Ci sono tanti modi di fare D/s per quante persone esistano, per cui innanzitutto si ha bisogno di capire cosa il vostro partner voglia, cosa assolutamente non voglia, con cosa si trovi a proprio agio, di cosa ha paura e così via.
Molti sottomessi hanno grande difficoltà ad esprimere quello che desiderano da un rapporto D/s. Il più delle volte sanno come vogliono sentirsi ma non sono sicuri di ciò che li farà sentire in quel modo. In linea di massima i sottomessi hanno qualche idea riguardo a cosa si aspettano, ma si sentono in imbarazzo a dirlo apertamente oppure hanno paura di perdere l'occasione di avere una sessione. Altri sanno quello che vogliono ma chiedere da loro una strana sensazione, vogliono cedere il controllo della scena e quindi sentono che se chiedessero qualcosa a riguardo ne prenderebbero il controllo dal basso. Anche più di uno di questi elementi possono intervenire contemporaneamente.
Per aggirare questi problemi ci sono un paio di modi, ma tutti prevedono un po' di lavoro da parte del Dominante. Per i sottomessi che non siano del tutto sicuri di quello che vogliono, si parte dal parlare di come vogliono sentirsi. Si chiede in quali occasioni del loro passato hanno avuto modo di sentirsi in quel determinato modo, fosse anche una versione ridotta e tranquilla di quello che desiderano veramente sperimentare. Naturalmente è anche possibile utilizzare la conoscenza del proprio partner per cercare di intuire quello che si sospetta possa farlo sentire in un determinato modo. Si arriva a parlarne fantasticandoci ma tenendo sempre bene a mente che le fantasie la stragrande maggioranza delle volte sono molto più impegnative di qualsiasi cosa una qualsiasi persona sia disposta a fare nelle vita reale.
Poi si parte con la sperimentazione. Una scena non deve durare necessariamente delle ore. Nelle fasi iniziali, quando si sta ancora solo cercando di capire cosa funzioni per entrambi, si può provare qualcosa per cinque minuti. Solo perché la scena è breve non significa che si debba prendere meno sul serio. Mettetecela tutta. Se sospettate che al sottomesso piacerebbe indossare un collare, fateglielo indossare, fate alcune cose con esso, poi toglieteglielo e chiedete come si è sentito ad indossarlo. Se entrambi avete trovato soddisfazione si potrà sempre riprovare a portarlo più a lungo. Queste mini-scene permetteranno di provare alcune pratiche e di conoscersi reciprocamente, durando solo per un breve periodo nessuno dei due sentirà pressioni o si ritroverà in una situazione di disagio se non per un lasso di tempo molto breve. Supponiamo che un partner si orienti verso una scena senza safeword. La fantasia è molto più comune di quello che si pensi in quanto la safeword in sé può essere vista come il controllo del sottomesso sulla scena in corso. In questo caso è utile procurarsi un timer da cucina. L'idea è quella di gestire una scena limitata nel tempo in cui non è prevista safeword. Tre minuti potrebbe essere un tempo accettabile, oggettivamente breve, ma che può rivelarsi un tempo molto lungo per una persona che non abbia mai giocato prima senza safeword e che ora si renderà conto che non ha realmente via d'uscita. Poi, se le cose procederanno bene, se la sensazione per entrambe risulterà positiva, i tempi potranno allungarsi.
Un modo per vincere l'imbarazzo di alcuni sottomessi a parlare di quello che vogliono è quello di farglielo scrivere. Molte persone scrivono cose che non sono in grado di dire. Potete anche provare a inserire questa fase nella dominazione stessa. Provate ad avvolgere le mani nei capelli del sottomesso tirandogli la testa indietro in modo che possa fissarvi negli occhi e ordinategli di rispondervi. Si può minacciarlo di punizione fisica se non vi darà le informazioni che vi servono. La punizione non è motivazionale, è solo un modo per il sottomesso di salvare la faccia con se stesso. Potrà dirsi in seguito che non è avido o troppo audace o quant'altro lo mette a disagio col proprio ruolo perché siete stati voi che lo avete messo sotto torchio a riguardo.
I sub che non vorranno dirvi nulla per non prendere il controllo della scena e che vi stanno così costringendo a fare qualcosa che non vogliono, sono i casi più difficili da gestire. Ma anche qui ci sono alcune tecniche. Si può dire loro che non sono degni di fare nessuna cosa che gli piaccia, si sta solo chiedendo loro una risposta perché il Dominante ha il diritto di chiedere qualsiasi cosa e ottenere una risposta. "Dal momento che tu sei di mia proprietà, il contenuto della tua mente è una mia proprietà." Si può dire loro che fate certe domande per il vostro piacere egoistico. "Se ti troverai da sottomesso a fare cose che ti piacciono sarà per me più divertente, se ti faccio fare cose che non ti piacciono, per me sarà più faticoso e comporterà più lavoro. Quindi dimmi quello che mi serve sapere per ottenere quello che voglio."
C'è un altro tipo di sottomessi, quelli che pensano che nessuno voglia davvero dominarli, che si sta scherzando e che vi metteranno inizialmente in una situazione di test. E' come se stessero dicendo: "Se vuoi veramente fare questa cosa, cavatela da solo". In questo caso è bene cominciare, nel bene o nel male, la dominazione stessa, per rassicurarli, perché è questo di cui hanno bisogno, sentire che si voglia davvero dominarli, dopodiché le loro fantasie cominceranno a fluire.
Quando la persona sarà ben predisposta ad aprirsi, ci sono un sacco di cose che dovete conoscere.
(1) E' interessata al D/s, ma di che tipo?
*Vuole fare D/s per un breve periodo a letto, non essere paritario solo sulla scena o è alla ricerca di una relazione D/s full-time?
*E' per caso interessato a role-play come insegnante/studente, genitore/figlio, carceriere/prigioniero in modo che nel gioco il Dominante reciti solo un ruolo prestabilito e non se stesso?
*Vuole essere trattato come sottomesso di valore oppure umiliato e degradato?
*Quali sono i simboli cui è legato? Stare inginocchiati, il collare e così via.
*Ci sono cose che non sopporta di sentirsi dire? Ci sono sub che adorano dire "Io sono tuo Master/Mistress" o "Vi prego utilizzatemi per il vostro piacere Sir/Mame", mentre altri trovano questo genere di cose troppo fiorito e preferisco uno scambio verbale più nitido, altri ancora che trovano lo scambio verbale in scena fastidioso.
*Quali sono le cose che gli piace sentirsi dire? Ad alcuni sottomessi piace sentirsi chiamare col loro nome, altri preferiscono non venga usato per sentirsi oggettificati, altri apprezzano che si dicano loro le indicibili cose che stanno per accadere, altri un elenco esplicito di regole e aspettative, altri che il Dominante goda di quello che sta facendo. C'è una vasta gamma di cose e dei rispettivi modi di reagire, sarebbe impossibile coprire tutte le possibilità. Ricavare o ascoltare cosa il sottomesso desidera vi aiuterà anche a capire cosa preferisce sentirsi dire.
*A questo punto, ricavato quanto al punto precedente, c'è una più sottile distinzione da fare. Si sarà ricavato infatti una sorta di tema generale in grado di guidare la sottomissione tra desideri e fantasie. Alcuni sottomessi sono del tipo "non valgo niente e merito di essere punito", altri "io non voglio prendere nessuna responsabilità, quindi assumi il controllo totale di me", altri "voglio essere così desiderabile che tu voglia prendermi completamente" e ancora "voglio che diventiamo una cosa sola", più un numero imprecisato di altre possibili e legittime modalità. Dopo aver parlato e giocato un po' sarete arrivati sicuramente a capire qualcosa di più del sottomesso che avete davanti, ma se si riesce a capire in che modo funziona la sua mente durante la dominazione, ciò costituirà un'ottima linea guida rendendo il vostro futuro giocare molto più facile. Saprete quali sono le pratiche cui è più suscettibile e quelle cui lo è meno perché avrete afferrato le motivazioni sottostanti.
(2) Che cosa desidera oltre al D/s?
*Il bondage è ok? Se si, quanto e di che tipo?
*Il dolore è ok? Se si, quanto e di che tipo?
Okay. Ora si sa cosa vuole il vostro sottomesso. Ora è arrivato il momento di capire cosa volete voi. Prima di incamminarvi per capire come essere un Dominante, è facile siate incappati nello stereotipo di qualche austero, sogghignante Master e cercato di emulare questa immagine. Ma non tutti sono tagliati per adattarsi ad un modello e, fortunatamente, a non tutti i sottomessi piacciono Dominanti di quel tipo. Avete bisogno di trovare uno stile personale. Lo stile migliore per voi non è quello più stereotipato, è quello che fa illuminare i vostri occhi, salire la vostra energia e vi fa sentire come avete sognato di sentirvi per lungo tempo. Si può essere un Dominante molto delicato, ma la modalità non deve trarre in inganno.
Naturalmente lo stile del Dominante è influenzato dallo stile del sottomesso. Il tipo di sottomissione che si avrà con chi vuole essere "costretto" alla sottomissione sarà diverso da quello ottenibile con chi "semplicemente" si pone ai vostri piedi come un dono. E, naturalmente, alcuni sottomessi possono essere nell'una o nell'altra modalità a seconda dei momenti, giusto per tenervi sulle spine.
Non preoccupatevi se ci si sente strani all'inizio. E facile guardarsi allo specchio e sorridere di sé perché si pensa che quella non sia la faccia che ci si aspetta da un Dominante. Si potrà sentire la sensazione di non essere tagliati per fare certe cose. Di non sapere esattamente perché lo si sta facendo. La piena comprensione arriverà dopo un po'. Se poi vi sentite a disagio e questo disagio continua, non forzatevi. Concedetevi però del tempo per abituarvi al ruolo prima di decidere che non fa per voi. In un primo momento è normale sentirsi stupidi, nervosi e fuori luogo, solo chi non ne capirà mai l'importanza non rimane inizialmente scioccato dal paradosso insito in un rapporto D/s. Se insisterete sulla vostra autocomprensione potreste accorgervi che al mondo esistono ben poche cose di altrettanto stimolanti e divertenti.
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