essere effettuate prima o in seguito). Il bottom deve dichiarare chiaramente al Top di quanto lo veda come elemento superiore a se stesso, deve omaggiare il mostro del Top e trovare quella creatura unica degna di adorazione.
Con adorazione non intendo dire sbavare intorno a parti anatomiche. Intendo l'atto di andare oltre se stesso e disporsi per quel momento alla volontà del proprio Dio. Intendo sacrificio, offrirsi alla divinità. Si può richiedere al bottom di sopportare le cose che non gli piacciono, o che gli risultano difficili, perché qualcosa di facile da donare non è un sacrificio. Il dono più grande che si può fare ad un Top è la lotta che il bottom ingaggia con se stesso nei confronti di qualche limite. A noi Top piace spingere i nostri propri limiti oltre, e tali limiti spesso ruotano intorno a concetti di bramosia e consensualità, il consentire al bottom di confrontarsi con sé stesso. E' allettante giocare col proprio self-control, in sella al pericolo, esaltante. E' come volare in una tempesta o fare surf in uno tsunami e produce una chimica tutta sua (data dall'adrenalina? Chi lo sa?). Per raggiungerla abbiamo bisogno di bottom che siano in grado di andare oltre i propri limiti, perché non possiamo colpire i nostri se il bottom non ha valicato i suoi per primo.
Anche un Top relativamente empatico potrebbe non esprimere mai questo bisogno, il fatto cioé che necessita di cure, perché è qualcosa di difficile da chiedere a qualcuno. Be', si dice, il gatto non è nel sacco. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile.
Il percorso del Top è ancora più dipendente dal contesto di quello del sub. Non che i bottom non abbiano bisogno di stati d'animo e contesto, ma a causa della fatica dovuta alla stimolazione fisica che interviene in una scena, è possibile per un masochista arrivare 'là' solo cavalcando le sensazioni, assumendo naturalmente di avere a disposizione un Top con le richieste abilità. Non è così facile per il ruolo opposto. I Top dovrebbero imparare ad essere onesti circa il contesto di cui hanno bisogno e quale tipo di teatro li faciliti. Un buon Top impara ad essere attento agli indizi lanciati dal corpo, percependo come sta procedendo la situazione prima ancora che intervenga la safe word. Ciò è necessario per la salvaguardia fisica del bottom, naturalmente. A mio parere però veramente pochi bottom si sono impegnati nella "lettura" dei loro Top, né elaborato un sistema di risposte a verificare, senza rompere il contesto, se ci sia qualche bisogno del Top per una qualsiasi ragione.
Trovo anche che i Top possano avere fame di contatto fisico durante la scena ma spesso, per paura di apparire vulnerabili, oppure per tenere sottocontrollo i mille aspetti tecnici (fruste, corde, stato del sub, ecc.), essi si allontanano dal percorso naturale persi in mille pensieri distraenti. Un bottom può ricordare ciò e tenerlo a cuore: quando pregate di essere toccati e vi viene concesso, non siete solo voi a beneficiarne.
Il bottom ha bisogno di splittare la sua coscienza per farlo correttamente. Il cervello di sinistra deve essere consapevole di parole di sicurezza, la cessione del consenso e conoscenza dei limiti. Il cervello di destra ha bisogno invece di entrare in uno statop in cui ciò che è più importante è che il loro consenso è irrilevante. Obbediscono al loro Dio non perché abbiano scelto di farlo, ma perché fare altrimenti sarebbe impensabile, inconcepibile, è la cosa più naturale del mondo farlo. Essi devono essere sprofondati in uno stato ma in grado in ogni momento di saltare dentro l'altro all'occorrenza. Una cosa difficile, di sicuro, e di nuovo, i Top possono trovare difficoltà ad articolarlo come bisogno.
Un paradigma di questo stato può essere visto nella metodologia del culto politeista moderno. Quando ci inginocchiamo davanti ai nostri altari per invocare una divinità, si può credere o meno che essa esista. Possiamo dire a noi stessi che è semplicemente un archetipo. Eppure abbiamo imparato che preghiamo con una maggiore enfasi mantenendo lo scetticismo lontano dalla nostra mente in quel frangente. Cerchiamo sempre di essere razionali ma sotto sotto siamo come bambini, a bocca aperta, dinanzi alle meraviglie dell'universo. Se non si sospende la nostra incredulità in una certa misura e solo temporaneamente, l'enfasi, o qualsiasi altra cosa stiamo chiedendo, semplicemente non arriverà mai.
Lo stesso tipo di atteggiamento deve essere praticato dal bottom che intende aiutare un Top a raggiungere una catarsi sessuale invece che a discendere verso il sesso. Le vostre azioni, l'energia e soprattutto il vostro corpo devono riflettere una resa totale, dovete essere senza difese dinanzi al vostro amato Dio. Allo stesso tempo una parte di voi deve essere consapevole di mantenere i vostri limiti al sicuro. I Top devono convincersi che i propri bisogni sono sacri, santi. I bisogni vi alimentano. Avete necessità di alimentarvi di voi stessi. Parlate di questo, e poi, ad alta voce, aggiungete solo "ho parlato" come se aveste appena creato la terra e tutto ciò che contiene. Sarà il primo passo di un oscuro percorso di gloria. E forse se tutti noi insieme cominciassimo a parlare di questo percorso, potremo essere in grado di vedere la nostra via d'uscita dal punto in cui siamo. Non si sa mai.
Based on R. Kaldera article
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