C'è un pericolo alla mascolinizzazione delle donne: le altre donne. Invece di concedersi tregua e seguire un codice di sorellanza, le donne hanno questa mentalità per la quale è necessario uccidere le altre possibili contendenti. Sostegno reciproco e unità non esistono. L'istinto di competizione diventa una innata estenzione del modo di essere femminile. E' difficile capire e opporsi all'esistenza di questa distanza cui ci hanno trainate probabilmente anche lunghi periodi di lotta per i diritti civili. Gli uomini non hanno mai avuto problemi ad ammirarsi e sostenersi l'un l'altro, forse possiamo imparare qualcosa da loro sotto questo aspetto.
Le donne hanno dimenticato che solo di recente, nel XX secolo, le donne latino americane hanno avuto diritto al voto. Queste zone comprendono Ecuador, Brasile, El Salvador, Repubblica Dominicana, Guatemala e Argentina. Anche gli uomini notano come le donne si trattano l'un l'altra. Essi commentano il fatto che spesso le donne trattano le altre donne come rivali, criticano continuamente i loro abiti, le scarpe e le borse, invece di incoraggiarsi e sostenersi a vicenda.
Il Femminismo è stato sempre per la mascolinizzazione delle donne unita alla femminilizzazione contestuale degli uomini. Ma come fa una ragazza che agisce come un ragazzo a perseguire la causa del femminismo? Segretamente si tratta di bramare il potere del femminismo, tenendo conto che non si vuole celebrare la femminilità quanto privare gli uomini del loro potere per tenerlo per se. La società non può che peggiorare a causa di questa tendenza. Stesso discorso per gli atteggiamenti sessuali. Invece di fungere da contrappeso al comportamento spesso grezzo degli uomini, il femminismo incoraggia le donne ad agire nella stessa rozza maniera, se non di più.
Un mio amico dall'atteggiamento piuttosto bruto e urbano di nome Chris Grayson non aveva paura di ammettere che "gli uomini sono altrettanto sensibili delle donne, forse anche di più. Gli uomini sono condizionati al fine di evitare le emozioni a tutti i costi, perché ti fanno apparire sensibile e vulnerabile, ma quello che poche persone capiscono è che queste emozioni imbottigliate emergono semplicemente con una diversa connotazione. Con rabbia e violenza ad esempio, che infliggono dolore alle vittime ignare che solitamente siamo noi stessi."
Anche Freud in un articolo intitolato "Perché Sigmund Freud è stato incapace di capire le donne?" ha ammesso in una lettera a sua moglie Martha: "Credo davvero di averti sempre amato di più di quanto tu abbia amato me... Ho forzato me stesso verso di voi e voi mi avete accolto senza grande affetto". In una lettera successiva Freud si lamentò con Martha di non aver avuto controllo su di lei dicendo "Ti ho trovato così matura e ogni spazio in te era già occupato, e voi eravate dura e riservata al punto che io non avevo alcun potere su di voi".
Prendiamo ora in considerazione la lunghezza dei capelli, fattore praticamente insignificante ma che ha determinato il come gli uomini e le donne sono visti nella società. Nel Nuovo Testamento alle donne è fatto divieto di tagliarsi i capelli, la causa è da cercare storicamente nel fatto che ciò va contro il voto di nazireo. Giovanni Battista è stato un nazireo per tutta la vita, il che significa che non ha mai tagliato i capelli. Con tutta probabilità i suoi capelli erano molto lunghi. Lo stesso Paolo ha preso il voto di nazireo così come altri quattro discepoli degli Atti. Ma il voto di nazireo è un voto che può essere preso da uomini e da donne. Se una donna ha preso questo voto, ella dovrà, come un uomo, radersi la testa alla fine del voto.
Adoratrici di Dioniso, dio del vino e della vendemmia nella letteratura greca, vestivano spesso come uomini. Potevano rimuovere i loro veli e tagliare i capelli molto corti fino a radersi completamente il capo. Quando le donne adoravano il dio Dioniso il capo scoperto implicava il loro impegno all'eccentrico dio del vino e la confutazione dell'ingiustizia maschile. Gli uomini, nel tentativo di imitare le donne, spesso portavano i capelli lunghi e i veli durante le cerimonie di culto. Uomini imitavano donne e donne imitavano uomini?
Forse i greci sono stati nel giusto fin dall'inizio. Un altro esempio è quello della "Grande Madre" Cibele, risalente al VI secolo. I suoi seguaci, uomini castrati che indossavano veli, collane, orecchini e abiti femminili, finivano per assumere un'identità femminile. E' un dato di fatto che questi antichi popoli abbiano capito la complessità del genere abbracciando il concetto di "contrario". E come abbiamo fatto noi a regredire al punto che siamo diventati insensibili a noi stessi e all'altro sesso? Warren Farrell nel suo libro "Myth of Male Power" scrive: "Gli uomini si suicidano più frequentemente quando sono disoccupati o cadono in disgrazia economica perché sentono che uccidendo se stessi stanno uccidendo il proprio fardello". Quando questi ruoli sono diventati così predominanti nella nostra società? Essi sono causa non solo di perdita di vite ma causano anche una lunga serie di effetti collaterali.
Il genere non è una questione ne di forza ne di denaro. Non si tratta dello status o dell'abilità di fare lavori domestici. Il genere incarna tutto ciò che di più complesso c'è dentro di noi, portandoci in un viaggio di scoperta del sé che non ha ne un inizio ne una fine. E' facile dare predeterminate qualità e suggestioni a uomini/donne che non sanno ancora chi e cosa vogliano essere e da dove cominciare per cercare e rappresentare la loro vera essenza. La confusione è praticamente innata in ognuno di noi ed è terreno fertile per il condizionamento. Trovare il nostro significato nascosto richiede una continua rivalutazione e un continuo fervore mentale che a molte persone può apparire faticoso. Una persona reale è tale da incarnare la capacità di essere sia "maschile" che "femminile" a seconda che la situazione lo richieda. Maturità e autocritica svolgono un ruolo chiave in questo concetto, poiché la maggior parte delle volte la verità non è facile da digerire, qualsiasi ne sia la fonte. Le parole di Virginia Woolf spesso avvolgono la mente di chi è disposto a considerare la complessa natura del genere quando dice: "Per quanto i sessi possano essere differenti, essi sono intercalati uno nell'altro. Ad ogni essere umano capita di oscillare da un sesso all'altro, e spesso è solo il vestiario che mantiene la somiglianza con gli uomini e le donne, mentre sotto il sesso è l'esatto contrario di ciò che è al di sopra".
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