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sabato 21 aprile 2012

Idee riguardo alla Negoziazione

Le seguenti domande vertono su informazioni molto semplici che Top/Dom richiedono spesso nel corso della negoziazione con potenziali bottom/sub. A volte queste "negoziazioni" sono distribuite su molti mesi e sono ritagliate in modo naturale da una conversazione ordinaria o da un flirt. Altre volte il Top conduce un'intervista vera e propria che copre questi argomenti poco prima di giocare, alcuni Top includono anche un questionario.

Fare una trattativa non significa necessariamente dire "Ok, farò questo per te se tu farai qualcosa per me." Si tratta di un termine generale che riguarda tutti i tipi di argomenti che si desidera affrontare prima di iniziare una scena, di modo da non dover interrompere il gioco con una conversazione che non sia in linea con la scena stessa. Naturalmente ciò non significa che il Top e il bottom non comunichino durante la scena, è una cosa abbastanza comune, ma per la maggior parte dei praticanti risulta più giusto ottenere alcune informazioni prima di cominciare.

Molte persone prediligono la trattativa per arrivare al gioco più eccitati. Spesso il bottom gode davvero nell'essere invitato a parlare così intimamente dei propri desideri e il Top nell'ascoltare e ottenere idee. Ulteriori discussioni di solito ne conseguono. La negoziazione è il più delle volte una forma di corteggiamento e di preliminare verbale, anche se il risultato che si ottiene è un accordo che funge come una sorta di contratto tra i partner.

Un sottoinsieme di queste domande dovrebbe applicarsi a qualsiasi cosa che si pensa di fare. Se salta in mente un'idea a metà scena, meglio non attuarla o interrogarsi su di essa in silenzio e con discrezione. I bottom esperti forniranno le risposte anche senza domande esplicite. Come e quando queste cose vengano discusse non è importante fintanto che siano discusse. Riparlare delle parti interessanti della scena in momenti successivi e, talvolta, settimane o mesi dopo, è molto comune e può portare a cambiare i termini della negoziazione fatta in precedenza. Cose che in origine erano off limits diventano spesso tentazioni per il bottom, la relazione diventa più impegnativa o, semplicemente, le persone cambiano nell'arco del tempo.

Ci saranno sicuramente altre ottime questioni riguardanti una efficace trattativa che rimarranno fuori da questo documento, ma sostanzialmente ciò che un buon Top/Dom deve chiedere è:

(1) Ci sono condizioni mediche di cui dovrei venire a conoscenza? (Asma: nel qual caso meglio tenere a portata di mano la medicina necessaria, meglio non legare il bottom per lunghi periodi in pieni; lussazioni alla mandibola: no face-sitting o solo con la dovuta cautela; problemi coi nervi dei polsi: attenzione extra per le legature ai polsi o meglio evitarle del tutto; malattie sessualmente trasmissibili: precauzioni extra per il sesso sicuro; ecc.)

(2) Hai posti particolari dove non dovresti essere colpito o frustato? Aree particolarmente sensibili del corpo, che ridanno una sensazione negativa o che non siano guarite da lesioni?

(3) Hai piercing? Sono fatti di recente? Sono guariti? Se si desidera fare attività come piercing e tagli meglio chiedere se si è allergici allo iodio perché molti disinfettanti lo contengono.

(4) Hai reazioni emotive o condizioni psicologiche che dovrei conoscere? Storie di incesto, stupro o abuso, ricordi di episodi traumatici, personalità multiple o depressione maniacale? Alcuni sub hanno forti reazioni emotive nell'essere colpiti con mani, cinghie, spazzole per capelli o altre elementi legati alle punizioni bdsm ma anche a comuni esperienze traumatiche infantili. E' bene chiedere quindi se ci sono oggetti o situazioni che non si vuole vengano usate o ricostruite in una scena.

(5) Hai preferenze per le safeword? Che significato assumono per te? Da tenere presente che in particolare il "giallo" può avere un significato molto diverso da persona a persona. Da evitare parole come "no" o "fermo" che possono avere tutt'altro significato in un contesto di gioco. Molti bottom hanno vissuto almeno una volta durante le loro sessioni precedenti un'esperienza in cui non sono stati in grado di proferire la safeword perché eccessivamente coinvolti nel gioco. Chiedere loro se gli è successo e in che condizioni.

(6) I segni sono ok? I segni devono essere celabili sotto i vestiti?

(7) Vuoi essere toccato sessualmente?

(8) Riguardo al sesso sicuro, che tipo di precauzioni vanno bene per te? In molte comunità i preservativi sono indossati non solo per la penetrazione vaginale o anale, ma anche per il sesso orale. In alcune comunità i guanti in lattice sono usati per qualsiasi tocco sessuale in cui siano coinvolti fluidi e certamente usati se ci sono lesioni alle dita del Top. E' sempre buona norma chiedere invece che tirare ad indovinare perché le abitudini riguardo al sesso sicuro sono molto varie ed inoltre chiarirle prima permette di essere preparati anche in condizioni di elevato coinvolgimento.

(9) Che cosa significa per te "toccare sessualmente"? Seni, capezzoli? Toccare esternamente sesso o ano? La penetrazione? Ti trovi a tuo agio a stare nudo?

(10) Hai reazioni negative a giocattoli o attività particolari? Cose cui generalmente la gente reagisce negativamente sono ad es. coltelli, aghi, grosse penetrazioni, solletico. Ma è bene chiedere anche riguardo ai giocattoli che si possiedono e che si usano comunemente come bende, frusta a coda singola, ecc. Se non si è chiesto riguardo ad uno strumento ma poi si desidera usarlo comunque, lasciare che durante la scena il bottom abbia modo di vederlo prima di utilizzarlo e che dichiari, sempre in gioco ma lucidamente, di volerlo sperimentare. Chiedere in maniera specifica come ci si pone nei confronti del controllo del respiro e dell'essere colpite sul seno.

(11) Miscellanea: che tipo di emozioni o attività prediligi in una scena? Ti piace il dolore, servire, lo spanking, essere punito, umiliato, avere paura, fare resistenza, combattere, l'abuso psicologico o verbale, il role play e se si quale: interrogatori, school-play, age-play, etc.? L'esperienza sessuale per te fa parte dello scambio di controllo oppure preferisci che le esperienze sessuali rientrino in un contesto paritario? Quali cose eccitano la tua fantasia? Ci sono esperienze che hai già fatto e vorresti ripetere? Giocare per te è una esperienza sessuale o qualcos'altro?

Altri aspetti da chiarire tra i due possibili partner riguardano il tipo di gioco praticato fino a quel momento e il discutere i rischi connessi al suo ripetersi in relazione alle persone ora coinvolte. Bisogna conoscere il livello di esperienza di entrambi. I negoziati coi novizi in genere coprono molti aspetti e coinvolgono una serie di informazioni che devono essere fornite dalla persona più esperta (il novizio potrebbe essere un bottom, ma anche un Top!) Se un Top procede a provare una nuova pratica, che avrà il suo coefficiente di rischio, deve assicurarsi che il bottom sappia che per lui è la prima volta. Infatti, riguardo a qualsiasi attività rischiosa si pensi di attuare, bisogna assicurarsi che il bottom ne conosca tutti i rischi, anche se si pensa che sia improbabile che capiti un incidente. Si può fare un paragone col consenso informato in ambito medico, questo significa capire che ci sono rischi e conoscerne la natura.

E' bene chiedere di altri eventuali partner della persona con cui si desidera giocare e cosa pensino del fatto che il loro partner è intenzionato a giocare con qualcun altro. Di solito si parla con tutti i partner primari o secondari della persona prima di giocarci o anche solo stabilire un contatto interessato.

Informarsi sull'uso di alcool o droga. La maggior parte dei giocatori non mischia alcool e gioco perché l'alcool ottunde i sensi e rallenta i tempi di reazione. Stesso discorso per l'uso della maggior parte, se non tutti, i farmaci, anche se alcuni tipi specifici di farmaci sono usati occasionalmente in alcuni ambienti di gioco.

Se capita di giocare in pubblico alle feste o in spazi semi-privati, è bene informarsi se l'altra persona ha in proposito una preferenza, se ha una situazione sociale o lavorativa compromettibile.

Non è una cattiva idea per il bottom chiedere come il Top si comporta in termini di cure post-sessione, compreso il tempo e le energie residue che ha di solito a disposizione. Meglio essere molto chiari riguardo alle aspettative e al tempo che si ha intenzione di investire in una data esperienza.

In ambito comunitario BDSM, i Top sono generalmente referenziati da altri partner di gioco e il bottom chiede il permesso di informarsi su di lui prima di giocarci. Bisogna giocare con Top o Dom sconosciuti con molta cautela ed è comune, in questo caso, includere nei negoziati discussioni che accrescano il senso di sicurezza del bottom (come il dover chiamare un conoscente o un ex partner del bottom entro un certo tempo dall'inizio dell'incontro). Quest'abitudine è la norma. Sembra anche la cosa più sorprendente per coloro che non hanno mai incontrato la scena pubblica BDSM, non è cosa comune infatti nel mondo vanilla andare a parlare con un ex amante di qualcuno con cui si desidera fare l'amore, ma il BDSM non è sesso vanilla, è fisicamente ed emotivamente rischioso e i due costumi differiscono per ottime ragioni.

martedì 17 aprile 2012

Suggerimenti ai Dominanti Novizi

Ci sono tanti modi di fare D/s per quante persone esistano, per cui innanzitutto si ha bisogno di capire cosa il vostro partner voglia, cosa assolutamente non voglia, con cosa si trovi a proprio agio, di cosa ha paura e così via.

Molti sottomessi hanno grande difficoltà ad esprimere quello che desiderano da un rapporto D/s. Il più delle volte sanno come vogliono sentirsi ma non sono sicuri di ciò che li farà sentire in quel modo. In linea di massima i sottomessi hanno qualche idea riguardo a cosa si aspettano, ma si sentono in imbarazzo a dirlo apertamente oppure hanno paura di perdere l'occasione di avere una sessione. Altri sanno quello che vogliono ma chiedere da loro una strana sensazione, vogliono cedere il controllo della scena e quindi sentono che se chiedessero qualcosa a riguardo ne prenderebbero il controllo dal basso. Anche più di uno di questi elementi possono intervenire contemporaneamente.

Per aggirare questi problemi ci sono un paio di modi, ma tutti prevedono un po' di lavoro da parte del Dominante. Per i sottomessi che non siano del tutto sicuri di quello che vogliono, si parte dal parlare di come vogliono sentirsi. Si chiede in quali occasioni del loro passato hanno avuto modo di sentirsi in quel determinato modo, fosse anche una versione ridotta e tranquilla di quello che desiderano veramente sperimentare. Naturalmente è anche possibile utilizzare la conoscenza del proprio partner per cercare di intuire quello che si sospetta possa farlo sentire in un determinato modo. Si arriva a parlarne fantasticandoci ma tenendo sempre bene a mente che le fantasie la stragrande maggioranza delle volte sono molto più impegnative di qualsiasi cosa una qualsiasi persona sia disposta a fare nelle vita reale.

Poi si parte con la sperimentazione. Una scena non deve durare necessariamente delle ore. Nelle fasi iniziali, quando si sta ancora solo cercando di capire cosa funzioni per entrambi, si può provare qualcosa per cinque minuti. Solo perché la scena è breve non significa che si debba prendere meno sul serio. Mettetecela tutta. Se sospettate che al sottomesso piacerebbe indossare un collare, fateglielo indossare, fate alcune cose con esso, poi toglieteglielo e chiedete come si è sentito ad indossarlo. Se entrambi avete trovato soddisfazione si potrà sempre riprovare a portarlo più a lungo. Queste mini-scene permetteranno di provare alcune pratiche e di conoscersi reciprocamente, durando solo per un breve periodo nessuno dei due sentirà pressioni o si ritroverà in una situazione di disagio se non per un lasso di tempo molto breve. Supponiamo che un partner si orienti verso una scena senza safeword. La fantasia è molto più comune di quello che si pensi in quanto la safeword in sé può essere vista come il controllo del sottomesso sulla scena in corso. In questo caso è utile procurarsi un timer da cucina. L'idea è quella di gestire una scena limitata nel tempo in cui non è prevista safeword. Tre minuti potrebbe essere un tempo accettabile, oggettivamente breve, ma che può rivelarsi un tempo molto lungo per una persona che non abbia mai giocato prima senza safeword e che ora si renderà conto che non ha realmente via d'uscita. Poi, se le cose procederanno bene, se la sensazione per entrambe risulterà positiva, i tempi potranno allungarsi.

Un modo per vincere l'imbarazzo di alcuni sottomessi a parlare di quello che vogliono è quello di farglielo scrivere. Molte persone scrivono cose che non sono in grado di dire. Potete anche provare a inserire questa fase nella dominazione stessa. Provate ad avvolgere le mani nei capelli del sottomesso tirandogli la testa indietro in modo che possa fissarvi negli occhi e ordinategli di rispondervi. Si può minacciarlo di punizione fisica se non vi darà le informazioni che vi servono. La punizione non è motivazionale, è solo un modo per il sottomesso di salvare la faccia con se stesso. Potrà dirsi in seguito che non è avido o troppo audace o quant'altro lo mette a disagio col proprio ruolo perché siete stati voi che lo avete messo sotto torchio a riguardo.

I sub che non vorranno dirvi nulla per non prendere il controllo della scena e che vi stanno così costringendo a fare qualcosa che non vogliono, sono i casi più difficili da gestire. Ma anche qui ci sono alcune tecniche. Si può dire loro che non sono degni di fare nessuna cosa che gli piaccia, si sta solo chiedendo loro una risposta perché il Dominante ha il diritto di chiedere qualsiasi cosa e ottenere una risposta. "Dal momento che tu sei di mia proprietà, il contenuto della tua mente è una mia proprietà." Si può dire loro che fate certe domande per il vostro piacere egoistico. "Se ti troverai da sottomesso a fare cose che ti piacciono sarà per me più divertente, se ti faccio fare cose che non ti piacciono, per me sarà più faticoso e comporterà più lavoro. Quindi dimmi quello che mi serve sapere per ottenere quello che voglio."

C'è un altro tipo di sottomessi, quelli che pensano che nessuno voglia davvero dominarli, che si sta scherzando e che vi metteranno inizialmente in una situazione di test. E' come se stessero dicendo: "Se vuoi veramente fare questa cosa, cavatela da solo". In questo caso è bene cominciare, nel bene o nel male, la dominazione stessa, per rassicurarli, perché è questo di cui hanno bisogno, sentire che si voglia davvero dominarli, dopodiché le loro fantasie cominceranno a fluire.

Quando la persona sarà ben predisposta ad aprirsi, ci sono un sacco di cose che dovete conoscere.

(1) E' interessata al D/s, ma di che tipo?

 *Vuole fare D/s per un breve periodo a letto, non essere paritario solo sulla scena o è alla ricerca di una relazione D/s full-time?
 *E' per caso interessato a role-play come insegnante/studente, genitore/figlio, carceriere/prigioniero in modo che nel gioco il Dominante reciti solo un ruolo prestabilito e non se stesso?
 *Vuole essere trattato come sottomesso di valore oppure umiliato e degradato?
 *Quali sono i simboli cui è legato? Stare inginocchiati, il collare e così via.
 *Ci sono cose che non sopporta di sentirsi dire? Ci sono sub che adorano dire "Io sono tuo Master/Mistress" o "Vi prego utilizzatemi per il vostro piacere Sir/Mame", mentre altri trovano questo genere di cose troppo fiorito e preferisco uno scambio verbale più nitido, altri ancora che trovano lo scambio verbale in scena fastidioso.
 *Quali sono le cose che gli piace sentirsi dire? Ad alcuni sottomessi piace sentirsi chiamare col loro nome, altri preferiscono non venga usato per sentirsi oggettificati, altri apprezzano che si dicano loro le indicibili cose che stanno per accadere, altri un elenco esplicito di regole e aspettative, altri che il Dominante goda di quello che sta facendo. C'è una vasta gamma di cose e dei rispettivi modi di reagire, sarebbe impossibile coprire tutte le possibilità. Ricavare o ascoltare cosa il sottomesso desidera vi aiuterà anche a capire cosa preferisce sentirsi dire.
 *A questo punto, ricavato quanto al punto precedente, c'è una più sottile distinzione da fare. Si sarà ricavato infatti una sorta di tema generale in grado di guidare la sottomissione tra desideri e fantasie. Alcuni sottomessi sono del tipo "non valgo niente e merito di essere punito", altri "io non voglio prendere nessuna responsabilità, quindi assumi il controllo totale di me", altri "voglio essere così desiderabile che tu voglia prendermi completamente" e ancora "voglio che diventiamo una cosa sola", più un numero imprecisato di altre possibili e legittime modalità. Dopo aver parlato e giocato un po' sarete arrivati sicuramente a capire qualcosa di più del sottomesso che avete davanti, ma se si riesce a capire in che modo funziona la sua mente durante la dominazione, ciò costituirà un'ottima linea guida rendendo il vostro futuro giocare molto più facile. Saprete quali sono le pratiche cui è più suscettibile e quelle cui lo è meno perché avrete afferrato le motivazioni sottostanti.

(2) Che cosa desidera oltre al D/s?

 *Il bondage è ok? Se si, quanto e di che tipo?
 *Il dolore è ok? Se si, quanto e di che tipo?

Okay. Ora si sa cosa vuole il vostro sottomesso. Ora è arrivato il momento di capire cosa volete voi. Prima di incamminarvi per capire come essere un Dominante, è facile siate incappati nello stereotipo di qualche austero, sogghignante Master e cercato di emulare questa immagine. Ma non tutti sono tagliati per adattarsi ad un modello e, fortunatamente, a non tutti i sottomessi piacciono Dominanti di quel tipo. Avete bisogno di trovare uno stile personale. Lo stile migliore per voi non è quello più stereotipato, è quello che fa illuminare i vostri occhi, salire la vostra energia e vi fa sentire come avete sognato di sentirvi per lungo tempo. Si può essere un Dominante molto delicato, ma la modalità non deve trarre in inganno.

Naturalmente lo stile del Dominante è influenzato dallo stile del sottomesso. Il tipo di sottomissione che si avrà con chi vuole essere "costretto" alla sottomissione sarà diverso da quello ottenibile con chi "semplicemente" si pone ai vostri piedi come un dono. E, naturalmente, alcuni sottomessi possono essere nell'una o nell'altra modalità a seconda dei momenti, giusto per tenervi sulle spine.

Non preoccupatevi se ci si sente strani all'inizio. E facile guardarsi allo specchio e sorridere di sé perché si pensa che quella non sia la faccia che ci si aspetta da un Dominante. Si potrà sentire la sensazione di non essere tagliati per fare certe cose. Di non sapere esattamente perché lo si sta facendo. La piena comprensione arriverà dopo un po'. Se poi vi sentite a disagio e questo disagio continua, non forzatevi. Concedetevi però del tempo per abituarvi al ruolo prima di decidere che non fa per voi. In un primo momento è normale sentirsi stupidi, nervosi e fuori luogo, solo chi non ne capirà mai l'importanza non rimane inizialmente scioccato dal paradosso insito in un rapporto D/s. Se insisterete sulla vostra autocomprensione potreste accorgervi che al mondo esistono ben poche cose di altrettanto stimolanti e divertenti.

mercoledì 11 aprile 2012

Come accedere al Subspace

Per la maggior parte dei sub è innanzitutto importante 'credere' nell'esistenza del subspace e in secondo luogo identificare le sensazioni personali che indicano l'entrata in esso. Ci sono alcuni sub, pochi, che entrano in questo spazio non volontariamente, ma questo fenomeno è piuttosto raro.

Il subspace è molto simile ad altre esperienze di trance praticate in tutto il mondo e che vengono definite con svariati nomi come preghiera, meditazione, ipnosi o regressione. Si include la preghiera per diversi motivi. In molti modi la comune preghiera rappresenta una concentrazione del pensiero e dell'energia in un unico punto, un'idea o un 'individuo' (la presenza divina). Questa attività è sovente accompagnata da schemi di comportamento oppure azioni ripetitive che l'individuo esegue prima e durante. Si tratta di riti personali eseguiti in silenzio e comportamenti che sembrano calmare il cervello permettendo alla mente di entrare in uno stato 'trascendente'. Pensate a come ci si sente nell'eseguire un compito ripetitivo, più e più volte. Una parte di sé sviluppa un ritmo o una cadenza, fino a sentire un rilassamento mentale. La mente viene focalizzata, riempita con una sensazione complessiva di essere al di là di se stessi. Si può scoprire che si sta canticchiando un motivetto che permetta di ridurre lo stress. Ci si può sentire più in sintonia con la variegata vita che ci circonda. Molte persone descrivono le sensazioni post-preghiera come un 'vedere' colori più vivaci, di piante, quasi il 'sentire' un aroma sensuale o come l'essere raggiunti per strada dal profumo del pane appena sfornato. Si identifica comunemente un aspetto 'chiarificante' complessivo raggiunto a seguito della pratica. La comune preghiera è qualcosa che la maggior parte di noi conosce in qualche modo e che molti si sono ritrovati a fare. Il placido spazio che la mente 'raggiunge' durante la preghiera e la meditazione è effettivamente uno Spazio, il raggiungimento del quale ha una connotazione spirituale.

Il sub deve innanzitutto rilassarsi. Trovate un letto o un divano e poggiate la testa in grembo al vostro Dom. Chiudete gli occhi e permettete al flusso di casuali e irregolari pensieri di diminuire. In altre parole è necessario ‘spegnere’ la parte del cervello che costantemente chiacchiera con voi. Concentratevi e sentite solo la sensazione della testa poggiata contro il Dom. Ascoltate il vostro respiro e il suo suono e la sensazione di quella persona in contatto fisico con voi. Non avete nulla da temere. Avventurarsi in quello Spazio non vi farà alcun male. Mentre vi rilassate concentratevi sul vostro Dom. Per molte persone è veramente difficile 'visualizzare’ una persona all'interno del loro cervello. Si tende a 'vedere' gli altri non come istantanee ma come una miscela complessa di sensazioni, emozioni e idealizzazioni. Il vostro Dom 'sente' una certa identificazione con voi. Voi concentratevi sul 'sentire' la sua presenza.

Il Dom dovrebbe accarezzare il sub, come a voler spazzolare con le dita i suoi capelli (ovviamente è un esempio). Bisogna mantenere il contatto fisico. Siamo tutti elettrici in qualche misura e una parte di ciò che sentiamo si irradia dal nostro corpo in una movimentazione di energia. Questo flusso di energia è meglio coadiuvato da strumenti rigidi o dal mantenimento del contatto fisico durante la durate dell'esperienza. Quando un Dom tocca il sub gli trasmette la sua energia fisica e mentale. La pratica migliora questa capacità. Quando il rapporto è agli inizi il mantenimento di questo tipo di contatto è ancora più importante in quanto entrambe le persone stanno imparando a 'sentire' l'altro. In alcune fasi successive alcuni Dom e alcuni sub possono imparare a sentire l'altro anche senza un contatto fisico. Il Dom può avere un'esperienza che può essere meglio descritta attraverso il concetto di empatia, di 'sentire' il proprio sub. Imparare a trovare lo Spazio raggiungendolo da entrambe le direzioni richiede tempo, pazienza, attitudine naturale e un forte desiderio di riuscirci.

Il sub pone il suo interruttore interno a 'off', smette di sentire la propria voce per sentire quella del suo Dom. Questa è una voce 'dentro', una voce mentale che solo inizialmente può essere anche una voce fisica. Quanto più il cervello del sub parla, meno si sente quella voce. Il Dom può migliorare la scena a tal proposito, limitando le cose che possono distrarre il cervello del sub. Abbassare le luci. Spegnere il telefono. Non dover andare da nessuna parte almeno per 30 minuti. Aver già mangiato. Essere già andato al bagno. Aver rimosso qualsiasi cosa dal corpo del sub che possa essere fonte di disagio. Alcuni accendono candele o ascoltano 'musica bianca'. Se si provasse, accertarsi che il volume sia così basso da sentirla appena. Ricordate che l'udito del sub, man mano che discende nello Spazio, diventerà più acuto e che i suoni risulteranno amplificati. (Il suono bianco è un suono che sfoca gli altri suoni, può essere trovato e acquistato per ottenere questo specifico effetto).

Il Dom dovrebbe parlare lentamente e con gradualità, usando una voce piatta e monotona (anche questo è solo un esempio). Il contenuto di ciò che viene detto non deve essere emotivo e vanno usate parole che non genereranno nel sub reazioni emotive. Non parlare ad es. di qualcosa su cui hanno sbagliato o che devono fare. Si possono dire cose come "La tua pelle è molto morbida e bella..." I complimenti in generale aumentano la sensazione del sub di sentirsi al sicuro, voluto, coccolato, desiderato. Le sensazioni positive incoraggiano il sub a raggiungere il Dom. E' un percorso mentale. Il sub sta instaurando un collegamento col Dom, sta cercando di connettersi al suo flusso di energia. Bisogna notare a questo punto che molte cose possono compromettere un apparente flusso di energia tra le persone coinvolte. La più comune di tutte è il fumo. La nicotina ha effetto sul cervello e attenua gli effetti calmanti. Se siete fumatori, almeno in una certa misura state usando la nicotina per attenuare i picchi alti e bassi del vostro cervello. L'alcol e ogni tipo di farmaco alterano la chimica del cervello e possono avere effetti residui che possono limitare la gamma di potenzialità e la forza della vostra energia. Questo vale sia per i Dom che per i sub, molti sub fumano, usano droghe o farmaci che influenzano la loro capacità di trascendere nello Spazio. Per un sub raggiungere un Dom fumatore può essere più difficoltoso che raggiungere un Dom non fumatore in quanto le vibrazioni emanate da quest'ultimo sono più vivide.

Il sub può sentirsi fluire lungo l'energia del Dom. La connessione è importante. Una volta che il sub è entrato nello Spazio, il Dom dovrebbe mantenere con lui il contatto fisico e verbale in ogni momento. Il sub può sentire quel legame con la realtà, col Dom, abbandonarlo una volta entrato nello Spazio e ciò può rivelarsi spaventoso causando una grande perdita di fiducia. Alcuni sub visualizzano il collegamento col Dom come simile ad un cavo luminescente che si collega a loro. Il Dom rappresenta la sicurezza. Sgomberando dalla loro percezione la realtà, il sub si espone ad una grande vulnerabilità personale e si augura che il Dom lo protegga mentalmente, fisicamente, emotivamente e spiritualmente.

Lo Spazio in qualche modo rappresenta la rimozione dei detriti quotidiani dalla propria percezione sensoriale. Limitando gli input diretti al cervello alle sole sensazioni strettamente controllate si limita la cacofonia di suoni mentali per concentrarsi su potenzialità più avanzate. In una certa misura si può ritenere che lo Spazio sia un livello superiore di funzionamento del cervello o uno stato in cui l'individuo diventa in grado di selezionare parti specifiche del suo cervello facendole funzionare più efficacemente. Questo stato da la possibilità al cervello di visualizzare e sperimentare le percezioni in ingresso in modi completamente diversi da quelli soliti e ciò altera inevitabilmente il modo in cui l'individuo si percepisce e si muove all'interno di questo Spazio. Infatti il movimento nel subspace è spesso chiamato 'volo'.

Quando l'esercizio va a buon fine per la prima volta il Dom deve essere consapevole che le sensazioni che ne derivano resteranno vivide e persistenti a lungo nel sub. Questo rende l'aftercare fondamentale. Il sub avrà bisogno di conforto, rassicurazione e coccole. Non limitate ciò a quanto voi (i Dom) ritenete sia sufficiente, ma mantenete il contatto fisico col sub per tutto il tempo che avete a disposizione. Se l'esercizio fosse stato fatto dopo cena, è un'ottima idea coccolare il sub per un po' e poi andare a letto insieme e anche li mantenere il contatto fisico. Il Dom inoltre deve tenere presente che il sub potrebbe essere ancora così vicino allo Spazio che contatti sensoriali più intensi (come il sesso) potrebbero essere difficili da sostenere per loro. L'episodio stesso è già sufficiente da elaborare per una notte sola. Altri sottomessi possono comunque manifestare la necessità di completare l'esperienza con un contatto più intimo.

Lo Spazio ha proprietà uniche. Una di queste è quella di far regredire il sub. A volte ciò avviene involontariamente quando c'è qualcosa nel passato del sub che il suo subconscio ritiene sia importante affrontare o gestire. Il Dom dovrebbe essere a conoscenza di questa possibilità o almeno essere pronto ad essere di supporto se si dovesse verificare un flashback. Se il Dom si sentisse incapace di affrontare ciò che il sub è potenzialmente in grado di manifestare, meglio allora cercare un supporto psicologico attraverso cui lavorare su queste questioni col sub. Manifestare un problema non è mai una brutta cosa. Cercate inoltre di non esprimere giudizi indipendentemente da cosa si manifesterà. Ricordate che è del tutto possibile che il vostro sub nella sua vita quotidiana abbia solo una memoria parziale di certi episodi, ma che potrà ricordare tutto appena calato nello Spazio. Il cervello di solito rilascia il contenuto della memoria quando ritiene che il momento sia sufficientemente sano e sicuro per farlo.

domenica 8 aprile 2012

I diritti del sottomesso

Ho il diritto di...

... porre dei limiti e aspettarmi che vengano rispettati.
... ridisporre i limiti in ogni momento, comunicandolo adeguatamente.
... che i miei limiti vengano spinti, per costringermi a rivederli o a crearne di nuovi.
... che Tu sia interessato al tempo che passo da solo, ma mi aspetto che Tu capisca che io sono una persona, diversa da Te e che molte cose nella mia vita non sono problemi per i quali è necessario il Tuo aiuto.
... avere il rispetto per la mia indipendenza e non essere criticato per essa.
... di chiedere aiuto, se ne ho bisogno.
... di essere attendibile per gli altri.
... di invitare a credere che io sia intelligente, premuroso e fedele.
... di chiedere di Te e che le mie richieste vengano ascoltate.
... di chiedere la Tua attenzione, senza dovermi comportare male per ottenerla... e di chiedere a Te di contribuire molto al rapporto come faccio io. Finché le mie richieste sono inoltrate con rispetto, io mi aspetto che vengano prese in considerazione come farebbe un qualsiasi amico o collega.
... di mettere in discussione le Tue motivazioni, se le mie richieste venissero negate fino a quando non sento che sia stato fatto con rispetto.
... che le punizioni vengano gestite con cura e cautela.
... di usare le mie safeword in qualsiasi momento io lo ritenga necessario.
... di alzarmi e andarmene se si fosse andati oltre.
... di invitarTi a rispettare le mie decisioni, senza esserne screditato e senza ricevere pressioni per ripensarci.
... di parlarne se sento che il rapporto non mi sta dando quello che mi serve.
... di descrivere quello che mi serve, in modo rispettoso.
... di essere ascoltato con mente aperta.
... di allontanarmi dal rapporto se non si arrivasse ad un accordo su questi temi.
... di aspettarmi tenerezza se ho avuto una brutta giornata, se sento il bisogno di vicinanza. Io capisco che ci potrebbero essere dei momenti non adatti a ciò, in cui si desidera una scena, ed io non insisterò. Ma chiederò dei momenti per parlarne e mi aspetto di essere ascoltato e che i miei ragionamenti vengano presi in considerazione. Avrai l'ultima parola ma mi aspetto che i miei sentimenti vengano considerati con tutto il cuore, qualsiasi cosa accada.
... di aspettarmi che il rapporto progredisca, con fiducia costantemente rinnovata, che le nostre anime possano essere vicine come i nostri corpi.
... di dirlo se ho bisogno di qualcosa di più e che le mie decisioni riguardo a ciò che voglio e di cui necessito vengano rispettate. Che anche Tu voglia che la relazione progredisca salvo diversi accordi iniziali. Che Tu comprenda che la fiducia profonda spesso somiglia all'amore e che non sarò respinto se ti dirò che ti amo. Perché, Master, io ti amo, il nostro rapporto deve andare avanti, la nostra fiducia deve continuare a crescere.
... che in qualsiasi momento, se lo senti, Tu mi dica che non sei in grado di restituire i miei sentimenti, in modo che io possa decidere che Tu non sei quello che voglio. E' il Tuo piacere, unito al mio, a renderlo reale. E il mio unito al Tuo.



Jill Kneer


lunedì 2 aprile 2012

Sono un Dom

Sono un Dom. Non ho detto bruto. Non ho detto duro. Sono un Dom, non un freddo sciovinista che poco si cura o anche meno rispetta la donna della sua vita. No, io venero la mia amata, perché mi rendo conto che senza di lei non esisto. Senza di lei sono un puzzle meramente in pezzi. Eppure, con lei sono completo. Ah, si, io sono un Dom. Chiamo la mia amata 'gioiello', il più prezioso e raro, il più opulento di tutti i tesori ancora da scoprire. La chiamo anche 'schiava', ma cos'è la vita senza paradossi?

E' in mio possesso, è la mia responsabilità, il mio primario interesse e la mia grazia salvatrice. Sono un Dom. Esigo rispetto da lei. Mi aspetto da lei obbedienza, io sono un Dom e dalla mia schiava, la mia amata, la mia gemma, ricevo il dolce frutto della sottomissione. Questi sono però solo i fatti, non è la storia. La sottomissione ne è il frutto, si. Ma come spesso accade, molto della comprensione viene dal percorso. Vedete, io sono un Dom, e vivo nel mondo paradossale che chiamiamo vita. Custodisco la sottomissione della mia gemma, custodisco il più prezioso di tutti i doni.

E' il suo dono, quello che lei ha dato a me. Sono umiliato da esso. Sono onorato da esso. Si tratta di un regalo che devo trattare con cura, rispetto, comprensione e riverenza. E' un dono molto più fragile di una antica bambola di ceramica. Si tratta di un dono che non può essere acquistato. E' anche un dono che devo guadagnarmi. Da qui si nota il paradosso in cui vivo... io sono un Dom.

La mia gemma ed io condividiamo molto. Andiamo avanti insieme. Tocchiamo il cuore degli altri con desiderio e necessità che questo universo non ha avuto l'opportunità di sperimentare. Sono un Dom. Quando parliamo e quando siamo lontani, sento il suo respiro sul collo. Quando è vicina, sento la sensazione che ho sempre pensato con noncuranza che sarebbe arrivata solo alla vigilia di un nuovo amore.

Sono un Dom e lei mi riempie. Sono con lei ogni giorno, ciò è bello. Quando è davanti a me, io tremo. Quando mi tocca, mi sciolgo, e quando la nostra carne è unita, sento la potenza di un milione di soli. Sono alimentato da ogni sua mossa. Quando chiedo qualcosa di lei, lei la offre, nell'incrollabile convinzione che questa unione, improbabile e veramente rara, causi incredulità e dubbi nel destino. Si sottomette con estrema forza, mai con debolezza.

Io accetto il ruolo di Master e insegnante con tutte le responsabilità che tale ruolo comporta. Dissipare miti e intrighi, rifiutare costumi antichi, credere negli altri e che loro li abbiano rifiutati e l'infinita ricerca di avere sopra di sé il più puro dei puri. Le questioni del cuore sono forse le il più elusivo di tutti gli sforzi. La mia gemma e io non siamo immuni a questo potere, così elusivo, così inesplicabile, così spesso doloroso, così spesso gioiosa rete di emozioni. L'amore è un liquido che riempie il contenitore del mondo, assumendo la sua forma e solo la sua, volentieri e senza sforzo. Io sono un Dom e so che anche il più piccolo foro nel contenitore fa diperdere facilmente il liquido.

Sono un Dom e il nostro contenitore viene riempito di emozioni. Lei è la mia schiava. Sarei disposto a combattere fino alla morte per difendere la nostra unione. Si tratta di una trama di benessere, rispetto, fiducia, risate, amicizia, lussuria e comprensione. Si, sono un Dom, e si, ho una bramata esitazione nel dire "ti amo", le parole fanno paura. Sorrido di chi cerca di spiegarlo e di coloro che dubitano della sua esistenza. No, io sono un Dom e lei è il mio mondo.

Sono un essere umano. Sono compassionevole e posso essere severo. Posso essere gentile, posso piangere e sorridere. Si ha bisogno di me ed io ho dei bisogni. Sono educato. Ho vinto e fallito. Sono creativo e nutro la vita. Sono un amico, un fratello, un figlio, un padre, un marito, e sono un DOM.






Tiger Master