Il concetto di butch e femme è stato a lungo dibattuto all'interno della comunità lesbica, ma anche raggiungere un consenso unanime su cosa significhino i termini "butch" e "femme" può essere estremamente difficile. Negli ultimi anni questi termini sono intervenuti a descrivere un ampio spettro di individui e le loro relazioni. E' più facile, allora, cominciare con l'esaminare questa cultura dal punto di vista storico.
Butch e femme sono emersi nel ventesimo secolo come un insieme di identità sessuali ed emozionali in uso tra le lesbiche. Per dare un'idea generale, ma semplicistica, su cosa il dualismo butch-femme significhi, possiamo dire che le butch esibiscono tradizionali tratti "mascolini" mentre le femme quelli "femminili". Anche se storie di coppie butch-femme si ritrovano già nell'America di fine XX secolo, e sono state particolarmente evidenti nel 1930, è dalla seconda metà del secolo in poi che la classe operaia e l'apertura di bar specifici conduce ad un archetipo più chiaro delle dinamiche butch-femme.
Probabilmente, durante il periodo che va dal 1940 ai primi anni del 1960, butch e femme erano più facili da riconoscere nei bar gay: le butch indossavano abiti maschili e portavano capelli corti a differenza delle loro controparti femme che indossavano vestiti, tacchi alti e usavano trucco.
Un modo molto comune e accettato di vivere le relazioni all'interno della comunità lesbica era appunto il modello butch-femme, praticamente la norma intorno al 1950. Devianze da questo modello erano addirittura stigmatizzate, donne che non vi rientravano erano dette "kiki" altrimenti chiamate "confuse".
Inoltre, secondo regole non scritte dei ruoli butch-femme, rapporti butch-butch e femme-femme erano rigorosamente tabù. Una butch, col suo aspetto da duro e i suoi vanti sessuali, ci si aspettava che facesse coppia e cercasse piacere con una femme. La femme, invece, era spesso considerata sessualmente ed emotivamente passiva, oltre che in competizione per l'attenzione di una butch. Le coppie frequentemente si impegnavano in rapporti a lungo termine, l'alternativa lesbica al matrimonio, e lottavano duramente semplicemente per la propria individualità in un epoca di forte bigottismo e repressione sessuale.
Ma più tardi la politica identitaria del ventesimo secolo, strettamente legata al movimento femminista lesbico dei primi anni '70, respinse la cultura butch-femme come politicamente scorretta. Molte lesbiche di quel periodo criticarono il modello butch-femme come capitolazione all'oppressivo standard patriarcale. L'androginia divenne l'ideale lesbico. Lo scrittore e storico Lillian Faderman sottolinea di quanto l'"androginia" femminile finisse per rientrare nel modello butch.
Critiche al dualismo butch-femme furono basate solitamente sulla pretesa che queste due identificazioni avevano di replicare il modello eterosessuale designando un membro della coppia come maschio (la butch) e l'altro come femmina (la femme). Ancora oggi questo argomento è spesso discusso. Infatti solleva un problema di fondo e cioè il principio secondo cui l'eterossessualità è la norma e tutte le altre forme di sessualità sono solo sue deboli imitazioni. Ma il modello butch-femme non deve imitare proprio nulla, è un modo unico di vivere e amare.
Siccome è impossibile definire rigorosamente cosa la butch non sia, si preferisce esaminare cosa le butch tendono ad avere in comune. Più che un modo di vestire e di preferenze sessuali, con butch si identifica una sorta di androgena, potente energia.
Le butch si vestono in un determinato modo e tagliano i propri capelli non perché vogliano essere uomini, ma per esprimere un modo diverso di essere donna, o semplicemente il proprio genere. Piuttosto che cercare di replicare la mascolinità o l'eterosessualità, le butche rappresentano una sfida e un rifiuto alla cultura dominante che ha stabilito come una donna debba apparire e agire.
Le butch, come descritto ampiamente nel romanzo di Leslie Feinberg del 1992 "Stone Butch Blues", non si fanno toccare intimamente. Traggono piacere invece dal fare l'amore con la propria partner. Alcune butch possono anche scegliere nomi e pronomi maschili, perché mentre non si identificano come uomini, non si considerano neanche donne. Eppure tendono ancora a identificarsi fortemente con la comunità lesbica.
Le femme sono probabilmente descritte meglio come lesbiche, bisessuali e donne queer i cui modi e il cui stile seguono le linee di quanto è tradizionalmente considerato femminile. Mentre le butch sono spesso accusate di cercare di essere uomini, le femme sono a volte accusate, da altre lesbiche, di indossare abbigliamento femminile allo scopo di nascondersi all'interno della comunità etero. In realtà le lesbiche femme sovvertono le convenzioni sessuali e di genere cooptando per tratti tipicamente "femminili" ad indicare la loro attrazione per altre donne.
Una rinascita dell'identità e delle relazioni butch-femme si ha alla fine del 1980 quando questa dinamica torna alla ribalta nella comunità lesbica. Tale rinascita può essere dovuta in parte al fatto che la fluidità di genere è diventata molto più accettabile negli ultimi decenni. Dopotutto, butch e femme non si riferiscono solo all'orientamento sessuale ma sono anche espressione di genere.
Negli ultimi anni i termini "pansessualità" e "polisessualità" sono stati uniti a "bisessualità" per indicare l'attrazione delle donne per tutti gli altri generi. Un'altro risultato di questa fluidità sta nel fatto che non è più semplice, soltanto guardandola, dire se una lesbica sia butch o femme. Le butch non sono sempre necessariamente Top, le femme non sono sempre necessariamente bottom. Inoltre butch e femme non sono più nell'attesa una dell'altra.
Tuttavia, nonostante la rinnovata visibilità per le butch-femme, molte donne sostengono che "butch" e "femme" sono soltanto etichette usate per semplificare, generalizzare o classificare identità complesse in false dicotomie. Le femme sono state accantonate dalla comunità lesbica perché "troppo aggraziate per essere 'realmente' lesbiche." E un comune ritornello tra lesbiche e bisessuali che non capiscono il fascino delle donne butch è "se volete stare con qualcuno che sembri un uomo, state con un uomo!"
Ma, come Carol Queer scrisse nella sua innovativa antologia "Dagger: On Butch Wonen" (1994), tratti "maschili" nelle donne assumono significati completamente diversi, "qualcosa riguardo ai generi sessuali per cui la nostra lingua, troppo povera al riguardo, non ci offre parole sufficienti per descriverlo."
Faderman, Lillian. Odd Girls and Twilight Lovers: A History of Lesbian Life in Twentieth-Century America. New York: Penguin Books, 1991.
Feinberg, Leslie. Stone Butch Blues. Pittsburgh and San Francisco: Cleis Press, 1993.
Goodloe, Amy. "Lesbian Identity and the Politics of Butch-Femme Roles."
Nestle, Joan. "The Femme Question." The Persistent Desire: A Femme-Butch Reader. Joan Nestle, ed. Boston: Alyson Publications, 1992. 138-46.
Queen, Carol. "Why I Love Butch Women." Dagger: On Butch Women. Lily Burana, Roxxie, and Linnea Due, eds. Pittsburgh and San Francisco: Cleis Press, 1994. 15-23.
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