Molte delle culture mondiali riconoscono più di due generi. L'idea che ci siano individui che non si adattano perfettamente né ad un ruolo maschile né ad uno femminile è stata storicamente accettata da molti gruppi.
Tra i nativi americani, il ruolo di un terzo, di un quarto o addirittura di un quinto genere sono ampiamente documentati. I bambini, nati fisicamente maschi o femmine, che mostravano una propensione per il genere opposto, venivano incoraggiati a vivere nel ruolo di genere che meglio si adattava loro. Il termine usato dagli europei per definire questo fenomeno è Berdache. "Gli indiani non hanno opzioni in termini di o/oppure tra categorie contrastanti, ma in termini di gradi diversi lungo un continuum che collega il maschile al femminile." (Williams, 80).
Un Berdache era un individuo definito attraverso la sua spiritualità, l'androginia, il lavoro e le relazioni. Il Berdache poteva assumere un abbigliamento da donna, associarsi e partecipare alle attività femminili, fare un lavoro da donna, sposare un uomo e prendere parte a molte cerimonie spirituali della tribù. Ci sono anche versioni maschili di queste figure, ma sono molto meno ben documentate dei Berdache e non sono incluse in questo articolo. La generosità e la spiritualità del Berdache sono più caratterizzanti di questo ruolo rispetto all'omosessualità o alla scelta di genere.
In senso tradizionale tali ruoli sono stati spesso associati a grande rispetto e spiritualità. Piuttosto che essere visti come delle aberrazioni, i Berdache venivano visti come individui in grado di colmare il divario tra mondo temporale e mondo spirituale. Per questo motivo i Berdache erano molto apprezzati dalla gente della tribù.
Data l'opzione di scartare o rispettare una persona che non rientrava esattamente nei rigidi compartimenti di genere, molti gruppi di nativi americani hanno scelto di trovare un posto produttivo e venerato per i Berdache. Un tradizionalista Crow dice: "Non perdiamo le persone come fa la società bianca. Ogni persona ha il suo dono."
Con l'arrivo dei coloni europei e le pressioni da parte di fonti cristiane e governative, la tradizione Berdache cambiò in modo drammatico. L'aspetto omosessuale del ruolo fu tutto ciò che i bianchi videro. Il potere bianco tentò di rimuovere ogni traccia di berdachismo.
Quando i nativi americani cominciarono a convertirsi al cristianesimo, la pressione interna che se ne sviluppò li portò a rinnegare la tradizione Berdache all'interno delle nazioni indiane. Poche sacche di tradizione Berdache sopravvissero, osservata soprattutto tra gli anziani. Quando questi cominciarono a morire, la tradizione, fino ad allora sopravvissuta in clandestinità, venne completamente persa dalle generazioni future.
Negli ultimi tre decenni però l'interesse per questa tradizione si è riaccesa. Privati dei diritti civili, i nativi americani gay e lesbiche sono alla ricerca di un mezzo per accedere al loro patrimonio spirituale e guardano al ruolo Berdache. Quando alcuni gruppi hanno ripreso contatto con tale ruolo, la questione di quale fosse la sua definizione e la sua applicazione è stata sollevata. In fase di studio, il riesame del berdachismo ha fornito un punto di appoggio da cui si è in grado di fare un passo indietro e divenire membri significativi della società.
Alcuni nativi americani si sono opposti anche all'uso dello stesso termine per descrivere il particolare ruolo dei Berdache. Secondo alcune fonti il termine trae le sue origini da una parola araba che sta ad indicare il prostituto o il ragazzo 'tenuto' e non è stato coniato dagli indiani, ma dagli europei. Will Roscoe, autore di diversi libri sul tema, indica i dilemmi connessi con la scelta del termine che "crea più problemi di quanti ne risolva, a cominciare da una cattiva connotazione che si da alla storia e al significato della parola Berdache. In quanto termine persiano, le sue origini sarebbero orientali e non occidentali. E non è un termine dispregiativo, se non nella misura in cui lo sono tutti i termini utilizzati per la sessualità non coniugale nelle società europee e che portano con se un atteggiamento di condanna. Raramente è stato usato alla maniera di 'frocio', più spesso come un eufemismo, a indicare un amante o un fidanzato."
Coloro che si oppongono al termine ne sentono fortemente le implicazioni dispregiative e offensive. Inoltre, più importante, ritengono che il termine Berdache non tenga conto delle molteplici sfaccettature dello specifico ruolo. E ciò naturalmente è vero in quanto il ruolo dello Berdache ha molteplici varianti e aspetti. Spesso si preferisce usare il termine Two-spirit (due Spiriti) entrato in uso tra in nativi americani, ma Roscoe stesso utilizza il termine Berdache.
Gran parte di rabbia e frustrazione espressa circa l'uso del termine deriva dall'esperienza avuta dai popoli indigeni di essere studiati e spesso fraintesi dagli antropologi bianchi. Will Roscoe invece ha assunto una posizione molto rispettosa nei suoi studi. Per le sue evidenti buone intenzioni e per il suo amore per la gente, quindi, in questo articolo si seguirà il suo esempio. Quello che segue è quindi uno sguardo molto limitato sul mondo straordinariamente complesso e sulla storia dei Berdache.
Considerare generi alternativi non è facile alla maggior parte delle persone, ma molte tribù tradizionali di nativi americani non hanno avuto problemi ad accettare Berdache in mezzo a loro. Il concetto di continuum tra i generi, completamente separato dal tipo di sesso biologico, è un concetto largamente accettato dalle culture indigene. Inoltre molte religioni native affrontano il concetto dei Berdache.
Gli Arapaho delle pianure credono che il ruolo Berdache fosse un dono soprannaturale proveniente dai volatili o dagli animali. La storia della creazione dei Mohave del Colorato parla "di un tempo in cui le persone non erano sessualmente differenziate". Nel linguaggio Omaha, il termine Berdache significa "istruito dalla Luna". Secondo i miti non si dovrà mai tentare di interferire con l'adempimento del ruolo, le conseguenze potrebbero essere disastrose e portare anche alla morte.
In questa ottica c'era la forte convinzione che nessuno avrebbe dovuto resistere ad una chiamata spirituale quando questa portava a seguire un percorso da Berdache. Questa convinzione, frutto del rispetto e quasi di una paura reverenziale, portava all'accettazione del fatto che il Berdache fosse realmente un dono per la tribù, un individuo da amare e onorare.
Molte tribù credevano che la persona venisse guidata da una esperienza spirituale fino ad immergersi nel ruolo Berdache. Nessun ragazzo è mai stato costretto in quel ruolo, piuttosto a chi lo desiderava è stato permesso di esplorare la propria naturale inclinazione. Si passava attraverso una sorta di cerimonia al fine di determinare il loro cammino, perché si credeva che i Berdache avessero un'ampia visione spirituale e doti profetiche.
La seguente frase sembra riassumere il sentimento generale dei nativi americani riguardo alle differenze della loro gente: "Dal punto di vista indiano, qualcuno che sia diverso offre vantaggi alla società proprio perché lui o lei è libero dalle restrizioni comuni. Come una finestra diversa da cui guardare il mondo."
Nel 1971 lo sciamano Sioux intervistò un Winkte (Berdache). "Mi disse che se la natura pone un onere su un uomo rendendolo diverso, gli da anche un potere." Gli indiani Zapotec dell'Oaxaca in Messico difendono strenuamente il diritto dei Berdache di adottare un genere diverso e differenti ruoli sessuali perché "Dio ha creato ciò". L'enfasi sulla definizione del ruolo è posto sul carattere della persona e sul suo spirito e non sugli aspetti sessuali.
I nomi con cui le diverse tribù hanno onorato i Berdache sono svariati. La maggior parte delle fonti utilizzate nell'articolo consigliano di utilizzare un nome specifico associato alla specifica tribù e ciò è stato fatto laddove possibile.
I Lakota li chiamano Winktes. I Mohave li chiamano Alyha. I Lhamana usano il termine Zuni, così come i Navajo. Ci sono dozzine di termini, la maggior parte sono varianti di una parola comune utilizzata in una determinata area geografica. Il ruolo del Berdache esisteva e viene riconosciuto anche tra i popoli del continente sud americano e in vari altri luoghi del mondo. In Messico, il popolo Zapotec chiama i propri Berdache Ira'muxe.
Ci sono molte definizione per i Berdache. Alcune vengono elencate in seguito.
(1) "Berdache è riferito a speciali ruoli di genere nelle culture dei nativi americani che gli antropologi hanno interpretato come cerimonie di travestitismo, omosessualità istituzionalizzata, varianza di genere o di genere multiplo". (Jacobs, Thomas, Lang)
(2) "... un Berdache può essere definito come un uomo morfologico che non ricopre il ruolo maschile standard nella società, che ha un carattere non-mascolino." (Williams)
(3) Nel 1975, nel loro libro The Female of the Species, Martin e Voorhies hanno scritto "Le differenze di sesso non sono necessariamente percepite come bipolari. Sembra possibile che la bisessualità riproduttiva stabilisca un numero minimo di psico-sessi socialmente riconosciuti, ma questi non hanno bisogno di essere limitati a due".
(4) Nel suo libro The Zuni Man/Woman, l'autore Will Roscoe descrive il famoso We’wha come "colui che ha combinato il lavoro e i ruoli sociali di uomo e donna, un artista e un sacerdote che vestiva, almeno in parte, in abiti femminili."
L'antropologo Evelyn Blackwood riporta "Il genere dei Berdache non è una devianza di ruoli. Non è una miscela dei due generi, né tantomeno un salto da un genere al suo opposto. Non è un ruolo alternativo per persone non tradizionali che siano ancora considerate uomini o donne. E' piuttosto un genere separato all'interno di un multiplo sistema di genere".
l tema resta complesso e sembra sfidare ogni possibile descrizione, tuttavia si ritrovano elementi comuni. Le caratteristiche variano da gruppi a gruppi, ma un nucleo di quattro elementi è condiviso.
Ruolo lavorativo specifico - Uomini e donne Berdache sono tipicamente descritti in termini delle loro preferenze e come risultato nel lavoro del sesso 'opposto' e/o come attività specifiche della loro identità.
Differenze di genere - In aggiunta alle preferenze lavorative, i Berdache si distinguevano da uomini e donne in termini di temperamento, abbigliamento, stile di vita e ruolo sociale.
Aspetto spirituale - L'identità Berdache è fermamente creduta come il risultato di un intervento soprannaturale, sotto forma di visioni o di sogni e/o sancita dalla mitologia tribale.
Relazioni con lo stesso sesso - I Berdache il più delle volte intrecciano rapporti sessuali ed emozionali con membri non Berdache del loro stesso sesso.
Ruolo lavorativo specifico e Differenze di Genere
Il ruolo Berdache veniva determinato durante l'infanzia. Si studiavano il comportamento del bambino che sembrava avere una tendenza a vivere come Berdache e lo si aiutava a perseguirla invece che scoraggiarlo. A un certo punto, di solito in età puberale, si svolgeva la cerimonia per formalizzare l'entrata del ragazzo in questo ruolo. Una cerimonia comunemente praticata vedeva l'uso di un arco da uomo con una freccia e di cesti da donna, questi oggetti venivano messi in una sorta di capanna data alle fiamme. Il ragazzo veniva spinto ad attraversarla e ad uscirne col primo oggetto che istintivamente avrebbe afferrato durante il percorso. Ciò che avrebbe portato con sé veniva visto come un'indicazione spirituale riguardo a se il ragazzo era portato o meno per seguire il percorso da Berdache.
E' importante ricordare che gli indiani non vedevano questo ruolo come una scelta personale. Colui che seguiva questo percorso lo faceva seguendo la sua guida spirituale. Una importante caratteristica però restava il vivere una vita vera sul proprio cammino spirituale. Nella maggior parte dei casi il ruolo del Berdache veniva assunto per tutta la vita, ma ci sono stati casi, come nel XIX secolo, quando il Berdache Klamath di nome Lele'ks abbandonò il suo ruolo. Iniziò ad indossare abbigliamento da uomo, agire come un uomo e sposò una donna. La ragione che addusse fu che era stato in tal senso istruito dagli Spiriti.
Il seguire la propria direzione spirituale è la chiave per l'assunzione o l'abbandono del ruolo. "Di coloro che diventavano Berdache, gli altri indiani pensavano fossero stati rivendicati dalla Donna Sacra," senza possibilità di appello. Potevano anche essere compatiti a causa delle responsabilità spirituali che detenevano, ma venivano comunque trattati come qualcosa di misterioso e sacro, rispettati come persone benevoli che hanno aiutato gli altri in periodo di carestia." (Williams)
I Berdache eccellevano nella tessitura, nell'intreccio di perle e nella ceramica, tutte arti quasi prettamente associate alle donne della tribù. We'Wha, famoso Berdache Zumi, era un abile tessitore e ceramista nonché un fabbricatore di fasce e coperte. Le sue ceramiche venivano vendute a due volte il prezzo degli altri vasi del villaggio. Uomini Berdache sono stati anche coinvolti nella cucina, nella concia, nella fabbricazione di selle, nell'agricoltura, nel giardinaggio, nell'educazione dei figli e nell'intreccio di cesti.
Una delle caratteristiche dei Berdache era che il loro lavoro veniva fortemente apprezzato sia all'interno che all'esterno della tribù. Dire ad una donna che il suo lavoro era svolto bene come da un Berdache, non era considerato commento sessista, ma un grande complimento. A causa della loro qualità superiore, i beni prodotti dal Berdache erano molto apprezzanti anche dai collezionisti. C'era la convinzione che una parte del potere spirituale del Berdache venisse trasferita all'oggetto prodotto. Alcuni credevano che l'arte eccelsa prodotta fosse una manifestazione del loro potere.
Oltre all'artigianato i Berdache erano anche noti per la loro capacità di rendere legate le famiglie e la comunità. Sono stati considerati patrimonio della tribù e simbolo di grande orgoglio. Un uomo cresciuto con suo cugino Berdache disse: "Viveva come se avesse una comprensione più grande della vita".
Molti Berdache adottavano bambini e sono stati conosciuti per essere stati ottimi genitori e insegnanti. I nativi americani erano ben disposti all'adozione e tradizionalmente condividevano l'educazione dei figli all'interno delle famiglie. I Berdache eccellevano nella cucina, nella pulizia e nei lavori domestici. Molti, come We'Wha, erano molto orgogliosi di essere in grado di fornire alle loro famiglie il massimo confort, cibo e nutrimento.
In tutta la letteratura ci sono riferimenti al fatto che i Berdache non trovassero alcuno scopo più grande del servire i loro compagni di tribù. Hastiin Klah, un famoso sciamano e Berdache Navajo, è stato descritto con molto amore e rispetto dalla ricca bostoniana Mary Cabot Wheelwright: "L'ho rispettato e amato per la sua vera bontà, la sua generosità. Era un santo, non c'è altra parola che si possa usare per lui... Da quando l'ho conosciuto non ha mai tenuto nulla per sé. Era difficile guardarlo ricoperto di stracci alle sue cerimonie, ma ciò che gli è stato dato raramente lui lo ha tenuto, passandolo a qualcun'altro che ne avesse bisogno... Ogni cosa era la forma esteriore del mondo spirituale che era reale per lui."
Per quanto riguarda l'educazione dei figli e l'istruzione, i Berdache avevano un ruolo importante. Non solo adottavano figli propri, ma spesso venivano coinvolti nella cura di figli di altri. Uno dei migliori esempi di ciò si trova nella cultura Zuni. In essa tutti i membri adulti si consideravano responsabili del comportamento di tutti i bambini della tribù. Un adulto poteva affidare un bambino dal comportamento errato ad un altro che lo avrebbe corretto. We'Wha dichiara di aver beneficiato di questo meccanismo quando era un bambino e che è diventato a sua volta un suo sistema per far maturare i bambini e farli diventare Berdache.
Tutt'oggi la pratica da Berdache di essere coinvolti nell'educazione dei figli persiste e sembra aver assunto sempre più importanza dal momento che nelle tribù l'abuso e l'alcolismo abbondano. "Terry chiamato Aquila, un Berdache Lakota, afferma: 'Io amo i bambini e all'inizio avevo paura di restare senza. Lo Spirito ha detto che vi avrei provveduto. Poco dopo alcuni ragazzi ubriachi e che non si prendevano cura di loro stessi si sono avvicinati a me. I ragazzi hanno cominciato a trascorrere sempre più tempo qui e alla fine i loro genitori mi hanno chiesto di adottarli'. Oltre questi ragazzi a Terry è stato chiesto di adottarne altri. In tutto ha adottato sette orfani, uno dei quali vive con lui. Questo ragazzo diciassettenne, tipicamente maschile, interagisce produttivamente con le persone che provvedono a lui. Dopo essere stato abusato fisicamente da bambino da genitori alcolizzati, ora è grato per la stabilità e per l'atmosfera di sostegno della sua casa adottiva". (Williams)
Il ruolo Berdache è spesso caratterizzato da una tendenza ad un temperamento pacifico, ma erano anche noti per l'andare in guerra e/o regolarmente a caccia. Alcune culture lasciavano che si occupassero di cucinare, lavare, prendersi cura del campo e dei feriti.
La loro presenza tra i guerrieri era valutata in base ai loro speciali poteri spirituali. Occasionalmente un Berdache avrebbe potuto partecipare direttamente alla battaglia. Questo confuta l'argomentazione dei primi antropologi secondo cui il ruolo Berdache fosse utilizzato per evitare la guerra. Il Berdache Crow, Osh-Tisch, deve il suo nome ad una battaglia avuta nel 1876, battaglia in cui si distinse per il suo coraggio, e significa 'trova e uccide'.
A causa della loro posizione unica tra i generi, né maschio né femmina, i Berdache venivano chiamati ad essere consiglieri nei conflitti coniugali. Nelle tribù Omaha venivano anche pagati per questo servizio. I Berdache spesso hanno rivestito il ruolo di mediatori. Quando un giovane voleva inviare regali per ottenere l'attenzione di una giovane donna, spesso un Berdache interloquiva tra lui e la famiglia della ragazza.
Da sottolineare è che un aspetto notevole del Berdache era l'associazione con la prosperità e la ricchezza. Non essendo soggetti a mestruazioni, gravidanze e allattamento, erano in grado di lavorare durante i periodi in cui le donne non potevano. Inoltre la loro muscolatura li rendeva in grado di sopportare lunghe giornate di lavoro duro. Erano conosciuti come in grado di fare il doppio del lavoro di una donna. Questa forza e la sua propensione a lavorare sodo era una capacità tenuta in considerazione da chi intendeva sposarli.
Sebbene si prenda in considerazione la fluidità di un comportamento di genere alternativo, un Berdache poteva raggiungere alcuni assoluti quando si trattava di adottare ruoli femminili. Le limitazioni fisiche non hanno limitato i tentativi di imitare i processi biologici femminili come le mestruazioni o la gravidanza. Gli Alyha Mohave erano particolarmente noti per aver fatto di tutto per simulare gravidanze. Si sarebbero indotti alla costipazione per poter 'partorire' un feto fecale senza vita. Adeguati riti funebri e di sepoltura sono stati eseguiti in questi casi col coinvolgimento del marito dell'Alyha.
L'Alyha poteva anche simulare le mestruazioni grattandosi le gambe fino a farle sanguinare. Avrebbero poi richiesto ai loro mariti di osservare tutti i tabù legati alle mestruazioni. Tuttavia non è mai stato osservato il tentativo di accudire un infante. A volte l'Alyha avrebbe finto una gravidanza allo scopo di fermare il marito dal lasciarlo o dal divorziare per motivi di sterilità.
Una delle storie più divertenti connessi all'abbigliamento femminile dei Berdache ci viene da We'Wha. Nel 1886 si recò a Washington DC per incontrare il presidente Grover Cleveland accompagnato da un giovane antropologo, Matilda Coxe Stevenson. Poiché passava tranquillamente per una donna gli fu permesso di entrare nelle camere delle signore e nel boudoir d'elite. Al suo ritorno a casa si è divertito a raccontare che "le donne bianche erano per lo più finte, avevano denti falsi e 'ratti' nei loro capelli".
Sanzione spirituale
Il Berdache tradizionalmente era noto per la sua vita condotta all'interno di un forte codice morale. La loro etica era al di sopra di ogni sospetto ed erano considerati come persone di pace e arbitri nelle controversie. Hanno accettato i doveri del loro ruolo e cercato di soddisfare le aspettative che gli altri riponevano in loro. Non solo sono stati abili nel risolvere le controversie tra i membri della tribù, ma sono anche stati intercessori tra mondo fisico e spirituale.
La tribù li teneva in grande considerazione e la gente rispettava, e spesso temeva, la loro connessione col mondo degli Spiriti. Questo sembra essere uno dei motivi per cui i Berdache tradizionali non sono stati oggetto di fastidio e vessazioni. La maggior parte delle tribù riteneva che fosse molto pericoloso tentare di interagire col regno spirituale e si sentivano fortunate ad avere un Berdache in mezzo a loro in grado di svolgere questo compito.
Anche se spesso i Berdache adempivano maggiormente al compito di prendersi cura dei malati e feriti, non erano di solito sciamani, piuttosto erano coloro a cui lo sciamano si rivolgerebbe per essere guidato. Come ha dichiarato un Lakota: "I Winktes possono essere uomini medicina, ma di solito non lo sono perché hanno già il potere".
I Berdache erano strettamente connessi a sogni e visioni. In alcune culture si credeva semplicemente che le visioni e i sogni guidassero gli individui per cui sono stati considerati una forza benevola. In altre, come per i Maricopa, l'adozione di un ruolo Berdache è stato associato col 'troppo' sognare.
Tra le tribù delle pianure, spettava al Berdache benedire il palo sacro della cerimonia della Danza del Sole, il rito religioso più importante della loro cultura. L'associazione dei Berdache con esso avrebbe portato fortuna al rituale e al partecipante. I Berdache spesso avevano il compito di preparare i morti per la sepoltura. Tra i Yokuts, i Tongochim erano così stimati che erano autorizzati a tenere uno dei beni del defunto a loro scelta.
Nella tribù Potawatomi se un Berdache si era preso cura dei capelli di un uomo che poi sarebbe andato a caccia, egli avrebbe avuto uno speciale vantaggio spirituale e protezione. Anche se potevano essere tra i membri più gentili e amorevoli di un gruppo, se incrociati, potevano diventare nemici vendicativi e formidabili, una caratteristica che sottolinea il mistero e il potere del loro ruolo.
In relazione alla natura spirituale del ruolo, la gente si avvicinava ad essi come ad una divinità, con timore, rispetto e senso di accettazione, senza neanche bisogno di comprendere appieno il perché.
Relazioni con lo stesso sesso
A differenza degli europei, i nativi americani vedevano nell'esperienza sessuale qualcosa di più che un mezzo di riproduzione. Era un'attività apprezzata e gradita. Il piacere era considerato un dono dal mondo degli Spiriti. Come risultato, le tribù più tradizionali non risentivano di nessuna inibizione nei confronti dei rapporti sessuali. I bambini potevano vedere adulti che facevano sesso e in alcune cerimonie il sesso era un elemento orgiastico. Inoltre il contatto sessuale non era necessariamente limitato al proprio coniuge o al sesso opposto, quindi sicuramente fare sesso con un membro del proprio sesso non era esclusiva dei Berdache.
Ci sono alcune caratteristiche delle pratiche sessuali Berdache però che differiscono da quelle del fare sesso tra appartenenti allo stesso sesso. I Berdache quasi sempre osservavano il tabù dell'incesto, quindi non facevano sesso con un altro Berdache. Una spiegazione potrebbe essere che il partner sessuale del Berdache tendeva ad avere una natura maschile. Questa consuetudine è coerente con alcuni aspetti del loro ruolo di genere piuttosto che con aspetti solo sessuali. Resta anche coerente coi matrimoni contratti dai Berdache che li vedevano il più delle volte sposare un uomo. In queste unioni i Berdache sono visti come delle mogli e vengono apprezzati dal marito non solo per i compiti domestici ma anche per i rapporti omosessuali socialmente accettabili.
In un certo senso le culture dei nativi americani hanno istituzionalizzato e socialmente sancito i rapporti omosessuali utilizzando il ruolo Berdache come quello preferenziale per il partner dello stesso sesso. Quando gli uomini volevano avere un rapporto con un altro uomo, essi venivano incoraggiati a farlo con un Berdache.
Il comportamento sessuale usuale per un Berdache è quello di assumere un ruolo passivo nel rapporto anale. A volte si poteva indulgere nel rapporto orale o nell'assumere un ruolo attivo, ma di ciò non si ha documentazione. Se un Berdache voleva assumere un ruolo attivo, di solito veniva fatto in segreto e con un partner fidato. Questo valeva anche per un uomo coinvolto con un Berdache, se voleva assumere un ruolo passivo bastava mantenesse il riserbo su questa pratica.
Un'altra caratteristica sessuale dei Berdache è che durante i preliminari al rapporto in genere non gradivano si toccassero loro i genitali. "Il rapporto con un Alyha ha la sua etichetta da rispettare, il partner deve attenervisi, altrimenti potrebbe ricadere in ogni sorta di guai." Un uomo Mohave che ha avuto alcuni Alyha come mogli riporta "Insistevano per denominare il loro pene come 'cunnus'(clitoride)" . "... Non ho mai osato toccare il loro pene in erezione, tranne durante il rapporto. Avrei corteggiato la morte altrimenti, perché possono diventare violenti se si gioca troppo col loro pene in erezione".
WORKS CITED
Jacobs, Sue-Ellen, Wesley Thomas, and Sabine Long. Two-Spirit People. Urbana and Chicago: University of Illinois Press, 1997.
Roscoe,Will. Changing Ones: Third and Fourth Genders in Native North America.New York: St. Martin’s Press, 1998.
Roscoe, Will, ed. Living the Spirit: A Gay American Indian Anthology. Complied by Gay American Indians. New York: St. Martin’s Press, 1988.
The Zuni Man-Woman.Albuquerque: University of New Mexico Press, 1991.
Williams, Walter L.The Spirit and the Flesh, Sexual Diversity in the American Indian Culture.Boston: Beacon Press, 1986.
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domenica 15 aprile 2012
Berdache
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venerdì 13 aprile 2012
La Via del Dolore: Spiritualità BDSM
"Il dolore, quando imposto e sopportato abbastanza a lungo, porta in superficie la disinibita, cruda anima degli esseri umani, Quando due persone possono sperimentare ciò insieme, è come un incontro su un altro piano." FifthAngel
Kink. Sadomasochismo. Bondage. Dominazione e sottomissione. Nella tradizionale società queste attività sono spesso associate con una sessualità nascosta, un territorio inesplorato che si trova sicuramente al di là delle manette di peluche rosa o della lingerie sexy. Nel mondo spirituale legato al BDSM invece queste attività sono ben lungi dall'essere una novità.
"La mia iniziazione alla Scena è avvenuta, come succede per tanti, in un momento di crisi. Avevo ricavato per me un posto sicuro e tranquillo nella città dove ero nato. Avevo un buon lavoro, un appartamento spazioso, una ragionevole posizione sociale nella fitta comunità conservatrice della città. Allo stesso tempo andavo costruendo una fiorente carriera letteraria costruita sull'erotismo BDSM, ero coinvolto in una relazione poliamorica che coinvolgeva cinque persone sparse su tre stati e sentivo che nessun sistema di religione o convinzione era in grado di descrivere il mio personale modo di avvertire il mondo. La discrepanza tra cosa ero e cosa invece dovevo rappresentare nella mia comunità era enorme e quasi insopportabile. Il sistema più logico per stare meglio sembrava essere quello di trasferirmi in una città dalla mentalità più aperta, ma ciò sembrava una chimera, qualcosa da realizzare in tre-quattro anni nella migliore delle ipotesi.
La sofferenza era costante, una frustrazione che era alla base della mia vita, così decisi di partecipare all'evento BDSM più vicino che mi permettesse di conservare la mia reputazione, 250 miglia lontano. L'evento prometteva workshop pratici di giorno e "play parties" con l'opportunità di metterli in pratica di notte. Tenni basse le mie aspettative. Non ho mai dato nulla per scontato e avrei facilmente indossato il mio aspetto di scrittore voyeuristico e osservato a distanza di sicurezza.
In poche ore rimasi a torso nudo, bendato e legato con delle corde intrecciate in maniera elaborata. La mia nuova partner sperimentava pugni sul mio petto attenta a dare la massima sensazione al minimo danno. Pazientemente mi ha condotto al di là delle sensazioni fisiche e delle barriere sociali che avrebbero potuto limitare la mia esperienza. "Lascia uscire il suono", mi disse. Io riuscii ad emettere a malapena uno squittio. "Apri la bocca, emetti il suono a bocca aperta." Punch. Emisi un rumore, sentivo l'energia attraversare il mio corpo e uscire attraverso il mio respiro. Ho avuto la sensazione che lei stesse sorridendo.
Il non vedere trasformava la mia consapevolezza interiore e ogni colpo sordo sembrava disperdere le mie funzioni cognitive sempre più finché i pensieri ordinari cessarono del tutto. Incapace di muovermi, incapace di vedere, capace solo di assimilare il tonfo sordo dei colpi, ho toccato una pura consapevolezza, senza filtri, qualcosa di accessibile solo quando abbastanza strati che la ricoprono sono stati sollevati. Per la prima volta ho avuto la sensazione di essere veramente me stesso. Non ero in spazi mentali particolari né distante da quello che stavo vivendo. Semplicemente i miei metodi consoni di filtrare le informazioni ricevute erano andati completamente in frantumi.
Dopo una varietà vertiginosa di sensazione, sono caduto ai piedi della mia partner, stordito e come in volo a causa delle endorfine, mentre lei mi accarezzava i capelli. Ricordo che mi presentò un suo amico: 'Questo è Kal. Non parla molto.' Mi portò alla snack area e mi rifocillò con dell'acqua, assicurandosi che fossi tornato al piano ordinario prima di lasciarmi." (Kal Cobalt)
In molti casi il raggiungimento dello "spazio mentale", quella sensazione di entrare in uno stato alterato, è un obiettivo primario nel BDSM. Nel sesso, in molti casi, non lo è. L'eco delle tradizioni tantriche può essere riconosciuta nelle tendenze BDSM per l'uso dell'energia sessuale, ma essa viene poi utilizzata in modo diverso dalla soddisfazione fisica. Gran parte delle attrezzature BDSM e delle pratiche rispecchiano le iniziazioni sciamaniche o tribali, se ne assume una versione sicura su cui i giochi vengono progettati. Per i praticanti spirituali BDSM, in particolare, l'uso dell'energia sessuale, del dolore, della costrizione o della schiavitù, è specificatamente orientata verso il raggiungimento di uno stato psichico al di là della coscienza ordinaria. Non ci sono costanti nello spazio mentale, cosa rappresenti e come si raggiunga varia da persona a persona e da una scena all'altra. L'esatta natura degli stati raggiunti non può essere prevista. Coloro che nella comunità BDSM riconoscono questo spazio sono preparati a tutte le possibilità e, esattamente come in altre pratiche spirituali, anche nel BDSM alcuni stati alterati non sono affatto "divertenti".
Larga parte della comunità poi sembra essere consapevole degli aspetti spirituali del gioco ed è particolarmente interessata all'impatto dell'energia spirituale sulle scene. Non è insolito che i praticanti scelgano dove giocare proprio in base all'energia dei luoghi che li circondano.
"La natura insulare della manifestazione ha incoraggiato una libertà di comportamento che sarebbe stata assolutamente impensabile per me poche settimane prima. Il giorno dopo la mia iniziazione, mi sono offerto volontario per ricevere una stimolazione dolorosa, per pressione, come parte di una dimostrazione del workshop. Sono rimasto in mutande, ho consegnato i miei abiti allo sconosciuto seduto accanto a me e mi sono presentato davanti ad un pubblico di 150 persone per accettare il dolore. Quella notte ho rivisto la mia partner e lei mi ha condotto lungo ulteriori esperimenti sulle sensazioni, infilando aghi nella pelle del mio petto e colpendo la mia schiena con una frusta singola.
Quando mi è sembrato di essere rientrato nelle mie ordinarie strutture mentali, ho deciso di lasciare il party quando lei ha deciso di andare. Mentre camminavamo nell'aria fresca notturna, lei mi ha chiesto se ero 'tornato' sufficientemente per guidare. 'Starò bene,' le ho assicurato. 'Non appena troverò la macchina". Immediatamente riconosciuto ciò per il segnale d'allarme che era, mi ha ordinato di rientrare dentro per altri dieci minuti, il tempo di uno spuntino e un altro bicchiere d'acqua. Dopo di che, riuscendo, ho trovato la macchina subito, proprio davanti a me. Ho concluso che mentre posso dire in qualsiasi momento se sono o meno ubriaco, non ho invece idea di quanto profondamente nello spazio mentale sono penetrato e quanto ciò abbia alterato il mio stato.
La mia iniziazione e le conseguenti scoperte hanno immediatamente cambiato la mia vita ordinaria. Sono istantaneamente guarito dalla mia fobia degli ascensori. 'Ho preso due aghi nel petto,' mi ritrovai a pensare: 'certo che posso salire con l'ascensore.' Il sopravvivere ad una sfida fisica specifica ha prosciugato tutta la paura delle improbabili prove future. Imparare ad elaborare il disagio fisico è diventato un modo diretto per superare le barriere mentali.
L'intensità delle molte prove fisiche mi ha tenuto gioiosamente in volo per un certo tempo, dopodiché mi ha lasciato in frantumi. Dopo qualche giorno ho cominciato a sentito il profondo rilascio di una brutta tossina, simile all'effetto postumo di alcune chiropratiche, ma molto più pronunciato. In più non potevo praticare nel tentativo di liberare ulteriori endorfine, ogni movimento mi causava troppo dolore. Dopodiché i lividi cominciarono a prudere. Per settimane ho dormito poco. L'energia dell'iniziazione persisteva e mi ha spinto a raggiungere il block notes accanto al mio letto quasi ogni ora. 'Ora vedo che la mia vita potrebbe essere significativamente diversa se mi trasferissi,' ho scritto. 'Non cerco più la stessa vita in un posto nuovo'.
La mia iniziazione aveva rotto la barriera che mi separava dall'energia necessaria per andare avanti nella mia vita. Un giorno dopo l'evento un'amica mi ha offerto di ospitarmi da lei fino a quando avessi trovato un posto dove vivere nelle vicinanze. Otto settimane dopo, ho guidato una U-Haul per 300 miglia fino alla sua porta. Un anno dopo ho partecipato allo stesso evento annuale della mia iniziazione. Con un piano in mente, seguendo il ritmo dell'energia che avevo scoperto, mi sono trovato ad assistere al workshop tenuto dalla stessa persona che mi aveva iniziato. Abbiamo dato una mano, probabilmente, all'inizio di qualcuno tra il pubblico. Mentre continuo il mio cammino di spiritualità, il BDSM rimane uno strumento molto utile. Noto spesso che ogni scena mi insegna qualcosa di me stesso. Si tratta di un percorso costante di auto-esplorazione." (Kal Cobalt)
Non si tratta di un percorso facile. Si può essere colti alla sprovvista guardando i propri lividi allo specchio. Può essere difficile, considerando eventi di violenza domestica, soprattutto per le donne, vederli come segni incoraggianti o di iniziazione. Ci sono in giro ciarlatani e inesperti, come in ogni gruppo, e la grande varietà di pratiche abbracciate dalla comunità BDSM può a volte rendere difficile la ricerca di coloro che portano avanti un discorso spirituale. Un problema comune riguarda l'uso del BDSM in sostituzione alla terapia, soprattutto per questioni inerenti alle questioni sessuali. E per molti, il percorso BDSM è qualcosa di necessariamente clandestino grazie allo stigma ancora associato a certi aspetti della sessualità. Far fronte all'intenso lavoro spirituale mentre ci si nasconde può essere qualcosa di esasperante.
Tuttavia, il BDSM può offrire un metodo agli individui moderni, urbani, per esplorare il potenziale spirituale dell'energia sessuale. Esso sarà privo della più fornita, estetica terminologia messa in relazione a contesti New Age. In generale più pratico che legato ad una determinata, codificata metodologia, ma permette comunque ai suoi praticanti di seguire il proprio percorso. La stragrande maggioranza delle comunità BDSM accoglie i nuovi arrivati e gli outsider interessati, rendendo il BDSM abbastanza accessibile nelle aree urbane. Se usato in maniera oculata il BDSM può fungere come una sorta di ministero laicale, abbattere le barriere tra il sesso e lo spirito che la nostra cultura comunemente stenta ancora a superare.
Kink. Sadomasochismo. Bondage. Dominazione e sottomissione. Nella tradizionale società queste attività sono spesso associate con una sessualità nascosta, un territorio inesplorato che si trova sicuramente al di là delle manette di peluche rosa o della lingerie sexy. Nel mondo spirituale legato al BDSM invece queste attività sono ben lungi dall'essere una novità.
"La mia iniziazione alla Scena è avvenuta, come succede per tanti, in un momento di crisi. Avevo ricavato per me un posto sicuro e tranquillo nella città dove ero nato. Avevo un buon lavoro, un appartamento spazioso, una ragionevole posizione sociale nella fitta comunità conservatrice della città. Allo stesso tempo andavo costruendo una fiorente carriera letteraria costruita sull'erotismo BDSM, ero coinvolto in una relazione poliamorica che coinvolgeva cinque persone sparse su tre stati e sentivo che nessun sistema di religione o convinzione era in grado di descrivere il mio personale modo di avvertire il mondo. La discrepanza tra cosa ero e cosa invece dovevo rappresentare nella mia comunità era enorme e quasi insopportabile. Il sistema più logico per stare meglio sembrava essere quello di trasferirmi in una città dalla mentalità più aperta, ma ciò sembrava una chimera, qualcosa da realizzare in tre-quattro anni nella migliore delle ipotesi.
La sofferenza era costante, una frustrazione che era alla base della mia vita, così decisi di partecipare all'evento BDSM più vicino che mi permettesse di conservare la mia reputazione, 250 miglia lontano. L'evento prometteva workshop pratici di giorno e "play parties" con l'opportunità di metterli in pratica di notte. Tenni basse le mie aspettative. Non ho mai dato nulla per scontato e avrei facilmente indossato il mio aspetto di scrittore voyeuristico e osservato a distanza di sicurezza.
In poche ore rimasi a torso nudo, bendato e legato con delle corde intrecciate in maniera elaborata. La mia nuova partner sperimentava pugni sul mio petto attenta a dare la massima sensazione al minimo danno. Pazientemente mi ha condotto al di là delle sensazioni fisiche e delle barriere sociali che avrebbero potuto limitare la mia esperienza. "Lascia uscire il suono", mi disse. Io riuscii ad emettere a malapena uno squittio. "Apri la bocca, emetti il suono a bocca aperta." Punch. Emisi un rumore, sentivo l'energia attraversare il mio corpo e uscire attraverso il mio respiro. Ho avuto la sensazione che lei stesse sorridendo.
Il non vedere trasformava la mia consapevolezza interiore e ogni colpo sordo sembrava disperdere le mie funzioni cognitive sempre più finché i pensieri ordinari cessarono del tutto. Incapace di muovermi, incapace di vedere, capace solo di assimilare il tonfo sordo dei colpi, ho toccato una pura consapevolezza, senza filtri, qualcosa di accessibile solo quando abbastanza strati che la ricoprono sono stati sollevati. Per la prima volta ho avuto la sensazione di essere veramente me stesso. Non ero in spazi mentali particolari né distante da quello che stavo vivendo. Semplicemente i miei metodi consoni di filtrare le informazioni ricevute erano andati completamente in frantumi.
Dopo una varietà vertiginosa di sensazione, sono caduto ai piedi della mia partner, stordito e come in volo a causa delle endorfine, mentre lei mi accarezzava i capelli. Ricordo che mi presentò un suo amico: 'Questo è Kal. Non parla molto.' Mi portò alla snack area e mi rifocillò con dell'acqua, assicurandosi che fossi tornato al piano ordinario prima di lasciarmi." (Kal Cobalt)
In molti casi il raggiungimento dello "spazio mentale", quella sensazione di entrare in uno stato alterato, è un obiettivo primario nel BDSM. Nel sesso, in molti casi, non lo è. L'eco delle tradizioni tantriche può essere riconosciuta nelle tendenze BDSM per l'uso dell'energia sessuale, ma essa viene poi utilizzata in modo diverso dalla soddisfazione fisica. Gran parte delle attrezzature BDSM e delle pratiche rispecchiano le iniziazioni sciamaniche o tribali, se ne assume una versione sicura su cui i giochi vengono progettati. Per i praticanti spirituali BDSM, in particolare, l'uso dell'energia sessuale, del dolore, della costrizione o della schiavitù, è specificatamente orientata verso il raggiungimento di uno stato psichico al di là della coscienza ordinaria. Non ci sono costanti nello spazio mentale, cosa rappresenti e come si raggiunga varia da persona a persona e da una scena all'altra. L'esatta natura degli stati raggiunti non può essere prevista. Coloro che nella comunità BDSM riconoscono questo spazio sono preparati a tutte le possibilità e, esattamente come in altre pratiche spirituali, anche nel BDSM alcuni stati alterati non sono affatto "divertenti".
Larga parte della comunità poi sembra essere consapevole degli aspetti spirituali del gioco ed è particolarmente interessata all'impatto dell'energia spirituale sulle scene. Non è insolito che i praticanti scelgano dove giocare proprio in base all'energia dei luoghi che li circondano.
"La natura insulare della manifestazione ha incoraggiato una libertà di comportamento che sarebbe stata assolutamente impensabile per me poche settimane prima. Il giorno dopo la mia iniziazione, mi sono offerto volontario per ricevere una stimolazione dolorosa, per pressione, come parte di una dimostrazione del workshop. Sono rimasto in mutande, ho consegnato i miei abiti allo sconosciuto seduto accanto a me e mi sono presentato davanti ad un pubblico di 150 persone per accettare il dolore. Quella notte ho rivisto la mia partner e lei mi ha condotto lungo ulteriori esperimenti sulle sensazioni, infilando aghi nella pelle del mio petto e colpendo la mia schiena con una frusta singola.
Quando mi è sembrato di essere rientrato nelle mie ordinarie strutture mentali, ho deciso di lasciare il party quando lei ha deciso di andare. Mentre camminavamo nell'aria fresca notturna, lei mi ha chiesto se ero 'tornato' sufficientemente per guidare. 'Starò bene,' le ho assicurato. 'Non appena troverò la macchina". Immediatamente riconosciuto ciò per il segnale d'allarme che era, mi ha ordinato di rientrare dentro per altri dieci minuti, il tempo di uno spuntino e un altro bicchiere d'acqua. Dopo di che, riuscendo, ho trovato la macchina subito, proprio davanti a me. Ho concluso che mentre posso dire in qualsiasi momento se sono o meno ubriaco, non ho invece idea di quanto profondamente nello spazio mentale sono penetrato e quanto ciò abbia alterato il mio stato.
La mia iniziazione e le conseguenti scoperte hanno immediatamente cambiato la mia vita ordinaria. Sono istantaneamente guarito dalla mia fobia degli ascensori. 'Ho preso due aghi nel petto,' mi ritrovai a pensare: 'certo che posso salire con l'ascensore.' Il sopravvivere ad una sfida fisica specifica ha prosciugato tutta la paura delle improbabili prove future. Imparare ad elaborare il disagio fisico è diventato un modo diretto per superare le barriere mentali.
L'intensità delle molte prove fisiche mi ha tenuto gioiosamente in volo per un certo tempo, dopodiché mi ha lasciato in frantumi. Dopo qualche giorno ho cominciato a sentito il profondo rilascio di una brutta tossina, simile all'effetto postumo di alcune chiropratiche, ma molto più pronunciato. In più non potevo praticare nel tentativo di liberare ulteriori endorfine, ogni movimento mi causava troppo dolore. Dopodiché i lividi cominciarono a prudere. Per settimane ho dormito poco. L'energia dell'iniziazione persisteva e mi ha spinto a raggiungere il block notes accanto al mio letto quasi ogni ora. 'Ora vedo che la mia vita potrebbe essere significativamente diversa se mi trasferissi,' ho scritto. 'Non cerco più la stessa vita in un posto nuovo'.
La mia iniziazione aveva rotto la barriera che mi separava dall'energia necessaria per andare avanti nella mia vita. Un giorno dopo l'evento un'amica mi ha offerto di ospitarmi da lei fino a quando avessi trovato un posto dove vivere nelle vicinanze. Otto settimane dopo, ho guidato una U-Haul per 300 miglia fino alla sua porta. Un anno dopo ho partecipato allo stesso evento annuale della mia iniziazione. Con un piano in mente, seguendo il ritmo dell'energia che avevo scoperto, mi sono trovato ad assistere al workshop tenuto dalla stessa persona che mi aveva iniziato. Abbiamo dato una mano, probabilmente, all'inizio di qualcuno tra il pubblico. Mentre continuo il mio cammino di spiritualità, il BDSM rimane uno strumento molto utile. Noto spesso che ogni scena mi insegna qualcosa di me stesso. Si tratta di un percorso costante di auto-esplorazione." (Kal Cobalt)
Non si tratta di un percorso facile. Si può essere colti alla sprovvista guardando i propri lividi allo specchio. Può essere difficile, considerando eventi di violenza domestica, soprattutto per le donne, vederli come segni incoraggianti o di iniziazione. Ci sono in giro ciarlatani e inesperti, come in ogni gruppo, e la grande varietà di pratiche abbracciate dalla comunità BDSM può a volte rendere difficile la ricerca di coloro che portano avanti un discorso spirituale. Un problema comune riguarda l'uso del BDSM in sostituzione alla terapia, soprattutto per questioni inerenti alle questioni sessuali. E per molti, il percorso BDSM è qualcosa di necessariamente clandestino grazie allo stigma ancora associato a certi aspetti della sessualità. Far fronte all'intenso lavoro spirituale mentre ci si nasconde può essere qualcosa di esasperante.
Tuttavia, il BDSM può offrire un metodo agli individui moderni, urbani, per esplorare il potenziale spirituale dell'energia sessuale. Esso sarà privo della più fornita, estetica terminologia messa in relazione a contesti New Age. In generale più pratico che legato ad una determinata, codificata metodologia, ma permette comunque ai suoi praticanti di seguire il proprio percorso. La stragrande maggioranza delle comunità BDSM accoglie i nuovi arrivati e gli outsider interessati, rendendo il BDSM abbastanza accessibile nelle aree urbane. Se usato in maniera oculata il BDSM può fungere come una sorta di ministero laicale, abbattere le barriere tra il sesso e lo spirito che la nostra cultura comunemente stenta ancora a superare.
giovedì 12 aprile 2012
L'umano potere animale
Finché professiamo la nostra ignoranza riguardo la nostra manifestazione come creature e non sviluppiamo il nostro potenziale energetico, dimentichiamo il punto cruciale della nostra esistenza.
Molte persone vivono oggi con un forte e crescente senso di attesa, spesso intessuto di apprensione, come se qualche rapido e radicale processo di cambiamento sia stato attivato e che comporterà una rottura radicale col passato lanciandoci in un futuro nuovo e sconosciuto.
Come soffiasse un fresco vento dello spirito, trascinandoci sempre più profondamente in tutto un nuovo inesplorato terreno, spronandoci lungo un percorso di veloce maturazione verso una visione del mondo come luogo sacro. Indubbiamente stiamo attraversando una soglia critica nelle braccia di una nuova coscienza e in questo nuovo crogiolo la natura umana sta subendo una vasta metamorfosi che non ha precedenti.
Una parte fondamentale di questa grande apertura spirituale è il risveglio del nostro senso di appartenenza indigena alla Terra. Si tratta, letteralmente, di una riassociazione, la possibilità di ricollegarsi ad essa in modo più completo, con una più matura consapevolezza del nostro ignoto spirito primordiale. La necessità è collettivamente riconosciuta dalla nostra cultura ed è quella di un più istintivo approccio alla spiritualità, insieme al bisogno soggettivo di auto-potenziamento. Queste esigenze hanno riacceso le braci della coscienza sciamanica, lasciando sfumare nel mondo occidentale gli attacchi alla religione, la scienza e l'etica senz'anima del consumismo di massa.
Molti guardano verso la spiritualità tribale e la pratica dello sciamanesimo come un modo per introdurre nella loro vita un maggiore contatto col naturale, col senso istintivo del sacro che sta dietro le nostre vite, come percorso per ripristinare o riscoprire il vitale collegamento interiore con l'universo naturale. Tuttavia, questo abbraccio deve essere temperato dal discernimento e dalla consapevolezza, soprattutto quando ci si approssima ai rituali e alle tradizioni dei popoli tribali.
Per Jürgen Kremer, psicologo, studioso e praticante sciamanico di San Francisco, la chiave della nostra riconnessione con l'universo naturale non è l'appropriarsi della spiritualità dei popoli tribali, quanto il ritrovare il "ricordo di sé' nelle loro tradizioni, il "recupero della mente indigena" di cui abbiamo bisogno di essere nutriti e nutrire le nostre tradizioni indigene.
Quale intellettuale nativo americano, John Mohawk ha commentato: "Non voglio che la gente adotti i rituali indiani perché voglio che la gente possegga i propri rituali. Voglio che vengano in possesso di esperienze che siano reali per loro. Solo così potrò celebrare con loro".
Abbiamo bisogno della "medicina del ricordo", per ricordare le nostre radici indigene. Come sottolinea Kremer: "Questo è il punto di partenza da cui tutti i metodi di guarigione possono sorgere. La guarigione viene dalla persona, dalla sua storia familiare, dalla storia, dalla comunità, in breve, dal superamento della scissione dissociativa e dal recupero della partecipazione ai fenomeni".
Di tutte le "medicine della memoria", uno dei più importanti è il ripristino dei nostri veri corpi animali. Se si vuole "salvare la Terra", il posto più vicino da dove cominciare è la propria materia vibrante, il nostro pezzo di terra senziente, attraverso la fisicità del nostro animale e animato corpo. Il nostro corpo umano è di per sé Terra. Si tratta di un corpo animale e come tale appartiene al mondo naturale.
Siamo parte della Natura. I popoli indigeni l'hanno sempre saputo e le società tribali in genere hanno abbraccialo l'animistica visione del mondo in cui l'universo è vissuto come qualcosa di vivo, animato da invisibili forze spirituali. Siamo animali umani, proprio come un gatto è un animale felino e un cane è un animale canino. E' questa consapevolezza di essere creature, la consapevolezza base del nostro sé animale e della sua presenza corporea, che può diventare una potente forza di guarigione, sia individuale che collettiva.
Nel suo più famoso libro,The Spell of the Sensuous, l'ecologista e filosofo David Abram, racconta la sua esperienza del vivere il corpo animale: "Ogni volta che ho messo a tacere le chiacchiere persistenti all'interno della mia testa, ho trovato questa silenziosa danza senza parole che è sempre in corso, questo duetto improvvisato tra il mio corpo animale e il fluido, vivo paesaggio che lo abita."
Abram descrive chiaramente che questa consapevolezza sensoriale del corpo sta rinascendo nella nostra cultura dopo secoli di denigrazione da parte delle religioni che hanno svilito la nostra fisicità animale nella loro ricerca della purezza spirituale. "Sotto il clamore delle ideologie castranti della civiltà, una nuova percezione sta lentamente nascendo, quella che si sviluppa dall'incontro tra l'animale umano e il suo habitat elementare. Si tratta della percezione che onora l'incommensurabile diversità delle cose, il modo in cui tutto quanto nasca dalla terra supera i calcoli che possiamo effettuare su di essa, il modo in cui ogni pietra, ogni folata di vento, ogni termite, ogni tartaruga marina porta con sé una forza creativa che supera ogni definizione. Come se ci fosse un fuoco sottile che brucia in ogni presenza sensibile, un battito cardiaco unico per ogni essere..."
Nell'animale umano questa coscienza di essere creatura naturale frequentemente viene repressa come, ad esempio, nella reazione ad un trauma. Nel suo articolo sul "Reclamare il proprio corpo animale", la psicologa Tania Dolley racconta di un incidente d'auto da cui ella uscì indenne e tranquillamente e solo in seguito giunsero i sintomi ritardati dello shock subito. Invece di scaricare l'adrenalina, ci si mobilita per affrontare il pericolo, e mentre altri animali reagirebbero con brividi e agitazione, l'animale umano lascia prevalere la mente razionale, così l'energia residua viene memorizzata nel corpo manifestandosi come sintomo.
Per Tania Dolley, prendere coscienza del proprio corpo animale può creare un collegamento tangibile col sé corporeo: "L'accettazione profonda di sé cambia il rapporto che posso avere col mio io interiore o la mia anima. E' come richiamare il proprio spirito dentro il proprio corpo, suscitando una sensazione di 'giusto' dovuto ad uno spostamento interiore e al riconoscimento: 'Ah si, è così che voglio sentirmi'". "Diventare animali" ci rende più pienamente umani.
Le tecniche psico-spirituali che oggi chiamiamo sciamanesimo sono nate nelle dure e gelide notti in concomitanza con la glaciazione, quando i nostri antenati paleolitici si trovarono di fronte alla necessità di sopravvivere. Circa 73 500 anni fa, quando sull'isola di Sumatra eruppe il supervulcano Toba. E' stata una delle più grandi esplosioni vulcaniche mai avute sulla Terra. L'eruzione durò due settimane, cenere e gas raggiunsero le 30 000 miglia nell'atmosfera e avvolsero l'intero pianeta. L'inverno vulcanico durò sei anni, seguito dal più profondo gelo dall'ultima glaciazione. La popolazione umana mondiale venne ridotta a 10 000 individui e la nostra specie fu seriamente in pericolo.
Prima del ghiaccio e della notte, la mente umana primordiale non era nascosta, si trovava semplicemente all'interno del cervello. Il fluido, l'espansa consapevolezza era maggiormente pervasiva, si estendeva attraverso tutto il corpo fisico e oltre, in ogni vibrante forma naturale incontrata e anche al di là di essa, fino alla vera aura e coscienza della Terra. Ciò faceva di noi delle reali "creature coscienti".
Ma in seguito, con lo shock del ghiaccio, arrivò una compressione della coscienza, una contrazione della massa psichica e a causa di ciò la naturale apertura, innocenza e fluidità congelò e si spense. Come il più profondo gelo, la coscienza umana venne progressivamente tagliata fuori dallo spirito della Terra. All'interno di questa prolungata assenza di calore si trovano le origini dello sciamanesimo, mediante individui dotati, gli sciamani, di una naturale propensione alla trance e alla visione, sia per individuare il cibo all'esterno, sia per fornire il calore interno necessario alla sopravvivenza della tribù paleolitica.
Da allora in poi fu solo grazie a questi "tecnici della trascendenza", che misero a disposizione le loro competenze, che le tribù conservarono il loro legami coi tempi precedenti e con la consapevolezza che minacciava di perdersi negli eoni di tempo apparentemente interminabili in cui il sole fu bandito e il ghiaccio tenne nella sua morsa il cuore degli uomini.
Attraverso la loro capacità di viaggiare fuori dal corpo, gli sciamani trascesero i confini del ghiaccio, riportando indietro sia il calore che il nutrimento spirituale, ma anche indicazioni e consigli necessari alla sopravvivenza della tribù dal mondo degli spiriti.
Lo sciamano non viaggia mai da solo. Una caratteristica centrale ed essenziale della pratica sciamanica è lo spirito guardiano dello sciamano, il suo alleato, che aiuta lo sciamano in tutte le sue missioni e viaggi nei regni metafisici, dove egli si reca per cercare aiuto e guarigione per i membri della comunità.
Di solito l'alleato dello sciamano è un animale, il loro "power animal", animale di potere. La ricerca dello sciamano è la ricerca del potere, di una potenza universale che egli ottiene dalla sua iniziazione e immersione in mondi astrali spesso caotici e pericolosi, e che può essere usato per navigare e negoziare una volta giunti in questi mondi.
Tradizionalmente lo spirito guardiano dello sciamano assume la forma di un animale con specifici poteri di trascendenza. I Jacuti della Siberia, ad esempio, visualizzavano questo spirito aiutante sia come un animale sia come la "forza del fuoco".
"Ogni sciamano... deve avere un animale-madre o una origine-animale. Di solito questa entità è raffigurata come un alce, meno spesso come un orso. Questo animale vive indipendentemente e separato dallo sciamano. Forse può essere meglio immaginato come la forza del fuoco dello sciamano che vola sopra la terra... E' l'incarnazione del dono proferito allo sciamano... è la potenza visionaria dello sciamano, che è in grado di penetrare sia il passato che il futuro".
Il rapporto dello sciamano col proprio animale di potere è stata fondamentale per la sopravvivenza della specie umana. Osservando le incisioni e i dipinti degli animali di potere nei templi rupestri della Francia meridionale e della Spagna settentrionale, si ottiene la visione di quanto questo rapporto fosse celebrato come vitale e intimo. Prima della scoperta, nel 1994, della caverna monumentale di Chauvet, sita nel profondo delle gole rupestri dell'Archèche francese, molti hanno visto le pitture e le incisioni rupestri, di cui la maggior parte dei soggetti sono animali, come nient'altro che una visione che le culture primitive avevano della caccia e dei successi relativi ad essa.
Esempi occasionali di immagini mitiche semi-umane in altre grotte, come lo stregone di Les Trois-Frères sui Pirenei francesi, aveva già indotto però alcuni osservatori più audaci, come il mitologo Joseph Campbell, a osservare l'arte glaciale delle caverne come prodotta da una cultura sciamanica, che prevedeva che alcuni animali venissero visti come in possesso di qualità trascendentali. Con la scoperta della grotta di Chauvet e dell'abbondanza di animali poco noti per essere cacciati e mangiati come prede, venne sottolineato in modo diretto come essi venissero visti quali portatori di determinate qualità e poteri.
Come suggeriscono i due archeologi David Lewis-Williams e Thomas Dowson "Una componente significativa del Paleolitico superiore sta nell'arte... derivante da stati alterati di coscienza." In altre parole, si tratta di immagini che riportano non tanto di animali cacciati nel mondo esterno, quanto di "animali interiori". Si tratta delle raffigurazioni degli animali di potere degli sciamani, invocati durante la trance.
I due animali più frequentemente rappresentati a Chauvet sono rinoceronti e leoni, animali molto pericolosi che non figuravano sicuramente sul menù paleolitico. Come spiriti guardiani essi posseggono forza e coraggio, qualità essenziali per aiutare gli sciamani nelle negoziazioni tra il mondo visibile e quello invisibile durante epoche dure. Lasciandosi andare a stati alterati di coscienza, questi artisti-sciamani hanno potuto sperimentare la presenza degli spiriti, che per la maggior parte delle persone esistono solo nei mondi che sono al di là del nostro. L'interno delle grotte ha portato la dimensione spirituale così vicina a quella fisica che, nell'atto di ritrarli e inciderli, gli sciamani sembrano aver ricalcato qualcosa che era già lì. Nel riportare quelle immagini è stata esternata e fissata la sentita presenza dei loro animali di potere.
Nel suo monumentale studio del profondo passato, Prehistoric Belief, l'archeologo e praticante sciamanico Mike Williams, sottolinea la realtà dell'esperienza dei nostri antenati glaciali: "Queste non sono più le immagini degli spiriti delle persone, ma degli spiriti stessi."
Forse per la prima volta nella storia umana si è avuta la necessità di questo tipo di sentimento e di espressione, quella di dare una forma permanente alla realtà spirituale divenuta inaccessibile alla normale coscienza umana. Gli sciamani del Paleolitico superiore sono stati in grado di raggiungere una dimensione vitale che in precedenza era stata percepita dai loro antichi antenati come intrinseca sostanza della Terra stessa. Impegnandosi nei rituali, mediante la loro pittura rupestre e le incisioni, si è espresso un urgente bisogno religioso, necessario a ricongiungersi con l'animato spirito della Terra che permea tutta la vita.
Nel XXI secolo siamo arrivati ad un punto della nostra evoluzione in cui non abbiamo più bisogno di fare affidamento su elaborati rituali e cerimonie del passato o pesanti psicologismi astrali per vedere o muoversi nel "mondo al di là". I progressi della nostra comprensione della fisica moderna hanno già precisato che lo spirito, la materia e la coscienza sono tutte forme di energia.
La materia viene vista come spirito condensato, una densa forma di energia che vibra più lentamente rispetto ad altri livelli dello spirito, ma resta comunque una forma di energia spirituale. Il mondo materiale è visto come una miriade di regni di esistenza o di esperienza compenetrati in uno sconfinato, intricato universo. Da questo punto di vista il mondo fisico che vediamo, sentiamo, tocchiamo, annusiamo o assaggiamo è il mondo al di là, solo che viene 'stranamente' percepito attraverso i sensi. Non c'è bisogno di spingersi fuori dal corpo fisico o di librarsi lontano dalla Terra per percepire il calore del nostro centro eterno, la fiamma viva o lo spirito. Tutto ciò è proprio qui.
Ken Carey ci trasmette la sua saggezza dicendo: "C'è il più bel velo tra noi e la percezione completa della realtà, uno schermo tra noi e il nostro eterno sé. Non si ha bisogno di nessuna elaborata tecnica o rituale per liberarsi da questo velo. Basta aprirsi alla corrente organica della consapevolezza che in ogni momento scorre dalla sorgente della vita."
L'animale di potere è un aspetto di quella 'corrente organica della consapevolezza'. Può essere visto come lo spirito della Terra che si configura per l'individuo. Il vitale respiro della Terra assume una forma che entra nella nostra consapevolezza, in modo che si possa sperimentare di persona e pienamente l'appartenenza a questo pianeta, di modo che diventi veramente la nostra casa.
Nello sciamanesimo tradizionale, l'animale di potere non si manifesta fisicamente. Può assumere una presenza forte, ma resta un abitante trascendente, una manifestazione del 'mondo al di là'. Con la trasformazione dell'umana coscienza oggi possibile il rapporto con la Terra può passare ad un nuovo livello di manifestazione e di intimità, portando con sé una più profonda dose spirituale nel mondo fisico.
Così come l'elefante o la giraffa o qualsiasi altra creatura, porta la maestà e la dignità della propria specie, così i membri della specie umana possono crescere nella dignità e nella maestà della propria natura e incarnazione. Come riscoprire il 'senso del giusto' degli esseri umani, che, una volta trascendente, può ora esprimersi fisicamente diventando immanente. Attraverso la nostra 'manifestazione come creatura', i nostri sensi, il nostro corpo animale diventano il nostro alleato più vicino e la nostra guida più tangibile. Il nostro corpo fisico diventa il nostro animale guardiano, il nostro vero animale di potere.
La comprensione di ciò, che l'animale umano può diventare l'animale di potere, entra a far parte di una nuova visione, una nuova mitologia, con cui la tribù umana può espletare il bisogno di aprire il proprio cuore, espandere la propria coscienza e sperimentare la 'corrente organica della consapevolezza' che in essa scorre, fino ad arrivare ad una più attiva e maestosa esperienza dell'essere vivi.
References
1. Grossinger, R. (2008). The Bardo of Waking Life. Berkeley, California: North Atlantic Books.
2. Kremer, J. (1999). “Shamanic Inquiry as Recovery of Indigenous Mind. Toward an egalitarian exchange of knowledge.” Published in: Schenk & Ch. Rätsch (eds.), What is a shaman? J Ethnomedicine, special volume 13:125-40. Berlin: VWB – Verlag für Wissenschaft und Bildung.
3. Abram, D. (1997). The Spell of the Sensuous. New York: Vintage Books.
4. Abram, D. (2010). Becoming Animal: An Earthly Cosmology. New York: Pantheon Books.
5. Dolley, T. (2010). “Reclaiming Our Animal Body.” Published in: Marian Van Eyck McCain (ed), GreenSpirit: Path to a New Consciousness. Winchester, UK & Washington, USA, O Books.
6. Cottrell B. (2008). The Way Beyond The Shaman – Birthing A New Earth Consciousness. Winchester & Washington: O Books.
7. Campbell J. (1976). The Masks of God, Vol. 1: Primitive Mythology. London, Penguin Books.
8. Lewis-Williams, J.D., Dowson TA. (1988). “The signs of all times: entopic phenomena in Upper Paleolithic art.” Current Anthropology.
9. Ibid.
10. Williams M. (2010). Prehistoric Beliefs: Trance and the Afterlife, Brimscombe Court, Stroud: The History Press.
11. Carey K. (1991). Starseed, The Third Millennium: Living In The Posthistoric World. New York: HarperCollins.
Molte persone vivono oggi con un forte e crescente senso di attesa, spesso intessuto di apprensione, come se qualche rapido e radicale processo di cambiamento sia stato attivato e che comporterà una rottura radicale col passato lanciandoci in un futuro nuovo e sconosciuto.
Come soffiasse un fresco vento dello spirito, trascinandoci sempre più profondamente in tutto un nuovo inesplorato terreno, spronandoci lungo un percorso di veloce maturazione verso una visione del mondo come luogo sacro. Indubbiamente stiamo attraversando una soglia critica nelle braccia di una nuova coscienza e in questo nuovo crogiolo la natura umana sta subendo una vasta metamorfosi che non ha precedenti.
Una parte fondamentale di questa grande apertura spirituale è il risveglio del nostro senso di appartenenza indigena alla Terra. Si tratta, letteralmente, di una riassociazione, la possibilità di ricollegarsi ad essa in modo più completo, con una più matura consapevolezza del nostro ignoto spirito primordiale. La necessità è collettivamente riconosciuta dalla nostra cultura ed è quella di un più istintivo approccio alla spiritualità, insieme al bisogno soggettivo di auto-potenziamento. Queste esigenze hanno riacceso le braci della coscienza sciamanica, lasciando sfumare nel mondo occidentale gli attacchi alla religione, la scienza e l'etica senz'anima del consumismo di massa.
Molti guardano verso la spiritualità tribale e la pratica dello sciamanesimo come un modo per introdurre nella loro vita un maggiore contatto col naturale, col senso istintivo del sacro che sta dietro le nostre vite, come percorso per ripristinare o riscoprire il vitale collegamento interiore con l'universo naturale. Tuttavia, questo abbraccio deve essere temperato dal discernimento e dalla consapevolezza, soprattutto quando ci si approssima ai rituali e alle tradizioni dei popoli tribali.
Per Jürgen Kremer, psicologo, studioso e praticante sciamanico di San Francisco, la chiave della nostra riconnessione con l'universo naturale non è l'appropriarsi della spiritualità dei popoli tribali, quanto il ritrovare il "ricordo di sé' nelle loro tradizioni, il "recupero della mente indigena" di cui abbiamo bisogno di essere nutriti e nutrire le nostre tradizioni indigene.
Quale intellettuale nativo americano, John Mohawk ha commentato: "Non voglio che la gente adotti i rituali indiani perché voglio che la gente possegga i propri rituali. Voglio che vengano in possesso di esperienze che siano reali per loro. Solo così potrò celebrare con loro".
Abbiamo bisogno della "medicina del ricordo", per ricordare le nostre radici indigene. Come sottolinea Kremer: "Questo è il punto di partenza da cui tutti i metodi di guarigione possono sorgere. La guarigione viene dalla persona, dalla sua storia familiare, dalla storia, dalla comunità, in breve, dal superamento della scissione dissociativa e dal recupero della partecipazione ai fenomeni".
Di tutte le "medicine della memoria", uno dei più importanti è il ripristino dei nostri veri corpi animali. Se si vuole "salvare la Terra", il posto più vicino da dove cominciare è la propria materia vibrante, il nostro pezzo di terra senziente, attraverso la fisicità del nostro animale e animato corpo. Il nostro corpo umano è di per sé Terra. Si tratta di un corpo animale e come tale appartiene al mondo naturale.
Siamo parte della Natura. I popoli indigeni l'hanno sempre saputo e le società tribali in genere hanno abbraccialo l'animistica visione del mondo in cui l'universo è vissuto come qualcosa di vivo, animato da invisibili forze spirituali. Siamo animali umani, proprio come un gatto è un animale felino e un cane è un animale canino. E' questa consapevolezza di essere creature, la consapevolezza base del nostro sé animale e della sua presenza corporea, che può diventare una potente forza di guarigione, sia individuale che collettiva.
Nel suo più famoso libro,The Spell of the Sensuous, l'ecologista e filosofo David Abram, racconta la sua esperienza del vivere il corpo animale: "Ogni volta che ho messo a tacere le chiacchiere persistenti all'interno della mia testa, ho trovato questa silenziosa danza senza parole che è sempre in corso, questo duetto improvvisato tra il mio corpo animale e il fluido, vivo paesaggio che lo abita."
Abram descrive chiaramente che questa consapevolezza sensoriale del corpo sta rinascendo nella nostra cultura dopo secoli di denigrazione da parte delle religioni che hanno svilito la nostra fisicità animale nella loro ricerca della purezza spirituale. "Sotto il clamore delle ideologie castranti della civiltà, una nuova percezione sta lentamente nascendo, quella che si sviluppa dall'incontro tra l'animale umano e il suo habitat elementare. Si tratta della percezione che onora l'incommensurabile diversità delle cose, il modo in cui tutto quanto nasca dalla terra supera i calcoli che possiamo effettuare su di essa, il modo in cui ogni pietra, ogni folata di vento, ogni termite, ogni tartaruga marina porta con sé una forza creativa che supera ogni definizione. Come se ci fosse un fuoco sottile che brucia in ogni presenza sensibile, un battito cardiaco unico per ogni essere..."
Nell'animale umano questa coscienza di essere creatura naturale frequentemente viene repressa come, ad esempio, nella reazione ad un trauma. Nel suo articolo sul "Reclamare il proprio corpo animale", la psicologa Tania Dolley racconta di un incidente d'auto da cui ella uscì indenne e tranquillamente e solo in seguito giunsero i sintomi ritardati dello shock subito. Invece di scaricare l'adrenalina, ci si mobilita per affrontare il pericolo, e mentre altri animali reagirebbero con brividi e agitazione, l'animale umano lascia prevalere la mente razionale, così l'energia residua viene memorizzata nel corpo manifestandosi come sintomo.
Per Tania Dolley, prendere coscienza del proprio corpo animale può creare un collegamento tangibile col sé corporeo: "L'accettazione profonda di sé cambia il rapporto che posso avere col mio io interiore o la mia anima. E' come richiamare il proprio spirito dentro il proprio corpo, suscitando una sensazione di 'giusto' dovuto ad uno spostamento interiore e al riconoscimento: 'Ah si, è così che voglio sentirmi'". "Diventare animali" ci rende più pienamente umani.
Le tecniche psico-spirituali che oggi chiamiamo sciamanesimo sono nate nelle dure e gelide notti in concomitanza con la glaciazione, quando i nostri antenati paleolitici si trovarono di fronte alla necessità di sopravvivere. Circa 73 500 anni fa, quando sull'isola di Sumatra eruppe il supervulcano Toba. E' stata una delle più grandi esplosioni vulcaniche mai avute sulla Terra. L'eruzione durò due settimane, cenere e gas raggiunsero le 30 000 miglia nell'atmosfera e avvolsero l'intero pianeta. L'inverno vulcanico durò sei anni, seguito dal più profondo gelo dall'ultima glaciazione. La popolazione umana mondiale venne ridotta a 10 000 individui e la nostra specie fu seriamente in pericolo.
Prima del ghiaccio e della notte, la mente umana primordiale non era nascosta, si trovava semplicemente all'interno del cervello. Il fluido, l'espansa consapevolezza era maggiormente pervasiva, si estendeva attraverso tutto il corpo fisico e oltre, in ogni vibrante forma naturale incontrata e anche al di là di essa, fino alla vera aura e coscienza della Terra. Ciò faceva di noi delle reali "creature coscienti".
Ma in seguito, con lo shock del ghiaccio, arrivò una compressione della coscienza, una contrazione della massa psichica e a causa di ciò la naturale apertura, innocenza e fluidità congelò e si spense. Come il più profondo gelo, la coscienza umana venne progressivamente tagliata fuori dallo spirito della Terra. All'interno di questa prolungata assenza di calore si trovano le origini dello sciamanesimo, mediante individui dotati, gli sciamani, di una naturale propensione alla trance e alla visione, sia per individuare il cibo all'esterno, sia per fornire il calore interno necessario alla sopravvivenza della tribù paleolitica.
Da allora in poi fu solo grazie a questi "tecnici della trascendenza", che misero a disposizione le loro competenze, che le tribù conservarono il loro legami coi tempi precedenti e con la consapevolezza che minacciava di perdersi negli eoni di tempo apparentemente interminabili in cui il sole fu bandito e il ghiaccio tenne nella sua morsa il cuore degli uomini.
Attraverso la loro capacità di viaggiare fuori dal corpo, gli sciamani trascesero i confini del ghiaccio, riportando indietro sia il calore che il nutrimento spirituale, ma anche indicazioni e consigli necessari alla sopravvivenza della tribù dal mondo degli spiriti.
Lo sciamano non viaggia mai da solo. Una caratteristica centrale ed essenziale della pratica sciamanica è lo spirito guardiano dello sciamano, il suo alleato, che aiuta lo sciamano in tutte le sue missioni e viaggi nei regni metafisici, dove egli si reca per cercare aiuto e guarigione per i membri della comunità.
Di solito l'alleato dello sciamano è un animale, il loro "power animal", animale di potere. La ricerca dello sciamano è la ricerca del potere, di una potenza universale che egli ottiene dalla sua iniziazione e immersione in mondi astrali spesso caotici e pericolosi, e che può essere usato per navigare e negoziare una volta giunti in questi mondi.
Tradizionalmente lo spirito guardiano dello sciamano assume la forma di un animale con specifici poteri di trascendenza. I Jacuti della Siberia, ad esempio, visualizzavano questo spirito aiutante sia come un animale sia come la "forza del fuoco".
"Ogni sciamano... deve avere un animale-madre o una origine-animale. Di solito questa entità è raffigurata come un alce, meno spesso come un orso. Questo animale vive indipendentemente e separato dallo sciamano. Forse può essere meglio immaginato come la forza del fuoco dello sciamano che vola sopra la terra... E' l'incarnazione del dono proferito allo sciamano... è la potenza visionaria dello sciamano, che è in grado di penetrare sia il passato che il futuro".
Il rapporto dello sciamano col proprio animale di potere è stata fondamentale per la sopravvivenza della specie umana. Osservando le incisioni e i dipinti degli animali di potere nei templi rupestri della Francia meridionale e della Spagna settentrionale, si ottiene la visione di quanto questo rapporto fosse celebrato come vitale e intimo. Prima della scoperta, nel 1994, della caverna monumentale di Chauvet, sita nel profondo delle gole rupestri dell'Archèche francese, molti hanno visto le pitture e le incisioni rupestri, di cui la maggior parte dei soggetti sono animali, come nient'altro che una visione che le culture primitive avevano della caccia e dei successi relativi ad essa.
Esempi occasionali di immagini mitiche semi-umane in altre grotte, come lo stregone di Les Trois-Frères sui Pirenei francesi, aveva già indotto però alcuni osservatori più audaci, come il mitologo Joseph Campbell, a osservare l'arte glaciale delle caverne come prodotta da una cultura sciamanica, che prevedeva che alcuni animali venissero visti come in possesso di qualità trascendentali. Con la scoperta della grotta di Chauvet e dell'abbondanza di animali poco noti per essere cacciati e mangiati come prede, venne sottolineato in modo diretto come essi venissero visti quali portatori di determinate qualità e poteri.
Come suggeriscono i due archeologi David Lewis-Williams e Thomas Dowson "Una componente significativa del Paleolitico superiore sta nell'arte... derivante da stati alterati di coscienza." In altre parole, si tratta di immagini che riportano non tanto di animali cacciati nel mondo esterno, quanto di "animali interiori". Si tratta delle raffigurazioni degli animali di potere degli sciamani, invocati durante la trance.
I due animali più frequentemente rappresentati a Chauvet sono rinoceronti e leoni, animali molto pericolosi che non figuravano sicuramente sul menù paleolitico. Come spiriti guardiani essi posseggono forza e coraggio, qualità essenziali per aiutare gli sciamani nelle negoziazioni tra il mondo visibile e quello invisibile durante epoche dure. Lasciandosi andare a stati alterati di coscienza, questi artisti-sciamani hanno potuto sperimentare la presenza degli spiriti, che per la maggior parte delle persone esistono solo nei mondi che sono al di là del nostro. L'interno delle grotte ha portato la dimensione spirituale così vicina a quella fisica che, nell'atto di ritrarli e inciderli, gli sciamani sembrano aver ricalcato qualcosa che era già lì. Nel riportare quelle immagini è stata esternata e fissata la sentita presenza dei loro animali di potere.
Nel suo monumentale studio del profondo passato, Prehistoric Belief, l'archeologo e praticante sciamanico Mike Williams, sottolinea la realtà dell'esperienza dei nostri antenati glaciali: "Queste non sono più le immagini degli spiriti delle persone, ma degli spiriti stessi."
Forse per la prima volta nella storia umana si è avuta la necessità di questo tipo di sentimento e di espressione, quella di dare una forma permanente alla realtà spirituale divenuta inaccessibile alla normale coscienza umana. Gli sciamani del Paleolitico superiore sono stati in grado di raggiungere una dimensione vitale che in precedenza era stata percepita dai loro antichi antenati come intrinseca sostanza della Terra stessa. Impegnandosi nei rituali, mediante la loro pittura rupestre e le incisioni, si è espresso un urgente bisogno religioso, necessario a ricongiungersi con l'animato spirito della Terra che permea tutta la vita.
Nel XXI secolo siamo arrivati ad un punto della nostra evoluzione in cui non abbiamo più bisogno di fare affidamento su elaborati rituali e cerimonie del passato o pesanti psicologismi astrali per vedere o muoversi nel "mondo al di là". I progressi della nostra comprensione della fisica moderna hanno già precisato che lo spirito, la materia e la coscienza sono tutte forme di energia.
La materia viene vista come spirito condensato, una densa forma di energia che vibra più lentamente rispetto ad altri livelli dello spirito, ma resta comunque una forma di energia spirituale. Il mondo materiale è visto come una miriade di regni di esistenza o di esperienza compenetrati in uno sconfinato, intricato universo. Da questo punto di vista il mondo fisico che vediamo, sentiamo, tocchiamo, annusiamo o assaggiamo è il mondo al di là, solo che viene 'stranamente' percepito attraverso i sensi. Non c'è bisogno di spingersi fuori dal corpo fisico o di librarsi lontano dalla Terra per percepire il calore del nostro centro eterno, la fiamma viva o lo spirito. Tutto ciò è proprio qui.
Ken Carey ci trasmette la sua saggezza dicendo: "C'è il più bel velo tra noi e la percezione completa della realtà, uno schermo tra noi e il nostro eterno sé. Non si ha bisogno di nessuna elaborata tecnica o rituale per liberarsi da questo velo. Basta aprirsi alla corrente organica della consapevolezza che in ogni momento scorre dalla sorgente della vita."
L'animale di potere è un aspetto di quella 'corrente organica della consapevolezza'. Può essere visto come lo spirito della Terra che si configura per l'individuo. Il vitale respiro della Terra assume una forma che entra nella nostra consapevolezza, in modo che si possa sperimentare di persona e pienamente l'appartenenza a questo pianeta, di modo che diventi veramente la nostra casa.
Nello sciamanesimo tradizionale, l'animale di potere non si manifesta fisicamente. Può assumere una presenza forte, ma resta un abitante trascendente, una manifestazione del 'mondo al di là'. Con la trasformazione dell'umana coscienza oggi possibile il rapporto con la Terra può passare ad un nuovo livello di manifestazione e di intimità, portando con sé una più profonda dose spirituale nel mondo fisico.
Così come l'elefante o la giraffa o qualsiasi altra creatura, porta la maestà e la dignità della propria specie, così i membri della specie umana possono crescere nella dignità e nella maestà della propria natura e incarnazione. Come riscoprire il 'senso del giusto' degli esseri umani, che, una volta trascendente, può ora esprimersi fisicamente diventando immanente. Attraverso la nostra 'manifestazione come creatura', i nostri sensi, il nostro corpo animale diventano il nostro alleato più vicino e la nostra guida più tangibile. Il nostro corpo fisico diventa il nostro animale guardiano, il nostro vero animale di potere.
La comprensione di ciò, che l'animale umano può diventare l'animale di potere, entra a far parte di una nuova visione, una nuova mitologia, con cui la tribù umana può espletare il bisogno di aprire il proprio cuore, espandere la propria coscienza e sperimentare la 'corrente organica della consapevolezza' che in essa scorre, fino ad arrivare ad una più attiva e maestosa esperienza dell'essere vivi.
References
1. Grossinger, R. (2008). The Bardo of Waking Life. Berkeley, California: North Atlantic Books.
2. Kremer, J. (1999). “Shamanic Inquiry as Recovery of Indigenous Mind. Toward an egalitarian exchange of knowledge.” Published in: Schenk & Ch. Rätsch (eds.), What is a shaman? J Ethnomedicine, special volume 13:125-40. Berlin: VWB – Verlag für Wissenschaft und Bildung.
3. Abram, D. (1997). The Spell of the Sensuous. New York: Vintage Books.
4. Abram, D. (2010). Becoming Animal: An Earthly Cosmology. New York: Pantheon Books.
5. Dolley, T. (2010). “Reclaiming Our Animal Body.” Published in: Marian Van Eyck McCain (ed), GreenSpirit: Path to a New Consciousness. Winchester, UK & Washington, USA, O Books.
6. Cottrell B. (2008). The Way Beyond The Shaman – Birthing A New Earth Consciousness. Winchester & Washington: O Books.
7. Campbell J. (1976). The Masks of God, Vol. 1: Primitive Mythology. London, Penguin Books.
8. Lewis-Williams, J.D., Dowson TA. (1988). “The signs of all times: entopic phenomena in Upper Paleolithic art.” Current Anthropology.
9. Ibid.
10. Williams M. (2010). Prehistoric Beliefs: Trance and the Afterlife, Brimscombe Court, Stroud: The History Press.
11. Carey K. (1991). Starseed, The Third Millennium: Living In The Posthistoric World. New York: HarperCollins.
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mercoledì 11 aprile 2012
Come accedere al Subspace
Per la maggior parte dei sub è innanzitutto importante 'credere' nell'esistenza del subspace e in secondo luogo identificare le sensazioni personali che indicano l'entrata in esso. Ci sono alcuni sub, pochi, che entrano in questo spazio non volontariamente, ma questo fenomeno è piuttosto raro.
Il subspace è molto simile ad altre esperienze di trance praticate in tutto il mondo e che vengono definite con svariati nomi come preghiera, meditazione, ipnosi o regressione. Si include la preghiera per diversi motivi. In molti modi la comune preghiera rappresenta una concentrazione del pensiero e dell'energia in un unico punto, un'idea o un 'individuo' (la presenza divina). Questa attività è sovente accompagnata da schemi di comportamento oppure azioni ripetitive che l'individuo esegue prima e durante. Si tratta di riti personali eseguiti in silenzio e comportamenti che sembrano calmare il cervello permettendo alla mente di entrare in uno stato 'trascendente'. Pensate a come ci si sente nell'eseguire un compito ripetitivo, più e più volte. Una parte di sé sviluppa un ritmo o una cadenza, fino a sentire un rilassamento mentale. La mente viene focalizzata, riempita con una sensazione complessiva di essere al di là di se stessi. Si può scoprire che si sta canticchiando un motivetto che permetta di ridurre lo stress. Ci si può sentire più in sintonia con la variegata vita che ci circonda. Molte persone descrivono le sensazioni post-preghiera come un 'vedere' colori più vivaci, di piante, quasi il 'sentire' un aroma sensuale o come l'essere raggiunti per strada dal profumo del pane appena sfornato. Si identifica comunemente un aspetto 'chiarificante' complessivo raggiunto a seguito della pratica. La comune preghiera è qualcosa che la maggior parte di noi conosce in qualche modo e che molti si sono ritrovati a fare. Il placido spazio che la mente 'raggiunge' durante la preghiera e la meditazione è effettivamente uno Spazio, il raggiungimento del quale ha una connotazione spirituale.
Il sub deve innanzitutto rilassarsi. Trovate un letto o un divano e poggiate la testa in grembo al vostro Dom. Chiudete gli occhi e permettete al flusso di casuali e irregolari pensieri di diminuire. In altre parole è necessario ‘spegnere’ la parte del cervello che costantemente chiacchiera con voi. Concentratevi e sentite solo la sensazione della testa poggiata contro il Dom. Ascoltate il vostro respiro e il suo suono e la sensazione di quella persona in contatto fisico con voi. Non avete nulla da temere. Avventurarsi in quello Spazio non vi farà alcun male. Mentre vi rilassate concentratevi sul vostro Dom. Per molte persone è veramente difficile 'visualizzare’ una persona all'interno del loro cervello. Si tende a 'vedere' gli altri non come istantanee ma come una miscela complessa di sensazioni, emozioni e idealizzazioni. Il vostro Dom 'sente' una certa identificazione con voi. Voi concentratevi sul 'sentire' la sua presenza.
Il Dom dovrebbe accarezzare il sub, come a voler spazzolare con le dita i suoi capelli (ovviamente è un esempio). Bisogna mantenere il contatto fisico. Siamo tutti elettrici in qualche misura e una parte di ciò che sentiamo si irradia dal nostro corpo in una movimentazione di energia. Questo flusso di energia è meglio coadiuvato da strumenti rigidi o dal mantenimento del contatto fisico durante la durate dell'esperienza. Quando un Dom tocca il sub gli trasmette la sua energia fisica e mentale. La pratica migliora questa capacità. Quando il rapporto è agli inizi il mantenimento di questo tipo di contatto è ancora più importante in quanto entrambe le persone stanno imparando a 'sentire' l'altro. In alcune fasi successive alcuni Dom e alcuni sub possono imparare a sentire l'altro anche senza un contatto fisico. Il Dom può avere un'esperienza che può essere meglio descritta attraverso il concetto di empatia, di 'sentire' il proprio sub. Imparare a trovare lo Spazio raggiungendolo da entrambe le direzioni richiede tempo, pazienza, attitudine naturale e un forte desiderio di riuscirci.
Il sub pone il suo interruttore interno a 'off', smette di sentire la propria voce per sentire quella del suo Dom. Questa è una voce 'dentro', una voce mentale che solo inizialmente può essere anche una voce fisica. Quanto più il cervello del sub parla, meno si sente quella voce. Il Dom può migliorare la scena a tal proposito, limitando le cose che possono distrarre il cervello del sub. Abbassare le luci. Spegnere il telefono. Non dover andare da nessuna parte almeno per 30 minuti. Aver già mangiato. Essere già andato al bagno. Aver rimosso qualsiasi cosa dal corpo del sub che possa essere fonte di disagio. Alcuni accendono candele o ascoltano 'musica bianca'. Se si provasse, accertarsi che il volume sia così basso da sentirla appena. Ricordate che l'udito del sub, man mano che discende nello Spazio, diventerà più acuto e che i suoni risulteranno amplificati. (Il suono bianco è un suono che sfoca gli altri suoni, può essere trovato e acquistato per ottenere questo specifico effetto).
Il Dom dovrebbe parlare lentamente e con gradualità, usando una voce piatta e monotona (anche questo è solo un esempio). Il contenuto di ciò che viene detto non deve essere emotivo e vanno usate parole che non genereranno nel sub reazioni emotive. Non parlare ad es. di qualcosa su cui hanno sbagliato o che devono fare. Si possono dire cose come "La tua pelle è molto morbida e bella..." I complimenti in generale aumentano la sensazione del sub di sentirsi al sicuro, voluto, coccolato, desiderato. Le sensazioni positive incoraggiano il sub a raggiungere il Dom. E' un percorso mentale. Il sub sta instaurando un collegamento col Dom, sta cercando di connettersi al suo flusso di energia. Bisogna notare a questo punto che molte cose possono compromettere un apparente flusso di energia tra le persone coinvolte. La più comune di tutte è il fumo. La nicotina ha effetto sul cervello e attenua gli effetti calmanti. Se siete fumatori, almeno in una certa misura state usando la nicotina per attenuare i picchi alti e bassi del vostro cervello. L'alcol e ogni tipo di farmaco alterano la chimica del cervello e possono avere effetti residui che possono limitare la gamma di potenzialità e la forza della vostra energia. Questo vale sia per i Dom che per i sub, molti sub fumano, usano droghe o farmaci che influenzano la loro capacità di trascendere nello Spazio. Per un sub raggiungere un Dom fumatore può essere più difficoltoso che raggiungere un Dom non fumatore in quanto le vibrazioni emanate da quest'ultimo sono più vivide.
Il sub può sentirsi fluire lungo l'energia del Dom. La connessione è importante. Una volta che il sub è entrato nello Spazio, il Dom dovrebbe mantenere con lui il contatto fisico e verbale in ogni momento. Il sub può sentire quel legame con la realtà, col Dom, abbandonarlo una volta entrato nello Spazio e ciò può rivelarsi spaventoso causando una grande perdita di fiducia. Alcuni sub visualizzano il collegamento col Dom come simile ad un cavo luminescente che si collega a loro. Il Dom rappresenta la sicurezza. Sgomberando dalla loro percezione la realtà, il sub si espone ad una grande vulnerabilità personale e si augura che il Dom lo protegga mentalmente, fisicamente, emotivamente e spiritualmente.
Lo Spazio in qualche modo rappresenta la rimozione dei detriti quotidiani dalla propria percezione sensoriale. Limitando gli input diretti al cervello alle sole sensazioni strettamente controllate si limita la cacofonia di suoni mentali per concentrarsi su potenzialità più avanzate. In una certa misura si può ritenere che lo Spazio sia un livello superiore di funzionamento del cervello o uno stato in cui l'individuo diventa in grado di selezionare parti specifiche del suo cervello facendole funzionare più efficacemente. Questo stato da la possibilità al cervello di visualizzare e sperimentare le percezioni in ingresso in modi completamente diversi da quelli soliti e ciò altera inevitabilmente il modo in cui l'individuo si percepisce e si muove all'interno di questo Spazio. Infatti il movimento nel subspace è spesso chiamato 'volo'.
Quando l'esercizio va a buon fine per la prima volta il Dom deve essere consapevole che le sensazioni che ne derivano resteranno vivide e persistenti a lungo nel sub. Questo rende l'aftercare fondamentale. Il sub avrà bisogno di conforto, rassicurazione e coccole. Non limitate ciò a quanto voi (i Dom) ritenete sia sufficiente, ma mantenete il contatto fisico col sub per tutto il tempo che avete a disposizione. Se l'esercizio fosse stato fatto dopo cena, è un'ottima idea coccolare il sub per un po' e poi andare a letto insieme e anche li mantenere il contatto fisico. Il Dom inoltre deve tenere presente che il sub potrebbe essere ancora così vicino allo Spazio che contatti sensoriali più intensi (come il sesso) potrebbero essere difficili da sostenere per loro. L'episodio stesso è già sufficiente da elaborare per una notte sola. Altri sottomessi possono comunque manifestare la necessità di completare l'esperienza con un contatto più intimo.
Lo Spazio ha proprietà uniche. Una di queste è quella di far regredire il sub. A volte ciò avviene involontariamente quando c'è qualcosa nel passato del sub che il suo subconscio ritiene sia importante affrontare o gestire. Il Dom dovrebbe essere a conoscenza di questa possibilità o almeno essere pronto ad essere di supporto se si dovesse verificare un flashback. Se il Dom si sentisse incapace di affrontare ciò che il sub è potenzialmente in grado di manifestare, meglio allora cercare un supporto psicologico attraverso cui lavorare su queste questioni col sub. Manifestare un problema non è mai una brutta cosa. Cercate inoltre di non esprimere giudizi indipendentemente da cosa si manifesterà. Ricordate che è del tutto possibile che il vostro sub nella sua vita quotidiana abbia solo una memoria parziale di certi episodi, ma che potrà ricordare tutto appena calato nello Spazio. Il cervello di solito rilascia il contenuto della memoria quando ritiene che il momento sia sufficientemente sano e sicuro per farlo.
Il subspace è molto simile ad altre esperienze di trance praticate in tutto il mondo e che vengono definite con svariati nomi come preghiera, meditazione, ipnosi o regressione. Si include la preghiera per diversi motivi. In molti modi la comune preghiera rappresenta una concentrazione del pensiero e dell'energia in un unico punto, un'idea o un 'individuo' (la presenza divina). Questa attività è sovente accompagnata da schemi di comportamento oppure azioni ripetitive che l'individuo esegue prima e durante. Si tratta di riti personali eseguiti in silenzio e comportamenti che sembrano calmare il cervello permettendo alla mente di entrare in uno stato 'trascendente'. Pensate a come ci si sente nell'eseguire un compito ripetitivo, più e più volte. Una parte di sé sviluppa un ritmo o una cadenza, fino a sentire un rilassamento mentale. La mente viene focalizzata, riempita con una sensazione complessiva di essere al di là di se stessi. Si può scoprire che si sta canticchiando un motivetto che permetta di ridurre lo stress. Ci si può sentire più in sintonia con la variegata vita che ci circonda. Molte persone descrivono le sensazioni post-preghiera come un 'vedere' colori più vivaci, di piante, quasi il 'sentire' un aroma sensuale o come l'essere raggiunti per strada dal profumo del pane appena sfornato. Si identifica comunemente un aspetto 'chiarificante' complessivo raggiunto a seguito della pratica. La comune preghiera è qualcosa che la maggior parte di noi conosce in qualche modo e che molti si sono ritrovati a fare. Il placido spazio che la mente 'raggiunge' durante la preghiera e la meditazione è effettivamente uno Spazio, il raggiungimento del quale ha una connotazione spirituale.
Il sub deve innanzitutto rilassarsi. Trovate un letto o un divano e poggiate la testa in grembo al vostro Dom. Chiudete gli occhi e permettete al flusso di casuali e irregolari pensieri di diminuire. In altre parole è necessario ‘spegnere’ la parte del cervello che costantemente chiacchiera con voi. Concentratevi e sentite solo la sensazione della testa poggiata contro il Dom. Ascoltate il vostro respiro e il suo suono e la sensazione di quella persona in contatto fisico con voi. Non avete nulla da temere. Avventurarsi in quello Spazio non vi farà alcun male. Mentre vi rilassate concentratevi sul vostro Dom. Per molte persone è veramente difficile 'visualizzare’ una persona all'interno del loro cervello. Si tende a 'vedere' gli altri non come istantanee ma come una miscela complessa di sensazioni, emozioni e idealizzazioni. Il vostro Dom 'sente' una certa identificazione con voi. Voi concentratevi sul 'sentire' la sua presenza.
Il Dom dovrebbe accarezzare il sub, come a voler spazzolare con le dita i suoi capelli (ovviamente è un esempio). Bisogna mantenere il contatto fisico. Siamo tutti elettrici in qualche misura e una parte di ciò che sentiamo si irradia dal nostro corpo in una movimentazione di energia. Questo flusso di energia è meglio coadiuvato da strumenti rigidi o dal mantenimento del contatto fisico durante la durate dell'esperienza. Quando un Dom tocca il sub gli trasmette la sua energia fisica e mentale. La pratica migliora questa capacità. Quando il rapporto è agli inizi il mantenimento di questo tipo di contatto è ancora più importante in quanto entrambe le persone stanno imparando a 'sentire' l'altro. In alcune fasi successive alcuni Dom e alcuni sub possono imparare a sentire l'altro anche senza un contatto fisico. Il Dom può avere un'esperienza che può essere meglio descritta attraverso il concetto di empatia, di 'sentire' il proprio sub. Imparare a trovare lo Spazio raggiungendolo da entrambe le direzioni richiede tempo, pazienza, attitudine naturale e un forte desiderio di riuscirci.
Il sub pone il suo interruttore interno a 'off', smette di sentire la propria voce per sentire quella del suo Dom. Questa è una voce 'dentro', una voce mentale che solo inizialmente può essere anche una voce fisica. Quanto più il cervello del sub parla, meno si sente quella voce. Il Dom può migliorare la scena a tal proposito, limitando le cose che possono distrarre il cervello del sub. Abbassare le luci. Spegnere il telefono. Non dover andare da nessuna parte almeno per 30 minuti. Aver già mangiato. Essere già andato al bagno. Aver rimosso qualsiasi cosa dal corpo del sub che possa essere fonte di disagio. Alcuni accendono candele o ascoltano 'musica bianca'. Se si provasse, accertarsi che il volume sia così basso da sentirla appena. Ricordate che l'udito del sub, man mano che discende nello Spazio, diventerà più acuto e che i suoni risulteranno amplificati. (Il suono bianco è un suono che sfoca gli altri suoni, può essere trovato e acquistato per ottenere questo specifico effetto).
Il Dom dovrebbe parlare lentamente e con gradualità, usando una voce piatta e monotona (anche questo è solo un esempio). Il contenuto di ciò che viene detto non deve essere emotivo e vanno usate parole che non genereranno nel sub reazioni emotive. Non parlare ad es. di qualcosa su cui hanno sbagliato o che devono fare. Si possono dire cose come "La tua pelle è molto morbida e bella..." I complimenti in generale aumentano la sensazione del sub di sentirsi al sicuro, voluto, coccolato, desiderato. Le sensazioni positive incoraggiano il sub a raggiungere il Dom. E' un percorso mentale. Il sub sta instaurando un collegamento col Dom, sta cercando di connettersi al suo flusso di energia. Bisogna notare a questo punto che molte cose possono compromettere un apparente flusso di energia tra le persone coinvolte. La più comune di tutte è il fumo. La nicotina ha effetto sul cervello e attenua gli effetti calmanti. Se siete fumatori, almeno in una certa misura state usando la nicotina per attenuare i picchi alti e bassi del vostro cervello. L'alcol e ogni tipo di farmaco alterano la chimica del cervello e possono avere effetti residui che possono limitare la gamma di potenzialità e la forza della vostra energia. Questo vale sia per i Dom che per i sub, molti sub fumano, usano droghe o farmaci che influenzano la loro capacità di trascendere nello Spazio. Per un sub raggiungere un Dom fumatore può essere più difficoltoso che raggiungere un Dom non fumatore in quanto le vibrazioni emanate da quest'ultimo sono più vivide.
Il sub può sentirsi fluire lungo l'energia del Dom. La connessione è importante. Una volta che il sub è entrato nello Spazio, il Dom dovrebbe mantenere con lui il contatto fisico e verbale in ogni momento. Il sub può sentire quel legame con la realtà, col Dom, abbandonarlo una volta entrato nello Spazio e ciò può rivelarsi spaventoso causando una grande perdita di fiducia. Alcuni sub visualizzano il collegamento col Dom come simile ad un cavo luminescente che si collega a loro. Il Dom rappresenta la sicurezza. Sgomberando dalla loro percezione la realtà, il sub si espone ad una grande vulnerabilità personale e si augura che il Dom lo protegga mentalmente, fisicamente, emotivamente e spiritualmente.
Lo Spazio in qualche modo rappresenta la rimozione dei detriti quotidiani dalla propria percezione sensoriale. Limitando gli input diretti al cervello alle sole sensazioni strettamente controllate si limita la cacofonia di suoni mentali per concentrarsi su potenzialità più avanzate. In una certa misura si può ritenere che lo Spazio sia un livello superiore di funzionamento del cervello o uno stato in cui l'individuo diventa in grado di selezionare parti specifiche del suo cervello facendole funzionare più efficacemente. Questo stato da la possibilità al cervello di visualizzare e sperimentare le percezioni in ingresso in modi completamente diversi da quelli soliti e ciò altera inevitabilmente il modo in cui l'individuo si percepisce e si muove all'interno di questo Spazio. Infatti il movimento nel subspace è spesso chiamato 'volo'.
Quando l'esercizio va a buon fine per la prima volta il Dom deve essere consapevole che le sensazioni che ne derivano resteranno vivide e persistenti a lungo nel sub. Questo rende l'aftercare fondamentale. Il sub avrà bisogno di conforto, rassicurazione e coccole. Non limitate ciò a quanto voi (i Dom) ritenete sia sufficiente, ma mantenete il contatto fisico col sub per tutto il tempo che avete a disposizione. Se l'esercizio fosse stato fatto dopo cena, è un'ottima idea coccolare il sub per un po' e poi andare a letto insieme e anche li mantenere il contatto fisico. Il Dom inoltre deve tenere presente che il sub potrebbe essere ancora così vicino allo Spazio che contatti sensoriali più intensi (come il sesso) potrebbero essere difficili da sostenere per loro. L'episodio stesso è già sufficiente da elaborare per una notte sola. Altri sottomessi possono comunque manifestare la necessità di completare l'esperienza con un contatto più intimo.
Lo Spazio ha proprietà uniche. Una di queste è quella di far regredire il sub. A volte ciò avviene involontariamente quando c'è qualcosa nel passato del sub che il suo subconscio ritiene sia importante affrontare o gestire. Il Dom dovrebbe essere a conoscenza di questa possibilità o almeno essere pronto ad essere di supporto se si dovesse verificare un flashback. Se il Dom si sentisse incapace di affrontare ciò che il sub è potenzialmente in grado di manifestare, meglio allora cercare un supporto psicologico attraverso cui lavorare su queste questioni col sub. Manifestare un problema non è mai una brutta cosa. Cercate inoltre di non esprimere giudizi indipendentemente da cosa si manifesterà. Ricordate che è del tutto possibile che il vostro sub nella sua vita quotidiana abbia solo una memoria parziale di certi episodi, ma che potrà ricordare tutto appena calato nello Spazio. Il cervello di solito rilascia il contenuto della memoria quando ritiene che il momento sia sufficientemente sano e sicuro per farlo.
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martedì 3 aprile 2012
Topspace & Bottomspace - Estasi sadoerotica
Perché parlare di spiritualità? In un'epoca tecnologicamente avanzata di mezzi, pc e miracoli medici si potrebbe tranquillamente pensare di essere al di là dei bisogni spirituali primitivi. La scienza ha spiegato una grande quantità di ciò che un tempo sembrava miracoloso e al di là della comprensione razionale. L'idea anticamente venerata, che siamo circondati da nascoste forze soprannaturali che controllano il clima, i raccolti e la salute, ha lasciato il posto alle leggi deterministiche della fisica, della meteorologia e della medicina. Non si possono più attribuire inondazioni, carestie o uragani all'ira degli dei. Quando la macchina non si avvia si chiama un meccanico non certo un santone. Per la prima volta nella storia sappiamo che al di là del cielo e delle nubi, c'è la stratosfera sempre più rada e, infine, il nero spazio vuoto.
Nonostante ciò, la pratica spirituale prospera in tutte le parti del mondo. Milioni di persone continuano a cercare scopo e significato nelle grandi religioni mondiali. Altri si sono allontanati dalle grandi fedi e cercano sostentamento e crescita nel culto della Dea, negli incontri Wicca e nelle pratiche new age. Altri li hanno trovati in attività dai nomi antichi come meditazione, pittura, yoga, poesia, agopuntura, arti marziali, studio della letteratura o della filosofia, kiatsu, Reiki o anche servendo il tè. In breve, il sostegno spirituale può essere trovato in qualsiasi attività fatta con piacere e sforzo personale con la quale si inneschi un'esperienza sublime. La spiritualità ha mille facce ed è stata avvicinata attraverso un milione di percorsi, sia religiosi che laici. Si ascolta spiritualità nella musica di Al Green, Beethoven, Bach, Van Morrison, e Aretha Franklin. Nelle parole di Jung e Joseph Campbell. Si osserva nella pittura di Da Rembrandt a Rothko. Spiritualità è nei gesti quotidiani di carità da parte di sconosciuti o amici. Si ritrova nel sesso, nelle unioni felici. Non ci sono limiti sul dove si possa essere sorpresi dal rapimento spirituale. Alcune di queste esperienze si possono avere con l'SM.
Le persone che praticano SM (i bottom più frequentemente) hanno riportato ogni sorta di originale esperienza che si presta ad essere descritta in termini spirituali. Sensazioni di trascendenza, guarigione, euforia, unione intima col partner, con la divinità, col mondo intero.
Tuttavia è ancora piuttosto raro parlare di SM in termini spirituali. Forse perché i sentimenti spirituali sono così personali, così privati e in qualche modo... diversi, che non si sa esattamente come affrontarli. Forse è l'immagine dell'SM come "sesso strano", che rende l'idea dell'SM spirituale così affettata e sciocca. Forse perché molti praticanti si sentono esiliati dalle pratiche religiose della loro giovinezza e associano la spiritualità ad una voce autoritaria che dice "Tu sei un peccatore e andrai all'inferno!".
Ma esilio dalle istituzioni religiose non significa esilio dall'esperienza religiosa. I miei più profondi periodi di crescita spirituale provengono dai miei studi di matematica al college, durante i quali ho imparato a pensare, dai miei tre anni di terapia, dal mio primo anno di scena SM e dalla mia storia d'amore in corso con letteratura e arte. Quattro diversi esempi di esperienza di vita: intellettuale, psicologica, fisica/sessuale ed estetica, nessuna quindi di esplicita natura religiosa. Sono certo di non essere il solo alla ricerca di una soggezione religiosa in ambiti insoliti. L'uomo in un club SM, in ginocchio, coi pantaloni aperti, che lecca gli stivali di un caldo dominante non può essere alla ricerca di un orgasmo, ma di una esperienza di culto.
La mia tesi principale è che le dinamiche principali dell'SM non siano in nessun modo strane o atipiche come si potrebbe credere inizialmente. Nonostante un'immagine pubblica radioattiva dell'SM o la visione tossica che ne danno femministe radicali e simili fondamentalisti, molta esperienza SM può essere osservata nella vita quotidiana. Maledire qualcuno, il tiro al bersaglio al poligono e dare calci ad una parete con tutta la rabbia, condividono il nucleo centrale dell'SM, con fantasie espresse sotto forma di aggressione e col potere che diventa sostituto dell'azione aggressiva. Come vedere uno spettacolo, condividendolo con altre persone. Sentimenti strappalacrime al cinema o lacrime versate durante una canzone. Ci si forza a testimoniare una tragedia o la sofferenza (Debra Winger si ammala di cancro, Spock muore per salvare gli altri), si è ingannati per rilasciare dolore e tristezza repressi in modo che vengano alleviati e ci si senta, in ultima analisi, purificati e sollevati.
Anche se l'SM può essere una pratica spirituale, questa non è certo una relazione da intendere in senso convenzionale. L'SM ha preso a prestito elementi da un gran numero di tradizioni, alcune esplicitamente religiose, altre non del tutto. Non venera nessuna divinità, non ha una sacra dottrina né una letteratura, non ha musica liturgica, un clero o forme obbligatorie di culto. I suoi praticanti coprono una certa gamma di appartenenze religiose: protestanti, ebrei, cattolici, Wicca e agnostici sono impegnati in pratiche SM, la maggior parte senza nessun conflitto tra la loro fede e gli interessi SM.
Ma l'SM si presta molto bene ad essere espresso in termini spirituali. Si tratta di 'sentire' l'aspetto spirituale della natura e lasciarsene coinvolgere alla scoperta del mistero, della bellezza, dal desiderio e dal timore dell'ignoto. L'SM ha una sorta di 'popolo eletto', fatto di persone che si identificano come membri della tribù SM. L'SM ha una sorta di 'chiesa', di gruppi organizzati, dove i praticanti si riuniscono per amicizia, per conoscersi e imparare ad eseguire i rituali. Si vantano un numero impressionante di rituali e riti che hanno una sorta di funzione devozionale. E chiunque abbia trascorso del tempo nella comunità è in grado di attestare l'elevazione etica, l'aumento della tolleranza, l'accettazione e il supporto ricevuto. Per molti versi l'SM somiglia al buddismo zen, con l'idea che la grazia spirituale si ritrovi in attività nominalmente laiche, o ad alcune pratiche new age, che offrono una grande flessibilità sia nelle credenze che nelle pratiche. E l'esperienza soggettiva di una scena SM è una pura espressione di estasi spirituale.
Estasi. Elevazione. Rivelazione. Noi esseri umani siamo naturalmente portati a ciò. Le persone hanno bisogno di liberazione estatica: per celebrare, buttare tutto fuori, sguazzare nella vergogna, singhiozzare incontrollabilmente, ululare alla luna e risalire dal mondo delle preoccupazioni temporali. Tutta la vita si cerca non solo la sopravvivenza ma anche l'esperienza: tragica gioia, illuminazione, saggezza, valore e scopo. Anche avendo a che fare con le responsabilità e le sfide della vita, aneliamo ad essere elevati, trasportati al di là dell'ordinario, verso eccitazione, scoperta, vitalità e la comprensione sempre più profonda di chi e cosa siamo. E vogliamo raggiungere questi obiettivi a tutti i costi. Alcuni utilizzano il culto. Altri fanno vacanze costose per raggiungerli, altri lavorano fino a ridursi le dita all'osso pur di guadagnare i soldi per raggiungerli. Si fanno esercizi per essi. Lo stesso vale per le attività secolari come cinema, danza, opera e letteratura. Lavoro, diligenza e arte sono in grado di fornire concentrazione e serenità quando operano su qualcosa che interessa.
Diversi stati emotivi, anche quelli solitamente non considerati come piacevoli, sono di vitale importanza per la bestia umana nel suo complesso. Ogni esperienza emotiva risponde ad un bisogno profondamente umano. Il sostegno spirituale è come il sonno, se non ne abbiamo abbastanza si finisce per soffrirne. Di quanta esperienza spirituale abbiamo bisogno? In realtà proprio i dieci comandamenti forniscono una linea guida in proposito. "Ricordati del giorno del Sabato per santificarlo", dice il terzo comandamento. Ciò non solo stabilisce la base lavorativa per l'industria (lavora sei giorni), ma ci da anche un'idea di quanta sacralità si necessiti su base settimanale. Lo scopo del sabato non è il 'divertimento, il giorno 'libero' o il 'weekend', ma è un monastero eretto nel tempo riservato alla contemplazione e alla riverenza. Di quanta sacralità abbiamo bisogno? Quattro giorni al mese. Minimo.
E quando si intende elevarsi, molte persone hanno scoperto che possono farlo attraverso l'SM. Una buona scena può elevare. Dare un assaggio di un piano elevato di esistenza, a volte quasi uno stato visionario, una modalità di intensa percezione che lega al partner ad un livello di intimità molto più profonda di quanto accada nel piano di esistenza quotidiana. Si può vivere un'intera vita con l'SM quale ingrediente in grado di fornire un costante nutrimento spirituale, meraviglioso e sorprendente.
Una faccia della spiritualità è l'esperienza mistica, l'epifania, la divina rivelazione, la lampadina accesa all'improvviso, quello che Laslow definisce come l''esperienza di picco'. Laslow sostiene che queste esperienze accadono costantemente ma sono considerate così strane e inspiegabili che raramente se ne discute e si preferisce spingerle a fondo nella memoria, fuori dalla nostra percezione. Questi strani eventi possono assumere molte forme: conversione religiosa, rivelazione di quasi-morte, intuizioni che cambiano la vita e che emergono da stati di contemplazione, preghiera o in grado di scaturire spontaneamente senza alcuna causa nota. Questo è qualcosa di più rispetto ad una esperienza semplicemente piacevole o emozionante. L'incontro spirituale autentico può alterare la vita. Permane e ti cambia al meglio, chimicamente. La spiritualità non riguarda solo alterata coscienza, ma anche alterato carattere.
Gli eventi spirituali sono strane cose, capitano a volte. Si cammina per la strada e Wham! Cambia la vita nel tempo di una intuizione. L'esperienza della Via di Damasco. Altre volte invece l'illuminazione arriva sotto le sembianze di una ricompensa per aver portato a termine uno sforzo. A volte raggiungiamo traguardi che ci sorprendono ma non ci forniscono il nutrimento interiore sperato. Ma è possibile prepararsi all'esperienza spirituale, le religioni di tutto il mondo hanno fatto questo per eoni. I luoghi di culto sono progettati ergonomicamente per invocare soggezione spirituale. Pensate ad una cattedrale gotica con le sue torri, muri elevati a dispetto della gravità, vetrate che pulsano di colore e l'organo ultraterreno o la musica corale in grado di trasportarci. Che si tratti di una moschea, di una cattedrale, di un tempio buddista o un cerchio magico di grano sparso dallo sciamano Navaho, l'intento è lo stesso: bloccare le distrazioni del mondo temporale e focalizzare l'attenzione sul sublime. E' probabile che nel paleolitico ci fossero sciamani che eseguivano simili riti con fiaccole nelle grotte dipinte. Gli obiettivi sono gli stessi. Ogni fede, ogni cultura, ogni pratica religiosa ha le proprie tradizioni, i propri rituali, i protocolli, le pratiche: musica sacra e danze, miti, letteratura sacra. Ma l'obiettivo è lo stesso: il risveglio spirituale.
Magia? Intervento soprannaturale? Non è necessario. I rituali chiaramente lavorano a livello psicologico. La mente è naturalmente in grado di accedere a stati alterati, ma molti lo percepiscono come qualcosa magico. Alcuni possono essere analizzati: l''aha!', la proverbiale lampadina che si accende quando qualcosa di misterioso viene improvvisamente capito. Alcune di queste sensazioni sono emozioni: dolore, felicità, paura, eccitazione, gelosia, meraviglia, ironia, soddisfazione. Ricordi, sogni, sogni ad occhi aperti, allucinazioni e fantasie dimostrano la nostra sorprendente potenza nell'inondare i nostri sensi delle immagini ricordate, inventate o immaginate. Stati di ipnosi, trance o meditazione amplificano queste percezioni pur essendo sufficientemente chiara la causa e la metodologia utilizzata per indurle. Onde alfa sono state misurate a livello cerebrale di monaci tibetani durante la meditazione o di suore cristiane durante la preghiera, a dimostrazione che le esperienze mistiche di diverse tradizioni hanno una base neurologica comune. Visioni e percezioni alterate della realtà possono verificarsi spontaneamente, ma possono essere indotte da droghe psicotropiche, comunemente usate come sacramento in religioni dei nativi sudoccidentali o dei Caraibi. E l'esperienza dell'amore, il senso di attrazione e fusione tale che tutti i confini fisici sembrano svanire, ha ispirato gran parte della poesia e dell'arte mai creata. Anche le emozioni che pensiamo come sgradevoli, come la rabbia, la paura, l'orrore e il disgusto, servono ad uno scopo. La rabbia può dare sfogo alle tensioni interne così come la paura. Film d'azione intrisi di sangue devono la loro popolarità alla catarsi che forniscono. La gente va sulle montagne russe per il solo piacere di spaventarsi.
Di fronte alla portata e all'intensità di questi stati alterati di coscienza, è facile capire perché, in epoche precedenti alla nostra, una persona poteva credere nella presenza di esseri ultraterreni. Certo c'è chi potrebbe pensare che le montagne russe non hanno nessun posto in una discussione su questioni spirituali. Alcuni fondamentalisti sostengono invece che la preghiera, la meditazione, l'estasi, la compassione e la pace della mente non appartengano solo all'esperienza cristiana, musulmana o buddhista. Si tratta di esperienze umane che trovano espressione sia in tradizioni religiose che in circostanze che non hanno nulla a che fare col culto organizzato. L'esperienza spirituale e una vita gratificante sono raggiungibili attraverso molte strade, sia laiche che religiose.
Credo che l'SM tocchi direttamente l'esperienza primordiale religiosa che sta dietro tutte le principali religioni mondiali. Lo fa senza ortodossia, senza scritture, senza divinità esplicite, senza antiche tradizione perpetrate. L'SM insegna che attraverso la diligenza, la ricerca interiore, il coraggio e la compassione per gli altri, possiamo incontrare il sublime nella nostra vita quotidiana. L'SM ci insegna che è salutare incontrare il sublime e che in ogni estatico abbandono possiamo essere responsabili e amorevoli. L'SM ci insegna che il dolore possiede proprietà benefiche e che il potere deve essere ricercato ed esercitato responsabilmente o esso si tramuta in un immaturo senso di auto-indulgenza. Non tutti nella nostra comunità reggono questi standard, ma fanno del loro meglio.
Author: ChrisM
Nonostante ciò, la pratica spirituale prospera in tutte le parti del mondo. Milioni di persone continuano a cercare scopo e significato nelle grandi religioni mondiali. Altri si sono allontanati dalle grandi fedi e cercano sostentamento e crescita nel culto della Dea, negli incontri Wicca e nelle pratiche new age. Altri li hanno trovati in attività dai nomi antichi come meditazione, pittura, yoga, poesia, agopuntura, arti marziali, studio della letteratura o della filosofia, kiatsu, Reiki o anche servendo il tè. In breve, il sostegno spirituale può essere trovato in qualsiasi attività fatta con piacere e sforzo personale con la quale si inneschi un'esperienza sublime. La spiritualità ha mille facce ed è stata avvicinata attraverso un milione di percorsi, sia religiosi che laici. Si ascolta spiritualità nella musica di Al Green, Beethoven, Bach, Van Morrison, e Aretha Franklin. Nelle parole di Jung e Joseph Campbell. Si osserva nella pittura di Da Rembrandt a Rothko. Spiritualità è nei gesti quotidiani di carità da parte di sconosciuti o amici. Si ritrova nel sesso, nelle unioni felici. Non ci sono limiti sul dove si possa essere sorpresi dal rapimento spirituale. Alcune di queste esperienze si possono avere con l'SM.
Le persone che praticano SM (i bottom più frequentemente) hanno riportato ogni sorta di originale esperienza che si presta ad essere descritta in termini spirituali. Sensazioni di trascendenza, guarigione, euforia, unione intima col partner, con la divinità, col mondo intero.
Tuttavia è ancora piuttosto raro parlare di SM in termini spirituali. Forse perché i sentimenti spirituali sono così personali, così privati e in qualche modo... diversi, che non si sa esattamente come affrontarli. Forse è l'immagine dell'SM come "sesso strano", che rende l'idea dell'SM spirituale così affettata e sciocca. Forse perché molti praticanti si sentono esiliati dalle pratiche religiose della loro giovinezza e associano la spiritualità ad una voce autoritaria che dice "Tu sei un peccatore e andrai all'inferno!".
Ma esilio dalle istituzioni religiose non significa esilio dall'esperienza religiosa. I miei più profondi periodi di crescita spirituale provengono dai miei studi di matematica al college, durante i quali ho imparato a pensare, dai miei tre anni di terapia, dal mio primo anno di scena SM e dalla mia storia d'amore in corso con letteratura e arte. Quattro diversi esempi di esperienza di vita: intellettuale, psicologica, fisica/sessuale ed estetica, nessuna quindi di esplicita natura religiosa. Sono certo di non essere il solo alla ricerca di una soggezione religiosa in ambiti insoliti. L'uomo in un club SM, in ginocchio, coi pantaloni aperti, che lecca gli stivali di un caldo dominante non può essere alla ricerca di un orgasmo, ma di una esperienza di culto.
La mia tesi principale è che le dinamiche principali dell'SM non siano in nessun modo strane o atipiche come si potrebbe credere inizialmente. Nonostante un'immagine pubblica radioattiva dell'SM o la visione tossica che ne danno femministe radicali e simili fondamentalisti, molta esperienza SM può essere osservata nella vita quotidiana. Maledire qualcuno, il tiro al bersaglio al poligono e dare calci ad una parete con tutta la rabbia, condividono il nucleo centrale dell'SM, con fantasie espresse sotto forma di aggressione e col potere che diventa sostituto dell'azione aggressiva. Come vedere uno spettacolo, condividendolo con altre persone. Sentimenti strappalacrime al cinema o lacrime versate durante una canzone. Ci si forza a testimoniare una tragedia o la sofferenza (Debra Winger si ammala di cancro, Spock muore per salvare gli altri), si è ingannati per rilasciare dolore e tristezza repressi in modo che vengano alleviati e ci si senta, in ultima analisi, purificati e sollevati.
Anche se l'SM può essere una pratica spirituale, questa non è certo una relazione da intendere in senso convenzionale. L'SM ha preso a prestito elementi da un gran numero di tradizioni, alcune esplicitamente religiose, altre non del tutto. Non venera nessuna divinità, non ha una sacra dottrina né una letteratura, non ha musica liturgica, un clero o forme obbligatorie di culto. I suoi praticanti coprono una certa gamma di appartenenze religiose: protestanti, ebrei, cattolici, Wicca e agnostici sono impegnati in pratiche SM, la maggior parte senza nessun conflitto tra la loro fede e gli interessi SM.
Ma l'SM si presta molto bene ad essere espresso in termini spirituali. Si tratta di 'sentire' l'aspetto spirituale della natura e lasciarsene coinvolgere alla scoperta del mistero, della bellezza, dal desiderio e dal timore dell'ignoto. L'SM ha una sorta di 'popolo eletto', fatto di persone che si identificano come membri della tribù SM. L'SM ha una sorta di 'chiesa', di gruppi organizzati, dove i praticanti si riuniscono per amicizia, per conoscersi e imparare ad eseguire i rituali. Si vantano un numero impressionante di rituali e riti che hanno una sorta di funzione devozionale. E chiunque abbia trascorso del tempo nella comunità è in grado di attestare l'elevazione etica, l'aumento della tolleranza, l'accettazione e il supporto ricevuto. Per molti versi l'SM somiglia al buddismo zen, con l'idea che la grazia spirituale si ritrovi in attività nominalmente laiche, o ad alcune pratiche new age, che offrono una grande flessibilità sia nelle credenze che nelle pratiche. E l'esperienza soggettiva di una scena SM è una pura espressione di estasi spirituale.
Estasi. Elevazione. Rivelazione. Noi esseri umani siamo naturalmente portati a ciò. Le persone hanno bisogno di liberazione estatica: per celebrare, buttare tutto fuori, sguazzare nella vergogna, singhiozzare incontrollabilmente, ululare alla luna e risalire dal mondo delle preoccupazioni temporali. Tutta la vita si cerca non solo la sopravvivenza ma anche l'esperienza: tragica gioia, illuminazione, saggezza, valore e scopo. Anche avendo a che fare con le responsabilità e le sfide della vita, aneliamo ad essere elevati, trasportati al di là dell'ordinario, verso eccitazione, scoperta, vitalità e la comprensione sempre più profonda di chi e cosa siamo. E vogliamo raggiungere questi obiettivi a tutti i costi. Alcuni utilizzano il culto. Altri fanno vacanze costose per raggiungerli, altri lavorano fino a ridursi le dita all'osso pur di guadagnare i soldi per raggiungerli. Si fanno esercizi per essi. Lo stesso vale per le attività secolari come cinema, danza, opera e letteratura. Lavoro, diligenza e arte sono in grado di fornire concentrazione e serenità quando operano su qualcosa che interessa.
Diversi stati emotivi, anche quelli solitamente non considerati come piacevoli, sono di vitale importanza per la bestia umana nel suo complesso. Ogni esperienza emotiva risponde ad un bisogno profondamente umano. Il sostegno spirituale è come il sonno, se non ne abbiamo abbastanza si finisce per soffrirne. Di quanta esperienza spirituale abbiamo bisogno? In realtà proprio i dieci comandamenti forniscono una linea guida in proposito. "Ricordati del giorno del Sabato per santificarlo", dice il terzo comandamento. Ciò non solo stabilisce la base lavorativa per l'industria (lavora sei giorni), ma ci da anche un'idea di quanta sacralità si necessiti su base settimanale. Lo scopo del sabato non è il 'divertimento, il giorno 'libero' o il 'weekend', ma è un monastero eretto nel tempo riservato alla contemplazione e alla riverenza. Di quanta sacralità abbiamo bisogno? Quattro giorni al mese. Minimo.
E quando si intende elevarsi, molte persone hanno scoperto che possono farlo attraverso l'SM. Una buona scena può elevare. Dare un assaggio di un piano elevato di esistenza, a volte quasi uno stato visionario, una modalità di intensa percezione che lega al partner ad un livello di intimità molto più profonda di quanto accada nel piano di esistenza quotidiana. Si può vivere un'intera vita con l'SM quale ingrediente in grado di fornire un costante nutrimento spirituale, meraviglioso e sorprendente.
Una faccia della spiritualità è l'esperienza mistica, l'epifania, la divina rivelazione, la lampadina accesa all'improvviso, quello che Laslow definisce come l''esperienza di picco'. Laslow sostiene che queste esperienze accadono costantemente ma sono considerate così strane e inspiegabili che raramente se ne discute e si preferisce spingerle a fondo nella memoria, fuori dalla nostra percezione. Questi strani eventi possono assumere molte forme: conversione religiosa, rivelazione di quasi-morte, intuizioni che cambiano la vita e che emergono da stati di contemplazione, preghiera o in grado di scaturire spontaneamente senza alcuna causa nota. Questo è qualcosa di più rispetto ad una esperienza semplicemente piacevole o emozionante. L'incontro spirituale autentico può alterare la vita. Permane e ti cambia al meglio, chimicamente. La spiritualità non riguarda solo alterata coscienza, ma anche alterato carattere.
Gli eventi spirituali sono strane cose, capitano a volte. Si cammina per la strada e Wham! Cambia la vita nel tempo di una intuizione. L'esperienza della Via di Damasco. Altre volte invece l'illuminazione arriva sotto le sembianze di una ricompensa per aver portato a termine uno sforzo. A volte raggiungiamo traguardi che ci sorprendono ma non ci forniscono il nutrimento interiore sperato. Ma è possibile prepararsi all'esperienza spirituale, le religioni di tutto il mondo hanno fatto questo per eoni. I luoghi di culto sono progettati ergonomicamente per invocare soggezione spirituale. Pensate ad una cattedrale gotica con le sue torri, muri elevati a dispetto della gravità, vetrate che pulsano di colore e l'organo ultraterreno o la musica corale in grado di trasportarci. Che si tratti di una moschea, di una cattedrale, di un tempio buddista o un cerchio magico di grano sparso dallo sciamano Navaho, l'intento è lo stesso: bloccare le distrazioni del mondo temporale e focalizzare l'attenzione sul sublime. E' probabile che nel paleolitico ci fossero sciamani che eseguivano simili riti con fiaccole nelle grotte dipinte. Gli obiettivi sono gli stessi. Ogni fede, ogni cultura, ogni pratica religiosa ha le proprie tradizioni, i propri rituali, i protocolli, le pratiche: musica sacra e danze, miti, letteratura sacra. Ma l'obiettivo è lo stesso: il risveglio spirituale.
Magia? Intervento soprannaturale? Non è necessario. I rituali chiaramente lavorano a livello psicologico. La mente è naturalmente in grado di accedere a stati alterati, ma molti lo percepiscono come qualcosa magico. Alcuni possono essere analizzati: l''aha!', la proverbiale lampadina che si accende quando qualcosa di misterioso viene improvvisamente capito. Alcune di queste sensazioni sono emozioni: dolore, felicità, paura, eccitazione, gelosia, meraviglia, ironia, soddisfazione. Ricordi, sogni, sogni ad occhi aperti, allucinazioni e fantasie dimostrano la nostra sorprendente potenza nell'inondare i nostri sensi delle immagini ricordate, inventate o immaginate. Stati di ipnosi, trance o meditazione amplificano queste percezioni pur essendo sufficientemente chiara la causa e la metodologia utilizzata per indurle. Onde alfa sono state misurate a livello cerebrale di monaci tibetani durante la meditazione o di suore cristiane durante la preghiera, a dimostrazione che le esperienze mistiche di diverse tradizioni hanno una base neurologica comune. Visioni e percezioni alterate della realtà possono verificarsi spontaneamente, ma possono essere indotte da droghe psicotropiche, comunemente usate come sacramento in religioni dei nativi sudoccidentali o dei Caraibi. E l'esperienza dell'amore, il senso di attrazione e fusione tale che tutti i confini fisici sembrano svanire, ha ispirato gran parte della poesia e dell'arte mai creata. Anche le emozioni che pensiamo come sgradevoli, come la rabbia, la paura, l'orrore e il disgusto, servono ad uno scopo. La rabbia può dare sfogo alle tensioni interne così come la paura. Film d'azione intrisi di sangue devono la loro popolarità alla catarsi che forniscono. La gente va sulle montagne russe per il solo piacere di spaventarsi.
Di fronte alla portata e all'intensità di questi stati alterati di coscienza, è facile capire perché, in epoche precedenti alla nostra, una persona poteva credere nella presenza di esseri ultraterreni. Certo c'è chi potrebbe pensare che le montagne russe non hanno nessun posto in una discussione su questioni spirituali. Alcuni fondamentalisti sostengono invece che la preghiera, la meditazione, l'estasi, la compassione e la pace della mente non appartengano solo all'esperienza cristiana, musulmana o buddhista. Si tratta di esperienze umane che trovano espressione sia in tradizioni religiose che in circostanze che non hanno nulla a che fare col culto organizzato. L'esperienza spirituale e una vita gratificante sono raggiungibili attraverso molte strade, sia laiche che religiose.
Credo che l'SM tocchi direttamente l'esperienza primordiale religiosa che sta dietro tutte le principali religioni mondiali. Lo fa senza ortodossia, senza scritture, senza divinità esplicite, senza antiche tradizione perpetrate. L'SM insegna che attraverso la diligenza, la ricerca interiore, il coraggio e la compassione per gli altri, possiamo incontrare il sublime nella nostra vita quotidiana. L'SM ci insegna che è salutare incontrare il sublime e che in ogni estatico abbandono possiamo essere responsabili e amorevoli. L'SM ci insegna che il dolore possiede proprietà benefiche e che il potere deve essere ricercato ed esercitato responsabilmente o esso si tramuta in un immaturo senso di auto-indulgenza. Non tutti nella nostra comunità reggono questi standard, ma fanno del loro meglio.
Author: ChrisM
giovedì 29 marzo 2012
Lo Spirito trascende il Genere
Cosa ci porta in questo posto che noi chiamiamo "transgender"? Questo modo di essere che ha bisogno di ridefinire, trasformare e ricreare se stesso in un mondo che insiste sul voler dare definizioni in base ai genitali? Forse un prurito all'inguine. In realtà, un dolore al cuore. E il non voler cedere a prezzi scontati la propria angoscia mentale.
Molti ricercatori stanno studiando fattori causali, cromosomi, configurazioni ormonali e, naturalmente, influenze psico-sociali... ma io vi chiedo: che cosa vi ha reso transgender? Prurito, dolore, angoscia... o anche qualcos'altro? Qualcosa che molte persone non riescono a definire, qualcosa chiamato Spirito.
Questo modello "corpo-cuore-mente-spirito" è un antico costrutto universale. Molti di noi trascorrono gran parte della propria vita sintonizzati su "corpo-mente", alcuni addirittura su "cuore". Ma quanti in realtà visitano la dimensione dello "spirito", fosse anche un paio di volte? Ho notato, invece, che molte persone transgender non solo hanno visitato questa dimensione, per necessità, ma spesso provengono da questo luogo.
E ciò che è Spirito anela a manifestarsi, in carne ed ossa, col cuore ricolmo di consapevolezza. Cromosomi e sessualità a parte, non c'è qualcosa di molto chiaro ed evidente a riguardo? Non siamo forse Spirito manifesto nella sua gloriosa diversità? Gli scienziati non riusciranno mai a misurare e spiegare questo evento magnifico, ma noi siamo la prova vivente che lo Spirito si manifesta al di là dei limitati costrutti sociali di genere.
Se consideriamo questa nozione vaga e spesso dimenticata di Spirito, è molto interessante notare che la maggior parte delle religioni più antiche del mondo hanno percepito la divinità come ermafrodita o al di là del genere. Ardhanarisvara per l'induismo, Avalokitesvara e Kuan Yin per il buddismo e Dioniso per il pantheon greco ad esempio. L'androginia divina si è riflettuta poi in rappresentazioni successive come Sri Krsna in Vedanta, Lan Ts'ai Ho nella Cina taoista e anche Gesù Cristo. Nella Qabbalah, Adamo riflette la natura del dio androgino prima della distinzione in Eva e la successiva caduta della grazia. Come numerosi nobili, i faraoni d'Egitto emularono i loro dei, che erano per lo più androgini in tutta l'Africa. Angeli e fate sono spesso percepiti come androgini. Alcune riflessioni sullo Spirito Transgender sono antiche e profonde.
Attualmente invece stiamo vivendo in un mondo prevalentemente patriarcale in cui le divinità principali riflettono valori maschili. Dio Padre è percepito come Spirito mentre Madre Natura è stata relegata ad uno stato di materia inanimata. Anche le nostre nozioni di genere sono state plasmate in questa radicata polarizzazione, una sorta di strategia di "dividi et impera" voluta dal patriarcato, con la quale si cerca di dominare e controllare l'umanità e la natura stessa.
Non è sempre stato così. In effetti, fino alla recente storia umana (circa 5000 anni fa), lo spirito della Dea ha prevalso nella maggior parte delle culture. Questo non vuol dire che le donne prevalessero sugli uomini. Piuttosto che sussisteva un equilibrio e una collaborazione senza gerarchie di potere o la necessità di ricorrere a conflitti armati. Nel suo libro, The Chalice and the Blade, Riane Eisler spiega la soggiogazione del Femminile come direttamente collegata con lo sfruttamento e la rovina della Natura, e il ricorso alla guerra come l'unico definitivo metodo di risoluzione definitiva, prima forzato, poi applicato.
Una volta che queste dinamiche di Spirito e Natura sono riconosciute, c'è da meravigliarsi che le questioni di genere svolgano un ruolo centrale nel regno dell'umanità intera? E, data la premessa dei transgender, che l'espressione del genere possa verificarsi indipendentemente dal sesso biologico, è abbastanza comprensibile che le persone transgender lottino nell'occhio del ciclone di questo conflitto culturale in maniera molto personale e profonda. I processi di trasgressione del genere sono semplicemente un modo per lo spirito di trascendere i capricci e i dettami delle culture umane al fine di manifestare più liberamente la gloriosa diversità della Natura e della propria carne. Questo processo costituisce la vera radice della spiritualità Transgender.
A prescindere dai recenti sforzi della scienza occidentale di dimostrarne causalità ormonali e cromosomiche, non è davvero un mistero che le persone transgender abbiano manifestato nel corso della storia un'espressione dello Spirito. Abbondano prove riguardo all'ispirazione che la carne tragga dallo Spirito, sia che si tratti di una male-to-female ex stella del football, sia che si tratti di un female-to-male ex ballerina. Quando si è mossi dallo Spirito, tutto è possibile. Come sottolineato da Walter Williams in The Spirit and the Flesh, quando lo Spirito manifesta il suo imperativo riproduttivo - che si tratti di lesbica, gay, transgender - ci sono altre benedizioni da condividere: la consapevolezza unica e l'opportunità rara di arricchire il nostro mondo.
Stiamo scoprendo che tradizioni sullo Spirito Transgender coprono ogni arco di tempo e ogni luogo, ciò grazie a sforzi antropologici e storici che stanno riportando alla luce vari aspetti della storia quasi completamente cancellati dal patriarcato. Le persone transgender nel corso della storia hanno assunto ruoli speciali adatti alle loro abilità uniche, molte delle quali sono spiritualmente orientate. Hanno ricoperto ruoli di visionari, guaritori, officianti di cerimonie e rituali, benedetto matrimoni, nascite e sepolto morti, sono stati custodi e maestri di principi spirituali, mediatori tra mogli e mariti, tribù e nazioni, mondo umano e mondo spirituale.
Ci sono, infatti, forti temi comuni condivisi dalla maggior parte dei popoli antichi, cosiddetti primitivi, in particolare spirituali visioni del mondo. Si va dai principi Wicca (Vecchia europa) a quelli taoisti (Cina), ai nativi americani, allo sciamanesimo. Questi elementi comuni sono i seguenti:
Ogni "cosa" è manifestazione vivente dello Spitito.
Armonia ed equilibrio di tutti gli esseri devono essere rispettati.
La diversità di tutte le forme di vita deve essere onorata e celebrata.
Tutti gli esseri sono divini e in grado di accedere direttamente allo Spirito.
Un leader contemporaneo, Anasazi Pueblo, in relazione all'Hopi, la più antica cultura delle americhe, ci dice:
"Vedo la necessità per il mio popolo e per tutti gli esseri umani, a causa di come stanno le cose oggi, di tornare indietro nella memoria e riportare nella nostra cultura il rispetto reciproco. Il mio popolo ha sempre coltivato la sua spiritualità e fatto le cose con rispetto. A dispetto di quanto la gente delle società esterne pensi della cosiddetta religione, noi non la chiamiamo religione, ci riferiamo piuttosto ad essa come alla nostra spiritualità, la nostra esistenza. Se mai dovessimo perdere questa parte della nostra vita, periremmo sicuramente. Diventeremmo un popolo in un mondo perduto, non ci sarebbe alcuna ragione per continuare la vita in senso fisico. La nostra spiritualità è parte della nostra vita dalla nascita del nostro popolo. La nostra terra non è la nostra terra, noi siamo solo parte della terra. Tutti dobbiamo, come esseri umani, trattarci con rispetto reciproco e, più specificamente, dobbiamo tenere in considerazione la Madre Terra e rispettarla di modo che si possa sopravvivere in futuro. Vi preghiamo di essere tutti uniti e di capirvi, per il futuro dei nostri figli che è nelle nostre mani".
Vivere in equilibrio, significa ora cercare di ricreare un equilibrio perduto, è difficile. La filosofia taoista ha riconosciuto da molto tempo l'importanza dell'equilibrio tra yin e yang, energie maschili e femminili. Per citare Starhawk, uno dei fondatori del movimento detto di Recupero:
"Il nostro rapporto con la Terra e le altre specie che ne hanno fatto parte, è stato condizionato dai nostri modelli religiosi. L'immagine di Dio, al di fuori della Natura, ci ha dato una spiegazione razionale che giustifica la distruzione dell'ordine naturale e il saccheggio delle risorse della Terra. Abbiamo cercato di "conquistare" la Natura così come abbiamo cercato di vincere il peccato. Solo quando i risultati di inquinamento e distruzione ecologica sono diventati abbastanza gravi da minacciare persino l'adattabilità urbana dell'umanità, si è arrivati a riconoscere l'importanza di un equilibrio ecologico e l'interdipendenza di tutte le forme di vita. Il modello della Dea, che è immanente nella natura, promuove il rispetto della sacralità di tutte le cose viventi. Quella dei Wicca può essere vista come una religione ecologica. Il suo obiettivo è l'armonia con la natura, non solo per far si che la vita sopravviva, ma anche che prosperi."
Qualsiasi biologo sa che la sopravvivenza di una specie dipende dalla diversità del suo patrimonio genetico. "La Dea, come la natura, ama la diversità", dice Starhawk. La nostra sorella transgender Rena Swifthawk ci ha insegnato che nella cultura dei nativi americani vi è la convinzione condivisa che "le erbacce non esistono". Ogni entità ha una finalità sacra e nessuno deve essere sprecato. Eppure troppo spesso nelle culture patriarcali, la pressione a conformarsi è maggiore di qualsiasi incoraggiamento al divenire unicamente se stessi, a ciò che Jung chiama "individuazione" che le persone transgender invece sentono acutamente.
Dal momento che lo spirito è onnipresente, tutti gli esseri godono di un accesso diretto al divino. Gli officianti Hopi, chiamati Kiva, vivono sottoterra. Emergono da un tunnel per portare saggezza e verità sulla Terra. Ciò è in contrasto con i sacerdoti occidentali che, per predicare la parola di Dio, si pongono sui pulpiti più alti delle loro chiese a forma di croce. Nei Wicca non ci sono dogmi, scritture o libri sacri rivelati a profeti o salvatori. Ogni persona è responsabile di rivelare la propria verità. Gli insegnamenti provengono direttamente dalla natura, che è la Dea. "L'unità è ottenuta non attraverso la chiusura del sé, ma attraverso la sua completa consapevolezza. Onora la Dea che è in te stesso, celebra te stesso e vedrai che il Sé è ovunque". Nel Tao Te Ching, Lao Tzu ci ricorda:
"E' significativo notare che la parola Wicca deriva dalla radice anglosassone che significa "piegare, modellare", plasmare l'invisibile alla propria volontà. Questo supporta l'idea che noi, come agenti divini, abbiamo la libertà di plasmare il mondo materiale in cui viviamo. Le persone transgender esercitano tale libertà quando rimodellano i propri corpi con cosmetici, terapia ormonale o interventi chirurgici per soddisfare lo Spirito. Assumono la responsabilità della nostra manifestazione".
Un'altra antica pratica spirituale condivisa è lo sciamanesimo. Sciamani di tutto il mondo hanno sviluppato tecniche notevolmente efficaci per raggiungere e mantenere il benessere e guarire se stessi e gli altri delle loro comunità. Con un piede in ogni mondo, lo sciamano intercede per conto del paziente malato terrestre col mondo degli spiriti. Uno dei requisiti standard per accedere al percorso sciamanico è quello di essere transgender.
Con l'avvento dell'Età del Bronzo circa 5000 anni fa, ondate su ondate di guerrieri a cavallo nomadi Kurgan (asiatici), hanno iniziato a fare pressioni su popoli pacifici basati sull'agricoltura che detenevano 30 000 anni di cultura della Dea in tutta l'Europa e il Mediterraneo. Considerando che "l'immagine al centro del culto era una donna che partorisce e non, come nel nostro tempo, un uomo che muore sulla croce", spiega Riane Eislerk, "in questa nuova realtà, che, ora si dice, sia esclusiva creazione di un Dio maschio, qualità come vita e nutrimento sono diventate il potere di dominare e distruggere".
I vecchi valori e i vecchi equilibri sono stati sconvolti e il vecchio modello di collaborazione e uguaglianza ha ceduto il posto ad un sistema di dominazione e gerarchia. Ciò crea sofferenza per tutti, come nota Starhawk:
"L'oppressione degli uomini dichiarata attraverso il patriarcato di Dio Padre è forse meno ovvia ma non meno tragica dell'oppressione dichiarata alle donne. Gli uomini sono invitati ad identificarsi con un modello che nessun essere umano potrà mai emulare con successo: essere dominatori di ristretti mini universi. Essi sono internamente divisi con un sé spirituale che si suppone abbia conquistato la loro natura animale più vile ed emotiva. Sono in guerra con se stessi: da una parte devono "conquistare" il peccato; dall'altra, devono "conquistare" desiderio o ego. Pochi riescono a fuggire a questa guerra senza danni. Gli uomini per lo più perdono il contatto coi propri sentimenti e i loro corpi...".
Poiché la cultura della Dea si è protratta nascosta in questi ultimi cinque millenni, le manifestazioni dello Spirito Transgender devono essere considerate in qualche modo in relazione all'oppressione patriarcale. Così ciò che all'apparenza può apparire come una carica negativa, diventa perfettamente giustificabile come reazione.
La repressione e la persecuzione delle persone transgender in questo periodo ha assunto molto forme diverse ed è innegabilmente legata alla sottomissione delle donne e dei valori della Dea. Un impegno persistente e ben documentato nella Bibbia è stato quello di "tagliare i boschi" (luogo di culto pagano) e di stabilire "dominio sulla natura". L'Europa medievale è stata tristemente nota per l'uso di bruciare vive le streghe, che spesso erano Wicca. Giovanna D'Arco è stata bruciata viva per l'abitudine di vestire e agire come un uomo. Quando gli esploratori europei come DeSoto sono arrivati in America scoprendo sciamani e transgender, li hanno chiamati bedache (ragazzi prostitute) e li hanno lanciati ai loro cani.
In questo clima di repressione, le persone genere-varianti rivendicano altri modi di esprimere la propria verità. A dispetto del patriarcato, molti hanno utilizzato un rituale di autocastrazione (es. il rito di Cibele e Attis) come un modo per tornare alla Dea nello Spirito Transgender. Eppure in un clima di soggiogazione, molti (come le Hijras indiane) hanno praticato la prostituzione e l'accattonaggio. I sistemi tradizionali di casta indiani infatti, possono attivare luoghi di protezione, ma non sono riusciti a promuovere l'integrazione attiva della diversità di genere all'interno della loro cultura.
Fino ad oggi l'esistenza delle persone transgender è disprezzata, negata e banalizzata. La transessuale Sandy Stone scrive:
"Uno dei modi con cui le persone giustificano l'oppressione alle persone di qualsiasi genere alternativo, è affermando che la norma sociale è naturale. In altre parole, viene da Dio, un'autorità a cui non è possibile appellarsi. Tutto ciò è un montaggio, una pura costruzione. Non c'è sesso 'naturale', perché 'sesso' come categoria medica o culturale non è altro che il risultato momentaneo di battaglie su chi debba possedere i significati di questa categoria. C'è una grande variabilità in campo genetico che la maggior parte delle persone geneticamente realizza, ma ciò resta invisibile al linguaggio... non si hanno parole a sufficienza, solo maschio e femmina restano ben definiti. E' una tecnica con cui la nostra cultura cancella le persone scomode, non elaborando parole per loro. Quando non si ha modo di descrivere certe categorie, esse sono invisibili".
Talk show televisivi e mass media hanno fatto molto per portare allo scoperto e banalizzare le persone transgender e il loro spirito. E mentre crossdresser come Ru Paul o Lady Bunny di Wigstock, o film come "Priscilla Quecn of the Desert" o "To Wong Foo...", sono molto in voga, restano grandi fazioni ultra conservatrici all'interno della società.
Potrebbe questo avere ripercussioni come un dinosauro in agonia che agita distruttivamente la coda? Si arriverà ad una massa critica di nuova consapevolezza e a un cambiamento di paradigma? C'è una crescente evidenza riguardo al patriarcato che sembrerebbe in declino e a una rinnovata spiritualità che sta invece emergendo. Ci sono numerosi spazi culturali tracciati da scrittori come Matthew Fox, Patricia Reilly e Paul Smith. Ci sono molti esempi del riaffermarsi dello Spirito, non ultimo il cosiddetto movimento New Age. Temi su femminismo, consenso, ecologia e spiritualità stanno cercando un loro equilibrio. C'è un profondo bisogno di evolvere.
Come per l'oscillazione di un pendolo, la Dea sta tornando. Molte persone transgender maschili e femminili condividono questo slancio ed utilizzano la loro vita come personificazione di questa lotta. Molte persone transgender female-to-male stanno anche cercando di portare gli elementi migliori della femminilità all'interno della loro nuova natura maschile. Questa positiva contaminazione dei generi ha il potenziale per consentire a tutti di diventare più completamente umani. Pertanto, come le donne stanno recuperando la loro connessione con il Divino, così le persone transgender sono alla ricerca di un ricco patrimonio spirituale e recupero dello spazio sacro.
Le persone transgender in occidente hanno iniziato a riunirsi solo 3-4 decenni fa. Inizialmente le questioni di genere, sessualità e fetish sono stati confusi a causa del contesto culturale. Ma si sono formati gruppi di sostegno e, negli anni '80, network internazionali. Molti argomenti sono stati affrontati da allora, come lo Spirito Transgender stesso. Riguardo a quest'ultimo, soprattutto nel 1991, quando Rena Swifthawk condivise la sua spiritualità legata alla cultura dei nativi americani durante la convention I.F.G.E a Denver così come altri transgender durante la prima Southern Comfort Conference ad Atlanta. Questo processo è andato avanti in entrambe gli eventi annuali e ha preso piede ovunque, compreso al Fantasia Fair at Cape Cod, il più antico festival transgender.
Il primo Circolo internazionale dello Spirito Transgender, creato dopo tre anni di network internazionale, fu il Kindred Spirits Circle in Hot Springs, NC, fondato nell'agosto del 1993. Seguirono: Pink Moon Gathering, Full Circle of Women, Union of Spirits, Mountain Spirits e senza dubbio altri che non sono stati pubblicizzati. Attualmente sta prendendo forma un centro di ritiro spirituale sulle montagle del North Carolina, chiamato Kindred Spirits, in funzione tutto l'anno.
Quello dei circoli spirituali transgender all'interno della comunità transgender è un fenomeno piuttosto recente e ancora controverso. Molte persone transgender praticano religioni tradizionali o non hanno ancora intrapreso ad oggi una via spirituale. Ma il desiderio di una vera comunità è universale, come ben espresso da Starhawk:
"Abbiamo tutti voglia di tornare a casa in un posto dove non siamo mai stati, metà ricordo, metà immaginazione, che possiamo solo vedere di tanto in tanto. Comunità. Da qualche parte ci sono persone cui possiamo parlare con passione, senza nessun groppo alla gola. Da qualche parte c'è un cerchio di mani pronto ad accoglierci, occhi che si illuminano al nostro ingresso, voci che celebrano con noi le forze che sono in nostro potere. La comunità è una forza che unisce le nostre singole forze per compiere il lavoro che deve essere compiuto. Ci regge quando cadiamo. Un cerchio di guarigione. Un cerchio di amici. Un posto dove possiamo essere liberi."
I nostri circoli sono ancora di modesta portata ma si moltiplicano. Sono intimi e accessibili e offrono un'esperienza intensa nella loro capacità di guarire e di sfruttare il potere personale. La condivisione, il nutrimento condividibile tra affini spiriti transgender è diverso da qualsiasi altro. Si tratta di associazioni in cui spiccano intuitività, fiducia, in cui viene onorata l'individualità, il consenso, la spontaneità, con aspettative minime, cuore e mente aperti, senza impegni nascosti. Si possono utilizzare diversi metodi terapeutici, tecniche sciamaniche, tradizioni spirituali ma la caratteristica principale del processo sembra effettivamente essere semplicemente quella di porsi su una strada su cui lo Spirito possa muoversi. Gli approcci tradizionali possono avere fondamento e validità, ma dobbiamo anche autorizzarci ad agire intuitivamente. Come la Dea direbbe "tutti gli atti d'amore e piacere sono miei rituali".
Lo Spirito Transgender trascende l'idea culturale semplicistica che il sesso anatomico sia sinonimo di espressione di genere. Il Genere non dovrebbe mai essere polarizzato. Si tratta di un arcobaleno di possibilità troppo splendente nella sua diversità. L'espressione del proprio genere deve essere intuitivo, fluido, perpetuamente in divenire. Non ci possono essere regole che governano il modo in cui lo Spirito debba manifestarsi. Occorrenze di ermafroditismo sono diffuse nelle piante, negli animali e gli esseri umani sono la prova che lo Spirito esprime la sua diversità al di là dei costrutti di genere bipolare. Le persone transgender incarnano la Dea, lo spirito della diversità che diventa un unico essere. La possibilità di azione che si ottiene può essere applicata all'esterno di sé per opporsi allo squilibrio e all'angoscia che ci circonda. Siamo in grado di fungere da ponte tra le polarità per contribuire a ripristinare l'equilibrio, l'integrazione e la completezza.
Alcuni anziani nativi americani credono che ci sia abbondanza di persone transgender nate in questo momento perché ciò può guarire il nostro mondo. Il genere è al centro di ciò che siamo come persone. Le nostre transizioni di genere, il processo stesso di cambiamento di genere, può essere visto come una sorta di ricerca che ci indirizza riguardo l'annosa questione: chi siamo? Superare gli stereotipi di genere equivale ad avere il coraggio di essere pienamente se stessi, pienamente umani, pienamente Spirito. Noi tutti dobbiamo coltivare le nostre piene capacità se vogliamo rispondere efficacemente alle sfide cruciali del nostro tempo. Ma prima di poter contribuire a guarire il nostro mondo, dobbiamo guarire noi stessi. Dobbiamo dire la nostra verità, rimodellare i vecchi miti, reinventare strumenti necessari per operare nel mondo di oggi con profonda compassione e nuova rilevanza.
Ho guardato al mio cammino spirituale come un vero asceta, essendomi stato insegnato che la sensualità e la "frivolezza"del mo essere transgender erano contrarie allo Spirito. Tutto quello di cui ho pensato di aver bisogno è stata una coperta e una ciotola di acqua da portare su una montagna. Però quando ho sentito il richiamo irresistibile della mia natura transgender, ero felice e sorpreso che mi fornisse la "terra" di cui avevo bisogno. Come se la Dea avesse preso vita attraverso di me, sono diventato più complesso. Spirito e carne, cielo e terra, sono divenuti uno. La mia lunga esperienza nel deserto e l'amore per la natura ha fornito le basi per questa guarigione. Avevo sprecato anni in attesa di sentirmi degno della sapienza imperscrutabile degli insegnamenti esoterici, fino a quando ho capito chi i miei insegnanti fossero davvero e che ero pronto come non mai ad agire con la mia consapevolezza. La sfida è quella di rispettare noi stessi come persone premurose e capaci. Sempre più spesso le persone transgender si stanno risvegliando e intuitivamente trovano la propria voce e le proprie vocazioni, nonostante le privazioni della nostra storia, della storia, o il senso della nostra comunità.
Una volta che Spirito e carne sono coscientemente legati, si scende a terra, c'è l'esaltazione... l'equilibrio. Senza più polarizzazione e separazione, le barriere cadono e la paura lascia il posto all'amore. Come scrive Starhawk:
"Tutto è stato generato dall'amore, tutto cerca di tornare ad amare. L'amore è la legge, il maestro saggio, il grande rivelatore di misteri".
Per valicare i confini arbitrari del genere bisogna onorare il potenziale dello Spirito. Nel Tao Te Ching, Lao Tzu ha scritto:
Uno che ha le ali di un uomo
E di una donna anche
E' in se stesso un grembo del mondo
E, essendo un grembo del mondo,
Continuamente, senza fine,
Partorisce...
Siamo divinità. Siamo Spirito manifesto in forma umana. Viviamo di verità e aiutiamo tutti a vedere la bellezza e la forza che valica i vincoli del genere. E rendiamo grazie per l'opportunità di farlo.
by Holly Boswell
Molti ricercatori stanno studiando fattori causali, cromosomi, configurazioni ormonali e, naturalmente, influenze psico-sociali... ma io vi chiedo: che cosa vi ha reso transgender? Prurito, dolore, angoscia... o anche qualcos'altro? Qualcosa che molte persone non riescono a definire, qualcosa chiamato Spirito.
Questo modello "corpo-cuore-mente-spirito" è un antico costrutto universale. Molti di noi trascorrono gran parte della propria vita sintonizzati su "corpo-mente", alcuni addirittura su "cuore". Ma quanti in realtà visitano la dimensione dello "spirito", fosse anche un paio di volte? Ho notato, invece, che molte persone transgender non solo hanno visitato questa dimensione, per necessità, ma spesso provengono da questo luogo.
E ciò che è Spirito anela a manifestarsi, in carne ed ossa, col cuore ricolmo di consapevolezza. Cromosomi e sessualità a parte, non c'è qualcosa di molto chiaro ed evidente a riguardo? Non siamo forse Spirito manifesto nella sua gloriosa diversità? Gli scienziati non riusciranno mai a misurare e spiegare questo evento magnifico, ma noi siamo la prova vivente che lo Spirito si manifesta al di là dei limitati costrutti sociali di genere.
Se consideriamo questa nozione vaga e spesso dimenticata di Spirito, è molto interessante notare che la maggior parte delle religioni più antiche del mondo hanno percepito la divinità come ermafrodita o al di là del genere. Ardhanarisvara per l'induismo, Avalokitesvara e Kuan Yin per il buddismo e Dioniso per il pantheon greco ad esempio. L'androginia divina si è riflettuta poi in rappresentazioni successive come Sri Krsna in Vedanta, Lan Ts'ai Ho nella Cina taoista e anche Gesù Cristo. Nella Qabbalah, Adamo riflette la natura del dio androgino prima della distinzione in Eva e la successiva caduta della grazia. Come numerosi nobili, i faraoni d'Egitto emularono i loro dei, che erano per lo più androgini in tutta l'Africa. Angeli e fate sono spesso percepiti come androgini. Alcune riflessioni sullo Spirito Transgender sono antiche e profonde.
Attualmente invece stiamo vivendo in un mondo prevalentemente patriarcale in cui le divinità principali riflettono valori maschili. Dio Padre è percepito come Spirito mentre Madre Natura è stata relegata ad uno stato di materia inanimata. Anche le nostre nozioni di genere sono state plasmate in questa radicata polarizzazione, una sorta di strategia di "dividi et impera" voluta dal patriarcato, con la quale si cerca di dominare e controllare l'umanità e la natura stessa.
Non è sempre stato così. In effetti, fino alla recente storia umana (circa 5000 anni fa), lo spirito della Dea ha prevalso nella maggior parte delle culture. Questo non vuol dire che le donne prevalessero sugli uomini. Piuttosto che sussisteva un equilibrio e una collaborazione senza gerarchie di potere o la necessità di ricorrere a conflitti armati. Nel suo libro, The Chalice and the Blade, Riane Eisler spiega la soggiogazione del Femminile come direttamente collegata con lo sfruttamento e la rovina della Natura, e il ricorso alla guerra come l'unico definitivo metodo di risoluzione definitiva, prima forzato, poi applicato.
Una volta che queste dinamiche di Spirito e Natura sono riconosciute, c'è da meravigliarsi che le questioni di genere svolgano un ruolo centrale nel regno dell'umanità intera? E, data la premessa dei transgender, che l'espressione del genere possa verificarsi indipendentemente dal sesso biologico, è abbastanza comprensibile che le persone transgender lottino nell'occhio del ciclone di questo conflitto culturale in maniera molto personale e profonda. I processi di trasgressione del genere sono semplicemente un modo per lo spirito di trascendere i capricci e i dettami delle culture umane al fine di manifestare più liberamente la gloriosa diversità della Natura e della propria carne. Questo processo costituisce la vera radice della spiritualità Transgender.
A prescindere dai recenti sforzi della scienza occidentale di dimostrarne causalità ormonali e cromosomiche, non è davvero un mistero che le persone transgender abbiano manifestato nel corso della storia un'espressione dello Spirito. Abbondano prove riguardo all'ispirazione che la carne tragga dallo Spirito, sia che si tratti di una male-to-female ex stella del football, sia che si tratti di un female-to-male ex ballerina. Quando si è mossi dallo Spirito, tutto è possibile. Come sottolineato da Walter Williams in The Spirit and the Flesh, quando lo Spirito manifesta il suo imperativo riproduttivo - che si tratti di lesbica, gay, transgender - ci sono altre benedizioni da condividere: la consapevolezza unica e l'opportunità rara di arricchire il nostro mondo.
Stiamo scoprendo che tradizioni sullo Spirito Transgender coprono ogni arco di tempo e ogni luogo, ciò grazie a sforzi antropologici e storici che stanno riportando alla luce vari aspetti della storia quasi completamente cancellati dal patriarcato. Le persone transgender nel corso della storia hanno assunto ruoli speciali adatti alle loro abilità uniche, molte delle quali sono spiritualmente orientate. Hanno ricoperto ruoli di visionari, guaritori, officianti di cerimonie e rituali, benedetto matrimoni, nascite e sepolto morti, sono stati custodi e maestri di principi spirituali, mediatori tra mogli e mariti, tribù e nazioni, mondo umano e mondo spirituale.
Ci sono, infatti, forti temi comuni condivisi dalla maggior parte dei popoli antichi, cosiddetti primitivi, in particolare spirituali visioni del mondo. Si va dai principi Wicca (Vecchia europa) a quelli taoisti (Cina), ai nativi americani, allo sciamanesimo. Questi elementi comuni sono i seguenti:
Ogni "cosa" è manifestazione vivente dello Spitito.
Armonia ed equilibrio di tutti gli esseri devono essere rispettati.
La diversità di tutte le forme di vita deve essere onorata e celebrata.
Tutti gli esseri sono divini e in grado di accedere direttamente allo Spirito.
Un leader contemporaneo, Anasazi Pueblo, in relazione all'Hopi, la più antica cultura delle americhe, ci dice:
"Vedo la necessità per il mio popolo e per tutti gli esseri umani, a causa di come stanno le cose oggi, di tornare indietro nella memoria e riportare nella nostra cultura il rispetto reciproco. Il mio popolo ha sempre coltivato la sua spiritualità e fatto le cose con rispetto. A dispetto di quanto la gente delle società esterne pensi della cosiddetta religione, noi non la chiamiamo religione, ci riferiamo piuttosto ad essa come alla nostra spiritualità, la nostra esistenza. Se mai dovessimo perdere questa parte della nostra vita, periremmo sicuramente. Diventeremmo un popolo in un mondo perduto, non ci sarebbe alcuna ragione per continuare la vita in senso fisico. La nostra spiritualità è parte della nostra vita dalla nascita del nostro popolo. La nostra terra non è la nostra terra, noi siamo solo parte della terra. Tutti dobbiamo, come esseri umani, trattarci con rispetto reciproco e, più specificamente, dobbiamo tenere in considerazione la Madre Terra e rispettarla di modo che si possa sopravvivere in futuro. Vi preghiamo di essere tutti uniti e di capirvi, per il futuro dei nostri figli che è nelle nostre mani".
Vivere in equilibrio, significa ora cercare di ricreare un equilibrio perduto, è difficile. La filosofia taoista ha riconosciuto da molto tempo l'importanza dell'equilibrio tra yin e yang, energie maschili e femminili. Per citare Starhawk, uno dei fondatori del movimento detto di Recupero:
"Il nostro rapporto con la Terra e le altre specie che ne hanno fatto parte, è stato condizionato dai nostri modelli religiosi. L'immagine di Dio, al di fuori della Natura, ci ha dato una spiegazione razionale che giustifica la distruzione dell'ordine naturale e il saccheggio delle risorse della Terra. Abbiamo cercato di "conquistare" la Natura così come abbiamo cercato di vincere il peccato. Solo quando i risultati di inquinamento e distruzione ecologica sono diventati abbastanza gravi da minacciare persino l'adattabilità urbana dell'umanità, si è arrivati a riconoscere l'importanza di un equilibrio ecologico e l'interdipendenza di tutte le forme di vita. Il modello della Dea, che è immanente nella natura, promuove il rispetto della sacralità di tutte le cose viventi. Quella dei Wicca può essere vista come una religione ecologica. Il suo obiettivo è l'armonia con la natura, non solo per far si che la vita sopravviva, ma anche che prosperi."
Qualsiasi biologo sa che la sopravvivenza di una specie dipende dalla diversità del suo patrimonio genetico. "La Dea, come la natura, ama la diversità", dice Starhawk. La nostra sorella transgender Rena Swifthawk ci ha insegnato che nella cultura dei nativi americani vi è la convinzione condivisa che "le erbacce non esistono". Ogni entità ha una finalità sacra e nessuno deve essere sprecato. Eppure troppo spesso nelle culture patriarcali, la pressione a conformarsi è maggiore di qualsiasi incoraggiamento al divenire unicamente se stessi, a ciò che Jung chiama "individuazione" che le persone transgender invece sentono acutamente.
Dal momento che lo spirito è onnipresente, tutti gli esseri godono di un accesso diretto al divino. Gli officianti Hopi, chiamati Kiva, vivono sottoterra. Emergono da un tunnel per portare saggezza e verità sulla Terra. Ciò è in contrasto con i sacerdoti occidentali che, per predicare la parola di Dio, si pongono sui pulpiti più alti delle loro chiese a forma di croce. Nei Wicca non ci sono dogmi, scritture o libri sacri rivelati a profeti o salvatori. Ogni persona è responsabile di rivelare la propria verità. Gli insegnamenti provengono direttamente dalla natura, che è la Dea. "L'unità è ottenuta non attraverso la chiusura del sé, ma attraverso la sua completa consapevolezza. Onora la Dea che è in te stesso, celebra te stesso e vedrai che il Sé è ovunque". Nel Tao Te Ching, Lao Tzu ci ricorda:
"E' significativo notare che la parola Wicca deriva dalla radice anglosassone che significa "piegare, modellare", plasmare l'invisibile alla propria volontà. Questo supporta l'idea che noi, come agenti divini, abbiamo la libertà di plasmare il mondo materiale in cui viviamo. Le persone transgender esercitano tale libertà quando rimodellano i propri corpi con cosmetici, terapia ormonale o interventi chirurgici per soddisfare lo Spirito. Assumono la responsabilità della nostra manifestazione".
Un'altra antica pratica spirituale condivisa è lo sciamanesimo. Sciamani di tutto il mondo hanno sviluppato tecniche notevolmente efficaci per raggiungere e mantenere il benessere e guarire se stessi e gli altri delle loro comunità. Con un piede in ogni mondo, lo sciamano intercede per conto del paziente malato terrestre col mondo degli spiriti. Uno dei requisiti standard per accedere al percorso sciamanico è quello di essere transgender.
Con l'avvento dell'Età del Bronzo circa 5000 anni fa, ondate su ondate di guerrieri a cavallo nomadi Kurgan (asiatici), hanno iniziato a fare pressioni su popoli pacifici basati sull'agricoltura che detenevano 30 000 anni di cultura della Dea in tutta l'Europa e il Mediterraneo. Considerando che "l'immagine al centro del culto era una donna che partorisce e non, come nel nostro tempo, un uomo che muore sulla croce", spiega Riane Eislerk, "in questa nuova realtà, che, ora si dice, sia esclusiva creazione di un Dio maschio, qualità come vita e nutrimento sono diventate il potere di dominare e distruggere".
I vecchi valori e i vecchi equilibri sono stati sconvolti e il vecchio modello di collaborazione e uguaglianza ha ceduto il posto ad un sistema di dominazione e gerarchia. Ciò crea sofferenza per tutti, come nota Starhawk:
"L'oppressione degli uomini dichiarata attraverso il patriarcato di Dio Padre è forse meno ovvia ma non meno tragica dell'oppressione dichiarata alle donne. Gli uomini sono invitati ad identificarsi con un modello che nessun essere umano potrà mai emulare con successo: essere dominatori di ristretti mini universi. Essi sono internamente divisi con un sé spirituale che si suppone abbia conquistato la loro natura animale più vile ed emotiva. Sono in guerra con se stessi: da una parte devono "conquistare" il peccato; dall'altra, devono "conquistare" desiderio o ego. Pochi riescono a fuggire a questa guerra senza danni. Gli uomini per lo più perdono il contatto coi propri sentimenti e i loro corpi...".
Poiché la cultura della Dea si è protratta nascosta in questi ultimi cinque millenni, le manifestazioni dello Spirito Transgender devono essere considerate in qualche modo in relazione all'oppressione patriarcale. Così ciò che all'apparenza può apparire come una carica negativa, diventa perfettamente giustificabile come reazione.
La repressione e la persecuzione delle persone transgender in questo periodo ha assunto molto forme diverse ed è innegabilmente legata alla sottomissione delle donne e dei valori della Dea. Un impegno persistente e ben documentato nella Bibbia è stato quello di "tagliare i boschi" (luogo di culto pagano) e di stabilire "dominio sulla natura". L'Europa medievale è stata tristemente nota per l'uso di bruciare vive le streghe, che spesso erano Wicca. Giovanna D'Arco è stata bruciata viva per l'abitudine di vestire e agire come un uomo. Quando gli esploratori europei come DeSoto sono arrivati in America scoprendo sciamani e transgender, li hanno chiamati bedache (ragazzi prostitute) e li hanno lanciati ai loro cani.
In questo clima di repressione, le persone genere-varianti rivendicano altri modi di esprimere la propria verità. A dispetto del patriarcato, molti hanno utilizzato un rituale di autocastrazione (es. il rito di Cibele e Attis) come un modo per tornare alla Dea nello Spirito Transgender. Eppure in un clima di soggiogazione, molti (come le Hijras indiane) hanno praticato la prostituzione e l'accattonaggio. I sistemi tradizionali di casta indiani infatti, possono attivare luoghi di protezione, ma non sono riusciti a promuovere l'integrazione attiva della diversità di genere all'interno della loro cultura.
Fino ad oggi l'esistenza delle persone transgender è disprezzata, negata e banalizzata. La transessuale Sandy Stone scrive:
"Uno dei modi con cui le persone giustificano l'oppressione alle persone di qualsiasi genere alternativo, è affermando che la norma sociale è naturale. In altre parole, viene da Dio, un'autorità a cui non è possibile appellarsi. Tutto ciò è un montaggio, una pura costruzione. Non c'è sesso 'naturale', perché 'sesso' come categoria medica o culturale non è altro che il risultato momentaneo di battaglie su chi debba possedere i significati di questa categoria. C'è una grande variabilità in campo genetico che la maggior parte delle persone geneticamente realizza, ma ciò resta invisibile al linguaggio... non si hanno parole a sufficienza, solo maschio e femmina restano ben definiti. E' una tecnica con cui la nostra cultura cancella le persone scomode, non elaborando parole per loro. Quando non si ha modo di descrivere certe categorie, esse sono invisibili".
Talk show televisivi e mass media hanno fatto molto per portare allo scoperto e banalizzare le persone transgender e il loro spirito. E mentre crossdresser come Ru Paul o Lady Bunny di Wigstock, o film come "Priscilla Quecn of the Desert" o "To Wong Foo...", sono molto in voga, restano grandi fazioni ultra conservatrici all'interno della società.
Potrebbe questo avere ripercussioni come un dinosauro in agonia che agita distruttivamente la coda? Si arriverà ad una massa critica di nuova consapevolezza e a un cambiamento di paradigma? C'è una crescente evidenza riguardo al patriarcato che sembrerebbe in declino e a una rinnovata spiritualità che sta invece emergendo. Ci sono numerosi spazi culturali tracciati da scrittori come Matthew Fox, Patricia Reilly e Paul Smith. Ci sono molti esempi del riaffermarsi dello Spirito, non ultimo il cosiddetto movimento New Age. Temi su femminismo, consenso, ecologia e spiritualità stanno cercando un loro equilibrio. C'è un profondo bisogno di evolvere.
Come per l'oscillazione di un pendolo, la Dea sta tornando. Molte persone transgender maschili e femminili condividono questo slancio ed utilizzano la loro vita come personificazione di questa lotta. Molte persone transgender female-to-male stanno anche cercando di portare gli elementi migliori della femminilità all'interno della loro nuova natura maschile. Questa positiva contaminazione dei generi ha il potenziale per consentire a tutti di diventare più completamente umani. Pertanto, come le donne stanno recuperando la loro connessione con il Divino, così le persone transgender sono alla ricerca di un ricco patrimonio spirituale e recupero dello spazio sacro.
Le persone transgender in occidente hanno iniziato a riunirsi solo 3-4 decenni fa. Inizialmente le questioni di genere, sessualità e fetish sono stati confusi a causa del contesto culturale. Ma si sono formati gruppi di sostegno e, negli anni '80, network internazionali. Molti argomenti sono stati affrontati da allora, come lo Spirito Transgender stesso. Riguardo a quest'ultimo, soprattutto nel 1991, quando Rena Swifthawk condivise la sua spiritualità legata alla cultura dei nativi americani durante la convention I.F.G.E a Denver così come altri transgender durante la prima Southern Comfort Conference ad Atlanta. Questo processo è andato avanti in entrambe gli eventi annuali e ha preso piede ovunque, compreso al Fantasia Fair at Cape Cod, il più antico festival transgender.
Il primo Circolo internazionale dello Spirito Transgender, creato dopo tre anni di network internazionale, fu il Kindred Spirits Circle in Hot Springs, NC, fondato nell'agosto del 1993. Seguirono: Pink Moon Gathering, Full Circle of Women, Union of Spirits, Mountain Spirits e senza dubbio altri che non sono stati pubblicizzati. Attualmente sta prendendo forma un centro di ritiro spirituale sulle montagle del North Carolina, chiamato Kindred Spirits, in funzione tutto l'anno.
Quello dei circoli spirituali transgender all'interno della comunità transgender è un fenomeno piuttosto recente e ancora controverso. Molte persone transgender praticano religioni tradizionali o non hanno ancora intrapreso ad oggi una via spirituale. Ma il desiderio di una vera comunità è universale, come ben espresso da Starhawk:
"Abbiamo tutti voglia di tornare a casa in un posto dove non siamo mai stati, metà ricordo, metà immaginazione, che possiamo solo vedere di tanto in tanto. Comunità. Da qualche parte ci sono persone cui possiamo parlare con passione, senza nessun groppo alla gola. Da qualche parte c'è un cerchio di mani pronto ad accoglierci, occhi che si illuminano al nostro ingresso, voci che celebrano con noi le forze che sono in nostro potere. La comunità è una forza che unisce le nostre singole forze per compiere il lavoro che deve essere compiuto. Ci regge quando cadiamo. Un cerchio di guarigione. Un cerchio di amici. Un posto dove possiamo essere liberi."
I nostri circoli sono ancora di modesta portata ma si moltiplicano. Sono intimi e accessibili e offrono un'esperienza intensa nella loro capacità di guarire e di sfruttare il potere personale. La condivisione, il nutrimento condividibile tra affini spiriti transgender è diverso da qualsiasi altro. Si tratta di associazioni in cui spiccano intuitività, fiducia, in cui viene onorata l'individualità, il consenso, la spontaneità, con aspettative minime, cuore e mente aperti, senza impegni nascosti. Si possono utilizzare diversi metodi terapeutici, tecniche sciamaniche, tradizioni spirituali ma la caratteristica principale del processo sembra effettivamente essere semplicemente quella di porsi su una strada su cui lo Spirito possa muoversi. Gli approcci tradizionali possono avere fondamento e validità, ma dobbiamo anche autorizzarci ad agire intuitivamente. Come la Dea direbbe "tutti gli atti d'amore e piacere sono miei rituali".
Lo Spirito Transgender trascende l'idea culturale semplicistica che il sesso anatomico sia sinonimo di espressione di genere. Il Genere non dovrebbe mai essere polarizzato. Si tratta di un arcobaleno di possibilità troppo splendente nella sua diversità. L'espressione del proprio genere deve essere intuitivo, fluido, perpetuamente in divenire. Non ci possono essere regole che governano il modo in cui lo Spirito debba manifestarsi. Occorrenze di ermafroditismo sono diffuse nelle piante, negli animali e gli esseri umani sono la prova che lo Spirito esprime la sua diversità al di là dei costrutti di genere bipolare. Le persone transgender incarnano la Dea, lo spirito della diversità che diventa un unico essere. La possibilità di azione che si ottiene può essere applicata all'esterno di sé per opporsi allo squilibrio e all'angoscia che ci circonda. Siamo in grado di fungere da ponte tra le polarità per contribuire a ripristinare l'equilibrio, l'integrazione e la completezza.
Alcuni anziani nativi americani credono che ci sia abbondanza di persone transgender nate in questo momento perché ciò può guarire il nostro mondo. Il genere è al centro di ciò che siamo come persone. Le nostre transizioni di genere, il processo stesso di cambiamento di genere, può essere visto come una sorta di ricerca che ci indirizza riguardo l'annosa questione: chi siamo? Superare gli stereotipi di genere equivale ad avere il coraggio di essere pienamente se stessi, pienamente umani, pienamente Spirito. Noi tutti dobbiamo coltivare le nostre piene capacità se vogliamo rispondere efficacemente alle sfide cruciali del nostro tempo. Ma prima di poter contribuire a guarire il nostro mondo, dobbiamo guarire noi stessi. Dobbiamo dire la nostra verità, rimodellare i vecchi miti, reinventare strumenti necessari per operare nel mondo di oggi con profonda compassione e nuova rilevanza.
Ho guardato al mio cammino spirituale come un vero asceta, essendomi stato insegnato che la sensualità e la "frivolezza"del mo essere transgender erano contrarie allo Spirito. Tutto quello di cui ho pensato di aver bisogno è stata una coperta e una ciotola di acqua da portare su una montagna. Però quando ho sentito il richiamo irresistibile della mia natura transgender, ero felice e sorpreso che mi fornisse la "terra" di cui avevo bisogno. Come se la Dea avesse preso vita attraverso di me, sono diventato più complesso. Spirito e carne, cielo e terra, sono divenuti uno. La mia lunga esperienza nel deserto e l'amore per la natura ha fornito le basi per questa guarigione. Avevo sprecato anni in attesa di sentirmi degno della sapienza imperscrutabile degli insegnamenti esoterici, fino a quando ho capito chi i miei insegnanti fossero davvero e che ero pronto come non mai ad agire con la mia consapevolezza. La sfida è quella di rispettare noi stessi come persone premurose e capaci. Sempre più spesso le persone transgender si stanno risvegliando e intuitivamente trovano la propria voce e le proprie vocazioni, nonostante le privazioni della nostra storia, della storia, o il senso della nostra comunità.
Una volta che Spirito e carne sono coscientemente legati, si scende a terra, c'è l'esaltazione... l'equilibrio. Senza più polarizzazione e separazione, le barriere cadono e la paura lascia il posto all'amore. Come scrive Starhawk:
"Tutto è stato generato dall'amore, tutto cerca di tornare ad amare. L'amore è la legge, il maestro saggio, il grande rivelatore di misteri".
Per valicare i confini arbitrari del genere bisogna onorare il potenziale dello Spirito. Nel Tao Te Ching, Lao Tzu ha scritto:
Uno che ha le ali di un uomo
E di una donna anche
E' in se stesso un grembo del mondo
E, essendo un grembo del mondo,
Continuamente, senza fine,
Partorisce...
Siamo divinità. Siamo Spirito manifesto in forma umana. Viviamo di verità e aiutiamo tutti a vedere la bellezza e la forza che valica i vincoli del genere. E rendiamo grazie per l'opportunità di farlo.
by Holly Boswell
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