venerdì 17 febbraio 2012

Parliamo di genere - parte 1/2

La società di ha trasmesso un'idea di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato quando si parla di generi sessuali, ma se avessimo sbagliato tutto?


Quando pensiamo agli infiniti modi in cui il genere sessuale può essere espresso cominciamo anche a renderci conto di quanto la nostra identità personale sia condizionata dalla vita quotidiana e dall'educazione ricevuta. Siamo forzati a seguire dei ruoli di genere dettati dalla società che possono portare alla distruzione di se stessi come individui e ad una certa confusione su cosa siamo in realtà e su come esprimerci pienamente. I ruoli di genere sono mascherati da stereotipi ben ancorati ai valori tradizionali e totalmente mancanti di tutte le eccezioni dei giorni moderni.


E' necessario un nuovo tipo di rivoluzione, una che possa accettare la femminilizzazione degli uomini e la mascolinizzazione delle donne. E' fondamentale a tale scopo guardarsi indietro, riguardare il passato per cercare le informazioni che abbiamo dimenticato o che abbiamo smarrito e che altrimenti passerebbero inosservate.


Gertrude Stein è considerata una pioniera per donne e lesbiche, poliedrica e conosciuta come scrittrice, poeta, collezionista d'arte, americana di nascita, ha trascorso la maggior parte della sua vita in Francia. Viene descritta come una donna prodigiosa per la quantità di chili aggrappati al suo corpo, e non di massa fluttuante, bensì di massa grassa pesante. Amava rivestirsi di velluto coi capelli crespi pettinati all'indietro e verso l'alto, che facevano sembrare il suo volto intelligente simile ad un jolly. Ella intelluattizzò il suo grasso e il suo corpo sembrava essere una grande macchina che solo la sua grande personalità permetteva di muovere. Gertrude era vigorosa. Era solita scoppiare a ridere, a voce alta. Aveva una risata abbondande, come una bistecca. Amava la carne...


Era forte e intelligente, nel 1906, caratteristiche che solo gli uomini potevano permettersi. Ella sfidò la rigidità di genere per quanto durante la sua vita non parlò mai del suo lesbismo. Negò questa parte di se per salvarla dalle critiche e dal giudizio altrui. Ma era tutto quello che una donna non doveva essere per la sua epoca e sono tante coloro che hanno seguito il suo esempio. Nello stesso modo in cui uomini considerati femminili sono messi in ridicolo e visti come femminucce se non si adattano al modello di uomo comune. Walt Whitman ad esempio, un poeta americano, saggista e giornalista, sostenitore del movimento di transizione tra trascendentismo e realismo.


Oltre ad essere un poeta egli fu anche infermiere volontario duranete la guerra civile americana. La sua sessualità e la sua "mascolinità" vennero messi in costante relazione durante la sua vita, tant'è che viene comunemente descritto come omosessuale o bisessuale, siamo nel 1855. La sua poesia, in sostanza, è stata vista come un attributo "femminile" che egli sembrava possedere, lo stesso Freud sostenne l'equivoco quando disse "Se vuoi conoscere di più sulla femminilità, interrogati sulla tua esperienza di vita o rivolgiti ai poeti".


Uomini e donne hanno avuto i loro momenti di gloria legati al genere, durante i quali per altro le loro identità sono state sia glorificate che distorte. Per fare un esempio il 19 novembre in diversi paesi di tutto il mondo si festeggia la Giornata Internazionale degli Uomini. Fondata a Trinidad e Tobago nel 1999, questa giornata è supportata dalle Nazioni Unite così come da numerosi gruppi in Australia, Nord America, Aria, Europa, Africa e in alcuni territori dei Caraibi. Questa giornata ha lo scopo di sostenere il ruolo che gli uomini svolgono nella societò come leader e sesso forte. E' buffo che le donne abbiano dal 1909 la loro Giornata Internazionale della Donna e che rappresenta nove decenni di lotta per l'uguaglianza, la giustizia, la pace e lo sviluppo.


Nel suo "Bool of Women" Lynne Griffin e Kelly McCann riporta ciò: "Osa Johnson, una fotografa naturalista che ha condotto numerose incursioni pionieristiche in Africa e Polinesia, è stata catturata, insieme alla sua compagna di viaggio, da un gruppo di cannibali veri e prori." Ciò dimostra che le donne hanno la capacità di fare il lavoro di un uomo e di affrontarlo a testa alta. D'altra parte, il passaggio attraverso i ruoli hanno posto molti uomini nella condizione di switchare attraverso le responsabilità e di condividere i doveri che una volta erano considerati "lavoro da donne".


In "Lens' Feminization of America" Elinor descrive che "Per la prima volta nella storia, invece di essere le donne ad adattarsi ad uno stile maschile, sono gli uomini che stanno guardando alla cultura femminile trovando in esso alcuni modelli adatti a se stessi." Trovare un modello adatto però non sempre significa essere pronti ad accettarlo quindi mentre negli negli ultimi 25-30 anni le donne sembrano essere venute ad un equilibrio assumendo potere e consapevolezza di se, gli uomini ancora stanno grattandosi la testa non avendo probabilmente ancora digerito a pieno i nuovi possibili modi di essere di questa nuova epoca.


I due generi sono stati chiamati a bilanciare e sviluppare insieme le proprie energie mascoline e femminili. L'uomo è stato l'unico finora a definire i ruoli. Ora che il vecchio modello maschile non è più applicabile e uno nuovo non è ancora stato creato, il risultato è che spesso gli uomini non sanno esattamente quali sono le azioni, i modi di essere e le convenzioni accettabili, stessa cosa vale per le donne, storicamente abituate ad assumere questi concetti passivamente.


Qualcosa di estremamente subdolo come i peli del viso può darci un'idea di quanto siamo arrivati a condizionarci l'un l'altro su una strada che sostanzialmente non conduce da nessuna parte essendo solo risultato di meri stereotipi. Si suppone che le donne debbano depilarsi per essere viste come femminili mentre gli uomini che si presentassero allo stesso modo sarebbero visti come gay. Così a quaranta milioni di donne americane in età compresa tra 15 e 70 anni sono stati rimossi dal viso almeno quattro peli superflui negli ultimi sei mesi, e circa 22 milioni di donne americane elimina i peli del viso almeno una volta alla settimana.


Si è sufficientemente d'accordo nell'attribuirne la principale causa dei peli agli ormoni. Steven Naifeh e Gregory White Smith hanno analizzato attentamente la situazione ricavandone che ci sono tre ormoni (estrogeni, testosterone e progesterone) sia dentro gli uomini che dentro le donne, in quantità variabili, quindi siamo un "popolo" di ormoni che può combinarsi in maniera diversa per dare ad ognuno di noi un aspetto che sia assolutamente caratteristico se non intervenissero fattori esterni a dirottarlo su quanto viene solo comunemente considerata una visione corretta dei generi.

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