Se ai signori antropologi alieni non dispiace, vorrei iniziare distinguendo il sesso dal genere.
Il Sesso è Biologico, il Genere è Sociale.
Esattamente il Genere è "socialmente costruito", ma si è fatto un uso eccessivo di questa definizione che neanche i terrestri riescono più a capirci qualcosa. Proviamo a ragionarci su.
L'economia è molto più che produrre cibo e beni e distribuirli a chi lo mangerà e agli utenti; familiari e parenti vari non sono l'equivalente di fare sesso e procreare; costumi e religioni non possono essere equiparati alle superstizioni e alla fede; la lingua va al di la dei suoni prodotti dalla lingua e dalla laringe. Non è un caso che nessuno mangi denaro o credito...
Allo stesso modo, il genere non può essere equiparato alle differenze biologiche e fisiologiche tra maschi e femmine.
Il genere, esattamente come il denaro, la famiglia e la lingua, ha una base materiale, ma attribuisce un suo significato specifico a questa base. Se un panino con roast-beef e una macedonia di frutta costano entrambe 3 euro, ai fini monetari sono la stessa cosa. Allo stesso modo, se un insieme di persone vive come uomini, pur considerando tutte le differenze nella loro composizione ormonale, l'aspetto genitale, il sesso, le gonadi, restano tutti uomini ai fini del genere. Naturalmente essi avranno un sapore diverso uno dall'altro.
Per avere un altro esempio di come il sesso si trasformi in genere, raccogliamo un po' di dati sul "sesso cerebrale". Gli studi relativi riportano sempre di un 2% o 5% di differenza tra le prestazioni di uomini e donne in vari test riguardanti abilità verbali e spaziali (alcuni dei quali quando si arriva ad esaminarli risultano decisamente particolari). Ora, è probabilmente vero, come sottolinea Anne Fausto-Sterlin, che questi studi mostrino una differenza, ma c'è sicuramente un altro studio, o anche più di uno, che langue nel cassetto della scrivania di qualcuno e che non ha rilevato alcuna differenza (pochissime persone hanno costruito la loro carriera scientifica confermando delle ipotesi nulle). Ma ciò che conta è che queste insignificanti differenze statistiche si trasformano in una differenza sostanziale tra i due generi, di modo che ci sia un sesso verbale e un sesso matematico e anche Maria Mitchell ricade paradossalmente nella schiera non-matematica. Questa è la magia del genere.
C'è da sempre un problema nel pensare al genere come un insieme di categorie sociali: si dimentica l'individuo. Troppo spesso le persone parlano del genere come se questo venisse imposto esclusivamente dall'esterno. Ma noi umani non siamo solo vittime passive di programmi sociali, siamo al di là di cosa si pensa del sesso e cerchiamo di dargli un senso personale. Il genere non è solo un conveniente tag che altri possono usare per etichettarci, esso è anche parte di come percepiamo noi stessi.
Quindi, ecco un altro modo di rilevare la differenza: il sesso è, il genere rappresenta. Il sesso esiste in sé ed è assolutamente indifferente a cosa gli esseri umani pensano di esso. Il genere è invece l'insieme di tutti i significati che attribuiamo al sesso e, a questo punto va aggiunta, alla sessualità.
Quando si parla di genere come un insieme di categorie sociali, ha senso parlare di un numero finito di generi. Quando parliamo in termini di significato, allora possiamo ammettere che esiste un infinito numero di generi, in quanto esistono infiniti significati attribuibili al sesso, almeno uno per ogni persona che ci ha pensato.
C'è ancora qualcosa che manca. Non tutte le differenze tra persone di generi diversi è significativa. Alcune sono arbitrarie e passano quasi inosservate. Quindi si può azzardare una terza suddivisione: il sesso è un prodotto dei geni, mentre il genere è prodotto dei memi. La memetica, con qualche riserva, fornisce un modo utile per comprendere alcuni sottili punti riguardo al genere.
Per fare un esempio banale, Nicholson Baker ha detto che la maggior parte degli uomini che ti viene addosso correndo usa l'esclamazione "oop" mentre le donne ne conservano una forma ancestrale "oops". Queste sono cose di cui probabilmente solo Nicholson Baker si sarebbe accorto, sicuramente pochi uomini ritengono l'uso del singolare "oop", al posto del plurale "oops", come una parte della loro mascolinità. Però "oop" è un meme opportunistico che, esattamente come un virus, si riproduce legandosi ad una delle nostre idee sul genere: l'idea che l'uomo debba imitare gli altri uomini e la donna le altre donne.
Molti aspetti del genere sono così. Il genere inizia attaccando un significato al sesso biologico, ma poi dei significati si attaccano ad altri significati e i memi aderiscono ad ogni superficie disponibile: ed è così che il genere cresce, corallo su corallo.
Naturalmente fin qui abbiamo parlato solo per distinzioni e non per definizioni. Si è distinto il sesso dal genere, forse dato un'idea di come si riproduce il genere, ma qual è la sua natura? Possiamo definire l'essenza del genere? Possiamo enumerare le sue parti?
Martine Rothblatt pensa sia possibile. Nel suo libro The Apartheid of Sex, promette "una decostruzione dell'identità sessuale in oggettivi, agenitali elementi ". In sostanza Martine Rothblatt ci dice che l'identità sessuale è stata riconosciuta dagli inizi della coscienza come consistente di tre elementi: Dinamismo (o aggressione), Passività (o nutrimento) e Erotismo (o sessualità).
Qualsiasi antropologo alieno si sconcerterebbe a guardare a questo sistema. Non può una persona essere attiva senza essere aggressiva? E si può nutrire senza essere identificato come un elemento passivo? Coltivare i mezzi per nutrire o educare sarebbe un elemento passivo? Cerchiamo un solo cuoco o un solo insegnante che si senta passivo. Inoltre, in un sistema di tre tratti presunti variabili indipendentemente uno dall'altro, come si ottiene contemporaneamente la passività e l'aggressività? Non è una l'assenza dell'altra?
Ma mettiamo da parte queste obiezioni specifiche e ricostruiamo coerentemente la psicologia di tipo Rothblatt su tre assi: aggressività, nutrimento e sessualità.
Cosa rende questi tre tratti speciali? Perché essi da soli comporrebbero il genere? Rothblatt non lo spiega. Afferma semplicemente che lo fanno "dall'inizio della coscienza". Potrebbe essere, nessuno era presente a quell'epoca.
Probabilmente Rothblatt si sarebbe meglio espressa dicendo che questi tre assi rappresentano la visione più comune degli elementi che costituiscono concettualmente il genere, ma è vero? Quali elementi caratteriali potrebbero andare a costituire il genere di un individio?
Tutti, naturalmente. Non c'è un singolo elemento della propria personalità che siamo in grado di toglierci con i vestiti. In effetti l'elenco di Rothblatt non coglie probabilmente neanche una caratteristica della maggior parte delle identità. Qualcuno, cui venisse chiesto dei tre tratti personali strettamente legati al sesso, avrebbe potuto rispondere: creatività, tecnofilia e affettività. Ognuno avrà la propria lista. Il punto è che Rothblatt vuole invece fare una lista ufficiale e chiunque si trovi a valori alti (o bassi) lungo i tre tratti di questo elenco, è necessariamente "privo di genere".
Tutto questo in un libro dal sottotitolo A Manifesto on the Freedom of Gender. E' vero, il sistema di genere proposto da Rothblatt permette alle persone di scegliere un genere in età adulta, un passo avanti rispetto alla libertà di espressione e di identità considerando che il nostro attuale sistema assegna a tutti un genere alla nascita. Ma non si tratta comunque di una libera scelta se i termini non sono definiti dal singolo individuo.
Se il genere è un insieme di significati che si attribuiscono al sesso e alla sessualità, tre caratteristiche non potranno mai essere sufficienti. Neanche cento lo sarebbero. Ci sono molti significati da dare al sesso e alla sessualità esattamente come ci sono molte persone che si sono poste il problema di dargli una definizione. Nessun elenco sarà mai esaustivo. E c'è di più, un elenco così prodotto finisce anche per essere incoerente: i suoi elementi non avranno mai niente a che fare uno con l'altro, salvo che qualcuno, da qualche parte, li ha associati con il sesso.
Visualizzazione post con etichetta sesso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sesso. Mostra tutti i post
mercoledì 18 aprile 2012
mercoledì 21 marzo 2012
Sesso, Sciamanesimo e Comunità
Per anni sul nostro pianeta si sono verificati conflitti culturali riguardo al tema sesso che sono state tra le principali cause di sofferenza, dipendenza e frustrazione. Mentre avanziamo verso un percorso di rapido risveglio spirituale è vitale riconoscere queste ferite e promuovere strenuamente modi per guarirle.
Sciamanicamente ogni essere umano, non importa quanto condizionato e inconsapevole, è parte integrante dalla rete della vita. Questo significa che tutti con la propria separata personalità, sperimentando l'interazione con una identità multidimensionale, possono trovare il proprio vero sé.
Quando più persone si uniscono con l'intento di dare spazio creativo alla propria vera natura multidimensionale, esse amplificano l'intensità dell'accesso alla rete della vita e il centro della coscienza umana crea le condizioni per radicali e guaritivi cambiamenti dei valori umani.
Il primo passo del rispetto si sé consiste nel riconoscere pienamente i conflitti sessuali, le frustrazioni, le lamentele e permettere a ciascuno di questi elementi di esprimere i propri sentimenti senza fretta di una risoluzione ai problemi.
Ciò implica trasparenza e disponibilità a compiere i principali passi in direzione della guarigione, insieme alla capacità di tradurre la propria storia sessuale personale in una storia collettiva, pensare in termini di comunità globale invece di sola personalità.
Da una prospettiva multidimensionale e sciamanica io considero il sesso come una simbolica rappresentazione dell'energia che pervade la rete della vita, spesso descritta come un continuo rapporto multidimensionale tra la terra e il cielo, tra il visibile e l'invisibile.
Molti guaritori e anche ordinarie, ma molto sensibili, persone, sono spesso sulla soglia di questo accoppiamento, proprio nel punto in cui le polarità si incontrano, tra l'ordinario e il non ordinario, tra giorno e notte, vita e morte.
Che ne siano consapevoli o meno, in quel frangente sono intensamente legati all'essenza della creazione, mescolando l'energia e usandola per sostenere la rete della vita.
Essi sono impegnati nella guarigione della frammentazione dell'anima, che è il risultato di sistemi di credenze basati sulla separazione che è la causa di tutte le paure della nostro cultura.
Le persone che sono consapevoli di questo processo di guarigione operano ad un livello archetipico o collettivo che è opposto al livello personale e incentrato sul sé, che è quello invece in cui operano usualmente la maggior parte degli individui.
Come risultato, essi concorrono a muovere in diversi modi la percepibile e utilizzabile energia sessuale. A causa della convenzionale negazione e distorsione di tali temi nella cultura comune, questo può arrivare a sconvolgere loro stessi e le loro relazioni.
Operare sciamanicamente e multidimensionalmente con l'energia sessuale, non implica necessariamente la promiscuità o l'avere rapporti sessuali. A causa delle sue controverse implicazioni molte persone hanno limiti precisi riguardo al sesso oppure osservano dei voti di astinenza.
Il sesso multidimensionale non è necessariamente Tantra o erotismo taoista, che comporta la manipolazione coscienze dell'energia sessuale. E' basato piuttosto sull'esperienza dell'ordinario fare l'amore, della sensualità e persino delle semplici fantasie sessuali, tutti elementi potenzialmente favorevoli alla guarigione di stati di coscienza e all'emergere della consapevolezza multidimensionale.
Questa è l'esperienza comune a molte persone, che di punto in bianco, senza preavviso o intenzione predeterminata, si sono ritrovate in stati espansi di coscienza mediante l'esperienza sessuale. Si sono mossi in altri mondi, entrano in spazi di profonda pace ed estasi. E così facendo hanno dimenticato i loro partner, che si sono sentiti perplessi, hanno provato vergogna o sono stati incapaci di condividere o capire la loro esperienza al ritorno.
L'energia sessuale può essere un varco sacro che conduce oltre la realtà del consenso, dritta al centro dell'identità multidimensionale.
L'energia sessuale, quando usata propriamente, può distruggere la nostra separata percezione della vita, svelando un'esperienza estatica un miliardo di volte più forte dell'orgasmo più desiderabile. Ecco perché il sesso è così pesantemente manipolato, represso e incompreso.
Eppure qui il sesso non è affatto un tabù.
Il grande tabù è l'esperienza dell'estasi, il mistero della morte, la liberazione della realtà umana separata e la scoperta della nostra realtà multidimensionale.
L'interazione sessuale coinvolge enormi scambi di energia. A parte la cosciente realtà di quanto sembra essere coinvolto, c'è molto di più, ed è ciò che viene creato dall'energia. Forze molto rilevanti sono coinvolte nell'attività sessuale, ma viene a mancare il loro impatto se il sesso è approcciato con mancanza di consapevolezza.
L'unione sessuale fornisce la multidimensionale evidenza dell'unità, che comprende la sfera fisica, emozionale, mentale e spirituale del corpo.
Dal momento che come esseri umani abbiamo ufficialmente identificato noi stessi limitatamente al corpo fisico, le maggiori problematiche nascono quando le persone fraintendono le loro esperienze o interrompono le relazioni.
Il riconoscimento e la consapevolezza sul sesso è un passo importante verso la guarigione sciamanica. Questo senza interpretazione o giudizio. Si tratta di un processo che scaturisce dalle testimonianze, che comprendono anche i nostri stessi ricordi di esperienze sessuali ricapitolate.
Il punto qui non è se fare sesso o meno. E' l'essere consapevoli di ciò che sta realmente accadendo dietro il velo del sesso, non importa come venga sperimentato, uscire dalle mode e dai pregiudizi, dall'incoscienza e dalla negazione.
L'uso consapevole dell'energia sessuale, sia attraverso l'interazione fisica o il lavoro sciamanico o l'immaginazione, può essere una corsia preferenziale per il risveglio della nostra natura multidimensionale. Essa può fornire ispirazione, guarigione e luminosa trasformazione alle comunità umane e all'ambiente planetario.
Sul sentiero sciamanico come nella vita quotidiana, una larga parte dell'apprendimento di quanto sopra viene da errori e frustrazioni. Eppure, nel profondo, so che come esseri umani abbiamo tutti lo stesso desiderio e gli stessi sogni. Di qui la mia determinazione e l'impegno a crescere, uscire dall'isolamento e aprirsi alle persone che condividono le stesse visioni.
Non esitate a contattarmi se desiderate condividere esperienze sul tema o semplicemente unire le forze di guarigione.
Franco Santoro
About the author:
Energy worker, shamanic facilitator, member of the Findhorn Foundation community and a pioneer in astroshamanism. He is the author of Astroshamanism: A Journey Into the Inner Universe; Astroshamanism: The Voyage Through the Zodiac; the eZine PAN and other works including a series of Astroshamanic CDs. Franco lives at the Cluny Hill College campus of the Findhorn Foundation in Northern Scotland, where he regularly holds workshops, courses and consultations. He also runs outreach events worldwide.
Contact the author: info@astroshamanism.org
Sciamanicamente ogni essere umano, non importa quanto condizionato e inconsapevole, è parte integrante dalla rete della vita. Questo significa che tutti con la propria separata personalità, sperimentando l'interazione con una identità multidimensionale, possono trovare il proprio vero sé.
Quando più persone si uniscono con l'intento di dare spazio creativo alla propria vera natura multidimensionale, esse amplificano l'intensità dell'accesso alla rete della vita e il centro della coscienza umana crea le condizioni per radicali e guaritivi cambiamenti dei valori umani.
Il primo passo del rispetto si sé consiste nel riconoscere pienamente i conflitti sessuali, le frustrazioni, le lamentele e permettere a ciascuno di questi elementi di esprimere i propri sentimenti senza fretta di una risoluzione ai problemi.
Ciò implica trasparenza e disponibilità a compiere i principali passi in direzione della guarigione, insieme alla capacità di tradurre la propria storia sessuale personale in una storia collettiva, pensare in termini di comunità globale invece di sola personalità.
Da una prospettiva multidimensionale e sciamanica io considero il sesso come una simbolica rappresentazione dell'energia che pervade la rete della vita, spesso descritta come un continuo rapporto multidimensionale tra la terra e il cielo, tra il visibile e l'invisibile.
Molti guaritori e anche ordinarie, ma molto sensibili, persone, sono spesso sulla soglia di questo accoppiamento, proprio nel punto in cui le polarità si incontrano, tra l'ordinario e il non ordinario, tra giorno e notte, vita e morte.
Che ne siano consapevoli o meno, in quel frangente sono intensamente legati all'essenza della creazione, mescolando l'energia e usandola per sostenere la rete della vita.
Essi sono impegnati nella guarigione della frammentazione dell'anima, che è il risultato di sistemi di credenze basati sulla separazione che è la causa di tutte le paure della nostro cultura.
Le persone che sono consapevoli di questo processo di guarigione operano ad un livello archetipico o collettivo che è opposto al livello personale e incentrato sul sé, che è quello invece in cui operano usualmente la maggior parte degli individui.
Come risultato, essi concorrono a muovere in diversi modi la percepibile e utilizzabile energia sessuale. A causa della convenzionale negazione e distorsione di tali temi nella cultura comune, questo può arrivare a sconvolgere loro stessi e le loro relazioni.
Operare sciamanicamente e multidimensionalmente con l'energia sessuale, non implica necessariamente la promiscuità o l'avere rapporti sessuali. A causa delle sue controverse implicazioni molte persone hanno limiti precisi riguardo al sesso oppure osservano dei voti di astinenza.
Il sesso multidimensionale non è necessariamente Tantra o erotismo taoista, che comporta la manipolazione coscienze dell'energia sessuale. E' basato piuttosto sull'esperienza dell'ordinario fare l'amore, della sensualità e persino delle semplici fantasie sessuali, tutti elementi potenzialmente favorevoli alla guarigione di stati di coscienza e all'emergere della consapevolezza multidimensionale.
Questa è l'esperienza comune a molte persone, che di punto in bianco, senza preavviso o intenzione predeterminata, si sono ritrovate in stati espansi di coscienza mediante l'esperienza sessuale. Si sono mossi in altri mondi, entrano in spazi di profonda pace ed estasi. E così facendo hanno dimenticato i loro partner, che si sono sentiti perplessi, hanno provato vergogna o sono stati incapaci di condividere o capire la loro esperienza al ritorno.
L'energia sessuale può essere un varco sacro che conduce oltre la realtà del consenso, dritta al centro dell'identità multidimensionale.
L'energia sessuale, quando usata propriamente, può distruggere la nostra separata percezione della vita, svelando un'esperienza estatica un miliardo di volte più forte dell'orgasmo più desiderabile. Ecco perché il sesso è così pesantemente manipolato, represso e incompreso.
Eppure qui il sesso non è affatto un tabù.
Il grande tabù è l'esperienza dell'estasi, il mistero della morte, la liberazione della realtà umana separata e la scoperta della nostra realtà multidimensionale.
L'interazione sessuale coinvolge enormi scambi di energia. A parte la cosciente realtà di quanto sembra essere coinvolto, c'è molto di più, ed è ciò che viene creato dall'energia. Forze molto rilevanti sono coinvolte nell'attività sessuale, ma viene a mancare il loro impatto se il sesso è approcciato con mancanza di consapevolezza.
L'unione sessuale fornisce la multidimensionale evidenza dell'unità, che comprende la sfera fisica, emozionale, mentale e spirituale del corpo.
Dal momento che come esseri umani abbiamo ufficialmente identificato noi stessi limitatamente al corpo fisico, le maggiori problematiche nascono quando le persone fraintendono le loro esperienze o interrompono le relazioni.
Il riconoscimento e la consapevolezza sul sesso è un passo importante verso la guarigione sciamanica. Questo senza interpretazione o giudizio. Si tratta di un processo che scaturisce dalle testimonianze, che comprendono anche i nostri stessi ricordi di esperienze sessuali ricapitolate.
Il punto qui non è se fare sesso o meno. E' l'essere consapevoli di ciò che sta realmente accadendo dietro il velo del sesso, non importa come venga sperimentato, uscire dalle mode e dai pregiudizi, dall'incoscienza e dalla negazione.
L'uso consapevole dell'energia sessuale, sia attraverso l'interazione fisica o il lavoro sciamanico o l'immaginazione, può essere una corsia preferenziale per il risveglio della nostra natura multidimensionale. Essa può fornire ispirazione, guarigione e luminosa trasformazione alle comunità umane e all'ambiente planetario.
Sul sentiero sciamanico come nella vita quotidiana, una larga parte dell'apprendimento di quanto sopra viene da errori e frustrazioni. Eppure, nel profondo, so che come esseri umani abbiamo tutti lo stesso desiderio e gli stessi sogni. Di qui la mia determinazione e l'impegno a crescere, uscire dall'isolamento e aprirsi alle persone che condividono le stesse visioni.
Non esitate a contattarmi se desiderate condividere esperienze sul tema o semplicemente unire le forze di guarigione.
Franco Santoro
About the author:
Energy worker, shamanic facilitator, member of the Findhorn Foundation community and a pioneer in astroshamanism. He is the author of Astroshamanism: A Journey Into the Inner Universe; Astroshamanism: The Voyage Through the Zodiac; the eZine PAN and other works including a series of Astroshamanic CDs. Franco lives at the Cluny Hill College campus of the Findhorn Foundation in Northern Scotland, where he regularly holds workshops, courses and consultations. He also runs outreach events worldwide.
Contact the author: info@astroshamanism.org
Etichette:
energia sessuale,
sciamanesimo,
sesso,
spirito
lunedì 27 febbraio 2012
Sessualità e Consapevolezza
Quando ho cominciato a scrivere riguardo alla poliamoria, molte persone mi hanno accusato di essere poliamorico solo per il sesso.
Io ho spiegato loro che il mio primo interesse nella poliamoria aveva a che fare con la condivisione di una intimità emotiva, non di una intimità fisica. Questa resta la mia verità.
Tuttavia, più tardi, mi sono reso conto che c'era un presupposto nascosto dietro i commenti che le persone mi stavano rivolgendo. Avrei voluto capirlo prima ma invece lo capii solo poco tempo dopo.
Improvvisamente me ne resi conto e mi dissi "Aspetta un attimo. E se il sesso fosse stata davvero la mia principale motivazione per diventare poliamorico? Che cosa succederebbe se così fosse? Quale sarebbe il problema a riguardo?".
Il presupposto nascosco è che godersi il sesso con più partner consenzienti in qualche modo è sbagliato.
Io non sono d'accordo con questo modo di vedere le cose, ma analizziamo la questione più in dettaglio.
Che male c'è a fare sesso?
C'è qualcosa di sbagliato in due persone che si vedono solo per fare sesso, per divertimento, senza avere prima un coinvolgimento emotivo (assumendo che venga praticato sesso sicuro naturalmente)?
L'educazione che ho ricevuto mi porta a credere che la risposta a questa domanda è "si", c'è qualcosa che non va.
Quando ero studente del secondo anno di liceo ho dovuto scrivere un articolo per la scuola sul perché il sesso prima del matrimonio fosse sbagliato. Ho inghiottito e rigurgitato quanto mi serviva per prendere una A. Ho privatamente avuto dubbi riguardo a ciò che mi veniva insegnato. E, naturalmente, non l'ho seguito e ho fatto sesso prima del matrimonio, cosa che si è rivelata essere molto divertente, senza sensi di colpa o rimorso.
Se guardo indietro credo che avrei preferito ottenere una F a quel compito divertendomi di più. :)
Oggi non ci vedo proprio nulla di sbagliato nel fare sesso solo per divertimento, fintanto che è praticato in maniera sicura e consensuale. Credo che coloro che ritengono che il sesso sia sbagliato, sporco, immorale siano terribilmente repressi. Non ho mai incontrato una persona veramente felice che desse questo giudizio sul sesso. Forse se lo facessero più spesso non sarebbero neanche così scontrose.
Quali sono i prerequisiti al sesso?
Un partner disponibile è tutto quanto vi possa servire. Se avete un partner disponibile è possibile avere rapporti sessuali. Grande scienza, eh? Giusto per essere chiari, precisiamo anche che il vostro corpo e il corpo del vostro partner debbano essere fisicamente in grado di avere un rapporto sessuale, per completezza. Non c'è altro. Tutte le altre regole, vincoli, requisiti derivano solo da condizionamenti sociali e quindi sono inutili.
Non è necessario essere sposati o impegnati in una relazione.
Non è necessario che vi siate già visti a lungo prima.
Non è necessario essere innamorati.
Non hai bisogno di un partner di sesso opposto.
Non c'è bisogno di essere esclusiva del partner.
Non c'è bisogno che il partner sia vostra esclusiva.
Non c'è bisogno di conoscere tecniche particolari.
Tutto ciò che serve è il consenso.
Tecnicamente parlando anche il consenso del vostro partner è un prerequisito socialmente condizionato, ma penso che sia corretto mantenerlo. L'alternativa è illegale, immorale e dannosa. Sicuramente si può fare sesso piacevole senza ricorrere allo stupro. Anche attuare le vostre fantasie di stupro, in chiave kinky, può ancora essere atto totalmente consensuale.
Avete per caso altre regole nella testa riguardo a ciò che sia necessario per voi oltre agli elementi più elementari?
Di quali norme si tratta?
Siete felici dei risultati che stanno producendo?
Queste regole vi mettono in grado di ottenere felicità da una esperienza sessuale desiderata?
O sono di intralcio e blocco?
Vi rendete conto di poter scegliere esattamente quali regole seguire e quali non seguire?
Non sto dicendo che è necessario abbassare i proprio standard al minimo assoluto. Sto semplicemente suggerendo di dare uno sguardo consapevole alle vostre attuali regole e ai prerequisiti che ponete per fare sesso e comprendere se vi stanno aiutando o vi stanno facendo del male. Personalente ho standard molto elevati per quando voglio o meno avere rapporti sessuali. Queste regole sono quelle che mi sono scelto perché mi rendono felice. Non bisogna mantenere gli standard però quando questi non ci appartengono, quando li hanno creati gli altri e ce li hanno appioppati dicendoci che erano corretti. Lasciate andare le regole sessuali inutili che non vi servono. Siete voi a decidere cosa è veramente importante per voi, scaricate il resto.
Se dovessi identificare il mio requisito numero uno per fare sesso con qualcuno lo identificherei nell'avere con questa persona una buona connessione energetica. Si sente la sua energia aperta, amorevole e positiva? Voglio condividere la mia energia con lei? Mi sembra che l'esperienza sia liberatoria o edificante? Lei è capace sia di dare che di ricevere? Nella maggior parte dei casi questo legame deriva da una sincera amicizia. Ma è del tutto possibile godere di questo legame anche con qualcuno appena incontrato.
La vostra esperienza personale riguardo alla sessualità dipende dalla consapevolezza con cui la vivete. Se i vostri pensieri sono radicati nella paura e nella penuria, essi si rifletteranno nella vostra vita sessuale. Se i vostri pensieri sono concentrati su amore e abbondanza, la vostra vita sessuale rifletterà questi elementi.
Ho passato molto tempo questo mese a Las Vegas con gente poliamorica. A queste persone piace avere spesso rapporti sessuali con diversi partner. Ho trovato assolutamente affascinante il poter imparare da loro. Un colloquio è durato quasi otto ore senza pausa, dalle 8.30 alle 4.15 di notte e il tempo è volato per quanto ero affascinato. Ho lasciato il loro albergo così eccitato che ho trovato difficoltà ad addormentarmi. Vi riporto gli elementi più comuni che ho riscontrato in loro:
1. Essi credono che il sesso è un fatto legato al dare, invitare qualcuno a fare sesso è come dare a qualcuno un regalo speciale.
2. Prendono il piacere nel dare piacere al loro partner.
3. Amano il sesso e lo vedono come una cosa divertente da fare, come un gioco.
4. Si lasciano facilmente attrarre da partner con le stesse aspirazioni.
5. Abbracciano a pieno la loro sessualità e non sono imbarazzati da essa ed è un qualcosa che ti trasmettono quando sei con loro anche riguardo alla tua sessualità.
6. Si accettano per come sono, si sentono bene col proprio corpo a prescindere da come vivono gli standard di bellezza della società.
7. Si vedono come portatori di abbondanza sessuale, alcuni sanno anche motivare questo aspetto perché sentono di poter donare un piacere enorme ai loro partner
8. Godono della varietà di avere rapporti sessuali con più partner.
9. Tutto è al 100% consensuale, nessuno viene costretto a fare qualcosa che non voglia.
10. Sono dannatamente felici della loro vita.
Nei primi minuti di conversazione con qualcuno di appena conosciuto, queste persone possono esprimere i loto intenti sessuali. Considerando il sesso come un regalo che si può offrire e condividere con gli altri, questo induce gli altri a porsi nella stessa forma mentale. Quindi non trasmettono segnali inquietanti perché non stanno cercando di prendere niente a nessuno.
Inoltre queste persone non sono sempre propense ad etichettare le proprie esperienze. Non utilizzano la poligamia per fare scalpore. Alcuni hanno inventato il proprio modo per definirsi, altri semplicemente preferiscono non farlo. Essi consentono alla propria vita sessuale di fluire dinamicamente invece di cercare di forzare le proprie esperienze in un particolare modello. Questo è stato particolarmente illuminante per me, perché è faticoso cercare continuamente valide definizioni per quello che faccio. Ora so che è stupido persino provarci.
Qual'è il vostro atteggiamento nei confronti del sesso?
Non lo vedete come un regalo divertente da condividere con qualcuno?
Oppure segretamente pensate di stare facendo qualcosa di sbagliato chiedendo qualcosa che non meritate?
Uscire con queste persone nelle ultime due settimane è stato illuminante. Il solo fatto che sono loro stessi e mi hanno invitato nel loro mondo, mi ha aiutato a liberarmi di anni di bagaglio mentale. La maggior parte di ciò che ho osservato lo avevo già capito, almeno in parte. Ma essere circondato da persone che veramente lo vivono mi ha aiutato a dire "capito" ad un livello molto più profondo. E' facile dire che il sesso è un dono. Un'altra cosa è interiorizzare questa convinzione al punto che, incontrando qualcuno di nuovo, si sia in grado di esternare il proprio desiderio di avere un rapporto sessuale con lui entro i primi cinque minuti di conversazione e, coerentemente, ottenere una deliziosa risposta positiva e quasi anticipata.
Pensi di aver avuto un corpo in grado di desiderare e fare sesso per un errore cosmico? Il tuo desiderio sessuale fa venire voglia di condividerlo con altri esseri umani. Si può negare questo piacere oppure goderne. Quale percorso sarà il più gradevole? Cerchiamo di essere onesti. Se foste portati via fino ad una terra fantastica, dove si possa fare assolutamente tutto quello che si vuole e nessuno mai ne saprà niente, cosa fareste? Quali fantasie sessuali mettereste in atto?
Ora, quali di questi desideri si possono sperimentare nella vita reale avendo a disposizione un partner consensuale?
E se fosse possibile godere dell'assoluta libertà da qualsiasi giudizio, senza sensi di colpa e facendo sesso con tutti i partner che desiderate?
E se questi partner fossero soddisfatti e molto felici di questa esperienza?
E' veramente una cosa così orrenda questa da introdurre nella vostra realtà?
Ora vi rendete conto di quanto sia fattibile?
Siamo sicuramente in grado di condividere questo tipo di legame con l'altro. Non ci resta che scaricare tutte le zavorre mentali che abbiamo utilizzato per convincere noi stessi che questa cosa non sarebbe mai potuta succedere a noi. La verità più brutale poi è che molte persone hanno già scaricato queste zavorre e stanno solo aspettando che voi facciate lo stesso. La gente è disposta a fare del fantastico sesso con voi, ma le vostre convinzioni limitanti trasmettono una serie di vibrazioni che la mette in fuga. Tali vibrazioni riproducono indegnità, scarsezza di pensiero e giudizio negativo nei confronti delle persone che godono di libertà sessuale. Se siete veramente bloccati, non potete neanche vederle queste persone reali se non come dei personaggi di fantasia. Ma vi assicuro, sono reali... e sono spettacolari. ;)
Abbiamo represso e demonizzato per troppo tempo i nostri desideri sessuali. Ma quei desideri se sono li ci sono per un motivo. Se li perseguite consapevolmente, ci mettono in comunicazione con gli altri, ci fanno felici e fanno anche perpetuare la nostra specie.
Che cosa succederebbe se decidessimo di smettere di combattere e non fare più resistenza ai nostri desideri sessuali?
Che cosa accadrebbe se noi ci accettassimo semplicemente in qualità di esseri sessuali?
Vi rendete conto che ci sono possibili partner ovunque?
Ma è difficile che entrino a far parte della vostra realtà se ci sono desideri limitanti che li tengono lontani. Se foste in grado di sintonizzarvi su un canale che trasmetta abbondanza sessuale, si potrebbe uscire stasera, trovare qualcuno compatibile ai propri gusti e fare del buon sesso insieme. La gente fa questo tutto il tempo. Si può cercare di fare progressi a riguardo studiando modelli di comportamento di persone che sono in grado di farlo, ma ciò che veramente serve è un cambiamento vibrazionale nel vostro modo d'essere. Avete solo bisogno di scaricare le vostre credenze limitanti che vi dicono che il sesso è qualcosa di sporco, egoista, indegno. Se si riesce a fare questo passo, i comportamenti discordanti svaniranno per proprio conto.
Sono rimasto stupito dei massicci cambiamenti che sono intervenuti nella mia realtà nelle scorse settimane a causa dei cambiamenti nei miei pensieri e nelle mie credenze. Inizialmente la gente ha reagito alla mia scelta di esplorare la poliamoria trovando questo folle. Ma indipendentemente da come la gente ha reagito, ero già al passo col cambiamento e sapevo che non sarei tornato indietro. Avevo bruciato le navi dietro di me prima ancora di postare un annuncio, il 31 Dicembre. In pochi giorni un vortice di cambiamenti ha cominciato a prendere vita. A volte mi sono sentito come se Erin ed io ci trovassimo nel mezzo di un forte tornado. Durante la prima settimana di gennaio delle lampadine sono bruciate in casa nostra (comprese quelle con 7 anni di garanzia che erano li da pochi mesi!). Si è anche fuso un interruttore e la nostra macchina ha forato. Abbiamo avuto precedenti esperienze come questa, dove significativi cambiamenti nella nostra vita si sono manifestati con fatti fisici nella nostra casa.
Ci ha raggiunto un fiume di consigli e di risorse. Sono apparsi nuovi amici. Gente poliamorica di Las Vegas è venuta a trovarci per fare amicizia con noi. Nuove possibilità di relazione hanno cominciato a bollire e gradualmente si stanno fondendo. Nel mio passato mi è capitato di vivere cambiamenti della mia vita anche abbastanza importanti, ma nessuno rapido ed esplosivo come questo. Mi piacerebbe guardare indietro ogni settimana per farmi un'idea di come molte cose sono cambiate. Non riesco nemmeno a ricordare di quando ho avuto l'ultimo momento di calma assoluta. Credo intorno a Natale.
Oggi mi sento molto diverso sulle relazioni, sul sesso e la vita in generale. Da quell'annuncio sono passati appena 30 giorni. Il panorama sociale che sto vivendo è assolutamente, completamente differente da quello che lo ha preceduto. Amo i cambiamenti che si sono verificati e sono incredibilmente contento di questo nuovo stile di vita. Ci vuole tempo per abituarsi però. Mi sento come se qualcuno avesse potenziato il mio carattere senza che lo avessi richiesto. Quando mi guardo intorno il mio universo è quasi irriconoscibile, eppure è ancora esattamente come dovrebbe essere. Una cosa è chiara. Non posso tornare al mio precedente livello di pensiero.
Forse il modo più consapevole per esplorare la propria sessualità è smettere di corrompere il sesso cercando di trasformarlo in qualcos'altro. E' tempo di rispedire indietro il bagaglio emotivo e sociale che vi abbiamo collegato.
Il sesso non è una relazione. Non è un peccato. Non è una prestazione. Non è neanche una bestemmia.
Il sesso è semplicemtene un'esperienza.
Prendetevi un momento per decidere se il sesso è un'esperienza che vi piacerebbe fare oppure no, e se si in che modo vi piacerebbe viverla. Entrate in sintonia con ciò che desiderate veramente. Poi lavorate sull'analizzare ogni cosa che sia in sintonia coi vostri desideri.
S. Pavlina
Io ho spiegato loro che il mio primo interesse nella poliamoria aveva a che fare con la condivisione di una intimità emotiva, non di una intimità fisica. Questa resta la mia verità.
Tuttavia, più tardi, mi sono reso conto che c'era un presupposto nascosto dietro i commenti che le persone mi stavano rivolgendo. Avrei voluto capirlo prima ma invece lo capii solo poco tempo dopo.
Improvvisamente me ne resi conto e mi dissi "Aspetta un attimo. E se il sesso fosse stata davvero la mia principale motivazione per diventare poliamorico? Che cosa succederebbe se così fosse? Quale sarebbe il problema a riguardo?".
Il presupposto nascosco è che godersi il sesso con più partner consenzienti in qualche modo è sbagliato.
Io non sono d'accordo con questo modo di vedere le cose, ma analizziamo la questione più in dettaglio.
Che male c'è a fare sesso?
C'è qualcosa di sbagliato in due persone che si vedono solo per fare sesso, per divertimento, senza avere prima un coinvolgimento emotivo (assumendo che venga praticato sesso sicuro naturalmente)?
L'educazione che ho ricevuto mi porta a credere che la risposta a questa domanda è "si", c'è qualcosa che non va.
Quando ero studente del secondo anno di liceo ho dovuto scrivere un articolo per la scuola sul perché il sesso prima del matrimonio fosse sbagliato. Ho inghiottito e rigurgitato quanto mi serviva per prendere una A. Ho privatamente avuto dubbi riguardo a ciò che mi veniva insegnato. E, naturalmente, non l'ho seguito e ho fatto sesso prima del matrimonio, cosa che si è rivelata essere molto divertente, senza sensi di colpa o rimorso.
Se guardo indietro credo che avrei preferito ottenere una F a quel compito divertendomi di più. :)
Oggi non ci vedo proprio nulla di sbagliato nel fare sesso solo per divertimento, fintanto che è praticato in maniera sicura e consensuale. Credo che coloro che ritengono che il sesso sia sbagliato, sporco, immorale siano terribilmente repressi. Non ho mai incontrato una persona veramente felice che desse questo giudizio sul sesso. Forse se lo facessero più spesso non sarebbero neanche così scontrose.
Quali sono i prerequisiti al sesso?
Un partner disponibile è tutto quanto vi possa servire. Se avete un partner disponibile è possibile avere rapporti sessuali. Grande scienza, eh? Giusto per essere chiari, precisiamo anche che il vostro corpo e il corpo del vostro partner debbano essere fisicamente in grado di avere un rapporto sessuale, per completezza. Non c'è altro. Tutte le altre regole, vincoli, requisiti derivano solo da condizionamenti sociali e quindi sono inutili.
Non è necessario essere sposati o impegnati in una relazione.
Non è necessario che vi siate già visti a lungo prima.
Non è necessario essere innamorati.
Non hai bisogno di un partner di sesso opposto.
Non c'è bisogno di essere esclusiva del partner.
Non c'è bisogno che il partner sia vostra esclusiva.
Non c'è bisogno di conoscere tecniche particolari.
Tutto ciò che serve è il consenso.
Tecnicamente parlando anche il consenso del vostro partner è un prerequisito socialmente condizionato, ma penso che sia corretto mantenerlo. L'alternativa è illegale, immorale e dannosa. Sicuramente si può fare sesso piacevole senza ricorrere allo stupro. Anche attuare le vostre fantasie di stupro, in chiave kinky, può ancora essere atto totalmente consensuale.
Avete per caso altre regole nella testa riguardo a ciò che sia necessario per voi oltre agli elementi più elementari?
Di quali norme si tratta?
Siete felici dei risultati che stanno producendo?
Queste regole vi mettono in grado di ottenere felicità da una esperienza sessuale desiderata?
O sono di intralcio e blocco?
Vi rendete conto di poter scegliere esattamente quali regole seguire e quali non seguire?
Non sto dicendo che è necessario abbassare i proprio standard al minimo assoluto. Sto semplicemente suggerendo di dare uno sguardo consapevole alle vostre attuali regole e ai prerequisiti che ponete per fare sesso e comprendere se vi stanno aiutando o vi stanno facendo del male. Personalente ho standard molto elevati per quando voglio o meno avere rapporti sessuali. Queste regole sono quelle che mi sono scelto perché mi rendono felice. Non bisogna mantenere gli standard però quando questi non ci appartengono, quando li hanno creati gli altri e ce li hanno appioppati dicendoci che erano corretti. Lasciate andare le regole sessuali inutili che non vi servono. Siete voi a decidere cosa è veramente importante per voi, scaricate il resto.
Se dovessi identificare il mio requisito numero uno per fare sesso con qualcuno lo identificherei nell'avere con questa persona una buona connessione energetica. Si sente la sua energia aperta, amorevole e positiva? Voglio condividere la mia energia con lei? Mi sembra che l'esperienza sia liberatoria o edificante? Lei è capace sia di dare che di ricevere? Nella maggior parte dei casi questo legame deriva da una sincera amicizia. Ma è del tutto possibile godere di questo legame anche con qualcuno appena incontrato.
La vostra esperienza personale riguardo alla sessualità dipende dalla consapevolezza con cui la vivete. Se i vostri pensieri sono radicati nella paura e nella penuria, essi si rifletteranno nella vostra vita sessuale. Se i vostri pensieri sono concentrati su amore e abbondanza, la vostra vita sessuale rifletterà questi elementi.
Ho passato molto tempo questo mese a Las Vegas con gente poliamorica. A queste persone piace avere spesso rapporti sessuali con diversi partner. Ho trovato assolutamente affascinante il poter imparare da loro. Un colloquio è durato quasi otto ore senza pausa, dalle 8.30 alle 4.15 di notte e il tempo è volato per quanto ero affascinato. Ho lasciato il loro albergo così eccitato che ho trovato difficoltà ad addormentarmi. Vi riporto gli elementi più comuni che ho riscontrato in loro:
1. Essi credono che il sesso è un fatto legato al dare, invitare qualcuno a fare sesso è come dare a qualcuno un regalo speciale.
2. Prendono il piacere nel dare piacere al loro partner.
3. Amano il sesso e lo vedono come una cosa divertente da fare, come un gioco.
4. Si lasciano facilmente attrarre da partner con le stesse aspirazioni.
5. Abbracciano a pieno la loro sessualità e non sono imbarazzati da essa ed è un qualcosa che ti trasmettono quando sei con loro anche riguardo alla tua sessualità.
6. Si accettano per come sono, si sentono bene col proprio corpo a prescindere da come vivono gli standard di bellezza della società.
7. Si vedono come portatori di abbondanza sessuale, alcuni sanno anche motivare questo aspetto perché sentono di poter donare un piacere enorme ai loro partner
8. Godono della varietà di avere rapporti sessuali con più partner.
9. Tutto è al 100% consensuale, nessuno viene costretto a fare qualcosa che non voglia.
10. Sono dannatamente felici della loro vita.
Nei primi minuti di conversazione con qualcuno di appena conosciuto, queste persone possono esprimere i loto intenti sessuali. Considerando il sesso come un regalo che si può offrire e condividere con gli altri, questo induce gli altri a porsi nella stessa forma mentale. Quindi non trasmettono segnali inquietanti perché non stanno cercando di prendere niente a nessuno.
Inoltre queste persone non sono sempre propense ad etichettare le proprie esperienze. Non utilizzano la poligamia per fare scalpore. Alcuni hanno inventato il proprio modo per definirsi, altri semplicemente preferiscono non farlo. Essi consentono alla propria vita sessuale di fluire dinamicamente invece di cercare di forzare le proprie esperienze in un particolare modello. Questo è stato particolarmente illuminante per me, perché è faticoso cercare continuamente valide definizioni per quello che faccio. Ora so che è stupido persino provarci.
Qual'è il vostro atteggiamento nei confronti del sesso?
Non lo vedete come un regalo divertente da condividere con qualcuno?
Oppure segretamente pensate di stare facendo qualcosa di sbagliato chiedendo qualcosa che non meritate?
Uscire con queste persone nelle ultime due settimane è stato illuminante. Il solo fatto che sono loro stessi e mi hanno invitato nel loro mondo, mi ha aiutato a liberarmi di anni di bagaglio mentale. La maggior parte di ciò che ho osservato lo avevo già capito, almeno in parte. Ma essere circondato da persone che veramente lo vivono mi ha aiutato a dire "capito" ad un livello molto più profondo. E' facile dire che il sesso è un dono. Un'altra cosa è interiorizzare questa convinzione al punto che, incontrando qualcuno di nuovo, si sia in grado di esternare il proprio desiderio di avere un rapporto sessuale con lui entro i primi cinque minuti di conversazione e, coerentemente, ottenere una deliziosa risposta positiva e quasi anticipata.
Pensi di aver avuto un corpo in grado di desiderare e fare sesso per un errore cosmico? Il tuo desiderio sessuale fa venire voglia di condividerlo con altri esseri umani. Si può negare questo piacere oppure goderne. Quale percorso sarà il più gradevole? Cerchiamo di essere onesti. Se foste portati via fino ad una terra fantastica, dove si possa fare assolutamente tutto quello che si vuole e nessuno mai ne saprà niente, cosa fareste? Quali fantasie sessuali mettereste in atto?
Ora, quali di questi desideri si possono sperimentare nella vita reale avendo a disposizione un partner consensuale?
E se fosse possibile godere dell'assoluta libertà da qualsiasi giudizio, senza sensi di colpa e facendo sesso con tutti i partner che desiderate?
E se questi partner fossero soddisfatti e molto felici di questa esperienza?
E' veramente una cosa così orrenda questa da introdurre nella vostra realtà?
Ora vi rendete conto di quanto sia fattibile?
Siamo sicuramente in grado di condividere questo tipo di legame con l'altro. Non ci resta che scaricare tutte le zavorre mentali che abbiamo utilizzato per convincere noi stessi che questa cosa non sarebbe mai potuta succedere a noi. La verità più brutale poi è che molte persone hanno già scaricato queste zavorre e stanno solo aspettando che voi facciate lo stesso. La gente è disposta a fare del fantastico sesso con voi, ma le vostre convinzioni limitanti trasmettono una serie di vibrazioni che la mette in fuga. Tali vibrazioni riproducono indegnità, scarsezza di pensiero e giudizio negativo nei confronti delle persone che godono di libertà sessuale. Se siete veramente bloccati, non potete neanche vederle queste persone reali se non come dei personaggi di fantasia. Ma vi assicuro, sono reali... e sono spettacolari. ;)
Abbiamo represso e demonizzato per troppo tempo i nostri desideri sessuali. Ma quei desideri se sono li ci sono per un motivo. Se li perseguite consapevolmente, ci mettono in comunicazione con gli altri, ci fanno felici e fanno anche perpetuare la nostra specie.
Che cosa succederebbe se decidessimo di smettere di combattere e non fare più resistenza ai nostri desideri sessuali?
Che cosa accadrebbe se noi ci accettassimo semplicemente in qualità di esseri sessuali?
Vi rendete conto che ci sono possibili partner ovunque?
Ma è difficile che entrino a far parte della vostra realtà se ci sono desideri limitanti che li tengono lontani. Se foste in grado di sintonizzarvi su un canale che trasmetta abbondanza sessuale, si potrebbe uscire stasera, trovare qualcuno compatibile ai propri gusti e fare del buon sesso insieme. La gente fa questo tutto il tempo. Si può cercare di fare progressi a riguardo studiando modelli di comportamento di persone che sono in grado di farlo, ma ciò che veramente serve è un cambiamento vibrazionale nel vostro modo d'essere. Avete solo bisogno di scaricare le vostre credenze limitanti che vi dicono che il sesso è qualcosa di sporco, egoista, indegno. Se si riesce a fare questo passo, i comportamenti discordanti svaniranno per proprio conto.
Sono rimasto stupito dei massicci cambiamenti che sono intervenuti nella mia realtà nelle scorse settimane a causa dei cambiamenti nei miei pensieri e nelle mie credenze. Inizialmente la gente ha reagito alla mia scelta di esplorare la poliamoria trovando questo folle. Ma indipendentemente da come la gente ha reagito, ero già al passo col cambiamento e sapevo che non sarei tornato indietro. Avevo bruciato le navi dietro di me prima ancora di postare un annuncio, il 31 Dicembre. In pochi giorni un vortice di cambiamenti ha cominciato a prendere vita. A volte mi sono sentito come se Erin ed io ci trovassimo nel mezzo di un forte tornado. Durante la prima settimana di gennaio delle lampadine sono bruciate in casa nostra (comprese quelle con 7 anni di garanzia che erano li da pochi mesi!). Si è anche fuso un interruttore e la nostra macchina ha forato. Abbiamo avuto precedenti esperienze come questa, dove significativi cambiamenti nella nostra vita si sono manifestati con fatti fisici nella nostra casa.
Ci ha raggiunto un fiume di consigli e di risorse. Sono apparsi nuovi amici. Gente poliamorica di Las Vegas è venuta a trovarci per fare amicizia con noi. Nuove possibilità di relazione hanno cominciato a bollire e gradualmente si stanno fondendo. Nel mio passato mi è capitato di vivere cambiamenti della mia vita anche abbastanza importanti, ma nessuno rapido ed esplosivo come questo. Mi piacerebbe guardare indietro ogni settimana per farmi un'idea di come molte cose sono cambiate. Non riesco nemmeno a ricordare di quando ho avuto l'ultimo momento di calma assoluta. Credo intorno a Natale.
Oggi mi sento molto diverso sulle relazioni, sul sesso e la vita in generale. Da quell'annuncio sono passati appena 30 giorni. Il panorama sociale che sto vivendo è assolutamente, completamente differente da quello che lo ha preceduto. Amo i cambiamenti che si sono verificati e sono incredibilmente contento di questo nuovo stile di vita. Ci vuole tempo per abituarsi però. Mi sento come se qualcuno avesse potenziato il mio carattere senza che lo avessi richiesto. Quando mi guardo intorno il mio universo è quasi irriconoscibile, eppure è ancora esattamente come dovrebbe essere. Una cosa è chiara. Non posso tornare al mio precedente livello di pensiero.
Forse il modo più consapevole per esplorare la propria sessualità è smettere di corrompere il sesso cercando di trasformarlo in qualcos'altro. E' tempo di rispedire indietro il bagaglio emotivo e sociale che vi abbiamo collegato.
Il sesso non è una relazione. Non è un peccato. Non è una prestazione. Non è neanche una bestemmia.
Il sesso è semplicemtene un'esperienza.
Prendetevi un momento per decidere se il sesso è un'esperienza che vi piacerebbe fare oppure no, e se si in che modo vi piacerebbe viverla. Entrate in sintonia con ciò che desiderate veramente. Poi lavorate sull'analizzare ogni cosa che sia in sintonia coi vostri desideri.
S. Pavlina
sabato 25 febbraio 2012
Pansessualità e Amore
La nostra naturale spinta sessuale può essere indirizzata verso infinite ed a volte anche incredibili manifestazioni. Il sesso è bellissimo se viene praticato con Amore verso gli Altri, verso la Natura e verso sé stessi.
Quando si parla in modo scientifico di sesso dev'essere chiaro che non si parla di Amore, Affetto o Sentimenti che possono rendere il rapporto sessuale un'esperienza eccelsa, eccezionale e anche mistica.
Quando si parla di Pansessualità non vuol dire che bisogna mettere in pratica tutti i comportamenti sessuali, ma che in principio l'essere umano ha la possibilità di sperimentare di tutto e di più.
E' quindi bene conoscere sé stessi (il famoso conosci Te stesso) e sapere quali spinte possono capitare, anche all'improvviso, a tutti noi. Direi quindi non solo “Conosci Te Stesso”, ma anche: “CONOSCI IL SESSO!”
La maggior parte delle azioni sessuali non dipende dall'amore, dall'affetto o dai sentimenti, ma dalla spinta naturale che possiamo osservare anche nel mondo animale e vegetale.
Con questo non voglio dire che gli animali non posseggano sentimenti, anzi... esistono specie di animali che formano coppie fedeli per la vita e che conoscono il lutto alla morte del o dei partner. Le ricerche degli ultimi anni hanno segnalato sentimenti o comunque sensibilità anche negli alberi, nelle piante, nella natura tutta.
Torniamo al sesso.
La masturbazione, per esempio, è un atto del tutto naturale e se non fatto in modo esagerato anche molto sano per corpo e spirito, sebbene certe religioni la considerano peccato.
La scienza, la medicina e la psicologia di oggi considerano questo un peccato ridicolo.
La eiaculatio può avvenire anche spontaneamente, durante il sonno con o senza bellissimi sogni.
Volente o nolente dobbiamo accettare questi avvenimenti originati dalla spinta naturale.
Ritengo necessaria una efficace educazione sessuale per i giovani anche questa ancora troppo osteggiata da tante religioni. Bisogna istruire le bambine e i bambini sul sesso, anche per prevenire in loro dubbi, fobie ed eventuali eccessi dannosi.
I condizionamenti sessuali del bambino iniziano già dalla nascita, fiocco rosa, fiocco azzurro, i maschi non devono piangere e solo le bambine possono giocare con le bambole,etc.
Tutto questo produce in genere condizionamenti fortemente incisivi e talvolta traumatizzanti sugli esserini in crescita.
E anche qui tiro in ballo le religioni citando una frase del filosofo francese Michel Onfray, che dice: “Penso che il sesso triste sia un prodotto del cristianesimo, come lo sono del resto De Sade e Bataille.”
Il Cristo inchiodato sadicamente alla croce sarebbe da spiegare psico-analiticamente. Non sarebbe tempo di dire che nessuno più deve soffrire per noi per espiare certi nostri inesistenti peccati.
Non è mia abitudine fare le citazioni, ma questa ci voleva.
Il sesso non è peccato, è peccato solo se viene fatto male e a danno di altre persone.
Lo stupro per esempio è un grave danno, come la pedofilia ora ufficialmente condannata dal Papa... , mentre lui e i suoi predecessori avevano messo il segreto sulle malefatte dei loro sottoposti promuovendo di fatto un plurifavoreggiamento della pedofilia.
Sembra che nessun prelato abbia mai protestato contro questo provvedimento.
La repressione sessuale nell'ambito del clero stesso e l'ipocrisìa nel non voler affrontare apertamente i problemi collegati hanno avuto e producono tuttora gravi traumi in molte popolazioni.
E' stato falsificato il concetto di NATURA.
Mi preoccupa la credulità della gente che continua ad affidare la prole a persone così represse. Il famoso “che i bambini vengano a me” non mi suona proprio bene.
Parliamo un attimo anche dell'autolesionismo che in certi casi, attraverso impiccagione, asfissìa o torture può arrivare a conseguenze gravi o addirittura a morte.
L'assunzione di droghe o alcolici viene talvolta usata per superare certe fobie spesso prodotte dal proibizionismo, per alleviare i sensi di colpa e l'insicurezza. E' secondo il mio parere pericolosa e spesso controproducente.
I “pronto soccorso” degli ospedali conoscono casi di oggetti strani e bottiglie rotte da estrarre, ma è superfluo dilungare su questi fatti shoccanti.
Anche gli animali tante volte diventano oggetto della spinta sessuale umana, come capita anche viceversa... cagnolini, serpenti, mosche, pecore, galline, formiche e … addirittura cavalli.
Sulla Pansessualità degli animali ho già fatto un breve studio e una conferenza proprio qui al palazzo baronale. Il testo si può trovare sul mio sito http://digilander.libero.it/pansexuality , è in italiano.
Poi ci sono le piante e i frutti, la zucca col buco riscaldata al sole, poi zucchine, cetrioli, banane, legni, il miele, la marmellata, l'olio, etcetera, etcetera, inoltre naturalmente, saliva, urina, feci e frustini per chi ha gusti sopraffini, non dimenticando tutti gli attrezzi che si possono trovare nei sexshop.
Naturalmente, dico NA-TU-RAL-MENTE si gioca molto con la fantasia.
Oggi gioca un ruolo molto importante il sesso virtuale, oggetto di studio di numerosi sessuologi.
Cito da Guattari-Deleuze:” A noi sembra che non ci siano solo due sessi, ma tanti sessi quanti sono gli esseri umani.”
Un dato che ho trovato sul sito della Federazione Europea di Sessuologia dice che il 40% delle coppie sposate sta insieme senza far sesso. Vuol dire che una buona parte di questo 40% fa altre cose.
Le coppie nelle quali un partner o ambedue sono infedeli regolarmente o occasionalmente sono numerosissime.
Peter Boom
Quando si parla in modo scientifico di sesso dev'essere chiaro che non si parla di Amore, Affetto o Sentimenti che possono rendere il rapporto sessuale un'esperienza eccelsa, eccezionale e anche mistica.
Quando si parla di Pansessualità non vuol dire che bisogna mettere in pratica tutti i comportamenti sessuali, ma che in principio l'essere umano ha la possibilità di sperimentare di tutto e di più.
E' quindi bene conoscere sé stessi (il famoso conosci Te stesso) e sapere quali spinte possono capitare, anche all'improvviso, a tutti noi. Direi quindi non solo “Conosci Te Stesso”, ma anche: “CONOSCI IL SESSO!”
La maggior parte delle azioni sessuali non dipende dall'amore, dall'affetto o dai sentimenti, ma dalla spinta naturale che possiamo osservare anche nel mondo animale e vegetale.
Con questo non voglio dire che gli animali non posseggano sentimenti, anzi... esistono specie di animali che formano coppie fedeli per la vita e che conoscono il lutto alla morte del o dei partner. Le ricerche degli ultimi anni hanno segnalato sentimenti o comunque sensibilità anche negli alberi, nelle piante, nella natura tutta.
Torniamo al sesso.
La masturbazione, per esempio, è un atto del tutto naturale e se non fatto in modo esagerato anche molto sano per corpo e spirito, sebbene certe religioni la considerano peccato.
La scienza, la medicina e la psicologia di oggi considerano questo un peccato ridicolo.
La eiaculatio può avvenire anche spontaneamente, durante il sonno con o senza bellissimi sogni.
Volente o nolente dobbiamo accettare questi avvenimenti originati dalla spinta naturale.
Ritengo necessaria una efficace educazione sessuale per i giovani anche questa ancora troppo osteggiata da tante religioni. Bisogna istruire le bambine e i bambini sul sesso, anche per prevenire in loro dubbi, fobie ed eventuali eccessi dannosi.
I condizionamenti sessuali del bambino iniziano già dalla nascita, fiocco rosa, fiocco azzurro, i maschi non devono piangere e solo le bambine possono giocare con le bambole,etc.
Tutto questo produce in genere condizionamenti fortemente incisivi e talvolta traumatizzanti sugli esserini in crescita.
E anche qui tiro in ballo le religioni citando una frase del filosofo francese Michel Onfray, che dice: “Penso che il sesso triste sia un prodotto del cristianesimo, come lo sono del resto De Sade e Bataille.”
Il Cristo inchiodato sadicamente alla croce sarebbe da spiegare psico-analiticamente. Non sarebbe tempo di dire che nessuno più deve soffrire per noi per espiare certi nostri inesistenti peccati.
Non è mia abitudine fare le citazioni, ma questa ci voleva.
Il sesso non è peccato, è peccato solo se viene fatto male e a danno di altre persone.
Lo stupro per esempio è un grave danno, come la pedofilia ora ufficialmente condannata dal Papa... , mentre lui e i suoi predecessori avevano messo il segreto sulle malefatte dei loro sottoposti promuovendo di fatto un plurifavoreggiamento della pedofilia.
Sembra che nessun prelato abbia mai protestato contro questo provvedimento.
La repressione sessuale nell'ambito del clero stesso e l'ipocrisìa nel non voler affrontare apertamente i problemi collegati hanno avuto e producono tuttora gravi traumi in molte popolazioni.
E' stato falsificato il concetto di NATURA.
Mi preoccupa la credulità della gente che continua ad affidare la prole a persone così represse. Il famoso “che i bambini vengano a me” non mi suona proprio bene.
Parliamo un attimo anche dell'autolesionismo che in certi casi, attraverso impiccagione, asfissìa o torture può arrivare a conseguenze gravi o addirittura a morte.
L'assunzione di droghe o alcolici viene talvolta usata per superare certe fobie spesso prodotte dal proibizionismo, per alleviare i sensi di colpa e l'insicurezza. E' secondo il mio parere pericolosa e spesso controproducente.
I “pronto soccorso” degli ospedali conoscono casi di oggetti strani e bottiglie rotte da estrarre, ma è superfluo dilungare su questi fatti shoccanti.
Anche gli animali tante volte diventano oggetto della spinta sessuale umana, come capita anche viceversa... cagnolini, serpenti, mosche, pecore, galline, formiche e … addirittura cavalli.
Sulla Pansessualità degli animali ho già fatto un breve studio e una conferenza proprio qui al palazzo baronale. Il testo si può trovare sul mio sito http://digilander.libero.it/pansexuality , è in italiano.
Poi ci sono le piante e i frutti, la zucca col buco riscaldata al sole, poi zucchine, cetrioli, banane, legni, il miele, la marmellata, l'olio, etcetera, etcetera, inoltre naturalmente, saliva, urina, feci e frustini per chi ha gusti sopraffini, non dimenticando tutti gli attrezzi che si possono trovare nei sexshop.
Naturalmente, dico NA-TU-RAL-MENTE si gioca molto con la fantasia.
Oggi gioca un ruolo molto importante il sesso virtuale, oggetto di studio di numerosi sessuologi.
Cito da Guattari-Deleuze:” A noi sembra che non ci siano solo due sessi, ma tanti sessi quanti sono gli esseri umani.”
Un dato che ho trovato sul sito della Federazione Europea di Sessuologia dice che il 40% delle coppie sposate sta insieme senza far sesso. Vuol dire che una buona parte di questo 40% fa altre cose.
Le coppie nelle quali un partner o ambedue sono infedeli regolarmente o occasionalmente sono numerosissime.
Peter Boom
Etichette:
amore,
pansessualità,
Peter Boom,
sesso
venerdì 24 febbraio 2012
Sesso e Magia
In questo articolo vorrei affrontare la questione del sesso e della magia. Sono consapevole di quanto questo argomento sia abusato. Si tratta di una delle più antiche discipline dell'occultismo e praticamente ogni tradizione magica ne ha tracce da qualche parte. Eppure è stata considerata da sempre come la disciplina più intima e segreta. Streghe, Shamani, Runisti, Yogi e Maghi di tutti i tipi si sono ritrovati ad affrontarla in un modo o nell'altro per costruire, rafforzare, dirigere e utilizzare questa potente energia come fantastico strumento magico. Per quanto limitatamente cercherò di darvi in proposito alcune idee imparziali.
Nessuna disciplina magica ha attirato tanta disinformazione come ha fatto la magia sessuale. Non c'è nulla di più antico, potente, frainteso come la magia sessuale. Si, il mercato del Tantra è in piena espansione, come una visita a qualsiasi libreria sull'occulto vi confermerà. Eppure introduzioni ben fatte alla magia sessuale non ne esistono. Abbonda invece la sezione limitata del sessismo maschile.
Una delle ragioni è che l'approccio generale verso la sesualità e le donne è ostracizzata da una visione giudeo-cristiana. Anche rivoluzionari come Aleister Crowley hanno fatto molto poco per migliorare la situazione. Louis Culling ebbe il coraggio di dire al suo tempo (1971), che una donna frigida è un maggiore conduttore nella pratica della magia sessuale che, si badi bene, una donna più "aggressiva".
Non c'è da stupirsi che non ci siano che poche donne attratte! Bisogna sapere precisamente cosa si intende ottenere nella magia e nel sapere accettare che essa possa rivelarsi in strani modi. Fare qualche ricerca spirituale e chiarire i vostri motivi può essere molto utile.
Per quanto riguarda la letteratura su questo argomento qualche speranza c'è. Il mio amico tedesco Fra.: U.D. ha scritto un completo, pragmatico libro sulla magia sessuale. Il titolo è "Secrets of the German Sex Magicians" (Llewellyn). Batte tutto ciò che sia stato pubblicato fino a questo momento.
Ora vorrei sottolineare che la magia è una scienza pratica. La semplice lettura su di essa o andare ad un workshop non vi porterà da nessuna parte.
La moltitudine di espressioni sessuali è altrettanto grande e multiforme del comportamento umano in generale. Qui, come ovunque nel Caos Magico, è importante tenere presente il principio "Se funziona per voi, usatelo!". Ricordate che i praticanti della magia sessuale, uomini e donne, hanno da sempre riconosciuto e scartato condizionamenti sociali e tabù, sicuri di cosa fosse e non fosse il dogma.
Si pratica la magia per liberare se stessi. Se è possibile per qualcuno pensare che ciò sia sacro, possiamo logicamente concludere che anche ciò che ne scaturisce sia sacro.
Espressioni auto-, etero-, omosessuali sono ugualmente validi nella magia sessuale. E' molto importante espandere i propri orizzonti e trovare il giusto partner e il giusto rituale per farlo. Il paradigma del Caos Magico è particolarmente vero in questo ambito: nulla è vero e tutto è permesso!
Il prossimo argomento che voglio affrontare è la pratica autoerotica. Voglio dire questo forte e chiaro: senza la pratica autoerotica è impossibile ottenere qualcosa nella magia sessuale.
L'autoerotismo è di fondamentale importanza perché è una pratica ideale e campo di sperimentazione. E' una potente tecnica in sé e ci rende indipendenti dal partner. Soprattutto all'inizio consente di esplorare, prolungare e amplificare stati di trance orgasmica. Per questa stessa ragione è possibile praticare la magia sessuale efficacemente con un partner che non ne sa nulla, ma lavorare con un partner già di per sé allenato è sempre molto più efficace. La maggior parte dei dilettanti credono che la magia sessuale sia qualcosa da farsi in un rituale tra partner, ma in realtà la maggior parte delle arti magiche legate al sesso vengono eseguite autoeroticamente.
Per quanto riguarda gli aspetti fisici della formazione sulla magia sessuale la prima cosa da considerare è che il vostro corpo è realmente il "vostro tempio". E per essere lo strumento ultimo e più importante che intendete utilizzare deve essere in condizioni ottimali. Dipendenze fisiche e mentali, sia che si tratti di alcool o stimolanti, sia che si tratti di tabacco, interferiranno con la capacità di svilupparlo come strumento. Non intendo propagare un atteggiamento moralistico su questo o qualsiasi altro argomento, ma la mente, lo spirito e il corpo sono profondamente interlacciati. E più si altera la mente dall'esterno facendo uso di droghe di qualsiasi tipo, più diventa difficile mettere a fuoco la vostra volontà e le reazioni fisiche. Se siete in condizioni non ottimali, si ottengono risultati non ottimali. Qui, come in tutta la magia, i confini sono labili. Un buon allenamento alla pratica magica permetterà di migliorare notevolmente la vostra magia sessuale e viceversa.
Molti esercizi fisici di magia sessuale derivano dal Tantra Yoga. L'unico punto di disaccordo sembra essere il modo in cui viene utilizzato l'orgasmo. A riguardo, i "tradizionali" autori Tantra sembrano aggrapparsi all'idea che c'è una quantità limitata di spermatozoi che gli gli uomini hanno a disposizione. Pertanto questa preziosa sostanza è attentamente sorvegliata, trattenuta e riassimilata una volta usata. La magia occidentale non condivide questa convinzione. Il suo approccio è piuttosto: più spendi, più ottieni! Questo vale per praticanti di sesso maschile, le donne sono sempre state praticamente inesauribili nella loro capacità orgasmica. In ogni caso la magia sessuale tende ad essere più concreta del Tantra che invece ha un approccio maggiormanete trascendentale.
Il desiderio di trascendenza sembra essere intrinseco nella natura del comportamento umano. Ma i praticanti della magia sessuale sanno anche di dover gestire il "mondo reale", la nostra realtà fisica, prima, solo poi passare eventualmente ad obiettivi più elevati.
Un buon manuale per la preparazione fisica e la formazione è "Stalking the Orgasm Wild" di Christopher Scott Kilham. Esso usa un approccio corretto in quando non solo riporta esercizi di yoga eccellenti ma da anche alcune ottime indicazioni in materia di nutrizione e afrodisiaci. Seguendo questa linea vi accorgerete che penetrerete presto anche in area attigue del vostro percorso magico. Sarete in forma migliore, più rilassati, concentrati ed equilibrati. La magia è un arte che agisce a livello viscerale, non va affrontata a livello intellettuale. Fidatevi delle vostre esperienze. Sforzatevi di compiere il vostro lavoro magico a partire dalla parte del corpo da dove ha origine tutta la magia: i lombi. Buon divertimento!
Frattalici saluti e risate * Fra.: Apfelmann *
Nessuna disciplina magica ha attirato tanta disinformazione come ha fatto la magia sessuale. Non c'è nulla di più antico, potente, frainteso come la magia sessuale. Si, il mercato del Tantra è in piena espansione, come una visita a qualsiasi libreria sull'occulto vi confermerà. Eppure introduzioni ben fatte alla magia sessuale non ne esistono. Abbonda invece la sezione limitata del sessismo maschile.
Una delle ragioni è che l'approccio generale verso la sesualità e le donne è ostracizzata da una visione giudeo-cristiana. Anche rivoluzionari come Aleister Crowley hanno fatto molto poco per migliorare la situazione. Louis Culling ebbe il coraggio di dire al suo tempo (1971), che una donna frigida è un maggiore conduttore nella pratica della magia sessuale che, si badi bene, una donna più "aggressiva".
Non c'è da stupirsi che non ci siano che poche donne attratte! Bisogna sapere precisamente cosa si intende ottenere nella magia e nel sapere accettare che essa possa rivelarsi in strani modi. Fare qualche ricerca spirituale e chiarire i vostri motivi può essere molto utile.
Per quanto riguarda la letteratura su questo argomento qualche speranza c'è. Il mio amico tedesco Fra.: U.D. ha scritto un completo, pragmatico libro sulla magia sessuale. Il titolo è "Secrets of the German Sex Magicians" (Llewellyn). Batte tutto ciò che sia stato pubblicato fino a questo momento.
Ora vorrei sottolineare che la magia è una scienza pratica. La semplice lettura su di essa o andare ad un workshop non vi porterà da nessuna parte.
La moltitudine di espressioni sessuali è altrettanto grande e multiforme del comportamento umano in generale. Qui, come ovunque nel Caos Magico, è importante tenere presente il principio "Se funziona per voi, usatelo!". Ricordate che i praticanti della magia sessuale, uomini e donne, hanno da sempre riconosciuto e scartato condizionamenti sociali e tabù, sicuri di cosa fosse e non fosse il dogma.
Si pratica la magia per liberare se stessi. Se è possibile per qualcuno pensare che ciò sia sacro, possiamo logicamente concludere che anche ciò che ne scaturisce sia sacro.
Espressioni auto-, etero-, omosessuali sono ugualmente validi nella magia sessuale. E' molto importante espandere i propri orizzonti e trovare il giusto partner e il giusto rituale per farlo. Il paradigma del Caos Magico è particolarmente vero in questo ambito: nulla è vero e tutto è permesso!
Il prossimo argomento che voglio affrontare è la pratica autoerotica. Voglio dire questo forte e chiaro: senza la pratica autoerotica è impossibile ottenere qualcosa nella magia sessuale.
L'autoerotismo è di fondamentale importanza perché è una pratica ideale e campo di sperimentazione. E' una potente tecnica in sé e ci rende indipendenti dal partner. Soprattutto all'inizio consente di esplorare, prolungare e amplificare stati di trance orgasmica. Per questa stessa ragione è possibile praticare la magia sessuale efficacemente con un partner che non ne sa nulla, ma lavorare con un partner già di per sé allenato è sempre molto più efficace. La maggior parte dei dilettanti credono che la magia sessuale sia qualcosa da farsi in un rituale tra partner, ma in realtà la maggior parte delle arti magiche legate al sesso vengono eseguite autoeroticamente.
Per quanto riguarda gli aspetti fisici della formazione sulla magia sessuale la prima cosa da considerare è che il vostro corpo è realmente il "vostro tempio". E per essere lo strumento ultimo e più importante che intendete utilizzare deve essere in condizioni ottimali. Dipendenze fisiche e mentali, sia che si tratti di alcool o stimolanti, sia che si tratti di tabacco, interferiranno con la capacità di svilupparlo come strumento. Non intendo propagare un atteggiamento moralistico su questo o qualsiasi altro argomento, ma la mente, lo spirito e il corpo sono profondamente interlacciati. E più si altera la mente dall'esterno facendo uso di droghe di qualsiasi tipo, più diventa difficile mettere a fuoco la vostra volontà e le reazioni fisiche. Se siete in condizioni non ottimali, si ottengono risultati non ottimali. Qui, come in tutta la magia, i confini sono labili. Un buon allenamento alla pratica magica permetterà di migliorare notevolmente la vostra magia sessuale e viceversa.
Molti esercizi fisici di magia sessuale derivano dal Tantra Yoga. L'unico punto di disaccordo sembra essere il modo in cui viene utilizzato l'orgasmo. A riguardo, i "tradizionali" autori Tantra sembrano aggrapparsi all'idea che c'è una quantità limitata di spermatozoi che gli gli uomini hanno a disposizione. Pertanto questa preziosa sostanza è attentamente sorvegliata, trattenuta e riassimilata una volta usata. La magia occidentale non condivide questa convinzione. Il suo approccio è piuttosto: più spendi, più ottieni! Questo vale per praticanti di sesso maschile, le donne sono sempre state praticamente inesauribili nella loro capacità orgasmica. In ogni caso la magia sessuale tende ad essere più concreta del Tantra che invece ha un approccio maggiormanete trascendentale.
Il desiderio di trascendenza sembra essere intrinseco nella natura del comportamento umano. Ma i praticanti della magia sessuale sanno anche di dover gestire il "mondo reale", la nostra realtà fisica, prima, solo poi passare eventualmente ad obiettivi più elevati.
Un buon manuale per la preparazione fisica e la formazione è "Stalking the Orgasm Wild" di Christopher Scott Kilham. Esso usa un approccio corretto in quando non solo riporta esercizi di yoga eccellenti ma da anche alcune ottime indicazioni in materia di nutrizione e afrodisiaci. Seguendo questa linea vi accorgerete che penetrerete presto anche in area attigue del vostro percorso magico. Sarete in forma migliore, più rilassati, concentrati ed equilibrati. La magia è un arte che agisce a livello viscerale, non va affrontata a livello intellettuale. Fidatevi delle vostre esperienze. Sforzatevi di compiere il vostro lavoro magico a partire dalla parte del corpo da dove ha origine tutta la magia: i lombi. Buon divertimento!
Frattalici saluti e risate * Fra.: Apfelmann *
lunedì 20 febbraio 2012
Teoria queer - parte 2/2
Dato il suo interesse per la storia della sessualità e la sua radicale snaturalizzazione della predominante comprensione sull'identità sessuale, Michel Foucault è stato un'influenza poststrutturalista fondamentale nello sviluppo della teoria queer. La comprensione di Foucault è che la sessualità è una produzione discorsiva piuttosto che un essenziale attributo umano, è parte della sua ampia concettualizzazione del potere non visto come repressivo e negativo quanto come produttivo e generativo. Cioè, piuttosto che vedere l'utilizzo del potere come soppressione della libera espressione sessuale, questo disconoscimento dell'utilizzo del potere è talmente diffuso che Foucault vi si riferisce come all' "ipotesi repressiva", Foucault sostiene invece che il potere operi discorsivamente per la produzione della sessualità come una verità nascosta che debba essere portata alla luce e specificata in tutte le sue manifestazioni.
"La società che emerse dal XIX secolo - borghese, capitalista, o una società industriale, chiamatela come volete - non affrontò il sesso con un fondamentale rifiuto del suo riconoscimento. Al contrario, mise in funzione interi meccanismi per produrre un vero dibattito a riguardo. Non solo parlò di sesso e costrinse tutti a farlo, ma decise anche di formulare una uniforme verità sul sesso."
Identificare questa fusione tra sesso e verità è la chiave per la moderna invenzione della sessualità, Foucault rifiuta l'idea che la sessualità possa essere autorevolmente definita, si concentra invece sulla discorsiva produzione della sessualità all'interno di regimi di potere e conoscenza: ciò che viene detto su di esso, quali relazioni genera, quali esperienze, quale funzione esso ha storicamente svolto.
Sostenne, in primo luogo, che la sessualità non è essenziale attributo personale ma una libera categoria culturale e, secondo, che è l'effetto del potere piuttosto che il suo oggetto preesistente, il lavoro svolto da Foucalult è stato fondamentale per lo sviluppo della teoria queer, in particolare la sua capacità di comprenderlo come una modalità di analisi senza un oggetto definito.
La comprensione costruttivistica di Foucault secondo cui la sessualità è un effetto delle operazioni discorsive del potere viene sottoscritta dall'importanza che Gayle Rubin ne da in "Thinking Sex". Spesso identificato come uno dei testi fondamentali della teoria queer, il saggio di Rubin segue il rifiuto di Foucault nel dare spiegazioni libidiche e biologiche della sessualità al fine di riflettere sul modo in cui le identità sessuali e i comportamenti sono gerarchicamente organizzati attraverso sistemi di stratificazione sessuale. Chiamata a riconoscere "la dimensione politica della vita erotica", Robin dimostra il modo in cui vengono valorizzate alcune forme di espressione sessuale rispetto ad altre, autorizzando la persecusione di coloro che non rientrano nel ristretto quadro di ciò che costituisce la legittimizzazione sessuale. Come parte del suo progetto di spiegare la regolamentazione e la stratificazione della sessualità, Robin argomenta contro l'ipotesi femminista secondo cui "la sessualità è una derivazione del genere". Mentre riconosce che le relazioni tra i generi siano un contesto importante nell'articolazione del sistema sessuale, sostiene anche che il sesso e il genere non sono sinonimi e che quindi la categorizzazione del genere non può spiegare la sessualità nella sua interezza. L'interesse critico di Rubin alle variazioni sessuali che eccedono ogni differenziazione tra etero e omo richiede "una teoria autonoma e una politica specifica alla sessualità".
L'appello Di Rubin su una analitica distinzione tra genere e sessualità si dimostrò produttivo per Eve Kosofsky Sedgwick, la cui innovativa "Epistemology of the Closet" combina il femminismo alle metodologie antiomofobiche: "Nella cultura occidentale del XX secolo, genere e sessualià rappresentano due assi analitici che possono produttivamente essere immaginati come distinti da un un altro asse, ad esempio, genere e classe, o classe e razza. Distinti, vale a dire, non più che in minima parte, ma comunque in maniera utile.
Sostenendo l'assoluta centralità della sessualità nella comprensione della cultura moderna, "una comprensione di praticamente qualsiasi aspetto della moderna cultura occidentale diviene, non solo incompleta, ma addirittura danneggiata nel suo significato essenziale, nella misura in cui non si comprenda un'analisi critica della moderna definizione di omo/etero-sessualità", Sedgwick dimostra che la distinzione tra omo-etero, che è al centro della moderna definizione sessuale, è fondamentalmente incoerente per due motivi. Da un lato, c'è la persistente contraddizione insita nel voler rappresentare l'omosessualità come una caratteristica di una distinta minoranza della popolazione (Sedgwick si riferisce a ciò come ad "una visione minorizzante") e un desiderio sessuale che potenzialmente riguarda tutti, inclusi i soggetti apparentemente eterosessuali (Sedgwick si riferisce a ciò come ad "una visione universalizzante"). D'altro lato, c'è una insita contraddizione nel pensare all'associazione tra genere e desiderio omosessuale sia in termini transitivi che separatisti, dove la visione transitiva localizza il desiderio come originario nello spazio tra i generi, mentre quella separatista lo pone come la più pura espressione di mascolinità o femminilità.
Proprio come Foucault intende la sessualità non come "una sorta di dote naturale" bensì come "un costrutto storico", così Sedgwick ha compreso che il compito fondamentale non è quello di decidere quale di questi modelli contraddittori descrive più accuratamente l'omosessualità, quanto di analizzare gli effetti conoscitivi che tale contraddizione mette in circolazione. Assumendo che "gli effetti più importanti della moderna definizione omo/etero tendono a scaturire proprio dall'implicitare e negare il divario tra gli effetti minorizzante e universalizzante, o tra genere-transitivo e genere-intransitivo, tipici delle relazioni omosessuali", l'attenzione di Sedgwick va all'irrisolvibile contraddizione dei modelli disponibili per pensare ad una omosessualità che permetta di snaturare le attuali compiacenze rivolte a "rendere meno distruttivo possibile 'l'omosessualità per come oggi la conosciamo'".
Come parte del suo progetto snaturalizzante, Sedgwick punta alle circostanze storiche e concettuali che hanno portato a pensare che la sessualità dipenda solo dal genere di ciascuno, assumendo che il genere di ognuno e il genere di colui da cui è sessualmente attratto segnino il più importante aspetto della sessualità umana. Notando che "la sessualità si estende lungo tante dimensioni che non sono per tutti ben descritti dal genere", Sedgwick sostiene la necessità di porre l'attenzione "ai molteplici, variabili modi in cui le persone possono essere uguali o diverse tra loro". Piuttosto che assumere una differenziazione monolitica basata sulla distinzione omo/etero, Sedgwick si concentra sulla miriade di quotidiane differenze che distinguono le persone sessualmente ma non sono considerate epistemologicamente:
- per alcune persone, la preferenza per un determinato oggetto sessuale, atto, ruolo, zona o scenario è così immemorabile e duratura da poter essere vissuta come innata, per altri, sembra arrivare in ritardo ed essere avvertita come aleatoria o discrezionale.
- per alcune persone, la possibilità che il sesso sia qualcosa di sbagliato è altamente repulsiva, al punto che le loro vite sono fortemente segnate dal cercare di evaderne; per altri non è così.
- per alcune persone, la sessualità offre un necessario spazio di scoperta e accresciuta stimolazione cognitiva. Per altri, la sessualità offre un necessario spazio di assuefazione routinaria e una interruzione cognitiva.
L'insistenza di Sedwick sull'incoerenza dell'attuale definizione di sessualità accoppiata con la fitta schiera di variazioni sessuali che non possono essere comprese dai maggiori assi di differenziazione culturale (come sesso, classe, razza), è stata ripresa nei progetti teorici queer che lavorano opponendosi ai discorsi di normalizzazione di eterosessualità e omosessualità non solo per prendere in considerazione formazioni sessuali che non rientrano in questo binarismo, ma anche per sottolineare gli eterogenei e non sistematizzabili elementi di ogni identità sessuale e di genere.
Il teorico più importante associato con l'analisi degli effetti normatici delle predominanti concezioni su sesso e genere è Judith Butler. Basandosi esplicitamente sul lavoro di Foucault, ma con un'attenzione rivolta ai meccanismi di genere quasi del tutto assenti nel suo lavoro, Butler sostiene che il genere, come la sessualità, non è una verità essenziale derivata dalla materialità corporea quanto piuttosto una regolamentare finzione: "Il genere è la ripetuta stilizzazione del corpo, una serie di atti ripetuti all'interno di una struttura molto rigida di regolamentazione che viene congelata nel tempo per produrre l'apparenza della sostanza, di una naturale sorta di essere." Concentrandosi sulla produzione discorsiva dell'essere, Butler analizza quale lavoro culturale è assicurato dalla rappresentazione del genere come naturale espressione del corpo sessuato, sostenendo in ultima analisi che lo status di eterosessualità come impostazione di base generalmente dipende dall'intelligibilità del genere:
"L'idea secondo cui ci potrebbe essere una "verità" sul sesso, come riportato ironicamente da Foucault, è prodotta proprio attraverso pratiche di regolamentazione che generano coerenti identità attraverso la matrice di coerenti norme sul genere. L'eterosessualizzazione del desiderio richiede e istituisce la produzione di discrete e asimmetriche opposizioni tra "femminile" e "maschile", temini intesi come attributi espressivi di "maschio" e "femmina".
Come effetto pratico di atti reiterati, la produzione discorsiva sul genere naturalizza l'eterosessualità, in quanto l'eterosessualità è il risultato regolare dei rapporti considerati come norma tra sesso, genere e desiderio sessuale.
Seguendo la comprensione di Foucault secondo cui non c'è utopia al di fuori del potere e conseguentemente che la resistenza è possibile solo all'interno dei circuiti stessi in cui il potere opera, Butler assume la possibilità di performatività di genere come una strategia di resistenza, citando come esempio la ripetizione parodistica delle norme sul genere evidenti nella "pratica culturale di drag, cross-dressing e stilizzazione sessuale delle identità butch/femme". Per Butler, tali pratiche contestano la corrente condizione di intelligibilità culturale per soggetti forniti di sesso e genere attraverso una dimostrazione di "status completamente ricostruito del cosiddetto eterosessuale originale". In un libro successivo, "Bodies That Matter" Butler è attento a sottolineare che la performatività non è sinonimo di performance. Lungi dall'essere un'attività giocosa o volontaristica, la performatività di genere è un processo reiterato che costituisce il soggetto come un soggetto. "A questo proposito, la performatività è la precondizione del soggetto" (Jagose). Attirando l'attenzione su "nuove possibilità per il genere che contestano i rigidi codici di binarismi gerarchici", il lavoro di Butler è stato ripreso, sia con entusiasmo che critica, in teoriche ricerche su posizioni soggettive non-eteronormative tipiche della teoria queer.
Sebbene la teoria queer sia preminentemente organizzata intorno alla sessualità, la sua ricerca critica sui mezzi non-normativi è potenzialmente attenta a qualsiasi ordine di differenze che partecipino ai regimi di normalizzazione e devianza sessuale. Piuttosto che separare la sessualità da altri assi di indagine sociale - razza, etnia, classe, genere, nazionalità, e così via - la teoria queer è sempre più strutturata in modo tale che varie categorie di differenze declinino una nell'altra, con un approccio che considera "tutti i più disparati fattori che concorrono alla creazione di diverse identità sociali e il loro giudizio sullo standard della normativa sociale" (Harper). Un filone fondamentale di questa discussione riguarda la capacità dei modelli teorici queer di affrontare le questioni sostanziali della razza e dell'etnia nella costruzione del soggetto queer.
Critiche basate sulla razza e l'attivismo sono state a lungo parte dei contesti femminista e lesbico-gay cruciali per l'evoluzione della teoria queer, particolarmente nella loro persistente sfida alla reificazione di identità presumibilmente fondamentali, come le donne e gli omosessuali. Con un recente lavoro sulla formazione della sessualità affiancato a concetti di razza, etnia, nazionalità, cittadinanza, la teoria queer sfida non solo a considerare i modi significativi in cui le identità sessuali e razziali sono interlacciate, ma anche ad abbandonare la sua autorappresentazione come "terreno neutro in cui le identità, le culture e i movimenti sociali delle persone sono 'spiegate'" (Quiroga). Reciprocamente, i modelli della teoria queer hanno talvolta subito significative trasformazioni attraverso studi tradizionali in campi accademici organizzati da categorie etniche e raziali. Notando questa reciproca relazione volta alla reciproca trasformazione, Jasbir K. Puar scrive: "Visionando ed espandendo il dibattito queer come intervento politico e accademico non solo si parla direttamente delle lacune intorno alla sessualità in studi etnici - come asiatici o americani o studi postcoloniali - ma anche in punti di studi gay e lesbici, studi queer e anche studi sulle donne... verso la necessità di interrompere i regimi disciplinari che continuamente reinventano corpi di teorie a partire da singoli, moderni soggetti."
Il sospetto che i modelli normativi di identità non saranno mai adeguati al lavoro di rappresentanza loro richiesto, fornisce le condizioni di intelligibilità non solo per pensare alla nascita della teoria queer dai modelli basati sull'identità dei movimenti femministi e lesbico-gay, ma anche per la comprensione del XXI secolo e dei frequenti annunci della morte della teoria queer, molto significanti quelli provenienti da prospettive radicali transgender che qualificano i queer come compiacentemente partigiani, impegnati in nozioni come la performatività che rifiuta l'identificazione di cross-gender in qualcosa di diverso da un registro parodico e figurativo.
Principalmente attraverso l'estesa lettura di Butler, ma con riferimenti anche a Laurentis e Sedgwick tra gli altri, Jay Prosser nota che i testi fondamentali della teoria queer hanno figurativamente invocato il concetto di transgender - una identificazione che sta tra i generi - al fine di destabilizzare interpretazioni ricevute sull'identità di genere e di sesso. L'annessione della teoria queer di trasgender ad un suo progetto critico ha, nota Prosses, teso a recuperarlo "come il segno di omosessualità, lo stile di genere definitivo dell'omosessualità". Anche quando queer è inteso non come un sinonimo di omosessualità, ma come un termine che denota performatività, nonreferenzialità e incoerenza rispetto al sistema predominate di sesso e genere, la valorizzazione teorica di transgender lavora contro la legittimazione dello specifico soggetto transessuale: "ciò che viene scartato dal transgender nella sua dislocazione queer, è proprio il valore dell'argomento che riguarda la maggior parte dei transessuali: il racconto di diventare un uomo biologico o una donna biologica (come opposizione all'azione performativa), in breve e semplicemente la materialità del corpo sessuato. Notando che il transgender negozia il suo significato come delicata relazione tra "l'investimento transessuale nella materialità del sesso e una rielaborazione queer del genere nella sessualità", Prosser sufferisce che la teoria queer presti maggiore attenzione alle vitali differenze esistenti proprio tra le categorie che ci si potrebbe aspettare di rappresentare.
Allo stesso modo nel richiedere una sensibilità maggiore verso le pratiche materiali del sesso queer, non semplicemente riguardo alla loro formulazione allegorica, Jacob Hale riferisce dellla scena leatherdyke del Nord America per sostenere che la teoria queer dovrebbe complicare i propri modelli su sesso, genere e sessualità includendo quelli elaborati in specifiche sottocultura sessuali:
"Ecco la lezione, in poche parole: se, come minimo, non capisci le personali e altrui esplicite espressioni sessuali del desiderio queer e del sesso transgender radicale/leatherqueer come riportato nelle pubblicazioni (incluse quelle fatte in casa), non potrai capire i margini, i bordi, delle nostre dominanti espressioni culturali sul sesso, sul genere e sulla sessualità... se non capisci come si vive il genere sui bordi, non potrai capire come si vive il genere al centro."
Mentre questi recenti dibattiti circa l'importanza che la teoria queer prenda in considerazione identità e pratiche di sesso e genere emarginati, sono spesso rappresentati come dispute territoriali, la riluttanza della teoria queer a specificare il proprio oggetto può significare che le sue direzioni future potrebbero essere produttivamente determinate dalle sue omissioni presenti o dalle sue debolezze paradigmatiche.
Organizzando se stessa intorno alla risorta vitalità dei queer, la teoria queer ha puntato la sua pretesa paradossale su qualcosa che è allo stesso tempo in ogni futuro e senza futuro. Per ogni studioso che parla dell'impulso critico dei queer come diretto al futuro, ce n'è un altro che lo rappresenta come già esaurito: "Considerato il veloce mercato americano, forse il momento queer, se è qui oggi, ci sarà per questo motivo anche domani"; "Queer potrebbe presto perdere tutto il proprio effetto per una parola, un segnale, o una minaccia (che potrebbe aver già fatto)"; "La politica Queer potrebbe, ormai, essere sopravvissuta alla sua utilità politica". Questo senso della teoria queer di obsolescenza potrebbe essere letto piuttosto che come un segno del suo inevitabile declino, come una sua transitoria potenziale trasformazione. In effetti il sospetto circa l'utilità attuale della teoria queer è una misura migliore del suo valore rispetto alla istituzionalizzazione e normalizzazione. La più importante capacità della teoria queer, dopo tutto, non è quello di dimostrare che ha avuto ragione, ma di tenere aperta una strategia politica di non referenzialità per pensare ad un futuro che possa essere non territoriale, demotico e provvisorio ma che rimane al presente inimmaginabile.
Berlant, Lauren, and Michael Warner. "What Does Queer Theory Teach Us about X?" PMLA: Publications of the Modern Language Association of America 110, no. 3 (May 1995): 343–349.
Butler, Judith. Bodies That Matter: On the Discursive Limits of "Sex." New York: Routledge, 1993.
——. Gender Trouble: Feminism and the Subversion of Identity. New York: Routledge, 1990.
De Lauretis, Teresa. "Queer Theory: Lesbian and Gay Sexualities." differences: A Journal of Feminist Cultural Studies 3, no. 3 (1991): iii–xviii.
Edelman, Lee. Homographesis: Essays in Gay Literary and Cultural Theory. New York: Routledge, 1994.
Foucault, Michel. The History of Sexuality. Vol. 1, An Introduction. Translated by Robert Hurley. London: Penguin, 1990.
Halberstam, Judith. "Who's Afraid of Queer Theory?" In Class Issues, edited by Amitava Kumar, 256–275. New York: New York University Press, 1997.
Hale, Jacob. "Are Lesbians Women?" Hypatia 11, no. 2 (spring 1996): 94–121.
Halperin, David M. Saint Foucault: Towards a Gay Hagiography. New York: Oxford University Press, 1995.
Harper, Phillip Brian. "Gay Male Identities, Personal Privacy, and Relations of Public Exchange: Notes on Directions for Queer Culture." Social Text 52–53 (fall/winter 1997): 5–29.
Jagose, Annamarie. Queer Theory: An Introduction. New York: New York University Press, 1996.
Prosser, Jay. Second Skins: The Body Narratives of Transsexuality. New York: Columbia University Press, 1998.
Puar, J. K. "Transnational Sexualities: South Asian (Trans)nation(alism)s and Queer Diasporas." In Q & A: Queer in Asian America, edited by David L. Eng and Alice Y. Hom, 405–422. Philadelphia: Temple University Press, 1998.
Quiroga, Jose. "New Directions in Multiethnic, Racial, and Global Queer Studies." GLQ: A Journal of Lesbian and Gay Studies 10 (2003): 123–135.
Rubin, Gayle S. "Thinking Sex." In The Lesbian and Gay Studies Reader, edited by Henry Abelove, Michele Aina Barale, and David M. Halperin, 3–44. New York: Routledge, 1993.
Sedgwick, Eve Kosofsky. Epistemology of the Closet. Berkeley: University of California, 1990.
——. Tendencies. Durham, N.C.: Duke University Press, 1993.
Read more: Queer Theory - Queer Futures - York, Gay, University, and Press - JRank Articles http://science.jrank.org/pages/10947/Queer-Theory-Queer-Futures.html#ixzz1mCnVfaxK
"La società che emerse dal XIX secolo - borghese, capitalista, o una società industriale, chiamatela come volete - non affrontò il sesso con un fondamentale rifiuto del suo riconoscimento. Al contrario, mise in funzione interi meccanismi per produrre un vero dibattito a riguardo. Non solo parlò di sesso e costrinse tutti a farlo, ma decise anche di formulare una uniforme verità sul sesso."
Identificare questa fusione tra sesso e verità è la chiave per la moderna invenzione della sessualità, Foucault rifiuta l'idea che la sessualità possa essere autorevolmente definita, si concentra invece sulla discorsiva produzione della sessualità all'interno di regimi di potere e conoscenza: ciò che viene detto su di esso, quali relazioni genera, quali esperienze, quale funzione esso ha storicamente svolto.
Sostenne, in primo luogo, che la sessualità non è essenziale attributo personale ma una libera categoria culturale e, secondo, che è l'effetto del potere piuttosto che il suo oggetto preesistente, il lavoro svolto da Foucalult è stato fondamentale per lo sviluppo della teoria queer, in particolare la sua capacità di comprenderlo come una modalità di analisi senza un oggetto definito.
La comprensione costruttivistica di Foucault secondo cui la sessualità è un effetto delle operazioni discorsive del potere viene sottoscritta dall'importanza che Gayle Rubin ne da in "Thinking Sex". Spesso identificato come uno dei testi fondamentali della teoria queer, il saggio di Rubin segue il rifiuto di Foucault nel dare spiegazioni libidiche e biologiche della sessualità al fine di riflettere sul modo in cui le identità sessuali e i comportamenti sono gerarchicamente organizzati attraverso sistemi di stratificazione sessuale. Chiamata a riconoscere "la dimensione politica della vita erotica", Robin dimostra il modo in cui vengono valorizzate alcune forme di espressione sessuale rispetto ad altre, autorizzando la persecusione di coloro che non rientrano nel ristretto quadro di ciò che costituisce la legittimizzazione sessuale. Come parte del suo progetto di spiegare la regolamentazione e la stratificazione della sessualità, Robin argomenta contro l'ipotesi femminista secondo cui "la sessualità è una derivazione del genere". Mentre riconosce che le relazioni tra i generi siano un contesto importante nell'articolazione del sistema sessuale, sostiene anche che il sesso e il genere non sono sinonimi e che quindi la categorizzazione del genere non può spiegare la sessualità nella sua interezza. L'interesse critico di Rubin alle variazioni sessuali che eccedono ogni differenziazione tra etero e omo richiede "una teoria autonoma e una politica specifica alla sessualità".
L'appello Di Rubin su una analitica distinzione tra genere e sessualità si dimostrò produttivo per Eve Kosofsky Sedgwick, la cui innovativa "Epistemology of the Closet" combina il femminismo alle metodologie antiomofobiche: "Nella cultura occidentale del XX secolo, genere e sessualià rappresentano due assi analitici che possono produttivamente essere immaginati come distinti da un un altro asse, ad esempio, genere e classe, o classe e razza. Distinti, vale a dire, non più che in minima parte, ma comunque in maniera utile.
Sostenendo l'assoluta centralità della sessualità nella comprensione della cultura moderna, "una comprensione di praticamente qualsiasi aspetto della moderna cultura occidentale diviene, non solo incompleta, ma addirittura danneggiata nel suo significato essenziale, nella misura in cui non si comprenda un'analisi critica della moderna definizione di omo/etero-sessualità", Sedgwick dimostra che la distinzione tra omo-etero, che è al centro della moderna definizione sessuale, è fondamentalmente incoerente per due motivi. Da un lato, c'è la persistente contraddizione insita nel voler rappresentare l'omosessualità come una caratteristica di una distinta minoranza della popolazione (Sedgwick si riferisce a ciò come ad "una visione minorizzante") e un desiderio sessuale che potenzialmente riguarda tutti, inclusi i soggetti apparentemente eterosessuali (Sedgwick si riferisce a ciò come ad "una visione universalizzante"). D'altro lato, c'è una insita contraddizione nel pensare all'associazione tra genere e desiderio omosessuale sia in termini transitivi che separatisti, dove la visione transitiva localizza il desiderio come originario nello spazio tra i generi, mentre quella separatista lo pone come la più pura espressione di mascolinità o femminilità.
Proprio come Foucault intende la sessualità non come "una sorta di dote naturale" bensì come "un costrutto storico", così Sedgwick ha compreso che il compito fondamentale non è quello di decidere quale di questi modelli contraddittori descrive più accuratamente l'omosessualità, quanto di analizzare gli effetti conoscitivi che tale contraddizione mette in circolazione. Assumendo che "gli effetti più importanti della moderna definizione omo/etero tendono a scaturire proprio dall'implicitare e negare il divario tra gli effetti minorizzante e universalizzante, o tra genere-transitivo e genere-intransitivo, tipici delle relazioni omosessuali", l'attenzione di Sedgwick va all'irrisolvibile contraddizione dei modelli disponibili per pensare ad una omosessualità che permetta di snaturare le attuali compiacenze rivolte a "rendere meno distruttivo possibile 'l'omosessualità per come oggi la conosciamo'".
Come parte del suo progetto snaturalizzante, Sedgwick punta alle circostanze storiche e concettuali che hanno portato a pensare che la sessualità dipenda solo dal genere di ciascuno, assumendo che il genere di ognuno e il genere di colui da cui è sessualmente attratto segnino il più importante aspetto della sessualità umana. Notando che "la sessualità si estende lungo tante dimensioni che non sono per tutti ben descritti dal genere", Sedgwick sostiene la necessità di porre l'attenzione "ai molteplici, variabili modi in cui le persone possono essere uguali o diverse tra loro". Piuttosto che assumere una differenziazione monolitica basata sulla distinzione omo/etero, Sedgwick si concentra sulla miriade di quotidiane differenze che distinguono le persone sessualmente ma non sono considerate epistemologicamente:
- per alcune persone, la preferenza per un determinato oggetto sessuale, atto, ruolo, zona o scenario è così immemorabile e duratura da poter essere vissuta come innata, per altri, sembra arrivare in ritardo ed essere avvertita come aleatoria o discrezionale.
- per alcune persone, la possibilità che il sesso sia qualcosa di sbagliato è altamente repulsiva, al punto che le loro vite sono fortemente segnate dal cercare di evaderne; per altri non è così.
- per alcune persone, la sessualità offre un necessario spazio di scoperta e accresciuta stimolazione cognitiva. Per altri, la sessualità offre un necessario spazio di assuefazione routinaria e una interruzione cognitiva.
L'insistenza di Sedwick sull'incoerenza dell'attuale definizione di sessualità accoppiata con la fitta schiera di variazioni sessuali che non possono essere comprese dai maggiori assi di differenziazione culturale (come sesso, classe, razza), è stata ripresa nei progetti teorici queer che lavorano opponendosi ai discorsi di normalizzazione di eterosessualità e omosessualità non solo per prendere in considerazione formazioni sessuali che non rientrano in questo binarismo, ma anche per sottolineare gli eterogenei e non sistematizzabili elementi di ogni identità sessuale e di genere.
Il teorico più importante associato con l'analisi degli effetti normatici delle predominanti concezioni su sesso e genere è Judith Butler. Basandosi esplicitamente sul lavoro di Foucault, ma con un'attenzione rivolta ai meccanismi di genere quasi del tutto assenti nel suo lavoro, Butler sostiene che il genere, come la sessualità, non è una verità essenziale derivata dalla materialità corporea quanto piuttosto una regolamentare finzione: "Il genere è la ripetuta stilizzazione del corpo, una serie di atti ripetuti all'interno di una struttura molto rigida di regolamentazione che viene congelata nel tempo per produrre l'apparenza della sostanza, di una naturale sorta di essere." Concentrandosi sulla produzione discorsiva dell'essere, Butler analizza quale lavoro culturale è assicurato dalla rappresentazione del genere come naturale espressione del corpo sessuato, sostenendo in ultima analisi che lo status di eterosessualità come impostazione di base generalmente dipende dall'intelligibilità del genere:
"L'idea secondo cui ci potrebbe essere una "verità" sul sesso, come riportato ironicamente da Foucault, è prodotta proprio attraverso pratiche di regolamentazione che generano coerenti identità attraverso la matrice di coerenti norme sul genere. L'eterosessualizzazione del desiderio richiede e istituisce la produzione di discrete e asimmetriche opposizioni tra "femminile" e "maschile", temini intesi come attributi espressivi di "maschio" e "femmina".
Come effetto pratico di atti reiterati, la produzione discorsiva sul genere naturalizza l'eterosessualità, in quanto l'eterosessualità è il risultato regolare dei rapporti considerati come norma tra sesso, genere e desiderio sessuale.
Seguendo la comprensione di Foucault secondo cui non c'è utopia al di fuori del potere e conseguentemente che la resistenza è possibile solo all'interno dei circuiti stessi in cui il potere opera, Butler assume la possibilità di performatività di genere come una strategia di resistenza, citando come esempio la ripetizione parodistica delle norme sul genere evidenti nella "pratica culturale di drag, cross-dressing e stilizzazione sessuale delle identità butch/femme". Per Butler, tali pratiche contestano la corrente condizione di intelligibilità culturale per soggetti forniti di sesso e genere attraverso una dimostrazione di "status completamente ricostruito del cosiddetto eterosessuale originale". In un libro successivo, "Bodies That Matter" Butler è attento a sottolineare che la performatività non è sinonimo di performance. Lungi dall'essere un'attività giocosa o volontaristica, la performatività di genere è un processo reiterato che costituisce il soggetto come un soggetto. "A questo proposito, la performatività è la precondizione del soggetto" (Jagose). Attirando l'attenzione su "nuove possibilità per il genere che contestano i rigidi codici di binarismi gerarchici", il lavoro di Butler è stato ripreso, sia con entusiasmo che critica, in teoriche ricerche su posizioni soggettive non-eteronormative tipiche della teoria queer.
Sebbene la teoria queer sia preminentemente organizzata intorno alla sessualità, la sua ricerca critica sui mezzi non-normativi è potenzialmente attenta a qualsiasi ordine di differenze che partecipino ai regimi di normalizzazione e devianza sessuale. Piuttosto che separare la sessualità da altri assi di indagine sociale - razza, etnia, classe, genere, nazionalità, e così via - la teoria queer è sempre più strutturata in modo tale che varie categorie di differenze declinino una nell'altra, con un approccio che considera "tutti i più disparati fattori che concorrono alla creazione di diverse identità sociali e il loro giudizio sullo standard della normativa sociale" (Harper). Un filone fondamentale di questa discussione riguarda la capacità dei modelli teorici queer di affrontare le questioni sostanziali della razza e dell'etnia nella costruzione del soggetto queer.
Critiche basate sulla razza e l'attivismo sono state a lungo parte dei contesti femminista e lesbico-gay cruciali per l'evoluzione della teoria queer, particolarmente nella loro persistente sfida alla reificazione di identità presumibilmente fondamentali, come le donne e gli omosessuali. Con un recente lavoro sulla formazione della sessualità affiancato a concetti di razza, etnia, nazionalità, cittadinanza, la teoria queer sfida non solo a considerare i modi significativi in cui le identità sessuali e razziali sono interlacciate, ma anche ad abbandonare la sua autorappresentazione come "terreno neutro in cui le identità, le culture e i movimenti sociali delle persone sono 'spiegate'" (Quiroga). Reciprocamente, i modelli della teoria queer hanno talvolta subito significative trasformazioni attraverso studi tradizionali in campi accademici organizzati da categorie etniche e raziali. Notando questa reciproca relazione volta alla reciproca trasformazione, Jasbir K. Puar scrive: "Visionando ed espandendo il dibattito queer come intervento politico e accademico non solo si parla direttamente delle lacune intorno alla sessualità in studi etnici - come asiatici o americani o studi postcoloniali - ma anche in punti di studi gay e lesbici, studi queer e anche studi sulle donne... verso la necessità di interrompere i regimi disciplinari che continuamente reinventano corpi di teorie a partire da singoli, moderni soggetti."
Il sospetto che i modelli normativi di identità non saranno mai adeguati al lavoro di rappresentanza loro richiesto, fornisce le condizioni di intelligibilità non solo per pensare alla nascita della teoria queer dai modelli basati sull'identità dei movimenti femministi e lesbico-gay, ma anche per la comprensione del XXI secolo e dei frequenti annunci della morte della teoria queer, molto significanti quelli provenienti da prospettive radicali transgender che qualificano i queer come compiacentemente partigiani, impegnati in nozioni come la performatività che rifiuta l'identificazione di cross-gender in qualcosa di diverso da un registro parodico e figurativo.
Principalmente attraverso l'estesa lettura di Butler, ma con riferimenti anche a Laurentis e Sedgwick tra gli altri, Jay Prosser nota che i testi fondamentali della teoria queer hanno figurativamente invocato il concetto di transgender - una identificazione che sta tra i generi - al fine di destabilizzare interpretazioni ricevute sull'identità di genere e di sesso. L'annessione della teoria queer di trasgender ad un suo progetto critico ha, nota Prosses, teso a recuperarlo "come il segno di omosessualità, lo stile di genere definitivo dell'omosessualità". Anche quando queer è inteso non come un sinonimo di omosessualità, ma come un termine che denota performatività, nonreferenzialità e incoerenza rispetto al sistema predominate di sesso e genere, la valorizzazione teorica di transgender lavora contro la legittimazione dello specifico soggetto transessuale: "ciò che viene scartato dal transgender nella sua dislocazione queer, è proprio il valore dell'argomento che riguarda la maggior parte dei transessuali: il racconto di diventare un uomo biologico o una donna biologica (come opposizione all'azione performativa), in breve e semplicemente la materialità del corpo sessuato. Notando che il transgender negozia il suo significato come delicata relazione tra "l'investimento transessuale nella materialità del sesso e una rielaborazione queer del genere nella sessualità", Prosser sufferisce che la teoria queer presti maggiore attenzione alle vitali differenze esistenti proprio tra le categorie che ci si potrebbe aspettare di rappresentare.
Allo stesso modo nel richiedere una sensibilità maggiore verso le pratiche materiali del sesso queer, non semplicemente riguardo alla loro formulazione allegorica, Jacob Hale riferisce dellla scena leatherdyke del Nord America per sostenere che la teoria queer dovrebbe complicare i propri modelli su sesso, genere e sessualità includendo quelli elaborati in specifiche sottocultura sessuali:
"Ecco la lezione, in poche parole: se, come minimo, non capisci le personali e altrui esplicite espressioni sessuali del desiderio queer e del sesso transgender radicale/leatherqueer come riportato nelle pubblicazioni (incluse quelle fatte in casa), non potrai capire i margini, i bordi, delle nostre dominanti espressioni culturali sul sesso, sul genere e sulla sessualità... se non capisci come si vive il genere sui bordi, non potrai capire come si vive il genere al centro."
Mentre questi recenti dibattiti circa l'importanza che la teoria queer prenda in considerazione identità e pratiche di sesso e genere emarginati, sono spesso rappresentati come dispute territoriali, la riluttanza della teoria queer a specificare il proprio oggetto può significare che le sue direzioni future potrebbero essere produttivamente determinate dalle sue omissioni presenti o dalle sue debolezze paradigmatiche.
Organizzando se stessa intorno alla risorta vitalità dei queer, la teoria queer ha puntato la sua pretesa paradossale su qualcosa che è allo stesso tempo in ogni futuro e senza futuro. Per ogni studioso che parla dell'impulso critico dei queer come diretto al futuro, ce n'è un altro che lo rappresenta come già esaurito: "Considerato il veloce mercato americano, forse il momento queer, se è qui oggi, ci sarà per questo motivo anche domani"; "Queer potrebbe presto perdere tutto il proprio effetto per una parola, un segnale, o una minaccia (che potrebbe aver già fatto)"; "La politica Queer potrebbe, ormai, essere sopravvissuta alla sua utilità politica". Questo senso della teoria queer di obsolescenza potrebbe essere letto piuttosto che come un segno del suo inevitabile declino, come una sua transitoria potenziale trasformazione. In effetti il sospetto circa l'utilità attuale della teoria queer è una misura migliore del suo valore rispetto alla istituzionalizzazione e normalizzazione. La più importante capacità della teoria queer, dopo tutto, non è quello di dimostrare che ha avuto ragione, ma di tenere aperta una strategia politica di non referenzialità per pensare ad un futuro che possa essere non territoriale, demotico e provvisorio ma che rimane al presente inimmaginabile.
Berlant, Lauren, and Michael Warner. "What Does Queer Theory Teach Us about X?" PMLA: Publications of the Modern Language Association of America 110, no. 3 (May 1995): 343–349.
Butler, Judith. Bodies That Matter: On the Discursive Limits of "Sex." New York: Routledge, 1993.
——. Gender Trouble: Feminism and the Subversion of Identity. New York: Routledge, 1990.
De Lauretis, Teresa. "Queer Theory: Lesbian and Gay Sexualities." differences: A Journal of Feminist Cultural Studies 3, no. 3 (1991): iii–xviii.
Edelman, Lee. Homographesis: Essays in Gay Literary and Cultural Theory. New York: Routledge, 1994.
Foucault, Michel. The History of Sexuality. Vol. 1, An Introduction. Translated by Robert Hurley. London: Penguin, 1990.
Halberstam, Judith. "Who's Afraid of Queer Theory?" In Class Issues, edited by Amitava Kumar, 256–275. New York: New York University Press, 1997.
Hale, Jacob. "Are Lesbians Women?" Hypatia 11, no. 2 (spring 1996): 94–121.
Halperin, David M. Saint Foucault: Towards a Gay Hagiography. New York: Oxford University Press, 1995.
Harper, Phillip Brian. "Gay Male Identities, Personal Privacy, and Relations of Public Exchange: Notes on Directions for Queer Culture." Social Text 52–53 (fall/winter 1997): 5–29.
Jagose, Annamarie. Queer Theory: An Introduction. New York: New York University Press, 1996.
Prosser, Jay. Second Skins: The Body Narratives of Transsexuality. New York: Columbia University Press, 1998.
Puar, J. K. "Transnational Sexualities: South Asian (Trans)nation(alism)s and Queer Diasporas." In Q & A: Queer in Asian America, edited by David L. Eng and Alice Y. Hom, 405–422. Philadelphia: Temple University Press, 1998.
Quiroga, Jose. "New Directions in Multiethnic, Racial, and Global Queer Studies." GLQ: A Journal of Lesbian and Gay Studies 10 (2003): 123–135.
Rubin, Gayle S. "Thinking Sex." In The Lesbian and Gay Studies Reader, edited by Henry Abelove, Michele Aina Barale, and David M. Halperin, 3–44. New York: Routledge, 1993.
Sedgwick, Eve Kosofsky. Epistemology of the Closet. Berkeley: University of California, 1990.
——. Tendencies. Durham, N.C.: Duke University Press, 1993.
Read more: Queer Theory - Queer Futures - York, Gay, University, and Press - JRank Articles http://science.jrank.org/pages/10947/Queer-Theory-Queer-Futures.html#ixzz1mCnVfaxK
Etichette:
eterosessualità,
Eve Kosofsky Sedgwick,
Gayle Rubin,
genere,
Judith Butler,
Micher Foucault,
omosessualià,
sesso,
sessualità,
teoria queer,
Thinking Sex
Iscriviti a:
Post (Atom)