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sabato 1 dicembre 2012

Divenire un Drago: uno Studio Tecnologico Trasversale

Divenire un Drago è una perfomance mixed-reality tra l’anno di Esperienza di Vita Reale richiesta alle persone transgender al fine di ricevere l’autorizzazione alle operazioni chirurgiche di riassegnazione del genere sessuale e di un'esperienza parallela di un anno di Esperienza in Second Life per attuare un’operazione di riassegnazione di specie. Per la performance l'autrice, Micha Cárdenas, ha vissuto 365 ore immersa nell'ambiente 3D on-line di Second Life con un casco dotato di display, vedendo quindi il mondo fisico solo attraverso video-feed e usando un sistema motion-capture per mappare i movimenti e trasmetterli in Second Life. L'istallazione prevedeva inoltre una proiezione stereoscopica a favore del pubblico. Una patch Puredata è stata usata per processare la voce umana e creare la voce del drago virtuale. Durante l'anno di ricerche per la realizzazione del progetto, l'autrice ha condotto nella vita reale la terapia ormonale sostitutiva e scritto poesie e prose sull'esperienza che è stata poi ripresa dalla performance Divenire un Drago. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di Christopher Head, Elle Mehrmand, Kael Greco, Ben Lotan e Anna Storelli.

In "Epistemology of the Closet", Eve Kosofsky Sedgwick utilizza l'analisi queer per introdurre elementi di instabilità nell'episteme occidentale. Sedgwick suggerisce che: "Molti dei principali nodi del pensiero e della conoscenza occidentale sono strutturati - anzi, fratturati - da una cronica, ormai endemica crisi della definizione di omo/eterosessualità... come se virtualmente la comprensione di ogni aspetto della cultura occidentale resti, non solo incompleta, ma danneggiata nella sua sostanza centrale nella misura in cui non riesca a incorporare un'analisi critica della moderna definizione di omo-eterosessualità".

Allo stesso modo l'autrice e artista Sandy Stone afferma che il corpo transessuale e l'esperienza aprono nuove possibilità di conoscenza. Secondo Stone "qui, ai confini del genere, alla fine del ventesimo secolo, col traballare dell'egemonia fallocratica e delle presuntuose assunzioni di origine eteroglossica, troviamo le epistemologie della maschile pratica medica bianca, la rabbia delle radicali teorie femministe e il caos della esperienza vissuta di genere sul campo di battaglia del corpo transessuale". Ci sono due linee su cui Divenire un Drago è stata condotta, Divenire e Miscelare, al fine di capire come nuovi generi e nuove sessualità possano aprire nuove possibilità epistemologiche.




L'approccio è stato ispirato dall'opera di Deleuze, Two Regimes of Madness. In essa Deleuze afferma che "uno dei principali obiettivi della schizoanalisi sarebbe quello di guardare ad ognuno di noi in base alle linee incrociate che sono quelle del desiderio stesso: non-figurative linee astratte di fuga, cioè deterritorializzanti". L'approccio che Deleuze descrive è legato alla nozione proposta da Felix Guattari della trasversale, della ricerca cioè di linee di pensiero che incrociano altre linee astratte, un'idea che è stata ripresa da molti pensatori contemporanei, come il teorico dei media digitali Anna Munster che, nel suo libro Materializing New Media, propone e avvia “l'idea degli studi tecnologici trasversali" come alternativa a "un percorso interdisciplinare lanciato da discipline prestabilite quali media e studi culturali", al fine di "comprendere la cultura digitale come una serie di linee diagrammatiche" e delle loro "intersezioni... e inflessioni". Nel campo dell'esperienza transgender si desidera applicare gli studi trasversali tecnologici alla ricerca di nuove rotte e semi-cause che incrocino strati multipli di tecnologia.

Con Divenire un Drago si è cercato di esplorare due distinti strati materiali di tecnologia, Mondi Virtuali e Biotecnologie, entrambi i quali possono essere inquadrati nell'ambito delle tecnologie di trasformazione. Da questa prospettiva, si possono prendere in considerazione nuove similitudini e progressioni, distinte dalla storica analisi temporale o dall'analisi incentrata sugli sviluppi tecnologici. Considerando varie componenti del divenire - esperienze corporali, sociali, psicologiche, sessuali - mondi virtuali e biotecnologie sono accomunati dall'avere un'unica, condivisa e forte risonanza.

Altra linea di analisi che si desidera esplorare attraverso questi due strati di tecnologia riguarda il tracciare l'operazione di miscelazione tra i due. Attraverso la miscelazione delle realtà e degli attributi fisici di genere, quali gli ormoni, l'emersione di attriti e armonie, la resistenza del corpo originario al cambiamento, le nuove possibilità di espressione sessuale e la disfunzionalità della nuova configurazione in un sistema che presuppone distinzioni chiare.

Inoltre, la qualità di questa conoscenza richiede di essere a sua volta esaminata. Se la conoscenza si basa su un approccio fenomenologico, basato su osservazioni personali, come verrà poi decentrato e destrutturato dal soggetto in transizione? Se il soggetto transgender è in una transizione costante, che senso ha l'affermazione "Io vedo X" quando l'"Io" è cambiato dall'inizio della dichiarazione alla fine della stessa? E quali altre possibilità di conoscenza può condurre l'approccio transgender agli studi tecnologici o alla produzione di media sperimentali? Si esplorerà quindi l'approccio dell’ Electronic Disturbance Theater per generare nuovi sistemi epistemologici, chiamati "Scienza degli oppressi", rivolti a riconsiderare come la conoscenza venga prodotta e strutturata secondo un sistema di valori e perseguendo il suo interesse.


Traiettoria del Divenire, Tecnologie di Trasformazione

L'obiettivo di questo lavoro non è quello di sostenere che il soggetto transgender abbia una posizione privilegiata e accesso da una conoscenza unica. Piuttosto, l'obiettivo è inquadrare il desiderio transgender, sia individuale che collettivo, e come esso possa diventare un elemento utile nell'indagine epistemologica per rivelare nuove informazioni attraverso l'organizzazione di nuovi dati. Una linea di investigazione che ha spinto Divenire un Drago è l'analisi di varie tecnologie utilizzabili in un processo di divenire. Questa strada nasce dal desiderio di iniziare un percorso di trasformazione transgender che coinvolga il corpo e la vita di Micha. Seguendo questo desiderio Micha si è spinta nell'esplorazione delle possibilità cui poteva avere accesso. Ha scoperto che mondi virtuali e biotecnologie, in particolar modo le tecnologie mediche utilizzate nel cambiamento di genere, come la chirurgia e gli ormoni, promettono di poter mutare in qualcos'altro, mediante un nuovo corpo e una nuova vita.

La topologia epistemologica del divenire è stata basata su una radicale inconoscibilità del futuro. Nel caso specifico del divenire, non si riesce mai a cogliere pienamente la realtà dell'essere a venire, i suoi dettagli e le sue sfumature, che si manifestano solamente attraverso l'esperienza vissuta. La decisione di diventare qualcos'altro, diverso da quello che si è nel momento presente, non può che essere basata sulla conoscenza limitata della speculazione informata. Per le persone transessuali e trangender, ciò è particolarmente evidente nel processo di decisione di cambiare il proprio genere o il proprio corpo. Eppure, si viene richiesto di prendere una decisione su come agire, su cosa diventare.

Mondi Virtuali come Prototipizzazione Rapida

I mondi virtuali come Second Life offrono una nuova possibilità epistemologica, non un superamento di quello che Sedgwick chiama "incommensurabilità bruta" dell'inconoscibilità del futuro, ma una sorta di prototipizzazione rapida, una limitata conoscenza, con la possibilità di creare una versione di prova che fornisca alcune informazioni riguardo all'oggetto del prototipo, ma non una completa conoscenza dello stesso.

Nei Multi-User Virtual Environments (MUVE), si ha la possibilità di testare un nuovo corpo, un nuovo tipo di capelli o un nuovo genere in un mondo sociale in cui si utilizza un'immagine visiva di quel nuovo corpo. Come con altri tipi di prototipizzazione rapida, quali sistemi di grafica o fabbricazione tridimensionale, le versioni di test hanno dei limiti. Chiaramente, pur sperimentando un nuovo genere, colore di capelli o specie, nel MUVE si è liberi delle conseguenze sociali e dei rischi psicologici che una sperimentazione nella propria vita di tutti i giorni comporterebbe. Eppure c'è un effetto da prendere in considerazione, si può provare qualcosa nel MUVE per poi trovare più facile riaffrontarlo nella propria vita quotidiana. Valutare le reazioni sociali di altri utenti del MUVE può dare un piccolo assaggio o un'idea di quelle che sono da aspettarsi dal mondo fisico. Ma ciò può anche illustrare l'ennesimo caso di  autentica incommensurabilità del divenire, perché, anche in un MUVE, la conoscenza è guadagnata solo riguardo al test o all'esempio. E’ solo un test. Per la definizione stessa di tale sperimentazione, i riverberi riguardo a tutta la propria vita, privata e pubblica, non possono essere scoperti.

La nozione di prototipizzazione è alla base di fenomeni più ampi, come ad esempio dei movimenti Open Hardware. Massimo Banzi, coinventore della popolare piattaforma elettronica Arduino, scrive che "La filosofia Arduino è basata sul fare design piuttosto che parlarne... La prototipizzazione è al centro della via Arduino". Possiamo probabilmente aggiornare la nozione di "costruire il mondo che vogliamo" barrando edifici, cancellandoli e sostituendoli con dei prototipi: "costruire il prototipo del mondo che vogliamo". Così, tenendo chiaramente a mente che lo scopo è costruire questo nuovo mondo, rimane una grande quantità di test e sperimentazioni da fare per arrivarci. Un prototipo è diverso da un modello nella misura in cui un modello è diverso dalla realizzazione effettiva. Un prototipo materializza solo alcune delle qualità dell'oggetto che si sta creando. Questa strategia è particolarmente adatta alle condizioni sempre più mutevoli dell'economia postmoderna e del capitalismo globale e detiene anche un coefficiente di incertezza. Forse non siamo in grado di affermare a cosa il mondo che vogliamo debba somigliare. Considerando Second Life come uno spazio per la prototipizzazione di un nuovo mondo, possiamo chiederci: "Cosa succederebbe se le persone avessero la totale libertà di cambiare i loro corpi in qualsiasi momento?" In Second Life si vede parte della risposta a questo quesito osservando l'enorme quantità di commercio.

Oltre un milione di dollari passa di mano in mano in Second Life ogni giorno e in Second Life si possono acquistare capelli, occhi, pelle, genitali, anche una certa forma del corpo. Nonostante esista la possibilità di fare qualsiasi cosa di sé, molti utenti però semplicemente replicano le loro fantasie direttamente dalla loro vita fisica, quindi plasmandole come previsto dal post-contemporaneo capitalismo globale.

Calibrazione del Prototipo: i Limiti del Divenire Virtuale

I MUVE, come le tecnologie di trasformazione, offrono possibilità di divenire non disponibili nel mondo fisico. Nascono così nuove potenzialità nonostante si tratti solo di fantasie visive e uditive. Alcuni utenti di questi spazi stanno sviluppando nuovi corpi e nuove sessualità, al di là di ogni riduttiva configurazione LGBT. Si consideri la serie Post 6di Alphaville Herald. In questa serie lo scrittore e fotografo Bunny Brickworks trova "unici" gli avatar di Second Life e le fotografie in pose erotiche. In queste serie si possono osservare cyborg, neko, furie, vampiri e altro.

Proprio in questi casi, la logica della prototipizzazione aiuta a comprendere meglio questi concetti e come molti prototipi necessitino di uno schema di calibrazione e dati calibrati. Per la performance, il sistema di rilevazione dei movimenti aveva necessità di essere calibrato più volte al giorno, per permettere al software di recepire la portata e la direzione dei movimenti. La calibrazione implica l'inserimento di un set di dati noto nel sistema e del calcolo del grado con cui il sistema tende a differenziarsi rispetto alla posizione attesa. Nel caso del sistema di rilevazione dei movimenti si tratta di catturare la posizione di una serie di marcatori posti ad una specifica distanza uno dall'altro (240 mm) in un particolare pattern tridimensionale, e consentire al software di calcolare la posizione di ogni camera nella stanza in base a questi dati. Il grado con cui il software veniva decalibrato in poche ore, con le camere spostate dal punto in cui il software stesso si aspettava che fossero, era inaspettato e difficile da spiegare.

Analogamente, si è stampata una versione tridimensionale plastica dell'avatar drago, usando una stampante Dimension, che produce modelli in materiale plastico ABS, per esplorare un'altra tecnologia che permetta di sfocare e mescolare il fisico e il virtuale. Questa stampante è più adatta per la stampa di modelli in scala molto ridotta e richiede alcune modifiche al modello tridimensionale. Bisogna fare in modo che tutte le superfici abbiano un certo spessore, e non solo bidimensionale, e che il modello abbia una topografia continua in modo da essere stampabile in un unico pezzo. Similarmente, possiamo pensare a quali elementi consentano alla serie Post 6 di funzionare, primo tra essi che si gioca comunemente a presentare modelli standard eteronormativi. Tra le foto di Brickworks c'è una varietà di corpi ma molti di essi sono semplicemente corpi femminili stilizzati con seni enormi e fianchi piccoli, come capita che essi abbiano una testa da coniglio o una ricopertura da cyborg. I limiti della sperimentazione diventano chiari con una piccola calibrazione.




Durante la performance, Micha è stata invitata da un nuovo amico di Second Life a visitare un certo numero di club sessuali e dungeon S&M del mondo virtuale. In una occasione si è visitato uno di questi club e proceduto alla sua esplorazione. Dopo pochi minuti Micha è stata avvisata da un buttafuori che sarebbe potuta rimanere, ma solo fintanto che non avesse causato alcun problema. Pochi minuti dopo, una neko, ibrido gatto-donna, si è avvicinata per strisciare e ringhiare intorno a lei, con proposte sessuali riguardo ad attività che coinvolgevano le corna di Micha. Il buttafuori le ha dato un altro avvertimento. Micha aveva già capito che il suo soggiorno sarebbe stato breve, così ha deciso di spingere un po' i limiti e si è presa la libertà di ballare ad un palo disponibile. Dopo pochi secondi il buttafuori l'ha espulsa. L'espulsione svela i limiti della logica di Second Life. Ci sono molti diversi spazi eterogenei in Second Life che sono di proprietà e gestiti da persone diverse e molti hanno le proprie regole. Midian City, ad esempio, è un gioco di ruolo cyberpunk che si svolge su un area dove i draghi non sono ammessi perché non sono plausibili identità future. Allo stesso modo i draghi non sono i benvenuti nel club sessuale descritto prima perché rompono l'illusione, distraggono dal suscitare una scena apparentemente trasgressiva. "Il tuo mondo. La tua immaginazione," è il tecno-utopico slogan del marketing dei Linden Labs, ma è applicabile solo se sei il proprietario della land in questione o se trovi aree senza restrizioni adatte ai tuoi desideri, come ad esempio Desperation Andromeda, uno spazio per fantasie sessuali sci-fi con tentacoli e sesso alieno, esperienze da esplorare al di la dei limiti fisici della realtà. La sperimentazione sociale, visiva e incarnata in queste nuove configurazioni di genere e sessualità, può aprire la mente a nuove esigenze di vita quotidiana nel mondo fisico.




Potrebbe essere plausibilmente utilizzato un software di rendering 3D, o anche il disegno e la pittura, per creare immagini di un'identità. Al di là dell'immagine però Second Life offre una dimensione sociale a questa identità costruita in cui si percepisce il momento di essere "visto" dall'altro. Questa è una parte essenziale del divenire, il momento di interazione sociale, e il feedback di quando la concezione di sé di una persona è affermata e resa da altri è il momento del passaggio. Considerando le interazioni sessuali, questo momento di riconoscimento è reso ancora più potente, l'identità neocostruita non viene solo riconosciuta da un altro partecipante allo spazio sociale on-line, ma l'altro esprime una risposta emotiva all'aspetto, ai gesti o alla presentazione.


Intersezione tra Divenire Fisico e Virtuale

Durante la nona notte Micha è stata raggiunta da un'enorme drago tigrato e da una piccola volpe luminosa con ali di farfalla che le hanno raccontato della comunità Otherkin. Alynna Vixen si considera veramente come fosse una volpe e da una mano ad organizzare spazi per le persone Otherskin, luoghi sociali e una libreria di risorse e testi sul risveglio come Otherskin, sul Vampirismo e il Therianismo, simile alla Licantropia. Ha raccontato di aver scoperto all'età di sette anni di essere una volpe e che ha una coda fantasma che le provoca dolore quando ci si siede sopra. Per Alynna, Second Life è l'unico luogo dove possa rappresentare il suo "vero sé" e si dice disposta a cambiare la sua specie chirurgicamente in un secondo se fosse possibile. Considerando il rapido ritmo di avanzamento delle biotecnologie e delle emergenti pratiche di estrema body modification, sembrerebbe che le possibilità di avere una pelliccia e una coda non siano poi tanto lontane dalla nostra portata. Recentemente, su instructables.com, un sito web per la condivisione di informazioni tecniche sul fai-da-te, è stato pubblicato un articolo su come trasformare le proprie orecchie in orecchie da elfo. Questo è un esempio di body hacking e, data la grande popolarità della modificazione corporea, sembra che ci si stia solo continuando ad evolvere. Poiché queste trasformazioni fisiche diventano sempre più fattibili, i MUVE come Second Life possono essere visti sempre di più come un mezzo di prototipizzazione di nuove identità.



Identità Transreali, Intersezione tra Divenire e Miscelare

Forse incarnare interfacce è molto più importante di quanto possa sembrare, anche se agli avatar umani in Second Life sono spesso solo marionette, manichini o bambole da ventriloquo. Inoltre, l'esperienza perturbante del vedere un manichino ha una grande risonanza con Second Life. Viene proposta la nozione di transreale come avente forte rilevanza per l'epistemologia della transizione che riguarda sia mondi virtuali che biotecnologie. Quando si pensa all'esperienza perturbante di vedere qualcosa che sembra quasi umano, si innesca un meccanismo di spostamento dovuto a più letture simultanee. Allo stesso modo, pur non implicando che le persone trans siano meno che umane, le bambole e gli avatar sono forse più vicine a quanto di umano si possa ammettere, quindi l'esperienza di guardare una persona transgender o un avatar di Second Life contiene spesso la stessa caratteristica. Si guarda alla persona o all'avatar e, nel processo di identificazione, letture multiple del soggetto entrano ed escono dalla mente dell'osservatore. Molte persone transgender affermano di aver avvertito che questo processo era in corso nelle persone con le quali hanno interagito, si guarda alla persona transgender e si manifesta questo tipo di spostamento o di confusione, rilevabile chiaramente nella commutazione del linguaggio, "Signora, uhm, voglio dire, signore", o qualcosa di simile. Per alcune persone l'espressione transreale può derivare dall’identificazione con la natura queer, lo stare tra due estremi che la maggior parte delle persone pensano costituire la totalità ontologica di espressione di genere. Spesso alcune espressioni di genere sono viste come impossibili o al di fuori delle categorie e così lo spettatore cerca di leggere il genere di chi ha davanti come maschile o femminile. Ma  molti soggetti incarnano contemporaneamente generi diversi, il che in un certo senso è impossibile, fino a quando lo spettatore non ha risolto nella sua mente che chi ha davanti è transgender, queer o gay o che la rappresentazione di genere è falsa o meno reale della costituzione biologica.

Un'identità transreale è una identità che ha componenti che coprono molteplici realtà, molteplici reami di espressione, e spesso ciò viene percepito come un rapido spostamento o uno scintillio, come per un miraggio, tra molteplici letture contrastanti. Milioni di persone oggi hanno identità che hanno elementi significativi che coprono diversi livelli di realtà, compresi gli avatar di Second Life o di altri mondi virtuali. Molti, come succede in Otherskin o nelle comunità trans-specie, considerano queste identità virtuali come il loro "vero sé", più significative dei loro corpi fisici. Tuttavia, la nozione di transreale può essere vista come un sistema per sovvertire la nozione stessa di vero sé nel caso che il sé contenga molteplici parti che abbiano differenti valori di verità e diversi tipi di realismo. Uno studio condotto presso il Laboratorio di Virtual Human Interaction ad Harvard ha dimostrato che, dopo soli trenta secondi di utilizzo di un avatar "attraente", il comportamento della gente del mondo reale cambia. Questo è solo un esempio di una identità reale che viene modellata in parte da un mondo virtuale. Qualsiasi identità che sia in divenire può essere pensata come transreale, come esistente nel presente, ma con una componente potenziale, in stati multipli di realtà.

Secondo la dichiarazione di Baudrillard, "né reale, né irreale: iper-reale", ci si può muovere tra reale e irreale, esistere in molteplici realtà, mescolare le realtà ottendendo transrealtà. Le identità transreali destabilizzano i sistemi epistemologici che avrebbero privilegiato fenomeni reali come il corpo o le interazioni sociali del mondo reale, ed estendono il necessario campo di investigazione al virtuale, al digitale e ai mondi fantasy. Inoltre, le identità transreali possono essere utili a destabilizzare i protocolli contemporanei di biopotere, offrendo uno spazio per sviluppare idee, possibilità che possono portare a nuove esigenze di vita quotidiana che sono incompatibili con tali protocolli. Puoi vedere una persona, in piedi, ma puoi anche vedere il suo avatar, che esiste in un mondo con diverse possibilità; si può vedere il suo sé che è stato creato in un mondo differente e la fusione di queste possibilità nel suo desiderio e nella sua opera.


Ma questa nozione di transreale ha un significato ancora più ampio per la comprensione di fenomeni contemporanei. Per esempio, durante la performance Divenire un Drago, Micha ha usato la chat vocale in Second Life. I visitatori dello spazio reale potevano vederla ruotare la testa quando qualcuno entrava nella stanza virtuale e cominciare a parlare coi visitatori virtuali. In questo modo, ha ingaggiato spesso due o più conversazioni contemporaneamente, incluse quelle mediante finestre di chat testuali. Si poteva osservare questa esperienza come una iper-estensione dell'esperienza quotidiana che le persone hanno quando parlano con qualcuno faccia a faccia mentre inviano messaggi di testo dai loro cellulari, l'esperienza di gestione di identità multiple e di conversazioni contemporanee in più regni di spazio telematico o di strati multipli di comunicazione.




La Traiettoria della Miscelazione, nella Carne

La nozione di transreale è un esempio di intersezione tra divenire e miscelare, ma si può seguire una traiettoria per mescolare ulteriormente il tutto. Il corpo cui vengono somministrati ormoni, transgender o transessuali, può fornire un ulteriore chiave di lettura per considerare il transreale, cioè riferendosi ad un corpo con organi virtuali o organi in evoluzione. Nel corpo di Micha gli ormoni circolanti sono molecolarmente identici agli ormoni naturali, ma provengono da una pillola. I risultati sono cambiamenti fisici evolutivi, come ad esempio riguardo al seno, alla pelle e alla ridistribuzione del grasso fino a delineare un corpo femminile. Tuttavia, Micha ha un pene e forse il suo corpo non può essere definito femminile. Aumenta la sua conoscenza del suo corpo, la decidibilità sul suo genere sessuale diventa maggiormente accessibile, ma la miscelazione di attributi fisici maschili e femminili ne complicano la distinzione. Se qualcuno chiedesse se Micha sia un maschio reale o una femmina reale, o uomo o donna nella vita reale, MOF, come a volte viene chiesto tra gli utenti di Second Life, la risposta alla domanda non sarebbe semplice da dare e potrebbe essere descritta mediante molteplicità o simultaneità, una sorta di sfocatura transreale dei confini corporei.

Brian Massumi afferma, "quando un corpo è in movimento, non coincide con se stesso. Esso coincide con la sua transizione: è la sua variazione," e ciò è ancora più vero per un corpo in transizione. Mentre i corpi transgender sono in transizione per effetto degli sforzi volontari attuati per cambiarli, tutti i corpi non sono anch'essi in transizione riguardo a invecchiamento, evoluzione, crescita e usura?

Organi Parzialmente Formati, Miscelazione dei Sessi

Per quanto riguarda le biotecnologie, in particolar modo le tecnologie mediche che offrono oggi un certo grado di trasformazione, come la chirurgia, gli ormoni, i tatuaggi e molte body modification estreme, la decisione di attuarle si basa ancora su una conoscenza limitata e su congetture riguado al loro peso e alle loro conseguenze.

Sandy Stone scrive, "Nel transessuale come argomento possiamo trovare il potenziale di mappatura e riconfigurazione del corpo in un discorso di genere convenzionale e così distruggerlo, per sfruttare le dissonanze create da una giustapposizione di frammenti ed elementi ricostruttivi del genere organizzati in inaspettate geometrie." Un modo di esaminare la possibilità di creare nuovi generi attraverso la miscelazione è quello di immaginare il genere come un assemblaggio. Considerando prima le biotecnologie come ormoni sintetici, possiamo immaginare le caratteristiche di genere sessuale del corpo come risultato ampio dei livelli fisiologici di testosterone, estrogeni e progesterone. Dato che questi ormoni sono sostanze chimiche, forse l'operazione di miscelazione qui risulta piuttosto chiara, un'alchimia di genere sessuale. Nel corpo di Micha, durante la performance, opera una combinazione di estrogeni, testosterone e progesterone. Questa è modulata attraverso un apporto giornaliero di farmaci quali l'estradiolo, una forma di estrogeno, e spironolattone, un bloccante del testosterone. Prima della performance, in occasione dell'ultimo colloquio avuto da Micha presso un’endocrinologa, si è rilevato che il suo livello di testosterone era ancora in un range maschile, ma il livello di estrogeno non lo era. In sostanza, il suo sesso fisico potrebbe essere considerato durante la performance come qualcosa di diverso da maschio e da femmina, se i livelli ormonali sono la caratteristica principale di diagnostica.

Per esaminare questa operazione di miscelazione permessa dalle biotecnologie, Micha propone una discussione sul suo seno, sul suo seno destro per essere precisi. Nel periodo antecedente alla performance il suo seno destro ha iniziato a crescere più di quanto abbia mai fatto, e molto di più di quello sinistro. Come risultato esso è dolente, molto sensibile e ridà una nuova sensazione di massa. Come risultato di ciò Micha ha nuovi sentimenti e sensazioni che non ha mai avuto prima, non solo sensazioni fisiche di dolore e piacere dal suo stesso seno, ma anche nuove sensazioni in movimento, come il dolore al seno durante l'esecuzione di alcuni esercizi. Anche se ne ha sentito già in precedenza parlare da donne, vi è un'indescrivibile differenza nell'avvertire certe sensazioni in prima persona. Avrebbe potuto chiedere a molte donne prima di quella sensazione cercando di capire e raccogliendo tutte le loro diverse sensazioni, ma la sensazione reale della massa di carne che è una nuova parte del suo corpo giace in un vuoto incommensurabile di parole e frasi atte a descriverla. Oltre a ciò, la conseguente cascata di affetti e di idee circa la sua identità, il suo corpo e il potenziale di cambiare tutto, è come un flusso che si diparte da questa esperienza di dolore e piacere e arriva fino al suo capezzolo. Anche se tanto è stato scritto circa la parziale oggettificazione del seno, la pulsione orale e l'organo senza corpo, quello dell'organo parzialmente formato, nuovo, crescente, incompleto, che nel caso di Micha può essere un seno, potrebbe essere paragonato a qualcosa di molto più fantastico data la rapidità di avanzata delle biotecnologie?

Inoltre i piccoli seni in crescita di Micha facilitano il dispiegarsi di nuove interazioni sessuali tra lei e la sua compagna. Ella vuole toccarli e baciarli. Sa che sono incredibilmente sensibili e vuole dare piacere a Micha attraverso di loro. Inoltre, ha avuto rapporti quasi esclusivamente eterosessuali in passato e quindi questo nuovo desiderio sta emergendo in lei. Micha impara a godere di una nuova forma di piacere, ma questa nuova forma è anche il risultato di veri e propri cambiamenti nel suo corpo. I due elementi interagiscono e sono difficili da distinguere: quanto sta imparando nuovi stati affettivi di ricezione e quanto sta fisicamente sviluppando nuove interfacce per l'interazione sessuale? Quanto una forma di piacere può essere acquisita? Molti dei movimenti LGBT sono basati sul concetto che il desiderio sia innato, qualcosa con cui si è venuti al mondo, ma questa affermazione può minare l'operato e la capacità di cambiare consapevolmente il proprio corpo, reificare una nozione privilegiata di "reale" desiderio e "reale" corpo.

Preoccupazioni Epistemologiche, Operazione nel Campo della Fenomenologia

Gran parte della stesura delle informazioni derivanti dalla performance Divenire un Drago sono riportate da Micha e dalle sue osservazioni sulle esperienze sensoriali. Questo è un approccio fenomenologico che estrae conoscenza da gesti performativi e dall'esperienza quotidiana. Quali sono i limiti alla conoscenza che si ottiene?

Guardando alla fenomenologia, gli scritti del filosofo francese Maurice Meuleau-Ponty sono molto significativi, la sua opera ha cercato di superare sia l'empirismo che l'idealismo della filosofia occidentale, usando l'esperienza del corpo come un mezzo per superare i dualismi. Merleau-Ponty, nel suo libro Fenomenologia della Percezione, stringe un forte legame tra il corpo e l'indagine fenomenologica, impegnandosi in una sorta di epistemologia della carne. Egli afferma nel capitolo sul problema del corpo che "la costituzione del nostro corpo come oggetto... è un momento cruciale nella genesi del mondo oggettivo". In quanto tale, sembrerebbe che l'introduzione del corpo virtuale, o del soggetto transreale con un corpo distribuito tra la sfera reale e virtuale, invaliderebbe la fenomenologia come modalità di conoscenza. Eppure si è propensi a non limitarsi a respingere la fenomenologia, ma a riconoscere che si tratta di un orizzonte. Discutendo "Il corpo nel suo essere sessuale", Merleau-Ponty afferma: "Vi è nell'esistenza umana un principio di indeterminazione... l'esistenza è indeterminata in se stessa, a causa della sua struttura fondamentale, e in quanto questo è il vero processo con cui finora il senza senso ha assunto un significato." In ciò è possibile leggere un'ampliarsi delle possibilità per un corpo in transizione, un corpo che è oltre la nostra comprensione di questa realtà, un corpo che si trova ad essere il luogo di nuovi desideri sessuali emergenti.

La scrittrice femminista Bracha Ettinger si è occupata anche di sessualità e trans-soggettività. Ettinger osserva un'apertura nel lavoro di Merleau-Ponty quando scrive: "Merleau-Ponty articola uno spazio di rottura e deiscenza del Reale precedente alla biforcazione tra soggetto e oggetto, dove il punto di congiunzione è una 'frammentazione dell'essere' e un divenire o 'avvento della differenza' in un 'ingresso virtuale'" puntare al virtuale come spazio di potenziale che si incarna in spazi intersoggettivi così come i suoi bordi matriciali, lo spazio uterino dove madre e bambino sono indifferenziati. Probabilmente lo spazio corporeo può essere visto come uno stato estraneo alla distinzione tra soggetto e oggetto e consente un gioco di definizioni. Ma forse un differente set di strumenti diversi dalla fenomenologia è più adatto ad un artista transgender che cerca un prototipo del mondo che vuole vedere.

Scienza degli Oppressi

Non si sta proponendo che la conoscenza del divenire e del miscelare sia accessibile solo a soggetti in determinate posizioni, ma che sicuramente determinate posizioni del soggetto portano queste conoscenze alla ribalta, permettendo che vengano riconosciute, spingono alla formazione di un marginale set di esperienze e le conoscenze guadagnate da esse non sono più così marginali. L'Electronic Disturbance Theater (EDT) ha chiamato ciò Scienza degli Oppressi: "Possiamo immaginare il Teatro degli Oppressi di Augusto Boal, la Metodologia degli Oppressi di Chela Sandoval, la scienza tattica del Critical Art Ensemble, gli esperimenti pubblici di Natalie Jeremijenko e quanto l' Electronic Disturbance Theater ha inquadrato oggi come 'Scienza degli Oppressi'... Ogni gesto, diagramma, alternative forme sociali di vita e arte che cadono tra il noto e l'ignoto, tra la finzione e il reale, tra la scienza pulita e la scienza sporca, ciascuno con una lunga storia di epistemologia di produzione sociale che privilegia il punto di vista proletario, della moltitudine, i momenti del fai-da-te e di ricercatori autonomi che organizzano zone di test cognitivi, pratiche concrete come la speculazione e la speculazione come pratica concreta, alla velocità dei sogni."

L'EDT cerca di riimmaginare la produzione della conoscenza al servizio delle comunità oppresse e dei movimenti sociali, e di portare tale produzione dal basso verso lo status di scienza. La Metodologia degli Oppressi di Chela Sandoval ha sviluppato un insieme rigoroso di pratiche presenti tra le ispirazioni dell'EDT, e segue un buon approccio epistemologico. La Metodologia di Sandoval sembra ben adattarsi alla molteplicità delle relazioni queer in via di sviluppo attraverso mondi virtuali e biotecnologie, in quanto fugge alle impostazioni binarie. Scrive: "Quando la forma differenziale del femminismo postcoloniale statunitense è stata distribuita queste differenze non erano opposte l'una l'altra... tutte le posizioni tattiche erano riconosciute." Sandoval continua dicendo che "La manovra differenziale richiesta qui è un trucco della coscienza che attiva un nuovo spazio: un cyberspazio, dove tranculturalità, transgender, transessualità, passi transazionali necessari all’attuarsi degli effettivi stratagemmi in opposizione alla prassi, possono avere inizio." Si possono vedere i mondi virtuali o gli spazi di body hacking come parte di un nuovo spazio di possibilità come descritto da Sandoval.

Sandoval scrive del femminismo cibernetico di Donna Haraway per fornire un aiuto necessario a spiegare la sua metodologia, parlando di "una creatura che vive sia nella 'realtà sociale' sia nella 'finzione' a che si esibisce e parla mediante una 'voce di mezzo' che si forgia nell'amalgama di tecnologia e biologia, un cyborg-poeta." Forse la poesia è la forma più appropriata di lingua da utilizzare per le nuove aperture epistemologiche create dalle nuove forme di relazionalità emergenti in questi nuovi spazi, un linguaggio carico di ambiguità e incertezza. Sandoval collega il femminismo cibernetico con la sua metodologia, che deriva dal femminismo postcoloniale statunitense, e scrive, "queste abilità portano ad una coscienza coalizionale che permette ai suoi praticanti di 'trasporre conoscenze tra differenti, e potenzialmente maggiormente differenziabili, comunità. Queste quindi comprendono i motivi per un diverso tipo di 'oggettività' della scienza in sé... La scienza di Haraway per il ventunesimo secolo è una "interpretazione, una traslazione, una balbuzie e in parte comprensione." Sandoval preme su Haraway un'articolazione utile riguardo alla moltitudine di nuovi generi e sessualità. Sandoval dice che "ciò di cui stiamo parlando è una nuova forma di femminismo  'antirazista', o anche 'antigenere', dove 'non ci sarà posto per le donne', ma solo per 'geometrie di differenze e cruciali contraddizioni per l'identità cibernetica delle donne'". L'obiettivo di Haraway è quello di “aprire la strada a 'soggetti non isomorfi, agenti, territori e storie’ che sono ‘inimmaginabili dal punto di vista del ciclopico, compiaciuto occhio del patriarcato’ e che riconoscano che tutte le innocenti ‘identità’ politiche ed epistemologiche sono impossibili come strategie di osservazione dal punto di vista soggiogato, che rimane "impegnato" nell'attuazione di tutte le sue skill per un ‘mobile posizionamento’, un ‘appassionato distacco’ e... un'’affinità’”.

Divenire un Drago è stato il tentativo di alcune di queste pratiche, partendo dalle esigenze e dai desideri di trasformazione, di tradurre conoscenze da spostare a più comunità come la comunità transgender, della body modification, di Second Life, allo scopo di contribuire a far emergere studi di pratiche di tecnologia trasversale e Scienza degli Oppressi.

Nel libro di Donna Haraway sulla trans-specie e la razionalità interspecie, When Species Meet, afferma che questo libro è "un gioc dove tutti coloro che sono al mondo sono uniti in una intra- e inter-azione." Come per un approccio teorico, si tratta di avvicinare molti concetti, ma anche, di rilevare le interazioni come in un gioco. Allo stesso modo, al momento di proporre studi tecnologici trasversali, Anna Munster scrive "il trasversale può configurarsi come un diagramma piuttosto che una mappa territoriale: le linee direzionali si incrociano, formando intersezioni, unendo i loro impulsi, deformando e riformando l'intero campo nel processo." E' ciò che si è fatto con Divenire un Drago, guardando le linee dei mondi virtuali e delle biotecnologie, cercando le loro intersezioni e combinazioni nel transreale, nella transpecie, nel body hacking e nella prototipizzazione. Si è cercato di creare questo diagramma di modo da considerare l'incertezza della transizione o trasformazione, deformando i campi dell'epistemologia e riformando i campi della possibilità.



Micha Cárdenas

lunedì 23 aprile 2012

Il genere e la tirannia della "normalità"

In passato, le maggiori difficoltà legate ai problemi di identità di genere riguardavano il fatto che questi venivano percepiti come malattie rare e le persone che ne erano affette venivano quindi isolate e molto spesso fraintese. I transgender furono repressi, perseguitati e non presi sul serio, con la conseguenza di vedere il loro stato gravato anche dalla solitudine e dalla depressione.

Un ragazzo avrebbe potuto dire del suo sentirsi come una ragazza, ma di cose di questo tipo se ne sentiva così poco parlare che non sarebbe stato creduto o avrebbe imparato a mantenere quel segreto e a soffrirne di conseguenza. Internet ha reso il transgendersimo dei bambini molto più evidente, il che lo rende più facile da accettare e, si spera, più normale. Ma, esattamente in linea con l'ondata di notizie sensazionalistiche riguardo a bambini piccoli la cui condizione viene pubblicamente mostrata, si ha del lavoro da fare dal punto di vista culturale: la "normalità" ha bisogno di ampliare i propri orizzonti.

Durante la crescita, che si tratti di un bambino disforico o meno, l'educazione dovrebbe essere basata sull'invogliare l'espressione personale e non sull'opprimerla, cosa che invece avviene troppo spesso. Idealmente chi si occupa di un bambino disforico non dovrebbe essere né punitivo, né eccessivamente entusiasta, in quanto entrambe queste reazioni sarebbero a loro modo l'espressione di un giudizio. Un giudizio è un po' come un punto fermo e, una volta raggiunto, tendono a cessare ulteriori esplorazioni. Invece gli adulti devono lasciare esprimere l'esperienza soggettiva del bambino. Devono sforzarsi di comprendere e appoggiare i suoi sentimenti.

L'accettazione insegna ai bambini ad entrare in empatia con l'esperienza soggettiva altrui, imparando così le diverse forme di espressione personale. Se un bambino pensa di essere Batman o si identifica come una femmina pur avendo i genitali maschili, la sua esperienza dovrebbe essere onorata. Invece di solito si assume che non crescerà sicuramente pensando di essere Batman, ma che sicuramente crescerà volendo essere una ragazza, teoricamente sarebbero possibili entrambe le cose.

E' molto difficile stabilire se quel bambino desidera veramente essere una bambina o semplicemente sta vivendo un gioco passeggero. Il suo comportamento, insieme ad altri, possono essere i presupposti per una disforia di genere. I fattori determinanti sono ancora oggetto di studio e si parla di aspetti ormonali, sociali, ambientali, in qualsiasi loro combinazione. Ma è impossibile costatare subito quanto in profondità queste influenze siano radicate. Il bambino molto raramente riuscirà a spiegare ad un adulto perché preferisce essere una ragazza invece che un ragazzo. I suoi sentimenti, anche se forti, sono rudimentali e probabilmente non ancora pronti per essere trasformati in parole formando un'argomentazione complessa. Potrebbero non esserlo per lungo tempo ancora o non diventarlo mai. Sono difficoltà che hanno anche molti transessuali adulti, mettere il sentire riguardo alla disforia di genere in parole è difficile visto che le sue cause sono per lo più pre-verbali, legate all'ambiente e alla biologia. Un transessuale adulto probabilmente direbbe cose del tipo "sono una donna intrappolata in un corpo da uomo" o il contrario. Questo è un luogo comune che tende a ripetersi ma resta molto difficile trovare parole specifiche diverse e soggettive per esprimerlo.

Per molti è impossibile immaginare cosa significhi sentirsi intrappolati in un corpo che si percepisce come del sesso sbagliato. E' un sentimento così lontano dalla comune esperienza soggettiva che la prima reazione spesso porta a pensare che la disforia di genere sia una scelta che debba essere intrapresa solo in qualità di individuo adulto. Ma non è una scelta, è una condizione. E in alcuni casi è così definita che le persone disforiche desiderano modificare il proprio corpo.

Può verificarsi che la loro vita diventi addirittura più facile se i trattamenti ormonali vengono avviati prima della pubertà. I genitori che si trovassero di fronte a questa possibilità devono essere consapevoli che non è una decisione che si troveranno ad affrontare da soli. Specialisti psichiatrici e psicologici li guideranno e aiuteranno a capire come procedere in maniera esplicitamente rivolta ad ogni particolare bambino. Sebbene il fenomeno dei bambini disforici di genere sembri essere nuovo ai media popolari, un libro come "Gender Identity Disorder and Psychosexual Problems in Children and Adolescents" di Kenneth Zucker e Susan Bradley, mostra che vi è una lunga esperienza in questo campo di ricerca.

Può essere scoraggiante per un genitore il doversi adattare ad una nuova identità di genere per il loro bambino o pensare che il loro bambino potrebbe, più in là negli anni, sottoporsi alla chirurgia per cambiare il proprio aspetto esteriore al fine di sentirsi più a proprio agio. Ma non bisogna farsi travolgere dalla paura del futuro e rimanere nel presente, facendo tutto ciò che renda la vita del bambino più confortevole. Se una persona si sente compresa e accettata dalla famiglia di origine, tende a saper accettare più serenamente anche quanto le verrà dal resto del mondo.

Molto del disagio psicologico viene dal fatto che non si percepisce vicinanza degli altri riguardo a quello che è il proprio sentire interiore. La tirannia su cosa generalmente viene percepito come normale porta alcuni a sentirsi anormali. L'anormalità ha poco a che fare con l'esperienza soggettiva che un individuo ha riguardo a se stesso, ha più a che vedere con ciò che gli altri pensano lui debba essere o fare.

Spesso ci si pone le domande sbagliate. Invece di chiedersi come mai un ragazzo pensa che dovrebbe essere una ragazza, bisognerebbe chiedersi come mai la nostra cultura non ci consente di accettare che un individuo viva spontaneamente il proprio essere e la propria vita senza che si debba necessariamente patologizzare la sua situazione.


Based on Philippa Perry's article

domenica 22 aprile 2012

Il Disturbo di Identità di Genere è una condizione di Intersessualità?

Il Disturbo di Identità di Genere è una condizione di Intersessualità? La risposta breve è no, almeno secondo la definizione corrente. L'intersessualità si riferisce infatti ad una anomalia congenita del sistema riproduttivo (secondo il National Institute of Health) e non include il Disturbo di Identità di Genere (DIG) o la transessualità. Alcune persone hanno definito il DIG come una condizione di "intersessualità psicologica", ma non ha più senso che dire che l'emicrania è un "mal di stomaco psicologico".

Resta importante però capire come mai alcune persone DIG vogliano essere considerate intersessuali. Ci sono almeno un paio di motivi. Innanzitutto, il fatto che il DIG venga trattato come una patologia psichiatrica fa si che alcune persone si sentano come se tutto fosse solo nella loro testa, o se lo sentono dire, quando molte persone transessuali sentono che la loro identità di genere vada ben oltre, cioè ritengono che sia qualcosa di biologicamente concreto come le stesse parti del corpo.

Due risposte possono essere date a questa sensazione: in primo luogo, molte condizioni psichiatriche hanno davvero una base biologica, ma vengono considerate psichiatriche perché gli eventi biologici correlati si svolgono all'interno del cervello. In secondo luogo, qualcosa di biologicamente radicato non rende i transessuali simili agli intersessuali. Si potrebbe addirittura sostenere che l'intersessualità non sia biologica ma sociale, poiché non è quanto sia grande il clitoride di qualcuno a porlo nella condizione di intersessualità, bensì quanto la società pensa debba essere grande.

Molte persone pensano anche che essere riclassificati come intersessuali potrebbe fornire una maggiore accettazione delle persone transessuali e la fruibilità di maggiori servizi. In effetti, a volte le persone intersessuali in transizione da un genere all'altro in fase adulta ricevono un trattamento più favorevole rispetto ed un individuo non intersessuale che voglia fare lo stesso, il che è concettualmente ingiusto.

Allo stesso tempo, essere classificati come intersessuali fornisce un ulteriore stigma e non poche barriere. Ad esempio, ad una donna transessuale che ha scoperto il suo stato di intersessualità durante la transizione da maschio a femmina, è stato detto, da un medico, che aveva bisogno di testosterone, e non degli estrogeni che aveva chiesto, perché la sola ragione per cui lei non si sentiva come un ragazzo era perché aveva poco testosterone nel sangue. Essere intersessuali in questa società troppo spesso significa che il proprio diritto all'autodeterminazione viene normalmente trascurato o violato, che è l'ultima cosa di cui necessita una persona transessuale.

Inoltre, la stragrande maggioranza delle persone nate in condizione di intersessualità si identifica con il genere secondo cui è stata allevata, con solo una piccola (ma evidente) minoranza che sceglie di passare all'altro genere o comunque di vivere come trans o genderqueer. Gli attivisti si oppongono agli interventi chirurgici "normalizzanti", compiuti in uno stato di assoluta non consensualità, sui bambini intersessuali. In primo luogo perché si apporta un danno fisico, emotivo e sessuale, e poi perché non si può definire il sesso del bambino come "anormale".

In genere le questioni affrontate dalle persone intersessuali sono molto diverse da quelle affrontate dalle persone transgender o transessuali (anche se ci sono individui che sono sia intersessuali che transessuali). Una delle idee sbagliate che affligge il giovane movimento intersessuale è che la nozione di intersessualità riguardi solo il genere. Non è così. Per le persone intersessuali molti dei problemi da affrontare riguardano la vergogna, il segreto, l'isolamento e il ricordo del trauma sessuale vissuto in ambito medico. Quando alcune persone transessuali e i loro avvocati confondono intersessuali e transessuali, inviano un messaggio sbagliato su ciò che l'intersessualità sia e su tutto ciò per cui lottano gli attivisti in campo di intersessualità.

Naturalmente, quando la comunità medica fa diagnosi di DIG alla nascita e cerca di "fissare" il genere e di eliminare il disturbo attraverso interventi chirurgici invasivi sul cervello dei bambini transessuali, rende i problemi delle persone transessuali abbastanza simili a quelli degli intersessuali tanto da pensare di formare un movimento unitario. C'è chi spera però che ciò non diventi realtà, anche se, sia le persone transessuali che le persone intersessuali meritano di essere accettate pienamente nella società senza vergogna, segreti o tentativi di eliminazione eugenetica.



Based on Emi Koyama's article, Intersex Initiative

sabato 14 aprile 2012

Vivere la Transizione in maniera Sana

La riassegnazione sessuale è uno dei cambiamenti più radicali e distruttivi che un individuo possa compiere. Esso spesso mette a dura prova o recide le relazioni sociali, impone ristrettezze economiche, comporta una buona dose di dolore fisico e una grande quantità di dolore psichico. Richiede studio e duro lavoro al fine di cominciare a sperare di vivere secondo il genere scelto. La transizione deve spesso essere perseguita di fronte alla disapprovazione generale della società e dei propri cari, la riluttanza della comunità medica a fornire i servizi, la scarsità di risorse e innumerevoli ostacoli legali e sociali. Il corpo di uno dei due sessi, che durante la pubertà ha compiuto degli irreversibili cambiamenti somatici, deve essere in qualche modo smontato e riassemblato per assumere le sembianze dell'altro sesso. Vecchi modelli di comportamento devono essere ignorati e nuovi devono essere aggiungi. Una nuova vita deve sostituire la vecchia.

La persona transessuale si trova a dover gestire una grande quantità di ostacoli, senza che il successo venga garantito. Anzi, probabilmente meno del 10% di coloro che mirano al cambiamento di genere riescono effettivamente a compierlo. Eppure, decine di migliaia di persone sono felici, hanno successo lavorativo e conducono una vita soddisfacente col loro nuovo genere. La transizione è possibile. Può essere compiuta. Semplicemente non senza perturbazioni, sacrifici e duro lavoro. Non può essere compiuta senza caparbia determinazione. Non può essere compiuta senza soldi. Non può essere compiuta senza un supporto, né senza dolore.

Alcuni non vedono di buon occhio le persone transessuali nei contesti sociali. "Si lamentano tutto il tempo, sono preoccupati dei loro problemi e dei loro corpi. Hanno bisogno di vivere in maniera più leggera". A queste persone va detto "Per favore considerate le enormi pressioni che queste persone stanno vivendo. Va compreso che ogni aspetto della loro vita viene influenzata dalla loro decisione di cambiare genere e che sono costretti a diventare un po' egocentrici al fine di prevalere contro situazioni che sono quasi insormontabili." E a coloro che sono in transizione: "Alleggeritevi!"

Non si elencheranno qui i rischi connessi alla transizione, un enciplopedia non sarebbe sufficiente, e ci sono documentazioni ben più aggiornate e complete oltre a centri specialistici condotti da esperti presso cui rivolgersi, però si riporteranno alcune strategie e approcci che potrebbero essere d'aiuto.

(1) Senso dell'umorismo (se non ne avete, coltivatelo).
Sarete infelici se vi permetterete di esserlo. Si può avanzare arrancando oppure divertirsi. Potete trovare umorismo nelle situazioni buffe che vi troverete ad affrontare e sulle cose che la gente dirà e che assumeranno un significato del tutto diverso data la vostra natura transgender. Coloro che troverete lungo il percorso si potranno rivelare divertenti se solo permetterete loro di esserlo. Saranno i vostri compagni d'arme e alcuni di loro potrebbero diventare amici. Se vi avvicinerete alla transizione con un senso di meraviglia e di stupore, la vostra esperienza potrà rivelarsi più piacevole di quanto sarà se inalerete solo paura e senso di colpa. Si, è dannatamente difficile, ma è sempre possibile passare del buon tempo.

(2) Non consentire alla transessualità di diventare la vostra vita.
Non bisogna affrontare la transizione come Achab a caccia della Balena Bianca. Achab aveva bisogno di avere una vita, così anche voi. Non dovete rinviare la vostra intera esistenza in previsione della beatitudine ipotetica ottenibile alla fine del percorso. Una vita vuota vissuta col genere originario diventerà una vita vuota vissuta col nuovo genere. La riassegnazione non risolverà i vostri problemi, ve li porterete nel nuovo genere immutati. Fate bene a coltivare obiettivi diversi da quelli della transizione. Coltivate amicizie e interessi che siano al di la della comunità transgender.

(3) Conservate la vostra prospettiva.
Non dovete permettere che la transessualità diventi una fantasia o un feticcio. E' necessario intrecciare la realtà nella trama. Non ponete un peso eccessivo sulla riassegnazione chirurgica, non vi trasformerà magicamente in un uomo o una donna. Si dovrebbe sempre sapere dove si è e dove si sta andando, e tutto ciò dovrebbe essere saldamente radicato nella realtà. Dovete venire a patti con le vostre reazioni fisiche e comportamentali e inserire il tutto nella nuova identità emergente. E' necessario disporre di idee realistiche circa i ruoli sociali di uomini e donne e di che tipo di uomo o donna desiderate diventare. Ricordate che la transizione è un processo, in divenire. State cambiando gradualmente. Non ci si sveglierà la mattina ritrovandosi magicamente diversi.

(4) Non rintanatevi.
Dovete continuare in qualche modo a funzionare. Se prematuramente smontate la vecchia vita non sarà possibile sostituirla con una vita soddisfacente nel genere che avete scelto. Si finirà così in una vita crepuscolare, una identificazione da transessuale. E se ciò finisse per incidere sulle vostre capacità di guadagno si potrebbe finire per rimanere bloccati, incapaci di completare le procedure che produrranno le modifiche corporee necessarie a raggiungere con successo il genere scelto (ad es. l'elettrolisi per le mtf, la mastoplastica per gli ftm). E' necessario continuare a sostenersi il più possibile. Si deve capire che in alcuni casi la mancanza di ciò può tenervi aggrappati alla vecchia identità più a lungo.

(5) Abbandonate le stampelle.
Man mano che il vostro corpo cambia sarà più facile. Si farà sempre meno affidamento su espedienti e si assumerà un aspetto naturale. Questo può significare avere i capelli lunghi invece di una parrucca, eliminare un'imbottitura o utilizzare meno trucco. Può anche significare usare un nuovo nome di nascita, per avere la possibilità di lavorare, invece che un nome femminile idealizzato. Può voler dire aver familiarizzato con interessi e aspetti della propria personalità e che riguardano il genere di scelta. Ma qualsiasi siano i propri difetti percepiti è meglio affrontarli e venirci a patti, dopodiché lasciarli andare.

(6) Sacrifici & compromessi.
La transizione porterà grandi cambiamenti nella vostra vita. Dovete essere preparati ad affrontare tutte le sfide e dare al vostro transessualismo una priorità elevata. Non illudetevi di poter mantenere il tenore di vita precedente a fronte di fatture di psicologi, endocrinologi, estetisti e chirurghi plastici. E' necessario mantenere il ritmo. Se ritardate le procedure come la terapia ormonale a causa della mancanza di denaro o tempo, o per altri motivi, la transizione ne verrà ritardata. E qui si inserisce un avvertimento per le mtf: non rimandate l'elettrolisi. Potreste pentirvene. Una volta che si comincia a vivere secondo il genere femminile, sarà quasi impossibile per voi portare sul viso peli abbastanza lunghi da permettere all'operatore di eliminarli agevolmente. Questo passaggio finirà così per diventare una lotta, molto probabilmente impossibile, fino a quando i peli sul vostro viso saranno scomparsi o almeno sensibilmente ridotti.

(7) Essere un cliente oculato.
Agite con discrezione e rispetto per il vostro corpo. Non agite per disperazione. I servizi possono essere difficili da ottenere ma sono disponibili. E' possibile minimizzare le probabilità di fallimento se si utilizzeranno fornitori competenti di servizi. Si rischiano altrimenti ritardi nell'ottenimento della diagnosi (e quindi degli ormoni), un regime ormonale inadeguato alla mascolinizzazione o femminilizzazione, una chirurgia pasticciata. E' nel vostro pieno interesse procedere con le dovute ragionevoli precauzioni e con cura, facendo attenzione che i medici che contatterete siano realmente competenti e sappiano cosa stanno facendo.

(8) Partecipate a gruppi di sostegno
Sarà vantaggioso per voi poter ascoltare chi è nella vostra stessa situazione. I gruppi di sostegno educano, assistono e aiutano a perfezionare un aspetto maschile o femminile. Si farà amicizia con altri membri del gruppo. Ma, cosa più importante, vedrete vostri colleghi in azione nel prendere decisioni, nel bene e nel male. Osservandoli e parlando con loro, si possono appurare strategie per far fronte comune ed evitare trappole.

sabato 7 aprile 2012

Se si sospetta di essere Transgender...

1. Siate pazienti.
Avete un sacco di tempo per capire se siete transgender o meno. Se riteneste di essere ‘in ritardo’ o ‘troppo vecchi’ sappiate che non lo si è, mai. Ci sono persone che si rendono conto di essere transgender a 30, 40, 50 anni. Si tratta di autorealizzazione, il processo richiede tempo, non parte per tutti alla stessa età né impiega il medesimo tempo per tutti.

2. Comprendete a pieno cosa significa essere transgender.
Essere transgender non significa che si è avuta una vita difficile. Si sentiranno storie nei talk show di uomini e donne transgender che sapevano di esserlo in tenera età. Ma non tutte le persone transgender avevano la consapevolezza di esserlo a 2 anni né hanno sempre avuto aspettative transizionali. Va bene se da piccoli vi piacevano gli abiti che vi facevano indossare, se si giocava con le figurine o il salto della corda piuttosto che a calcio. Ricordate che il modo di vestire e i giocattoli cercati da piccoli e che vi sono piaciuti sono solo espressioni, ‘segni’.  Espressione di genere e identità di genere non sono la stessa cosa.
Essere transgender non significa essere gay o etero. Genere e sessualità sono due elementi distinti dell'identità. Non è raro o irrazionale essere una persona transessuale gay. Ci sono molti transessuali gay, bisessuali, pansessuali o asessuali. In realtà non avrebbe nessun senso pensare che i transgender possano avere solo relazioni etero mentre i cisgender possono spaziare tra etero, gay, bisex e altro. Allo stesso tempo gay e lesbiche restano cisgender anche se attratti da persone dello stesso sesso.

3. Provate a visualizzare il vostro futuro, sognate ad occhi aperti e fantasticate su quello che desiderate dalla vostra vita.
Dove vi vedete tra 10 o 20 anni? Vi vedete come un uomo o una donna felice? Riuscite a vedervi come un uomo o una donna che sta vivendo del buon tempo, che ama stare con buoni amici, magari in una famiglia, a fare cose divertenti o semplicemente rilassanti? Prendetevi del tempo per pensarci. Se vi piace fantasticare su voi stessi vedendovi del genere opposto con qualcuno che vi piace, potreste essere transgender. Pensate se questo è quello che desidera. Ricordate che non c'è modo di tornare indietro una volta che si inizia fisicamente la transizione.

4. Fate ricerche riguardo alla transizione.
Informatevi su come funzionano ormoni, supporti psicologici e interventi chirurgici, cercate ambulatori a voi vicini presso cui chiedere informazioni. Va bene se preferite prendere gli ormoni senza pensare alla chirurgia. O se pensate alla chirurgia superiore e non a quella inferiore. Ci sono persone che si sentono bene anche con solo alcune delle opzioni possibili.

5. Accettatevi.
Imparate ad accettare e ad amare chi siete. E' vostro pieno diritto esprimere voi stessi in qualsiasi modo e in qualsiasi forma voi vi vediate. Accarezzate la possibilità di esplorare apertamente il vostro mondo interiore.

6. Consultate un terapista specializzata in genere.
Nessuno potrà mai decidere per voi cosa siete, ma ci sono specialisti che possono aiutarvi nel cammino. Siate attenti e selettivi nello scegliere un terapista specializzato sul genere.

Cose necessarie:
- Un diario di bordo
- Aprire mente e cuore
- Un forte sostegno
- Buoni amici utili e fidati
- Relax

Se aveste capito di non essere transessuali, tutto bene. Avrete imparato sicuramente qualcosa di importante su voi stessi.

Sono infinite le identità di genere che una persona può assumere. Transgender è un termine ombrello per l'identità di genere e le sue espressioni. Indica chiunque si identifichi come del genere opposto a quello assegnato. Ma potreste non sentirvi appartenenti a nessuno dei due generi, a entrambi, ad un genere diverso, si potrebbe essere Genderqueer, altro termine ombrello che sta ad indicare qualcosa che è al di là del binarismo dei generi. Familiarizzate con termini come Agender, Bigender, Trigender...

Può essere molto utile scrivere un diario personale su quello che si sente mentre ci si interroga su questi temi. Potrebbe essere utile tornarci in futuro.

Nessuno potrà dirvi se siete transgender o meno. E' come essere gay, nessuno può dirvi che tipo di persona siete. Solo voi, dentro, conoscete la realtà della vostra identità di genere.

Siate cauti nel parlare ai vostri genitori delle vostre riflessioni sull'identità di genere. E' una buona idea tastare il campo prima, portando la discussione su persone transessuali, per vedere come reagiscono. Se sembrano intolleranti sulle persone transgender, siate cauti. Se pensate che possano diventare offensivi nei vostri confronti o sbattervi fuori di casa, aspettate di avere la vostra indipendenza su cui fare affidamento se le cose dovessero andare male quando gliene parlerete.

Fate molta attenzione nel portare su di voi discussioni sulla identità di genere. Alcune persone non possono capire o non possono credere che qualcosa di questo tipo possa essere vero (pensano che la transessualità sia un mito). Qualcuno potrebbe anche rivelarsi ostile e dire o fare cose offensive nei vostri confronti.

Non abbiate fretta. E' raro che le persone compiano una transizione fisica e poi si rendano conto di non essere transessuali. Potreste invece pentirvi se assumeste di essere transgender senza sentirlo profondamente.




Testo ripreso dal progetto http://m.wikihow.com/Main-Page

venerdì 30 marzo 2012

Come rispettare una Persona Transgender

Se di recente avete appreso che una persona nella vostra vita è transgender, si potrebbe essere indecisi riguardo alla sua identità o non sapere come comportarsi nei suoi confronti senza offenderla o ferire i suoi sentimenti. Qui "transgender" viene utilizzato come termine per indicare una persona che non si identifica con il genere assegnatogli alla nascita. Ci sono persone transgender in tutto il mondo (Stati Uniti, Messico, India) e in una vasta gamma di culture dei nativi americani (es. Thai). Per queste persone non è sempre semplice spiegare la loro condizione di genere nella società di oggi. Ecco quindi come capire e rispettare chi sfida le vostre idee sul genere o che non rientra agevolmente nella categoria di "maschio" o "femmina".

1. Ringraziateli.
E' molto difficile effettuare un coming out alla gente come transgender. Vuol dire che c'è fiducia nei vostri confronti. Ringraziateli quindi, vorrà dire molto per loro.

2. Rispettate la loro identità di genere.
Pensate loro col genere col quale loro si riferiscono a se stessi. Usate il nome che hanno scelto e i pronomi giusti (a prescindere dal loro aspetto fisico) da ora in poi. Se non siete soli e avete qualche dubbio a riguardo, chiedete per essere sicuri che ci siano momenti in cui non vada fatto.

3. Attenzione al passato.
Quando si parla del passato cercate di non usare frasi come "quando eri del precedente genere" o "nato/a uomo/donna" perché molte persone transgender si sentono come se fossero sempre stati del genere oggetto del coming out, ma che hanno dovuto nasconderlo per svariati motivi. Se avete dubbi chiedete alla persona transgender come preferisce che si parli del suo passato. Se vi trovaste nella conversazione e non avete avuto tempo di chiedere, una soluzione potrebbe essere quella di parlare al passato ma senza fare riferimento al genere, ad esempio con frasi come "L'anno scorso", "Quando eri al liceo". L'italiano è una lingua molto incentrata sul genere ma basta che prima di parlare vi passiate in rassegna quanto desiderate dire, con qualche capriola, spesso utilizzando il plurale, ce la farete. Se si deve fare riferimento alla transizione di genere, quando si parla al passato dite "prima di iniziare la transizione" (se applicabile).

4. Usate un linguaggio appropriato al genere della persona.
Chiedete quali pronomi la persona transgender preferisce le vengano rivolti e ricavatene anche un linguaggio appropriato ad una donna, se si tratta di una transgender, o ad un uomo, se si tratta di un transgender. Se il vostro amico Mario ha fatto un coming out con voi in quanto transgender e desidera essere chiamata Maria, da questo punto in poi non direte più "Questo è il mio amico Mario, lo conosco dai tempi di scuola". Direte invece "Questa è la mia amica Maria, la conosco dai tempi di scuola". Tenete per voi il vostro imbarazzo se ne provate e parlatene a Maria in un secondo momento. Sicuramente se desiderate rimanere amici sarà necessario rivolgersi a lei per come è oggi, non per come è stata, anche se Maria è la stessa persona che conoscevate.

5. Non abbiate paura di fare domande.
Alcune, sicuramente non tutte, persone transgender risponderanno alle vostre domande riguardo identità e genere. Non vi aspettate comunque che la persona transgender sia il vostro unico educatore. Informarvi è una vostra responsabilità. Inoltre siate empatici, se una persona transgender non appare a proprio agio nel rispondere alle vostre domande, inutile insistere. Infine domande su genitali, interventi chirurgici ed ex nome vanno evitate. Chiedete su questi temi solo se avete bisogno di un supporto (se avete anche voi dubbi riguardo al vostro genere) e se la persona in questione vi ha fornito la sua disponibilità a parlarne. Potrebbe essere il caso di parlarne se avete intenzione di avere con la persona transgender rapporti intimi, oppure se siete un medico e avete necessità di informazioni cliniche o ancora per una documentazione giuridica.

6. Rispettate la necessità di privacy della persona transgender.
Non parlate di loro senza espressa autorizzazione. Parlare di sé per una persona transgender è una decisione molto difficile, non presa alla leggera. "Outing" senza loro permesso è tradimento della fiducia e potrebbe compromettere il vostro rapporto con loro. Questo sia per coloro che vivono già a tempo pieno secondo il loro genere corretto, sia per coloro che non hanno ancora effettuato la transizione. Soprattutto per coloro che hanno già effettuato la transizione tenete presente che molti non vogliono mettere al corrente le nuove conoscenze del proprio trascorso perché preferiscono che queste li conoscano solo per il loro genere corretto.

7. Non supponete di conoscere l'esperienza di una persona.
Ci sono molti modi diversi in cui le differenze di identità di genere vengono espresse. L'idea di essere "intrappolate/i in un corpo da uomo/donna", che le trans siano iperfemminili, che i trans siano ipermaschili e che tutte le persone trans cercheranno ormoni e bisturi, sono tutti stereotipi che si possono applicare ad alcune persone e non ad altre. Lasciatevi guidare da ciò che la persona vi racconta della propria situazione e ascoltate senza preconcetti. Non imponete teorie che potete aver imparato e non cercate di associare l'esperienza di altre persone transgender che potreste aver conosciuto o di cui avete sentito parlare. Non date per scontato che esse stiano transizionando a causa di traumi passati o per sfuggire ai loro corpi.

8. Siate a conoscenza della differenza tra identità di genere e sessualità.
Non date per scontato che ci sia una correlazione tra genere e gusti sessuali perché non c'è. Ci sono persone transgender etero, gay, lesbiche, bisessuali, asessuali, pansessuali, etc. Se la persona che effettua con voi il coming out accenna al suo orientamento sessuale con un termine specifico, usatelo anche voi.

9. Comportatevi normalmente.
Mentre può essere piacevole per la persona transgender avere la vostra attenzione, potrebbe non apprezzare che diventi la vostra ossessione. Dopo che vi siate ben informate state attenti a non esagerare. Le persone transgender hanno esattamente la stessa personalità che avevano prima del coming out. Trattateli come chiunque altro.



La condizione di partenza viene definita DIG (Disturbo di Identità di Genere) ma c'è una gran contesa intorno a questa definizione. Non sono in pochi a pensare che la base del problema stia nel rifiuto della società di riconoscere le variazioni di genere presenti in natura. Si tende quindi a patologizzare la comunità transgender anche se va precisato che ciò avviene anche perché, senza la definizione di una patologia, sarebbe difficile per i soggetti interessati accedere al servizio sanitario nazionale per chiederne la cura. Quindi la questione è controversa perché da ciò può derivare l'errata convinzione che essere in transizione sia in sé un disturbo e non una situazione di riadeguamento.

Il termine "transgender" è un aggettivo, non una parola descrittiva, né un sostantivo, né un verbo. Quindi esattamente come sarebbe sgradevole definire qualcuno come "un vecchio", è sgradevole definire qualcuno "un transgender" senza aggiungere "persona", "donna", "uomo" o qualsiasi altro sostantivo adeguato. Molte persone transgender inoltre considerano questo termine oggettificante e deumanizzante. La traduzione italiana crea ulteriore confusione perché è identificata con "transessuale". La transizione dei transgender non riguarda il sesso, insito in ogni particella di DNA di un corpo umano e da considerarsi immutabile, ma il genere sessuale, cioè il modo in cui una persona si percepisce nella sfera di composizione di maschile/femminile o al di la di essa e nel modo in cui desidera essere percepita dagli altri. Eppure non si sente mai parlare di "transgenere" anche se questa sarebbe la giusta traduzione, come mai? Siccome la lingua di un popolo ne rappresenta la cultura, dobbiamo concludere che ci sia una scarsa cultura riguardo alla transizione di genere.

Non bisogna pensare che ci sia un modo "giusto" per effettuare un percorso di transizione (ad esempio che per essere "davvero" transgender ci sia bisogno di avere certe caratteristiche o operarsi ai genitali). Il modo di vivere questo percorso è del tutto personale e legittimo comunque venga fatto. Alcuni credono che la "cura" principale da concedersi riguardi l'aspetto fisico (con interventi chirurgici e/o ormoni) adeguando il proprio aspetto alla propria identità di genere mentale. Quindi si identifica il problema col corpo e non con la mente. Altre persone identificano il problema a livello sociale, per una società cioè che limita la propria consapevolezza a uomini e donne invece di accettare una più ampia varietà di espressione.

Se vi capitasse di sbagliare e usare un inappropriato "lei" o "lui", non scusatevi troppo, basta far seguire il termine sbagliato con quello corretto e proseguire con quanto si stava dicendo.

Fate molta attenzione quando si parla di identità transgender come di una "scelta". La disforia di genere non è sicuramente una scelta per sua stessa definizione. Alcune persone transgender descrivono la loro identità come una scelta, altre no. Trovate il modo di rispettare l'identità personale anche quando questa persona non ve lo chiede esplicitamente. Evitate l'uso di modi di dire come "reale" o "normale" ragazza/ragazzo. Quello che rende un uomo o una donna "reali" o "veri" è solo il modo in cui si identificano non il modo in cui sono sperimentati dagli altri o classificati in base al proprio aspetto. Un uomo transgender non è meno uomo di un uomo cisgender, una donna transgender non è meno donna di una donna cisgender.

Mai dire ad una persona transgender che la gente non la comprende o non la ama a causa della sua identità transgender. Può fare molto male e non è vero. Molte, la maggior parte, sono comprese, accettate ed amate. Anche se avete obiezioni morali da fare all'identità transgender, ciò non vi autorizza alla mancanza di rispetto o a metterle volontariamente in imbarazzo. Essere messi in imbarazzo o umiliati pubblicamente non farebbe bene neanche a voi e ciò potrebbe rivelarsi pericoloso per la persona transgender.

Evitate l'uso di termini transfobici come "trans" o "shemale". Si tratta di termini oppressivi, oggettificanti e disumanizzanti.

L'"intersessualità" è un termine generico utilizzato per una varietà di condizioni per le quali una persona nasce con una riproduttività/anatomia sessuale che non sembra soddisfare le definizioni tipiche di maschio/femmina. Alcune persone transgender sono intersessuali, ma collassare le due definizioni in una è riduttivo.



Versione riadattata di testi provenienti da http://m.wikihow.com/Main-Page

giovedì 29 marzo 2012

Lo Spirito trascende il Genere

Cosa ci porta in questo posto che noi chiamiamo "transgender"? Questo modo di essere che ha bisogno di ridefinire, trasformare e ricreare se stesso in un mondo che insiste sul voler dare definizioni in base ai genitali? Forse un prurito all'inguine. In realtà, un dolore al cuore. E il non voler cedere a prezzi scontati la propria angoscia mentale.

Molti ricercatori stanno studiando fattori causali, cromosomi, configurazioni ormonali e, naturalmente, influenze psico-sociali... ma io vi chiedo: che cosa vi ha reso transgender? Prurito, dolore, angoscia... o anche qualcos'altro? Qualcosa che molte persone non riescono a definire, qualcosa chiamato Spirito.

Questo modello "corpo-cuore-mente-spirito" è un antico costrutto universale. Molti di noi trascorrono gran parte della propria vita sintonizzati su "corpo-mente", alcuni addirittura su "cuore". Ma quanti in realtà visitano la dimensione dello "spirito", fosse anche un paio di volte? Ho notato, invece, che molte persone transgender non solo hanno visitato questa dimensione, per necessità, ma spesso provengono da questo luogo.

E ciò che è Spirito anela a manifestarsi, in carne ed ossa, col cuore ricolmo di consapevolezza. Cromosomi e sessualità a parte, non c'è qualcosa di molto chiaro ed evidente a riguardo? Non siamo forse Spirito manifesto nella sua gloriosa diversità? Gli scienziati non riusciranno mai a misurare e spiegare questo evento magnifico, ma noi siamo la prova vivente che lo Spirito si manifesta al di là dei limitati costrutti sociali di genere.

Se consideriamo questa nozione vaga e spesso dimenticata di Spirito, è molto interessante notare che la maggior parte delle religioni più antiche del mondo hanno percepito la divinità come ermafrodita o al di là del genere. Ardhanarisvara per l'induismo, Avalokitesvara e Kuan Yin per il buddismo e Dioniso per il pantheon greco ad esempio. L'androginia divina si è riflettuta poi in rappresentazioni successive come Sri Krsna in Vedanta, Lan Ts'ai Ho nella Cina taoista e anche Gesù Cristo. Nella Qabbalah, Adamo riflette la natura del dio androgino prima della distinzione in Eva e la successiva caduta della grazia. Come numerosi nobili, i faraoni d'Egitto emularono i loro dei, che erano per lo più androgini in tutta l'Africa. Angeli e fate sono spesso percepiti come androgini. Alcune riflessioni sullo Spirito Transgender sono antiche e profonde.

Attualmente invece stiamo vivendo in un mondo prevalentemente patriarcale in cui le divinità principali riflettono valori maschili. Dio Padre è percepito come Spirito mentre Madre Natura è stata relegata ad uno stato di materia inanimata. Anche le nostre nozioni di genere sono state plasmate in questa radicata polarizzazione, una sorta di strategia di "dividi et impera" voluta dal patriarcato, con la quale si cerca di dominare e controllare l'umanità e la natura stessa.

Non è sempre stato così. In effetti, fino alla recente storia umana (circa 5000 anni fa), lo spirito della Dea ha prevalso nella maggior parte delle culture. Questo non vuol dire che le donne prevalessero sugli uomini. Piuttosto che sussisteva un equilibrio e una collaborazione senza gerarchie di potere o la necessità di ricorrere a conflitti armati. Nel suo libro, The Chalice and the Blade, Riane Eisler spiega la soggiogazione del Femminile come direttamente collegata con lo sfruttamento e la rovina della Natura, e il ricorso alla guerra come l'unico definitivo metodo di risoluzione definitiva, prima forzato, poi applicato.

Una volta che queste dinamiche di Spirito e Natura sono riconosciute, c'è da meravigliarsi che le questioni di genere svolgano un ruolo centrale nel regno dell'umanità intera? E, data la premessa dei transgender, che l'espressione del genere possa verificarsi indipendentemente dal sesso biologico, è abbastanza comprensibile che le persone transgender lottino nell'occhio del ciclone di questo conflitto culturale in maniera molto personale e profonda. I processi di trasgressione del genere sono semplicemente un modo per lo spirito di trascendere i capricci e i dettami delle culture umane al fine di manifestare più liberamente la gloriosa diversità della Natura e della propria carne. Questo processo costituisce la vera radice della spiritualità Transgender.

A prescindere dai recenti sforzi della scienza occidentale di dimostrarne causalità ormonali e cromosomiche, non è davvero un mistero che le persone transgender abbiano manifestato nel corso della storia un'espressione dello Spirito. Abbondano prove riguardo all'ispirazione che la carne tragga dallo Spirito, sia che si tratti di una male-to-female ex stella del football, sia che si tratti di un female-to-male ex ballerina. Quando si è mossi dallo Spirito, tutto è possibile. Come sottolineato da Walter Williams in The Spirit and the Flesh, quando lo Spirito manifesta il suo imperativo riproduttivo - che si tratti di lesbica, gay, transgender - ci sono altre benedizioni da condividere: la consapevolezza unica e l'opportunità rara di arricchire il nostro mondo.

Stiamo scoprendo che tradizioni sullo Spirito Transgender coprono ogni arco di tempo e ogni luogo, ciò grazie a sforzi antropologici e storici che stanno riportando alla luce vari aspetti della storia quasi completamente cancellati dal patriarcato. Le persone transgender nel corso della storia hanno assunto ruoli speciali adatti alle loro abilità uniche, molte delle quali sono spiritualmente orientate. Hanno ricoperto ruoli di visionari, guaritori, officianti di cerimonie e rituali, benedetto matrimoni, nascite e sepolto morti, sono stati custodi e maestri di principi spirituali, mediatori tra mogli e mariti, tribù e nazioni, mondo umano e mondo spirituale.

Ci sono, infatti, forti temi comuni condivisi dalla maggior parte dei popoli antichi, cosiddetti primitivi, in particolare spirituali visioni del mondo. Si va dai principi Wicca (Vecchia europa) a quelli taoisti (Cina), ai nativi americani, allo sciamanesimo. Questi elementi comuni sono i seguenti:

Ogni "cosa" è manifestazione vivente dello Spitito.

Armonia ed equilibrio di tutti gli esseri devono essere rispettati.

La diversità di tutte le forme di vita deve essere onorata e celebrata.

Tutti gli esseri sono divini e in grado di accedere direttamente allo Spirito.

Un leader contemporaneo, Anasazi Pueblo, in relazione all'Hopi, la più antica cultura delle americhe, ci dice:

"Vedo la necessità per il mio popolo e per tutti gli esseri umani, a causa di come stanno le cose oggi, di tornare indietro nella memoria e riportare nella nostra cultura il rispetto reciproco. Il mio popolo ha sempre coltivato la sua spiritualità e fatto le cose con rispetto. A dispetto di quanto la gente delle società esterne pensi della cosiddetta religione, noi non la chiamiamo religione, ci riferiamo piuttosto ad essa come alla nostra spiritualità, la nostra esistenza. Se mai dovessimo perdere questa parte della nostra vita, periremmo sicuramente. Diventeremmo un popolo in un mondo perduto, non ci sarebbe alcuna ragione per continuare la vita in senso fisico. La nostra spiritualità è parte della nostra vita dalla nascita del nostro popolo. La nostra terra non è la nostra terra, noi siamo solo parte della terra. Tutti dobbiamo, come esseri umani, trattarci con rispetto reciproco e, più specificamente, dobbiamo tenere in considerazione la Madre Terra e rispettarla di modo che si possa sopravvivere in futuro. Vi preghiamo di essere tutti uniti e di capirvi, per il futuro dei nostri figli che è nelle nostre mani".

Vivere in equilibrio, significa ora cercare di ricreare un equilibrio perduto, è difficile. La filosofia taoista ha riconosciuto da molto tempo l'importanza dell'equilibrio tra yin e yang, energie maschili e femminili. Per citare Starhawk, uno dei fondatori del movimento detto di Recupero:

"Il nostro rapporto con la Terra e le altre specie che ne hanno fatto parte, è stato condizionato dai nostri modelli religiosi. L'immagine di Dio, al di fuori della Natura, ci ha dato una spiegazione razionale che giustifica la distruzione dell'ordine naturale e il saccheggio delle risorse della Terra. Abbiamo cercato di "conquistare" la Natura così come abbiamo cercato di vincere il peccato. Solo quando i risultati di inquinamento e distruzione ecologica sono diventati abbastanza gravi da minacciare persino l'adattabilità urbana dell'umanità, si è arrivati a riconoscere l'importanza di un equilibrio ecologico e l'interdipendenza di tutte le forme di vita. Il modello della Dea, che è immanente nella natura, promuove il rispetto della sacralità di tutte le cose viventi. Quella dei Wicca può essere vista come una religione ecologica. Il suo obiettivo è l'armonia con la natura, non solo per far si che la vita sopravviva, ma anche che prosperi."

Qualsiasi biologo sa che la sopravvivenza di una specie dipende dalla diversità del suo patrimonio genetico. "La Dea, come la natura, ama la diversità", dice Starhawk. La nostra sorella transgender Rena Swifthawk ci ha insegnato che nella cultura dei nativi americani vi è la convinzione condivisa che "le erbacce non esistono". Ogni entità ha una finalità sacra e nessuno deve essere sprecato. Eppure troppo spesso nelle culture patriarcali, la pressione a conformarsi è maggiore di qualsiasi incoraggiamento al divenire unicamente se stessi, a ciò che Jung chiama "individuazione" che le persone transgender invece sentono acutamente.

Dal momento che lo spirito è onnipresente, tutti gli esseri godono di un accesso diretto al divino. Gli officianti Hopi, chiamati Kiva, vivono sottoterra. Emergono da un tunnel per portare saggezza e verità sulla Terra. Ciò è in contrasto con i sacerdoti occidentali che, per predicare la parola di Dio, si pongono sui pulpiti più alti delle loro chiese a forma di croce. Nei Wicca non ci sono dogmi, scritture o libri sacri rivelati a profeti o salvatori. Ogni persona è responsabile di rivelare la propria verità. Gli insegnamenti provengono direttamente dalla natura, che è la Dea. "L'unità è ottenuta non attraverso la chiusura del sé, ma attraverso la sua completa consapevolezza. Onora la Dea che è in te stesso, celebra te stesso e vedrai che il Sé è ovunque". Nel Tao Te Ching, Lao Tzu ci ricorda:

"E' significativo notare che la parola Wicca deriva dalla radice anglosassone che significa "piegare, modellare", plasmare l'invisibile alla propria volontà. Questo supporta l'idea che noi, come agenti divini, abbiamo la libertà di plasmare il mondo materiale in cui viviamo. Le persone transgender esercitano tale libertà quando rimodellano i propri corpi con cosmetici, terapia ormonale o interventi chirurgici per soddisfare lo Spirito. Assumono la responsabilità della nostra manifestazione".

Un'altra antica pratica spirituale condivisa è lo sciamanesimo. Sciamani di tutto il mondo hanno sviluppato tecniche notevolmente efficaci per raggiungere e mantenere il benessere e guarire se stessi e gli altri delle loro comunità. Con un piede in ogni mondo, lo sciamano intercede per conto del paziente malato terrestre col mondo degli spiriti. Uno dei requisiti standard per accedere al percorso sciamanico è quello di essere transgender.
Con l'avvento dell'Età del Bronzo circa 5000 anni fa, ondate su ondate di guerrieri a cavallo nomadi Kurgan (asiatici), hanno iniziato a fare pressioni su popoli pacifici basati sull'agricoltura che detenevano 30 000 anni di cultura della Dea in tutta l'Europa e il Mediterraneo. Considerando che "l'immagine al centro del culto era una donna che partorisce e non, come nel nostro tempo, un uomo che muore sulla croce", spiega Riane Eislerk, "in questa nuova realtà, che, ora si dice, sia esclusiva creazione di un Dio maschio, qualità come vita e nutrimento sono diventate il potere di dominare e distruggere".

I vecchi valori e i vecchi equilibri sono stati sconvolti e il vecchio modello di collaborazione e uguaglianza ha ceduto il posto ad un sistema di dominazione e gerarchia. Ciò crea sofferenza per tutti, come nota Starhawk:

"L'oppressione degli uomini dichiarata attraverso il patriarcato di Dio Padre è forse meno ovvia ma non meno tragica dell'oppressione dichiarata alle donne. Gli uomini sono invitati ad identificarsi con un modello che nessun essere umano potrà mai emulare con successo: essere dominatori di ristretti mini universi. Essi sono internamente divisi con un sé spirituale che si suppone abbia conquistato la loro natura animale più vile ed emotiva. Sono in guerra con se stessi: da una parte devono "conquistare" il peccato; dall'altra, devono "conquistare" desiderio o ego. Pochi riescono a fuggire a questa guerra senza danni. Gli uomini per lo più perdono il contatto coi propri sentimenti e i loro corpi...".

Poiché la cultura della Dea si è protratta nascosta in questi ultimi cinque millenni, le manifestazioni dello Spirito Transgender devono essere considerate in qualche modo in relazione all'oppressione patriarcale. Così ciò che all'apparenza può apparire come una carica negativa, diventa perfettamente giustificabile come reazione.

La repressione e la persecuzione delle persone transgender in questo periodo ha assunto molto forme diverse ed è innegabilmente legata alla sottomissione delle donne e dei valori della Dea. Un impegno persistente e ben documentato nella Bibbia è stato quello di "tagliare i boschi" (luogo di culto pagano) e di stabilire "dominio sulla natura". L'Europa medievale è stata tristemente nota per l'uso di bruciare vive le streghe, che spesso erano Wicca. Giovanna D'Arco è stata bruciata viva per l'abitudine di vestire e agire come un uomo. Quando gli esploratori europei come DeSoto sono arrivati in America scoprendo sciamani e transgender, li hanno chiamati bedache (ragazzi prostitute) e li hanno lanciati ai loro cani.

In questo clima di repressione, le persone genere-varianti rivendicano altri modi di esprimere la propria verità. A dispetto del patriarcato, molti hanno utilizzato un rituale di autocastrazione (es. il rito di Cibele e Attis) come un modo per tornare alla Dea nello Spirito Transgender. Eppure in un clima di soggiogazione, molti (come le Hijras indiane) hanno praticato la prostituzione e l'accattonaggio. I sistemi tradizionali di casta indiani infatti, possono attivare luoghi di protezione, ma non sono riusciti a promuovere l'integrazione attiva della diversità di genere all'interno della loro cultura.

Fino ad oggi l'esistenza delle persone transgender è disprezzata, negata e banalizzata. La transessuale Sandy Stone scrive:

"Uno dei modi con cui le persone giustificano l'oppressione alle persone di qualsiasi genere alternativo, è affermando che la norma sociale è naturale. In altre parole, viene da Dio, un'autorità a cui non è possibile appellarsi. Tutto ciò è un montaggio, una pura costruzione. Non c'è sesso 'naturale', perché 'sesso' come categoria medica o culturale non è altro che il risultato momentaneo di battaglie su chi debba possedere i significati di questa categoria. C'è una grande variabilità in campo genetico che la maggior parte delle persone geneticamente realizza, ma ciò resta invisibile al linguaggio... non si hanno parole a sufficienza, solo maschio e femmina restano ben definiti. E' una tecnica con cui la nostra cultura cancella le persone scomode, non elaborando parole per loro. Quando non si ha modo di descrivere certe categorie, esse sono invisibili".

Talk show televisivi e mass media hanno fatto molto per portare allo scoperto e banalizzare le persone transgender e il loro spirito. E mentre crossdresser come Ru Paul o Lady Bunny di Wigstock, o film come "Priscilla Quecn of the Desert" o "To Wong Foo...", sono molto in voga, restano grandi fazioni ultra conservatrici all'interno della società.

Potrebbe questo avere ripercussioni come un dinosauro in agonia che agita distruttivamente la coda? Si arriverà ad una massa critica di nuova consapevolezza e a un cambiamento di paradigma? C'è una crescente evidenza riguardo al patriarcato che sembrerebbe in declino e a una rinnovata spiritualità che sta invece emergendo. Ci sono numerosi spazi culturali tracciati da scrittori come Matthew Fox, Patricia Reilly e Paul Smith. Ci sono molti esempi del riaffermarsi dello Spirito, non ultimo il cosiddetto movimento New Age. Temi su femminismo, consenso, ecologia e spiritualità stanno cercando un loro equilibrio. C'è un profondo bisogno di evolvere.

Come per l'oscillazione di un pendolo, la Dea sta tornando. Molte persone transgender maschili e femminili condividono questo slancio ed utilizzano la loro vita come personificazione di questa lotta. Molte persone transgender  female-to-male stanno anche cercando di portare gli elementi migliori della femminilità all'interno della loro nuova natura maschile. Questa positiva contaminazione dei generi ha il potenziale per consentire a tutti di diventare più completamente umani. Pertanto, come le donne stanno recuperando la loro connessione con il Divino, così le persone transgender sono alla ricerca di un ricco patrimonio spirituale e recupero dello spazio sacro.

Le persone transgender in occidente hanno iniziato a riunirsi solo 3-4 decenni fa. Inizialmente le questioni di genere, sessualità e fetish sono stati confusi a causa del contesto culturale. Ma si sono formati gruppi di sostegno e, negli anni '80, network internazionali. Molti argomenti sono stati affrontati da allora, come lo Spirito Transgender stesso. Riguardo a quest'ultimo, soprattutto nel 1991, quando Rena Swifthawk condivise la sua spiritualità legata alla cultura dei nativi americani durante la convention I.F.G.E a Denver così come altri transgender durante la prima  Southern Comfort Conference ad Atlanta. Questo processo è andato avanti in entrambe gli eventi annuali e ha preso piede ovunque, compreso al Fantasia Fair at Cape Cod, il più antico festival transgender.

Il primo Circolo internazionale dello Spirito Transgender, creato dopo tre anni di network internazionale, fu il Kindred Spirits Circle in Hot Springs, NC, fondato nell'agosto del 1993. Seguirono: Pink Moon Gathering, Full Circle of Women, Union of Spirits, Mountain Spirits e senza dubbio altri che non sono stati pubblicizzati. Attualmente sta prendendo forma un centro di ritiro spirituale sulle montagle del North Carolina, chiamato Kindred Spirits, in funzione tutto l'anno.

Quello dei circoli spirituali transgender all'interno della comunità transgender è un fenomeno piuttosto recente e ancora controverso. Molte persone transgender praticano religioni tradizionali o non hanno ancora intrapreso ad oggi una via spirituale. Ma il desiderio di una vera comunità è universale, come ben espresso da Starhawk:

"Abbiamo tutti voglia di tornare a casa in un posto dove non siamo mai stati, metà ricordo, metà immaginazione, che possiamo solo vedere di tanto in tanto. Comunità. Da qualche parte ci sono persone cui possiamo parlare con passione, senza nessun groppo alla gola. Da qualche parte c'è un cerchio di mani pronto ad accoglierci, occhi che si illuminano al nostro ingresso, voci che celebrano con noi le forze che sono in nostro potere. La comunità è una forza che unisce le nostre singole forze per compiere il lavoro che deve essere compiuto. Ci regge quando cadiamo. Un cerchio di guarigione. Un cerchio di amici. Un posto dove possiamo essere liberi."

I nostri circoli sono ancora di modesta portata ma si moltiplicano. Sono intimi e accessibili e offrono un'esperienza intensa nella loro capacità di guarire e di sfruttare il potere personale. La condivisione, il nutrimento condividibile tra affini spiriti transgender è diverso da qualsiasi altro. Si tratta di associazioni in cui spiccano intuitività, fiducia, in cui viene onorata l'individualità, il consenso, la spontaneità, con aspettative minime, cuore e mente aperti, senza impegni nascosti. Si possono utilizzare diversi metodi terapeutici, tecniche sciamaniche, tradizioni spirituali ma la caratteristica principale del processo sembra effettivamente essere semplicemente quella di porsi su una strada su cui lo Spirito possa muoversi. Gli approcci tradizionali possono avere fondamento e validità, ma dobbiamo anche autorizzarci ad agire intuitivamente. Come la Dea direbbe "tutti gli atti d'amore e piacere sono miei rituali".

Lo Spirito Transgender trascende l'idea culturale semplicistica che il sesso anatomico sia sinonimo di espressione di genere. Il Genere non dovrebbe mai essere polarizzato. Si tratta di un arcobaleno di possibilità troppo splendente nella sua diversità. L'espressione del proprio genere deve essere intuitivo, fluido, perpetuamente in divenire. Non ci possono essere regole che governano il modo in cui lo Spirito debba manifestarsi. Occorrenze di ermafroditismo sono diffuse nelle piante, negli animali e gli esseri umani sono la prova che lo Spirito esprime la sua diversità al di là dei costrutti di genere bipolare. Le persone transgender incarnano la Dea, lo spirito della diversità che diventa un unico essere. La possibilità di azione che si ottiene può essere applicata all'esterno di sé per opporsi allo squilibrio e all'angoscia che ci circonda. Siamo in grado di fungere da ponte tra le polarità per contribuire a ripristinare l'equilibrio, l'integrazione e la completezza.

Alcuni anziani nativi americani credono che ci sia abbondanza di persone transgender nate in questo momento perché ciò può guarire il nostro mondo. Il genere è al centro di ciò che siamo come persone. Le nostre transizioni di genere, il processo stesso di cambiamento di genere, può essere visto come una sorta di ricerca che ci indirizza riguardo l'annosa questione: chi siamo? Superare gli stereotipi di genere equivale ad avere il coraggio di essere pienamente se stessi, pienamente umani, pienamente Spirito. Noi tutti dobbiamo coltivare le nostre piene capacità se vogliamo rispondere efficacemente alle sfide cruciali del nostro tempo. Ma prima di poter contribuire a guarire il nostro mondo, dobbiamo guarire noi stessi. Dobbiamo dire la nostra verità, rimodellare i vecchi miti, reinventare strumenti necessari per operare nel mondo di oggi con profonda compassione e nuova rilevanza.

Ho guardato al mio cammino spirituale come un vero asceta, essendomi stato insegnato che la sensualità e la "frivolezza"del mo essere transgender erano contrarie allo Spirito. Tutto quello di cui ho pensato di aver bisogno è stata una coperta e una ciotola di acqua da portare su una montagna. Però quando ho sentito il richiamo irresistibile della mia natura transgender, ero felice e sorpreso che mi fornisse la "terra" di cui avevo bisogno. Come se la Dea avesse preso vita attraverso di me, sono diventato più complesso. Spirito e carne, cielo e terra, sono divenuti uno. La mia lunga esperienza nel deserto e l'amore per la natura ha fornito le basi per questa guarigione. Avevo sprecato anni in attesa di sentirmi degno della sapienza imperscrutabile degli insegnamenti esoterici, fino a quando ho capito chi i miei insegnanti fossero davvero e che ero pronto come non mai ad agire con la mia consapevolezza. La sfida è quella di rispettare noi stessi come persone premurose e capaci. Sempre più spesso le persone transgender si stanno risvegliando e intuitivamente trovano la propria voce e le proprie vocazioni, nonostante le privazioni della nostra storia, della storia, o il senso della nostra comunità.

Una volta che Spirito e carne sono coscientemente legati, si scende a terra, c'è l'esaltazione... l'equilibrio. Senza più polarizzazione e separazione, le barriere cadono e la paura lascia il posto all'amore. Come scrive Starhawk:
"Tutto è stato generato dall'amore, tutto cerca di tornare ad amare. L'amore è la legge, il maestro saggio, il grande rivelatore di misteri".
Per valicare i confini arbitrari del genere bisogna onorare il potenziale dello Spirito. Nel Tao Te Ching, Lao Tzu ha scritto:

Uno che ha le ali di un uomo
E di una donna anche
E' in se stesso un grembo del mondo
E, essendo un grembo del mondo,
Continuamente, senza fine,
Partorisce...

Siamo divinità. Siamo Spirito manifesto in forma umana. Viviamo di verità e aiutiamo tutti a vedere la bellezza e la forza che valica i vincoli del genere. E rendiamo grazie per l'opportunità di farlo.



by Holly Boswell